House Ad
House Ad
  • Agorà
  • Nóva100
Jacopo Giliberto

Correnti di Jacopo Giliberto

RSS Feed

ecologia e ambiente

11 marzo 2013 - 21:52

fukushima due anni dopo, un filmato divulgativo spiega tutto. da vedere.

due anni dopo quell'11 marzo. lo zunami spazzò la città e la centrale nucleare.

la spiegazione della catastrofe nucleare raccontata in un video francese dell'istituto irsn.

an fransè (ma il video è chiarissimo).

 

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, nucleare, Scienza, tecnologia

facebook twitter ok notizie

27 febbraio 2013 - 20:29

a copparo, ferrara, dove l’energia non finisce mai.

l’energia che non finisce mai sgorga da una spaccatura nella terra sabbiosa.
il metano gorgoglia insieme con acqua salatissima e tossica vomitata dal ventre della terra, digestione di torbe che erano fondo del mare.

bisogna scendere da copparo verso jolanda di savoia.

dire “scendere”, nella grande bonifica ferrarese, è una parola troppo impegnativa.
andando da copparo verso il delta e verso l’adriatico, tutto in apparenza è piatto spiattito appiattito tabula rasa. rane e zanzare.

invece no. si scende, a tratti, e si sale.

sembra una tavola, ma da una parte si scende fino a uno, due, tre metri sotto il livello del mare.
da un’altra parte invece si sale, come è alto il palazzetto di zenzalino che diventava un’isola quando il po rompeva e spantegava sulla pianura.

copparo è un comune grande 404 chilometri quadri, due volte l’intera provincia di trieste.

bisogna scendere da copparo verso jolanda di savoia.
dopo il curvone di zenzalino con il suo viale alberato lunghissimo e prospettico (sono ricresciuti i pioppi meravigliosi, dopo il grande taglio?), si prende a sinistra verso ambrogio. il mobilificio d’angolo non ci interessa; divani e credenze un’altra volta. invece ci interessa il casolare di via salmastri 3.

via salmastri: dice tutto.

perché è lì, dietro la casa, vicino al canale che porta via le acque di bonifica verso l’idrovora, è lì che sgorga l’acqua salmastra.

fedora quattrocchi è una scienziata dell’ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e mi spiega che nel sottosuolo di via salmastri, frazione ambrogio, comune di copparo, provincia di ferrara ci sono queste torbe che fermentano.

sono torbe in più strati, depositi a forma di lente, schiacciati e piatti sotto le sabbie e le argille depositate dai millenni.
alcune falde di torba sono a 250 metri di profondità, altre più giù, a 600 metri di profondità.

la torba (alghe marce che erano fondo di paludi preistoriche) è la madre del carbone; diventerà lignite in qualche milione d’anni.

dentro la torba, nell’intestino del pianeta, c’è vita.
là sotto, legioni di batteri pazzi digeriscono la torba e producono metano.

c’è una frattura geologica.
il terremoto della primavera scorsa - che ha sconvolto la bassa modenese, il ferrarese, il mantovano - ha aperto la strada all’ascesso gonfio di metano.

quella del metano di copparo non è la stessa frattura nascosta che aveva generato il terremoto di un anno fa.
la frattura ferrarese del terremoto si ferma prima di copparo, c’è un’interruzione nello sfregamento tra fette di sottosuolo.
la frattura di copparo è un’altra, diversa, da studiare.

in via salmastri, dietro alla casa, c’era un pozzo di gas antico di mezzo secolo.
un pozzo chiuso chissà quando dal grillanda, perché l’aldo grillanda di ro ferrarese (da copparo bisogna andare verso polesella e rovigo, prima dell’argine maestro del po) è il più bravo chiuditore di pozzi petroliferi.

il grillanda aveva cominciato da piccolo come suo padre.
e suo padre aveva imparato dal nonno.
e il nonno aveva imparato dall’aldo grillanda bisnonno dell’attuale, che nel 1915 trivellava alla ricerca di acqua per i latifondisti ferraresi, e poi per le società minerarie in maremma, e poi per tutta italia con trivelle sempre più moderne e più efficaci.

poi i tempi cambiano, e non solo perforazioni (se ne fanno sempre meno) ma soprattutto chiusure di pozzi aperti, che è un’arte rara che va imparata dal bisnonno dal nonno dal padre.

l’aldo grillanda di oggi, con suo figlio marcello, conosce i pozzi d’italia.
lo chiamano dappertutto. nel ferrarese conosce i pozzi a uno a uno, appena finiva la scuola vestito con le braghette corte e con la cartella andava a vedere le trivelle del nonno.

questo era un pozzo artesiano per l’acqua dolce, oppure metano, acqua termale, o era un pozzo di anidride carbonica, o usciva acqua salata con metano, oppure emetteva gas solforoso velenoso.

ad ambrogio in via salmastri alle spalle del mobilificio e dietro al casolare c’era questo pozzo di acqua e metano.
una volta nella bassa si faceva così, un buco per terra, in una vasca chiusa si gorgogliava l’acquaccia frizzante, e le bollicine venivano aspirate da un tubo e scaldavano la stalla e la casa, seccavano il miglio e la canapa.

ancora oggi la finanza trova gente della bassa che scalda la stalla e la casa con il giacimento privato personale, ma non si può perché il metano è dello stato, bisogna denunciarlo e pagare tasse royalty accise un impazzimento facciamo che non lo diciamo a nessuno.

questo ascesso di gas è in profondità sotto la casa.
il pozzo antico è chiuso, ma lo scossone del terremoto dell’anno scorso ha aperto al gas la strada sotterranea poche decine di metri più in là, e quel metano va scaricato, sennò può anche trovarsi vie non controllate, può eruttare fuoco e
lapilli, esplodere con la casa e i divani e le credenze del mobilificio.

l’acqua e il metano sgorgano con forza e violenza da un tubo d’acciaio messo per governare l’emissione.
la temperatura è costante, 25 gradi.
non c’è radioattività, appena 4 becquerel contro (per esempio) i 500 becquerel che sgorgano in garfagnana.
l’acqua gasata è salata quasi come quella del mare – quando l’adriatico arrivava dove oggi ci sono ferrara e padova – ed è piena di inquinanti come metalli pesanti.
non si può usare neanche per irrigare.
così viene scaricata nel canale.

il metano va sprecato. peccato.

e quel metano non finirà per secoli, perché sotto i piedi degli abitanti di ambrogio i batteri continuano a digerire la torba sepolta.

la scienziata fedora quattrocchi dice: basterebbe iniettare acqua in profondità, all’altezza degli strati di torba, per continuare a estrarre il metano che continua a formarsi senza fine, in una risorsa rinnovabile perché dopotutto è di origine naturale.

è come un impianto di biogas, quelli che gli allevatori costruiscono a fianco alle stalle: nei bomboloni mettono letame e scarti agricoli e ci mescolano i batteri digestivi.

nella bassa ferrarese, questi fontanazzi di acqua preistorica mescolati con metano sarebbero decine.

ancora fedora quattrocchi: dove sgorga acqua salata, le colture deperiscono, i terreni diventano presto quasi sterili. vogliamo fare foto satellitari subito dopo le nevicate, perché il sale il calore dell’acqua l’assenza di erba fanno sciogliere subito la neve, chiazze di terra nuda circondate dalla neve.

nel queensland, in australia, in questo modo ottengono il 75% del fabbisogno energetico.
usano il metano che sgorga per far girare i generatori di corrente, ma parte del metano viene usato per far funzionare i desalinizzatori a osmosi che producono l’acqua potabile per l’acquedotto.
quell’acqua va benissimo anche per allevare i pesci dell’itticoltura, e per scaldare le case perché la temperatura costante appare calda d’inverno e fresca d’estate.

potremmo ricuperare anche noi italiani quel bendidio di metano che si rigenera e sgorga senza fine in cento e cento diversi posti della bassa.

l’acqua potrebbe essere filtrata per togliere il sale, per ricuperare i metalli di questa speciale miniera liquida ricca di contenuti, per estrarre le terre rare così preziose per produrre i computer e così monopolizzate dall’unico produttore al mondo, la cina.
poi l’acqua a 25 gradi potrebbe entrare nelle case per scaldarle d’inverno, quando si scende sotto zero, e rinfrescarle d’estate, quando l’aria di luglio ribolle a 35 gradi.

questo, si potrebbe fare in via salmastri civico 3, frazione ambrogio, comune di copparo, provincia di ferrara.
e in tantissime altre parti d’italia.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, reti energia, Scienza

facebook twitter ok notizie

29 gennaio 2013 - 23:27

ambiente e mare. perché una volta le spiagge erano impeciate da catrame.

chi ha i capelli grigi (e io, li ho) ricorda che fino agli
anni ’70-‘80 le spiagge e gli scogli in riva al mare erano sempre incatramati da gromme di bitume orrendo.

oggi il fenomeno è quasi scomparso.

il catrame c’è ancora, ma è una vera rarità da intenditori.

perché sono spariti (o quasi) dai mari i gromulchi di
bitume? da dove venivano?

le petroliere erano a scafo unico. le pareti delle cisterne erano direttamente lo scafo. petrolio dentro, mare aperto fuori, separati dalla parete d’acciaio.

quando scaricavano il greggio a genova marsiglia gela marghera, vuotandosi diventavano leggere e altissime.

così alte e vuote, le petroliere dopo lo scarico del petrolio erano difficili da gestire, squilibrate, se c’era un po’ di mare agitato o un fastidioso vento di traverso.

quindi, uscite dal porto di consegna del petrolio, per appesantirsi e stabilizzarsi le petroliere riempivano di acqua di mare le  cisterne, in modo da zavorrare la nave durante il viaggio di ritorno verso il porto dove caricare altro greggio.

ma al porto petrolifero di carico, per poter prendere nuovo greggio, bisognava avere le cisterne vuote. e si vuotavano in viaggio.

lungo il tirreno o l’adriatico le cisterne venivano vuotate
dall’acqua sporca e dal petrolio, lasciando dietro la poppa decine di chilometri di scia bitumosa.

i residui che restavano sul fondo delle cisterne venivano scrostati e messi in fusti d’acciaio che, oplà, finivano in mare (quest’operazione in genere si svolgeva zigzagando a sud di malta).

ogni viaggio un lavaggio.

 

Petroliera in uscita sul canale marghera malamocco

con le petroliere a doppio scafo di oggi, tra la cisterna e lo scafo c’è un’intercapedine.

l’acqua di zavorra non entra mai nelle cisterne del greggio.

è “segregata” nell’intercapedine e non tocca il petrolio.

per bilanciare la nave, entra acqua di mare pulita, esce acqua di mare pulita.

qualcuno a volte lo fa ancora e impecia spiagge e scogli.
qualche bettolina vecchia. qualche piccola petroliera che arriva da paesi remoti.

ma è una rarità.

il problema è più forte con le navi chimichiere. quando cambiano il tipo di prodotto che viene caricato nelle cisterne, devono togliere ogni traccia del prodotto chimico precedente.

i noleggiatori più attenti (e sono molti) preferiscono usare una sola nave chimichiera per il trasporto di una sola tipologia di sostanza, sempre la stessa. cioè dedicano ogni nave a un solo tipo di prodotto. così non c’è bisogno di lavare le cisterne a ogni viaggio.

ma non tutti sono attenti e solerti.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, rifiuti, tecnologia, trasporti

facebook twitter ok notizie

20 gennaio 2013 - 10:43

la rosa del deserto e la città petrolifera nella sassaia piatta e grigia

per alcuni giorni, quella rosa del deserto avera reso insopportabile la valigia.
pesava il sasso scolpito dal vento, e pesava la valigia a ogni spostamento.

adesso quella rosa del deserto presa dal bordo della strada in una base petrolifera è poggiata alla radice del glicine, a casa.

la città petrolifera è un posto inutile in mezzo a un deserto inutile.
sbaglia chi immagina le dune, le palme e i cammellieri che ondeggiano nobili accoccolati sul dorso dei mehari.

la foto presa dal web di un impianto nella sassaia grigia.

