House Ad
House Ad
  • Agorà
  • Nóva100
Jacopo Giliberto

Correnti di Jacopo Giliberto

RSS Feed

mobilità

11 maggio 2013 - 20:52

evoluire.

sul corriere di oggi, nell'articolo dedicato all'incidente terribile dell'altra notte nel porto di genova, la compagnia armatrice messina spiega che la nave jolly nero evoluisce nel bacino di evoluzione.

proprio cosi.

l'evoluzione è l'atto, la conseguenza, dell'evoluire.

la lingua italiana - come tutte le lingue del mondo - si evoluisce nel tempo.
così come evoluiamo noi, persone, ed evoluisce la società.

è un processo inarrestabilizzabile.

Permalink Commenti (1)

Categorie: infrastrutture, mobilità, società, storia, trasporti

facebook twitter ok notizie

8 maggio 2013 - 11:48

tragedia di genova. lettera oltraggiosamente privata di un burocrate.

stamattina ho ricevuto questa lettera oltraggiosamente privata del direttore di un ministero.

violando la riservatezza, la pubblico.
violando i luoghi comuni sui dipendenti statali, sui grigi burocrati.

la tragedia nel porto di genova.

 

la botta è forte e sono un po' piegato.

erano ragazzi, nostri ragazzi con i quali chissà quante volte ho parlato...

magari incazzandomi o anche brontolando...

credo che la sobrietà debba prevalere, ovviamente: il dolore è dolore e, per ora, non
è razionale.

lì dentro poteva esserci uno di noi, uno dei miei, uno di quelli che ancora lavorano senza alibi né farsi domande, convinti che il lavoro pubblico, che il lavorare per gli altri sia una scelta di vita, un impegno da onorare quotidianamente.

come è successo al giglio, con funzionari partiti appena accaduta la tragedia con i soldi propri presi al bancomat, con le proprie automobili e che poi, dopo mesi, non si sono visti neanche risarcire le missioni per mancanza di adeguate motivazioni, timbri e ceralacche...

erano nostre donne e uomini (le capitanerie), funzionari dello stato al cambio della guardia alla torre vts (il sistema del controllo del traffico marittimo per prevenire incidenti e gli inquinamenti del mare).
è come se un aereo in manovra avesse abbattuto la torre di controllo.

personalmente, c’è il muto dolore per quanto accaduto. sui dettagli della tragedia rimanderei ogni giudizio alle indagini avviate: chi più delle capitanerie di porto saprà valutare gli avvenimenti? sempre personalmente credo sia da valutarsi anche l'ipotesi di una tragica fatalità (non è la tecnologia che supera il lavoro delle donne e degli uomini): intorno alla nave c'erano in manovra 2 (due) rimorchiatori... (perché di più non ce n'entravano), e pare che messa la retromarcia per accostarsi alla banchina non sia entrata la "marcia avanti", un'avaria alla macchina.

lì, se non erro, si fanno quattordicimila manovre analoghe l'anno. non è mai successo nulla. naturalmente non è, né può essere, l'alibi. ora vedremo i problemi e le risposte.

torre messa troppo vicino alla banchina?
avaria dei motori?
imperizia?

occorre sapere aspettare con la pazienza che non ci manca mai, perché crediamo nello stato libero e democratico che funziona e che opera nell'interesse generale, in silenzio.

scusate.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, infrastrutture, mobilità, società, tecnologia, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie

29 gennaio 2013 - 23:27

ambiente e mare. perché una volta le spiagge erano impeciate da catrame.

chi ha i capelli grigi (e io, li ho) ricorda che fino agli
anni ’70-‘80 le spiagge e gli scogli in riva al mare erano sempre incatramati da gromme di bitume orrendo.

oggi il fenomeno è quasi scomparso.

il catrame c’è ancora, ma è una vera rarità da intenditori.

perché sono spariti (o quasi) dai mari i gromulchi di
bitume? da dove venivano?

le petroliere erano a scafo unico. le pareti delle cisterne erano direttamente lo scafo. petrolio dentro, mare aperto fuori, separati dalla parete d’acciaio.

quando scaricavano il greggio a genova marsiglia gela marghera, vuotandosi diventavano leggere e altissime.

così alte e vuote, le petroliere dopo lo scarico del petrolio erano difficili da gestire, squilibrate, se c’era un po’ di mare agitato o un fastidioso vento di traverso.

quindi, uscite dal porto di consegna del petrolio, per appesantirsi e stabilizzarsi le petroliere riempivano di acqua di mare le  cisterne, in modo da zavorrare la nave durante il viaggio di ritorno verso il porto dove caricare altro greggio.

ma al porto petrolifero di carico, per poter prendere nuovo greggio, bisognava avere le cisterne vuote. e si vuotavano in viaggio.

lungo il tirreno o l’adriatico le cisterne venivano vuotate
dall’acqua sporca e dal petrolio, lasciando dietro la poppa decine di chilometri di scia bitumosa.

i residui che restavano sul fondo delle cisterne venivano scrostati e messi in fusti d’acciaio che, oplà, finivano in mare (quest’operazione in genere si svolgeva zigzagando a sud di malta).

ogni viaggio un lavaggio.

 

Petroliera in uscita sul canale marghera malamocco

con le petroliere a doppio scafo di oggi, tra la cisterna e lo scafo c’è un’intercapedine.

l’acqua di zavorra non entra mai nelle cisterne del greggio.

è “segregata” nell’intercapedine e non tocca il petrolio.

per bilanciare la nave, entra acqua di mare pulita, esce acqua di mare pulita.

qualcuno a volte lo fa ancora e impecia spiagge e scogli.
qualche bettolina vecchia. qualche piccola petroliera che arriva da paesi remoti.

ma è una rarità.

il problema è più forte con le navi chimichiere. quando cambiano il tipo di prodotto che viene caricato nelle cisterne, devono togliere ogni traccia del prodotto chimico precedente.

i noleggiatori più attenti (e sono molti) preferiscono usare una sola nave chimichiera per il trasporto di una sola tipologia di sostanza, sempre la stessa. cioè dedicano ogni nave a un solo tipo di prodotto. così non c’è bisogno di lavare le cisterne a ogni viaggio.

ma non tutti sono attenti e solerti.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, rifiuti, tecnologia, trasporti

facebook twitter ok notizie

19 ottobre 2012 - 6:56

arte. il naufragio della concordia in una mostra a new york

il naufragio dell'arte.

la costa concordia, la nave da crociera affondata in gennaio davanti all'isola del giglio (grosseto) e arrivata sulle cronache di tutto il mondo, è l'oggetto di un'istallazione artistica di thomas hirschhorn esposta alla galleria gladstone di new york.

la mostra personale di hirschhorn, artista bernese, si intitola concordia, concordia e consiste di un allestimento che riproduce - sulla base di filmati, testimonianze e fotografie - le condizioni della sala da gioco della nave dopo il ribaltamento sullo scoglio.

un'immagine dell'istallazione di hirschhorn dedicata alla costa concordia

secondo il recensore a.wilkinson, come riferisce il giornale newyorchese art observed, l'artista svizzero ha voluto raffigurare l'incertezza e la precarietà del nostro stile di vita e una lettura sociale del disastro contemporaneo.

metafora di un titanic della società.

l'istallazione ricorre a schemi che sono frequenti nell'arte di hirschhorn: la sovrabbondanza quasi barocca di oggetti raccolti dalla società dei consumi.
ma a differenza delle altre opere di hirschhorn, in genere interattive e accessibili al pubblico che vi può camminare attraverso, l'allestimento concordia, concordia è chiuso all'accesso, come se fosse la vetrina di un ovvèndo fallimentare eccessivo negozio del kitsch.

in questo caso è allestita - rovesciata su un fianco - una sala del casinò della nave, dalle pareti orpellosamente decorate.
il pavimento (anzi, la parete laterale della sala da gioco, che nel rovesciamento è diventata pavimento) è ingombro di piatti, libri ribaltati dagli scaffali, sedie, mobilio mediocremente piccoloborghese, giubbotti arancioni di salvataggio.
mescolate a questa sovrabbondanza, sparse, ecco le pagine di das kapital di carlo marx.
e alla parete, una riproduzione del famoso quadro del naufragio del medusa di géricault.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, arte, ecologia e ambiente, mobilità, rifiuti, società, storia, trasporti, Viagg

facebook twitter ok notizie

27 novembre 2011 - 23:11

tecnologia per l'ambiente. ecco le innovazioni sostenibili. e usabili.

“sostenibilità oggi”: città verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili.
questi i temi su cui si sono sfidate le 160 innovazioni che hanno partecipato all’undicesima edizione del premio all’innovazione amica dell’ambiente 2011, sostenuto da regione lombardia, fondazione cariplo, confindustria e camera di commercio di milano e fondazione symbola.

il premio all'innovazione ecologica è divenuto nel tempo un riconoscimento nazionale rivolto all´innovazione d’impresa in campo ambientale.
il premio richiedeva alle aziende di descrivere le innovazioni che si pongono l’obiettivo di contribuire a significativi miglioramenti orientati alla sostenibilità ambientale e che si segnalino per originalità e per potenzialità di sviluppo.

nord e lombardia ancora al comando, ma la green economy si diffonde in tutto il paese. la sorpresa di quest’anno sono le innovazioni del settore agricoltura.

questi i premiati e segnalati nelle quattro categorie di quest’anno (energie, agricoltura, mobilità e abitare):
boito manlio
coop centrale adriatica
enel green power
faam
filca cooperative
molinia agricola
pininfarina

queste, invece, le innovazioni che hanno meritato una segnalazione: consorzio casalasco, coop adriatica, dismeco, epson italia, genport, peugeot automobili italia, renault, tesa, eosolare, agricola salcheto.

 

i settori emergenti

nell’edizione di quest’anno è il settore dell’energia (efficienza e rinnovabili) a farla da padrona con il 49% delle innovazioni presentate. a dimostrazione di una tendenza di sviluppo di questo settore che ormai si dimostra consolidata.
il 22% dei progetti rientra nel settore dell’abitare, a parimerito i settori agricoltura (14%) e mobilità (15%).
è però proprio l’agricoltura la sorpresa di quest’anno e da qui arrivano i progetti più innovativi: ben due sono le innovazioni premiate e due quelle segnalate che arrivano da questo settore.
nella mobilità vincono le automobili che hanno puntato sul rispetto dell’ambiente e sulla riconversione.
mentre il settore dell’abitare ha puntato quest’anno principalmente sull’edilizia residenziale, a differenza della scorsa edizione dove i progetti presentati erano prevalentemente edifici di edilizia commerciale.

