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Jacopo Giliberto

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fonti rinnovabili

27 febbraio 2013 - 20:29

a copparo, ferrara, dove l’energia non finisce mai.

l’energia che non finisce mai sgorga da una spaccatura nella terra sabbiosa.
il metano gorgoglia insieme con acqua salatissima e tossica vomitata dal ventre della terra, digestione di torbe che erano fondo del mare.

bisogna scendere da copparo verso jolanda di savoia.

dire “scendere”, nella grande bonifica ferrarese, è una parola troppo impegnativa.
andando da copparo verso il delta e verso l’adriatico, tutto in apparenza è piatto spiattito appiattito tabula rasa. rane e zanzare.

invece no. si scende, a tratti, e si sale.

sembra una tavola, ma da una parte si scende fino a uno, due, tre metri sotto il livello del mare.
da un’altra parte invece si sale, come è alto il palazzetto di zenzalino che diventava un’isola quando il po rompeva e spantegava sulla pianura.

copparo è un comune grande 404 chilometri quadri, due volte l’intera provincia di trieste.

bisogna scendere da copparo verso jolanda di savoia.
dopo il curvone di zenzalino con il suo viale alberato lunghissimo e prospettico (sono ricresciuti i pioppi meravigliosi, dopo il grande taglio?), si prende a sinistra verso ambrogio. il mobilificio d’angolo non ci interessa; divani e credenze un’altra volta. invece ci interessa il casolare di via salmastri 3.

via salmastri: dice tutto.

perché è lì, dietro la casa, vicino al canale che porta via le acque di bonifica verso l’idrovora, è lì che sgorga l’acqua salmastra.

fedora quattrocchi è una scienziata dell’ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e mi spiega che nel sottosuolo di via salmastri, frazione ambrogio, comune di copparo, provincia di ferrara ci sono queste torbe che fermentano.

sono torbe in più strati, depositi a forma di lente, schiacciati e piatti sotto le sabbie e le argille depositate dai millenni.
alcune falde di torba sono a 250 metri di profondità, altre più giù, a 600 metri di profondità.

la torba (alghe marce che erano fondo di paludi preistoriche) è la madre del carbone; diventerà lignite in qualche milione d’anni.

dentro la torba, nell’intestino del pianeta, c’è vita.
là sotto, legioni di batteri pazzi digeriscono la torba e producono metano.

c’è una frattura geologica.
il terremoto della primavera scorsa - che ha sconvolto la bassa modenese, il ferrarese, il mantovano - ha aperto la strada all’ascesso gonfio di metano.

quella del metano di copparo non è la stessa frattura nascosta che aveva generato il terremoto di un anno fa.
la frattura ferrarese del terremoto si ferma prima di copparo, c’è un’interruzione nello sfregamento tra fette di sottosuolo.
la frattura di copparo è un’altra, diversa, da studiare.

in via salmastri, dietro alla casa, c’era un pozzo di gas antico di mezzo secolo.
un pozzo chiuso chissà quando dal grillanda, perché l’aldo grillanda di ro ferrarese (da copparo bisogna andare verso polesella e rovigo, prima dell’argine maestro del po) è il più bravo chiuditore di pozzi petroliferi.

il grillanda aveva cominciato da piccolo come suo padre.
e suo padre aveva imparato dal nonno.
e il nonno aveva imparato dall’aldo grillanda bisnonno dell’attuale, che nel 1915 trivellava alla ricerca di acqua per i latifondisti ferraresi, e poi per le società minerarie in maremma, e poi per tutta italia con trivelle sempre più moderne e più efficaci.

poi i tempi cambiano, e non solo perforazioni (se ne fanno sempre meno) ma soprattutto chiusure di pozzi aperti, che è un’arte rara che va imparata dal bisnonno dal nonno dal padre.

l’aldo grillanda di oggi, con suo figlio marcello, conosce i pozzi d’italia.
lo chiamano dappertutto. nel ferrarese conosce i pozzi a uno a uno, appena finiva la scuola vestito con le braghette corte e con la cartella andava a vedere le trivelle del nonno.

questo era un pozzo artesiano per l’acqua dolce, oppure metano, acqua termale, o era un pozzo di anidride carbonica, o usciva acqua salata con metano, oppure emetteva gas solforoso velenoso.

ad ambrogio in via salmastri alle spalle del mobilificio e dietro al casolare c’era questo pozzo di acqua e metano.
una volta nella bassa si faceva così, un buco per terra, in una vasca chiusa si gorgogliava l’acquaccia frizzante, e le bollicine venivano aspirate da un tubo e scaldavano la stalla e la casa, seccavano il miglio e la canapa.

ancora oggi la finanza trova gente della bassa che scalda la stalla e la casa con il giacimento privato personale, ma non si può perché il metano è dello stato, bisogna denunciarlo e pagare tasse royalty accise un impazzimento facciamo che non lo diciamo a nessuno.

questo ascesso di gas è in profondità sotto la casa.
il pozzo antico è chiuso, ma lo scossone del terremoto dell’anno scorso ha aperto al gas la strada sotterranea poche decine di metri più in là, e quel metano va scaricato, sennò può anche trovarsi vie non controllate, può eruttare fuoco e
lapilli, esplodere con la casa e i divani e le credenze del mobilificio.

l’acqua e il metano sgorgano con forza e violenza da un tubo d’acciaio messo per governare l’emissione.
la temperatura è costante, 25 gradi.
non c’è radioattività, appena 4 becquerel contro (per esempio) i 500 becquerel che sgorgano in garfagnana.
l’acqua gasata è salata quasi come quella del mare – quando l’adriatico arrivava dove oggi ci sono ferrara e padova – ed è piena di inquinanti come metalli pesanti.
non si può usare neanche per irrigare.
così viene scaricata nel canale.

il metano va sprecato. peccato.

e quel metano non finirà per secoli, perché sotto i piedi degli abitanti di ambrogio i batteri continuano a digerire la torba sepolta.

la scienziata fedora quattrocchi dice: basterebbe iniettare acqua in profondità, all’altezza degli strati di torba, per continuare a estrarre il metano che continua a formarsi senza fine, in una risorsa rinnovabile perché dopotutto è di origine naturale.

è come un impianto di biogas, quelli che gli allevatori costruiscono a fianco alle stalle: nei bomboloni mettono letame e scarti agricoli e ci mescolano i batteri digestivi.

nella bassa ferrarese, questi fontanazzi di acqua preistorica mescolati con metano sarebbero decine.

ancora fedora quattrocchi: dove sgorga acqua salata, le colture deperiscono, i terreni diventano presto quasi sterili. vogliamo fare foto satellitari subito dopo le nevicate, perché il sale il calore dell’acqua l’assenza di erba fanno sciogliere subito la neve, chiazze di terra nuda circondate dalla neve.

nel queensland, in australia, in questo modo ottengono il 75% del fabbisogno energetico.
usano il metano che sgorga per far girare i generatori di corrente, ma parte del metano viene usato per far funzionare i desalinizzatori a osmosi che producono l’acqua potabile per l’acquedotto.
quell’acqua va benissimo anche per allevare i pesci dell’itticoltura, e per scaldare le case perché la temperatura costante appare calda d’inverno e fresca d’estate.

potremmo ricuperare anche noi italiani quel bendidio di metano che si rigenera e sgorga senza fine in cento e cento diversi posti della bassa.

l’acqua potrebbe essere filtrata per togliere il sale, per ricuperare i metalli di questa speciale miniera liquida ricca di contenuti, per estrarre le terre rare così preziose per produrre i computer e così monopolizzate dall’unico produttore al mondo, la cina.
poi l’acqua a 25 gradi potrebbe entrare nelle case per scaldarle d’inverno, quando si scende sotto zero, e rinfrescarle d’estate, quando l’aria di luglio ribolle a 35 gradi.

questo, si potrebbe fare in via salmastri civico 3, frazione ambrogio, comune di copparo, provincia di ferrara.
e in tantissime altre parti d’italia.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, reti energia, Scienza

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29 novembre 2011 - 20:30

vota il personaggio ambiente italia. i 21 candidati, da *angeli del fango* a *zanotelli*

vota anche tu. basta un clic.
torna il premio "personaggio ambiente" che ti permette di votare ed eleggere il personaggio che, a tuo pieno totale e insindacabile giudizio, ha svolto un ruolo di rilevanza per l’ambiente in italia nel 2011, attraverso la proposizione di idee, pratiche, informazioni, politiche, attività imprenditoriali.

per votare, clicca qui.

adesso, metre scrivo, sono in testa i sindaci domenico finiguerra (dell’ecologissimo comune pavese cassinetta di lugagnano) e stefano pisani (sindaco di pollica, erede del sindaco ecologista angelo vassallo assassinato dalla malavita) e l’imprenditore senese michele manelli (cantina salcheto di montepulciano). cliccando qui puoi vedere la classifica in questo momento.
forte la presenza degli amministratori locali che si sono distinti in iniziative territoriali che sono balzate alle cronache nazionali. più ridotta la presenza degli imprenditori mentre non sono affatto rappresentati personaggi dello spettacolo e del giornalismo che lo scorso anno dominavano invece la classifica.

il premio personaggio ambiente italia si propone di assegnare un riconoscimento al candidato che risulterà il più votato dal popolo del web tra una rosa di 21 candidati, nel periodo compreso tra il 22 novembre e tutto il mese di dicembre. il vincitore di quest’anno sarà premiato nel corso di una cerimonia che si terrà a roma a fine gennaio.

i candidati al premio sono stati selezionati da un comitato tecnico, costituito da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti ambientali, responsabili di siti tematici e blogger italiani. ogni componente del comitato ha selezionato fino a cinque candidature, a cui viene assegnato un punteggio. dalla somma dei punteggi sono emersi 21 personaggi candidati al premio personaggio ambiente italia 2011.

eccoli:

gli angeli del fango di genova
peter brandauer
corrado clini
donne contro l'ilva
domenico finiguerra
forum italiano dei movimenti per l'acqua
fukushima 50 - nobukatsu osumi
wangari maathai
michele manelli
joan martinez alier
giorgio nebbia
giuseppe onufrio
ippolito ostellino
maurizio pallante
i pescatori di torre guaceto
stefano pisani
andrea rossi e sergio focardi
herman scheer
antonio segrè
nichi vendola
padre alex zanotelli

per saperne di più su ciascun candidato basta collegarsi al sito internet www.personaggioambiente.it in cui è possibile consultare tutte le biografie ed esprimere il voto.

"il premio – dice mario notaro, segretario del comitato tecnico – vuole dare voce a quei milioni di persone che hanno a cuore l’ambiente e vogliono trasmettere, con il loro voto, un segnale di riconoscimento per quegli uomini e quelle donne che si sono spesi in battaglie o iniziative legate alla sostenibilità. ci auguriamo che questa terza edizione registri gli ottimi risultati in termini di voti raggiunti dalla precedente e che, anno dopo anno, il premio diventi un vero e proprio appuntamento che, oltre a decretare il personaggio che nell’anno, sia un momento di confronto e di discussione a livello nazionale sulle problematiche di natura ambientali del nostro paese”.
rispetto al 2010 la rosa dei candidati di quest’anno vede una forte presenza di soggetti collettivi come comitati e forum, mentre si è ridotto il numero di rappresentanti dell’associazionismo classico.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, fonti rinnovabili, Religione, Scienza, società

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29 novembre 2011 - 12:17

energia. i conti di conti sulla robin tax. il metano di scaroni. rinnovabili: bortoni (authority), regole nuove.

ecco che cosa contiene elementi, la rivista del gestore dei servizi energetici.
una rivista prestigiuosa, quasi esoterica, nella quale potrai perfino trovare un articolo scritto da me medesimo, come leggerai più sotto.

ecco il riassunto dei contenuti del nuovo numero di elementi.

 

focus con guido bortoni, presidente dell'autorità dell'energia

guido bortoni, presidente dell’autorità per l’energia elettrica e il gas, in un’intervista nel nuovo numero di elementi, periodico del gestore dei servizi energetici, visibile sul sito www.gse.it, ritiene che per il settore delle rinnovabili, oltre al quadro normativo e alla giuste incentivazioni, servono anche le procedure autorizzative, la regolazione dell’accesso alle reti e la definizione di modalità di cessione dell’energia prodotta”. 
relativamente all’attività dell’autorità da lui guidata, bortoni sostiene che la sfida “è quella di impostare una regolazione più ‘matura’, in una prospettiva europea e di visione di medio-lungo periodo. una regolazione stabile, efficace e capace di evolvere nel tempo con flessibilità, che sappia rispondere ai mutamenti in corso. tutto ciò attraverso una fase tipica di regolazione ex ante, affiancata da una ex post, per monitorare e garantire il rispetto delle regole attraverso le opportune azioni di enforcement. sarà questa la “barra” che intendiamo mantenere, con un forte ancoraggio all’indipendenza, alla crescita, alla dimensione comunitaria e alla consapevolezza del consumatore.

bortoni si è poi soffermato sull’importanza delle smart grid, senza le quali dice, “lo sviluppo della generazione diffusa da rinnovabili rischia di essere un investimento dai limitati benefici”.

a proposito della robin hood tax, bortoni ritiene che la misura “riveste profili di criticità per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche, indispensabili per fornire energia a prezzi competitivi a consumatori domestici e imprese”.

per quanto concerne il comparto del gas, bortoni sottolinea che “abbiamo anche proposto di istituire un solo operatore a livello nazionale come interfaccia unica e indipendente per l’accesso e l’erogazione del servizio di trasporto, bilanciamento e misura. ciò permetterebbe di superare le inefficienze e ridurre gli oneri amministrativi legati all’attuale presenza di più operatori. nel mercato retail, il previsto avvio dal 2012 del sistema informativo integrato (sii) consentirà di ottimizzare i flussi informativi e di arginare il fenomeno delle morosità”.

sull’efficienza energetica, il presidente dell’autorità per l’energia elettrica e il gas è del parere che questa “deve avere un ruolo più strategico, attraverso un adeguato sostegno alla ricerca e all’innovazione per sviluppare il già presente know-how e l’industria italiana di settore”.

