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Jacopo Giliberto

Correnti di Jacopo Giliberto

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giugno 2011

30 giugno 2011 - 15:00

energia. manovra. ore 19,20: salta il taglio degli incentivi. rincarano gas e luce.

questa sarebbe la norma che è stata portata al preconsiglio dei ministri e aggiunta all’articolo 33.

il consiglio dei ministri comincia alle 15

10. allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.

11. in attuazione del comma 10, con decreto del ministero dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’autorità del gas e dell'energia elettrica entro 90 giorni, è rideterminata l’entità degli incentivi, benefici e agevolazioni.

 (chi copia, linki la fonte. grazie)

aggiornamento delle ore 17.

questa misura, voluta dal ministro roberto calderoli, consentirebbe un taglio del 3% delle tariffe elettriche.

le voci interessate sono le tariffe cip6, il conto energia per il fotovoltaico, il decomissioning delle centrali nucleari e altro.

“siamo di fronte ad un governo di pazzi. non ci sono altre parole possibili, di fronte alla proposta di calderoli di inserire nella manovra un emendamento che colpirebbe a morte le energie rinnovabili. Ma questi qua hanno un'idea di dove sta andando il mondo o no? uscito di scena il nucleare, l'italia dovrebbe raddoppiare gli sforzi per le rinnovabili: e questi, invece, pensano bene di affondarle. vanno fermati, prima che per l'italia sia troppo tardi”: questo il commento di fabrizio vigni, presidente nazionale degli ecodem.

aggiornamento delle ore 18,15.

interviene anche l'assoelettrica, l'associazione dei produttori di corrente elettrica.
ecco il loro comunicato imbufalito:

assolettrica esprime  sconcerto e preoccupazione per l'ipotesi avanzata nella bozza della manovra presentata oggi in consiglio dei ministri, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, di procedere al taglio indiscriminato del 30 per cento degli incentivi a favore delle fonti rinnovabili.
è di poche settimane fa la revisione del sistema di incentivi per il fotovoltaico:  rimettere oggi in discussione una norma frutto di una mediazione faticosamente raggiunta vuol dire togliere ogni certezza agli investitori,  colpendo un intero comparto industriale nazionale e danneggiando la credibilità del nostro paese di fronte agli investitori internazionali.
assolettrica ribadisce che un quadro regolatorio stabile nel tempo è condizione indispensabile per favorire gli investimenti necessari a dotare l'italia delle infrastrutture energetche di cui ha assoluto bisogno e si augura che ci sia un ripensamento su una decisione che comporterebbe conseguenze drammatiche per l'intero sistema energetico nazionale.

aggiornamento delle 18,40.

ecco il commento di vittorio cogliati dezza, presidente della legambiente:

che la bozza della manovra entrata in consiglio dei ministri contenga anche un taglio del 30% di alcune voci che appesantiscono le bollette elettriche a partire dal 2012, potrebbe essere anche una bella notizia. Sarebbe ora, infatti, di eliminare i costi inutili in bolletta per le spese per il decommissioning delle centrali nucleari e del cip6 per le assimilate.
certo, sarebbe invece assurdo andare a colpire il settore delle vere rinnovabili (come il fotovoltaico), visto anche lo scenario che per questo settore si è aperto dopo la recente consultazione popolare. il governo deve quindi chiarire subito quali sono gli obiettivi dei tagli.
l'ue ci impone un obiettivo del 17% dei consumi da rinnovabili da raggiungere al 2020, e solo poche settimane fa è stato approvato il quarto conto energia proprio per dare certezze agli investimenti nel fotovoltaico dopo lo stop imposto con il decreto romani. sarebbe francamente assurdo tornare ora a sconfessare le scelte appena fatte da questa stessa maggioranza contraddicendo anche la volontà espressa dai cittadini italiani che, votando contro il nucleare, hanno evidentemente scelto uno sviluppo basato sulla crescita delle rinnovabili.

aggiornamento delle ore 19,20.

l'agenzia ansa ha diramato questo dispaccio:

il comma dell'articolo 33 della manovra, che prevedeva, dal 1 gennaio 2012, il taglio del 30% degli incentivi a tutte le fonti energetiche rinnovabili - secondo quanto si apprende - sarebbe stato stralciato. a chiederne l'abolizione con particolare forza - sempre secondo le medesime fonti - sarebbe stato il ministro dello sviluppo economico paolo romani.

intanto l'autorità dell'energia ha diffuso l'aggiornamento delle tariffe di luce e gas. leggi i dettagli nell'articolo del sito web del sole 24 ore: da domani aumenti per luce (+1,9%) e gas (+4,2%). 52 euro in più a famiglia.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, nucleare, reti energia

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28 giugno 2011 - 18:16

rifiuti. napoli. da mantova un'idea: macchine agricole contro l'emergenza nell'emergenza.

continua il dibattito in corso in queste pagine sul tema dei rifiuti di napoli.

oggi òspito il bravissimo anzio negrini, della società di nettezza urbana di mantova, la tea. 

la questione dei rifiuti di napoli mi procura un coinvolgimento legato per lo più alla passione che ho per il mio mestiere.
è utile di disporre di impianti di trattamento fisico biologico (a mantova li utilizziamo da 35 anni e ci hanno fatto vivere senza particolari disagi), almeno da qui all'avvento della raccolta domiciliare; adesso a napoli esiste un problema dell'emergenza nell'emergenza, che è rappresentato dalla mancata raccolta.

al riguarda credo sia abbastanza facilmente ipotizzabile una presenza di forze non esattamente limpide, che vivono di emergenze e quindi altro non  faranno che alimentarla.
a prescindere da queste ragioni, che possono però risultare dominanti, voglio suggerire una idea almeno per uscire dal guado del problema sanitario, sicuramente propiziato dalla mancata raccolta.

se soltanto si riuscisse a togliere la presenza dei rifiuti ingombranti e raee (rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici) presenti nei cumuli, sono convinto che si potrebbe fare piazza pulita in pochi giorni facendo ricorso a normali presse raccoglitrici, quelle che avvolgono nella plastica le balle di rifiuti solidi urbani sul posto mentre raccolgono da terra.
del tipo di quelle usate in agricoltura.

basta una trattrice agricola gommata da 70-80 chilowatt di potenza e si potrebbe almeno raggiungere l'obiettivo di confinare la spazzatura, sottraendola al contatto con l'atmosfera.
il rifiuto così condizionato, e velocemente raccolto, potrebbe essere più facilmente manipolato e comunque reso innocuo rispetto alle insidie sanitarie che può procurare.

la raccolta delle balle si può realizzare con autocarri dotati di gru retrocabina con pinza di presa, e anche lo stoccaggio sarebbe più facilitato rispetto alla presenza di rifiuto sfuso tal quale.

anzio negrini

per meglio comprendere di cosa sta parlando negrini, ecco alcune foto di rotopresse agricole di un primario produttore italiano, ma esistono decine di produttori in tutta europa

luciano allievi risponde all'idea di negrini:

sono d'accordo: rifiuti ingombranti, rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici (raee), carta e cartone delle attività commerciali sono il 43% dei rifiuti di napoli.
un accordo fra l'assessore esposito, l'asìa e l'associazione dei commercianti per una raccolta differenziata "indipendente" significherebbe togliere il 18% dei rifiuti urbani e, soprattutto, ottenere materiali differenziati di qualità.
ho qualche perplessità sulle balle di rifiuti solidi urbani: il termovalorizzatore di acerra e gli impianti stir non sono attrezzati per accogliere rifiuti pressati e imballati; si dovrebbe stoccare, aprire le balle e poi scaricare in  fossa per l'inizio  della lavorazione.

luciano allievi

ecco il mio articolo in forma di lettera aperta al sindaco luigi de magistris

qui il contributo dell'imprenditore dei rifiuti luciano allievi.

e qui l'interessantissimo intervento di alessandro visalli

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Categorie: ecologia e ambiente, rifiuti

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26 giugno 2011 - 23:09

lunedì alle 19,14 un asteroide sfiora la terra. catastrofe evitata per 3 ore e mezzo.

l'apocalisse sfiorata.
alle 19,14 di lunedì un asteroide di dimensioni impressionanti sfiora la terra.
la nasa ha ricalcolato meglio i movimenti dei due corpi spaziali e ha concluso che l'impatto è mancato per appena tre ore e mezzo di differenza sull'appuntamento.
altrimenti?
altrimenti, bang.

altrimenti avrebbe potuto ripetersi quanto era accaduto cent'anni fa in siberia, a tunguska, quando la mattina del 30 giugno 1908, alle 7,17 di una mattinata resa luminosa dalle notti bianche del nord, un pianetino del diametro stimato di 50 metri ha distrutto in pochi istanti una fetta immensa della taigà siberiana. il cielo si è illuminato con la luce di mille soli, 2mila chilometri quadri di foresta siberiana sono spariti nelle fiamme e si è alzato un "fungo atomico" altro 80 chilometri. come centinaia di bombe atomiche. a titolo di confronto, uno scheggione (stimato) lungo 5 metri scavò un lago. non si sa quante persone morirono.

c'è una lista nera dei 250mila corpi celesti pronti a sfrittellarsi sulla terra: come l’asteroide apophis che potrebbe arrivarci addosso il 13 aprile 2036.
sull'ipotesi dell'asteroide piallatore ci hanno fatto pure film di stile catastrofico, come deep impact del '98.

i nuovi dati della nasa confermano i cambiamenti dell'orbita del nuovo asteroide che si chiama 2011md e che passera a 12mila chilometri, passando sotto i satelliti artificiali, sopra un punto a metà fra il sudafrica e l'antartico.

l’asteroide, grande come due autobus affiancati, è stato scoperto e avvistato mercoledì 22 giugno dall’osservatorio linear del nuovo messico.
la sua orbita non è omogenea perché il roccione distruttore "sente" la massa della terra e quindi la sua rotta è cambiata rispetto alla prima rilevazione.

http://neo.jpl.nasa.gov/news/news172.html

la luminosità dell’asteroide, misurata dai principali osservatori astronomici, dice che il roccione è tra i 9 e i 30 metri di diametro.
ai cannocchiali del loro osservatorio, gli astronomi dell'australia, della nuova zelanda, dell’asia meridionale e orientale tenteranno di seguire in presa diretta il passaggio fulmineo di 2011md, cercando di riuscire a fotografarlo nella sua corsa rapidissima.

quanti ne passano e quanti ne arrivano a terra?
secondo gli scienziati nasa del jet propulsion laboratory di pasadena (california), in media passa un roccione di questo tipo ogni sei anni. quelli più piccoli, quando entrano nell'atmosfera, si dissolvono in una cascata luminosa spettacolare, lasciando arrivare al suolo qualche sasso.
la sonda dawn si sta avvicinando intanto al pianetino vesta: qui puoi vederla.

non ce ne siamo accorti, ma il 4 febbraio di quest'anno, mentre eravamo distratti dalle nostre meschinissime attività di esseri umani, un roccione spaziale è passato ancora più vicino alla terra, appena 5.471 chilometri, un soffio.

e c'è chi pensa di spedire sopra a questi roccioni squadre di minatori spaziali per sfruttarne le risorse.