 

l'alta italia è in testa

per quanto riguarda la distribuzione geografica, il nord è sempre in testa alla classifica (68%) seguito a grande distanza dal centro (19%) e dal sud (13%). la lombardia si conferma ancora campione di innovazione, con 53 progetti (34%), seguita dall'emilia romagna con 22.
da notare che le innovazioni sono arrivate da 18 regioni su 20, segno che la green economy è ormai un fenomeno che interessa ogni area del paese, e una vera risposta alla crisi grazie alle imprese più lungimiranti, che, utilizzando nuove tecnologie, sono in grado di aprirsi a nuovi settori di mercato e realizzare una maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse, sviluppando anche organizzazioni e sistemi all’avanguardia.

 

che cos'è e come funziona il premio

la rivoluzione della sostenibilità riguarda l'energia ma non solo: una nuova civiltà agricola e industriale sta, infatti, sostituendo strutture e reti obsolete e le città si stanno evolvendo in villaggi urbani interconnessi dove si vive, ci si muove, si abita, ci si nutre e si comunica in modo sempre più indipendente dal petrolio e dove è migliore la qualità della vita.

alla premiazione, che si è tenuta nella sala pirelli nella sede della regione lombardia, hanno partecipato: vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente, andrea poggio, presidente fondazione legambiente innovazione, ermete realacci, presidente fondazione symbola, marcello raimondi, assessore ambiente, energia e reti, regione lombardia, paolo gualtamacchi, camera di commercio di milano, alberto meomartini, presidente assolombarda, massimo beccarello, confindustria.
ha condotto la premiazione filippo solibello, conduttore di caterpillar.

ideato da legambiente, il premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente.
al premio partecipano imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. i vincitori avranno diritto all'uso del logo “innovazione amica dell'ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al “cigno” di legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno.

sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1.500 progetti candidati nelle passate edizioni.

 

i commenti

“il successo di partecipazione al nostro premio ci onora – ha detto andrea poggio, vicedirettore nazionale di legambiente - abbiamo puntato sullo sviluppo delle rinnovabili (quest’anno l’italia è uno dei primi mercati al mondo), ma la vera sorpresa è venuta dall’agricoltura: l’anno scorso a tirare era stata l’edilizia innovativa. oggi sostenibilità non è più sinonimo solo di pannello solare, ma di un’economia nuova che si sta spostando dalla crescita dei consumi alla speranza di una qualità duratura della vita”.           
“le performance di successo – commenta vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente  – testimoniano la vitalità della green economy italiana e ci sollecitano a promuovere e a sostenere sempre con maggiore convinzione le aziende che investono in innovazione, efficienza e qualità ambientale. questa è la ricetta per lo sviluppo futuro del paese. l’energia verde e la sostenibilità delle produzioni rappresentano le chiavi giuste per uscire dalla crisi che attanaglia la società attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei consumi e dell’inquinamento, la valorizzazione dell’ingegno italiano. questo processo virtuoso potrà continuare se anche l’attuale governo assumerà tra le sue priorità lo sviluppo dell’economia sostenibile attraverso precise e innovative politiche nei settori dell’edilizia, della mobilità, dell’efficienza energetica, della chimica moderna”.
“in un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto ermete realacci, presidente fondazione symbola – la green economy è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide, l’economia italiana. una prospettiva che nel nostro paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. le realtà che abbiamo incontrato sono un esempio tangibile delle migliori energie che l’italia possiede e che possono rappresentare una leva per guardare con più fiducia al futuro”.
“siamo contenti di aver contribuito anche quest’anno all’iniziativa di legambiente, con cui condividiamo una visione della green economy che costituisce da un lato una forma di salvaguardia e tutela dell’ambiente, e dall’altro una leva formidabile di sviluppo - ha commentato marcello raimondi, assessore all’ambiente, energia e reti di regione lombardia. - proprio le imprese premiate, con la loro creatività e capacità di innovazione, sono un ulteriore sprone per continuare con le nostre politiche di sostegno al risparmio energetico, alle reti intelligenti, all’edilizia sostenibile e alle fonti rinnovabili.”
“l’impegno sempre più attivo delle imprese nelle politiche di sostenibilità ambientale – ha affermato aldo fumagalli romario, presidente della commissione sviluppo sostenibile di confindustria – è un importante segnale di attenzione verso il territorio in cui operano e di lungimiranza per la crescita economica del paese. le best practices aziendali in questo campo sono un esempio positivo per tutte le altre realtà imprenditoriali: dimostrano che sostenere l’efficienza energetica, il migliore utilizzo delle risorse e l’impiego delle energie rinnovabili aumenta la competitività e consente di individuare nuove opportunità di sviluppo. la premiazione – ha concluso fumagalli – è, quindi, un riconoscimento importante per tutte le aziende che hanno saputo trasformare la crisi in occasione di rilancio, coniugando crescita e innovazione tecnologica”.
“la camera di commercio – ha sottolineato paolo guaitamacchi, consigliere della camera di commercio di milano - è attenta alle iniziative ambientali che rappresentano una sfida e un fattore di competitività per le imprese in questa fase di rilancio dell’economia. il nostro territorio rappresenta un terreno fertile per queste iniziative con un’impresa su sette impegnata in azioni di responsabilità sociale in materia ambientale”.
“il premio giunto ormai all'undicesima edizione conferma la sua vitalità – ha detto marco frey, consigliere della fondazione cariplo e direttore dell'istituto di management della scuola superiore sant'anna di pisa - le imprese e le istituzioni premiate mostrano una capacità di innovazione che fornisce un contributo ad una delle più importanti sfide della nostra epoca: fare meglio con meno. efficienza energetica, riutilizzo dei materiali, sostenibilità dei processi, coinvolgimento degli utilizzatori, sono alcuni degli ingredienti che troviamo nelle best practices che sono state presentate. occorre comporre questi ingredienti in una ricetta di lungo periodo che consenta al nostro sistema economico di rafforzarsi e rilanciarsi nella competizione internazionale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità della vita nei nostri territori".

 

i dettagli delle idee: l'hybus ibrido di pininfarina

hybus, l’autobus ibrido progettato da pininfarina con il contributo della regione piemonte, si è aggiudicato uno dei premi.
l’edizione 2011 del premio, ritirato oggi dal presidente paolo pininfarina, aveva tra i temi la mobilità, materia cara a pininfarina, che da anni è pioniere nella ricerca di soluzioni efficaci e convenienti volte a raggiungere obiettivi ambientali e di emissione sempre più rigorosi: l’adozione di una catena di trazione ibrida o full electric su mezzi di trasporto individuali e collettivi, l’utilizzo di materiali alternativi, più leggeri e riciclabili, la sicurezza attiva e passiva, la gestione informatizzata del traffico.

il progetto hybus bus è stato giudicato con favore dalla giuria per diverse ragioni: “il contributo alla riduzione di inquinamento atmosferico, consumi e rumore; il contenimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di risorse naturali grazie al concetto di revamping di vecchi autobus; il vantaggio economico per le aziende tpl e le amministrazioni pubbliche, legato al basso prezzo d’acquisto (-60% rispetto a un nuovo bus ibrido) e a un costo d’esercizio più basso (rispetto al full diesel); il ricorso alla tecnologia italiana (pininfarina, fiat, magneti marelli, faam); il potenziale impatto occupazionale; la competitività internazionale (il prodotto o servizio potrebbe essere offerto anche all’estero, in particolare nei paesi a più forte attenzione ambientale)”.

con hybus, pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale.
il prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di gtt (azienda municipale di trasporti del comune di torino) poiché inizialmente pensato per il comune di torino. il progetto è per sua natura esportabile in qualunque municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente.

la conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città  e contenere i costi e gli investimenti.
hybus permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo.
il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole.

il motore termico originale viene sostituito con una unità di generazione energia euro 5, 1.3 multi jet 69kw, che assiste la trazione elettrica, la ricarica delle batteria e i servizi idraulici e pneumatici. la trazione elettrica è composta da due motori elettrici magneti marelli accoppiati a un riduttore-sommatore di velocità.
il pacco batteria agli ioni di litio ed il battery management system sono di fornitura faam e la nuova driveline è integrata con l’architettura elettrica elettronica di origine.
grazie al software di controllo sviluppato in collaborazione con i partner, hybus recupera energia in frenata.
a livello di stile, l’autobus mantiene le forme originarie, se pur con interventi di ripristino della carrozzeria e la proposta di una nuova livrea che riprende i colori della bandiera italiana per celebrare i 150 anni dell’unità d’italia.
all’interno, l’intervento più importante riguarda l’area posteriore, opportunamente modificata per consentire l’alloggiamento della struttura di sostegno delle batterie.
anche negli interni vengono rivisti la grafica e i colori, i sedili e le coperture.

“il progetto hybus si inserisce nel filone della mobilità sostenibile, una delle linee strategiche prioritarie per pininfarina – aggiunge l’amministratore delegato della pininfarina, silvio pietro angori. – per la sua complessità tecnologica hybus compendia tutte le nostre competenze nel campo della mobilità sostenibile. la catena di trazione ibrida seriale è applicabile non solo per il rinnovo di autobus altrimenti da rottamare, ma anche su autobus e veicoli commerciali di nuova produzione. siamo lieti e fieri che legambiente abbia riconosciuto la portata di questo progetto. il suo sviluppo è stato possibile anche grazie al finanziamento della regione piemonte, per il quale siamo grati al presidente della regione, onorevole cota, e all’assessore giordano. un ringraziamento particolare va anche ai vertici del gtt, che da tempo hanno sostenuto l’iniziativa e che speriamo possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla nostra tecnologia”.