 

fulvio conti (enel) e la robin tax

fulvio conti (amministratore delegato dell'enel) attacca sulla robin hood tax, sostenendo che “il provvedimento manca di visione a lungo termine e colpisce un settore, quello dell’energia, che genera ricchezza per milioni di azionisti, occupazione per decine di migliaia di persone, investimenti e innovazione. al tempo stesso lascia immutate le sacche di bassa produttività, che sono i veri problemi del paese. se a questo aggiungiamo il rischio di un quadro normativo instabile, di fatto stiamo scoraggiando gli investimenti”.
quanto ai riflessi che la robin hood tax potrebbe avere sull’enel, conti afferma che “l’incremento dell’aliquota addizionale ires e dell’estensione della stessa alle attività di distribuzione di energia elettrica e gas e alle rinnovabili comporterà un onere per il gruppo enel stimabile in circa 400 milioni di euro all’anno nel triennio 2011-2013 e in circa 200 milioni per i successivi esercizi. senza contare l’impatto prodotto da tale norma sul titolo in borsa”.
per il capo dell'enel, tra le cose da fare nell’imminente, c’è l’allineamento della bolletta energetica italiana a quella dei nostri vicini e concorrenti europei, per questo, “serve un piano di investimenti volto a riequilibrare il mix produttivo e avvicinarlo alla media europea, con una quota maggiore di carbone pulito”.
conti conclude affermando che è intenzione di enel “mantenere una posizione di leadership nei nostri mercati strategici: italia e spagna. noi, continueremo a sviluppare un portafoglio diversificato di impianti rinnovabili, poco dipendente da incentivi, in aree con maggiore disponibilità di risorse naturali, per sfruttare al meglio le tecnologie rinnovabili, e coglieremo le opportunità di sviluppo nei mercati in rapida crescita: america latina, est europa e russia”.

 

paolo scaroni (eni) e il gas non convenzionale

paolo scaroni, amministratore delegato dell'eni, scommette fortemente sullo shale gas e dice: “il gas è la fonte energetica chiave per i prossimi 20 anni almeno in uno scenario in continua evoluzione. ci auguriamo che grazie allo shale gas l’europa potrà disporre di energia domestica a costi competitivi, che consentirà all’economia della ue di marciare allo stesso ritmo delle altre grandi economie”.
e continua afferrmando che “il gas è un punto di forza del nostro sistema energetico per vari aspetti: è competitivo, permette di contenere le emissioni di gas serra (50% in meno rispetto agli impianti a carbone, principale fonte utilizzata in europa), è ampiamente disponibile e lo sarà ancora per molti anni. inoltre assicura l’alimentazione dei nostri sistemi elettrici, industriali e domestici con una continuità che le fonti rinnovabili non sono ancora in grado di fornire.
scaroni ha poi parlato della sicurezza degli approvvigionamenti del gas in italia e in europa per cui dice “è prioritaria la realizzazione di un sistema integrato di gasdotti all’interno dell’unione. abbiamo avanzato al commissario per l’energia, gunther oettinger, una proposta perché l’ue promuova la creazione di una rete di gasdotti che unisca i paesi del nostro continente. oltre alla diversificazione degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle rotte di transito e all’aumento delle capacità dei gasdotti esistenti, quella di una rete integrata del gas è la vera priorità per la sicurezza degli approvvigionamenti. solo così ci assicureremo il gas di cui abbiamo bisogno, quando e dove serve e a prezzi compatibili con la nostra crescita economica”.
infine, l’ad di eni considera il risparmio energetico “la strada maestra per ridurre l’impatto ambientale, prolungare la vita dei combustibili fossili e ridurre la nostra bolletta energetica”.

 

andrea gemme (anie) e gli incentivi alle rinnovabili

andrea gemme, presidente dell'anie, afferma che è “inutile nascondere che il iv conto energia ci ha dissanguato, ma adesso per il settore l’importante è trovare stabilità, con l’obiettivo di puntare alla grid parity ed emanciparsi così dagli incentivi. per fare questo è fondamentale dare unità alle associazioni rappresentative del comparto, non solo del fotovoltaico ma di tutte le rinnovabili. bisogna insomma parlare con una voce unica”.
poi aggiunge che tra le sfide dell’anie ci sono anche l’efficienza, gli accumuli di energia (con un occhio al piano di terna da 130 mw) e le smart grid.

 

altri contenuti. compresi i pupi siciliani.

completano il numero 24 di elementi:
l’editoriale di emilio cremona, sull’importanza delle biomasse.
un incontro con simone togni presidente di anev, sui temi contingenti riguardanti il settore eolico.
un’intervista a g.b. zorzoli, presidente ises italia sull’energia rinnovabile e sull’importanza delle smart grds.
un faccia a faccia con paolo vigevano, amministratore delegato di au, sul ruolo dell’acquirente unico nell’ambito del mercato elettrico.
un articolo di stefano besseghini, amministratore delegato di rse, sulla ricerca.
uno speciale sulla cogenerazione.
un dialogo con alessandro beulcke, presidente di aris, sull’importanza del festival dell’energia.
un confronto con luca mercalli, presidente della società meteorologica italiana e direttore della rivista nimbus, su energia e ambiente.
un’intervista a mr. kilowatt su energia e comunicazione
la rubrica “elementi normativi”, che riporta più importanti provvedimenti in materia energetica.
“il punto”, spettacolare articolo di commento scritto dal qui presente jacopo giliberto, io me medesimo.
un faccia a faccia con alberto quadrio curzio, professore ed economista, sul mondo del lavoro.
una conversazione sui temi dell’uomo, della società e della cultura con mimmo cuticchio, puparo e “cuntista” di fama mondiale. 

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Categorie: energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, nucleare, reti energia, Scienza, tecnologia

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27 novembre 2011 - 23:11

tecnologia per l'ambiente. ecco le innovazioni sostenibili. e usabili.

“sostenibilità oggi”: città verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili.
questi i temi su cui si sono sfidate le 160 innovazioni che hanno partecipato all’undicesima edizione del premio all’innovazione amica dell’ambiente 2011, sostenuto da regione lombardia, fondazione cariplo, confindustria e camera di commercio di milano e fondazione symbola.

il premio all'innovazione ecologica è divenuto nel tempo un riconoscimento nazionale rivolto all´innovazione d’impresa in campo ambientale.
il premio richiedeva alle aziende di descrivere le innovazioni che si pongono l’obiettivo di contribuire a significativi miglioramenti orientati alla sostenibilità ambientale e che si segnalino per originalità e per potenzialità di sviluppo.

nord e lombardia ancora al comando, ma la green economy si diffonde in tutto il paese. la sorpresa di quest’anno sono le innovazioni del settore agricoltura.

questi i premiati e segnalati nelle quattro categorie di quest’anno (energie, agricoltura, mobilità e abitare):
boito manlio
coop centrale adriatica
enel green power
faam
filca cooperative
molinia agricola
pininfarina

queste, invece, le innovazioni che hanno meritato una segnalazione: consorzio casalasco, coop adriatica, dismeco, epson italia, genport, peugeot automobili italia, renault, tesa, eosolare, agricola salcheto.

 

i settori emergenti

nell’edizione di quest’anno è il settore dell’energia (efficienza e rinnovabili) a farla da padrona con il 49% delle innovazioni presentate. a dimostrazione di una tendenza di sviluppo di questo settore che ormai si dimostra consolidata.
il 22% dei progetti rientra nel settore dell’abitare, a parimerito i settori agricoltura (14%) e mobilità (15%).
è però proprio l’agricoltura la sorpresa di quest’anno e da qui arrivano i progetti più innovativi: ben due sono le innovazioni premiate e due quelle segnalate che arrivano da questo settore.
nella mobilità vincono le automobili che hanno puntato sul rispetto dell’ambiente e sulla riconversione.
mentre il settore dell’abitare ha puntato quest’anno principalmente sull’edilizia residenziale, a differenza della scorsa edizione dove i progetti presentati erano prevalentemente edifici di edilizia commerciale.

 

l'alta italia è in testa

per quanto riguarda la distribuzione geografica, il nord è sempre in testa alla classifica (68%) seguito a grande distanza dal centro (19%) e dal sud (13%). la lombardia si conferma ancora campione di innovazione, con 53 progetti (34%), seguita dall'emilia romagna con 22.
da notare che le innovazioni sono arrivate da 18 regioni su 20, segno che la green economy è ormai un fenomeno che interessa ogni area del paese, e una vera risposta alla crisi grazie alle imprese più lungimiranti, che, utilizzando nuove tecnologie, sono in grado di aprirsi a nuovi settori di mercato e realizzare una maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse, sviluppando anche organizzazioni e sistemi all’avanguardia.

 

che cos'è e come funziona il premio

la rivoluzione della sostenibilità riguarda l'energia ma non solo: una nuova civiltà agricola e industriale sta, infatti, sostituendo strutture e reti obsolete e le città si stanno evolvendo in villaggi urbani interconnessi dove si vive, ci si muove, si abita, ci si nutre e si comunica in modo sempre più indipendente dal petrolio e dove è migliore la qualità della vita.

alla premiazione, che si è tenuta nella sala pirelli nella sede della regione lombardia, hanno partecipato: vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente, andrea poggio, presidente fondazione legambiente innovazione, ermete realacci, presidente fondazione symbola, marcello raimondi, assessore ambiente, energia e reti, regione lombardia, paolo gualtamacchi, camera di commercio di milano, alberto meomartini, presidente assolombarda, massimo beccarello, confindustria.
ha condotto la premiazione filippo solibello, conduttore di caterpillar.

ideato da legambiente, il premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente.
al premio partecipano imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. i vincitori avranno diritto all'uso del logo “innovazione amica dell'ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al “cigno” di legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno.

sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1.500 progetti candidati nelle passate edizioni.

 

i commenti

“il successo di partecipazione al nostro premio ci onora – ha detto andrea poggio, vicedirettore nazionale di legambiente - abbiamo puntato sullo sviluppo delle rinnovabili (quest’anno l’italia è uno dei primi mercati al mondo), ma la vera sorpresa è venuta dall’agricoltura: l’anno scorso a tirare era stata l’edilizia innovativa. oggi sostenibilità non è più sinonimo solo di pannello solare, ma di un’economia nuova che si sta spostando dalla crescita dei consumi alla speranza di una qualità duratura della vita”.           
“le performance di successo – commenta vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente  – testimoniano la vitalità della green economy italiana e ci sollecitano a promuovere e a sostenere sempre con maggiore convinzione le aziende che investono in innovazione, efficienza e qualità ambientale. questa è la ricetta per lo sviluppo futuro del paese. l’energia verde e la sostenibilità delle produzioni rappresentano le chiavi giuste per uscire dalla crisi che attanaglia la società attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei consumi e dell’inquinamento, la valorizzazione dell’ingegno italiano. questo processo virtuoso potrà continuare se anche l’attuale governo assumerà tra le sue priorità lo sviluppo dell’economia sostenibile attraverso precise e innovative politiche nei settori dell’edilizia, della mobilità, dell’efficienza energetica, della chimica moderna”.
“in un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto ermete realacci, presidente fondazione symbola – la green economy è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide, l’economia italiana. una prospettiva che nel nostro paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. le realtà che abbiamo incontrato sono un esempio tangibile delle migliori energie che l’italia possiede e che possono rappresentare una leva per guardare con più fiducia al futuro”.
“siamo contenti di aver contribuito anche quest’anno all’iniziativa di legambiente, con cui condividiamo una visione della green economy che costituisce da un lato una forma di salvaguardia e tutela dell’ambiente, e dall’altro una leva formidabile di sviluppo - ha commentato marcello raimondi, assessore all’ambiente, energia e reti di regione lombardia. - proprio le imprese premiate, con la loro creatività e capacità di innovazione, sono un ulteriore sprone per continuare con le nostre politiche di sostegno al risparmio energetico, alle reti intelligenti, all’edilizia sostenibile e alle fonti rinnovabili.”
“l’impegno sempre più attivo delle imprese nelle politiche di sostenibilità ambientale – ha affermato aldo fumagalli romario, presidente della commissione sviluppo sostenibile di confindustria – è un importante segnale di attenzione verso il territorio in cui operano e di lungimiranza per la crescita economica del paese. le best practices aziendali in questo campo sono un esempio positivo per tutte le altre realtà imprenditoriali: dimostrano che sostenere l’efficienza energetica, il migliore utilizzo delle risorse e l’impiego delle energie rinnovabili aumenta la competitività e consente di individuare nuove opportunità di sviluppo. la premiazione – ha concluso fumagalli – è, quindi, un riconoscimento importante per tutte le aziende che hanno saputo trasformare la crisi in occasione di rilancio, coniugando crescita e innovazione tecnologica”.
“la camera di commercio – ha sottolineato paolo guaitamacchi, consigliere della camera di commercio di milano - è attenta alle iniziative ambientali che rappresentano una sfida e un fattore di competitività per le imprese in questa fase di rilancio dell’economia. il nostro territorio rappresenta un terreno fertile per queste iniziative con un’impresa su sette impegnata in azioni di responsabilità sociale in materia ambientale”.
“il premio giunto ormai all'undicesima edizione conferma la sua vitalità – ha detto marco frey, consigliere della fondazione cariplo e direttore dell'istituto di management della scuola superiore sant'anna di pisa - le imprese e le istituzioni premiate mostrano una capacità di innovazione che fornisce un contributo ad una delle più importanti sfide della nostra epoca: fare meglio con meno. efficienza energetica, riutilizzo dei materiali, sostenibilità dei processi, coinvolgimento degli utilizzatori, sono alcuni degli ingredienti che troviamo nelle best practices che sono state presentate. occorre comporre questi ingredienti in una ricetta di lungo periodo che consenta al nostro sistema economico di rafforzarsi e rilanciarsi nella competizione internazionale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità della vita nei nostri territori".