(ringrazio il bravissimo giornalista scientifico teramano nicola facciolini)

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Categorie: ecologia e ambiente, Film, Religione, Scienza

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25 giugno 2011 - 19:55

emissioni. crolla in europa il valore dell'anidride carbonica. ecco perché.

crollano i prezzi dell'anidride carbonica.
una caduta libera del prezzo della co2 che dura da otto sessioni di mercato, da metà giugno.

la perdita del valore del titolo di emissione pari a una tonnellata di co2 (eua), sia sul mercato spot, che sul contratto di riferimento (dicembre 2011) è stato di circa il 20%.
sui contratti a dicembre si è passati dai 18,18 euro la tonnellata del 31 maggio ai 13,37 euro di questi giorni.

perché crolla il valore della co2?
tra le cause dell'improvviso cambiamento di tendenza del mercato, la maggior parte degli analisti indica la mancanza di copertura delle vendite di energia del 2013 e 2014 da parte delle utilities europee.
inoltre non c'è molta fiducia sul fatto che l'europa voglia sostenere questo mercato ambientale.

per esempio, giovedì era in agenda una votazione riguardante il target delle emissioni di co2 e la decisione sulle nuove politiche di efficienza energetica.
se fosse stato deciso un taglio severo alle emissioni europee di anidride carbonica, il mercato avrebbe visto un aumento delle quotazioni.
invece un obiettivo europeo di maggiore efficienza energetica avrebbe diminuito la domanda di titoli di anidride carbonica.

inoltre, è stato deciso di riavviare le centrali nucleari in francia, ed è stato prolungata la vita del più vecchio impianto nucleare francese a fesseheim.

"credo che esista anche un fattore di stagionalità; già nel 2010, ma più verso la fine di luglio, i mercati della co2 erano crollati. l'analisi tecnica dei nostri analisti - afferma pietro valaguzza, amministratore delegato della società italiana icasco, uno dei più noti trader di diritti di emissione - mostra alcune analogie con quanto successo l'estate scorsa e non escludiamo che vi siano anche alcune cause da ricercarsi in fattori esogeni, come ad esempio un forte movimento speculativo da primari operatori bancari".

l'andamento delle partite spot
Co2-1 

l'andamento dell'anidride carbonica a termine per dicembre
Co2-2 

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, nucleare

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24 giugno 2011 - 20:26

atomo. nell'aereo russo precipitato martedì gli scienziati del nucleare iraniano.

sorte maligna.

alcuni ricorderanno che martedì a petrozavodsk, in russia a un passo dal confine con la finlandia, un tupolev 134 si è schiantato in un atterraggio d'emergenza sull'autostrada.
circa 45 i morti.
un errore dei piloti.

su quell'aereo c'erano quattro ingegneri nucleari russi che lavoravano alla costruzione della contestatissima centrale nucleare iraniana di buscer.

serghiei rižov, ghennadi beniok, nicolai tronov e andrei tropinov, fra i massimi esperti nucleari.
lavoravano per la gidropress (hydropress), una società fondamentale per le forniture tecnologiche della centrale persiana, dopo che la siemens era stata estromessa.

tronov, per esempio, era noto non solamente in russia ma in tutta l'industria nucleare internazionale per le sue qualità tecniche e scientifiche.

la fusione fra le tecnologie tedesche iniziali con tecnologie della moscovita rosatom aveva reso la centrale molto delicata e molto sensibile allo stuxnet, il virus informatico usato dai servizi segreti per paralizzare il progetto iraniano.
non a caso la commissione russa per l'energia atomica dopo l'attacco informatico alla centrale iraniana aveva imposto la rimozione delle barre di combustibile dal reattore per essere sicuri che, dopo gli attacchi informatici al sistema di gestione, la centrale non potesse esplodere.

pochi mesi fa questi scienziati erano tornati a buscer per rimettere in ordine l'impianto e farlo ripartire.
ed erano riusciti a rimettere in marcia la centrale.

l'aereo su cui viaggiavano insieme questi scienziati è precipitato e sono morti tutti.

sorte davvero maligna.

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Categorie: energia, infrastrutture, nucleare

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24 giugno 2011 - 11:47

rifiuti. napoli. dare un servizio ai cittadini o dare un lavoro ai disoccupati? analisi illuminante.

un nuovo contributo sul caso dei rifiuti di napoli, dopo il mio articolo in forma di lettera aperta al sindaco luigi de magistris e dopo il contributo dell'imprenditore dei rifiuti luciano allievi.

ecco il contributo di un altro imprenditore dei rifiuti, alessandro visalli.

io non so per quale motivo gli impianti per trasformare il rifiuto residuale indifferenziato in frazioni più stabili e maneggiabili (e in parte avviarlo a recupero) siano sistematicamente sottovalutati in campania. quando rappresentano, ed è di tutta evidenza, una ricchezza impiantistica unica (non solo) nel mezzogiorno.
una traccia può venire dalla lettura della bozza del piano rifiuti urbani redatta dalla giunta caldoro con il coordinamento del professor umberto arena. in essa si legge che gli stir sono inutili e ridondanti e aggiungono solo costi al sistema. il concetto è semplice: dopo la raccolta differenziata il materiale residuale meno si tocca e meglio è. occorre solo incenerirlo.

non entro nel merito. mi spiace solo che sia una logica che non rispetta la direttiva europea sui rifiuti come recepita dalla legge italiana.

vorrei, invece, dilungarmi su un altro tema. su questo si rischia di avere all'opera non pochi "masanielli".
il tema del lavoro.

la prima dichiarazione dell'attuale assessore all'ambiente del comune di napoli, sodano, rifondazione comunista, è stata che interverranno sulla pianta organica dell'asia tramite un piano di prepensionamenti di circa 400 unità e altrettante assunzioni dal bacino dei lavoratori "corsisti" di bros (si tratta di disoccupati organizzati che negli anni passati hanno seguito corsi remunerati per la raccolta differenziata).

per ragionare su tale annuncio partirei da qui: da dati ispra le raccolte in italia hanno una incidenza di addetti tra i 500 e i 1.000 abitanti serviti per ogni addetto.
contrariamente alla impressione che se ne potrebbe avere, a nord ci sono mediamente solo 574,8 abitanti per addetto mentre al sud 749,7.

clicca qui per scaricare la tabella dell'ispra sul numero degli addetti alle raccolte di rifiuti (255 kb in formato docx)

ciò dipende dal fatto che al nord la produzione di rifiuti per abitante è maggiore, per la maggiore incidenza di attività economiche che caricano il sistema.

la media della campania è 705 abitanti per addetto, quindi in linea con la media del sud.
ma l'asia (azienda del comune di napoli) purtroppo scende invece a soli 450 abitanti circa per addetto, cioé ci sono moltissimi addetti, in numero tale che non si giustifica la necessità di nuove assunzioni.

con i 2.200 addetti dell'asia (senza considerare gli addetti indiretti che sono almeno altri 1.000) si potrebbero tranquillamente servire 1.550.000 abitanti.

detto in altre parole, per diventare un'azienda in linea con la media (ricordo che la media di addetti per abitante del virtuosissimo trentino è di ben 985 abitanti per addetto, con i quali lavoratori, rapportati a napoli sarebbero meno di 1.000, fanno il 60% di raccolta differenziata) l'asia dovrebbe ridurre di un terzo il personale senza assumere nessuno. o, se volete, dovrebbe assumere dopo aver ridotto della metà il personale per portarsi a 1.400 addetti totali.

 per me al riguardo il punto è il seguente:

una delle caratteristiche (non solo) del bassolinismo (ma anche l'assessore di rifondazione comunista, corrado gabriele, ne sapeva qualcosa) è stata la spesa pubblica concepita come fonte da spremere senza considerazione (o troppo secondaria considerazione) per le ragioni dell'efficienza e del senso delle proporzioni.
un "deficit spending" tutto orientato a dare risposta ad una (obiettivamente difficilmente sostenibile, ed anche umanamente comprensibile, ma non giustificabile) pressione sul sistema decisionale da parte di forze orientate solo ad avere soddisfazione immediata dei loro bisogni.
tale risposta è stata storicamente, e non solo in campania, erogata tramite meccanismi clientelari che sono semplicemente nella natura delle cose fatte attraverso gli uomini.

(intendo dire che quando si fa qualcosa lo si fa attraverso organizzazioni, e queste sono fatte di uomini che hanno le loro debolezze e difetti. inoltre le organizzazioni tendono ad un trattamento amministrativo delle procedure, e in questo non è difficile far passare parzialità).

a prevenire una possibile obiezione (del tenore "ma questi lavoreranno") il punto per me non è se le persone lavorano o no.
il punto è se il loro lavoro serve.

 i "famosi" lavoratori di sos ambiente (il call center senza chiamate di molte interrogazioni parlamentari dello stesso attuale assessore), ad esempio, timbravano ogni giorno il cartellino (così i lavoratori di iacorossi, recam, etc.) ma spesso giocavano a carte (non senza loro frustrazione).

provo a dirlo in altro modo: il bassolinismo (non da solo) ha la colpa di non essere partito dai servizi ma dalla domanda sociale. e alla fine di aver usato i servizi per soddisfare la domanda.

ora, è sicuramente vero che il ragionamento che ho appena fatto è magari in astratto condivisibile, mentre in concreto non è così facile. non vorrei dare l'impressione di credere che lo sia.
ho vissuto e lavorato per anni nella città di napoli e lo so benissimo.
so che non è facile.
ma anche le cose non facili vanno fatte. e se non si fanno si sbaglia.
degli errori, anche in buona fede o per debolezza, si porta la responsabilità.
in particolare, non è facile resistere e distiguere tra richieste legittime (magari solo colorite) e persone che (anche per dolore e disperazione) hanno superato il confine tra il lecito e l'illecito.
purtroppo in questi anni abbiamo tutti visto decine di episodi del genere.

senza fare automatismi segnalo, in proposito, che le proteste indebite e illegali sono aumentate subito dopo l'annuncio (se si proietta la considerazione sulle organizzazioni prima fatta dentro le semi-anarchiche organizzazioni della piazza si comprende l'attivazione potenziale di una dinamica di lotta per emergere, finalizzata alla collocazione in posizione utile nella lista di priorità da presentare all'amministrazione).
comunque, è chiaro, in questo nessuna certezza assoluta; tra l'altro le forze dell'ordine sono state correttamente attivate e faranno il loro lavoro (se la politica li protegge).

il punto vero, però, non è eventualmente giudiziario, è politico.
nel senso alto delle politiche sociali e del lavoro che si vogliono fare. per immaginare un'alternativa (certo rozza) le risorse che collettivamente possiamo legittimamente decidere di destinare a sostegno al reddito potremmo allocarle con strumenti meno clientelari e anche molto più efficaci (e meno distorsivi).
prendere le risorse che tutte le amministrazioni destinano ad assumere lavoratori dalle liste (centinaia di milioni di euro all'anno) e finanziare un credito di imposta regionale (automatico) su attività socialmente utili e in settori specifici di interesse pubblico.
l'effetto occupazionale sarebbe moltiplicato per due o tre, il lavoro sarebbe vero, e nessuna clientela.
molto più sviluppo.

certo anche meno consenso.
negli anni passati questo discorso era stravagante.

ora?

mi rendo conto che ci vorrebbe un tavolo delle istituzioni regionali che apra un confronto con il governo.
ma se non ora, quando?

alessandro visalli

 

qui la cronaca di oggi sul sito web del sole 24 ore

ecco il mio articolo in forma di lettera aperta al sindaco luigi de magistris e il contributo dell'imprenditore dei rifiuti luciano allievi.