è una sassaia piatta e grigia percorsa da tubi di acciaio grigio. filari di tralicci dell'alta tensione. qua e là (dall'aereo di notte si vedono bene) fiammeggiano le torce a bocca di pozzo per bruciare i gas che escono insieme con il greggio.

la foto presa dal web delle torce che bruciano i gas a margine dei pozzi di petrolio.

la città petrolifera è una somma di officine fabbriche dormitori.
non ci sono negozi né ristoranti, ma solamente compound di lavoro.
ci si sposta da un compound all'altro secondo le necessità, per andare a caricare tubi o valvole, per incontrare il personale di un'altra compagnia petrolifera, per esaminare un aspetto tecnico insieme con gli esperti di una ditta specializzata.

la foto presa dal web dei compound che affiancano la via di una città petrolifera nel deserto grigio.

ogni compound è un'area quadrata di terreno circondata da un muro o da una recinzione. tra un compound e l'altro passa una strada - asfaltata se primaria, altrimenti di terra battuta - oppure i compound si affiancano l'uno all'altro lungo la strada.

la foto presa dal web di una strada in una città petrolifera nel deserto. il luogo, non conta: sono posti tutti uguali.

dentro ci possono essere palme e giardinetti con la palazzina uffici, oppure cataste di tubi e un magazzino, oppure le baracche in cui dormono gli operai.

la foto presa dal web di un compound povero, magazzino o alloggio per operai.

i compound delle compagnie petrolifere internazionali hanno agli angoli le torrette armate e sul muro alto corre un barbed wire, il filo spinato.

in una di queste città petrolifere il compound degli italiani era forse meno lussuoso di altri, ma più prezioso.
non ha il campo da golf che macchia di verde la polvere del deserto. non ha la piscina. ma il compound degli italiani, dell'eni, ha due cose.

primo, dagli italiani la mensa è la migliore della città petrolifera. il cuoco del catering viene da parma o da reggio calabria o da ancona o da dove ti pare, ed è sempre una meraviglia.
prepara la pizza e il pane profumato, affetta al coltello un prosciutto raro, sceglie le bottiglie di vino - e questo per gli americani del compound a fianco cui è vietata ogni forma d'alcol è un segno di alta civiltà.
così i francesi, o gli americani, o gli inglesi, non vedono l'ora di essere invitati dal collega italiano a mangiare alla mensa italiana.
non ci sarà il campo da golf, ma la pizza appena sfornata o il brasato al barolo valgono mille.

secondo, gli italiani hanno il bunker.
è un edificio blindato, con il generatore elettrico e le antenne satellitari sul tetto.
se nella città petrolifera succede qualcosa, ci si chiude dentro a doppia mandata e si chiama.

una ventina d'anni fa la gente, in quel deserto, si ammazzava per motivi religiosi. sgozzavano gli infedeli.
in un certo periodo, la situazione divenne così tesa che la comunità internazionale decise di darsi appuntamento nel "bunker degli italiani".
mentro fuori accadevano cose terribili da conoscere, là dentro, nel bunker degli italiani, il mondo si accoccolava nei corridoi e nelle stanze e chiamava le ambasciate e i governi.

attorno, un deserto grigio e piatto, una sassaia inutile.
e sul bordo della strada, una rosa del deserto che ho portato a casa.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, Religione, storia, trasporti

facebook twitter ok notizie

19 ottobre 2012 - 6:56

arte. il naufragio della concordia in una mostra a new york

il naufragio dell'arte.

la costa concordia, la nave da crociera affondata in gennaio davanti all'isola del giglio (grosseto) e arrivata sulle cronache di tutto il mondo, è l'oggetto di un'istallazione artistica di thomas hirschhorn esposta alla galleria gladstone di new york.

la mostra personale di hirschhorn, artista bernese, si intitola concordia, concordia e consiste di un allestimento che riproduce - sulla base di filmati, testimonianze e fotografie - le condizioni della sala da gioco della nave dopo il ribaltamento sullo scoglio.

un'immagine dell'istallazione di hirschhorn dedicata alla costa concordia

secondo il recensore a.wilkinson, come riferisce il giornale newyorchese art observed, l'artista svizzero ha voluto raffigurare l'incertezza e la precarietà del nostro stile di vita e una lettura sociale del disastro contemporaneo.

metafora di un titanic della società.

l'istallazione ricorre a schemi che sono frequenti nell'arte di hirschhorn: la sovrabbondanza quasi barocca di oggetti raccolti dalla società dei consumi.
ma a differenza delle altre opere di hirschhorn, in genere interattive e accessibili al pubblico che vi può camminare attraverso, l'allestimento concordia, concordia è chiuso all'accesso, come se fosse la vetrina di un ovvèndo fallimentare eccessivo negozio del kitsch.

in questo caso è allestita - rovesciata su un fianco - una sala del casinò della nave, dalle pareti orpellosamente decorate.
il pavimento (anzi, la parete laterale della sala da gioco, che nel rovesciamento è diventata pavimento) è ingombro di piatti, libri ribaltati dagli scaffali, sedie, mobilio mediocremente piccoloborghese, giubbotti arancioni di salvataggio.
mescolate a questa sovrabbondanza, sparse, ecco le pagine di das kapital di carlo marx.
e alla parete, una riproduzione del famoso quadro del naufragio del medusa di géricault.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, arte, ecologia e ambiente, mobilità, rifiuti, società, storia, trasporti, Viagg

facebook twitter ok notizie

30 novembre 2011 - 16:39

oggi su frigo e tv la nuova etichetta energetica: il frigo gratis. guida all'acquisto. concorso wwf.

efficienza energetica, ma non solo. risparmio, ma non solo. c'è anche un concorso, con premi, organizzato dal wwf.

oggi sono obbligatorie sugli elettrodomestici in vendita le nuove "energy label", cioè le etichette energetiche, per gli elettrodomestici.
sono quelle che trovi appiccicate su un fianco dei frigoriferi, delle lavatrici, degli altri elettrodomestici esposti nei negozi.

non è una cosa di poco conto.
scegliendo le classi di frigoriferi a migliore efficienza, il risparmio conseguito durante la vita dell'apparecchio è pari al costo d'acquisto.

in pratica, con i risparmi ottenuti in bolletta si ottiene gratis il frigorifero.

oggi 30 novembre l'obbligo delle nuove etichette scatta per frigo, congelatori e - new entry - per i televisori;

dal 20 dicembre per lavastoviglie e lavatrici.

per aiutare i consumatori a orientarsi tra vecchie e nuove etichette energetiche e scegliere i prodotti più efficienti, il wwf dà le "istruzioni per l'uso" sul sito topten (www.eurotopten.it) e lancia l'iniziativa speciale "caccia all'etichetta energetica": una caccia al tesoro fotografica per scovare e fotografare le nuove etichette energetiche, partecipando all'estrazione di due scope elettriche green offerte da electrolux, 10 libri di lester brown "un mondo al bivio" e 10 magliette del wwf.
si gioca fino al 16 dicembre inviando la foto al sito topten (www.eurotopten.it).

puoi anche confrontare i prodotti usando la guida della legambiente (clicca qui).

secondo il ceced, in italia la sostituzione degli elettrodomestici vecchi, stimati in circa 20 milioni, con apparecchi di nuova generazione e a basso consumo comporterebbe, oltre a un risparmio significativo di elettricità, anche l'abbattimento di emissioni di co2 per circa 2,3 milioni di tonnellate.

l'introduzione delle nuove etichette energetiche è il frutto di un miglioramento tecnologico e normativo, ma anche di una maggiore consapevolezza di consumatori e imprese, che hanno determinato il progressivo miglioramento dell'efficienza energetica degli elettrodomestici, tanto da richiedere una definizione più restrittiva degli standard di efficienza.
un miglioramento che entra nella vita quotidiana di milioni di consumatori e può diminuire in modo concreto l'impatto sull'ambiente della nostra società.

in apparenza, le nuove etichette cambiano poco.
ci sono sempre le bande colorate e la freccia con la lettera che indica la classe di appartenenza di quel modello.

Energy label

quanto si risparmia

secondo il wwf, da settembre 2009 all'estate 2011 la durata media delle lampadine a risparmio energetico è aumentata di 5.237 ore (da 11.274 a 16.511).
il consumo elettrico medio dei televisori si è pressoché dimezzato (passando da 94.87 watt 45.91), quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 watt a 14.38).

un frigo piccolo in classe a+++ consuma 132 chilowattora l'anno, uno in classe a ne spreca 365, e chi sceglie la classe più efficiente ha un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni.
cioè (vista la durata media di un frigo) il risparmio conseguito è pari o superiore al costo d'acquisto del frigorifero.

un congelatore medio-grande in classe a++ consuma 181 chilowattora l'anno, uno in classe a ne consuma 440, con risparmio in bolletta di 700 euro in 15 anni.
di nuovo lo stesso confronto: il risparmio è pari al costo d'acquisto.
in pratica, il frigorifero è gratis.

una lavatrice da 5 chili in classe a+++ consuma 128 chilowattora l'anno e 7.990 litri l'anno d'acqua, mentre una in classe a spreca 250 chilowattora l'anno e 12.760 litri l'anno, con un risparmio di 269 euro in 15 anni.

 

che cos'è l'etichetta energetica

nei fatti l'etichetta energetica si usa dal 1995 per aiutare i consumatori nella scelta di lavatrici, frigoriferi e, in generale, dei principali elettrodomestici.
l'etichetta energetica era nata per informare in modo corretto gli acquirenti, oltre che informarci sulle principali caratteristiche degli apparecchi, anche e soprattutto sui loro reali consumi energetici, con la possibilità di un confronto diretto tra i diversi modelli presenti sul mercato.

poi, nel giugno 2010, una nuova direttiva ne rivide i contenuti, prevedendo un'entrata in vigore scaglionata delle nuove etichette:
dal 30 novembre 2011 per frigo, congelatori e - new entry - per i televisori;
dal 20 dicembre 2011 per lavastoviglie e lavatrici.

è stato accettato un periodo di convivenza tra vecchie e nuove etichette, determinato dalla volontà di esaurire le scorte già prodotte.

perché una revisione?
la necessità derivò in particolare dall'esigenza di seguire il progresso tecnologico dei principali elettrodomestici.
prodotti diventati negli anni sempre più efficienti e, grazie anche a direttive come la eco-design, attenti all'impatto sull'ambiente.

 

che cosa cambia

la prima importante novità introdotta è l'aumento del numero delle classi energetiche di appartenenza.
sulle nuove etichette non c'è più una scala di classi dalla a alla g (dove la a indica gli elettrodomestici con i minori consumi e la g quelli con i consumi più alti) ma vi sono anche le classi energetiche a+, a++ e a+++ (in ogni caso, salvo eccezioni, fino a un massimo di sette classi), introdotte per differenziare ancora meglio dal punto di vista energetico tutti i prodotti che finora rientravano nella classe a.

dal punto di vista dell'immagine grafica non ci sono cambiamenti:
le frecce delle classi energetiche che indicano i consumi più alti sono sempre rosse, mentre quelle delle classi dei consumi più bassi sono in verde.
poiché le etichette sono valide in tutti i paesi dell'unione europea, per fare in modo che parlino una lingua universale i test sono stati sostituiti da pittogrammi (i disegnini) che, a seconda dell'elettrodomestico, indicano le performance e le caratteristiche degli apparecchi.
un'altra importante novità e anche l'obbligo per alcuni elettrodomestici di indicare il consumo in stand-by e il rumore dell'apparecchio in funzione, laddove tale indicazione è rilevante.

 

frigoriferi
classi energetiche dalla a+++ alla d

accanto al consumo annuale di energia in chilowattora, i pittogrammi indicano:
la capacità in litri degli scompartimenti di conservazione,
la capacita in litri degli scompartimenti per il cibo congelato
l'emissione di rumore in decibel.

la classificazione energetica e basata sull'indice di efficienza energetica (eei) che prende in considerazione:
il consumo di energia,
il volume dell'apparecchio,
la temperatura più bassa dei diversi scompartimenti
altri elementi come la presenza del no frost.

 

lavatrici
classi energetiche dalla a+++ alla d

i pittogrammi indicano:
il consumo annuale di energia in chilowattora (basato su 220 cicli di lavaggio standard),
il consumo annuale di acqua in litri (220 cicli di lavaggio standard),
la capacità di carico in chili,
la classe di efficienza della centrifuga,
la rumorosità in decibel (sia del lavaggio sia della centrifuga).

dato che tutte le lavatrici con una capacità superiore ai 3 chili devono necessariamente riportare un'efficacia di lavaggio in classe a, le nuove etichette non riporteranno piu l'indicazione dell'efficacia di lavaggio.

