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Jacopo Giliberto

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29 novembre 2011 - 16:18

scienza. sorpresa. la calabria non sta girando in senso orario. invece si frantuma.

corrrbézzoli!
se tu pensavi che la calabria stesse girando su sé stessa in senso orario, come fa la bottiglia nel gioco della bottiglia, come da decenni asseriscono geologi, geofisici e vulcanologi, ebbene devi ricrederti.

la calabria invece si sta frantumando.
in parte gira nel senso delle lancette dell'orologio, ma in parte ruota contromano.

come spiega l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (ingv), gli studi condotti negli ultimi vent'anni sembravano mostrare che la calabria si sia comportata come un unico blocco rigido che aveva subito una rotazione oraria tra i due e un milione di anni fa.

invece sono stati osservati blocchi a rotazione antioraria che smentiscono questa tesi.
il quadro generale dello scontro fra la placca africana e quella europea è molto più complesso di quanto si possa immaginare.

in realtà proprio in corrispondenza delle nostre regioni meridionali, la semplificazione delle due placche che si scontrano non è più soddisfacente, poiché i geofisici hanno potuto individuare e descrivere una molteplicità di microplacche con movimenti e interazioni particolari.
il puzzle diventa ancora più sfaccettato nella regione calabra, dove, grazie a una ricerca recente condotta da fabio speranza e patrizia macrì (ingv roma) assieme a colleghi dell'università di padova ("paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane: consequences of slab breakoff on orogenic wedge tectonics") e pubblicata dalla rivista "geological society of america bulletin", si è potuto scendere in dettagli sinora sconosciuti.

(solo per geofisici, per masochisti, per insonni o per le persone che assommano le tre caratteristiche) clicca qui per scaricare lo studio "paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane" (1,7mb in formato pdf)

nell'area collinare compresa tra le cittadine di crotone e catanzaro, sulle splendide coste del mar ionio, sono stati individuati grazie a rilievi paleomagnetici quattro blocchi di crosta terrestre che hanno subito distinti movimenti rotazionali.
due di essi hanno subito una rotazione antioraria avvenuta negli ultimi 1,2 milioni di anni, altri due una rotazione oraria.

è la prima volta che sono stati identificati blocchi a rotazione antioraria nella calabria, che in base a vari altri studi paleomagnetici sembrava aver ruotato in senso orario come un unico blocco rigido tra 1 e 2 milioni di anni fa.

a fabio speranza, primo firmatario del lavoro, abbiamo chiesto:

in che cosa consistono le indagini paleo magnetiche che vi hanno condotto a ricostruire in modo così dettagliato i movimenti di questa parte della calabria?

per effettuare il nostro studio abbiamo preso molti campioni di rocce nella zona di crotone, e quindi ne abbiamo misurato la direzione di magnetizzazione nel laboratorio di paleomagnetismo dell'ingv di roma, principale laboratorio italiano ed uno dei migliori a livello mondiale. le rocce quando si formano registrano (tramite minerali magnetici che si comportano come minuscole bussole) la direzione del campo magnetico terrestre, che sappiamo essere mediamente diretta verso il nord geografico. se la direzione di magnetizzazione che misuriamo oggi nei campioni non è più diretta verso il nord, vuol dire che quel blocco crostale è stato ruotato dopo che i sedimenti da noi analizzati si sono deposti. il paleomagnetismo già negli anni '60 del secolo scorso ha rappresentato una delle principali prove a supporto della teoria della tettonica a placche, perché ha mostrato che tutte le principali placche del pianeta hanno ruotato e si sono mosse nel corso dei milioni di anni.

i movimenti da voi ricostruiti, sono tuttora in atto o si sono esauriti nel recente passato geologico, e quando in particolare?

i movimenti da noi ricostruiti sono molto recenti, perché sono stati osservati su sedimenti che hanno solo 1.2 milioni di anni, un tempo geologicamente molto recente. questo ci fa ipotizzare che queste rotazioni possano essere ancora attive oggi, e legate ad alcune faglie trasversali che stanno ulteriormente frammentando la "microplacca" della calabria.

come si giustifica questa discordanza in un quadro generale che vede lo "stivale" della penisola italiana muoversi verso i balcani con una prevedibile chiusura del bacino adriatico?

già sapevamo in realtà da altri studi geofisici che la parte della penisola italiana che si muove verso i balcani non comprende la calabria, che ha un movimento più complesso e si muove in parte verso lo ionio. il nostro studio mostra che anche all'interno della calabria non c'è un movimento omogeneo. è la dimostrazione ulteriore che il mediterraneo è un vero puzzle, composto di "tessere" crostali anche piccolissime, che probabilmente non abbiamo ancora identificato del tutto.