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Categorie: ecologia e ambiente, rifiuti, società

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23 giugno 2011 - 21:07

rifiuti. napoli. lettera di un imprenditore al sindaco: caro de magistris, questi gli errori.

stamattina ho scritto su queste pagine un articolo in forma di lettera a luigi de magistris, sindaco di napoli, sui rifiuti di napoli e sui "masanielli".

a integrazione e in risposta, rivolgendosi de magistris scrive anche luciano allievi, imprenditore dei rifiuti. ecco la lettera aperta.

caro sindaco,

lei arriva troppo tardi, con o senza i masaniello.
il suo comune ha avuto, alla fine del 2009, la possibilità  di iniziare il percorso virtuoso. 
per chiudere e bonificare le mille e oltre discariche abusive, il comune ha avuto in regalo la gestione degli impianti "stir" di tufino e giugliano, impianti rifunzionalizzati ed efficienti, impianti in grado di ottenere (alla fine del percorso di lavorazione dei rifiuti) una riduzione dei rifiuti superiore al 30%:  circa il 40% di cdr "vero" e un 30% di compost secondo le "specifiche 19.05.03".

invece il suo comune ha preferito proseguire con il vecchio metodo: raccolta, qualche volta triturazione, e poi tutto in discarica o ad acerra, forse per il gusto di mantenere lo stato di tensione ed emergenza.

quanto avuto in regalo forse non era il massimo, ma almeno quegli impianti avrebbero dato all'intera provincia di napoli l'opportunità di evitare nuove discariche, di utilizzare correttamente l'impianto di acerra, di evitare il dramma di terzigno e di attivare seriamente la raccolta differenziata dei rifiuti "umidi".

gli impianti "stir" assegnati alla sua municipalizzata erano dotati di piattaforme di compostaggio rifunzionalizzate ed efficienti e in grado di trattare, per esempio, 400 tonnellate al giorno di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata.
sì, signor sindaco, è possibile trattare e trasformare in compost i rifiuti ad appena 40 euro alla tonnellata.
ad appena qualche chilometro dal suo municipio.
tutto questo, senza un soldo di investimento.

ora di quegli impianti è rimasto solo quello di tufino, perché la sua "municipalizzata" asìa nell'aprile 2010 ha preferito smantellare quanto era già stato iniziato anche nello "stir" di giugliano, fino a cedere tutto alla sap.na.
peccato.

venga a trovarci nell'impianto "stir" di tufino.
vedrà di persona.

con cordialità
luciano allievi

leggi qui l'articolo con cui in novembre raccontavo come l'asìa avesse abbandonato l'impianto che piace agli argentini
leggi qui l'articolo sui sabotaggi agli impianti "stir"
leggi qui l'articolo di cronaca sul sito web del sole 24 ore

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Categorie: ecologia e ambiente, rifiuti

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23 giugno 2011 - 12:55

rifiuti. napoli. lettera al sindaco: caro de magistris, con i masanielli sta sbagliando.

gentile sindaco di napoli,

sui rifiuti, sindaco, sta sbagliando tutto.
ogni giorno, una corbelleria.
non elencherò tutte le sciocchezze. ne citerò qualcuna.

la prima bestialità, in ordine di tempo, è stata annunciare che avrebbe risolto il problema in un pugno di giorni. lasci gli annunci e le promesse ad altri.
perché - altrimenti - si è esposti agli scugnizzi: come narra la leggenda metropolitana quelli, gli scugnizzi di napoli, nel '44 in una notte riuscirono a smontare e a fare sparire dal porto di napoli un'intera nave americana classe liberty, e oggi gli scugnizzi non impiegano che un paio di notti a riempire di spazzatura via santa lucia.

la seconda sciocchezza, è dimenticare la lezione insegnata da nichi véndola con l'acquedotto pugliese.

che cos'ha fatto véndola con l'acquedotto?
qualche anno fa ha chiamato da fuori, dalla municipalizzata di pesaro, un gestore di capacità solidissime e poco velleitarie, l'ingegnere genovese ivo monteforte. senza sponsor politici alle spalle.
l'ha fatto amministratore unico dell'acquedotto.
poi il direttore generale, un economista giovane della finanza vera, di quelli che hanno il cuore a bari e la testa nella city di londra, massimiliano bianco.
véndola ha detto loro (più o meno): questo è l'obiettivo da raggiungere con l'acquedotto pugliese, trasformarlo da postificio e tangentificio in un servizio vero per i cittadini; avete carta bianca per conseguire questo obiettivo, avete alcuni anni di tempo, io vi copro le spalle. vi garantisco io contro i politici che vi tireranno la giacchetta, i sindaci che mendicheranno favori, i sindacalisti della ripartizione secondo tèssera, i masanielli dell'acqua gratis che fingono di essere "per il popolo" e lavorano per sé stessi. se non raggiungerete l'obiettivo, vi scotennerò. (più o meno, véndola ha detto loro questo).
oggi l'acquedotto pugliese non è ancora perfetto, ma ha ridotto le pèrdite (di acqua) e consegue anche un utile fiorente (di denaro) che, invece di essere dato come dividendo all'azionista regione puglia, viene tutto rinvestito per migliorare il servizio.
è diventato uno degli acquedotti migliori d'italia, pure con tutte le pecche e i problemi che ci sono ancora.

sindaco de magistris, impari da véndola.
i rifiuti di napoli non si risolvono con i masanielli.

cordialità,
j.g.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, rifiuti

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23 giugno 2011 - 9:23

energia. elettricità. frode da milioni alla repower di milano.

la peppa! frode elettrica da diversi milioni per la filiale italiana - milanese - della primaria società elettrica svizzera repower (l'ex rezia).
la società grigionese di poschiavo è quotata alla borsa svizzera ed è tra le maggiori società elettriche presenti in italia, con centrali elettriche e investimenti.

caso di frode negli uffici repower di milano

negli uffici repower di milano si è verificato un increscioso caso di frode. una persona, nel frattempo sospesa, è accusata di essersi appropriata indebitamente di una somma di denaro nell’ordine delle posizioni a sette cifre (€).
fino alla soluzione del caso vige la presunzione
d’innocenza.
il caso è al vaglio della magistratura che sta procedendo con le indagini.
l’episodio non ha ulteriori ripercussioni sull’attività aziendale, sui clienti o sui partner. inoltre, repower conferma le proprie dichiarazioni finora rilasciate sull’andamento degli affari nell’anno in corso.
nel rispetto delle indagini in corso, repower non può divulgare ulteriori informazioni sul caso.

più tardi gli aggiornamenti sul "caso increscioso".

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Categorie: energia, fonti rinnovabili, infrastrutture

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22 giugno 2011 - 17:02

turismo. a milano e venezia gli alberghi più salati d'italia. aosta e palermo le meno care.

chi ha soggiornato al danieli, tra calle delle rasse e riva degli schiavoni, o al lido all'eccelsior e al debèn*, lo sa:
gli alberghi più cari d’italia si trovano a venezia e milano.
invece quelli più economici ad aosta e palermo.
lo ha rilevato uno studio dell'uvet american express, specializzata nei viaggi d’affari.

pernottare per lavoro a venezia costa mediamente 137 euro a notte, due euro in più che a milano.
nel secondo semestre del 2010 i prezzi degli hotel rilevati per i viaggi d’affari, sono diminuiti mediamente di 4 euro a pernottamento (da 107 a 103 euro a notte).
roma con i suoi 121 euro per notte rimane ai minimi europei, seguita soltanto da madrid (116 euro per notte).
genova, dove i prezzi sono aumentati del 3,4% nel secondo semestre 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha toccato quota 121 euro.
un euro in meno è il prezzo rilevato a firenze dall’indagine di uvet amex su 700 aziende clienti con spese di viaggio comprese tra 20 mila e 15 milioni di euro all’anno. nel capoluogo toscano i prezzi registrano un incremento del 4%.

in termini percentuali l’aumento più consistente si è avuto a campobasso dove la tariffa per notte in albergo è salita del 7% da 95 euro del 2009 a 102 del 2010.
aumenti medi sull’ordine del 2% a bologna che sale a 103 per notte ma anche a catanzaro e venezia. inferiore all’1% è stato l’incremento a milano (+0,7%).
invariate le tariffe a cagliari (105 euro), perugia (84 euro) e potenza (81 euro).

tra le città meridionali la più cara a fine 2010 è bari con 108 euro per notte, due euro in meno dell’anno precedente.
napoli è scesa, invece, sotto la soglia dei 100 euro (99 euro per notte).

al nord le tariffe degli alberghi più convenienti si spuntano ad aosta (77 euro), torino (92 euro per notte) e trento (96 euro per notte).
torino (- 17%) è la città del nord che, con aosta (- 19%) e trieste (- 8,9%), ha avuto il calo maggiore delle tariffe alberghiere medie scendendo a 92 euro per notte.
cali di minore entità (2% circa) si sono registrati a bari (da 110 a 108 euro a notte), napoli (da 101 a 99 euro) e trento (da 98 a 96 euro).

nel 2010 il 40,3% dei viaggi d’affari in aereo ha avuto per meta roma, esattamente come nel 2009, mentre milano (malpensa, linate e bergamo orio) ha subito un lieve calo di passeggeri business: dal 29,3% al 28,5%.
tra le altre città spicca napoli, il cui aeroporto lo scorso anno ha guadagnato quote raccogliendo il 4,5% di tutti i viaggi d’affari (4,1% nel 2009), mentre hanno perso quote gli scali di torino (3,2% vs 3,7%), venezia (3,3% vs 3,6%) e palermo (2,2% vs 2,6%).

la business travel survey viene realizzata sui dati relativi ad un campione di 700 aziende clienti di uvet american express con spese di viaggio comprese tra 20 mila e 15 milioni di euro all’anno e caratterizzate da una continuità del rapporto nel corso del periodo considerato. l’analisi riguarda tutte le più importanti voci di spesa del business travel (biglietteria aerea e ferroviaria e hôtellerie) e si focalizza sui dati relativi all’anno 2010.