 

i dettagli delle idee: l'hybus ibrido di pininfarina

hybus, l’autobus ibrido progettato da pininfarina con il contributo della regione piemonte, si è aggiudicato uno dei premi.
l’edizione 2011 del premio, ritirato oggi dal presidente paolo pininfarina, aveva tra i temi la mobilità, materia cara a pininfarina, che da anni è pioniere nella ricerca di soluzioni efficaci e convenienti volte a raggiungere obiettivi ambientali e di emissione sempre più rigorosi: l’adozione di una catena di trazione ibrida o full electric su mezzi di trasporto individuali e collettivi, l’utilizzo di materiali alternativi, più leggeri e riciclabili, la sicurezza attiva e passiva, la gestione informatizzata del traffico.

il progetto hybus bus è stato giudicato con favore dalla giuria per diverse ragioni: “il contributo alla riduzione di inquinamento atmosferico, consumi e rumore; il contenimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di risorse naturali grazie al concetto di revamping di vecchi autobus; il vantaggio economico per le aziende tpl e le amministrazioni pubbliche, legato al basso prezzo d’acquisto (-60% rispetto a un nuovo bus ibrido) e a un costo d’esercizio più basso (rispetto al full diesel); il ricorso alla tecnologia italiana (pininfarina, fiat, magneti marelli, faam); il potenziale impatto occupazionale; la competitività internazionale (il prodotto o servizio potrebbe essere offerto anche all’estero, in particolare nei paesi a più forte attenzione ambientale)”.

con hybus, pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale.
il prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di gtt (azienda municipale di trasporti del comune di torino) poiché inizialmente pensato per il comune di torino. il progetto è per sua natura esportabile in qualunque municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente.

la conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città  e contenere i costi e gli investimenti.
hybus permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo.
il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole.

il motore termico originale viene sostituito con una unità di generazione energia euro 5, 1.3 multi jet 69kw, che assiste la trazione elettrica, la ricarica delle batteria e i servizi idraulici e pneumatici. la trazione elettrica è composta da due motori elettrici magneti marelli accoppiati a un riduttore-sommatore di velocità.
il pacco batteria agli ioni di litio ed il battery management system sono di fornitura faam e la nuova driveline è integrata con l’architettura elettrica elettronica di origine.
grazie al software di controllo sviluppato in collaborazione con i partner, hybus recupera energia in frenata.
a livello di stile, l’autobus mantiene le forme originarie, se pur con interventi di ripristino della carrozzeria e la proposta di una nuova livrea che riprende i colori della bandiera italiana per celebrare i 150 anni dell’unità d’italia.
all’interno, l’intervento più importante riguarda l’area posteriore, opportunamente modificata per consentire l’alloggiamento della struttura di sostegno delle batterie.
anche negli interni vengono rivisti la grafica e i colori, i sedili e le coperture.

“il progetto hybus si inserisce nel filone della mobilità sostenibile, una delle linee strategiche prioritarie per pininfarina – aggiunge l’amministratore delegato della pininfarina, silvio pietro angori. – per la sua complessità tecnologica hybus compendia tutte le nostre competenze nel campo della mobilità sostenibile. la catena di trazione ibrida seriale è applicabile non solo per il rinnovo di autobus altrimenti da rottamare, ma anche su autobus e veicoli commerciali di nuova produzione. siamo lieti e fieri che legambiente abbia riconosciuto la portata di questo progetto. il suo sviluppo è stato possibile anche grazie al finanziamento della regione piemonte, per il quale siamo grati al presidente della regione, onorevole cota, e all’assessore giordano. un ringraziamento particolare va anche ai vertici del gtt, che da tempo hanno sostenuto l’iniziativa e che speriamo possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla nostra tecnologia”.

 

i dettagli delle idee: le auto elettriche della renault

il progetto renault ze, che mira allo sviluppo di massa di una mobilità elettrica a zero emissioni, si basa sull’obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale e soprattutto di rendere la mobilità elettrica un’opzione disponile per il più vasto target possibile.
renault è stato il costruttore automobilistico che, primo tra i grandi produttori, ha avviato un programma industriale orientato allo sviluppo e alla commercializzazione di massa dell’auto elettrica, mettendo in campo investimenti per 4 miliardi di euro e un team dedicato di 2.000 persone.GAMMA_RENAULT_Z_E
renault introdurrà a breve sul mercato una gamma completa di veicoli elettrici (contraddistinti dalla firma ze, cioè zero emissioni), destinati a una diffusione di massa.
la gamma sarà costituita da 4 modelli: l’innovativo urban crosser twizy, la berlina compatta zoe, la berlina raffinata fluence ze e la furgonetta commerciale kangoo ze.
l’offerta renault ze sarà sostenuta da un business model  innovativo, grazie al quale il costo di un veicolo elettrico sarà in linea con quello di un veicolo a motore termico, rappresentando così una soluzione d’acquisto conveniente e accessibile.

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23 novembre 2011 - 21:20

ambiente. il rapporto drammatico dell'unep (onu) su clima e co2. il testo integrale.

oggi l'unep, l'agenzia onu per l'ambiente, ha pubblicato il rapporto bridging the emissions gap.

eccolo. originale e integrale.

clicca qui per scaricare il rapporto unep-onu "bridging the gap" (1,8mb)

in sostanza, il rapporto dice che si sta allargando il divario tra gli obiettivi salvaclima e le emissioni di anidride carbonica.
pessima notizia.

ecco il commento della commissaria europea al clima, la danese connie hedegaard:

 in response to a comprehensive new study released today by the un environment programme (unep), connie hedegaard said: "the bad news is that the gap is widening. the good news is that unep shows that it can still be closed. but its report underlines why the world should not spend more time thinking what to do. the world must get its act together."
the commissioner for climate action added: "durban is an opportunity for exactly this. yes we must implement earlier decisions but we must do more in durban. improving the additionality of the clean development mechanism (cdm), enhancing accounting rules and solving the problems with land use, land-use change and forestry (lulucf) and assigned amount units (aaus) are all on the eu's list of priorities for durban, which is very much in line with unep's recommendations.

interessante la nota del wwf italia:

il rapporto pubblicato oggi dalle nazioni unite (“bridging the emissions gap”, colmare il divario delle emissioni) mostra come gli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra non stiano seguendo il percorso necessario per evitare il cambiamento climatico disastroso e sottolinea la necessità urgente che i leader del pianeta facciano concreti passi avanti ai negoziati di durban, in sud africa, che si terranno dal 28 novembre al 9 dicembre.
il rapporto, realizzato dall’unep (programma delle nazioni unite per l’ambiente), la principale autorità mondiale sulle tematiche ambientali, trae conclusioni amare sullo stato degli sforzi globali per la riduzione delle emissioni e allo stesso tempo indica come tali sforzi possano essere resi efficaci.
“questo rapporto dovrebbe essere considerato una ‘prova del nove’ per i negoziatori che si preparano ai negoziati sul clima di durban – ha detto mariagrazia midulla, responsabile policy clima e energia del wwf italia, che sarà in sud africa per partecipare ai negoziati – il rapporto mostra chiaramente che se non si intraprendono ora delle azioni decisive, il mondo si avvia verso cambiamenti climatici molto pericolosi. ma anche l’unep conferma che possiamo ancora farcela, se ci impegniamo subito per fermare la deforestazione e creare un futuro basato su efficienza energetica e rinnovabili. il gap infatti non né tecnico, né economico: è una mancanza di volontà politica e di leadership.”
“nessuno si aspetta che i governi riescano a colmare completamente il gap a durban – ha detto mariagrazia midulla del wwf italia - ma i negoziatori devono almeno evitare che il gap aumenti a causa di norme deboli e scappatoie sul metodo di calcolo delle riduzioni di carbonio. il tempo delle furbizie deve finire, la sfida è perseguire con lealtà ed efficacia la decarbonizzazione.”
stando al rapporto dell’unep, per avere una possibilità verosimile di mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto i 2°c rispetto all’era preindustriale, entro il 2020 le emissioni globali devono essere ridotte a 44 gigatonnellate di anidride carbonica equivalente, ben al di sotto dei livelli correnti. ma se anche gli impegni attuali più ambiziosi dei governi fossero pienamente realizzati, le emissioni supererebbero questo limite di 6 gigatonnellate, un valore quasi equivalente alle emissioni annuali degli stati uniti. e in pratica il gap è ancora maggiore, fino a 11 gigatonnellate, a causa di impegni deboli e gravi lacune e scappatoie nei target di riduzione dei paesi industrializzati.
nonostante questo l’unep conferma che possiamo arrivare a colmare il gap entro il 2020 e mantenere i livelli di riscaldamento globale tra 1,5 e 2° c, puntando sull’efficienza energetica, promuovendo le energie rinnovabili, riducendo la deforestazione e migliorando le pratiche agricole; un aiuto importante può arrivare dalla riduzione delle emissioni da trasporto marittimo e aereo internazionale, attualmente non regolamentate.
“tutti i paesi possono e devono fare di più per ridurre il “gigatonne gap”, vale a dire ridurre le emissioni ai livelli che ci consentiranno di evitare il peggio – ha concluso mariagrazia midulla del wwf italia – dobbiamo rafforzare la credibilità delle azioni dei paesi sviluppati, eliminando le scappatoie nel conteggio delle emissioni e portando gli obiettivi ai livelli necessari per affrontare il cambiamento climatico secondo le indicazioni della scienza. l’unione europea, per esempio, deve accettare che il proprio impegno di tagliare le emissioni di appena il 20% entro il 2020 è troppo debole sta aumentando il gap, mentre gli stati uniti, che non hanno ancora un piano credibile per raggiungere il loro pur debole obiettivo di riduzione delle emissioni, devono al più presto adottarne uno.”
per il wwf, i governi riuniti a durban possono fare importanti passi avanti per iniziare a colmare il “gigatonne gap”:
· devono sottoscrivere rigide regole che tengano conto delle emission reali, imponendo rigide regole all’uso dei permessi di emission derivanti dal primo periodo di impegni del protocollo kyoto;
· devono stabilire norme chiare sul doppio conteggio dei crediti derivanti dai meccanismi di compensazioni (cdm, ji, ecc.), rispetto sia agli obiettivi dei paesi sviluppati e sia agli impegni dei paesi in via di sviluppo, ed escludere quelle compensazioni che non producono reali riduzioni e non promuovono uno sviluppo sostenibile.
· devono raggiungere un accordo sulla necessità che le emissioni globali raggiungano il picco entro il 2015 e siano ridotte dell’80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.
· devono trovare un accordo su nuove e innovative fonti di finanziamento (per esempio un meccanismo internazionale per il trasporto marittimo e aereo internazionale) che possano aiutare a finanziare la riduzione delle emissioni e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
· devono trovare un accordo su un secondo periodo di impegni nel quadro dell protocollo di kyoto e dare un mandato chiaro per un accordo globale legalmente vincolante, con una tabella di marcia che consenta un picco delle emissioni in tempi brevi, come ci suggerisce la comunità scientifica.

clicca qui per scaricare il rapporto unep-onu "bridging the gap" (1,8mb)

 

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22 novembre 2011 - 15:57

scienza. energia. l'infn propone la fusione fredda "low cost". è la concorrenza, bebi.

anche nella ricerca scientifica arriva la concorrenza.
sui prezzi e sui costi, come in ogni altro mercato.

«perché la ricerca sull’e-cat deve costare a rossi 500mila euro, come richiesto dall’università di bologna, alla quale è stato dato l’incarico? possiamo farla noi per 10mila euro». 
francesco celani, fisico dell’istituto nazionale di fisica nucleare-infn di frascati, attraverso le pagine del mensile focus alimenta il dibattito sul nuovo strumento chiamato e-cat, un sistema per produrre calore basato su reazioni di fusione fredda, fenomeno che la scienza ufficiale non riconosce.
una scoperta che si rivelerebbe rivoluzionaria per il sistema di approvvigionamento dell'energia a livello mondiale.

«all’infn – dice celani, lanciando una proposta diretta all’ingegnere andrea rossi, inventore dell’apparecchio - abbiamo un sistema che presenta tutte le condizioni necessarie a garantire un test indipendente: è stato collaudato in molte situazioni e ha ricevuto l’approvazione di istituzioni come nasa e ames laboratory. darebbe misure incontrovertibili sul funzionamento dell’e-cat, a cui ci impegniamo di far seguire un report immediato».

da quando, all'inizio del 2011, ha presentato il suo generatore, rossi è al centro di interminabili polemiche perché, per proteggere la sua invenzione, non rivela l'esatta struttura dell'e-cat né consente che siano fatti test scientificamente rigorosi e inattaccabili.
a fine ottobre, a bologna, ha messo in funzione per alcune ore un impianto da 1 megawatt composto da 107 e-cat: era una dimostrazione a beneficio di un misterioso "cliente" che, a fine prova e attraverso un suo rappresentante, si è detto soddisfatto.

«l'impianto è venduto», ha detto in quell'occasione rossi.

ed è proprio rossi a rispondere, attraverso il sito web focus.it, alla proposta di celani, definita «interessante ma fuori tempo. lui infatti propone un test, mentre per noi quello del 6 ottobre è stato l'ultimo test pubblico di un modulo e-cat. per evitare fraintendimenti è necessario interpretare correttamente il mandato dell'università di bologna, il cui compito va ben oltre quello del semplice test. per questo lavoro che è innanzi tutto di ricerca e poi di sviluppo è previsto, per l'università, un impegno di due anni: capite bene che la differenza tra questo impegno e il test proposto dal dottor celani, per quanto possa essere rigoroso e completo, giustifica anche la grande differenza tra la spesa prospettata da celani e la somma concordata con l'università. somma che, tengo a sottolineare, è interamente finanziata da noi, senza alcun aiuto "pubblico" né di altri istituti di ricerca, né italiani né di altri paesi. non vedo – conclude a focus.it rossi - alcun vantaggio in un ulteriore test dell'e-cat, che, dal mio punto di vista, non deve più dimostrare "se" funziona».