(solo per geofisici, per masochisti, per insonni o per le persone che assommano le tre caratteristiche) clicca qui per scaricare lo studio "paleomagnetic evidence for a post-1.2 ma disruption of the calabria terrane" (1,7mb in formato pdf)

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Categorie: ecologia e ambiente, Giochi, Scienza, storia

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10 ottobre 2011 - 15:20

il cimento di adottare una parola abbandonata. adottane una anche tu.

sono esterrefatto ma non stupìto. tendo a tergiversare senza però detergere in profondità. e ciò è esecrabile per le mie ghiandole endòcrine.

non sono parole in libertà come lo zzzang zzang tumb tumb di marinetti. sono termini (esterrefatto, tergiversare, esecrabile) che molte persone non capiscono più.
parole che la selezione artificiale del darwinismo lessicale sta portando all'estinzione.

sono migliaia e migliaia le parole di una delle lingue più ricche, antiche, nobili e interessanti del mondo che rischiano di scomparire.
per questo motivo la società dante alighieri, insieme con i quattro maggiori vocabolari italiani (devoto oli, garzanti, sabatini coletti e zingarelli), ha lanciato una grande campagna:

adotta anche tu una parola abbandonata.

ci sono parole ormai solitarie che cercano un compagno, un custode, un amico.
tranne me e pochi coraggiosi, gli italiani hanno dimenticato la riccheza di cinabro (è una varietà di rosso), schipetaro (albanese), etimasia (un tema tipico delle raffigurazioni bizantine) o draghinassa (lo sciabolone da marina che si vede impugnato dai pirati dei fumetti).

un'idea simile è stata sviluppata anche in spagna e gran bretagna, e ora l’italia lancia una campagna per la salvezza della sua lingua, per sensibilizzare a un uso corretto e consapevole delle parole, per favorire una conoscenza più ampia del lessico, per tenere sotto controllo l’uso di alcuni termini, e per promuovere la varietà espressiva nel mondo della comunicazione globale.

come adottare una parola?
sul sito web della società dante alighieri c'è la pagina delle adozioni nella quale trovi la lista delle parole in via di estinzione.
si sceglie la parola prediletta, cliccando; c'è una registrazione al sito web; se la parola scelta è senza genitore adottivo, viene assegnata a chi ne fa richiesta.

c'è anche il certificato elettronico di assegnazione.
l'adozione vale un anno.

clicca qui per scaricare la scheda informativa su "adotta una parola"

la società dante alighieri è stata fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da giosue carducci e oggi è una onlus.
il suo scopo primario, come dice l’articolo 1 dello statuto sociale, è “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.
per conseguire queste finalità, la dante alighieri si affida all’aiuto costante e generoso di oltre 500 comitati, di cui più di 400 attivi all’estero.

al dunque: anche io ho scelto una parola da salvare.

e la mia parola - dopo lunga indecisione - è cimento.
cimento non ha niente a che vedere con calcestruzzi e malte.
significa impegno.

in famiglia "cimento" è sempre stata usata come una parola normale, non mica una parola stravagante, e mi stupisce lo stupore degli altri quando uso questa parola.

non mi sembra strana. c'era l'accademia del cimento, e antonio vivaldi raccolse alcuni suoi concerti nella serie del cimento dell'armonia e dell'invenzione.
insomma, per me "cimento" era una parola come un'altra: una parola normale alla stregua di "rotondo", di "salsa" o di "dolorante".
e sono sbigottito quando l'ho letta tra le parole orfane da adottare.