 

i dettagli delle idee: le auto elettriche della renault

il progetto renault ze, che mira allo sviluppo di massa di una mobilità elettrica a zero emissioni, si basa sull’obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale e soprattutto di rendere la mobilità elettrica un’opzione disponile per il più vasto target possibile.
renault è stato il costruttore automobilistico che, primo tra i grandi produttori, ha avviato un programma industriale orientato allo sviluppo e alla commercializzazione di massa dell’auto elettrica, mettendo in campo investimenti per 4 miliardi di euro e un team dedicato di 2.000 persone.GAMMA_RENAULT_Z_E
renault introdurrà a breve sul mercato una gamma completa di veicoli elettrici (contraddistinti dalla firma ze, cioè zero emissioni), destinati a una diffusione di massa.
la gamma sarà costituita da 4 modelli: l’innovativo urban crosser twizy, la berlina compatta zoe, la berlina raffinata fluence ze e la furgonetta commerciale kangoo ze.
l’offerta renault ze sarà sostenuta da un business model  innovativo, grazie al quale il costo di un veicolo elettrico sarà in linea con quello di un veicolo a motore termico, rappresentando così una soluzione d’acquisto conveniente e accessibile.

Permalink Commenti (1)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, mobilità, Scienza, tecnologia, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie

24 novembre 2011 - 17:45

moto. il rumoròfono, le giacche elettriche, come funziona l'airbag (esperienza diretta) e altre cose.

ecco i miei appunti sull’eicma, il salone delle moto che si è svolto la settimana passata alla fiera di milano, sede di rho.

e prima di tutto, le cose importanti.
la sicurezza.

 

proteggo la schiena, che se si rompe non si ripara

la motocicletta è il mezzo di gran lunga più pericoloso. per questo motivo io indosso sempre (sempre) ciò che serve a difendere dagli automobilisti le parti del mio corpo che, se si rompono, non si riparano: la testa e la schiena.

una gamba rotta, son dolori e tormenti. ma alla fine se ne viene fuori vivi.
la schiena rotta, no. la testa, no. si muore o si rimane paralizzati a vita.

così calzo sempre il casco integrale (ho visto persone con le mascelle sgretolate e con le facce sgrenate perché usavano caschi jet, quelli aperti) e indosso sempre-sempre-sempre il mio motoairbag.

 

il mio airbag da moto

il mio airbag della dpi era stato inventato da fabio colombo, ingegnere giovanissimo (allora).

appena uscito dal politecnico, colombo chiese al padre – piccola impresa – di dargli un angolino della fabrichèta alle porte di milano.
con quelli del politecnico, usando tecnologie di derivazione aeronautiche, inventò il primo motoairbag.

e appena inventato, ne comprai due (il mio più il passeggero).
Cavo di attivazione in marcia

 

le curiosità sull’airbag a domanda e risposta

e qui farò un po’ di faq sull’airbag da moto. sono le domande che mi fanno molti amici quando vedono l’airbag.

come funziona?

è un giacchino da moto, di cordura, con tasche eccetera, che si indossa come tutti gli altri giacchini normali. dietro c’è un cavetto a spirale con il moschettone, da allacciare alla sella. in caso di caduta (scontro eccetera) lo strappo del cavetto apre la valvola di una bomboletta d’aria compressa che fa gonfiare in un istante il paraschiena.

quanto costa?

quanto un gilet tecnico da moto.

dopo l’uso l’airbag va buttato?

no. si sgonfia l’airbag, si toglie la bomboletta scarica, si mette la bomboletta nuova, che costava 20-25 euro (non conosco il prezzo attuale), e il dispositivo è di nuovo in ordine. (la dpi consiglia di far verificare che non sia stato lesionato dall’urto).

dove si trovano le bombole di ricambio?

dai rivenditori di motoairbag.

ti è mai accaduto di usarlo?

mi si è aperto due volte. una a bassissima velocità (facevo manovre), ed ero caduto di schiena sullo spigolo di cemento del marciapiede, sul quale sono arrivato a cuscino già gonfio. non so se mi sarei fatto un livido, oppure incrinato due costole oppure paralizzato.
il danno evitato non è misurabile.
un'altra volta mi è accaduto a velocità media (ovvero velocità urbana alta fuori limite); inchiodata e scivolata della ruota davanti; passeggero mio figlio: l’airbag si è aperto a lui, e s’è scivolato una quindicina di metri di asfalto sulla schiena protetta dall’airbag gonfio. si è rialzato intero.
non so che cosa mi sarei detto se il piccolo si fosse fatto male, o peggio.
il danno evitato non è misurabile.

e se ti dimentichi di slacciarlo quando scendi?

mavalà! è come chiedere se ci si dimentica di togliere la cintura di sicurezza quando si scende dall’auto.
no, non ci si dimentica.
e quelle due o tre volte che mi ero dimenticato (sulle migliaia di volte che lo uso), me ne sono accorto scavalcando la sella per scendere: c’è il cordino in mezzo che tira sulla coscia.
per farlo scattare serve una trazione di una trentina di chili, cioè la trazione di un motociclista disarcionato: non è possibile l’apertura accidentale.

quali limiti ha?

il fatto che il motoairbag della dpi protegge solamente la schiena, la nuca e il bacino ma non la parte anteriore del torace, cioè non il petto. mi pare che la dpi abbia messo a punto un modello che protegge anche il petto, mi pare.

quali vantaggi ha questo modello rispetto agli altri?

sono soprattutto quattro vantaggi.
primo, il fatto che non dipende da elettronica, sensori, batterie e altre delicatezze. il cordino allacciato alla moto, lo strappo. funziona sempre.
secondo: non usando capsule esplosive ma aria compressa, può essere ricaricato e usato più volte.
terzo: fino a qualche tempo fa aveva il tempo di apertura più rapido fra tutte le diverse tecnologie di airbag da moto (ma leggerai qui sotto che il d-air della dainese vanta tempi più ristretti), e il tempo di apertura è fondamentale: a 50 all’ora, in un secondo si percorrono 13 metri.
quarto: a differenza delle giacche con airbag permanente, il gilet non vincola l’abbigliamento; si possono scegliere le giacche preferite, le più calde d’inverno, o le più belle, e sopra di esse indossare il giubbino; d’estate, per la gitarella in spiaggia si può indossare il giubbino airbag sopra la maglietta.

il nuovo modello di motoairag è stato presentato all’eicma: il suo dispositivo airbag è inserito in un gilet le cui linee sono state ridisegnate. maggiore superficie rifrangente, migliore vestibilità, e rete anteriore per aumentare il flusso d'aria interno. le caratteristiche protettive del dispositivo airbag rimangono inalterate.
per chi è in possesso dello storico gilet motoairbag è possibile l'upgrade del proprio al quale verrà solamente sostituita la parte tessile.

per gli amanti della tuta di pelle è ora disponibile motoairbag race grazie alla collaborazione tra motoairbag con scorpio e wild.
il dispositivo airbag della casa milanese è inserito in un corpetto che va indossato sopra le normali tute di pelle (senza gobba aerodinamica). motoairbag funziona come sempre attraverso l'affidabile cavo di attivazione.
il corpetto è realizzato con tessuto balistico ad altissima resistenza all'abrasione ed anteriormente è alleggerito con rete per la ventilazione

motoairbag race è provvisto di uno sgancio rapido ai fianchi e alla clavicola che permette al pilota caduto di liberarsi del corpetto, raggiungere la moto e nel caso proseguire la gara.

 

nuovi standard di sicurezza per gli airbag da moto 

è stato pubblicato in aprile 2011 lo standard europeo per gli airbag per motociclisti (pren1621/4:2009 "motorcyclists' protective clothing against mechanical impact - part 4: inflatable motorcyclists' protectors-requirements and test methods").
è una buona notizia perché lo standard europeo permette ai motociclisti di distinguere quali dispositivi sono da considerare airbag per motociclisti e quali no, indipendentemente dai comunicati marketing delle varie aziende.

il pittogramma è facilmente individuabile e attesta che l'airbag per motociclisti ha superato i numerosi e severi test previsti nello standard europeo

 

da dainese ecco d-air street: il vestito intelligente

che cosa lo rende intelligente?
la sua capacità di intervenire per proteggere l’uomo, anche indipendentemente dalla sua volontà, quando egli non è in grado di controllare ciò che accade attorno a lui.
l’algoritmo di attivazione è in grado di riconoscere le condizioni di incipiente caduta o incidente ed attivare in tempi brevissimi il sistema, senza alcun collegamento fisico con il mezzo.

protegge la schiena, la gabbia toracica e gli organi vitali.
è disponibile sia per pilota che per passeggero
Dainese DAINESE_Giacca D_Air Street Gore Tex_FRONTALE_Ridotta
d-air street si attiva in caso di impatto frontale, laterale e posteriore e in caso di scivolata.
nel tipico incidente su strada che avviene per impatto, i tempi di intervento imposti dalla dinamica dell’incidente sono molto limitati e nell’ordine di un massimo di 80 millisecondi.
ogni sistema che abbia un tempo di intervento superiore, non solo è inefficace, ma potrebbe essere potenzialmente pericoloso.
i sistemi a cavo presentano ancora oggi gravi limiti da questo punto di vista. hanno tempi di intervento insufficienti. risultano quindi inefficaci per proteggere il pilota dall’impatto primario (che è il più violento).

nel caso del d-air, ci sono 45 millisecondi come tempo totale di attivazione, 12 litri di capacità dei due bag, 5 sensori e la guida è costantemente analizzata da un sofisticato set di sensori integrati nell’hardware di sistema, 13 brevetti, 150mila chilometri di verifica della sua affidabilità, 5mila ore di test per l’algoritmo di attivazione, 800 test superati positivamente per ottenere la certificazione del tüv süd, 32 crash test, 975 misure test per evitare attivazioni indesiderate su 18 tipi diversi di ostacoli con 13 differenti tipologie di motocicli.

questo sistema di protezione arriva sul mercato dopo 10 anni di studi e ricerche, sfruttando l'esperienza raccolta nel mondo del racing.
il d-air è una piattaforma tecnologica dedicata alla protezione dell'uomo, caratterizzata da un sistema intelligente che rileva situazioni di pericolo e gonfia speciali air-bag intorno al corpo.

all’eicma è stata presentata anche la nuova versione di agv standards, il metodo di progettazione di caschi che, grazie ad uno scanning del cranio, permette di progettare il casco letteralmente attorno alla testa del pilota, con vantaggi in termini di sicurezza e comfort.

vittorio cafaggi, strategic development manager commenta: "questo è per dainese e agv un momento molto importante e significativo perché corona più di dieci anni di duro lavoro con i progetti d-air® e agv standards che sono per noi anche il modo migliore per ricordare sic che tanto ha lavorato con noi nello sviluppo di questi progetti."