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14 novembre 2011 - 12:44

rinnovabili pulite dentro. il gse promuove il fotovoltaico no profit.

il gestore dei servizi energetici (gse) promuove l’istallazione di impianti a fonti rinnovabili in ospedali, comunità, prigioni e altre strutture appartenenti a organizzazioni, enti, associazioni, istituzioni no profit.
l’obiettivo è rendere facile la donazione di impianti fotovoltaici di alta qualità tramite alleanze *di eccellenza* fra organizzazioni di utilità sociale e l’industria del fotovoltaico.

le imprese che operano nelle energie rinnovabili – aggregate dal gse attraverso la rete corrente - si impegnano ad aderire all’iniziativa fornendo prodotti e servizi necessari alla realizzazione degli impianti.
inoltre il progetto “gse, garantiamo energie per il sociale” può creare ricadute positive, in termini di sostenibilità ambientale e di vantaggio economico e sociale, poiché offre occasioni di lavoro per i giovani delle comunità coinvolte, i quali potranno imparare un mestiere o avviare attività di istallazione di impianti solari.

i primi beneficiari del progetto, per i quali il gse ha già realizzato studi di fattibilità, sono:

la comunità di san patrignano

l’istituto penale minorile di nisida

la comunità di betania

l’ospedale gaslini

il progetto “gse, garantiamo energie per il sociale” ha ricevuto l’alto patronato della presidenza della repubblica italiana: nei giorni scorsi il vertice del gestore dei servizi energetici (gse) – emilio cremona e nando pasquali – è stato ricevuto da giorgio napolitano, al quale è stato illustrato il progetto.

sarà anche attribuito un premio annuale alle imprese che concorreranno in modo significativo ad affermare e a promuovere l’italia delle rinnovabili, distinguendosi per l’innovazione e per la qualità dei prodotti.

 

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11 novembre 2011 - 13:03

ecocronache da ecomondo. come il fotovoltaico fa traballare il sistema elettrico e la rete.

qui ecomondo alla fiera di rimini.

in uno dei convegni, gallandi dell'rse (la società pubblica di ricerca del gruppo gse) spiega le nuove sfide per la sicurezza delle reti con il diffondersi degli impianti rinnovabili, e in particolare con eolico e fotovoltaico.

la cosa più temuta è la cosiddetta *sindrome del summer sunny sunday* (ssss), cioè una domenica con poca domanda di elettricità, le fabbriche spente e quindi scarsa richiesta di energia, e il fotovoltaico che produce a tutto fotone.

in queste condizioni il sistema elettrico è traballante.

interrompe gianni silvestrini: "quest'estate - dice - in alcune giornate a bassa domanda in germania si sono trovati a dover gestire punte di 12mila megawatt fotovoltaici".

gallandi conferma: in casi come questi, le centrali convenzionali devono stare spente ma prontissime a entrare in servizio per garantire eventuali scostamenti imprevisti di produzione e per far partire l'illuminazione notturna quando il sole scende (e il fotovoltaico smette di produrre).

è necessario quindi preparare il sistema elettrico a distacchi di carico, cioè spegnere impianti fotovoltaici, se il sistema elettrico lo richiede.
sennò si rischia un blackout.

è vero. quello che dicono gallandi e silvestrini è vero e stravero.

insomma anche le tecnologie non programmabili devono *responsabilizzarsi* per evitare gli sbilanciamenti del sistema elettrico.

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11 novembre 2011 - 9:28

ecocronache da ecomondo. silvestrini: un governo subito per il futuro della green economy

qui ecomondo alla fiera di rimini.

“c'è grande speranza, sia nelle istituzione e sia tra gli imprenditori, che si arrivi in tempi rapidi a un governo che possa dare una prospettiva di più ampio respiro in grado di far ripartire l'intero settore della green economy italiana, specie quello delle energie rinnovabili, che ha un disperato bisogno di una visione a lungo termine”.
è l'appello lanciato da gianni silvestrini, direttore scientifico dei convegni di key energy, nel corso di un convegno alla fiera internazionale per l'energia e la mobilità sostenibili che è in corso  a rimini fiera.

durante un incontro, organizzato dalla fondazione ambiente pulito e dedicato alla responsabilità sociale dell'impresa,
il direttore di kyoto club si è detto convinto dell'enorme opportunità che ha ancora oggi il nostro paese di svolgere un ruolo di primo piano nel panorama delle tecnologie e dell'industria delle energie pulite. “se il settore fotovoltaico è completamente nelle mani di cinesi, tedeschi e americani, - ha rilevato silvestrini - potremmo svolgere un certo ruolo nell'eolico: abbiamo perso il treno degli aerogeneratori , ma certamente potremmo fare bene nella componentistica. interessante è anche l'evoluzione della chimica tradizionale che sta avendo una rapida  trasformazione da raffineria a bioraffineria con casi anche recenti di grande eccellenza.

silvestrini ha poi tracciato un quadro internazionale dell'evoluzione nell'industria delle energie rinnovabili riconoscendo a cina e stati uniti il ruolo di driver globali per il definitivo passaggio all'economia post petrolifera (“che dev'essere raggiunto prima che si arrivi al picco finale di cui tanto si parla”). in particolare la sfida per pechino è riuscire a soddisfare la futura domanda interna che già oggi le garantisce il primato nella tecnologia solare ed eolica “e che presto si estenderà anche alla mobilità elettrica” 

sulla necessità di una visione futura ha insistito anche antonio lumicisi del ministero dell'ambiente che ha sottolineato l'importanza di continuare a sostenere l'azione degli oltre 14.000 comuni italiani aderenti al patto dei sindaci che hanno avviato progetti locali di sviluppo sostenibile.

mariagrazia midulla del wwf si è invece soffermata sulla necessità che la politica, specie in italia,  si ponga obiettivi ambiziosi a medio-lungo termine in grado di indirizzare le imprese,  le quali “per troppo tempo – accusa midulla – hanno ritenuto di poter creare un mercato maturo delle energie green facendo a meno delle istituzioni: non è così e, da questo punto di vista, la malagestione degli incentivi lo hanno evidenziato drammaticamente”. la rappresentante ambientalista ha anche ricordato che nelle indicazioni di scenario dell' ultimo rapporto world energy outlook , pubblicato nei giorni scorsi, è emersa, tra l'altro, la necessità di azioni  al 2030 ancora più incisive in materia di riduzioni delle emissioni che vadano oltre gli obiettivi europei del 20/20/20.

più pragmatica la posizione di giorgio fiorentini, economista aziendale dell'università bocconi di milano, il quale nell'affrontare la questione della responsabilità d'impresa ha avvertito della necessità di tenere conto delle risorse esistenti. “senza gambe nessun obiettivo potrà essere raggiunto”. “ma anche gli imprenditori, a capo del 97% delle piccole e medie che compongono il tessuto produttivo, si dovranno accorgere che si è chiusa un'epoca. oggi  sta avvenendo una rivoluzione che cambierà la stessa concezione di profitto, così come è stato concepito fino ad oggi”.

 

 

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10 novembre 2011 - 18:44

ecocronache da ecomondo. l'efficienza energetica è difficile per case popolari e comuni

qui ecomondo alla fiera di rimini.

mentre il governo debole vuole tagliare, secondo l'anci (l'associazione dei comuni) bisogna applicare gli incentivi del 55% per la riqualificazione energetica anche agli edifici pubblici.
è quanto ha proposto claudio fantoni, delegato anci alle politiche abitative e assessore alla casa del comune di
firenze nel corso del ricco programma di incontri dedicati all'efficienza energetica che si è svolto a key energy, la fiera internazionale per l'energia e la mobilità sostenibile a rimini fiera.

la questione della riqualificazione complessiva dell'edilizia pubblica – è stato sottolineato - appare oggi uno dei temi con maggiori prospettive sia sul fronte della riduzione dei costi energetici per le amministrazioni, sia sulla positiva ricaduta occupazionale che ne deriverebbe.

non solo economia, ma anche sostenibilità.
in effetti il settore abitativo domestico, nel confronto con gli altri settori quali industria o terziario , incide – secondo i dati presentati - per il 68% del totale delle emissioni di co2 nelle città.

in italia sono 763.000 gli alloggi di edilizia pubblica presenti sul territorio che corrispondono a una quota che varia dal 5 all'8% dello stock residenziale abitato ed incide fino al 2% sui consumi energetici. nazionali.

ma proprio il tema dell'efficienza e della possibilità di produrre risparmi per l'amministrazione pubblica sono stati al centro dell'incontro che si è occupato dell'analisi degli strumenti normativi, finanziari necessari per interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico.

tra questi il potenziale di risparmio è ampio.

un'analisi realizzata da federcasa, l'associazione nazionale che raggruppa gli enti pubblici, stima che con interventi di efficientamento energetico le case popolari più datate potrebbero far risparmiare dai 100 ai 200 Kwh per metro quadro all'anno fino ad arrivare a minori costi quantificati in 1.250 euro/anno.

sono circa 450.000 gli alloggi che richiederebbero già interventi di questo genere.
“non si capisce perché in questo paese – ha rilevato il presidente di federcasa luciano cecchi – se vivi in una casa popolare è vuoi cambiare infissi o caldaia, lo stato non ti riconosca nulla, al contrario dei proprietari privati”.

cecchi ha ricordato che il problema principale nelle case pubblica è il risparmio, non certo la produzione da fonti rinnovabili.
“noi non siamo certamente contro il fotovoltaico, ha aggiunto, ma la nostra priorità è migliorare con infissi adeguati e doppi vetri case che son state realizzate tra gli anni '50 o '60".

nonostante la crisi, gli strumenti finanziari sono ancora a disposizione della politica.
l'unione europea, attraverso i fondi strutturali fesr 2007-2013, mette ancora a disposizione circa un milione di euro ancora non spesi.

proprio negli ultimi mesi – ha segnalato francesco monaco, responsabile formazione e servizi ifel - “bruxelles ha introdotto nuovi regolamenti che prevedono la possibilità di accedere a fondi che puntano su azioni di riqualificazione urbana anche abitativa e di efficientamento energetico”.

ma non ci sono solo interventi edilizi veri e propri.

elisa filippi della fondazione ricerche anci ha ricordato che il fondo europeo per l'efficienza energetica ha stanziato 200 milioni di euro su temi quali la ricerca, in cui si propone lo sviluppo di nuove tecnologie (tra cui il filone legato alle smart cities) e un secondo capitolo dedicato alla competitività e innovazione.

a questo proposito verrà pubblicato proprio nel gennaio 2012 un bando da 730.000 euro che punta al sostegno di tecnologie.

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10 novembre 2011 - 11:45

ecocronache da ecomondo. il premio sviluppo sostenibile. il riciclo solvay del pvc.

qui ecomondo alla fiera di rimini.

qualche scolaresca c'è comunque, anche se la fiera di rimini fa da anni una politica per incentivare i soli visitatori professionali.
poco fa un giuovanotto m'ha fermato mettendomi in mano una macchina fotografica e: ci farebbe una foto? clic clic clic, scatto tre foto di gruppo a una comitiva (una dozzina) dell'istituto tecnico industriale di salerno.
possono scegliere tra le foto sfocate e le foto mosse.

c'è un ovvendo robottino arancione della leaf, una specie di c3po che vaga per i padiglioni e invita i passanti a seguirlo, e si tira dietro fino allo stand della leaf piccole comitive di curiosi.

ora sta per cominciare la terza edizione del premio sviluppo sostenibile promosso dalla fondazione per lo sviluppo sostenibile di edo ronchi (sciapò).

i premiati di quest'anno sono l'ecofirenze (riciclo auto rottamate. riescono a ricuperare il 95% di un'auto scassata, contro l'83 medio e l'85% di obiettivo europeo), la mengozzi di forlì (sistema integrato di trattamento dei rifiuti ospedalieri) e la same sargentini di torgiano (pannelli isolanti).

i premi sono attribuiti da edo ronchi, luciano morselli, fabrizio tucci, silvia zamboni, walter facciotto.

mi piace citare, tra i concorrenti al premio che hanno vinto la targa di *segnalazione*, il progetto della vinyloop ferrara (gruppo solvay). dice paolo gruppo, amministratore delegato della vinyloop: "nel riciclare il pvc siamo riusciti a ottenere una materia seconda uguale al pvc vergine".
è il primo impianto al mondo di questo tipo.



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10 novembre 2011 - 11:00

ecocronache da ecomondo. che cos'è la green economy. il parere di stagnaro.

qui ecomondo alla fiera di rimini.

 green economy tra sviluppo e ambiente è il tema di cui stanno per parlare nello stand del consorzio oli usati carlo di primio (international power), federico galliano (opel), giancarlo morandi (consorzio batterie), rossella muroni (legambiente), paolo tomasi (presidente degli oli usati) e carlo stagnaro (il tignosissimo e intelligente economista dell'istituto bruno leoni, nonché del giro di oscar giannino).
coordina claudio fico, vicedirettore del tg1.
non si vede la muroni e al suo posto c'è marco fratotti della nuova ecologia.

ora parla stagnaro, dice come l'industria risponde al problema ambientale. green economy (dice) è un termine ambiguo; una decina di anni fa green economy era soprattutto rifiuti, il problema climatico ha spostato l'area semantica della locuzione green economy sull'area delle fonti rinnovabili d'energia.

l'ambiente frena o incentiva lo sviluppo? stagnaro: "risponderò democristianamente: dipende". è vero. todo depende de como se mira.

 

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9 novembre 2011 - 17:03

ecocronache da ecomondo. il ciclo di vita dei pannolini. i combustibili secondari.

qui fiera di rimini, prima giornata di ecomondo.

segnalo che era prevista l'inaugurazione da parte della ministra stefania prestigiacomo.
ovviamente non si è vista: problemi di governo.


un convegno extra-long (cominciato alle 14) sull'analisi del ciclo di vita dei pannolini.

si dibatte sul processo industriale, sui tempi di dissoluzione della polpa di cellulosa, sul ricupero dei polimeri, sulle sperimentazioni dei liquidi ionici (che non sono i liquidi presenti dell'orrendo pannolino usato).

sala adiacente. il comitato termotecnica, con il patrocinio di gse, enea e rse, parla di combustibili solidi secondari e la nuova normativa.
anche qui, formato extra-long dalle 13,30 alle 18.

il problema ora sotto esame è la difficoltà che hanno le società per decidere se investire in un inceneritore (anzi, termovalorizzatore).
mille incertezze su piani rifiuti, regioni, comuni, normative ondivaghe.
l'incertezza è soprattutto sugli incentivi: e la certezza sul flusso di cassa è fondamentale per fare un qualsiasi project financing in banca.

ora sta per parlare il bravo roberto caggiano della federambiente.
fa un'osservazione sul tema della relazione tra combustibili solidi secondari e rifiuti usati come combustibile. non è vero - dice - che il combustibile secondario avrà mai il trattamento normativo ed economico della combustione dei rifiuti.