 

lavastoviglie
classi energetiche dalla a+++ alla d

i pittogrammi indicano:
il consumo energetico annuo (280 cicli di lavaggio standard) e non più per ciclo di lavaggio,
il consumo annuale di acqua in litri (280 cicli standard di lavaggio annuo) e non più per ciclo,
la classe di efficienza di asciugatura,
la capacità di carico espressa in numero di coperti,
la rumorosità in decibel,
la potenza e la durata nel modo acceso e nel modo spento.

dato che tutte le lavastoviglie devono avere una performance di lavaggio in classe a, nelle nuove etichette non è più prevista l'indicazione dell'efficacia di lavaggio.

 

televisioni
classi energetiche dalla a+++ alla d

il consumo di energia in modo acceso espresso in watt
il consumo annuo di energia in modo acceso espresso in chilowattora l'anno
la diagonale dello schermo espressa sia in centimetri sia in pollici

 

le informazioni di imq per la lettura delle etichette energetiche

i dati riportati nelle etichette energetiche rappresentano un'autodichiarazione del produttore circa le caratteristiche dei propri elettrodomestici.
numerose aziende, per avere la certezza che le misurazioni effettuate siano precise, ripetibili e corrispondenti, si rivolgono a laboratori riconosciuti, come quello di imq, dotati di strumentazioni di misura a tecnologia avanzata.

nelle etichette energetiche sono riportati informazioni circa le prestazioni degli apparecchi.
informazioni riguardo alla sicurezza, sono invece inserite nei dati di targa che vanno sempre letti.

a sostegno di tutti i produttori, il 25 gennaio l'imq organizzerà un seminario, a partecipazione gratuita, per illustrare le modalità di misura dell'efficienza energetica e di verifica e valorizzazione di altre prestazioni dei principali elettrodomestici (info su www.imq.it).

 

il gruppo imq

il gruppo imq (istituto del marchio di qualità) rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni).
forte della sinergia tra le società che lo compongono, dell'autorevolezza acquisita in 60 anni di esperienza, della completezza dei servizi offerti, il gruppo imq è un punto di riferimento e un partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e il rispetto per l'ambiente.

i settori di riferimento spaziano in segmenti come l'elettrotecnica, l'elettronica, le telecomunicazioni, auto e moto, gas, impiantistica, prodotti da costruzione, agroalimentare e così via.

 

 il wwf: "caccia all'etichetta energetica! scatta la foto e vinci elettrodomestici efficienti"

cambiamenti climatici, efficienza energetica e consumi sono tra i temi caldi di queste settimane. e mentre a durban, in sud africa, sono appena iniziati i negoziati sul clima, il wwf inaugura un'iniziativa speciale rivolta ai consumatori e agli elettrodomestici efficienti.

poiché da oggi entrano in vigore in tutta europa le nuove etichette per indicare la classe energetica di frigoriferi, congelatori e per la prima volta anche televisori, mentre dal 20 dicembre toccherà anche a lavatrici e lavastoviglie, il wwf dà le "istruzioni per l'uso" sul sito topten (www.eurotopten.it), la guida online all'acquisto di elettrodomestici efficienti, e lancia l'iniziativa speciale "caccia all'etichetta energetica": una caccia al tesoro fotografica per scovare e fotografare le nuove etichette energetiche, partecipando all'estrazione di due scope elettriche green offerte da electrolux, 10 libri di lester brown "un mondo al bivio" e 10 magliette del wwf.

si gioca fino al 16 dicembre inviando la propria foto al sito topten (www.eurotopten.it).
i vincitori saranno resi noti il 20.

dai frigoriferi alle stampanti per ufficio, dalle lampadine alle lavastoviglie, il sito "topten" (www.eurotopten.it) è una guida all'acquisto consapevole rivolta ai consumatori, che con un semplice clic possono individuare tra le migliaia di articoli presenti sul mercato, i 10 migliori in 11 categorie e 50 sottocategorie di prodotto, ovvero quelli che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia e hanno un minore impatto sull'ambiente.

di ciascuno dei "migliori prodotti" per categoria (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, lampadine, automobili e apparecchi per ufficio come monitor, stampanti e multifunzione, e anche automobili), vengono indicate le funzioni principali, il costo, la marca, ma anche la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell'intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.

il progetto topten è realizzato in 17 paesi europei più stati uniti e cina, da un team composto da oltre 20 partner e riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il wwf, e associazioni di consumatori.

 

regole e premi della "caccia all'etichetta energetica"

per partecipare all'iniziativa speciale "caccia all'etichetta energetica", basta trovare un elettrodomestico dotato di etichetta energetica meglio ancora se della nuova tipologia, fare un foto con l'elettrodomestico e l'etichetta bene in vista e inviarla al sito www.eurotopten.it.

i primi due estratti che abbiano fotografato le nuove etichette energetiche riceveranno una scopa elettrica ricaricabile green (mod. zb2904g) offerta da electrolux, pioniere dell'efficienza energetica e partner storico del wwf anche nel settore dell'educazione ambientale.

altri 20 estratti a sorte tra tutti i partecipanti , indipendentemente dal tipo di etichetta fotografata, riceveranno 10 libri di lester brown "un mondo al bivio. come prevenire il collasso economico e ambientale" (edizioni ambiente) e 10 magliette wwf nere con panda bianco.
l'estrazione avverrà il 19 dicembre. i vincitori saranno resi noti il 20 dicembre.

media partner dell'iniziativa è virgilio go green, che inviterà i propri lettori a partecipare al gioco tramite web e social media.

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, tecnologia, Televisione, televisione

facebook twitter ok notizie

30 novembre 2011 - 11:54

tecnologia. energia. nasce in italia il frigorifero risparmioso che fa impazzire la cina.

come nasce una tecnologia

come nasce una tecnologia rivoluzionaria?
risponde marco volpato, imprenditore milanese nato in quella quasi-lombardia che è verbania.
“tutto è cominciato quando anni fa un nostro cliente italiano, che produce pannelli isolanti per l’edilizia, ci ha suggerito: potrebbe funzionare meglio con la tecnologia del vuoto. e caso ha voluto che il fornitore della materia plastica di quell’azienda fosse la dow chemical”.

così la cannon di peschiera borromeo - il principale costruttore al mondo di macchine per produrre oggetti di poliuretano, 200 milioni di fatturato, sedi e fabbriche in tutto il mondo come ogni “piccola multinazionale di famiglia” che caratterizza l’industria italiana - ha inventato un macchinario per produrre sottovuoto le schiume di poliuretano (quelle che noi chiamiamo, sbagliando, gommapiuma). e la dow, il colosso statunitense della chimica, ha messo al lavoro la squadra del centro ricerche di correggio (reggio emilia) guidata da vanni parenti. un centro ricerche di valore mondiale che, nelle intenzioni del nuovo capo della dow italia, giuliano tomassi marinangeli, potrebbe acquisire un ruolo ancora più rilevante.

 

anni di studi e sperimentazioni

anni di prove e sperimentazioni per accoppiare alla perfezione (nello stabilimento produttivo di caronno pertusella) una macchina e (a correggio) un ingrediente plastico.
è nata così la tecnologia pascal vai per produrre frigoriferi che risparmiano corrente.

mentre tutto il mondo degli elettrodomestici affina i compressori e i motori elettrici per guadagnare nei frigoriferi pochi punti risicati di efficienza energetica, gli italiani inventano come tagliare in un colpo solo i consumi del frigo fino al 10-15%.

con i costi del chilowattora italiano, significa che con il solo risparmio sulla bolletta il frigorifero potrebbe ripagarsi, durante la sua vita di lavoro addossato al muro della cucina, l’intera spesa d’acquisto.

 

l'industria corre

non è un’idea velleitaria, non un’innovazione destinata a diventare solamente una medaglia d’onore al petto della dow e dell’italiana cannon.
il presidente della dow chemical asia pacific, pat dawson, a shanghai alla presentazione ufficiale della nuova tecnologia pascal ha dovuto governare le richieste pressanti dei clienti cinesi che vogliono assicurarsi il poliuretano che si usa sottovuoto. e il più grande produttore al mondo di frigoriferi, la cinese haier, ha già allestito - con le macchine prodotte dalla ocietà di peschiera borromeo - una prima linea di produzione per realizzare quindici modelli ad altissimo risparmio energetico, classe “a++++".

 

i cinesi in prima linea

qualche anno fa era quasi una battuta, poi è diventata una realtà preoccupante: “i problemi della disponibilità di energia nel mondo e di emissioni inquinanti si mostreranno quando tutti i cinesi vorranno un frigorifero”.
ebbene, questo è il momento di mettere alla prova un mercato che, da solo, oggi sforna più di 75 milioni di frigoriferi l’anno spinto anche – spiega wang lei, presidentessa dell’associazione cinese dei produttori di elettrodomestici - dai piani di elettrificazione rurale del governo di pechino. il governo non vuole i vecchi frigoriferi-caffettiera.
vuole che i cinesi abbiano apparecchi ad alta sostenibilità.

 

come funziona

il poliuretano si usa in mille applicazioni.
è la schiuma dei pannelli isolanti dei muri, è l’imbottitura delle poltrone dell’auto e del soggiorno, è il materiale che conferisce una presa morbida allo sterzo dell’auto, è l’ingrediente dei materassi e avvolge, invisibile, l’armadio del frigorifero per isolarne il freddo all’interno.

 ispirandosi al geniale inventore francese del ‘600 blaise pascal, che prese gli studi del romagnolo evangelista torricelli e sviluppò la moderna teoria del vuoto, gli italiani della cannon e la squadra italiana della dow hanno scoperto che l’isolamento del frigorifero diventa assai migliore se la schiuma viene prodotta sotto vuoto.
le bollicine che formano l’imbottitura sono minutissime e più fitte: il calore non passa all’interno. così il compressore del frigorifero si accende raramente.

 

i costi di produzione

ai produttori cinesi invece piace un altro aspetto: serve meno materiale plastico e i tempi di produzione si dimezzano. in pochi secondi il frigorifero viene imbottito di isolante.
i tecnici non lo ammettono, ma in un surgelatore a pozzo, quelli con lo sportello in alto come il banco dei gelati al bar, i risparmi di energia diventano impressionanti: poiché viene aperto più raramente del frigorifero della cucina, e poiché la porta sulla faccia superiore non lascia scivolare fuori il freddo durante l’apertura, il surgelatore verticale può anche dimezzare i suoi consumi di corrente.

così, dalla romagna di torricelli, dalla lombardia della cannon oppure dall’emilia del centro ricerche dow, nasce l’innovazione che crea il mercato.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, Scienza, tecnologia

facebook twitter ok notizie

29 novembre 2011 - 20:30

vota il personaggio ambiente italia. i 21 candidati, da *angeli del fango* a *zanotelli*

vota anche tu. basta un clic.
torna il premio "personaggio ambiente" che ti permette di votare ed eleggere il personaggio che, a tuo pieno totale e insindacabile giudizio, ha svolto un ruolo di rilevanza per l’ambiente in italia nel 2011, attraverso la proposizione di idee, pratiche, informazioni, politiche, attività imprenditoriali.

per votare, clicca qui.

adesso, metre scrivo, sono in testa i sindaci domenico finiguerra (dell’ecologissimo comune pavese cassinetta di lugagnano) e stefano pisani (sindaco di pollica, erede del sindaco ecologista angelo vassallo assassinato dalla malavita) e l’imprenditore senese michele manelli (cantina salcheto di montepulciano). cliccando qui puoi vedere la classifica in questo momento.
forte la presenza degli amministratori locali che si sono distinti in iniziative territoriali che sono balzate alle cronache nazionali. più ridotta la presenza degli imprenditori mentre non sono affatto rappresentati personaggi dello spettacolo e del giornalismo che lo scorso anno dominavano invece la classifica.

il premio personaggio ambiente italia si propone di assegnare un riconoscimento al candidato che risulterà il più votato dal popolo del web tra una rosa di 21 candidati, nel periodo compreso tra il 22 novembre e tutto il mese di dicembre. il vincitore di quest’anno sarà premiato nel corso di una cerimonia che si terrà a roma a fine gennaio.

i candidati al premio sono stati selezionati da un comitato tecnico, costituito da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti ambientali, responsabili di siti tematici e blogger italiani. ogni componente del comitato ha selezionato fino a cinque candidature, a cui viene assegnato un punteggio. dalla somma dei punteggi sono emersi 21 personaggi candidati al premio personaggio ambiente italia 2011.

eccoli:

gli angeli del fango di genova
peter brandauer
corrado clini
donne contro l'ilva
domenico finiguerra
forum italiano dei movimenti per l'acqua
fukushima 50 - nobukatsu osumi
wangari maathai
michele manelli
joan martinez alier
giorgio nebbia
giuseppe onufrio
ippolito ostellino
maurizio pallante
i pescatori di torre guaceto
stefano pisani
andrea rossi e sergio focardi
herman scheer
antonio segrè
nichi vendola
padre alex zanotelli

per saperne di più su ciascun candidato basta collegarsi al sito internet www.personaggioambiente.it in cui è possibile consultare tutte le biografie ed esprimere il voto.