 

il rumoròfono ovvero gli squinternati che vogliono una moto che borbotta come una volta

il rider's shop di pavia propone un dispositivo per rendere incerto, borbottante, irregolare il minimo della moto.
e questa è proprio da motociclisti squinternati, a cui manca qualche rotella e le rotelle che mancano non sono le rotelle del cambio.
non a caso il dispositivo si chiama mad, che in inglese significa matto.

"sei stanco di sentire il minimo del tuo bicilindrico americano alto? vorresti avere il classico borbottio irregolare dato dal carburatore anche sulle moto a iniezione? da oggi è possibile senza aver bisogno di spendere soldi per rimappare centraline o acquistare moduli aggiuntivi, questo grazie al mad. il sistema più pratico ed economico per poter avere il minimo della moto, l’unico con brevetto depositato".

in altre parole, sembra di parlare dell'intonarumori del geniale (e sbalestrato) artista futurista luigi russolo.
L'intonarumori di russolo
e anche la descrizione dell'apparecchio non sembra lontano dalla simpatica sregolatezza di russolo.
il mad è un regolatore dell'aria: quando il motore è ben caldo e regolare come in ogni moto a iniezione, lo squinternato manovra un pomello e la sua moto smette di andare regolare e pulita e si mette a singhiozzare in modo irregolare.

si applica in particolare ai modelli harley davidson sportster (883-1200cc), dyna, softail (1450-1580cc) e touring.

(se questi squinternati sentissero il borbottio della mia vecchia moto guzzi mille a carburatori, creperebbero d'invidia).

 

l’ecopelle per l'ecotuta dell'ecomotociclista

è stato presentato nell’area green planet un capo di ecopelle per motociclisti.

si chiama eco-pelle, o pelle sintetica, ma è di fatto materiale innovativo di alta qualità e dalle performance imbattibili.
a crearlo dopo tre anni di ricerca è la sisa, azienda di varese, da quarant’anni attiva nella produzione di pellami sintetici per il mercato internazionale della moda e, come sviluppo più innovativo, di sisa performa, evoluzione di una gamma di prodotti ad elevato contenuto tecnologico ed innovativo rivolto al settore tecnico-sportivo, in particolare al mondo motociclistico.
le caratteristiche dei prodotti sisa performa sono la resistenza, la stabilità dimensionale, la leggerezza, la traspirabilità, l’idrorepellenza, l’eco-compatibilità.

condivide l’idea, da un paio d’anni, gimoto, produttore di capi in pelle personalizzati, tra i più qualificati riferimenti del mercato nazionale e dall’esperienza centenaria.

ed ecco oggi i prototipi. realizzati di ecopelle sisa performa watertech pro 8, con uno spessore di 8mm, hanno un peso ridotto del 30% rispetto alla pelle bovina pieno fiore (1.2 – 1.3 mm) possono alloggiare protezioni omologate ce su spalle e gomiti, hanno la predisposizione per alloggiamento protezione schiena e contengono all’interno un gilet termico rimovibile.
SISA_PerformaPro_suit_low
il prodotto, insieme ad una gamma di abbigliamento da moto (immagine in allegato), è frutto di un progetto finanziato dalla regione lombardia per lo studio e la realizzazione di prototipi per l’abbigliamento da moto completamente green made.

partito nel 2009, il progetto si chiama moto+ (id13583039 “bando atp2009 per interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale” approvato con dduo n.6508 del 16/06/2009), coinvolge oltre a sisa e gimoto anche sic international, produttrice di resine poliuretaniche solvent-free, e il centrocot, primario istituto di ricerca e certificazione tessile. si tratta di un vero e proprio cammino di ricerca, che si concluderà con i test di idoneità di prodotto alla fine del 2011, attraverso due anni di prove differenziate e profonde e di analisi dei costi produttivi e di target.

 

le nuove moto guzzi v7

la moto guzzi del gruppo piaggio ha presentato la nuova gamma moto guzzi v7, ora declinata in tre allestimenti, due turistici e uno sportivo: v7 (la moto nella sua forma più classica), v7 special (dedicata a un turismo elegante e sportivo) e v7 racer (la ricercatissima versione sportiva).

tre motociclette del tutto inedite, più potenti, più veloci, ma sempre caratterizzate – dal punto di vista architetturale – dal bicilindrico  trasversale a v di 90° con trasmissione a cardano che firma l’intera produzione moto guzzi, e dal telaio a doppia culla.
Moto Guzzi nuova V7 03
la nuova gamma v7 conclude – con una nuova straordinaria offerta di prodotto – l’eccezionale anno del 90° anniversario moto guzzi e un programma di iniziative culminato, a settembre, con le giornate mondiali
guzzi. un raduno che ha portato a mandello del lario oltre 20.000 partecipanti giunti da ogni parte d'italia, d'europa e del mondo per  celebrare il novantesimo compleanno del “marchio dell'aquila” fondato nel 1921 ed entrato a far parte a fine 2004 del gruppo piaggio.
la nuova gamma v7 è un ulteriore segno tangibile degli investimenti stanziati dal gruppo piaggio per i nuovi prodotti del marchio moto guzzi: oltre 40 milioni di euro previsti per i prossimi cinque anni, che si aggiungeranno agli investimenti sullo stabilimento di mandello del lario. i primi frutti di questo grande programma di investimenti non sono mancati: grazie ai nuovi modelli 2011 come la stelvio 1200 8v, la norge 1200 8v e le piccole v7 della precedente “generazione”, il marchio moto guzzi nei  primi dieci mesi del 2011 ha infatti consuntivato una crescita del 31% rispetto allo stesso periodo del 2010, ancora più straordinaria se confrontata con un mercato europeo della moto che, contemporaneamente, ha fatto registrare un decremento dell’8%.
Moto Guzzi nuova V7 Special 01
nuovo motore, design rinnovato, dotazioni inedite: moto guzzi v7 raggiunge la sua espressione più alta e cambia tutto per rimanere fedele al mito della v7 originale, la cui produzione in serie a mandello del lario iniziò nel 1966, e di tutti i successivi modelli accomunati da straordinario successo a livello mondiale.
il design della nuova gamma v7 racconta la discendenza storica del modello attraverso un mix di forme e volumi che richiamano le celebri antenate: dalla v7 750 special che ricorda nei fregi e nei fianchetti, alla v7 sport, che ha influenzato il serbatoio, principale novità introdotta nella nuova v7.
il nuovo bicilindrico moto guzzi 750cc che equipaggia la nuova serie v7 è stato completamente rinnovato, non solo nell’impatto estetico. aumentano potenza e coppia, diminuiscono consumi ed emissioni, cresce il piacere di guida. rispetto al propulsore precedente, la nuova unità ad alimentazione singola consente di avere una riserva di potenza e soprattutto di coppia motrice superiore al 10%, con consumi ed emissioni ulteriormente ridotte.

 

 

la ducati 1199 panigale

come hai visto, la ducati 1199 panigale è la moto più bella di eicma 2011. lo hanno decretato oltre 13.800 appassionati che hanno partecipato al concorso indetto dalla rivista italiana "motociclismo" che, come ogni anno, ha effettuato un sondaggio tra i visitatori attraverso una scheda da compilare direttamente in fiera.
la nuova 1199 panigale ha vinto il sondaggio in maniera netta e decisa, aggiudicandosi con il 53,4% dei voti seguita dalla mv agusta f3 (17% dei voti) e la husqvarna nuda 900r (3%).
Ducati 1199 Panigale S
la premiazione si è svolta a conclusione del salone, presso lo stand della rivista motociclismo, alla presenza di pier francesco caliari (ancma_eicma), piero bacchetti (edisport) e di gianandrea fabbro, il designer del centro stile ducati che ha dato forma a questa moto.
il premio alla "moto più bella del salone" è stato l' ultimo atto di una intensa settimana di esposizione ed eventi che ha visto circa 500.000 visitatori affollare i padiglioni della fiera di milano-rho, dando un positivo segnale di ripresa per un settore importante e trainante come quello del motociclo che sta particolarmente soffrendo l'attuale crisi economica.
Ducati 1199 Panigale_low
la 1199 panigale combina il telaio monoscocca con il nuovo motore, il bicilindrico a l "superquadro", e con l'elettronica di derivazione racing. insieme, consentono di raggiungere un'impressionante potenza di 195cv per 164kg di peso a secco, con rapporti potenza-peso e coppia-peso mai raggiunte per una moto di produzione.

la ducati 1199 panigale sarà disponibile presso i concessionari ducati dai primi mesi 2012, ad un prezzo, chiavi in mano, a partire da 19.190 euro.

 

la borile fatta a mano

umberto borile & co, dopo la febbrile maratona all’eicma, annuncia che sono stati stipulati accordi con i concessionari in italia i cui nomi verranno comunicati nelle prossime settimane.

l’inizio delle consegne avverrà entro la fine di febbraio 2012. le moto, realizzate pezzo dopo pezzo con passione maniacale da umberto borile, hanno i seguenti prezzi: b450scrambler 12.700 euro, multiuso 4.700 e b500ricki 17.500 euro.
per le edizioni limitate: bastard (motore escluso) € 9.500, bastard gm € 16.000 bastard 450 € 16.000.

alberto bassi, amministratore delegato della borile afferma: “gli ottimi risultati ottenuti all’eicma hanno superato le aspettative. il successo decretato dalla presenza e dall’interesse dei giornalisti alla nostra conferenza stampa in apertura del salone, dall’affluenza dei visitatori e dagli accordi chiusi con i concessionari italiani per la vendita delle nostre moto, sono un ulteriore incentivo a lavorare con entusiasmo e passione, consapevoli di vendere moto esclusive a ottimi prezzi, dedicate a un pubblico che pretende la bellezza e la qualità con un occhio ai costi, e privilegia l’artigianalità italiana”.
la b450 scrambler è stata eletta da italia 1 una delle tre più belle moto del salone e il direttore di motociclismo l'ha a sua volta segnalata come la più bella novità del salone.