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9 novembre 2011 - 10:57

ecologia. energia. qui ecomondo a rimini: una guida ragionata. riciclato il 75% degli imballaggi.

qui rimini. parte ecomondo, il salone dell’ecologia e dell’energia pulita. comincio con la musica.

alle ore 10.30 apre ecomondo 2011 con i “avec papier”, il concerto realizzato con strumenti di carta promosso da comieco e diretto dal maestro enrico intra. la creazione di musica a partire da scatole di cartone, barattoli di acciaio o cassette di legno riciclate è il tema del laboratorio didattico “come suona il riciclo”, promosso da comieco, realizzato da capone&bungtbangt.

la carta velina che suona come un flauto. oppure la sonorità più ruvida della carta vetrata, assimilabile al sax. o ancora i tubi di cartone rigido che scandiscono il ritmo come il rullante di una batteria. in “avec papier”, il concerto di carta promosso da comieco che inaugura ecomondo 2011, la carta “interpreta” il suono in tutte le sue sfumature e si conferma materiale creativo multifunzionale.

ideato dall’artista gabriele amadori e diretto dal maestro enrico intra (che ha anche scritto appositamente le partiture), il concerto “avec papier” vede la partecipazione di 5 percussionisti della scuola civica di jazz di milano, di 5 neofiti percussionisti per gli strumenti di carta, e del coro degli studenti del politecnico di milano, a cui si aggiungeranno la voce di luana tallarita e le coreografie e la danza di silvia dezulian.

“avec papier” sarà anche uno spettacolo da vedere, oltre che da ascoltare. tutti i musicisti saranno infatti in scena nella hall sud di ecomondo vestiti di bianco e gabriele amadori dipingerà i loro abiti durante la performance, trasformandoli in un arazzo vivente.

l’armonia della musica è il filo conduttore della partecipazione di comieco ad ecomondo 2011: oltre al concerto di carta, il consorzio, infatti, organizza nell’area educational il laboratorio didattico “come suona il riciclo”, realizzato da capone&bungtbangt in cui verrà spiegato agli studenti come costruire un vero e proprio strumento musicale partendo da materiali di scarto quali, ad esempio, scatole di cartone usate.

un modo originale per far capire ad adulti e bambini come la carta sia tutt’ora una parte importante della nostra cultura ma anche espressione del nostro senso civico, quando viene correttamente avviata a riciclo una volta terminata la sua funzione primaria.

la raccolta differenziata di carta e cartone si conferma oramai una buona abitudine per gli italiani: come emerge infatti dal xvi rapporto annuale sulla raccolta differenziata di carta e cartone, diffuso da comieco, la raccolta è cresciuta del 2%.

in termini assoluti, nel nostro paese sono state raccolte 3,07 milioni di tonnellate di carta e cartone pari a 52,2 kg di media procapite. dal 1999 al 2010, grazie ai risultati della raccolta differenziata, si è evitata la costruzione di ben 222 nuove discariche, 26 solo nel 2010. ma raccogliere e riciclare carta e cartone ha un impatto positivo per l’intera comunità in termini non solo ambientali, ma anche economici e sociali e questo perché, oltre a preservare l’ambiente, crea indotto e occupazione e valorizza le materie prime seconde. in particolare, in termini economici – considerando i mancati costi di discarica, i vantaggi sociali connessi ai nuovi posti di lavoro creati e i benefit ambientali dovuti alle minori emissioni – il beneficio complessivo che il riciclo della carta e del cartone ha portato alla comunità nel 2010 è di oltre 460 milioni di euro, portando il totale complessivo del periodo 1999-2010 a 3,5 miliardi di euro.

 in italia vengono ormai recuperati e riciclati tre imballaggi su quattro. quasi il 75% (il 74,9% nel 2010) del totale degli imballi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro viene trasformato in nuove risorse. in valori assoluti si tratta di 8,5 milioni di tonnellate di materiale recuperati sugli 11,4 milioni totalmente immessi al consumo lo scorso anno (+ 4,6% sul 2009). il solo dato di riciclo si attesta al 64,6% dell'immesso al consumo e il ricorso alla discarica è ormai inferiore al 25%.

 

 

il riciclo

per quanto riguarda le varie tipologie di imballaggi, nel 2010 delle 504.000 tonnellate di acciaio immesse al consumo, il 71,1% è stato riciclato per un totale di 358.000 tonnellate.

la filiera dell'alluminio ha visto una forte crescita delle quantità avviate al riciclo (+ 49% rispetto al 2009). sono state immesse al consumo 64.200 tonnellate di alluminio e ne sono state riciclate 46.500, vale a dire il 72,4%, per un recupero complessivo pari al 77,9%.

 

crescono anche gli imballaggi di carta e cartone avviate a riciclo dal sistema consortile nel 2010 (3.416.000 tonnellate): i risultati di riciclo si collocano intorno all'80% (78,8%), per un recupero complessivo (riciclo+recupero energetico) pari all'87,1%.

per quanto riguarda la filiera del legno, si è registrato un incremento dei quantitativi avviati al riciclo nel 2010 ( +10,8%). la percentuale di riciclo sull'immesso al consumo ha sfiorato il 60% (59,9%): un aumento del 2,2% rispetto al 2009.

 

la filiera della plastica ha avviato al riciclo 711.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio (34,3%) registrando così un incremento dell'8% rispetto all'anno scorso. il recupero energetico è stato di 744.000 tonnellate (35,9%): in totale 1.454.000 tonnellate avviate a recupero (70,2%).

delle 2.153.000 di tonnellate di vetro immesse al consumo ne sono state avviate al riciclo 1.471.000 vale a dire il 68,3%. il recupero complessivo ha subito così una variazione del 2,4 % rispetto al 2009.

sempre nel 2010 si è registrata la crescita del 4,2% di utilizzo di materie prime seconde (ossia derivanti dal riciclo) negli imballaggi immessi al consumo, quota che in totale rappresenta il 35,6% dei materiali impiegati nella produzione di imballaggi immessi sul mercato. anche il riutilizzo è aumentato di circa il 2% arrivando a rappresentare circa un terzo dell'immesso al consumo 2010.

 

positivi risultati anche sul fronte della sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi. i comuni che aderiscono alle convenzioni anci-conai per lo sviluppo della raccolta sono ora 7.284 e coinvolgono circa il 96% della popolazione residente, mentre le aziende consorziate al sistema consortile sono circa 1,5 milioni.

 

 

le bioenergie

 

l'italia, con 12,3 miliardi di euro di investimenti, è uno dei mercati più attraenti al mondo per le energie rinnovabili. un dato in particolare balza agli occhi: il totale degli investimenti del 2010 nelle energie pulite equivale allo 0,4% del pil italiano che, nello stesso anno, è cresciuto dell'1%. sono questi i dati economici chiave del comparto delle energie green - che comprende solare, eolico, biomasse, geotermico e idroelettrico - fotografate nel "rapporto irex 2011" di althesys.

nel 2010, spiega ancora l'irex (italian renewables index), le aziende delle energie rinnovabili hanno confermato di essere assai dinamiche, nonostante la congiuntura economica sfavorevole. l'analisi ha rilevato 203 operazioni industriali per un totale di 5.165 mw.

 

il maggior numero di investimenti in nuovi impianti è stato effettuato nel fotovoltaico (564 megawatt complessivi), tuttavia è l'eolico che presenta le maggiori dimensioni in termini di megawatt, 1.796, grazie anche alle operazioni all'estero in crescita del 22% rispetto all'anno precedente. in aumento anche il numero delle acquisizioni rilevate (+30%), a conferma della tendenza al progressivo consolidamento del settore.

 

tra le rinnovabili, è spesso sottovalutato il contributo potenziale delle agroenergie. in uno scenario di sviluppo ordinario per il settore, che riprende gli obiettivi del pan, il piano d'azione nazionale per le energie rinnovabili, la potenza installata raggiungerà nel 2020 i 3.820 mw. in un secondo, accelerato ma credibile, i 4.860 mw.

nel primo caso il sistema italiano guadagnerebbe 13,9 miliardi di euro, nel secondo 19,9, tra investimenti, indotto, posti di lavoro e riduzione delle emissioni di co2.

lo ha stimato il primo "osservatorio agroenergia" pubblicato a inizio 2011 da confagricoltura ed energetica onlus.

in particolare, la produzione di energia da biomasse dovrà aumentare da 2,2 a 9,8 mtep entro il 2020: 7,6 mtep in più che rappresentano in pratica la metà delle energie da fonti rinnovabili che l'italia dovrà produrre da qui a meno di dieci anni. il solo comparto agricolo può fornire, tramite l'energia da biomasse, almeno 3 dei 17 punti percentuali che ci chiede l'unione europea.

 

 

i lavori verdi (green job)

 

le energie rinnovabili danno lavoro. e sottovalutare la portata dei "green job", ricorda il recente dossier dell'ires, l'istituto di ricerche economiche e sociali, sarebbe un errore. il settore già oggi conta tra posti diretti e indiretti più di 100mila "colletti verdi". sul fronte "occupazione green", dice lo studio "energia e lavoro sostenibile", i settori più importanti sono quello delle biomasse, con circa 25mila occupati, l'eolico, con circa 10mila addetti, il solare fotovoltaico, con circa 5.700, mentre il restante si distribuisce tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico e le altre forme minori che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50mila lavoratori. secondo le prospettive più rosee, l'occupazione italiana nel settore delle rinnovabili può raggiungere le 250mila unità, con una predominanza delle biomasse, del fotovoltaico e dell'eolico. ma allargando il fronte all'efficienza energetica, i posti di lavoro aumentano. secondo la confindustria nell'arco di dieci anni, dal 2010 al 2020, assisteremo a un aumento dell'occupazione di circa 1,6 milioni posti di lavoro. è un comparto industriale già importante quello della green economy italiana legata all'efficienza energetica, che vede coinvolte quasi 400mila aziende e circa 3 milioni di occupati.

 

 

il convegno dell’eolico

“minieolico: applicazioni domestiche” è il titolo del convegno che si terrà giovedì 10 novembre, alle ore 10, in occasione della 5° fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili di rimini.

questo momento di analisi, organizzato dall’anev – associazione nazionale energia del vento, approfondirà tutti gli aspetti legati allo sviluppo della tecnologia minieolica in italia e nel mondo, le applicazioni domestiche, le innovazioni e tutte le novità relative alle procedure normative e di autorizzazione.

in italia il ricorso a macchine eoliche di piccola taglia è stato avviato nel 2000, trovando una diffusione crescente nel corso degli anni. anev stima un potenziale per il minieolico nazionale di circa 1,5 – 2 twh/anno (circa 1.000 mw di potenza installata), raggiungibile tramite una semplificazione dei processi autorizzativi, la definizione di alcuni accorgimenti al sistema di incentivazione e uno sviluppo tecnologico che ne consenta la diffusione nei contesti urbani.

presiederà la sessione angelo todaro (membro di giunta esecutiva e consiglio direttivo anev) e interverranno: gianfranco tolace (euroservice) “misurare il vento per la stima della resa energetica di un sito”; luigi imperato e andrea bartolazzi (studio rinnovabili) “strumenti di analisi, potenzialità e criticità di sviluppo del mini eolico in italia”; lorenzo partesotti (aria) “innovazioni tecnologiche minieoliche”; marco milani (adeventum) “il mercato del minieolico e le sue prospettive di crescita nel mondo e in italia”; mike bergey (dwea) “u.s. small and distributed wind market”; luciano pirazzi (segretario scientifico anev) “installazione di impianti minieolici, sviluppo dei singoli processi e analisi delle criticità”; francesco matteucci (tozzi) “incentivi e procedura autorizzativa in ambito nazionale e regionale”.

 

 

i caffè scienza

i temi dell'ambiente e del recupero affrontati in modo informale dagli esperti in dialogo con i visitatori di ecomondo. la nuova edizione dei caffè scienza vedrà la presentazione di libri interessanti come "- 100 kg: ricette per una dieta della nostra pattumiera", di roberto cavallo (h. 9.45, giovedì 10 novembre, hall sud): un gioco che tocca tutte le stanze di casa nostra e i relativi rifiuti che possiamo imparare a non produrre. si va dallo yogurt fatto in casa al compostaggio nel proprio giardino, fino alle proprie scelte d'acquisto.

 

dei rifiuti a napoli dopo l'emergenza (h. 11.30, venerdì 11 novembre, hall sud) invece si parlerà insieme al vicesindaco della città partenopea tommaso sodano.

il giornalista lorenzo pinna, reso famoso soprattutto per le trasmissioni quark e superqark sulla rai, presenterà invece il suo libro 'autoritratto dell'immondizia', editore bollati boringhieri, colloquiando con il professor luciano morselli (h. 11, sabato 12 novembre, hall sud).

 

tra gli altri temi toccati nel corso dei talk show, da non perdere: 'mysir: la tracciabilità possibile', a cura di conai, 'reti d'impresa: un'opportunità per lo sviluppo di nuove filiere della green economy' e la presentazione della 'guida alle nuove professioni nelle energie rinnovabili', di iacopo vigevano.