(*) si scrivono excelsior e des bains, si dicono eccèlsior e debèn. ora il debèn è chiuso per lavori.

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Categorie: mobilità, Viagg

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21 giugno 2011 - 23:31

web. attacco informatico internazionale contro pdl e berlusconi. bloccati i siti.

[target: www.pdl.it & www.governoberlusconi.it & forzasilvio.it & www.silvioberlusconifansclub.org port 80 method: http fire! |

con questa stringa di comando in un indirizzo web che non voglio divulgare, questo pomeriggio è partito un attacco informatico degli hacker politici internazionali di anonymous e lulzsec contro i siti web del pdl, del governo italiano e dei sostenitori di berlusconi.

(anonymous e altri gruppi simili monìtorano la rete web e attivano proteste informatiche contro dittature e censure nel mondo.
sono appena passati sotto lo schiacciasassi di lulzsec i siti della sony e della cia. ieri è stato arrestato da scotland yard un diciannovenne accusato di avere partecipato a questi attacchi contro cia e sony).

per verificare l'efficacia dell'attacco, ho provato più volte a connettermi ai tre siti web sotto tiro.
dopo molti tentativi, per qualche istante mi si è aperto solamente l'indirizzo www.governoberlusconi.it ma solamente per pochi secondi.
al primo refresh mi si è ripresentata la schermata di blocco:

error 503 service unavailable
service unavailable
guru meditation:
xid: 1782101910

per saperne di più, ne ha scritto un articolo sky tg 24

qui la repubblica

gli esperti mi scuseranno se ho voluto usare un linguaggio comune, privo (per quanto possibile) di termini tecnici e specialistici.

aggiornamento successivo a mezzanotte. l'attacco è finito. per ora.

è scomparso il target dei bersagli da colpire ed ecco i loro messaggi:

[00:12] il sito del pdl e di nuovo disponibile
[00:12] fine dei giochi per stasera signori
[00:13] for now

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie: società, Web/Tecnologia

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21 giugno 2011 - 16:34

cinesi copioni. vogliono clonare perfino una città austriaca. ecco le foto.

anche gli austriaci, nel loro piccolo, s'incazzano.
in cina, nel guandong, i cinesi vogliono clonare mattone su mattone la deliziosa cittadina austriaca di hallstatt, patrimonio unesco dell'umanità.
e gli 800 abitanti del paesino del salzkammergut sono inferociti. i cinesi sono pronti a copiare tutto, perfino il battello sul lago.

ecco l'articolo sul settimanale tedesco der spiegel

qui l'incredibile gallery fotografica del clone

non è il solo caso di clonazione di città europee.

nell'area di shanghai è stata costruita thames town, in stile inglese autenticissimamente falso. una donna inglese, quando ha visto le foto cinesi, s'è indignata perché il suo ristorantino fish-and-chips era stato copiato anche nei dettagli.

e poi hanno fatto alle porte di shanghai anche holland town, con anche i mulini a vento.

e poi i cinesi hanno clonato la cittadina tedesca tipica, l'hanno chiamata anting, ci hanno messo gli edifici in stile nazista di albert speer o in stile bauhaus, ci hanno messo dentro 20mila abitanti (cinesi, non tedeschi) e c'è anche la fontana con le statue di goethe e schiller.

(ringrazio per lo spunto l'ottimo roberto di nunzio)

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Categorie: ecologia e ambiente, società, Viagg

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20 giugno 2011 - 16:24

rifiuti. napoli. idee, spunti, documenti. discarica fantasma. vedo ancora lontana la soluzione.

rifiuti di napoli.
appunti sparsi e senza filo logico.

oltre agli odoracci che promanano dalla spazzatura che fermenta sotto il sole del solstizio d’estate, oltre agli odoracci che promanano dalla spazzatura che brucia negli angoli delle strade, incendiata apposta,
comincio a fiutare anche per la nuova giunta l’odore cattivo di complicazioni.

ho paura che luigi de magistris possa trovarsi nelle condizioni di chi l’ha preceduto.

spunto di considerazione:
il nuovo vicesindaco e assessore all’ambiente è tommaso sodano. una garanzia di efficienza.

sodano – bravissimo, ne’. come parlamentare della commissione d’inchiesta sui rifiuti, sodano era una delle menti più acute e attive – dice che serve un impianto di compostaggio che produce anche biogas (dev'essere una tecnologia innovativa che assomma compostaggio con biogas).
questo impianto potrebbe costare la bellezza di 50-60 milioni di euro. un prezzo fuori mercato, se si parte da un’ingegneria standard.

un ricordo:
mi torna in mente benevento (è un pensiero remoto e indiretto) dove rifondazione propugnò un impianto ben preciso, mi pare proprio su suggerimento di sodano.

ma potrei sbagliarmi.

mancano – così dice la nuova giunta – le discariche.

strano. in gennaio avevo raccontato nel dettaglio in queste pagine la discarica vuota di parco saurino 3. la discarica pronta da anni, perfetta, vuota.
e dimenticata.

e intanto si chiude la discarica di chiaiano, che tra l'altro è di spettanza a2a.

nuovo spunto:
raphael rossi va al vertice dell'asìa, la municipalizzata napoletana di nettezza urbana.

l'asìa è il buco nero, uno dei motivi principali della paralisi ambientale di napoli.

anni fa raphael rossi, con attilio tornavacca, ebbe l’incarico dal comune di napoli, mi pare con il sostegno di rifondazione, di fare uno studio sui rifiuti nella zona dei colli aminei, se non sbaglio.

intanto è ancora abbandonato (sono passati otto anni) lo studio che fortunato gallico condusse sull’intera città di napoli nel 2003.
lo studio di gallico fu donato dal conai, il consorzio nazionale imballaggi.
non è mai stato usato.
mai.
ed è ancora attualissimo. non ci sarebbe bisogno di toccare nemmeno una virgola.
bisognerebbe aprire la ricerca di gallico e (finalmente) lèggerla.

documento:
ecco una delibera fresca fresca, di venerdì scorso.

oggetto: prime misure urgenti e indispensabili per affrontare efficacemente la gestione integrata dei rifiuti - estensione della raccolta differenziata e in particolare delle modalità porta a porta - iniziative per la realizzazione dell'impiantistica necessaria ad esclusione del termovalorizzatore di napoli est – misure di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti. atto senza impegno di spesa
1. estendere immediatamente, e comunque entro il termine di 90 giorni, il sistema di raccolta porta a porta - attualmente funzionante ai colli aminei, a bagnoli centro, a parte di ponticelli, a chiaiano, al rione alto, a san giovanni a teduccio, al centro direzionale e in piccola parte di scampia, per un totale di 146mila abitanti - agli interi quartieri vomero, posillipo, barra, ponticelli e scampia per interessare complessivamente 325mila abitanti. asia napoli spa, d'intesa con i competenti servizi dell'amministrazione, predisporrà i piani operativi ed attuerà nei tempi indicati la disposizione di cui sopra.
2. estendere la raccolta differenziata a tutta la città, dando mandato ai competenti servizi dell’amministrazione d’intesa con asia napoli spa di predisporre entro 90 giorni una nuova stesura del piano per la raccolta differenziata con il preciso scopo di estendere la raccolta porta a porta all’intera città. detto piano conterrà anche le modalità operative che saranno applicate nelle singole zone ed i tempi di estensione del servizio dai 325mila abitanti all’intera città introducendo il principio della premialità nei confronti dei cittadini e delle attività

qualche pensiero:
l’altro giorno sul "fatto quotidiano" l’inviato enrico fierro raccontava la lotta contro il tempo e contro i rifiuti "nel bunker di de magistris".

raccontava che

la nuova giunta comunale presenterà il suo piano. la delibera fine di mondo la chiamano. il progetto è top-secret, ma alcuni punti sono noti. un no chiaro all'inceneritore di napoli-est, un sì forte alla differenziata e alla costruzione di almeno quattro impianti di compostaggio. serve tempo, e serve soprattutto continuare ad "esportare" la monnezza nelle altre regioni. perché le discariche della campania sono piene. napoli produce 550 mila tonnellate di rifiuti l'anno, le discariche della regione hanno una capacità residua di appena 100 mila tonnellate, tempo sei mesi e non ci sarà più un buco disponibile.

e poi il bravissimo fierro aggiungeva:

sodano ha accanto a sé raphael rossi, il supertecnico torinese (denunciò scandali e sprechi nell'azienda dei rifiuti del capoluogo piemontese), destinato a diventare il numero uno dell'asia, la società per la gestione del ciclo dei rifiuti. "che cambierà missione - ci dice - e punterà tutto sulla raccolta differenziata porta a porta da estendere a tutta la città".

spunto:
qualcosa non mi è chiaro. oppure mi è troppo chiaro e non voglio ammétterlo a me stesso.

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Categorie: ecologia e ambiente, rifiuti

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15 giugno 2011 - 19:22

acqua. referendum. i vincitori veri. cattiverie, attualità, scomodità. notizie da bari.

cattiverie

carlo giovanardi, ansa

sto leggendo con un certo divertimento le testate locali che riportano come le strutture pubbliche che gestiscono l'acqua, in particolare in emilia-romagna, una regione del pd, hanno avuto un tracollo in borsa, perdendo decine di milioni di euro e si sta già parlando di aumento delle tariffe, oltre ad una sparizione degli investimenti: un dramma.

carlo stagnaro, chicago-blog

grazie ai potenti mezzi dell’istituto bruno leoni, abbiamo intercettato alcuni scambi epistolari. li pubblichiamo. forse sono veri.

caro signor sindaco,
congratulazioni per la vittoria referendaria! il suo contributo è stato fondamentale per mantenere l’acqua nelle mani di tutti. le scrivo per una piccola cortesia. come ricorderà, la mia impresa ha generosamente sostenuto la sua campagna elettorale. mio figlio (omissis) è una persona molto in gamba, ha 35 anni, e sta per laurearsi in scienze della comunicazione (gli mancano solo una dozzina di esami). purtroppo non mi sembra molto interessato a essere coinvolto nella gestione dell’azienda di famiglia, né mi pare versato in tale attività. ciò non toglie che anche lui abbia diritto a un’occupazione. potrebbe per cortesia nominarlo nel consiglio d’amministrazione della società dell’acqua potabile?

spettabile società dell’acqua potabile,
con la presente vi intimo di riallacciare la fornitura d’acqua. e’ vero che da alcuni anni non pago la bolletta, ma l’acqua è un diritto di tutti. a maggior ragione di chi, come me, dichiara un reddito di 12.000 euro all’anno. vi invito quindi a procedere sollecitamente, anche perché sabato do una festa e se gli amici trovassero la piscina vuota, farei una figuraccia.