"il premio – dice mario notaro, segretario del comitato tecnico – vuole dare voce a quei milioni di persone che hanno a cuore l’ambiente e vogliono trasmettere, con il loro voto, un segnale di riconoscimento per quegli uomini e quelle donne che si sono spesi in battaglie o iniziative legate alla sostenibilità. ci auguriamo che questa terza edizione registri gli ottimi risultati in termini di voti raggiunti dalla precedente e che, anno dopo anno, il premio diventi un vero e proprio appuntamento che, oltre a decretare il personaggio che nell’anno, sia un momento di confronto e di discussione a livello nazionale sulle problematiche di natura ambientali del nostro paese”.
rispetto al 2010 la rosa dei candidati di quest’anno vede una forte presenza di soggetti collettivi come comitati e forum, mentre si è ridotto il numero di rappresentanti dell’associazionismo classico.

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, fonti rinnovabili, Religione, Scienza, società

facebook twitter ok notizie

29 novembre 2011 - 16:18

scienza. sorpresa. la calabria non sta girando in senso orario. invece si frantuma.

corrrbézzoli!
se tu pensavi che la calabria stesse girando su sé stessa in senso orario, come fa la bottiglia nel gioco della bottiglia, come da decenni asseriscono geologi, geofisici e vulcanologi, ebbene devi ricrederti.

la calabria invece si sta frantumando.
in parte gira nel senso delle lancette dell'orologio, ma in parte ruota contromano.

come spiega l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (ingv), gli studi condotti negli ultimi vent'anni sembravano mostrare che la calabria si sia comportata come un unico blocco rigido che aveva subito una rotazione oraria tra i due e un milione di anni fa.

invece sono stati osservati blocchi a rotazione antioraria che smentiscono questa tesi.
il quadro generale dello scontro fra la placca africana e quella europea è molto più complesso di quanto si possa immaginare.

in realtà proprio in corrispondenza delle nostre regioni meridionali, la semplificazione delle due placche che si scontrano non è più soddisfacente, poiché i geofisici hanno potuto individuare e descrivere una molteplicità di microplacche con movimenti e interazioni particolari.
il puzzle diventa ancora più sfaccettato nella regione calabra, dove, grazie a una ricerca recente condotta da fabio speranza e patrizia macrì (ingv roma) assieme a colleghi dell'università di padova ("paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane: consequences of slab breakoff on orogenic wedge tectonics") e pubblicata dalla rivista "geological society of america bulletin", si è potuto scendere in dettagli sinora sconosciuti.

(solo per geofisici, per masochisti, per insonni o per le persone che assommano le tre caratteristiche) clicca qui per scaricare lo studio "paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane" (1,7mb in formato pdf)

nell'area collinare compresa tra le cittadine di crotone e catanzaro, sulle splendide coste del mar ionio, sono stati individuati grazie a rilievi paleomagnetici quattro blocchi di crosta terrestre che hanno subito distinti movimenti rotazionali.
due di essi hanno subito una rotazione antioraria avvenuta negli ultimi 1,2 milioni di anni, altri due una rotazione oraria.

è la prima volta che sono stati identificati blocchi a rotazione antioraria nella calabria, che in base a vari altri studi paleomagnetici sembrava aver ruotato in senso orario come un unico blocco rigido tra 1 e 2 milioni di anni fa.

a fabio speranza, primo firmatario del lavoro, abbiamo chiesto:

in che cosa consistono le indagini paleo magnetiche che vi hanno condotto a ricostruire in modo così dettagliato i movimenti di questa parte della calabria?

per effettuare il nostro studio abbiamo preso molti campioni di rocce nella zona di crotone, e quindi ne abbiamo misurato la direzione di magnetizzazione nel laboratorio di paleomagnetismo dell'ingv di roma, principale laboratorio italiano ed uno dei migliori a livello mondiale. le rocce quando si formano registrano (tramite minerali magnetici che si comportano come minuscole bussole) la direzione del campo magnetico terrestre, che sappiamo essere mediamente diretta verso il nord geografico. se la direzione di magnetizzazione che misuriamo oggi nei campioni non è più diretta verso il nord, vuol dire che quel blocco crostale è stato ruotato dopo che i sedimenti da noi analizzati si sono deposti. il paleomagnetismo già negli anni '60 del secolo scorso ha rappresentato una delle principali prove a supporto della teoria della tettonica a placche, perché ha mostrato che tutte le principali placche del pianeta hanno ruotato e si sono mosse nel corso dei milioni di anni.

i movimenti da voi ricostruiti, sono tuttora in atto o si sono esauriti nel recente passato geologico, e quando in particolare?

i movimenti da noi ricostruiti sono molto recenti, perché sono stati osservati su sedimenti che hanno solo 1.2 milioni di anni, un tempo geologicamente molto recente. questo ci fa ipotizzare che queste rotazioni possano essere ancora attive oggi, e legate ad alcune faglie trasversali che stanno ulteriormente frammentando la "microplacca" della calabria.

come si giustifica questa discordanza in un quadro generale che vede lo "stivale" della penisola italiana muoversi verso i balcani con una prevedibile chiusura del bacino adriatico?

già sapevamo in realtà da altri studi geofisici che la parte della penisola italiana che si muove verso i balcani non comprende la calabria, che ha un movimento più complesso e si muove in parte verso lo ionio. il nostro studio mostra che anche all'interno della calabria non c'è un movimento omogeneo. è la dimostrazione ulteriore che il mediterraneo è un vero puzzle, composto di "tessere" crostali anche piccolissime, che probabilmente non abbiamo ancora identificato del tutto.

(solo per geofisici, per masochisti, per insonni o per le persone che assommano le tre caratteristiche) clicca qui per scaricare lo studio "paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane" (1,7mb in formato pdf)

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, Giochi, Scienza, storia

facebook twitter ok notizie

28 novembre 2011 - 19:22

rifiuti. sondaggio conai. gli italiani chiedono chiarezza e semplicità nella raccolta differenziata.

più di tre italiani su quattro (78%) si promuovono nel differenziare domestica dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro: "io? io sono bravissimo", dicono.

 la percentuale degli italiani soddisfatti si mantiene sopra il 50% anche rispetto all'operato delle amministrazioni comunali locali: più di un italiano su due (56%) valuta infatti sufficiente l'impegno del suo comune (ma un italiano su due, come con il pollo di trilussa*, è critico).

emerge un'altra importante indicazione: il 91% delle persone è favorevole all'idea di rendere omogenei i contenitori per la raccolta differenziata in tutta italia, cioè utilizzare gli stessi colori e contenitori per ogni tipo di rifiuto, convinti che una standardizzazione a livello nazionale possa contribuire a una migliore performance della raccolta stessa.

 sono alcuni dei risultati del sondaggio di opinione svolto durante il tour "raccolta 10 più" realizzato dal conai, il consorzio nazionale imballaggi.
sono state raccolte le opinioni di oltre 5mila cittadini che hanno compilato i questionari sulla qualità della raccolta differenziata e del riciclo, distribuiti dal consorzio in 110 città.

il conai è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire, in una logica di responsabilità condivisa fra cittadini, pubblica amministrazione, imprese, gli obiettivi di legge di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio.
in più di dieci anni, il consorzio conai ha garantito il recupero del 75% dei rifiuti di imballaggio immessi al consumo, di cui il 64,6% sono stati riciclati e la restante parte avviata a recupero energetico.

gli intervistati hanno indirizzato ai comuni alcuni suggerimenti volti a facilitare e migliorare la qualità della raccolta e del riciclo: più informazione, non solo sulla tipologia di materiali che devono essere oggetto di differenziazione ma anche sul processo che subiscono i rifiuti dopo essere stati differenziati di cittadini (la domanda sottesa è: "ma è vero che dopo che noi li abbiamo divisi per renderli riciclabili, poi i rifiuti vengono rimescolati insieme e buttati in dicarica?"); maggiore frequenza nel ritiro dei rifiuti e presenza capillare sul territorio dei punti di conferimento dei rifiuti; riduzione e semplificazione delle tariffe, istituendo un sistema di pagamento che premi quanti differenziano meglio e penalizzi con controlli e multe coloro che non pongono la giusta attenzione verso la raccolta differenziata; una maggiore sensibilizzazione sul tema partendo soprattutto da attività educative nelle scuole primarie.

se l'italia è omogenea per quanto riguarda suggerimenti e miglioramenti applicabili alla raccolta differenziata, emergono alcune differenze tra nord, centro e sud italia quando si parla di giudizio complessivo verso le amministrazioni comunali.
i comuni ricevono un voto più che sufficiente (da 6 a 10) dal 70% dei cittadini residenti nelle regioni settentrionali, e di circa il 50% di quelli residenti nelle regioni del centro sud italia.

in un'ipotetica graduatoria delle regioni virtuose in materia di raccolta e riciclo, il vertice è occupato dalle regioni del nord italia e dalla sardegna, dove i comuni sono promossi da oltre l'80% dei residenti.
da segnalare i risultati registrati in campania dove, nonostante l'emergenza rifiuti di cui è protagonista, il 55% dei cittadini si è espresso in modo positivo sull'operato delle amministrazioni comunali.

"raccolta 10 più - commenta roberto de santis, presidente del conai - ha coinvolto tutti i comuni capoluogo di provincia e di regione durante l'intero mese di ottobre. a questi 110 se ne sono aggiunti altri 170 che hanno aderito spontaneamente alla manifestazione. l'adesione di tanti comuni mostra come l'argomento della raccolta differenziata di qualità sia sentito su tutto il territorio nazionale e decreta il successo dell'iniziativa. è importante sottolineare, infatti, che una raccolta differenziata di qualità rappresenta una condizione necessaria a migliorare i successivi risultati di riciclo".

 

 

(*) il "pollo di trilussa" si riferisce alla poesia "statistica" del (geniale) poeta romano carlo alberto salustri, che usava come pseudonimo l'anagramma del suo gognome: trilussa.
ecco il sonetto:

sai ched'è la statistica? è na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, nimby, rifiuti

facebook twitter ok notizie

27 novembre 2011 - 23:11

tecnologia per l'ambiente. ecco le innovazioni sostenibili. e usabili.

“sostenibilità oggi”: città verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili.
questi i temi su cui si sono sfidate le 160 innovazioni che hanno partecipato all’undicesima edizione del premio all’innovazione amica dell’ambiente 2011, sostenuto da regione lombardia, fondazione cariplo, confindustria e camera di commercio di milano e fondazione symbola.

il premio all'innovazione ecologica è divenuto nel tempo un riconoscimento nazionale rivolto all´innovazione d’impresa in campo ambientale.
il premio richiedeva alle aziende di descrivere le innovazioni che si pongono l’obiettivo di contribuire a significativi miglioramenti orientati alla sostenibilità ambientale e che si segnalino per originalità e per potenzialità di sviluppo.

nord e lombardia ancora al comando, ma la green economy si diffonde in tutto il paese. la sorpresa di quest’anno sono le innovazioni del settore agricoltura.

questi i premiati e segnalati nelle quattro categorie di quest’anno (energie, agricoltura, mobilità e abitare):
boito manlio
coop centrale adriatica
enel green power
faam
filca cooperative
molinia agricola
pininfarina

queste, invece, le innovazioni che hanno meritato una segnalazione: consorzio casalasco, coop adriatica, dismeco, epson italia, genport, peugeot automobili italia, renault, tesa, eosolare, agricola salcheto.