 

 

la sostenibile leggerezza del pallet

 

cosa pesa di più? un kg di legno a rendere o a perdere? un chilo di legno a rendere o uno di plastica a rendere? la differenza c'è, dipende se ha la forma di un pallet!

dedicata a valutare il "peso" sull'ambiente del pallet a rendere è la lca che il comitato tecnico epal italia, in collaborazione con epal pallet system, presenterà in occasione di ecomondo a rimini, il prossimo 11 novembre 2011, presso lo stand di rilegno.

realizzata dal politecnico di milano fra 2010 e 2011, l'analisi rivela prestazioni ambientali indiscutibilmente a favore dell'interscambio: l'impatto di un epal in servizio corrisponde a 40 pallet a perdere. l'uso di combustibili fossili si riduce di 167 volte, il consumo di suolo di 100 volte. "la co2 equivalente contenuta in un pallet epal - precisa il professor giovanni dotelli, curatore della lca - oscilla fra i 15 e i 18 kg e di questi oltre il 60% non ritorna in atmosfera perché viene riciclata a fine vita del pallet, in altri manufatti".

solo nel 2010 grazie al pallet eur/epal e al sistema di interscambio sono state sottratte all'atmosfera circa 1.300.000 ton di co2 equivalente, di cui circa 110.000 ton solo dall'interscambio epal effettuato in italia.

a ecomondo il professore del dipartimento g. natta dell'ateneo milanese, e curatore della lca, presenterà una sintesi di questi ed altri importanti risultati evidenziati da un'analisi che è di processo, non solo di prodotto. il lavoro svolto ha permesso a conlegno, il consorzio che gestisce i marchi tecnici nazionali e internazionali del settore legno, e ad assoimballaggi di federlegnoarredo, di porre le basi per comprendere scenari differenti nel settore della logistica: dal pallet a perdere al sistema di riutilizzo per eccellenza qual è epal.

durante la presentazione sarà consegnata una sintesi della lca che potrà servire soprattutto agli utilizzatori (industria, logistica e distribuzione moderna) per valutare e scegliere le proprie politiche di acquisti sostenibili.

a fine presentazione seguirà gradito aperitivo aperto a tutti i partecipanti.

 

 

domotecnica e l'efficienza energetica

 

il punto verde mobile domotecnica e e.on sbarcano alla fiera ecomondo-keyenergy con l'efficienza energetica interattiva

dal 9 al 12 novembre la campagna di sensibilizzazione "vivi l'efficienza energetica" fa tappa a rimini, alla fiera ecomondo-keyenergy per parlare di risparmio ed efficienza energetica a cittadini, professionisti del settore e istituzioni.

in speciali postazioni interattive, complice tecnologia touchscreen e sofisticati dispositivi kinect, il visitatore sperimenterà appieno l'efficienza energetica. l'iniziativa vanta il patrocinio del kyoto club.

 

coinvolti in prima linea in vivi l'efficienza energetica - questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione attivata da domotecnica, la più diffusa rete nazionale di specialisti del risparmio energetico, in collaborazione con e.on, tra i più grandi gruppi energetici al mondo a capitale interamente privato, - gli stessi cittadini che potranno contribuire attivamente a produrre energia pulita, tradotti in chilowattora simbolici, visibili su un apposito display led.

 

quanti chilowattora si producono gustando un sacchetto di pop corn? quanta energia è contenuta in una sinfonia?

i visitatori del punto verde mobile potranno sperimentarlo di persona, ricevendo un sacchetto di pop corn a risparmio energetico e componendo musica ecosostenibile su un'apposita tastiera virtuale presente all'esterno del camion. il dispositivo kinect annesso alla console xbox di microsoft rileverà tramite sofisticati sensori e videocamere ad infrarossi i movimenti dei cittadini traducendoli in suoni energetici.

all'interno del punto verde mobile, invece, il cittadino verrà virtualmente introdotto nel mondo del risparmio e dell'efficienza energetica, vivendo in maniera interattiva informazioni su energia, tecnologie a risparmio energetico e sistemi edificio- impianto.

complice la modalità touchscreen, video e immagini informativi usciranno da tre sofisticati totem a retroproiezione in plexiglass trasparente, avvolgendo il visitatore in una bolla comunicativa dedicata all'efficienza energetica, consentendogli di consultare diversi scenari alla velocità di un click.

altre postazioni pc consentiranno ai cittadini di ricevere il check up energetico gratuito della propria abitazione, ufficio, negozio, azienda e, complice la presenza degli specialisti del risparmio energetico domotecnica e dello staff e.on, consigli utili per ridurre i consumi energetici ed aumentare il proprio comfort.

il tour 2011 del punto verde mobile domotecnica, giunto alla sua terza edizione, visiterà 21 fiere del settore in 59

 

 

lo smaltimento dei rifiuti industriali

 

alla fiera parteciperà con proprie relazioni la società sadi servizi industriali, società tra le prime in italia nello smaltimento rifiuti industriali e bonifiche ambientali con parte delle attività dedicata anche alle rinnovabili.

una delle relatrici in fiera sarà la dottoressa cesarina ferruzzi, presidente di anida (associazione nazionale delle imprese di difesa dell'ambiente), che negli ultimi anni si è dedicata moltissimo ai temi della green economy e ha recentemente tenuto una relazione dal titolo “green economy: opportunità e problemi per le imprese di difesa dell’ambiente”, proponendo il settore green come possibile risposta alla crisi economica e avanzando alcune proposte interessanti anche coinvolgendo altre associazioni di categoria.

 

 

recupero pannelli solari: il progetto italiano di ecolight

 

il consorzio per la gestione dei raee lancia il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici

anticipare il futuro prima che si possa parlare di emergenza. ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, presenta alla quindicesima edizione di ecomondo il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici. un servizio che raccoglie un'esigenza di oggi, ma prepara le necessità di domani.

il fotovoltaico in italia ha registrato un vero e proprio boom. ad oggi sono più di 290mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.300 mw. ed è possibile stimare che ci sia quasi un pannello solare installato per ogni abitante: sono infatti più di 53 milioni quelli che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. calcolando che i primi impianti solari sono stati installati negli anni novanta e la durata di un pannello fotovoltaico è di circa 20-25 anni, la richiesta di smaltimento di questi rifiuti sarà in crescita esponenziale in un futuro prossimo. ecolight presenta un progetto tutto italiano per la raccolta e lo smaltimento dei moduli solari che permette di recuperare materie prime seconde facendo risparmiare energia.

ecolight - costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei raee, delle pile e degli accumulatori. il consorzio ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. è stato inoltre il primo sistema collettivo in italia ad avere le certificazioni di qualità iso 9001 e iso 14001. rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. tratta tutte le tipologie di raee.

 

 

il consorzio conapi

 

i rappresentanti co.na.pi. saranno presenti al padiglione d2, stand 018. saranno illustrati i vantaggi dell'opzione 1, che prevede una migliore gestione e ottimizzazione della raccolta differenziata di carta e imballaggi, parte della convenzione anci/comieco, accordo quadro 2009-2013, recepita dalle piattaforme consorziate.

 

 

la settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2011

 

dopo il successo del 2010, partirà a breve la terza edizione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (european week for waste reduction – ewwr) che si terrà, anche in italia, dal 19 al 27 novembre per promuovere azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e porre in evidenza l’impatto dei nostri consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici. il via ufficiale sarà proprio dato durante ecomondo, con l’incontro con i membri il comitato promotore. la “settimana” nasce all’interno del programma life+ della commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’unione europea, che gli stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/ce).

alla presentazione (11 novembre ecomondo, rimini, padiglione b3 stand n. 64 di federambiente ore 11) intervengono i rappresentanti di tutti i membri del comitato promotore nazionale:

- roberto caggiano, dirigente servizio tecnico federambiente e daniele fortini, presidente federambiente

- roberto cavallo, consigliere acr+, presidente aica

- paolo piacentini, in rappresentanza del segretario generale del ministero dell’ambiente

- agata fortunato, responsabile ufficio ciclo integrato dei rifiuti, provincia di torino

- giovanni ferrari, referente rifiuti 21 network

- dario esposito, coordinatore osservatorio provinciale sui rifiuti, provincia di roma

- stefano ciafani, responsabile scientifico di legambiente

- paolo hutter, direttore eco dalle città

sono stati anche invitati rappresentanti del conai, main sponsor.

durante l’incontro, ogni rappresentante proporrà le azioni più interessanti per ogni categoria, scelte tra le circa 600 schede che sono state inviate fino a questo momento. tra le molte adesioni ce ne sarà una di eccezione, quella della camera dei deputati, che quest’anno ha voluto dare il proprio contributo alla settimana europea, proponendosi come project developer con un’azione di riduzione dei rifiuti che coinvolgerà sia gli uffici che gli stessi deputati. infine la presentazione sarà l’occasione per fare un primo bilancio del programma life, che in questi tre anni ha visto tra i suoi appuntamenti più importanti proprio la settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

in italia la “settimana” è realizzata sotto l’alto patronato del presidente della repubblica, col patrocinio del ministero dell’ambiente, della presidenza della camera e del senato, dell’unesco e col sostegno del conai.

ripeto: 11 novembre ecomondo, rimini, padiglione b3 stand n. 64 di federambiente ore 11

 

 

il riciclo degli pneumatici usati

 

verso un'industria del pfu oggi e domani: le sinergie per lo sviluppo di un'economia del riciclo dei pneumatici fuori uso., 10 novembre 2011 ore 15, sala neri 1. registrazione richiesta per partecipare all'evento.

ecopneus traccia un primo bilancio della partenza del sistema di raccolta e recupero dei pfu, indicando le sinergie per lo sviluppo di un'economia del riciclo dei pneumatici fuori uso e lo fa ad ecomondo, dove sarà presente al padiglione b1, con uno stand che sarà punto di riferimento dei suoi partner operativi per la raccolta, la frantumazione e la valorizzazione, oltre 100 imprese tra dirette e indirette. una vera e propria industria del riciclo, quella che sta consolidandosi sulla spinta del dlgs 82, che vede già messi in atto parametri di qualità e di sicurezza, procedure volte a garantire l’efficienza del sistema, coinvolgimento degli addetti, poco meno di un migliaio oggi, destinati a crescere nei prossimi anni. obiettivo 2011 per il paese sono poco più di 90.000 tonnellate di pfu, il 25% dell’immesso al consumo, quota che dovrà diventare il 100% (380.000 ton) entro il 2013.

alessandro de martino e giovanni corbetta, presidente e direttore generale di ecopneus, apriranno i lavori del convegno in programma alle ore 15 di giovedì 10 novembre in sala neri 1, con l’intento di fotografare la situazione attuale, riflettere su alcune vulnerabilità che ancora persistono, e mettere a fuoco i punti di forza su cui fare perno per massimizzare l’efficacia degli sforzi sulla raccolta, il trattamento e il reimpiego del materiale “restano ancora alcuni nodi tecnici da sciogliere – dichiara corbetta – per i quali è necessario avviare un confronto a più voci con il ministero del’ambiente e procedere nella massima sinergia con le categorie interessate: gommisti e ricambisti, operatori della raccolta e del riciclo, e settori applicativi che possono assorbire il materiale a valle del riciclo”.

e saranno i rappresentanti della filiera a discutere, durante il convegno moderato da lucia tonini di pneus news, su quanto resta da fare per perfezionare il sistema: corrado scapino, presidente fise-unire, renzo servadei, segretario generale federpneus, angelo bonsignori, direttore generale federazione gomma plastica, giorgio russomanno, responsabile settore ambiente e sicurezza confartigianato imprese, luigi bianchi, presidente commissione per le politiche ambientali confcommercio e martino landi, presidente federazione autonoma italiana benzinai. invitato anche il ministero dell’ambiente: il direttore generale marco lupo e massimo lepri della segreteria tecnica.

di opportunità applicative post riciclo parleranno invece silvano falocco, ad ecosistemi ed esperto di green public procurement (gpp), alberto avetta, assessore alla viabilità provincia di torino, mauro renato longo, direzione acquisti p.a. consip, il sen. andrea fluttero della commissione ambiente del senato, e il responsabile ambiente nazionale di uisp, santino cannavò, che illustrerà il progetto in corso in collaborazione con ecopneus rivolto a 20.000 dirigenti e opinion leaders del settore sportivo. alla luce dei recenti sviluppi in tema di acquisti verdi della pubblica amministrazione, delle esperienze estere e delle sperimentazioni italiane, si sta ragionandosempre più concretamente su azioni da perseguire per una valutazione a tutto tondo del materiale da riciclo pfu, sia per le sue performance tecniche, sia per il valore ambientale, che lo renderebbero preferibile ai materiali vergini in svariate applicazioni nei settori dell’edilizia civile, sportiva e delle strade. e proprio sulla sicurezza delle strade sarà prisca taruffi, già campionessa italiana e vicecampionessa europea di rally e direttore tecnico nei corsi di guida sicura e sportiva, a spiegare quanto possano essere fondamentali per chi guida rese ottimali degli asfalti in caso di frenata e di pioggia, caratteristiche che la gomma nel manto bituminoso garantisce di suo, con in più il vantaggio di una maggiore durata e una migliore sostenibilità ambientale, se la gomma è riciclata.

ma le sorprese non finiscono qui. presso lo stand ecopneus (pad b1, n.102) ci sarà anche una scultura di nicola antonelli realizzata con pneumatici fuori uso. tante dunque le chiavi di lettura di questa terza presenza di ecopneus ad ecomondo. tra queste anche l’occasione per illustrare l’aggiornamento dei dati del dossier “copertone selvaggio” nato dalla collaborazione tra legambiente ed ecopneus: dal 2005 al 2011 sono state 1335 le discariche abusive di pneumatici individuate, 286 sono nell’ultimo anno, mentre i metri quadri “rubati” all’ambiente arrivano pericolosamente a sfiorare i 7 milioni di metri quadrati complessivi, ovvero una superficie complessiva grande quanto 906 campi di calcio.

la buona strada intrapresa ha dunque anche un obiettivo sociale e civile: la lotta all’illegalità.

ecopneus,società senza fine di lucro costituita dai principali produttori e importatori di pneumatici operanti in italia per gestire la raccolta e coordinare trattamento e recupero di una quota di pfu pari all’immesso nel mercato dalle aziende aderenti, a regime dovrà gestire gran parte delle oltre 380.000 tonnellate di pneumatici che arrivano a fine vita ogni anno in italia. con la definizione dei contributi ambientali, validi dal 7 settembre, ha preso il via il ritiro dei pfu presso oltre 30.000 tra gommisti, stazioni di servizio, autofficine e sedi di flotte su tutto il territorio nazionale.