spettabile amministratore delegato della municipalizzata dei rifiuti,
le scrivo per invitarla a pranzo in modo da concordare l’offerta per il bando che avete appena lanciato, in relazione alle opere civili della vostra discarica. come lei sa, la mia azienda non è in grado di farle un’offerta competitiva, quindi è necessario che l’appalto sia formulato in modo tale da impedire a concorrenti sleali di vincere. nella deplorevole ipotesi in cui ciò dovesse accadere, il mio amico, il sindaco, che ha ottenuto i voti di tutti i miei dipendenti, sarebbe costretto a fronteggiare uno spiacevole sciopero, e lei dovrebbe assumersi la responsabilità di aver sbattuto in mezzo alla strada un numero inaccettabile di maestranze altamente professionalizzate. sono sicuro che, dato il suo senso di responsabilità, vorrà impedire questo increscioso sviluppo. e’ chiaro che non le sto chiedendo nulla di illegale, diciamo al massimo un’interpretazione creativa delle norme: grazie al recente voto referendario, lei non è più tenuto a garantire l’economicità del servizio. sono sicuro che né lei, né io, né il sindaco desideriamo trovarci in una situazione tale da pregiudicare la serenità dei lavoratori, della collettività e delle nostre rispettive famiglie – vero?

gentile associazione dei consumatori,
sono un cittadino della città di (omissis), che come sapete era candidata a ospitare una centrale nucleare. dato l’esito del referendum, vi prego di includere il mio nome tra i partecipanti alla class action contro l’impresa elettrica (omissis) per essere risarcito del tumore che avrei potuto contrarre qualora l’impianto fosse stato realizzato.

cara amica, caro amico,
chi vi scrive è il segretario del sindacato della locale società di trasporto pubblico. sebbene la società sia chiaramente sovra-organico, grazie al recente referendum nessuno dei nostri associati dovrà essere licenziato, perché il comune non sarà obbligato a mettere a gara la gestione del servizio. anzi: il sindaco si è già impegnato a regolarizzare tutti i precari e anche la nostra battaglia per 15 minuti di pausa ogni 15 di lavoro è praticamente vinta. a questo punto, stiamo cercando qualcuno che occupi le posizioni precedentemente occupate dai precari, in quanto il lavoro va comunque svolto. vi preghiamo quindi, nel caso siate interessati, di farci pervenire il vostro curriculum e di iscrivervi il prima possibile al nostro sindacato.

caro sindaco,
sono l’amministratore delegato dell’azienda comunale dei rifiuti. come lei sa, la nostra azienda è un esempio di realtà pubblica efficiente, da tutti lodata. per dar seguito ai nostri piani di sviluppo, dobbiamo fare investimenti per i quali contavamo sull’opportunità di una quotazione in borsa, su cui lei ci aveva garantito il via libera e il consiglio comunale si era pronunciato favorevolmente. leggo oggi le sue dichiarazioni contro la privatizzazione: mi può per cortesia ragguagliare? e come devo comportarmi nei confronti dei nostri fornitori, a cui dovremo pagare delle penali se fossimo costretti a tagliare gli investimenti già pianificati, la cui fattibilità dipendeva appunto dall’apporto di capitali privati?

caro amministratore delegato,
non so di cosa stia parlando. io e la mia maggioranza siamo sempre stati contrari alla privatizzazione. la gestione dei rifiuti, come lei sa, è un servizio pubblico essenziale che non può essere tolto dalle mani pubbliche, e tanto meno può essere assoggettato alla logica dei profitti. i suoi investimenti, quindi, non riceveranno mai il mio via libera, come peraltro ho testé confermato ai rappresentanti del comitato “acqua pubblica – no al termovalorizzatore”. ne approfitto per invitarla a liberare l’ufficio perché, come sa, il mio compagno di partito (nonché, ma lo dico solo a titolo informativo senza nulla implicare, mio cugino) non è stato eletto in consiglio regionale. ho solennemente promesso, in campagna elettorale, di combattere contro la disoccupazione e non intendo venir meno alle mie promesse. lo devo agli elettori e alla mia stessa dignità. in più, tengo famiglia.

attualità

come ho anticipato un mese fa sul sole 24 ore, il consiglio regionale della puglia ha approvato in serata a maggioranza (con 37 voti a favore, quelli del centrosinistra e di mep, e 24 contrari, quelli del centrodestra e dell'udc) il disegno di legge "governo e gestione del servizio idrico integrato - costituzione dell'azienda pubblica regionale acquedotto pugliese (aqp)". prevede la trasformazione dell'aqp da società per azioni (la maggioranza è della regione puglia per l'87% circa e della basilicata per circa il 13%) a ente pubblico.
entusiasta il leader nazionale di sinistra ecologia e libertà e presidente della regione puglia, nichi vendola, che non ha dubbi: "rendere l'acquedotto pugliese di proprietà del popolo pugliese credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si è espressa nei referendum".
risale al maggio del 1999, col primo governo presieduto da massimo d'alema (allora ds), il decreto legislativo che sancì la trasformazione dell'acquedotto pugliese in società per azioni: l'ente autonomo acquedotto pugliese divenne allora acquedotto pugliese spa (azionista unico il ministero del tesoro). con questo atto il più grande acquedotto d'europa (20.000 chilometri di rete in cinque regioni), si avviava a una privatizzazione che fu di fatto fermata dall'attuale ministro agli affari regionali, raffaele fitto, all'epoca nella quale era appena stato eletto presidente di centrodestra della regione puglia. ne scaturì che, di fatto, non solo aqp, benché trasformato in società per azioni, restò in mano pubblica, ma che fu anche passato dalla proprietà dello stato a quella delle regioni (per l'87,1% alla regione puglia e per il resto alla regione basilicata).
dopo il passaggio dell'acquedotto a società per azioni, infatti, d'alema stabilì, con un proprio decreto, il 3 marzo 2000, che l'acquedotto andasse venduto all'enel mediante trattativa diretta dopo una valutazione da parte di un collegio di tre advisor. quando il centrosinistra perse le regionali (19 aprile 2000), d'alema si dimise da presidente del consiglio e gli successe giuliano amato, sempre alla guida di una coalizione di centrosinistra. l'operazione aqp andò avanti. alla fine del 2000 gli advisor conclusero il proprio lavoro, stimando un prezzo intorno ai 1.300 miliardi di lire. per il centrodestra si trattava di una svendita, dato il valore di opere e impianti di aqp, che a suo giudizio si aggirava tra i 3.500 e i 4.500 miliardi di lire.
enel che, prima della valutazione degli advisor, era disposto a sborsane 3.100, cominciò a scalpitare; il 3 maggio 2001 il ministro del tesoro, vincenzo visco (ds), diede il via libera alla cessione, ma l'appena eletto presidente della regione puglia, raffaele fitto, si oppose fortemente, sostenendo che alla privatizzazione avrebbe dovuto provvedere il governo che sarebbe uscito dalle elezioni politiche che si sarebbero svolte solo 10 giorni dopo, il 13 maggio 2001.
vinse berlusconi, e tremonti, ministro dell'economia, con la finanziaria 2002 trasferì, senza oneri, la proprietà dell'acquedotto pugliese alle regioni puglia e basilicata in proporzione del numero degli abitanti di ciascuna.
il passaggio prevedeva che entro il 31 luglio 2002 l'acquedotto andasse privatizzato, ceduto cioè a privati con l'immissione sul mercato delle quote azionarie. operazione mai avvenuta.

scomodità

l'altra settimana ho pubblicato in queste pagine un documento degli acquedotti pubblici, preoccupatissimi perché uno dei due referendum sull'acqua (quello con la scheda gialla) in realtà non è contro la *privatizzazione* bensì dissesta i bilanci di tutti gli acquedotti, pubblici e privati, e soprattutto pubblici.

avevo trovato e pubblicato un documento degli analisti londinesi della fitch, una delle più autorevoli società di rating, che diceva la stessa cosa: il referendum scheda-gialla blocca tutti gli acquedotti e rischia di mandarli al dissesto.

poi ho pubblicato un interessante commento di andrea gilardoni, professore alla bocconi e uno dei massimi esperti italiani di economia degli acquedotti.

e ancora, un commento di adolfo spaziani, direttore della federutility, cioè l'associazione degli acquedotti pubblici e di tutte le aziende di servizi pubblici locali.

ho ascoltato il parere dell'economista alessandro marangoni, tra i più noti nel settore dei servizi pubblici locali, di cui oggi questa nuova analisi.

poi ho pubblicato l'elenco dei circa 150 comuni italiani messi in mora dall'unione europea perché in 13 anni non si sono dotati di depuratori. questi comuni dovranno dotarsi entro due mesi dei depuratori, dice bruxelles; la multa va da 11mila a oltre 700mila euro per ogni giorno di ritardo: chi pagherà queste multe? con le tasse, tutti noi.

ecco l'appello di economisti di servizi pubblici ed esperti del settore idrico, i quali stanno raccogliendo le firme in difesa degli acquedotti pubblici di cui accennavo qui sopra.

ecco l'intervento di alessandro petretto, che insegna economia pubblica all'università di firenze.

e poi lo schema riassuntivo di massarutto di ieri.

qui una notizia sui conti del referendum sull'acqua (a rischio investimenti per 20 miliardi negli acquedotti pubblici) con l'esempio del caso di firenze.

infine, una raccolta di video e di link referendari.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, mobilità, nucleare, reti energia, rifiuti, società

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13 giugno 2011 - 18:03

cospirologia applicata. "fukushima è un disastro voluto dai servizi". (non è vero). analisi sulle voci farlocche.

cospiròlogi, a me!
ecco cibo per i vostri neuroni affamati di complottologìa applicata.

sostiene sul web (con fortissimo sèguito di fedeli) e in un'intervista radiofonica il giornalista inglese jim stone che in marzo il giappone nord-orientale non è stato squassato da un terremoto del 9° grado, bensì lo zunami è stato provocato apposta dagli stati uniti, o dal mossad israeliano, o da chissacchì, con una bomba atomica sottomarina per bloccare la centrale di fukushima, ed evitare che la centrale rifornisse di uranio arricchito l'iran.

questo stone asserisce che in giappone non c'è stato alcun terremoto. figurarsi, dice; se ci fosse stato un terremoto ci sarebbero stati danni.

jim stone dovrebbe spiegare allora perché i grattacieli di tokio ballino così.