 

i settori emergenti

nell’edizione di quest’anno è il settore dell’energia (efficienza e rinnovabili) a farla da padrona con il 49% delle innovazioni presentate. a dimostrazione di una tendenza di sviluppo di questo settore che ormai si dimostra consolidata.
il 22% dei progetti rientra nel settore dell’abitare, a parimerito i settori agricoltura (14%) e mobilità (15%).
è però proprio l’agricoltura la sorpresa di quest’anno e da qui arrivano i progetti più innovativi: ben due sono le innovazioni premiate e due quelle segnalate che arrivano da questo settore.
nella mobilità vincono le automobili che hanno puntato sul rispetto dell’ambiente e sulla riconversione.
mentre il settore dell’abitare ha puntato quest’anno principalmente sull’edilizia residenziale, a differenza della scorsa edizione dove i progetti presentati erano prevalentemente edifici di edilizia commerciale.

 

l'alta italia è in testa

per quanto riguarda la distribuzione geografica, il nord è sempre in testa alla classifica (68%) seguito a grande distanza dal centro (19%) e dal sud (13%). la lombardia si conferma ancora campione di innovazione, con 53 progetti (34%), seguita dall'emilia romagna con 22.
da notare che le innovazioni sono arrivate da 18 regioni su 20, segno che la green economy è ormai un fenomeno che interessa ogni area del paese, e una vera risposta alla crisi grazie alle imprese più lungimiranti, che, utilizzando nuove tecnologie, sono in grado di aprirsi a nuovi settori di mercato e realizzare una maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse, sviluppando anche organizzazioni e sistemi all’avanguardia.

 

che cos'è e come funziona il premio

la rivoluzione della sostenibilità riguarda l'energia ma non solo: una nuova civiltà agricola e industriale sta, infatti, sostituendo strutture e reti obsolete e le città si stanno evolvendo in villaggi urbani interconnessi dove si vive, ci si muove, si abita, ci si nutre e si comunica in modo sempre più indipendente dal petrolio e dove è migliore la qualità della vita.

alla premiazione, che si è tenuta nella sala pirelli nella sede della regione lombardia, hanno partecipato: vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente, andrea poggio, presidente fondazione legambiente innovazione, ermete realacci, presidente fondazione symbola, marcello raimondi, assessore ambiente, energia e reti, regione lombardia, paolo gualtamacchi, camera di commercio di milano, alberto meomartini, presidente assolombarda, massimo beccarello, confindustria.
ha condotto la premiazione filippo solibello, conduttore di caterpillar.

ideato da legambiente, il premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente.
al premio partecipano imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. i vincitori avranno diritto all'uso del logo “innovazione amica dell'ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al “cigno” di legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno.

sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1.500 progetti candidati nelle passate edizioni.

 

i commenti

“il successo di partecipazione al nostro premio ci onora – ha detto andrea poggio, vicedirettore nazionale di legambiente - abbiamo puntato sullo sviluppo delle rinnovabili (quest’anno l’italia è uno dei primi mercati al mondo), ma la vera sorpresa è venuta dall’agricoltura: l’anno scorso a tirare era stata l’edilizia innovativa. oggi sostenibilità non è più sinonimo solo di pannello solare, ma di un’economia nuova che si sta spostando dalla crescita dei consumi alla speranza di una qualità duratura della vita”.           
“le performance di successo – commenta vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente  – testimoniano la vitalità della green economy italiana e ci sollecitano a promuovere e a sostenere sempre con maggiore convinzione le aziende che investono in innovazione, efficienza e qualità ambientale. questa è la ricetta per lo sviluppo futuro del paese. l’energia verde e la sostenibilità delle produzioni rappresentano le chiavi giuste per uscire dalla crisi che attanaglia la società attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei consumi e dell’inquinamento, la valorizzazione dell’ingegno italiano. questo processo virtuoso potrà continuare se anche l’attuale governo assumerà tra le sue priorità lo sviluppo dell’economia sostenibile attraverso precise e innovative politiche nei settori dell’edilizia, della mobilità, dell’efficienza energetica, della chimica moderna”.
“in un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto ermete realacci, presidente fondazione symbola – la green economy è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide, l’economia italiana. una prospettiva che nel nostro paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. le realtà che abbiamo incontrato sono un esempio tangibile delle migliori energie che l’italia possiede e che possono rappresentare una leva per guardare con più fiducia al futuro”.
“siamo contenti di aver contribuito anche quest’anno all’iniziativa di legambiente, con cui condividiamo una visione della green economy che costituisce da un lato una forma di salvaguardia e tutela dell’ambiente, e dall’altro una leva formidabile di sviluppo - ha commentato marcello raimondi, assessore all’ambiente, energia e reti di regione lombardia. - proprio le imprese premiate, con la loro creatività e capacità di innovazione, sono un ulteriore sprone per continuare con le nostre politiche di sostegno al risparmio energetico, alle reti intelligenti, all’edilizia sostenibile e alle fonti rinnovabili.”
“l’impegno sempre più attivo delle imprese nelle politiche di sostenibilità ambientale – ha affermato aldo fumagalli romario, presidente della commissione sviluppo sostenibile di confindustria – è un importante segnale di attenzione verso il territorio in cui operano e di lungimiranza per la crescita economica del paese. le best practices aziendali in questo campo sono un esempio positivo per tutte le altre realtà imprenditoriali: dimostrano che sostenere l’efficienza energetica, il migliore utilizzo delle risorse e l’impiego delle energie rinnovabili aumenta la competitività e consente di individuare nuove opportunità di sviluppo. la premiazione – ha concluso fumagalli – è, quindi, un riconoscimento importante per tutte le aziende che hanno saputo trasformare la crisi in occasione di rilancio, coniugando crescita e innovazione tecnologica”.
“la camera di commercio – ha sottolineato paolo guaitamacchi, consigliere della camera di commercio di milano - è attenta alle iniziative ambientali che rappresentano una sfida e un fattore di competitività per le imprese in questa fase di rilancio dell’economia. il nostro territorio rappresenta un terreno fertile per queste iniziative con un’impresa su sette impegnata in azioni di responsabilità sociale in materia ambientale”.
“il premio giunto ormai all'undicesima edizione conferma la sua vitalità – ha detto marco frey, consigliere della fondazione cariplo e direttore dell'istituto di management della scuola superiore sant'anna di pisa - le imprese e le istituzioni premiate mostrano una capacità di innovazione che fornisce un contributo ad una delle più importanti sfide della nostra epoca: fare meglio con meno. efficienza energetica, riutilizzo dei materiali, sostenibilità dei processi, coinvolgimento degli utilizzatori, sono alcuni degli ingredienti che troviamo nelle best practices che sono state presentate. occorre comporre questi ingredienti in una ricetta di lungo periodo che consenta al nostro sistema economico di rafforzarsi e rilanciarsi nella competizione internazionale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità della vita nei nostri territori".

 

i dettagli delle idee: l'hybus ibrido di pininfarina

hybus, l’autobus ibrido progettato da pininfarina con il contributo della regione piemonte, si è aggiudicato uno dei premi.
l’edizione 2011 del premio, ritirato oggi dal presidente paolo pininfarina, aveva tra i temi la mobilità, materia cara a pininfarina, che da anni è pioniere nella ricerca di soluzioni efficaci e convenienti volte a raggiungere obiettivi ambientali e di emissione sempre più rigorosi: l’adozione di una catena di trazione ibrida o full electric su mezzi di trasporto individuali e collettivi, l’utilizzo di materiali alternativi, più leggeri e riciclabili, la sicurezza attiva e passiva, la gestione informatizzata del traffico.

il progetto hybus bus è stato giudicato con favore dalla giuria per diverse ragioni: “il contributo alla riduzione di inquinamento atmosferico, consumi e rumore; il contenimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di risorse naturali grazie al concetto di revamping di vecchi autobus; il vantaggio economico per le aziende tpl e le amministrazioni pubbliche, legato al basso prezzo d’acquisto (-60% rispetto a un nuovo bus ibrido) e a un costo d’esercizio più basso (rispetto al full diesel); il ricorso alla tecnologia italiana (pininfarina, fiat, magneti marelli, faam); il potenziale impatto occupazionale; la competitività internazionale (il prodotto o servizio potrebbe essere offerto anche all’estero, in particolare nei paesi a più forte attenzione ambientale)”.

con hybus, pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale.
il prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di gtt (azienda municipale di trasporti del comune di torino) poiché inizialmente pensato per il comune di torino. il progetto è per sua natura esportabile in qualunque municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente.

la conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città  e contenere i costi e gli investimenti.
hybus permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo.
il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole.

il motore termico originale viene sostituito con una unità di generazione energia euro 5, 1.3 multi jet 69kw, che assiste la trazione elettrica, la ricarica delle batteria e i servizi idraulici e pneumatici. la trazione elettrica è composta da due motori elettrici magneti marelli accoppiati a un riduttore-sommatore di velocità.
il pacco batteria agli ioni di litio ed il battery management system sono di fornitura faam e la nuova driveline è integrata con l’architettura elettrica elettronica di origine.
grazie al software di controllo sviluppato in collaborazione con i partner, hybus recupera energia in frenata.
a livello di stile, l’autobus mantiene le forme originarie, se pur con interventi di ripristino della carrozzeria e la proposta di una nuova livrea che riprende i colori della bandiera italiana per celebrare i 150 anni dell’unità d’italia.
all’interno, l’intervento più importante riguarda l’area posteriore, opportunamente modificata per consentire l’alloggiamento della struttura di sostegno delle batterie.
anche negli interni vengono rivisti la grafica e i colori, i sedili e le coperture.

“il progetto hybus si inserisce nel filone della mobilità sostenibile, una delle linee strategiche prioritarie per pininfarina – aggiunge l’amministratore delegato della pininfarina, silvio pietro angori. – per la sua complessità tecnologica hybus compendia tutte le nostre competenze nel campo della mobilità sostenibile. la catena di trazione ibrida seriale è applicabile non solo per il rinnovo di autobus altrimenti da rottamare, ma anche su autobus e veicoli commerciali di nuova produzione. siamo lieti e fieri che legambiente abbia riconosciuto la portata di questo progetto. il suo sviluppo è stato possibile anche grazie al finanziamento della regione piemonte, per il quale siamo grati al presidente della regione, onorevole cota, e all’assessore giordano. un ringraziamento particolare va anche ai vertici del gtt, che da tempo hanno sostenuto l’iniziativa e che speriamo possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla nostra tecnologia”.

 

i dettagli delle idee: le auto elettriche della renault

il progetto renault ze, che mira allo sviluppo di massa di una mobilità elettrica a zero emissioni, si basa sull’obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale e soprattutto di rendere la mobilità elettrica un’opzione disponile per il più vasto target possibile.
renault è stato il costruttore automobilistico che, primo tra i grandi produttori, ha avviato un programma industriale orientato allo sviluppo e alla commercializzazione di massa dell’auto elettrica, mettendo in campo investimenti per 4 miliardi di euro e un team dedicato di 2.000 persone.GAMMA_RENAULT_Z_E
renault introdurrà a breve sul mercato una gamma completa di veicoli elettrici (contraddistinti dalla firma ze, cioè zero emissioni), destinati a una diffusione di massa.
la gamma sarà costituita da 4 modelli: l’innovativo urban crosser twizy, la berlina compatta zoe, la berlina raffinata fluence ze e la furgonetta commerciale kangoo ze.
l’offerta renault ze sarà sostenuta da un business model  innovativo, grazie al quale il costo di un veicolo elettrico sarà in linea con quello di un veicolo a motore termico, rappresentando così una soluzione d’acquisto conveniente e accessibile.