è la fine del 2010 quando, dall'incontro tra la famiglia bassi e umberto borile, nasce a vò euganeo la umberto borile & co, una nuova società che si pone l'obbiettivo di portare avanti la grande tradizione delle motociclette borile. alla guida della compagine societaria in prima persona umberto borile, storico fondatore della borile motorcycles, nel ruolo di presidente, e alberto bassi nel ruolo di amministratore delegato.

una storia, quella delle motociclette borile, che ha origini lontane e che prende vita in una piccola bottega artigianale a vò euganeo, vicino a padova.
nel 2011 è stato siglato un accordo con ducati per la fornitura dei gruppi termici dei motori 696 e del 1100, ambedue raffreddati ad aria e due valvole ciascuno.

 

sulle harley davidson con i vestiti riscaldati elettricamente

i motociclisti vanno tutto l’anno, ma per i mezzi-motociclisti che usano la moto solamente nella bella stagione la stagione si è allungata. la nuova collezione 2012 harley-davidson di capi riscaldati contempla diverse soluzioni per uomo e donna, che permettono ai motociclisti di continuare a viaggiare anche quando le temperature scendono.

per uomo c’è la dual-source heated jacket liner (giacca in tessuto poliestere per l’86%, spandex 6%, pile 8% e fodera in polymesh).
il collo presenta un classico taglio a camicia e la chiusura ha una cerniera. i polsini sono allungati con fori per i pollici che coprono la mano impedendo all’aria di entrare dalla manica. due tasche permettono la custodia di piccoli oggetti. unica personalizzazione è il discreto logo harley-davidson ricamato. peculiarità di questo capo è il riscaldamento interno che si attiva grazie a 5 pannelli gerbing microwire. la fodera si riscalda, collegandosi all’impianto di alimentazione da 12 v della moto oppure alla batteria al litio da 12 v ricaricabile.
poi ci sono i guanti dual-source heated gloves, di pelle con fodera in pile tricot. prezzo al pubblico consigliato iva inclusa 272 euro.

per le donne, il dual-source heated jacket liner, stesse caratteristiche della giacca per uomo ma con un taglio acconcio alle forme femminili. prezzo al pubblico consigliato iva inclusa 380 euro. i guanti da donna riscaldati costano 247 euro.
e la parte elettrica? batteria per guanti 126 euro, cavo di collegamento 25, termostato 127 euro, termostato portatile 76 euro, capi per calze e guanti 25, interruttore 19 euro, deviatore per più capi elettrici 13, spina con coassiale 8 euro.

 

gli interfoni midland senza lasciare il manubrio

midland bt next e il nuovissimo midland btx2 sono gli intercom bluetooth che consentono la comunicazione “moto a moto e pilota-passeggero”, l’utilizzo del cellulare e l’ascolto della musica, in totale sicurezza. grazie alla funzione universal intercom, unica sul mercato, per la prima volta sistemi intercom di marche diverse possono dialogare tra loro.
Midland BTNEXT
midland bt remote è il primo e unico telecomando bluetooth da manubrio nato per garantire la sicurezza e il comfort sulle strade.
con il midland bt remote si attivano e si comandano tutte le funzioni dei dispositivi midland bt next e btx2 senza togliere le mani dalla guida.
midland bt next è soluzione ideale sul mercato per chi vuole un intercom stereo bluetooth per le conversazioni in moto fino a 4 persone, con un raggio d'azione di 1,6 km.
infine per le comunicazioni di gruppo senza limiti di utenti bt next dialoga con il ricetrasmettitore midland g8bt per parlare fino a 12km di distanza.

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (5)

Categorie: mobilità, Sport, tecnologia, traffico, trasporti, Viagg

facebook twitter ok notizie

16 novembre 2011 - 19:01

appena l’1% del gettito delle imposte “ecologiche” va alla tutela dell’ambiente

secondo la recente elaborazione realizzata dalla cgia di mestre, appena l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’erario e agli enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente.
il restante 98,9% va a coprire altre voci di spesa.

di fronte a 41,29 miliardi di euro di gettito incassati nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette imposte “ecologiche” sull’energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, soltanto 459 milioni di euro vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale.

insomma, tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra auto, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte.

“questa anomalia tutta italiana – commenta il segretario della cgia di mestre, giuseppe bortolussi – è l’ennesima dimostrazione che il nostro sistema fiscale va completamente rivisto. in queste settimane abbiamo assistito a vere catastrofi ambientali in parte causate dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio. se di fronte a poco più di 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno, il 99% finisce a coprire altre voci di spesa, non possiamo più denunciare che questi disastri avvengono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio. i soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio finiscono altrove. con la beffa che ogni qualvolta subiamo un’alluvione ci ritroviamo a subire l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina o una nuova tassa di scopo”.

la cgia sottolinea che la selva di tasse e imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima.

i tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento.

le imposte sull’energia sono:

sovrimposta di confine sul gpl
sovrimposta di confine sugli oli minerali
imposta sugli oli minerali e derivati
imposta sui gas incondensabili
imposta addizionale sull'energia elettrica di comuni e province
imposta sull'energia elettrica
imposta sul gas metano
imposta consumi di carbone

le imposte sui trasporti sono:
pubblico registro automobilistico (pra)
imposta sulle assicurazioni rc auto
tasse automobilistiche a carico delle imprese
tasse automobilistiche a carico delle famiglie

le imposte sulle attività inquinanti:
tributo speciale discarica
tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo
tributo provinciale per la tutela ambientale
imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, rifiuti, trasporti

facebook twitter ok notizie

12 novembre 2011 - 20:33

ecocronache da ecomondo. riciclare il brecciolino delle strade e gli pneumatici. greenwashing.

qui ecomondo alla fiera di rimini.
qualche notizia ecologica.

 

si può riciclare il brecciolino, quello che fa cadere le moto

a ecomondo ho trovato un’azienda che fa una cosa meravigliosa.
ricicla il brecciolino, quella ghiaietta che si forma sui bordi delle strade e che è temutissimo da noi motociclisti perché (automobilisti, leggete!) le moto hanno solamente due ruote e temono moltissimo il selciato di pietra, le strisce pedonali e la segnaletica dipinta sull’asfalto, il ghiaietto e il brecciolino.
soprattutto quando piove.
(automobilisti, non imbufalitevi quando siamo costretti ad andare piano. non incollatevi alla nostra targa, non fate i fari, non sorpassateci d’azzardo).

l’azienda si chiama ecocentro tecnologie ambientali, sta a gorle (bergamo), fa parte del gruppo esposito e raccoglie l’immondizia dello spazzamento delle strade.
le spazzatrici motorizzate o gli spazzini con la scopa raccattano cose diversissime: lattine, cartacce, foglie secche, preservativi usati, cicles masticate.
ma soprattutto raccolgono una quantità smisurata di terra, sabbia e sassi.

l’ecocentro divide questo materiale secondo la pezzatura (sabbia, sabbia grossa, ghiaia fine, ghiaietta, ghiaione, ciottoli) e li rivende per l’edilizia.

 

il riciclo delle gomme d’auto

ecopneus ha tracciato un primo bilancio della partenza del sistema di raccolta e recupero degli pfu, siglia òvvida degli pneumatici fuori uso, indicando le sinergie per lo sviluppo di un'economia del riciclo dei pneumatici fuori uso.

un’industria del riciclo, quella che si sta consolidando sulla spinta del d.m 11 aprile 2011 n. 82, che vede già messi in atto procedure volte a garantire l'efficienza del sistema e il coinvolgimento degli addetti.
obiettivo di raccolta per il 2011 nel paese: quasi 100mila tonnellate di gomme usate, pari a il 25% dell'immesso al consumo, quota che dovrà diventare il 100% (380mila tonnellate) entro il 2013.

 l'asserzione di apertura del convegno di alessandro de martino, presidente di ecopneus, "tenere pulita l'italia ha un costo e richiede la collaborazione di tutti", ha rappresentato la chiave del confronto tra gli ospiti che hanno espresso i punti di vista delle diverse anime presenti all'interno del mondo del riciclo delle gomme usate.

giovanni corbetta, direttore generale di ecopneus, ha fotografato la situazione attuale: "sono 38 le organizzazioni che hanno ricevuto l'autorizzazione dal ministero ambiente ad applicare il contributo ambientale per il riciclo dei pfu ma i numeri confermano che ecopneus gestisce la quota maggioritaria di materiale. nei primi due mesi abbiamo ricevuto 12mila richieste di prelievo da oltre 15mila punti di "generazione di pfu".
la raccolta è in linea con il target del 25% del totale che dovrà essere raggiunto entro fine anno. la nostra rete è costituita da 16 imprese regionali di raccolta che si avvalgono di 60 sub fornitori. il materiale raccolto viene consegnato a 30 imprese di frantumazione. la parte finale della filiera è composta da cementifici che attuano recupero energetico e da aziende che reimpiegano la gomma da riciclo in applicazioni industriali".

 i rappresentanti della filiera hanno discusso, moderati da lucia tonini di pneus news, su quanto resta da fare per perfezionare il sistema.