 

 

stone scrive nel suo sito anche di cure alternative contro il cancro. perché è chiaro a ogni cospiròlogo e a ogni millenarista che gli interessi economici impediscono alla medicina ufficiale  di combattere davvero il cancro.

il problema non è stone.
il problema sono gli omologarchi della cospirologìa applicata, gli eresiarchi del millenarismo, i complottòlogi di professione. che abboccano all'amo a ogni nuova rivelazione oscura.

i quali si preparano al terremoto che non ha devastato roma, annunciano la fine del mondo a scadenze da iogurt, vedono i Grandi Complotti Segreti e non si arrendono mai a ogni smentita.
passata una scadenza, non dicono di sé stessi *mi sono fatto corbellare* e si preparano inesauribili al complotto mondiale successivo.

la pervasività del web, l'indipendenza informativa della rete, rende potentissime l'effetto di queste voci bislacche.

ricordo due articoli del codice penale:
656. chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico, è punito se il fatto non costituisce un più grave reato [c.p. 265, 267, 269], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309.
658. chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli nesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a 516.

la verità su fukushima? non è stata una bomba atomica (come dice stone) né gli dèi vendicativi (come disse il vice del cnr, roberto de mattei) .
ho io la verità.
l'incidente è stato provocato dagli alieni.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, nucleare, Religione, Scienza, società, Web/Tecnologia

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12 giugno 2011 - 8:13

fukushima ha superato cernobyl. referendum: tre immagini molto provocatorie. calcola il quorum

l'incidente nucleare di fukushima è pari o peggiore di quello di cernòbyl dell'aprile '86.
la quantità di radioattività emessa è già alla pari dell'evento dell'86, e l'incidente non è ancora risolto: la dispersione continua.

lo afferma robert alvarez, già consigliere (former senior policy adviser) del dipartimento statunitense dell'energia e ora all'institute for policy studies.

alvarez ha parlato in un'intervista di democracy now (di amy goodman) registrata il 10 giugno (due giorni fa). qui puoi vedere il video dell'intervista, con la trascrizione del testo.

amy goodman chiede: "e a suo parere il caso giapponese è pari o peggiore di cernòbyl - all'impianto di fukushima dai-ichi?"
alvarez risponde: "è corretto perché se l'unione sovietica in sostanza aveva dichiarato che erano stati rilasciati nell'ambiente 50 miliardi di curie di radioattività, è circa confrontabile con quanto ha ammesso di recente il governo giapponese, e intanto la centrale continua a liberare quantità significative di radiazioni nell'aria".

(that’s correct, because if—the soviet union and russia basically have claimed that about 50 million curies of radioactivity were released to the environment—this is roughly comparable to what the japanese government has currently admitted—and that this site continues to release significant amount of radiation in the atmosphere).

qui: la fusione di fukushima confrontabile con cernòbyl
qui: a 40 chilometri a nord-ovest di fukushima una presenza di cesio137 superiore a cernòbyl

 

 

 

 

 

 

cambio argomento.

il referendum.

calcola l'andamento del quorum ora per ora con questo foglio in excel del bravo antonio crea detto tafanus.

 

infine, una provocazione referendaria fatta con tre immagini del plebiscito fascista del '34.

una provocazione un po' irridente e acida.

Plebiscito del 1934 palazzo madama

Plebiscito del 1934 roma palazzo braschi
Plebiscito del 1934 una scheda elettorale

ora vado al seggio per esercitare il mio diritto di cittadino.
(e non sono fascista).

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10 giugno 2011 - 19:23

acqua. referendum. raccolta di link. e di video divertenti. ortis: l'acqua è gratis.

una raccolta di video e di link sul referendum sull'acqua.

l'ex presidente dell'autorità dell'energia, il bravo alessandro ortis, in questo brevissimo video dice che l'acqua è gratis: nelle bollette paghiamo *i tubi*, il servizio, ma l'acqua in quanto tale non si paga.
ed è vero.
 

attenzione. uno spunto di considerazione.
il decreto sull'acqua che si vuole eliminare
- contiene anche una norma contro le assunzioni di parenti di politici negli enti pubblici. occhio: votando sì aiutiamo il sindaco ad assumere il cognato, aiutiamo il politico trombato ad assumere la nuora.
- ha effetto anche sui trasporti pubblici. votando sì, non si vota solamente per l'acqua ma anche per gli autobus.
- il blocco tariffario colpisce non solamente i pochissimi privati bensì tutti gli acquedotti pubblici.

per capire meglio la questione, ecco una scheda interessantissima che chiarisce abbastanza la questione.
l'ha scritta antonio massarutto, il docente di economia dei servizi pubblici (università di udine) che ha promosso anche l'appello degli esperti di servizi pubblici locali e di economisti per il "no" al referendum idrico.

massarutto, con questa scheda, cerca di chiarire le idee in primo luogo a sé stesso.
in modo che siano chiare per tutti.

un'analisi attenta tra il "sì" e il "no".

clicca qui per scaricare e lèggere la scheda informativa sui referendum idrici scritta da antonio massarutto (375kb in formato powerpoint pptx)

il dibattito in rete

ecco antonio massarutto dal vivo mentre spiega le sue perplessità referendarie.
 
a titolo di confronto, ecco un altro esperto di aria triveneta che ha una somiglianza forte con l'ottimo massarutto: il dottor freiss (l'attore giuseppe battiston con carla signoris da "tutti pazzi per amore").
 

 

il dibattito in questo blog

nei giorni scorsi ho pubblicato in queste pagine un documento degli acquedotti pubblici, preoccupatissimi perché uno dei due referendum sull'acqua (quello con la scheda gialla) in realtà non è contro la *privatizzazione* bensì dissesta i bilanci di tutti gli acquedotti, pubblici e privati, e soprattutto pubblici.

avevo trovato e pubblicato un documento degli analisti londinesi della fitch, una delle più autorevoli società di rating, che diceva la stessa cosa: il referendum scheda-gialla blocca tutti gli acquedotti e rischia di mandarli al dissesto.

poi ho pubblicato un interessante commento di andrea gilardoni, professore alla bocconi e uno dei massimi esperti italiani di economia degli acquedotti.

e ancora, un commento di adolfo spaziani, direttore della federutility, cioè l'associazione degli acquedotti pubblici e di tutte le aziende di servizi pubblici locali.

ho ascoltato il parere dell'economista alessandro marangoni, tra i più noti nel settore dei servizi pubblici locali, di cui oggi questa nuova analisi.

poi ho pubblicato l'elenco dei circa 150 comuni italiani messi in mora dall'unione europea perché in 13 anni non si sono dotati di depuratori. questi comuni dovranno dotarsi entro due mesi dei depuratori, dice bruxelles; la multa va da 11mila a oltre 700mila euro per ogni giorno di ritardo: chi pagherà queste multe? con le tasse, tutti noi.

ecco l'appello di economisti di servizi pubblici ed esperti del settore idrico, i quali stanno raccogliendo le firme in difesa degli acquedotti pubblici di cui accennavo qui sopra.

ecco l'intervento di alessandro petretto, che insegna economia pubblica all'università di firenze.

e poi lo schema riassuntivo di massarutto di ieri.

infine, qui una notizia sui conti del referendum sull'acqua (a rischio investimenti per 20 miliardi negli acquedotti pubblici) con l'esempio del caso di firenze.

 

 

 

 

un bell'articolo di giacomo vaciago sul sole 24 ore

ecco il sito web del comitato del no. a dispetto dei contenuti interessanti, è un sito web tristemente bancario. algidamente respingente.

e sebbene la signora che parla in questo video sia decisamente graziosa, e sebbene che dica cose molto interessanti, la *qualità* del video dei comitati del no sull'acqua è decisamente poco sexy. è un video che non coinvolge.
impietoso il confronto con il video più sotto, quello di "votare", che è caldo e attraente.

il video del comitato del no
 

ecco qui sotto il video "votare" per il sì ai referendum.
coinvolgentissimo, anche se pieno di maschiacci grassi e pelosi, a differenza del precedente video con la deliziosa signora.

il video "votare"  

 

l'hai già visto sui social network, ma te lo ripropongo:
effetto domino
 

 

anche questo, per il sì ai referendum, gira da qualche tempo. lo spassosissimo guzzanti con le *istruzioni* per il voto.
se non l'hai ancora visto, non pèrdertelo. vederlo è tempo guadagnato.
guzzanti, le istruzioni (bislacche) sul referendum
 

 

torniamo tra i video tristi. questo è lo spot ufficiale dei comitati del sì al referendum sull'acqua. tecnicamente, il video è fatto decisamente bene.
ma - a parte qualche falsità demagogica (per esempio dice che votando sì si colpiscono i privati: non è vero! si colpiscono tutti gli acquedotti, e soprattutto quelli pubblici) - è un video dall'approccio freddo, saccente e scostante. 
il video del comitato per il sì
 

dei referendum (nucleare, acqua, legittimo impedimento berlusconiano), sulla "privatizzazione" dell'acqua ci sono due schede.
uno dei due referendum riguarda i soci privati delle società acquedottistiche e di depurazione, e quindi è effettivamente relativo alla privatizzazione del servizio.

ma l'altro dei due quesiti del referendum, quello con la scheda gialla, riguarda la determinazione della tariffa del servizio dell'acquedotto idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, e riguarda tutti, proprio tutti, gli acquedotti.
soprattutto quelli pubblici.
la domanda che ci sarà posta è:

volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?

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10 giugno 2011 - 8:27

energia. eni vende il gasdotto dalla russia a cassa depositi prestiti per 483+192 milioni

eni e cassa depositi e prestiti spa (cdp) hanno sottoscritto un contratto di compravendita che prevede la cessione a cdp della partecipazione pari all’89% delle azioni esistenti, cui corrispondono il 94% dei diritti economici, detenuta in trans austria gasleitung gmbh (“tag”).
tag è la società titolare dei diritti di trasporto relativi al tratto austriaco del gasdotto che collega la russia all’italia e nel 2010 ha registrato ricavi totali pari a 270 milioni di euro.

l'operazione rientra nell’ambito degli impegni presi nei confronti della commissione europea in data 29 settembre 2010 ed è soggetta ad approvazione di bruxelles.

l'europa ha chiesto che l'eni cedesse il metanodotto perché, tramite il controllo dei flussi, si può condizionare il mercato italiano.
la cessione prevede il pagamento di un prezzo pari a 483 milioni di euro, oltre al rimborso di un finanziamento soci erogato da eni alla società pari a circa 192 milioni di euro; gli importi saranno oggetto di aggiustamento alla data del closing come da prassi di mercato.

le parti hanno inoltre concordato il riconoscimento di un prezzo addizionale in base ad alcuni meccanismi di earn-out collegati al verificarsi di determinati eventi.

alla conclusione dell’operazione, rimarrà in vigore il contratto di ship-or-pay di eni con tag.

in virtù della natura della controparte e della rilevanza economica del contratto per eni, la cessione si configura come un’operazione con parte correlata di minore rilevanza per la quale è stato richiesto il parere motivato non vincolante del comitato per il controllo interno di eni.

mediobanca – banca di credito finanziario s.p.a. e rothschild s.p.a. per eni e credit suisse per cdp hanno rilasciato fairness opinion in relazione all’operazione, sulla base delle metodologie di valutazione attualmente utilizzate per questo tipo di operazioni.