Permalink Commenti (1)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, mobilità, Scienza, tecnologia, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie

25 novembre 2011 - 12:12

scienza. l'ingv scopre sull'isola di vulcano 18 nuovi minerali. come l'efestosite

nell'isola di vulcano, che ha dato nome ai vulcani di tutto il mondo, secondo la religione classica vive e tiene officina il dio artefice, fabbro, siderurgo, artigiano e inventore. nonché marito (cornutissimo, e scusino la bestemmia i pochi adoratori di questa religione) della dèa venere afrodite.

questo dio sotterraneo e rovente si chiama (appunto) vulcano.
oppure, in greco, efesto (hephaistos).


e come poteva chiamarsi uno dei 18 minerali scoperti dagli scienziati dell'ingv sull'isola del dio vulcano-efèsto?
chiaro. la roccia si chiama *efestosite*, ovvero *hephaistosite*.

i dettagli.
nell’ambito di una convenzione stipulata tra la sezione napoletana (osservatorio vesuviano) dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (ingv) e il dipartimento di chimica strutturale e stereochimica inorganica dell’università statale di milano, è stato intrapreso negli ultimi cinque anni lo studio sistematico dei minerali di origine *fumarolica* presenti all’isola di vulcano, in sicilia.

grazie a questi studi, i ricercatori hanno identificato ben diciotto nuove specie mineralogiche.

un buon numero di queste specie di minerali è al momento esclusivo dell’isola, in quanto non è mai stato ritrovato nulla d'uguale in nessun altro posto al mondo.

le diciotto specie minerali scoperte dalla valente squadra di scienziati scalpellatori (i nomi: massimo russo dell’ingv, italo campostrini, carlo maria gramaccioli e francesco de martin dell’università di milano), sono stati sottomessi e approvati da una commissione dell’international mineralogical association (ima), composta di mineralogisti di tutto il mondo, che funge da organismo di controllo all’approvazione di nuovi minerali.

attualmente è documentata sull’isola la presenza di oltre cento specie mineralogiche.

dalla ricerca si evince che l’isola è la *località tipo* per 25 specie di minerali.

negli anni passati, lo studio della chimica dei minerali avveniva con metodologie di analisi laboriose.
la moderna strumentazione di analisi ha permesso, negli ultimi venti anni, di portare il numero delle nuove specie mineralogiche da 2mila a 4.700.

la scoperta di nuove specie di minerali su vulcano, è stata resa possibile da strumentazioni sofisticate, utilizzando cioè un microscopio elettronico a scansione con analizzatore per valutare la composizione chimica, un diffrattometro a raggi-x per polveri e per cristallo singolo (strumenti indispensabile per studiare la struttura dei minerali).

le ricerche mineralogiche sull’isola di vulcano sono state pubblicate dall’associazione micromineralogica italiana, in un volume dal titolo: “vulcano, tre secoli di storia”, ove oltre alla ricerca di minerali a vulcano, si documenta la storia dell’isola dai tempi in cui nel sottosuolo vi costruì la sua officina il potentissimo (nonché geniale e becco) dio.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, Libri, Religione, Scienza

facebook twitter ok notizie

23 novembre 2011 - 21:20

ambiente. il rapporto drammatico dell'unep (onu) su clima e co2. il testo integrale.

oggi l'unep, l'agenzia onu per l'ambiente, ha pubblicato il rapporto bridging the emissions gap.

eccolo. originale e integrale.

clicca qui per scaricare il rapporto unep-onu "bridging the gap" (1,8mb)

in sostanza, il rapporto dice che si sta allargando il divario tra gli obiettivi salvaclima e le emissioni di anidride carbonica.
pessima notizia.

ecco il commento della commissaria europea al clima, la danese connie hedegaard:

 in response to a comprehensive new study released today by the un environment programme (unep), connie hedegaard said: "the bad news is that the gap is widening. the good news is that unep shows that it can still be closed. but its report underlines why the world should not spend more time thinking what to do. the world must get its act together."
the commissioner for climate action added: "durban is an opportunity for exactly this. yes we must implement earlier decisions but we must do more in durban. improving the additionality of the clean development mechanism (cdm), enhancing accounting rules and solving the problems with land use, land-use change and forestry (lulucf) and assigned amount units (aaus) are all on the eu's list of priorities for durban, which is very much in line with unep's recommendations.

interessante la nota del wwf italia:

il rapporto pubblicato oggi dalle nazioni unite (“bridging the emissions gap”, colmare il divario delle emissioni) mostra come gli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra non stiano seguendo il percorso necessario per evitare il cambiamento climatico disastroso e sottolinea la necessità urgente che i leader del pianeta facciano concreti passi avanti ai negoziati di durban, in sud africa, che si terranno dal 28 novembre al 9 dicembre.
il rapporto, realizzato dall’unep (programma delle nazioni unite per l’ambiente), la principale autorità mondiale sulle tematiche ambientali, trae conclusioni amare sullo stato degli sforzi globali per la riduzione delle emissioni e allo stesso tempo indica come tali sforzi possano essere resi efficaci.
“questo rapporto dovrebbe essere considerato una ‘prova del nove’ per i negoziatori che si preparano ai negoziati sul clima di durban – ha detto mariagrazia midulla, responsabile policy clima e energia del wwf italia, che sarà in sud africa per partecipare ai negoziati – il rapporto mostra chiaramente che se non si intraprendono ora delle azioni decisive, il mondo si avvia verso cambiamenti climatici molto pericolosi. ma anche l’unep conferma che possiamo ancora farcela, se ci impegniamo subito per fermare la deforestazione e creare un futuro basato su efficienza energetica e rinnovabili. il gap infatti non né tecnico, né economico: è una mancanza di volontà politica e di leadership.”
“nessuno si aspetta che i governi riescano a colmare completamente il gap a durban – ha detto mariagrazia midulla del wwf italia - ma i negoziatori devono almeno evitare che il gap aumenti a causa di norme deboli e scappatoie sul metodo di calcolo delle riduzioni di carbonio. il tempo delle furbizie deve finire, la sfida è perseguire con lealtà ed efficacia la decarbonizzazione.”
stando al rapporto dell’unep, per avere una possibilità verosimile di mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto i 2°c rispetto all’era preindustriale, entro il 2020 le emissioni globali devono essere ridotte a 44 gigatonnellate di anidride carbonica equivalente, ben al di sotto dei livelli correnti. ma se anche gli impegni attuali più ambiziosi dei governi fossero pienamente realizzati, le emissioni supererebbero questo limite di 6 gigatonnellate, un valore quasi equivalente alle emissioni annuali degli stati uniti. e in pratica il gap è ancora maggiore, fino a 11 gigatonnellate, a causa di impegni deboli e gravi lacune e scappatoie nei target di riduzione dei paesi industrializzati.
nonostante questo l’unep conferma che possiamo arrivare a colmare il gap entro il 2020 e mantenere i livelli di riscaldamento globale tra 1,5 e 2° c, puntando sull’efficienza energetica, promuovendo le energie rinnovabili, riducendo la deforestazione e migliorando le pratiche agricole; un aiuto importante può arrivare dalla riduzione delle emissioni da trasporto marittimo e aereo internazionale, attualmente non regolamentate.
“tutti i paesi possono e devono fare di più per ridurre il “gigatonne gap”, vale a dire ridurre le emissioni ai livelli che ci consentiranno di evitare il peggio – ha concluso mariagrazia midulla del wwf italia – dobbiamo rafforzare la credibilità delle azioni dei paesi sviluppati, eliminando le scappatoie nel conteggio delle emissioni e portando gli obiettivi ai livelli necessari per affrontare il cambiamento climatico secondo le indicazioni della scienza. l’unione europea, per esempio, deve accettare che il proprio impegno di tagliare le emissioni di appena il 20% entro il 2020 è troppo debole sta aumentando il gap, mentre gli stati uniti, che non hanno ancora un piano credibile per raggiungere il loro pur debole obiettivo di riduzione delle emissioni, devono al più presto adottarne uno.”
per il wwf, i governi riuniti a durban possono fare importanti passi avanti per iniziare a colmare il “gigatonne gap”:
· devono sottoscrivere rigide regole che tengano conto delle emission reali, imponendo rigide regole all’uso dei permessi di emission derivanti dal primo periodo di impegni del protocollo kyoto;
· devono stabilire norme chiare sul doppio conteggio dei crediti derivanti dai meccanismi di compensazioni (cdm, ji, ecc.), rispetto sia agli obiettivi dei paesi sviluppati e sia agli impegni dei paesi in via di sviluppo, ed escludere quelle compensazioni che non producono reali riduzioni e non promuovono uno sviluppo sostenibile.
· devono raggiungere un accordo sulla necessità che le emissioni globali raggiungano il picco entro il 2015 e siano ridotte dell’80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.
· devono trovare un accordo su nuove e innovative fonti di finanziamento (per esempio un meccanismo internazionale per il trasporto marittimo e aereo internazionale) che possano aiutare a finanziare la riduzione delle emissioni e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
· devono trovare un accordo su un secondo periodo di impegni nel quadro dell protocollo di kyoto e dare un mandato chiaro per un accordo globale legalmente vincolante, con una tabella di marcia che consenta un picco delle emissioni in tempi brevi, come ci suggerisce la comunità scientifica.

clicca qui per scaricare il rapporto unep-onu "bridging the gap" (1,8mb)

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

22 novembre 2011 - 18:15

ambiente. a rischio di estinzione in europa il 37% dei pesci di lago e di fiume. e altri animali.

secondo recenti ricerche pubblicate oggi, il patrimonio naturale dell'europa mostra un calo allarmante.

nell'ambito della lista rossa europea, estrapolata dalla lista rossa delle specie minacciate dell'unione internazionale per la conservazione della natura (iucn red list of threatened species), è stata valutata una quota consistente delle specie europee della flora e della fauna ed è stato rilevato che un'ingente percentuale di molluschi, pesci d'acqua dolce e piante vascolari rientra ormai nella categoria delle specie minacciate.

è il caso per esempio della salamandra (nella foto di roberto sindaco pubblicata dall'unione europea, dal cui sito web l'ho tratta)
Salamandra_salamandra
la valutazione di circa 6mila specie rivela che il 44% dei molluschi d'acqua dolce, il 37% dei pesci d'acqua dolce, il 23% degli anfibi, il 20% di un gruppo circoscritto di molluschi terrestri, il 19% dei rettili, il 15% dei mammiferi e delle libellule, il 13% degli uccelli, l'11% di un gruppo circoscritto di coleotteri saproxilici, il 9% delle farfalle e 467 specie di piante vascolari sono attualmente minacciati.

janez potočnik, commissario europeo responsabile per l'ambiente, ha detto: "il benessere delle persone, in europa e in tutto il mondo, dipende dai beni e dai servizi che la natura fornisce. se non affrontiamo i motivi di questo calo e se non interveniamo con urgenza per arrestarlo, potremmo trovarci a pagare un prezzo molto salato".

i molluschi d'acqua dolce sono il gruppo più minacciato tra quelli valutati.

gli esemplari di margaritifera auricularia , un tempo assai diffusi, ormai sono rinvenibili solo in alcuni fiumi della francia e della spagna.
questa specie, attualmente ritenuta a grave rischio di estinzione, era considerata pressoché estinta negli anni '80.
si tratta di una delle due specie per le quali è stato elaborato un piano d'azione a livello europeo, e sono in corso programmi di conservazione che alimentano qualche speranza per il futuro.