"questa filiera deve crescere e rafforzarsi – dice corrado scapino, presidente fise-unire – la normativa pone degli obiettivi che partono dall'esigenza ambientale e che poi si scontrano con il mercato. oggi ci sono alcune regioni e province che sono più all'avanguardia nella spinta al green procurement e nelle sperimentazioni rispetto agli utilizzi della gomma da riciclo di pfu; a livello nazionale però siamo molto in ritardo e non c'è più nessuna giustificazione. ormai dobbiamo pensare al riutilizzo del materiale riciclato come la questione centrale relativa al recupero dei rifiuti".

dello stesso parere luigi bianchi, presidente commissione per le politiche ambientali confcommercio: "è di 1.500 miliardi di euro il mercato corrispondente all'acquisto di materiali di consumo dall’amministrazione pubblica. appena il 18% delle amministrazioni hanno oggi applicato i principi del green procurement contenuti in diversi provvedimenti normativi nazionali e internazionali. non è più possibile. la filiera e la sua sostenibilità oggi va vista nella sua interezza: lo sviluppo dei mercati a valle è indispensabile e non più procrastinabile. come anche l'allineamento delle imprese del settore ad un livello di qualità e di etica: non c'è più spazio per chi rifiuta regole e controlli."

angelo bonsignori, direttore generale della federazione confindustriale gomma plastica, ha puntualizzato che "andiamo ad incidere su una filiera di decine di migliaia di operatori che hanno le loro difficoltà nel recepimento degli obblighi previsti dal decreto e ne siamo consapevoli. devono essere ancora risolti diversi aspetti operativi, non tutti di dettaglio, che vanno chiariti in questa fase di applicazione del decreto. siamo altresì consapevoli che le difficoltà che ci possono essere adesso saranno compensate in futuro da ricadute positive sul settore"

giorgio russomanno, responsabile settore ambiente e sicurezza confartigianato imprese: "ecopneus è stato l'unico soggetto a porsi nei confronti di strutture come la nostra in un'ottica di percorso virtuoso di dialogo e confronto, per cercare di comprendere e risolvere le problematiche dei nostri operatori. le criticità ci sono, come ad esempio le regole legate alle modalità di ritiro dei pneumatici dai gommisti; e restano ancora aperti molti punti in relazione alle modalità di applicazione del contributo ambientale sui quali abbiamo chiesto chiarimenti al ministero dell'ambiente"

martino landi, presidente federazione autonoma italiana benzinai ha sottolineato l'importanza di questo nuovo sistema e il valore dell'impegno che tutta la filiera sta profondendo in questi mesi. "nonostante le difficoltà che ci sono state alla partenza, il servizio comincia a decollare e siamo sulla buona strada".

silvano falocco, ha illustrato il punto di vista di ecosistemi: "lo strumento per creare i mercati dei materiali risultanti dal riciclo è senz'altro il green public procurement. questo strumento è considerato fondamentale dalle nazioni unite, dell'unione europea e della commissione europea. noi dall'italia abbiamo una visione parziale e perdiamo di vista quanto avviene nel mondo. l'utilizzo delle risorse naturali primari non rinnovabili va limitato, anche come politica di tutela del ter-ritorio, e sostituito con materiali da riciclo. l'unione europea mette il gpp come strumento di politica economica ed è in discussione il regolamento per far diventare obbligatorio il 50% di acquisti verdi da parte della p.a. una rivoluzione silenziosa che sta toccando e toccherà sempre di più anche l'italia."

alberto avetta, assessore alla viabilità della provincia di torino, ha condiviso i risultati della sperimentazione effettuata nell'ambito dei lavori per la realizzazione della circonvallazione di borgaro-venaria: " il progetto sperimentale che abbiamo realizzato ha portato alla realizzazione di un tratto di strada con asfalto gommato. i risultati che stanno emergendo sono molto buoni e contiamo di proseguire nella collaborazione con ecopneus. per sviluppare questo settore applicativo servono però risorse. e la collaborazione di tutti.

mauro renato longo, direzione acquisti di consip, ha evidenziato come nel 2000 il ministero dell'economia e delle finanze ha avviato un programma per la razionalizzazione degli acquisti nella pubblica amministrazione volto a ottimizzare gli acquisti e a semplificare i processi di approvvigionamento. con ecopneus, consip ha avviato un confronto che andrà avanti nel prossimo periodo.

santino cannavò, responsabile ambiente nazionale di uisp, unione nazionale sport per tutti, ha illustrato il progetto in corso in collaborazione con ecopneus rivolto a 20mila dirigenti e opinion leader del settore sportivo.
i risultati che stanno arrivando dall'indagine in corso evidenziano come lo sviluppo di applicazione di materiali riciclati come la gomma da pneumatici usati nell'impiantistica sportiva (i campi di calcio di gomma o le piste da atletica) può avere un significato fortissimo per il mondo dello sport.

prisca taruffi, figlia del grande piero taruffi, già campionessa italiana e vicecampionessa europea di rally e direttrice tecnica nei corsi di guida sicura e sportiva, ospite del convegno, ha spiegato quanto possano essere fondamentali per chi guida l'effetto drenante e le rese ottimali degli asfalti in caso di frenata e di pioggia, caratteristiche garantite dagli asfalti modificati con il polverino di gomma, che hanno anche il vantaggio di una maggiore durata e una migliore sostenibilità ambientale.

infine il senatore andrea fluttero (pdl) della commissione ambiente del senato, non potendo essere presente ha inviato un messaggio a ecopneus, sottolineando l'importanza del green public procurement nello sviluppo dell'industria del riciclo e rendendosi disponibile a lavorare in questa direzione.

dal convegno è, quindi, emerso che alla luce dei recenti sviluppi in tema di acquisti verdi della pubblica amministrazione, delle esperienze estere e delle sperimentazioni italiane, si sta ragionando sempre più concretamente su azioni da perseguire per una valutazione a tutto tondo del materiale da riciclo pfu, sia per le sue performance tecniche, sia per il valore ambientale, che lo renderebbero preferibile ai materiali vergini in svariate applicazioni nei settori dell'edilizia civile, sportiva e delle strade.

 


la sostenibilità vera delle aziende e il greenwashing delle imprese con la coscienza sporca

sempre di più il concetto di sostenibilità ambientale influenza e orienta le strategie di impresa per la competitività, la progettazione e il posizionamento dei prodotti, la gestione della filiera di fornitura e la costruzione della reputazione aziendale.
saper concepire un'innovazione sostenibile, saperla tradurre in investimenti mirati all'eco-efficienza, all'energy saving, al controllo del ciclo di vita dei prodotti, è la chiave per evitare il rischio “greenwashing”, ottenendo maggiore fiducia da parte dei mercati e un più remunerativo rapporto tra impresa e collettività.

 quale occasione per approfondire il ruolo dell'innovazione e della comunicazione nella valorizzazione della sostenibilità di impresa, csqa certificazioni ha promosso e organizzato, con il patrocinio di ferpi (federazione relazioni pubbliche italia) e di pefc italia, il convegno “nuove frontiere della sostenibilità”.

"il convegno, giunto ormai alla seconda edizione, conferma quanto sia importante e opportuno per le aziende affrontare il paradigma della sostenibilità sia dal punto di vista tecnico-organizzativo che da quello della comunicazione – ha sottolineato michele crivellaro, della divisione ambiente, territorio e responsabilità sociale di csqa e moderatore dell’incontro – la sostenibilità è un caleidoscopio che, come dice il termine stesso, deve consentire di far “vedere il bello” di un’impresa e gli effetti che caratterizzano la sua sfera d’influenza – economica, sociale e ambientale – e il ciclo di vita dei prodotti. è quanto mai necessario che non si ripeta quanto successo con la responsabilità sociale d’impresa, spesso formale e poco sostanziale, o con la compensazione delle emissioni, in molti casi priva di sistemi di garanzia oggettivi e verificabili. la sfida di rendere “normali” i prodotti e i servizi concretamente sostenibili e non far sembrare sostenibili quelli normali può sicuramente essere vinta anche grazie allo strumento della certificazione".

"oggi i consumatori vogliono sapere tutto delle aziende: se e quanto inquinano, se rispettano gli interessi degli stakeholder e tutti gli altri impatti sul mondo esterno. e questo ha ormai cambiato le regole del fare business – ha ribadito giampietro vecchiato, vicepresidente della ferpi – sono ormai numerose le indagini che evidenziano come tematiche ambientali quali l’inquinamento, i cambiamenti climatici e la gestione dei rifiuti siano top of mind anche in un periodo di crisi economica, a conferma di una maggiore consapevolezza dell’importanza del perseguimento di uno sviluppo più sostenibile. dove ci sono opportunità, però, si nascondono anche dei rischi, il più pericoloso dei quali è quello del greenwashing, ovvero il tentativo da parte di un’organizzazione di crearsi un’immagine positiva e virtuosa dal punto di vista ambientale, dando una “pennellata di verde” ai propri prodotti e servizi. in realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di operazioni poco trasparenti e superficiali perché non basate su strategie, metodologie e pratiche ecologiche, affidabili e certificabili. il greenwashing inganna sia i consumatori che le aziende: i consumatori perché li porta a scegliere prodotti non in grado di garantire ciò che promettono; le aziende perché rischiano di perdere il “green premium price” tanto ricercato. l’effetto di una proliferazione di prodotti e aziende “greenwashed” è creare un mercato “non credibile”, rischiando di compromettere il presupposto fondamentale di qualsiasi relazione, commerciale e non: la fiducia".

per affrontare adeguatamente il rischio greenwashing, un’impresa che sceglie di adottare un comportamento socialmente responsabile deve necessariamente perseguire un approccio multidisciplinare che tenga conto dei molteplici riferimenti legislativi ed etici.
l’evoluzione del mercato verso prodotti e processi a basso impatto ambientale spinge il sistema impresa ad adottare strumenti innovativi riconosciuti in grado di supportare scelte sostenibili sin dalle prime fasi di progettazione di servizi e prodotti.

"un percorso ancora più urgente quando processi e prodotti minacciano la disponibilità di risorse ambientali per il futuro, come nel caso dell’acqua – ha spiegato alessandro manzardo del centro studi qualità ambiente-dipartimento di processi chimici dell’ingegneria dell’università di padova – i cambiamenti climatici e l’uso dell’acqua per fini agricoli, industriali e civili hanno infatti irrimediabilmente limitato la quantità di acqua dolce disponibile. alcune stime prevedono che entro il 2025 oltre due terzi della popolazione mondiale vivrà in condizioni di scarsità idrica. per rispondere a queste esigenze, l’international organization for standardization (iso) ha avviato un processo di normazione che porterà nei prossimi anni alla pubblicazione della iso 14046: uno standard per il calcolo e la comunicazione dell’impatto che un prodotto ha sulla risorsa idrica in un’ottica di ciclo di vita (waterfootprint)".

mentre il tema dell’innovazione sostenibile rappresenta un argomento attualmente al centro del dibattito pubblico, quello della responsabilità legata al processo innovativo risulta essere, al contrario, un ambito ancora scarsamente esplorato ma su cui si stanno concentrando grandi aspettative, se si considerano le richieste sempre più frequenti avanzate dagli stakeholder in tal senso.