 

dalla 'smart home' alla 'smart city'

 

dalla tegola fotovoltaica ai chip per controllare i consumi elettrici, dallo scaldabagno alla pompa di calore. a cooperambiente, la manifestazione al via il 9 novembre insieme a ecomondo e key energy, i visitatori toccheranno con mano cosa significa essere consumatori 'smart', cioè intelligenti.

la forma cooperativa consente infatti una maggiore efficienza rispetto a chi si muove sul mercato individualmente.

 

è con questo intento che legacoop, insieme ad ibm e indesit, con il supporto tecnico della cooperativa spes, ha deciso di allestire la 'smart home', una mostra di oggetti innovativi ed energeticamente efficienti, come elettrodomestici, apparecchi elettrici e tutto quanto contribuisce a un consumo intelligente. al tema sarà anche dedicato un convegno specifico, in programma a rimini fiera mercoledì 9 novembre, alle ore 14.30.

 

 

forum raee: il sistema raee tra presente e futuro

 

giovedì 10 novembre 2011 ore 09.30-13.30 sala neri 2 hall sud. a quattro anni dalla sua nascita, il sistema raee è ormai avviato verso una continua crescita e una sempre maggiore consapevolezza e complessità. nel 2010 è stato raggiunto il target europeo per la raccolta dei raee domestici (4 kg/abitante/anno); tuttavia la base dati, che si va via via ampliando, restituisce l’immagine di un contesto costituito da realtà territoriali non sempre armoniche.

 

a partire dalla revisione, ormai alle porte, della direttiva raee, al rinnovo dell’accordo anci-cdc sul ritiro dei raee domestici, al recepimento dei nuovi standard europei su raccolta, logistica e trattamento, sia il presente che il futuro del settore appaiono connotati da un altissimo dinamismo.

grazie alla collaborazione alla partecipazione dei rappresentanti più qualificati delle istituzioni e delle organizzazioni del settore, il forum raee si conferma come un appuntamento centrale per gli addetti ai lavori che intendono aggiornarsi sulle iniziative e sulle tendenze in atto, oltre che come un utile momento di discussione e confronto tra i protagonisti del sistema.

interventi programmati:

- rosanna laraia, presidente comitato vigilanza e controllo raee

- davide donadio, responsabile progetti raee ancitel energia e ambiente

presentazione indagine sul fenomeno della cannibalizzazione dei raee

tavola rotonda:

coordinata da luca bonaccorsi, direttore terra quotidiano ecologista

- danilo bonato, presidente centro di coordinamento raee

- sergio scacco, agenzia delle dogane - ufficio centrale antifrode - ufficio intelligence

- filomena d’arcangelo, responsabile area ambiente e tecnico normativa anie

- filippo bernocchi, vice presidente anci

- roberto caggiano, dirigente servizio tecnico federambiente

- pierpaolo masciocchi, responsabile settore innovazione utilities e servizi confcommercio

- gabriele canè, presidente assoraee

- gianni cavinato, consiglio nazionale consumatori e utenti

conclusioni:

luigi pelaggi, capo segreteria tecnica ministero dell’ambiente

 

 

nuovo modo per trasformare i rifiuti da costo a risorsa

 

è ormai tutto pronto per la partecipazione di eurven ad ecomondo. attraverso i suoi progetti e macchinari, l'azienda vicentina veicolerà una nuova ed efficace filosofia che ribalta il concetto di rifiuto, trasformandolo da costo a risorsa. presso lo stand 19 del padiglione d2 saranno presentati i primi compattatori in italia che calcolano, con dati certificati, il risparmio di co2 ottenuto grazie all'uso dei suoi macchinari, nonché repaperme, il progetto del primo sistema di raccolta con incentivo della carta, ideato da reno de medici in collaborazione con despar sadas.

eurven, leader nella progettazione di sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo dei rifiuti, porterà ad ecomondo importanti innovazioni per il settore, ma soprattutto una nuova filosofia che 'capovolge' il concetto di rifiuto.

l'azienda, che fornisce le sue soluzioni ad importanti realtà come coca cola, ikea, autogrill, gardaland, unes, despar e molti altri, esporrà presso lo stand 19 del padiglione d2 tutte le sue soluzioni per sensibilizzare alle tematiche ambientali e alla raccolta differenziata, come la prima linea di compattatori che esegue il calcolo esatto e certificato di quante emissioni di co2 sono state evitate grazie al conferimento di rifiuti nei macchinari, o big belly solar, uno speciale cestino per il rifiuto secco con compattatore integrato alimentato da un pannello fotovoltaico, che grazie ad un evolutissimo sistema di gestione permette di limitare al massimo gli spostamenti per il suo svuotamento.

ma soprattutto sarà presentato il primo progetto realizzato nel nostro paese di incentivazione alla raccolta della carta, repaperme, ideato da reno de medici e realizzato con la partecipazione di despar sadas utilizzando i macchinari ed il knowhow di eurven. il sistema prevede che gli utenti che conferiscono carta e cartone nei macchinari ricevano punti premio utili per ottenere sconti sui prodotti in vendita, quindi un incentivo a fare raccolta differenziata.

“grazie ai nostri sistemi, il rifiuto diventa una risorsa” sostiene carlo alberto baesso, general manager di eurven. “non solo compattare i rifiuti significa ridurne l'ingombro, quindi tagliare i costi della raccolta da 5 a 8 volte e diminuire la co2 emessa dai camion per la loro movimentazione, ma soprattutto trasformarli in introito, perchè gli utenti ottengono dei punti o degli sconti con il semplice conferimento di materiale che solitamente viene destinato alla spazzatura”.

eurven è leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti. tra i suoi clienti coca cola, ikea, san benedetto, autogrill, unes e molti altri.

 

 

azzeroco2 presenta un software per gli enti locali che rivoluziona il modo di gestire (e risparmiare) l’energia

 

azzeroco2 anche quest'anno sarà presente ad ecomondo-keyenergy 2011 con il suo spazio all'ingresso della hall sud e lancia lead, il nuovo software per il riordino e il monitoraggio del settore energetico su scala locale. pensato per l'amministrazione pubblica, lead (frutto della collaborazione tra azzeroco2 e cid software), costituisce una vera rivoluzione nel modo di razionalizzare e gestire i consumi energetici: il software, infatt,i permette di quantificare i consumi energetici e gli impatti ambientali sul territorio e, grazie alla costruzione di modelli personalizzati, di pianificare le azioni di riduzione delle emissioni e di monitoraggio delle politiche energetiche. la presentazione si svolgerà sabato 12 novembre, ore 11, sala tiglio 1, e ospiterà gli interventi di gianni silvestrini, direttore scientifico del kyoto club, leonardo berlen, responsabile del portale qualenergia e di alessandro vezzil e lisa suanno del settore local development, di azzeroco2.

 

ma il calendario degli eventi organizzati da azzeroco2 prevede altri due importanti appuntamenti: venerdì 11 novembre, alle ore 10.30, sala mimosa 2, il convegno  “eternit countdown: dodici mesi per eliminare la piaga dell’amianto? la straordinaria opportunità del conto energia”.

un’occasione per fare il punto della campagna avviata da azzeroco2 e legambiente a diciotto mesi dal lancio. l'alto numero di richieste per ottenere gli incentivi statali per il fotovoltaico, infatti, rischiano di esaurire entro il prossimo anno i fondi a disposizione di chi desidera sostituire le coperture in eternit di capannoni agricoli ed industriali con impianti fotovoltaici. il convegno ospiterà, tra gli altri, gli interventi di andrea poggio, vice presidente di legambiente, di giuseppe gamba, presidente azzeroco2 e di edoardo bai, responsabile della campagna “liberi dall’amianto”.

 

infine, sempre venerdì 11 novembre, ore 15 nella hall b5/d5 stand 026 bis, sarà presentato il progetto europeo:

“recoil: come recuperare l’olio vegetale esausto e trasformarlo in energia”.

il convegno è organizzato da azzeroco2 in collaborazione con conoe, legambiente, kyoto club e cid software

prosegue, inoltre, la collaborazione tra ecomondo-keyenergy e azzeroco2 per rendere l’appuntamento con la vetrina della green economy sempre più sostenibile. anche quest’anno, infatti, con il supporto di azzeroco2, la fiera compenserà le emissioni relative ai consumi cartacei ed energetici e al trasporto di espositori e relatori, con l’acquisto di 300 crediti derivanti da un progetto di teleriscaldamento a biomassa in valtellina.

 

 

ecolamp partecipa alla 15ª edizione di ecomondo

 

anche quest’anno ecolamp partecipa alla fiera ecomondo, l’appuntamento annuale dedicato al recupero di materia, energia e allo sviluppo sostenibile che si terrà dal 9 al 12 novembre a rimini. ecomondo sarà l’occasione per il consorzio di fare un punto sulla raccolta delle sorgenti luminose a fine vita in italia, sui risultati acquisiti dal sistema raee nel raggruppamento 5, sui problemi ancora da risolvere e sui possibili scenari che la nuova direttiva sui raee, in preparazione a bruxelles, potrebbe aprire nel prossimo futuro.

giovedì 10 novembre alle ore 13.30, presso il proprio stand, ecolamp presenterà in anteprima i contenuti del “libro bianco sulla raccolta delle sorgenti luminose in italia”, realizzato in collaborazione con il politecnico di milano, e lancerà la prossima campagna di comunicazione ed informazione realizzata in collaborazione con legambiente, “illumina il riciclo”, sulla raccolta differenziata delle lampade fluorescenti esauste.

a tutti i partecipanti all’incontro verrà offerto il volume “l’italia ambientalmente sensibile”, stampato a conclusione della mostra polisensoriale “lamp&rilamp” sul corretto smaltimento delle lampadine a risparmio energetico: un giro della penisola che ha toccato trentun città italiane in tre anni, totalizzando più di quaranta mila visite.

a discutere e a presentare idee e volumi saranno, con fabrizio d’amico, direttore generale di ecolamp, bruno cesario, sottosegretario all’economia, vittorio chiesa, docente del politecnico di milano, stefano ciafani, responsabile scientifico di legambiente.

 

 

convegno del coordinamento pile e accumulatori

 

il centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori è lieto di invitarvi al convegno che si terrà mercoledì 9 novembre, alle ore 14.30 su “le nuove modalità gestionali delle pile e accumulatori esausti”.

l’appuntamento è fissato presso la sala ravezzi 1, all’interno della fiera ecomondo di rimini.

 

 

pro-gest e il riciclo della carta

 

prima partecipazione ad ecomondo per pro-gest, il gruppo privato numero uno in italia nella produzione di carta, cartone, imballi e packaging, oltre che uno dei maggiori player in europa nel comparto del riciclo, guidato dall'imprenditore veneto bruno zago, nel settore dal 1973, e che quest’anno ha dato nuova vita a oltre 1 milione di tonnellate di carta da macero diventata preziosa materia prima, con una importante crescita a dispetto delle 800.000 tonnellate del 2010.

con le sue 19 aziende distribuite in 7 regioni e i suoi oltre 1000 dipendenti, pro-gest gestisce l'intero ciclo produttivo della carta, utilizzando al 100% cellulosa da riciclo. un "impero" che in numeri è tradotto in un fatturato di 300.000.000 euro e che si concretizza in 800.000.000 mq di cartone ondulato prodotto, in 1.500.000.000 di imballaggi prodotti e in 10.000 tonnellate di prodotti tissue trasformati.

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, mobilità, rifiuti, Scienza, tecnologia, trasporti

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4 novembre 2011 - 12:36

energia. efficienza. pare (pare) che venga ridotto l'incentivo del 55%. caldaie e infissi al 41%?

non ho avuto dettagli se non questi.

a quanto ho capito, nel maxiemendamento di stabilità di cui scrive anche il sito web del sole 24 ore (clicca qui per leggere l'articolo sulla bozza su cui lavora il governo) verrebbero ridotti gli incentivi del 55% all'efficienza nell'edilizia, e che l'incentivo venga rimodulato secondo le diverse tecnologie.

il beneficio fiscale scenderebbe forse al 41% per cambiare finestre e caldaie e al 52% per gli isolamenti dal calore.
sarebbero inaspriti i tetti di spesa e ci sarebbe una burocrazia scoraggiante.

stamattina ha protestato con un comunicato fabrizio vigni (il presidente degli ecodem, cioè l'associazione ecologista dei politici progressisti): "un grave errore", dice.

ti aggiornerò quando saprò qualcosa di nuovo.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili

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1 novembre 2011 - 0:32

edison + edipower. ultimora. questa la decisione a2a. centrale per centrale, come si spartisce la torta.

alle 23,57 la società milanese a2a ha diramato il comunicato.

il comunicato dice che il consiglio di gestione di a2a, presieduto da giuliano zuccoli, ha esaminato le linee guida per la continuazione delle negoziazioni con edf, linee guida che sono state condivise la settimana scorsa tra il management di a2a, delmi ed edf in relazione a edison ed edipower.

ora i principali aspetti industriali dell’operazione prospettata.

 

scissione di edipower

a2a e iren deterranno gli impianti idroelettrici di mese e udine;

edison deterrà gli impianti termoelettrici e l’impianto ad acqua fluente di tusciano;

acquisizione da parte di edf del 100% di proprietà di a2a della società che detiene l’impianto turbogas a ciclo combinato di gissi, che verrà successivamente integrato in edison;

opzione call in favore di delmi su 250 megawatt di asset eolici di edison al fair value, esercitabile a tre anni e pagabile in azioni edison valutate a fair value;

opzione call esercitabile ad un anno in favore di delmi (o soggetti da essa designati) sulle quote di minoranza detenute da edison delle società proprietarie degli impianti idroelettrici nelle province di trento e bolzano;

disponibilità di a2a a negoziare contratti di approvvigionamento di gas con edison al fine di creare sinergie tra le due realtà industriali;

opzione call esercitabile a tre anni in favore di edf sulla partecipazione, pari al 50%, detenuta da a2a nella società che detiene l’impianto a ciclo combinato di scandale.