"questi dati confermano la situazione preoccupante in cui si trovano i molluschi europei", ha osservato annabelle cuttelod, coordinatrice iucn della lista rossa europea.
"tenuto conto anche delle gravi minacce che pesano sui pesci e sugli anfibi d'acqua dolce, risulta chiaro che gli ecosistemi d'acqua dolce europei sono fortemente a rischio e che sono necessari interventi di conservazione urgenti".

anche i pesci d'acqua dolce sono fortemente minacciati, soprattutto per effetto dell'inquinamento, della pesca eccessiva, della perdita di habitat e dell'introduzione di specie esotiche.
lo storione è particolarmente minacciato, al punto che sono considerate a grave rischio di estinzione sette specie europee su otto.

alla categoria delle piante vascolari appartengono le "cugine" selvatiche di piante coltivate che rivestono vitale importanza per la sicurezza alimentare; eppure esse sono spesso trascurate in termini di conservazione.
beta patula , a grave rischio di estinzione, è una parente stretta selvatica delle barbabietole coltivate e un'importante fonte di geni per migliorarne la resistenza ai virus.
sono minacciate in modo preoccupante anche altre piante coltivate: la barbabietola da zucchero, il frumento, l'avena e la lattuga, che in europa hanno notevole importanza sotto il profilo economico.

 c'è però anche qualche notizia positiva, in quanto la valutazione evidenzia il successo di alcune misure di conservazione ben congegnate.

molte specie protette nell'ambito della direttiva habitat e appartenenti alla rete delle aree protette natura 2000 hanno oggi maggiori possibilità di sopravvivenza che in passato.

centranthus trinervis, una specie vegetale tipica della corsica, è passata dalla categoria delle specie a grave rischio di estinzione a quelle in via di estinzione grazie a una protezione rigorosa dell'unico sito conosciuto in cui è presente.

 inoltre, negli ultimi 10 anni il controllo di specie invasive, quali ad esempio piante, capre e ratti, ha avuto conseguenze positive per la maggior parte delle lumache terrestri minacciate presenti a madera.

la lista rossa europea, che è compilata utilizzando gli stessi criteri della lista rossa mondiale delle specie minacciate dell'iucn ma si limita all'europa, offre una panoramica dello stato di conservazione di circa 6mila specie europee (mammiferi, rettili, anfibi, pesci d'acqua dolce, farfalle, libellule e gruppi circoscritti di coleotteri, molluschi e piante vascolari).
essa individua le specie minacciate di estinzione a livello regionale, in modo da permettere l'adozione di provvedimenti di conservazione per migliorare la loro situazione.

la lista rossa europea è finanziata soprattutto dalla commissione europea.
le specie sono classificate in una delle otto categorie di rischio previste; le specie considerate "a grave rischio di estinzione", "in via di estinzione" e "vulnerabili" rientrano nella categoria più generale delle specie "minacciate".

l'elenco è stato compilato dal global species programme dell'iucn, dall'ufficio regionale per l'europa dell'iucn, dalla commissione per la salvaguardia delle specie dell'iucn e dalla sua rete di esperti, nonché da vari partner, tra i quali butterfly conservation europe, european invertebrates survey e il museo di storia naturale di berna (svizzera).

l'unione europea sta rispondendo alle minacce che gravano sui pesci, sui molluschi e sulle altre forme di biodiversità d'acqua dolce con una nuova strategia sulla biodiversità , adottata nel mese di maggio di quest'anno. questa nuova e ambiziosa strategia mira ad arrestare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici nell'unione europea entro il 2020. per aiutare l'europa a raggiungere tale traguardo sono previsti sei principali obiettivi e 20 azioni. gli obiettivi sono i seguenti:
piena attuazione della legislazione unionale in materia ambientale a tutela della biodiversità;
migliore protezione degli ecosistemi e maggiore uso dell'infrastruttura verde;
maggiore sostenibilità dell'agricoltura e della silvicoltura;
migliore gestione degli stock ittici;
controlli più severi sulle specie esotiche invasive;
maggiore contributo dell'ue per scongiurare la perdita di biodiversità a livello mondiale.

per saperne di più vai a http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/redlist e http://www.iucnredlist.org/europe

 

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

22 novembre 2011 - 15:57

scienza. energia. l'infn propone la fusione fredda "low cost". è la concorrenza, bebi.

anche nella ricerca scientifica arriva la concorrenza.
sui prezzi e sui costi, come in ogni altro mercato.

«perché la ricerca sull’e-cat deve costare a rossi 500mila euro, come richiesto dall’università di bologna, alla quale è stato dato l’incarico? possiamo farla noi per 10mila euro». 
francesco celani, fisico dell’istituto nazionale di fisica nucleare-infn di frascati, attraverso le pagine del mensile focus alimenta il dibattito sul nuovo strumento chiamato e-cat, un sistema per produrre calore basato su reazioni di fusione fredda, fenomeno che la scienza ufficiale non riconosce.
una scoperta che si rivelerebbe rivoluzionaria per il sistema di approvvigionamento dell'energia a livello mondiale.

«all’infn – dice celani, lanciando una proposta diretta all’ingegnere andrea rossi, inventore dell’apparecchio - abbiamo un sistema che presenta tutte le condizioni necessarie a garantire un test indipendente: è stato collaudato in molte situazioni e ha ricevuto l’approvazione di istituzioni come nasa e ames laboratory. darebbe misure incontrovertibili sul funzionamento dell’e-cat, a cui ci impegniamo di far seguire un report immediato».

da quando, all'inizio del 2011, ha presentato il suo generatore, rossi è al centro di interminabili polemiche perché, per proteggere la sua invenzione, non rivela l'esatta struttura dell'e-cat né consente che siano fatti test scientificamente rigorosi e inattaccabili.
a fine ottobre, a bologna, ha messo in funzione per alcune ore un impianto da 1 megawatt composto da 107 e-cat: era una dimostrazione a beneficio di un misterioso "cliente" che, a fine prova e attraverso un suo rappresentante, si è detto soddisfatto.

«l'impianto è venduto», ha detto in quell'occasione rossi.

ed è proprio rossi a rispondere, attraverso il sito web focus.it, alla proposta di celani, definita «interessante ma fuori tempo. lui infatti propone un test, mentre per noi quello del 6 ottobre è stato l'ultimo test pubblico di un modulo e-cat. per evitare fraintendimenti è necessario interpretare correttamente il mandato dell'università di bologna, il cui compito va ben oltre quello del semplice test. per questo lavoro che è innanzi tutto di ricerca e poi di sviluppo è previsto, per l'università, un impegno di due anni: capite bene che la differenza tra questo impegno e il test proposto dal dottor celani, per quanto possa essere rigoroso e completo, giustifica anche la grande differenza tra la spesa prospettata da celani e la somma concordata con l'università. somma che, tengo a sottolineare, è interamente finanziata da noi, senza alcun aiuto "pubblico" né di altri istituti di ricerca, né italiani né di altri paesi. non vedo – conclude a focus.it rossi - alcun vantaggio in un ulteriore test dell'e-cat, che, dal mio punto di vista, non deve più dimostrare "se" funziona».

Permalink Commenti (1)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, nucleare, Scienza, tecnologia

facebook twitter ok notizie

22 novembre 2011 - 12:25

il canadà adotta le banconote di plastica. più facili da riciclare (in senso ecologico)

i cinesi del nono secolo avevano inventato la carta-moneta?
gli italiani del tredicesimo secolo avevano inventato le note di banca, ovvero banco-note?

ebbene, nel ventunesimo secolo i canadesi adottano le banconote di plastica.
plastica riciclabile, beninteso: e qui, quando si parla di riciclaggio, non si intende di riciclaggio del denaro sporco.

non sono i primi al mondo.
l'australia da una ventina d'anni usa nei biglietti di banca anche uno strato sottile di polietilene trasparente, e così anche brasile, romania, papua nuova guinea.

dalla scorsa settimana in canadà circolano le nuove banconote da 100 dollari di un particolare materiale polimero.
“safer, cheaper and greener”: così le ha descritte il governatore della banca del canada, mark carney, nel presentare la nuova $100.

rispetto ai vecchi soldi cartacei, le banconote stampate su un substrato di polimeri sono molto più sicure poiché difficilissime da falsificare ma, al tempo stesso, la loro autenticità è facilissima da verificare.
inoltre, avranno una durata superiore di almeno due volte e mezzo e, quando saranno ritirate dalla circolazione, potranno essere riciclate, riducendo così le spese e l’impatto ambientale.

le nuove banconote di polimero hanno una grossa zona trasparente nella quale è compreso un ologramma dal disegno complesso visibile da ambedue lati.
riportano il ritratto di sir robert borden, primo ministro del canadà tra il 1911 e il 1920.Cento dollari di plastica

sul retro, le banconote da cento celebrano i successi canadesi nel campo della medicina: nella fattispecie la scoperta dell’insulina da parte dell’equipe dello scienziato canadese frederick banting (scoperta premiata dal nobel per la medicina nel 1923).Cento dollari di plastica verso
la prossima banconota di polimero sarà il pezzo da 50 dollari in marzo.

Cinquanta dollari di plastica

seguirà il taglio da $20 a fine 2012, mentre quelli da $10 e $5 saranno messi in circolazione entro la fine del 2013.

il governatore carney ha sottolineato che queste banconote all’avanguardia sono un prodotto dell’ingegno canadese, in congiunzione con le più innovative tecnologie mondiali.
ha aggiunto che “esse sono una conquista del 21° secolo della quale i canadesi possono essere orgogliosi”.  

 

qualche giorno fa mark carney è subentrato a mario draghi quale presidente del financial stability board (fsb), l’organismo in seno al g20 con il compito di monitorare il sistema finanziario mondiale.
nell’assumere l’incarico il governatore carney had dichiarato che questa nomina “rappresenta un riconoscimento della forza del sistema finanziario canadese”.

Permalink Commenti (1)

Categorie: ecologia e ambiente, rifiuti, Scienza, tecnologia

facebook twitter ok notizie

18 novembre 2011 - 17:26

un laboratorio a budapest (pare) all'origine della nube radioattiva che s'aggira per l'europa.

scoperta la (probabile) fonte della leggerissima nube radioattiva di iodio 131 che s’aggira sui cieli d’europa, di cui raccontavo l'altro giorno.

come ho scritto in questo secondo articolo, più dettagliato e aggiornato, la nube radioattiva è debolissima e sembra provenire da un laboratorio che produce radiofarmaci.

è così.
sarebbe stato un laboratorio ungherese che a budapest produce iodio 131 per la terapia contro il cancro alla tiroide e contro altre patologie.
si erano guastati i filtri dell'altissima ciminiera a strisce bianche e rosse.

già all'inizio dell'anno l'izotop intezet (istituto degli isotopi) aveva notato che c'erano lievissime emissioni di iodio 131 in aria (inferiori al limite di legge) dallo stabilimento, situato nei boschi della splendida periferia a ovest di budapest, e in estate aveva sospeso la produzione per istallare i filtri nuovi.

l'azienda è all'interno dell'accademia ungherese delle scienze, il palazzo storico che ha sede sulla riva del danubio, e gli impianti produttivi sono fuori città, in via konkoly thege miklós, dove ci sono altre istallazioni dell'accademia delle scienze.

un'immagine di uno dei laboratori dell'izotop intezet
Izotop

in settembre, con i filtri nuovi, l'emissione di iodio non era scesa.
quindi ora ha sospeso di nuovo la produzione per risistemare il sistema di filtrazione.
l'azienda di budapest sostiene di non essere all'origine della nuvoletta radioattiva sull'europa.

ecco l'agenzia reuters:

hungary says noticed increase in iodine-131 emission
budapest, nov 17 (reuters) - hungarian isotope maker izotop intezet had registered an increase in radioactive iodine-131 emission at its budapest laboratory earlier this year and suspended production until its filters are fixed, it said in a statement.
the institute said it had first registered an increase in iodine-131 emission in the first half of the year, which were below the health threshold, however it suspended output between june and august and made adjustments to the filtering system.
in september the institute resumed iodine-131 production, however, emissions did not decline to previous levels.
therefore, it had stopped output until the necessary adjustments to its filtering system are made.
the director of the institute told reuters hungary could not have been the source of low levels of iodine-131 measured elsewhere in europe.
(reporting by gergely szakacs; editing by james jukwey)

si sono svegliati anche in italia.
ecco una nota d'agenzia diramata poco fa
(dove si parla di institute of isotopes ltd si intende l'izotop intezet, per microbq intendi microbecquerel, per nanosv si intende nanosievert, per iaea si parla di aiea)