"l’innovazione è un fenomeno complesso la cui comparsa segna usualmente una netta demarcazione con quanto già esiste, trasformando, in alcuni casi radicalmente, la realtà in cui viviamo – ha commentato luca valli del cise-network lavoro etico – l’attenzione degli stakeholder si sta sempre più focalizzando sul valore etico dell’innovazione e dello sviluppo economico, dove il progresso tecnologico viene valutato anche come un servizio a favore dell’uomo, dell’ambiente e della società. lo standard ugo è stato sviluppato da cise proprio per fornire una risposta a tali istanze, offrendo garanzie che le innovazioni sviluppate dall’organizzazione certificata rappresentano il miglior compromesso possibile tra ricerca scientifica, crescita economica e miglioramento della qualità della vita".

il convegno ha rappresentato anche l’occasione per discutere sul post kyoto, alla vigilia della scadenza del periodo di compliance del 2012 e alla luce della grande incertezza sul futuro delle politiche internazionali sui cambiamenti climatici.
"il mondo reale delle declinazioni locali di questo importante e storico protocollo sta vivendo un importante rallentamento – si legge nella nota inviata da giovanni bertucci (igg srl), impossibilitato all’ultimo momento a partecipare al convegno – con esse stiamo assistendo a un rallentamento della diffusione delle tecnologie e degli investimenti. che il protocollo di kyoto non abbia raggiunto obiettivi tangibili in termini ambientali può essere un’affermazione condivisibile, ma è altrettanto vero che esso è stato un potente stimolo allo sviluppo di strumenti nazionali e internazionali di politica ambientale. negli ultimi 10 anni sono nati meccanismi, normative e regolamentazioni volte a stimolare l’utilizzo di tecnologie meno inquinanti dal punto di vista delle emissioni di gas a effetto serra. privare il mondo di una strada post kyoto potrebbe essere un grave rischio per un ambito dell’economia che possiamo chiamare green economy che ha vissuto momenti di sviluppo importanti in controtendenza rispetto al resto dell’economia mondiale".

la seconda parte del convegno ha affrontato in una tavola rotonda la questione “sostenibilità: un obbligo o un’opportunità?”
senza dubbio un’opportunità per enrico bobbio di polieco, consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene. "quello del riciclo è un settore che non può non essere affrontato senza un impulso etico, fortemente legato alla legalità e a una visione economica della gestione dei rifiuti, quali materie prime del futuro. il nostro consorzio ha concluso un percorso volto alla registrazione del marchio ambientale volontario denominato rifiuti km 0, finalizzato ad amplificare e favorire la capacità di penetrazione nel mercato dei prodotti riciclati dalla base consortile, attraverso il meccanismo degli acquisti e appalti verdi. questo marchio consentirà agli associati polieco di dotarsi di un regolamento ad hoc e di uno standard prestazionale da presentare nel mercato come un vero e proprio “biglietto da visita” in grado di referenziare bontà e sostenibilità dei prodotti ottenuti lavorando polietilene riciclato e dei cicli produttivi legati ad attività di riciclaggio di beni in polietilene, nonché la prossimità degli stessi rispetto alla captazione dei materiali di partenza. allo studio inoltre meccanismi di premialità per gli impianti di riciclaggio dei beni in polietilene e per i produttori che utilizzeranno polietilene riciclato in italia".
nel corso del dibattito altre realtà imprenditoriali di vari settori hanno testimoniato il loro impegno per migliorare la propria impronta ecologica.
"il colorificio san marco si è sempre posto come priorità la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto del luogo di lavoro per gli operatori – ha evidenziato federico corò – è stato infatti uno dei primi colorifici a proporre soluzioni a base di acqua per smalti e impregnanti e già da molti anni in formulazione non vengono impiegati pigmenti o composti a base di piombo, cromo, cadmio o mercurio, pericolosi per l’uomo e l’ambiente, né vengono utilizzati per la riproduzione composti classificati come cancerogeni, mutageni o tossici. abbiamo voluto certificare i risultati ottenuti attraverso la dichiarazione ambientale di prodotto (edp), per rendere pubblica la prestazione ambientale dei nostri prodotti. la procedura per ottenere questa certificazione prevede l’effettuazione di uno studio di lca, life cycle assessment (valutazione del ciclo di vita), che rispetti una serie di requisiti, la convalida da parte di un ente terzo e infine la registrazione. colorificio san marco è la prima azienda in italia a ottenere una pre-certificazione epd per le pitture".

"trentofrutta, sullo stimolo di richieste da parte di alcuni clienti e in linea con la propria politica per la qualità aziendale che contempla aspetti di sostenibilità, ha deciso di intraprendere un progetto finalizzato al calcolo dell’impronta carbonica delle proprie produzioni – ha spiegato giampaolo toccoli nel suo intervento – il progetto è stato portato a termine in 8-9 mesi e ha coinvolto diverse figure aziendali, dagli acquisti alle vendite, dal comparto tecnico-produttivo all’assicurazione qualità. il piano di miglioramento che ne è scaturito oltre che a portare l’azienda a valutare investimenti nel settore energie, ha comportato una maggiore selettività di alcuni servizi".

"labrenta produce da oltre 40 anni chiusure per vino e distillati distribuite in oltre 50 paesi nel mondo. un’azienda che nasce utilizzando materie prime di origine naturale, come il sughero, sa quanto sia importante il rispetto per l’ambiente – ha sottolineato gianni tagliapietra – la sensibilità alle tematiche ambientali ha sempre guidato le scelte strategiche dell’azienda imposte dall’innovazione nel settore dei materiali. è sempre stato naturale, quindi, progettare e produrre chiusure per mezzo di tecnologie a basso impatto ambientale che permettessero di contenere le emissioni di co2 e gli sprechi di risorse energetiche e materiali. oggi, al fine di proporre ai nostri clienti chiusure funzionali e sempre aggiornate sulle attuali necessità ambientali, stiamo collaborando con istituti di ricerca specializzati nello studio lca, questo ci permette di proporre articoli a co2 compensata in modo professionale e certificato".

 

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

 

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, mobilità, rifiuti, tecnologia, trasporti

facebook twitter ok notizie

10 novembre 2011 - 15:57

ecocronache da ecomondo. quant'è buono l'olio (da macchina) rigenerato

qui ecomondo alla fiera di rimini.

l'enorme stand del ministero dell'ambiente è fatto a divanetti e basta. conto numero:
- 2 poltroncine bianche a 1 posto
- 16 puf bianchi
- 21 sedie a trespolo tipo apebar
- 8 tavolini alti a trespolo
- 5 divanetti bianchi a 2 posti
- 3 tavoli bassi da salotto, su ciascuno dei quali uno dei
- 3 grossi dòssier di litografie sull'iconografia degli anfibi d'italia (segnalo la salamandra, il tritone comune e il rospo da ingoiare)
- 25 fioriere con piante ornamentali
- 4 vasi di ficus beniamina
- 1 bancone con dèplianz vari
- 3 signorine con cadenza romana, 1 signora tintobiondo, un signore calvo

nello stand adiacente, quello del consorzio oli usati (coou) l'amministratore delegato della viscolube, antonio lazzarinetti, sta per presentare il rapporto di sostenibilità dell'azienda.

la viscolube - chi è pratico di lombardia ha visto lo stabilimento principale: è quella specie di piccola raffineria che si vede a fianco dell'uscita di lodi dell'autostrada del sole - dicevo, la viscolube è il più importante rigeneratore di lubrificanti.

quando il benzinaio ti chiede *olio a posto?* ecco, quell'olio lurido e tossico viene raccolto dal consorzio e va agli impianti di rigenerazione. come quello della viscolube.

il lubrificante viene pulito, lavorato, riportato allo stato di base per nuovi lubrificanti.

insomma, un'attività meritoria. si usa meno petrolio e si inquina meno.

c'è un problema.
alle amministrazioni pubbliche l'olio rigenerato non piace.

permette di risparmiare risorse e di inquinare meno? chissefrega, nel capitolato per le forniture di lubrificante per i bus cittadini, per le auto dei vigili, per i blindati dei carabinieri, per lubrificare i cardini delle porte, per i camion della spazzatura, per i cellulari dei secondini (l'uso di *cellulare* e di *secondino* denuncia la mia età), non c'è quasi mai la richiesta di olio rigenerato.
sono poche le amministrazioni meritorie.


ora lazzarinetti ha finito e parla francesco ferrante, senatore del pd e storico della legambiente.
ferrante dice che in italia siamo "in uno strano paese in cui convivono cose eccellenti, e non solo dell'ambiente, e dei veri disastri ambientali. convivono contigui, come in campania dove a fianco delle immagini sui rifiuti di napoli ci sono comuni campani, e neanche piccoli, che sono pulitissimi".

 



puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, rifiuti, Scienza, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie

9 novembre 2011 - 10:57

ecologia. energia. qui ecomondo a rimini: una guida ragionata. riciclato il 75% degli imballaggi.

qui rimini. parte ecomondo, il salone dell’ecologia e dell’energia pulita. comincio con la musica.

alle ore 10.30 apre ecomondo 2011 con i “avec papier”, il concerto realizzato con strumenti di carta promosso da comieco e diretto dal maestro enrico intra. la creazione di musica a partire da scatole di cartone, barattoli di acciaio o cassette di legno riciclate è il tema del laboratorio didattico “come suona il riciclo”, promosso da comieco, realizzato da capone&bungtbangt.

la carta velina che suona come un flauto. oppure la sonorità più ruvida della carta vetrata, assimilabile al sax. o ancora i tubi di cartone rigido che scandiscono il ritmo come il rullante di una batteria. in “avec papier”, il concerto di carta promosso da comieco che inaugura ecomondo 2011, la carta “interpreta” il suono in tutte le sue sfumature e si conferma materiale creativo multifunzionale.

ideato dall’artista gabriele amadori e diretto dal maestro enrico intra (che ha anche scritto appositamente le partiture), il concerto “avec papier” vede la partecipazione di 5 percussionisti della scuola civica di jazz di milano, di 5 neofiti percussionisti per gli strumenti di carta, e del coro degli studenti del politecnico di milano, a cui si aggiungeranno la voce di luana tallarita e le coreografie e la danza di silvia dezulian.