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31 agosto 2011 - 20:05

ambiente. l'adidas si unisce con puma e nike nella sfida contro l'inquinamento. le magliette tossiche.

l'adidas, il secondo produttore al mondo di articoli sportivi, risponde alla campagna detox di greenpeace, impegnandosi a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose in tutta la sua filiera produttiva e nei prodotti entro il 2020.

questo impegno arriva a sole sette settimane dalla pubblicazione del rapporto di greenpeace “panni sporchi”, rapporto che rivela l’esistenza di relazioni commerciali tra alcuni dei maggiori brand di abbigliamento – tra cui puma, adidas e nike – e aziende produttrici responsabili per il rilascio di sostanze tossiche inquinanti nei fiumi cinesi.

un secondo rapporto, pubblicato la settimana scorsa, intitolato “panni sporchi 2”, ha aggiunto prove che sostanze chimiche persistenti nell’ambiente, bioaccumulanti (cioè che si accumulano lungo la catena alimentare) e capaci di alterare il sistema ormonale dell'uomo, come il nonilfenolo, vengono usate nel processo di manifattura da più di 14 marchi internazionali, tra cui kappa, h&m e abercrombie&fitch.

su 78 articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati da greenpeace in 18 differenti paesi in tutto il mondo, fra cui anche l’italia, risultava che 52 prodotti appartenenti a 14 marche (abercrombie, adidas, calvin klein, converse, g-star raw, h&m, kappa, lacoste, li ning, nike, puma, ralph lauren, uniqlo e youngor) sono risultati positivi al test sui nonilfenoli etossilati (npe).
questi composti, usati anche nell’industria tessile, una volta rilasciati nell’ambiente si trasformano in una sostanza pericolosa, il nonilfenolo (np).
il nonilfenolo è persistente perché non si degrada facilmente, bioaccumulante perché si accumula lungo la catena alimentare e può alterare il sistema ormonale dell’uomo anche a livelli molto bassi.

«l’impegno di adidas per una politica di “scarichi zero” dimostra il riconoscimento che non esistono “livelli sicuri” e che solo la totale eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dalla sua filiera produttiva può fare la differenza. ora attendiamo che i tre più grandi brand sportivi trasformino le loro promesse in piani concreti e in grado di apportare cambiamenti reali lungo tutta la filiera tessile», afferma vittoria polidori, responsabile della campagna inquinamento di greenpeace.

in particolare, l'adidas promette anche alcune azioni molto specifiche e immediate, inclusa l'eliminazione graduale dei nonilfenoli etossilati basata su un approccio che non tollera "livelli sicuri" e l’impegno a lavorare su tutta la sua catena di fornitura.
l'adidas ha anche accettato di rispettare il “diritto di sapere” per garantire la piena trasparenza sull’utilizzo delle sostanze chimiche rilasciate dai fornitori.
ha inoltre esplicitamente dichiarato il suo impegno a sviluppare un approccio trasversale, in aggiunta al piano aziendale.

altri marchi dell’abbigliamento si sono pubblicamente impegnati nella sfida "detox", tra cui lacoste , g-star raw , uniqlo e la marca sportiva cinese li ning.

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Categorie: ecologia e ambiente, Giochi

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25 agosto 2011 - 17:27

miss peeling chimico eletta miss chirurgia estetica. foto. purtroppo è tutto vero.

non ho parole. pensavo di avere visto tutto.

un'imprenditrice pesarese di 45 anni, sabrina c., la nuova miss chirurgia estetica 2011, eletta ieri sera al beach cafè di riccione.

Miss chirurgia 
alla giuria di esperti, guidati da un gruppo di chirurghi estetici, si è dichiarata rifatta al naso, grazie a un perfetto intervento di rinoplastica.

sportiva con l'hobby del fitness (insegna in palestra da vent'anni), alta 1,70, capelli castano scuro e occhi verdi, sabrina - arrivata a riccione con la fascia di miss peeling chimico - ha vinto la terza edizione del titolo sfilando come le altre concorrenti prima in abito da sera, poi in costume da bagno.

durante la serata sono state assegnate anche altre fasce:

angela pradella, di mirandola (modena), è miss siliconata;
mirella mazzotti, di bologna, miss lifting generale viso;
cristina roncalli, di malgrate (lecco), miss botulino;
luisa livatino, di milano, miss blefaroplastica;
mary piscitelli, di novara, miss rinoplastica;
franca salerno, di milano, miss plastica lipolifting;
sonia martines, di napoli, e claudia fambrini, di camaiore, miss mastoplastica additiva;
maria costanza melandri, di ravenna, miss profiloplastica ai piedi;
marcella moreno, di riccione, miss misonorifattatantevolte.

documentandomi su questo concorso di bellezza, ho scoperto che nell'edizione del 2010 fu messa a concorso anche l'innovativa sezione vaginoplastica.

 

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Categorie: Giochi, Scienza, società, Sport, Televisione

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