 

questi i principali elementi della riorganizzazione azionaria di edison

scissione di tde, ad esito della quale edf e delmi riceveranno la metà delle attività e passività di tde; a seguito della scissione, edf e delmi deterranno rispettivamente il 50% circa e il 31% circa delle azioni ordinarie di edison;

stipula di un nuovo patto parasociale tra edf, a2a e delmi che preveda diritti di governance per delmi a protezione del proprio investimento (con particolare riferimento, tra l’altro, alle operazioni tra parti correlate).
è previsto che il presidente di edison sia italiano.

opzione put di delmi nei confronti di edf sul 100% delle azioni edison detenute da delmi: 75% delle azioni edison detenute da delmi a fair value, esercitabile a 3 o 5 anni, nel caso in cui non ci sia un miglioramento della liquidità del titolo edison e in ogni caso sul 25% delle azioni edison detenute da delmi esercitabile a 3 anni a un prezzo determinato attraverso una formula basata sull’ebitda di edison e un multiplo derivante da un campione di società italiane comparabili.

 

l’implementazione delle operazioni, di cui edison sarà parte, necessiterà dell’approvazione degli organi societari di edison secondo le disposizioni di legge.

il completamento dell’operazione è in ogni caso soggetto alla conferma da parte di consob circa l’applicabilità, in caso di opa obbligatoria, della metodologia di determinazione del prezzo del titolo edison pari alla media dei 12 mesi precedenti.

il consiglio di gestione di a2a ha approvato all’unanimità le linee guida e ha conferito i poteri per il proseguimento dei negoziati sulla base di quanto sopra descritto e subordinatamente all’approvazione da parte del consiglio di sorveglianza.

in attesa dell'approvazione delle linee guida per la negoziazione da parte del consiglio di sorveglianza di a2a e del consiglio di amministrazione di delmi, il patto parasociale vigente tra a2a, delmi e edf è stato prorogato fino a venerdì 4 novembre alle ore 12; nel caso in cui il consiglio di sorveglianza di a2a e il consiglio di amministrazione di delmi approvino le suddette linee guida, a2a, delmi e edf prevedono di estendere ulteriormente tale patto parasociale sino al 30 novembre 2011 al fine di negoziare accordi vincolanti in conformità con tali linee guida.

dal punto di vista industriale, l'operazione rafforzerà significativamente la posizione di a2a e degli altri azionisti di delmi nel settore delle rinnovabili.

 

la base di asset rinnovabili che potranno essere trasferiti ad a2a o agli altri azionisti di delmi nel contesto dell'operazione, include circa 640 megawatt relativi agli impianti idroelettrici di mese e udine con concessioni in scadenza nel 2030, la piena proprietà delle società idroelettriche ad oggi partecipate da edison e operanti nelle province di bolzano e trento, nonché 250 megawatt di asset eolici.

inoltre, a2a e gli altri azionisti di delmi, mantenendo una partecipazione in edison, beneficeranno con edf e gli altri azionisti di edison della migliorata base industriale e delle prospettive della società.
in caso di esito positivo dell'operazione, edison vedrà infatti significativamente incrementata la propria capacità di generazione di energia elettrica da impianti a gas a ciclo combinato e beneficerà di una posizione gas più bilanciata.

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Categorie: energia, fonti rinnovabili

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31 ottobre 2011 - 12:33

energia ed efficienza. nuove linee guida ai certificati bianchi. incentivi anche ai piccoli.

maggiori ritorni in efficienza con incentivi più equilibrati per chi investe: in particolare viene garantito il riconoscimento dei progetti basati su tecnologie più strutturali, ossia in grado di generare per molti anni risparmi energetici ed economici a favore dei consumatori e del paese.
si collocano in questa prospettiva le nuove linee guida per i titoli di efficienza energetica (tee), o certificati bianchi, introdotte dall’autorità dell’energia attraverso una revisione complessiva della regolazione tecnica di settore.

i "certificati bianchi" o "titoli di efficienza energetica" sono uno strumento di mercato che ha preso avvio nel gennaio 2005 per promuovere l'efficienza e il risparmio negli usi finali dell'energia.
in particolare, servono per certificare il raggiungimento degli obiettivi di risparmio che le imprese distributrici di energia elettrica e gas devono conseguire attraverso interventi e progetti per accrescere l'efficienza energetica dei loro clienti.
dall’avvio del meccanismo, la regolazione tecnica ed economica del meccanismo e la sua gestione complessiva sono affidate all'autorità dell'energia, che valuta i progetti con l'aiuto dell'enea.
l'autorità dell'energia certifica i risparmi energetici ottenuti e autorizza il gestore del mercato elettrico (gme) ad emettere i "certificati bianchi" in quantità pari ai risparmi certificati.
questi certificati sono come "azioni" date alle aziende di distribuzione di elettricità e gas (quelle che per noi sono "l'azienda della luce" e "del gas"), alle società controllate dai distributori di energia, alle società operanti nel settore dei servizi energetici e ai maggiori consumatori di energia che hanno un energy manager.
per dimostrare di aver raggiunto gli obblighi di risparmio energetico e non incorrere in sanzioni dell'autorità, i distributori devono consegnare annualmente all'autorità un numero di titoli equivalente all'obiettivo obbligatorio.

le linee guida sono lo strumento di regolazione principale del sistema, poiché indicano i criteri su cui impostare le attività di presentazione delle richieste di verifica e certificazione dei risparmi energetici conseguiti grazie ai progetti da loro realizzati; calcolo dei risparmi energetici conseguiti da tali progetti; certificazione dei risparmi tramite emissione di corrispondenti titoli di efficienza energetica.

l’intervento dell’autorità nasce dall’esigenza di adeguare il sistema alle strategie definite nei piani nazionali per le fonti rinnovabili e per l’efficienza, pubblicati dal governo per delineare una strategia di raggiungimento degli obiettivi del cosiddetto pacchetto energia-clima 20-20-20.

le nuove linee guida valorizzano l’esperienza maturata nei primi sei anni di funzionamento del meccanismo e adeguano la regolazione ai mutamenti del quadro normativo di riferimento.

le novità introdotte, che entreranno in vigore il 1° novembre, consentiranno, fra l’altro, di accrescere la disponibilità di tee, incrementando la liquidità e l’offerta.

tre le principali novità, l’viene introdotto un coefficiente di durabilità (coefficiente tau) che consente di riconoscere un numero maggiore di tee ai progetti in grado di generare risparmi energetici nel corso di molti anni. in particolare: fino a oggi il meccanismo ha contabilizzato e incentivato i risparmi energetici prodotti da qualsiasi tipo di intervento per un numero di anni “convenzionale” (cosiddetta “vita utile” dell’intervento o periodo di diritto al rilascio dei certificati bianchi) ed è, nella gran parte dei casi, inferiore alla “vita tecnica” effettiva delle tecnologie installate.
gli interventi che generano risparmi energetici per un numero di anni superiore a quello “convenzionale” sono stati quindi penalizzati nella misura in cui non si è tenuto conto di tutti i risparmi che sono in grado di generare nell’arco della loro vita tecnica;

l’applicazione del coefficiente di durabilità consente così di superare tale limite.
i risparmi incentivati rimangono comunque solo quelli addizionali, ossia quelli relativi all’istallazione di tecnologie più efficienti di quelle mediamente diffuse nel mercato o che rispettano gli standard di efficienza obbligatori per legge.

un ulteriore novità è che potranno essere incentivati anche i progetti di dimensioni contenute.
l’ammissione al rilascio dei titoli sarà possibile anche per progetti di taglia molto inferiore a quanto avvenuto fino ad oggi, con decurtazioni variabili tra il 20% e il 93%.

per stimolare lo sviluppo di una offerta qualificata di servizi energetici, con le nuove linee guida l’autorità prevede inoltre di pubblicare sul sito internet informazioni aggiuntive in relazione alle società di servizi energetici che hanno ottenuto i tee includendo, in particolare, informazioni relative agli ambiti d’intervento e all’eventuale ottenimento della certificazione di esco ai sensi della recente norma tecnica uni-cei 11352.

si prevede di portare a termine gli approfondimenti effettuati sino ad oggi, finalizzati all’introduzione di eventuali agevolazioni per progetti realizzati in base ad accordi contrattuali che prevedono la garanzia del risultato e beneficio del consumatore finale, inclusa una maggiore valorizzazione dei risparmi energetici ad essi associati.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili

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30 ottobre 2011 - 9:03

fotovoltaico. quarto conto energia. dal gse al via la seconda "finestra" del registro.

dal 1° al 30 novembre, come previsto dal decreto ministeriale del 5 maggio 2011, si aprirà un nuovo periodo di iscrizione al registro informatico del gestore dei servizi energetici per i “grandi impianti fotovoltaici”, riferito al primo semestre dell’anno 2012.

la graduatoria dei grandi impianti, rientranti nel limite di costo, è formata applicando, in ordine gerarchico, i criteri di priorità previsti dal decreto utilizzando i dati e le informazioni secondo le dichiarazioni previste dal dpr 445/00, della cui correttezza e veridicità chi dichiara assume piena responsabilità.

i soggetti responsabili dovranno usare la massima attenzione nel caricamento sul registro informatico dei dati, con particolare riferimento a quelli che determinano la posizione in graduatoria.

il gse analizzerà in dettaglio la documentazione presentata a corredo delle richieste di iscrizione al registro risultate, sulla base dei menzionati criteri di priorità, potenzialmente ammissibili alla graduatoria, fino a concorrenza del limite di costo di 150 milioni di euro.

il mancato inserimento dei documenti necessari ai fini dell’iscrizione non potrà essere sanato con il successivo invio di documentazione integrativa, né saranno tenute in considerazione richieste di iscrizione al registro inviate al gse avvalendosi di modalità diverse dall’inserimento dei documenti nel portale informatico.

nei 15 giorni successivi alla chiusura della seconda finestra temporale del registro, il gse pubblicherà la graduatoria degli impianti rientranti nei limiti di costo.

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Categorie: energia, fonti rinnovabili

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25 ottobre 2011 - 19:38

strasburgo, polemiche sulle tasse europee per l'energia. retroscena.

il 19 ottobre la commissione industria-ricerca-energia (itre) del parlamento europeo di strasburgo ha discusso il parere dell’onorevole béla kòvacs (ungheria, gruppo misto) sulla proposta di revisione della direttiva sulla tassazione energetica presentata dalla commissione europea e sulla quale ha competenza la commissione economia.

la proposta non è in co-decisione e il parlamento ha soltanto un ruolo consultivo.

il relatore ha assunto una posizione difensiva su tutta la linea e ritiene che la proposta sia inaccettabile.
secondo il relatore, la nuova tassazione proposta violerebbe il principio di sussidiarietà andando a interferire sulla scelta del proprio energy mix da parte degli stati membri.
inoltre, sarebbe un duro colpo alla competitività dell’economia europea in termini di perdite di occupazione e aumento dei costi dei combustibili per i consumatori europei.

più possibilisti e aperti al dialogo sono sembrati i deputati degli altri partiti politici, tra i quali il partito liberale democratico europeo alde, che si è espresso a favore delle misure proposte dalla commissione.

nel partito popolare sono state invece espresse forti critiche da parte del tedesco markus pieper, soprattutto riguardo alla parità di tassazione dei combustibili.

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20 ottobre 2011 - 20:24

energia. fotovoltaico. leggi il dossier delle imprese con i dati (anche quelli "scomodi")

«basta attacchi strumentali al settore del fotovoltaico, gli incentivi per le energie rinnovabili sono un investimento e non un costo».

così ha detto stamattina valerio natalizia, presidente del gifi, gruppo imprese fotovoltaiche italiane, che fa parte dell’anie (la federazione confindustriale delle aziende elettriche ed elettroniche), nel corso della presentazione di un dossier sul settore dell’energia solare.

clicca qui per scaricare la "monografia su benefici del fotovoltaico" ricco di dati e di tabelle (1,9mb in formato pdf)

venerdì sul quotidiano cartaceo il sole 24 ore potrai leggere un mio articolo più esteso su questo argomento, compresi la questione dell'articolo 47 del decreto sviluppo, le ipotesi di cambiare gli incentivi secondo l'area in cui si trovano gli impianti, i negoziati per dare al settore fotovoltaico una rappresentanza unica e coordinata tra le diverse associazioni.

«questo dossier sui costi e benefici del fotovoltaico – ha spiegato claudio gemme, presidente dell’anie – conferma l’importanza di un settore fortemente in crescita per lo sviluppo del sistema energetico in italia».

nel dossier del gifi si enuncia che il costo del sistema di incentivazione del settore fotovoltaico nel 2010 è stato di 826 milioni, un valore modesto se paragonato agli oneri "a3" complessivi pagati in bolletta dai consumatori per un totale di quasi 6 miliardi l’anno, e soprattutto se paragonati agli investimenti in tecnologia fotovoltaica di origine prevalentemente privata stimolati nell’anno 2010 pari al oltre 10 miliardi di euro. gli introiti per il fisco generati da tutti i componenti della filiera fotovoltaica ammontano a quasi 4 miliardi di euro nel solo 2010.

il vertice del gifi ha anche smantellato l’accusa di essere, per colpa degli incentivi, i protagonisti di un forte rincaro della bolletta elettrica.
«incidiamo solo per 1,5 % – ha precisato nataliza – e sono incentivi a tempo. presto andremo a regime e il settore fotovoltaico sarà completamente autonomo, solo così potremo stare sul mercato italiano e  internazionale altrimenti lasceremmo campo libero alle imprese cinesi e tedesche».

il settore fotovoltaico ha dato lavoro ha più di 20.000 persone, soprattutto giovani e donne. inoltre il 70% del reddito generato dalla filiera industriale fotovoltaica rimane in italia.

clicca qui per scaricare la "monografia su benefici del fotovoltaico" ricco di dati e di tabelle (1,9mb in formato pdf)

venerdì sul quotidiano cartaceo il sole 24 ore potrai leggere un mio articolo più esteso su questo argomento, compresi la questione dell'articolo 47 del decreto sviluppo, le ipotesi di cambiare gli incentivi secondo l'area in cui si trovano gli impianti, i negoziati per dare al settore fotovoltaico una rappresentanza unica e coordinata tra le diverse associazioni.

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