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Categorie: energia, infrastrutture, reti energia

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9 giugno 2011 - 21:18

ambiente & città. rapporto ispra. consumati 100 ettari al giorno. meno smog. clima pazzo.

nelle grandi città italiane continuano ad aumentare lo sfruttamento del suolo e la produzione di rifiuti, in quest’ultimo caso in controtendenza rispetto al dato totale nazionale, mentre calano i consumi d’acqua e le emissioni in atmosfera, insieme al numero di autovetture circolanti.
sono alcuni dei risultati emersi dal vii rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano dell’ispra - presentato oggi nella sede di roma dell’istituto - che riunisce i principali indicatori ambientali riferiti a 48 tra i maggiori centri urbani del paese.

clicca qui per scaricare l'intero rapporto dell'ispra (6,4mb pdf)

suolo - per ciò che riguarda il dato sul consumo del suolo nei centri urbani, assistiamo alla compromissione e alla frammentazione di ampi territori, con una generale accelerazione del processo negli anni successivi al 2000.
l’espansione delle aree urbane in italia continua a sigillare il suolo con un tasso di consumo pari a cento ettari al giorno: tra il 1999 e il 2006 a livello nazionale si è costruito ogni anno per un'estensione equivalente a 3 volte la superficie della città di napoli.
molte città hanno quindi aumentato la loro estensione, diminuendo la densità abitativa: è successo, ad esempio, a roma, passata da un’intensità d’uso di 109,5 abitanti per ettaro di suolo consumato a una di 80 abitanti per ettaro, tra il 1990 e il 2008.
a livello nazionale, l’intensità d’uso è scesa dai 35,6 ab/ha del 1994 ai 30,9 del 2006, mentre la superficie impermeabile è passata nello stesso periodo da 281 a 323 metri quadri per abitante.

focus: le tabelle sul "consumo di suolo" nelle diverse città italiane (60kb)

acqua - nel 2009, il dato sul consumo di acqua pro capite - uno dei più rilevanti per definire la sostenibilità ambientale di una città - vede una diminuzione rispetto al 2000 dell’11,4%, con punte virtuose a prato, che ha valori di poco superiori ai 46 m3/abitante, seguita da sassari (46,8 m3) e foggia (48,1 m3). migliora la pianificazione e anche la situazione delle reti di distribuzione, che resta però difficile: nelle ultime 14 città inserite nello studio, tra 2005 e 2008 le perdite rilevate al livello di ambito territoriale ottimale (ato) sono calate dal 31% al 29% del totale, con punte di spreco in alcuni ato dove si va oltre il 45%. anche la percentuale di acque reflue depurate risulta molto elevata, essendo maggiore del 90% in 49 città (in 28 arriva al 100%), ma restano ancora 7 città dove è inferiore al 70%.

focus: i consumi di acqua nelle città (90kb pdf)

aria - sono in calo anche le emissioni in atmosfera per tutti gli inquinanti: i dati, relativi al 2008, mostrano una diminuzione nelle emissioni di particolato aerodisperso (il pm10 primario), ma anche di ossidi di azoto (nox), composti organici volatili diversi dal metano, ossidi di zolfo, ammoniaca e benzene. nelle aree urbane del bacino padano però sono stati superati quasi ovunque i valori limite di concentrazione in aria relativi ai vari inquinanti, in particolare per pm10, pm2,5, no2 (biossido di azoto) e ozono: anche nel resto dell’italia, pur in presenza di situazioni di inquinamento meno intenso e generalizzato, nelle aree urbane sono frequenti concentrazioni degli inquinanti atmosferici superiori ai valori limite.

focus. la qualità dell'aria nelle città

clima - le città italiane registrano anche mutamenti delle condizioni meteoclimatiche, che hanno portato tra 2001 e 2009 a un calo delle precipitazioni nella maggior parte dei casi e a un aumento generalizzato della temperatura rispetto al periodo 1971-2000. nel primo caso bergamo è la provincia dove le piogge sono diminuite di più, con un decremento medio annua pari a 25 millimetri, mentre nella provincia di pescara c’è stato il più alto incremento medio (pari a 20 mm); le temperature sono in costante aumento in tutte le province monitorate, con vicenza, padova e cagliari che hanno avuto una crescita media di 1°c rispetto al periodo 1971-2000.
l’aumento medio della temperatura nel periodo 2000-2009 rispetto al periodo 1971-2000 è stato comunque pari o superiore a 0,5°c in tutte le province.

traffico - buone notizie sul fronte dei veicoli, che restano tanti ma vedono una sensibile diminuzione del loro numero, nel periodo 2005 – 2009, con un calo significativo in tutto il centro nord, da milano (-2,9%) a venezia (-3,5%) fino a roma, dove si arriva a un -5,2%; al sud invece si cresce un po’ ovunque, oscillando tra l’1,2% di cagliari e il 5,9% di catania, con l’eccezione di salerno, pescara e sassari dove si rileva una diminuzione delle autovetture pari rispettivamente a 3,4%, 0,4% e 0,3%. aumentano le auto a gasolio e quelle ad alta cilindrata, ma anche quelle con minori emissioni.

focus: le emissioni di pm10 in aria (70kb pdf)

tra il 2003 e il 2009 si è visto anche un notevole calo degli incidenti stradali in città, pari in media al 14,2%. molto resta da fare sulla mobilità sostenibile; pur registrando un generale miglioramento nel lungo periodo (2000-2009), è ancora presente una disomogeneità territoriale tra le città del nord e del sud italia, evidente ad esempio per la disponibilità di piste ciclabili o di aree pedonali. si segnala inoltre un incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico esteso su buona parte delle città esaminate. le città più popolose, roma e milano, sono quelle che al 2009 registrano il maggior numero di passeggeri trasportati dai mezzi pubblici per abitante, con valori pari rispettivamente a circa 700 e 530. continua tuttavia ad essere considerevole il divario tra le città del nostro paese e le città del nord europa nell’applicazione di misure volte a incentivare la mobilità sostenibile.

verde cittadino - il patrimonio di aree verdi cittadine resta in sostanza invariato; i dati del 2009 vedono solo minimi miglioramenti, visto che in più della metà delle città analizzate il totale di verde non supera il 5% e solo in 8 città va oltre il 20%. palermo è il comune con la maggiore copertura di aree verdi sul territorio comunale (31,9%), seguito da ravenna (29,9%), ancona (28,1%) e roma (27,5%).
l’analisi disaggregata del verde pubblico nelle sue varie tipologie, presentata per la prima volta in questa edizione del rapporto, ha evidenziato l’elevata incidenza percentuale di aree naturali tutelate (parchi e riserve naturali, siti d’interesse comunitario, etc.), molto importanti dal punto di vista ecologico e ambientale. nuova anche l’analisi relativa alle aree agricole e agli alberi monumentali: numero di aziende e superficie agricola totale mostrano in generale un trend in continua contrazione, mentre in quasi tutte le regioni italiane vigono leggi specifiche per la tutela degli alberi monumentali.

turismo - anche il turismo è un fattore importante di pressione sull’ambiente, visto che nelle città censite il numero di esercizi ricettivi complessivi, tra il 2006 e il 2009, è aumentato del 40%, ma solo dell’8% a livello nazionale. i posti letto totali, nelle 48 aree urbane, sono cresciuti nello stesso periodo del 10% e solo del 2% nell’intero paese e arrivi e presenze costituiscono, rispettivamente, il 75% e il 73% di quelli nazionali. in termini di infrastrutture, sarebbe preferibile una crescita più sostenuta dei posti letto piuttosto che di nuove strutture ricettive, che occupano più suolo e implicano maggiori spese “fisse” e consumi più alti.

rifiuti - i grandi agglomerati cittadini hanno una produzione di rifiuti maggiore che nel resto del paese: solo 11 di quelli censiti sono sotto la media nazionale, mentre nel 2008 il loro valore medio pro capite è ad essa superiore di circa 79 kg per abitante, nello specifico 620 kg contro 541. i maggiori incrementi di produzione si sono avuti a campobasso (+7,3%), modena (+7%), forlì e napoli (+6,2%). un calo superiore al 10% si riscontra, invece, per potenza (-19%), terni (-11,4%) e catania (-10,4%).
meglio la differenziata, cui nel 2008 le città hanno contribuito per il 22,6% del totale nazionale facendo registrare, in termini assoluti, un valore di oltre 2,2 milioni di tonnellate. i maggiori livelli di raccolta si rilevano a novara, sopra il 70%, e a trento che va oltre il 50% (53,9%): percentuali inferiori al 10%, invece, a napoli, catania, palermo, taranto, siracusa e messina, ma anche roma supera di poco il 17%.

clicca qui per scaricare l'intero rapporto dell'ispra (6,4mb pdf)

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, mobilità, rifiuti

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9 giugno 2011 - 16:28

acqua. referendum. sono in gioco 20 miliardi. acquedotti pubblici a rischio. il caso firenze.

“in italia si potrebbero risparmiare non solo molti litri di acqua, ma anche molti soldi, se si facessero gli investimenti nelle reti idriche e si curasse la buona gestione. con investimenti migliori nelle reti idriche ci sarebbe un ritorno di 19,4 miliardi in sei anni, con una gestione più corretta dell’acqua in agricoltura, si risparmierebbero 17 miliardi in 5 anni e con 20 miliardi di investimenti in acquedotti, fognature e depurazione, potremmo risparmiare 130 miliardi nei prossimi 25 anni. il problema è che il secondo referendum, quello sulla tariffa, mette a rischio proprio quei 20 miliardi di investimenti che servirebbero per attivare questo ciclo virtuoso”.
è la valutazione sulla portata economica dei referendum di alessandro marangoni, amministratore delegato di althesys e capo del team di ricerca che negli ultimi mesi ha prodotto e presentato tre diversi studi sul settore idrico (in sintesi riportati su www.althesys.org): “i benefici di una buona gestione dell’acqua” (presentato recentemente a milano, in collaborazione con mm), “le politiche di gestione dell’acqua in agricoltura” (presentato a roma nel mese di maggio) e “i benefici dell’innovazione nelle reti utilities” (presentato a roma all’inizio dell’anno).

per capire meglio la questione, ecco una scheda interessantissima che chiarisce abbastanza la questione.
l'ha scritta antonio massarutto, il docente di economia dei servizi pubblici (università di udine) che ha promosso anche l'appello degli esperti di servizi pubblici locali e di economisti per il "no" al referendum idrico.

clicca qui per scaricare e lèggere la scheda informativa sui referendum idrici scritta da antonio massarutto (375kb in formato powerpoint pptx)

massarutto, con questa scheda, cerca di chiarire le idee in primo luogo a sé stesso.
in modo che siano chiare per tutti.