una verifica dei dati di routine della rilevazione di iodio 131 nell'ambiente da parte dei sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamenti anomali rispetto al fondo ambientale è stata sollecitata dall'ispra ai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, resorad.
una sollecitazione innescata dalla notizia che l'agenzia internazionale per l'energia atomica delle nazioni unite (iaea) di vienna, ha reso noto nei giorni scorsi sul proprio sito web di aver ricevuto dall'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicazione del rilevamento di una presenza in aria di livelli - molto bassi - di iodio 131 e che rilevamenti di analoga natura sono stati confermati anche da altri paesi europei.
nel comunicato la iaea precisa che i valori misurati sono comunque talmente bassi da non rappresentare alcun rischio per la salute della popolazione.
e l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare, irsn, in un comunicato stampa emesso il 16 novembre, conferma che anche in francia sono state misurate tracce di iodio 131 in atmosfera.
l'intervento dell'ispra è legato anche «al fine di rispondere - dice un comunicato del'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - e alla richiesta del dipartimento della protezione civile di garantire la verifica dell'eventuale presenza di questo radionuclide sul territorio italiano. l'ispra, inoltre, in qualità di 'punto di contatto' nell'ambito della convenzione internazionale della iaea sulla pronta notifica in caso di emergenze radiologiche e nucleari ha preso contatti diretti con l'incident and emergency centre (iec) della iaea stessa al fine di ottenere ulteriori informazioni sull'evento.
ieri la iaea ha pubblicato, sul sito riservato alle comunicazioni con le autorità competenti dei paesi aderenti alla stessa convenzione internazionale, un aggiornamento della situazione connessa con il rilevamento dello iodio 131 in europa. nel comunicato, la iaea rende noto che le prime informazioni sulla presenza di tracce di iodio 131 in atmosfera sono circolate nella seconda settimana di novembre nell'ambito di un gruppo di istituti e laboratori europei, che effettuano analisi su piccole tracce di radioattività in atmosfera e che spontaneamente da molti anni sono tra di loro in contatto. il 10 novembre la iaea è stata avvisata informalmente della rilevazione di iodio 131 in aria in alcuni paesi europei. quel giorno l'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicava di aver rilevato la presenza in aria di livelli molto bassi del radionuclide.
a seguito delle risultanze di tali rilevazioni, la iaea, l'11 novembre, pubblicava quindi la notizia sul proprio sito web.
a tuttoggi, alcuni paesi europei hanno confermato la presenza di iodio 131 in atmosfera e ne hanno dato comunicazione alla iaea, mentre altri paesi hanno confermato di non aver rilevato concentrazioni di iodio 131 superiori ai limiti di rivelazione della loro strumentazione. nel comunicato di ieri si riportavano che i risultati delle misure effettuate variano da alcune unità ad alcune decine di microbq/m3.
tali valori risultano essere centinaia di volte inferiori - dice l'ispra - a quelli massimi misurati in italia lo scorso marzo a seguito dell'incidente nucleare alla centrale giapponese di fukushima.
i valori massimi si sono riscontrati nella repubblica ceca, nella regione orientale dell'austria e in ungheria, rispettivamente con 27, 65 e 87 microbq/m3.
per quanto riguarda l'origine della radioattività, la iaea ha richiesto alla autorità di sicurezza nucleare ungherese informazioni in merito allo stato degli impianti di produzione di radioisotopi in ungheria.
e ieri l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha comunicato che nel periodo dal 8 settembre al 16 novembre 2011 si è verificato un rilascio in atmosfera di iodio 131 dall'institute of isotopes ltd di budapest, di una quantità di radioattività di 342 gbq (con un picco di rilascio pari a 108 gbq in 48 ore fra il 12 e il 14 di ottobre).
l'autorità ungherese ha inoltre evidenziato che lo iodio 131 rilasciato da gennaio a novembre 2011 dall'institute of isotopes ltd di budapest è pari al 40 per cento del limite di rilascio autorizzato dalla autorità di sicurezza nucleare ungherese (national public health and medical office service) per quella installazione.
sono in corso indagini per chiarire la causa dei rilasci. l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha informato, infine, che a seguito dei rilasci le misure di concentrazione di iodio 131 in atmosfera, durante il mese di ottobre, hanno mostrato valori compresi fra 50 e 180 microbq/m3.
sempre in relazione alle concentrazioni rilevate, l'autorità di sicurezza nucleare ungherese, ha stimato che le dosi da inalazione sul territorio ungherese risultano inferiori a 10 nanosv, ed ha comunicato che dall'evento non vi saranno effetti sanitari alla popolazione.
analogamente, negli altri paesi dove sono stati misurati livelli di iodio 131 in concentrazioni inferiori a quelli rilevati in ungheria, le stime di dose forniscono valori ancora più bassi. le misure sino ad oggi effettuate in italia dai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente, con diversi livelli di sensibilità, non hanno evidenziato alcuna presenza anomala di radioattività in aria. è da tener presente che nel settembre scorso l'arpa lombardia, nel corso delle sue normali attività di monitoraggio, aveva rilevato e segnalato alle autorità competenti la presenza di tracce di iodio 131 in aria, con un valore pari a 37 micro bq/m3.
va comunque sottolineato che le tracce rilevate non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.
anche allora l'ispra aveva immediatamente informato i laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, richiedendo una verifica dei dati rilevati di routine dai sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamente anomali rispetto al fondo ambientale. le risultanze delle misurazioni effettuate dai laboratori suddetti non evidenziarono ulteriori anomalie radiometriche.
il quadro radiometrico definito dalle misure condotte nei diversi paesi europei e le informazioni fornite fornite dall'autorità di sicurezza nucleare ungherese portano a far ritenere che con molta probabilità la presenza di iodio 131 in aria, registrata nell'ultimo periodo, sia riconducibile al rilascio in atmosfera avvenuto presso l'institute of isotopes ltd, di budapest nel periodo fra l'8 settembre e il 16 novembre 2011.
come peraltro evidenziato dalla iaea, i livelli di iodio 131 registrati in aria in europa sono da ritenersi estremamente bassi e tali da non costituire alcun rischio per la popolazione.

ringrazio i lettori mauro e luca bertagnolio
puoi seguirmi anche si twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, nimby, nucleare, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

17 novembre 2011 - 17:13

da oggi si possono vendere solo sigarette antincendio.

entra in vigore oggi il provvedimento della commissione europea che obbliga i produttori di tabacco a vendere solo sigarette antincendio.

mi sono chiesto (io fumatore) che cosa sono mai le sigarette antincendio. mozziconi spenti? bastoncini di liquerizia?
no.
sono le sigarette che, quando non si tira, si spengono da sole.

un po' come fanno i sigari che, se abbandonati a sé stessi, in breve si estinguono.

in altre parole, in tutta europa si potranno acquistare sigarette a (nota bene) *ridotta propensione di combustione*.
un metodo efficace per contrastare una delle maggiori cause di incendi e per prevenirli.
 
questo provvedimento arriva dopo la pubblicazione della norma europea en 16156:2010 “cigarettes – assessment of the ignition propensity” recepita in italia dall’uni – ente nazionale italiano di unificazione – come norma uni en 16156 “sigarette - valutazione della propensione all’innesco - requisiti di sicurezza”. 

non è finita.
sorpresa.
c'è un intero sistema normativo su come bruciano le sigarette.
la nuova norma completa il quadro tracciato dalla precedente norma, sviluppata in parallelo con l’iso (organismo mondiale di normazione): la en iso 12863:2010 “metodo di prova normalizzato per la valutazione della propensione all’innesco delle sigarette”.

l'obiettivo era trovare una soluzione tecnica che impedisse alle sigarette *non attivamente fumate* di consumarsi e bruciare in tutta la loro lunghezza, rappresentando una fonte di innesco e quindi un potenziale pericolo di incendio.
bisogna considerare due differenti aspetti: i requisiti di sicurezza antincendio e la definizione di un metodo di prova per determinare la validità dei campioni sottoposti a prova. beninteso, ognuno dei due aspetti richiede una normativa specifica.

riassunto.
sospetto che si usi più carta per fare le normative che per arrotolare il tabacco.

 

Permalink Commenti (3)

Categorie: ecologia e ambiente, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

16 novembre 2011 - 19:01

appena l’1% del gettito delle imposte “ecologiche” va alla tutela dell’ambiente

secondo la recente elaborazione realizzata dalla cgia di mestre, appena l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’erario e agli enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente.
il restante 98,9% va a coprire altre voci di spesa.

di fronte a 41,29 miliardi di euro di gettito incassati nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette imposte “ecologiche” sull’energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, soltanto 459 milioni di euro vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale.

insomma, tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra auto, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte.

“questa anomalia tutta italiana – commenta il segretario della cgia di mestre, giuseppe bortolussi – è l’ennesima dimostrazione che il nostro sistema fiscale va completamente rivisto. in queste settimane abbiamo assistito a vere catastrofi ambientali in parte causate dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio. se di fronte a poco più di 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno, il 99% finisce a coprire altre voci di spesa, non possiamo più denunciare che questi disastri avvengono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio. i soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio finiscono altrove. con la beffa che ogni qualvolta subiamo un’alluvione ci ritroviamo a subire l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina o una nuova tassa di scopo”.

la cgia sottolinea che la selva di tasse e imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima.

i tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento.

le imposte sull’energia sono:

sovrimposta di confine sul gpl
sovrimposta di confine sugli oli minerali
imposta sugli oli minerali e derivati
imposta sui gas incondensabili
imposta addizionale sull'energia elettrica di comuni e province
imposta sull'energia elettrica
imposta sul gas metano
imposta consumi di carbone

le imposte sui trasporti sono:
pubblico registro automobilistico (pra)
imposta sulle assicurazioni rc auto
tasse automobilistiche a carico delle imprese
tasse automobilistiche a carico delle famiglie

le imposte sulle attività inquinanti:
tributo speciale discarica
tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo
tributo provinciale per la tutela ambientale
imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, rifiuti, trasporti

facebook twitter ok notizie

16 novembre 2011 - 16:28

ambiente. prestigiacomo: “clini scelta di qualità per ambiente e sviluppo”. un saluto alla ministra.

pubblico il commento appena arrivato della ministra uscente, stefania prestigiacomo.
e faccio i complimenti a prestigiacomo per queste poche righe di commento e di benvenuto al suo successore.
non è comune leggere note di questo genere scritte da una personalità politica, vista la qualità dei politici cui ci avevano abituati gli ultimi anni di sbraco.

ecco il commento di prestigiacomo.

ci auguriamo che la nascita del governo monti, con una squadra di alto profilo tecnico, possa rappresentare una opportunità di ripresa per l’italia sui mercati ed auspichiamo che l’esecutivo sia in grado di varare quelle misure che l’europa ci chiede.
la nomina di corrado clini a ministro dell’ambiente rappresenta una scelta di qualità, sia per la professionalità e le competenze indiscusse che per il senso di continuità che potrà esser dato al lavoro avviato in questi anni, proprio assieme al neo ministro.
l’impostazione data al ministero dell’ambiente, coniugando la tutela dell’ambiente alle esigenze di sviluppo, viene oggi pienamente confermata.
l’opportunità rappresentata dalla green economy ed in generale dall’investimento nelle tecnologie verdi, vede nel tandem clini-passera una ulteriore occasione di crescita, strategica per il nostro paese.
la scelta dello sviluppo sostenibile come driver essenziale per il paese trova in clini un interprete forte e convinto, capace di far valere e implementare le potenzialità italiane in un settore decisivo per il nostro futuro.
stefania prestigiacomo

mi associo ai complimenti per corrado clini.

al tempo stesso, come ho avuto più volte modo di dire in queste pagine virtuali, esprimo per iscritto un cenno di stima alla ministra che se ne va.
in questi anni abbiamo lavorato affiancati su fronti diversi - lei istituzione, io giornalista impegnato nella guerra corsara dell'informazione; lei di destra e io no; lei donna di bellezza rara e io uomo bruttarello - e con lei ho lavorato bene.
e ho provato stima.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente

facebook twitter ok notizie
 

successivo »

Ultimi post

  • tragedia di genova. lettera oltraggiosamente privata di un burocrate.
  • fukushima due anni dopo, un filmato divulgativo spiega tutto. da vedere.
  • a copparo, ferrara, dove l’energia non finisce mai.
  • ambiente e mare. perché una volta le spiagge erano impeciate da catrame.
  • sterminio. i pensieri dei tedeschi mentre massacravano gli ebrei. una storia di oggi. l'ovvietà dell'osceno.
  • arte. dal comintern alla confindustria, il bello non ha ideologia.
  • la rosa del deserto e la città petrolifera nella sassaia piatta e grigia

Categorie

  • acqua
  • arte
  • autostrade
  • ecologia e ambiente
  • energia
  • Film
  • fonti rinnovabili
  • Giochi
  • infrastrutture
  • Libri
  • mobilità
  • Musica
  • nimby
  • nucleare
  • Religione
  • reti energia
  • rifiuti
  • salute
  • Scienza
  • società
  • Sport
  • storia
  • teatro
  • tecnologia
  • Televisione
  • televisione
  • traffico
  • trasporti
  • Viagg
  • Web/Tecnologia
  • Weblog

Archivi

  • maggio 2013
  • marzo 2013
  • febbraio 2013
  • gennaio 2013
  • ottobre 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011

Pagine

  • Chi sono

Link

  • Il Sole 24 ORE

Album Fotografici

I nostri blog