un'analisi attenta tra il "sì" e il "no".

nei giorni scorsi ho pubblicato in queste pagine un documento degli acquedotti pubblici, preoccupatissimi perché uno dei due referendum sull'acqua (quello con la scheda gialla) in realtà non è contro la *privatizzazione* bensì dissesta i bilanci di tutti gli acquedotti, pubblici e privati, e soprattutto pubblici.

avevo trovato e pubblicato un documento degli analisti londinesi della fitch, una delle più autorevoli società di rating, che diceva la stessa cosa: il referendum scheda-gialla blocca tutti gli acquedotti e rischia di mandarli al dissesto.

poi ho pubblicato un interessante commento di andrea gilardoni, professore alla bocconi e uno dei massimi esperti italiani di economia degli acquedotti.

e ancora, un commento di adolfo spaziani, direttore della federutility, cioè l'associazione degli acquedotti pubblici e di tutte le aziende di servizi pubblici locali.

ho ascoltato il parere dell'economista alessandro marangoni, tra i più noti nel settore dei servizi pubblici locali, di cui oggi questa nuova analisi.

poi ho pubblicato l'elenco dei circa 150 comuni italiani messi in mora dall'unione europea perché in 13 anni non si sono dotati di depuratori. questi comuni dovranno dotarsi entro due mesi dei depuratori, dice bruxelles; la multa va da 11mila a oltre 700mila euro per ogni giorno di ritardo: chi pagherà queste multe? con le tasse, tutti noi.

ecco l'appello di economisti di servizi pubblici ed esperti del settore idrico, i quali stanno raccogliendo le firme in difesa degli acquedotti pubblici di cui accennavo qui sopra.

ieri, ecco l'intervento di alessandro petretto, che insegna economia pubblica all'università di firenze.

e poi lo schema riassuntivo di massarutto di stamattina.

dei referendum (nucleare, acqua, legittimo impedimento berlusconiano), sulla "privatizzazione" dell'acqua ci sono due schede.
uno dei due referendum riguarda i soci privati delle società acquedottistiche e di depurazione, e quindi è effettivamente relativo alla privatizzazione del servizio.

ma l'altro dei due quesiti del referendum, quello con la scheda gialla, riguarda la determinazione della tariffa del servizio dell'acquedotto idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, e riguarda tutti, proprio tutti, gli acquedotti.
soprattutto quelli pubblici.
la domanda che ci sarà posta è:

volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?

che cosa dice marangoni?
“c’è un fattore di rischio nel referendum che chiede di abrogare la remunerazione del capitale - afferma marangoni – ovvero la concreta possibilità che si blocchino tutti gli investimenti. l’acqua non piove dal cielo, ma esce dai tubi e il contestato “profitto” per i tubi dell’acqua, cioè la remunerazione degli investimenti, è esattamente uguale a quello delle reti elettriche e del gas. perché nessuno mette in discussione queste? e’ pacifico che in italia sia necessario investire nelle reti e negli impianti e che sia necessario farlo in fretta. le numerose analisi costi-benefici che ho condotto negli anni dimostrano chiaramente che le perdite dovute ai mancati investimenti ci costano 4-5 miliardi di euro l’anno”.

uno degli studi di althesys calcola in 51mila chilometri il fabbisogno di nuove reti (oltre 30mila di acquedotti e circa 21mila di fognature) e in oltre 170mila chilometri le necessità di rifacimenti, dei quali 125mila per acquedotti. “con questi interventi l’italia si metterebbe al livello dei migliori paesi europei”, assicura marangoni.

vogliamo un esempio pratico?

ecco firenze.
la settimana scorsa l'ersa (emissario riva sinistra arno) ha spiegato l'andamento dei lavori per il sistema fognario che toglierà dalle acque dell'arno l'inquinamento di 140mila abitanti.

ebbene, questo lavoro pubblico per un acquedotto pubblico è finanziato con le tariffe dell'acqua pubblica. il referendum con la scheda gialla toglie il finanziamento per fare queste opere.

il collettore permetterà la depurazione le acque reflue di metà firenze e bagno a ripoli ancora non collegati al depuratore di san colombano.
si tratta degli scarichi di 140mila abitanti che finiscono in arno.
dal 22 settembre scorso, giorno dell'inaugurazione del cantiere, sono state realizzate opere accessorie e posizionati 250 metri di tubi del diametro di due metri.
altri 2mila metri di tubazioni sono già pronti per essere posati nei prossimi mesi.

i lavori sono partiti dal depuratore di san colombano che sta già depurando gli scarichi dei circa 350mila abitanti dei comuni della piana e della riva destra di firenze, e stanno risalendo lungo la riva sinistra dell'arno in modo tale da poter rendere operativa la tubatura mano a mano che si intercetteranno le fognature esistenti.
una volta conclusa, l'opera sarà lunga complessivamente 7,4 chilometri e porterà a san colombano le acque reflue, rendendo così l'intera area metropolitana fiorentina la prima in italia depurata al 100%.

è il più grande cantiere idrico italiano.
l'emissario in riva sinistra sarà realizzato mediante l'interramento di una tubazione che correrà per 6,8 chilometri lungo l'asse principale sull'argine dell'arno.
a questa si aggiungerà una conduttura di un 1 metro di diametro lunga 600 metri, che raccoglierà i reflui che scaricano attualmente nel fosso degli ortolani, e saranno collettati anche gli scarichi di bagno a ripoli per 20mila abitanti.

oltre allo scavo per la posa della tubazione, gli operai al lavoro quotidianamente nell'area hanno allestito le piazzole in cemento armato per lo stoccaggio dei materiali provenienti dallo scavo che finora equivalgono a circa 7.500 metri cubi. il terreno viene subito analizzato e in base alla sua composizione, viene stoccato in una della 4 diverse piazzole presenti. per evitare qualunque contaminazione con l'ambiente esterno le piazzole sono state rivestite di pvc e le acque di scolo in caso di pioggia sono convogliate al depuratore attraverso una condotta fognaria specifica.
se il materiale estratto dallo scavo è di buona qualità in parte viene macinato con un mulino mobile e riutilizzato per ricoprire lo scavo (questo accade con circa l'80% del materiale estratto).
se invece sono presenti rifiuti o fanghi che rendono impossibile il riuso, i terreni sono avviati in discariche autorizzate (per circa il 20%).

la rapidità di esecuzione dei lavori è possibile grazie all'innovativa tecnologia di scavo acquistata in germania, che avviene sfruttando il cosiddetto "blindaggio lineare". questo sistema consente di posizionare i pannelli di contenimento all'interno dello scavo in modo semplice, rapido ed efficace. le travi che sostengono i pannelli lasciano sufficiente spazio per calare i tronconi di tubo in totale sicurezza per i lavoratori, agevolando il lavoro degli operai e dei macchinari impiegati.

il costo complessivo dell'opera è di 71,5 milioni di euro, comprensivo anche dei costi per la messa in sicurezza e la bonifica di un'immensa area grande come 15 campi di calcio, utilizzata nei decenni scorsi come discarica abusiva di rifiuti dell'edilizia e del dopo-alluvione di firenze, individuati lungo il tracciato.

la realizzazione dell'emissario è stata affidata, attraverso una gara d'appalto europea, al consorzio ravennate delle cooperative di produzione e lavoro, rappresentata dall'impresa cooperativa muratori sterratori e affini di montecatini terme, capogruppo dell'ati costituita da polistrade spa di campi bisenzio e italscavi di scandicci, che già in passato hanno partecipato alla costruzione di importanti opere di ingegneria idraulica ed idraulico sanitaria in toscana e nel resto d'italia.

l'arno tornerà completamente depurato, pulito e persino balneabile.

erasmo d'angelis è il presidente della publiacqua. dice: "i lavori per il grande progetto del risanamento dell'arno e della depurazione di tutti gli scarichi procedono secondo i tempi stabiliti. il cantiere va avanti e di fronte al gravissimo attentato che ha distrutto anche i nostri uffici di cantiere, oltre a quelli dell'auditorium della musica, chiediamo alla magistratura di scovare e colpire i colpevoli. la toscana non è e non sarà mai terra di mafie, camorre o pizzo. lavoriamo con l'obiettivo di rispettare la scadenza europea, evitando multe che ricadrebbero sui cittadini e per riportare l'arno ad essere un fiume pulito e vivo, una ricchezza e una risorsa per tutti".

alberto irace è l'amministratore delegato della publiacqua. dice: "siamo orgogliosi di poter contribuire ad un'opera storica per firenze e il suo hinterland e a migliorare l'efficienza del sistema fognario e di depurazione. per realizzare l'opera publiacqua sta anticipando circa 40 milioni di euro di investimenti che saranno ripagati dalla tariffa solo nel prossimo decennio. tutto ciò è reso possibile dalla capacità di poter accedere a finanziamenti sul mercato del credito in virtù del grado di efficienza raggiunto dalla nostra azienda e dalla presenza di un partner industriale di livello nazionale come acea".

con pare motivato dello scorso 15 maggio, la comunità europea ha notificato allo stato italiano il primo elenco degli agglomerati urbani per i quali la procura d'infrazione per mancata depurazione prosegue il suo iter, richiedendo, tramite il ministero dell'ambiente, informazioni sugli agglomerati oggetto di investigazione.
per la toscana è incluso l'agglomerato dell'area fiorentina.
grazie ai lavori in corso e all'assicurazione - come condizione essenziale - che proseguiranno senza soluzione di continuità e verranno completati entro i termini, riusciremo ad evitare le sanzioni (ricadranno anche a carico dei comuni interessati) previste dalla disciplina comunitaria, in caso di violazione delle norme. sono pensantissime e prevedono:
- una penalità di mora, che va da un minimo di 11.904 € ad un massimo di 714.240€, per ogni giorno di ritardo nell'adeguamento a decorrere dalla pronuncia della sentenza emessa ai sensi dell'art. 260 del tfue;
- una somma forfetaria calcolata sulla base del pil e che per l'italia è pari ad un minimo di 9.920.000€;
- inoltre, nel corso della procedura di mora, i finanziamenti europei possono essere sospesi sino all'attuazione della sentenza. fortunatamente l'area fiorentina si mette in regola in modo progressivo.

la tariffa attuale (240 euro in media l'anno iva inclusa) contiene tutti i costi dell'opera come quelli delle altre opere strategiche del territorio dei 49 comuni di publiacqua, previste anche nel nuovo piano di ambito 2010-2021.

il costo di questa grande opera che migliorerà l'ambiente toscano e il tirreno in cui sfocia l'arno, e migliorerà la qualità della vita per i fiorentini e per tutti coloro che abitano lungo il corso del fiume, inciderà per circa 50 centesimi l'anno per famiglia, ovvero una cifra inferiore al prezzo di un caffè acquistato al bar.

questo è il *profitto* di uno dei due referendum sull'acqua.

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