“avec papier” sarà anche uno spettacolo da vedere, oltre che da ascoltare. tutti i musicisti saranno infatti in scena nella hall sud di ecomondo vestiti di bianco e gabriele amadori dipingerà i loro abiti durante la performance, trasformandoli in un arazzo vivente.

l’armonia della musica è il filo conduttore della partecipazione di comieco ad ecomondo 2011: oltre al concerto di carta, il consorzio, infatti, organizza nell’area educational il laboratorio didattico “come suona il riciclo”, realizzato da capone&bungtbangt in cui verrà spiegato agli studenti come costruire un vero e proprio strumento musicale partendo da materiali di scarto quali, ad esempio, scatole di cartone usate.

un modo originale per far capire ad adulti e bambini come la carta sia tutt’ora una parte importante della nostra cultura ma anche espressione del nostro senso civico, quando viene correttamente avviata a riciclo una volta terminata la sua funzione primaria.

la raccolta differenziata di carta e cartone si conferma oramai una buona abitudine per gli italiani: come emerge infatti dal xvi rapporto annuale sulla raccolta differenziata di carta e cartone, diffuso da comieco, la raccolta è cresciuta del 2%.

in termini assoluti, nel nostro paese sono state raccolte 3,07 milioni di tonnellate di carta e cartone pari a 52,2 kg di media procapite. dal 1999 al 2010, grazie ai risultati della raccolta differenziata, si è evitata la costruzione di ben 222 nuove discariche, 26 solo nel 2010. ma raccogliere e riciclare carta e cartone ha un impatto positivo per l’intera comunità in termini non solo ambientali, ma anche economici e sociali e questo perché, oltre a preservare l’ambiente, crea indotto e occupazione e valorizza le materie prime seconde. in particolare, in termini economici – considerando i mancati costi di discarica, i vantaggi sociali connessi ai nuovi posti di lavoro creati e i benefit ambientali dovuti alle minori emissioni – il beneficio complessivo che il riciclo della carta e del cartone ha portato alla comunità nel 2010 è di oltre 460 milioni di euro, portando il totale complessivo del periodo 1999-2010 a 3,5 miliardi di euro.

 in italia vengono ormai recuperati e riciclati tre imballaggi su quattro. quasi il 75% (il 74,9% nel 2010) del totale degli imballi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro viene trasformato in nuove risorse. in valori assoluti si tratta di 8,5 milioni di tonnellate di materiale recuperati sugli 11,4 milioni totalmente immessi al consumo lo scorso anno (+ 4,6% sul 2009). il solo dato di riciclo si attesta al 64,6% dell'immesso al consumo e il ricorso alla discarica è ormai inferiore al 25%.

 

 

il riciclo

per quanto riguarda le varie tipologie di imballaggi, nel 2010 delle 504.000 tonnellate di acciaio immesse al consumo, il 71,1% è stato riciclato per un totale di 358.000 tonnellate.

la filiera dell'alluminio ha visto una forte crescita delle quantità avviate al riciclo (+ 49% rispetto al 2009). sono state immesse al consumo 64.200 tonnellate di alluminio e ne sono state riciclate 46.500, vale a dire il 72,4%, per un recupero complessivo pari al 77,9%.

 

crescono anche gli imballaggi di carta e cartone avviate a riciclo dal sistema consortile nel 2010 (3.416.000 tonnellate): i risultati di riciclo si collocano intorno all'80% (78,8%), per un recupero complessivo (riciclo+recupero energetico) pari all'87,1%.

per quanto riguarda la filiera del legno, si è registrato un incremento dei quantitativi avviati al riciclo nel 2010 ( +10,8%). la percentuale di riciclo sull'immesso al consumo ha sfiorato il 60% (59,9%): un aumento del 2,2% rispetto al 2009.

 

la filiera della plastica ha avviato al riciclo 711.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio (34,3%) registrando così un incremento dell'8% rispetto all'anno scorso. il recupero energetico è stato di 744.000 tonnellate (35,9%): in totale 1.454.000 tonnellate avviate a recupero (70,2%).

delle 2.153.000 di tonnellate di vetro immesse al consumo ne sono state avviate al riciclo 1.471.000 vale a dire il 68,3%. il recupero complessivo ha subito così una variazione del 2,4 % rispetto al 2009.

sempre nel 2010 si è registrata la crescita del 4,2% di utilizzo di materie prime seconde (ossia derivanti dal riciclo) negli imballaggi immessi al consumo, quota che in totale rappresenta il 35,6% dei materiali impiegati nella produzione di imballaggi immessi sul mercato. anche il riutilizzo è aumentato di circa il 2% arrivando a rappresentare circa un terzo dell'immesso al consumo 2010.

 

positivi risultati anche sul fronte della sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi. i comuni che aderiscono alle convenzioni anci-conai per lo sviluppo della raccolta sono ora 7.284 e coinvolgono circa il 96% della popolazione residente, mentre le aziende consorziate al sistema consortile sono circa 1,5 milioni.

 

 

le bioenergie

 

l'italia, con 12,3 miliardi di euro di investimenti, è uno dei mercati più attraenti al mondo per le energie rinnovabili. un dato in particolare balza agli occhi: il totale degli investimenti del 2010 nelle energie pulite equivale allo 0,4% del pil italiano che, nello stesso anno, è cresciuto dell'1%. sono questi i dati economici chiave del comparto delle energie green - che comprende solare, eolico, biomasse, geotermico e idroelettrico - fotografate nel "rapporto irex 2011" di althesys.

nel 2010, spiega ancora l'irex (italian renewables index), le aziende delle energie rinnovabili hanno confermato di essere assai dinamiche, nonostante la congiuntura economica sfavorevole. l'analisi ha rilevato 203 operazioni industriali per un totale di 5.165 mw.

 

il maggior numero di investimenti in nuovi impianti è stato effettuato nel fotovoltaico (564 megawatt complessivi), tuttavia è l'eolico che presenta le maggiori dimensioni in termini di megawatt, 1.796, grazie anche alle operazioni all'estero in crescita del 22% rispetto all'anno precedente. in aumento anche il numero delle acquisizioni rilevate (+30%), a conferma della tendenza al progressivo consolidamento del settore.

 

tra le rinnovabili, è spesso sottovalutato il contributo potenziale delle agroenergie. in uno scenario di sviluppo ordinario per il settore, che riprende gli obiettivi del pan, il piano d'azione nazionale per le energie rinnovabili, la potenza installata raggiungerà nel 2020 i 3.820 mw. in un secondo, accelerato ma credibile, i 4.860 mw.

nel primo caso il sistema italiano guadagnerebbe 13,9 miliardi di euro, nel secondo 19,9, tra investimenti, indotto, posti di lavoro e riduzione delle emissioni di co2.

lo ha stimato il primo "osservatorio agroenergia" pubblicato a inizio 2011 da confagricoltura ed energetica onlus.

in particolare, la produzione di energia da biomasse dovrà aumentare da 2,2 a 9,8 mtep entro il 2020: 7,6 mtep in più che rappresentano in pratica la metà delle energie da fonti rinnovabili che l'italia dovrà produrre da qui a meno di dieci anni. il solo comparto agricolo può fornire, tramite l'energia da biomasse, almeno 3 dei 17 punti percentuali che ci chiede l'unione europea.

 

 

i lavori verdi (green job)

 

le energie rinnovabili danno lavoro. e sottovalutare la portata dei "green job", ricorda il recente dossier dell'ires, l'istituto di ricerche economiche e sociali, sarebbe un errore. il settore già oggi conta tra posti diretti e indiretti più di 100mila "colletti verdi". sul fronte "occupazione green", dice lo studio "energia e lavoro sostenibile", i settori più importanti sono quello delle biomasse, con circa 25mila occupati, l'eolico, con circa 10mila addetti, il solare fotovoltaico, con circa 5.700, mentre il restante si distribuisce tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico e le altre forme minori che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50mila lavoratori. secondo le prospettive più rosee, l'occupazione italiana nel settore delle rinnovabili può raggiungere le 250mila unità, con una predominanza delle biomasse, del fotovoltaico e dell'eolico. ma allargando il fronte all'efficienza energetica, i posti di lavoro aumentano. secondo la confindustria nell'arco di dieci anni, dal 2010 al 2020, assisteremo a un aumento dell'occupazione di circa 1,6 milioni posti di lavoro. è un comparto industriale già importante quello della green economy italiana legata all'efficienza energetica, che vede coinvolte quasi 400mila aziende e circa 3 milioni di occupati.

 

 

il convegno dell’eolico

“minieolico: applicazioni domestiche” è il titolo del convegno che si terrà giovedì 10 novembre, alle ore 10, in occasione della 5° fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili di rimini.

questo momento di analisi, organizzato dall’anev – associazione nazionale energia del vento, approfondirà tutti gli aspetti legati allo sviluppo della tecnologia minieolica in italia e nel mondo, le applicazioni domestiche, le innovazioni e tutte le novità relative alle procedure normative e di autorizzazione.

in italia il ricorso a macchine eoliche di piccola taglia è stato avviato nel 2000, trovando una diffusione crescente nel corso degli anni. anev stima un potenziale per il minieolico nazionale di circa 1,5 – 2 twh/anno (circa 1.000 mw di potenza installata), raggiungibile tramite una semplificazione dei processi autorizzativi, la definizione di alcuni accorgimenti al sistema di incentivazione e uno sviluppo tecnologico che ne consenta la diffusione nei contesti urbani.

presiederà la sessione angelo todaro (membro di giunta esecutiva e consiglio direttivo anev) e interverranno: gianfranco tolace (euroservice) “misurare il vento per la stima della resa energetica di un sito”; luigi imperato e andrea bartolazzi (studio rinnovabili) “strumenti di analisi, potenzialità e criticità di sviluppo del mini eolico in italia”; lorenzo partesotti (aria) “innovazioni tecnologiche minieoliche”; marco milani (adeventum) “il mercato del minieolico e le sue prospettive di crescita nel mondo e in italia”; mike bergey (dwea) “u.s. small and distributed wind market”; luciano pirazzi (segretario scientifico anev) “installazione di impianti minieolici, sviluppo dei singoli processi e analisi delle criticità”; francesco matteucci (tozzi) “incentivi e procedura autorizzativa in ambito nazionale e regionale”.

 

 

i caffè scienza

i temi dell'ambiente e del recupero affrontati in modo informale dagli esperti in dialogo con i visitatori di ecomondo. la nuova edizione dei caffè scienza vedrà la presentazione di libri interessanti come "- 100 kg: ricette per una dieta della nostra pattumiera", di roberto cavallo (h. 9.45, giovedì 10 novembre, hall sud): un gioco che tocca tutte le stanze di casa nostra e i relativi rifiuti che possiamo imparare a non produrre. si va dallo yogurt fatto in casa al compostaggio nel proprio giardino, fino alle proprie scelte d'acquisto.

 

dei rifiuti a napoli dopo l'emergenza (h. 11.30, venerdì 11 novembre, hall sud) invece si parlerà insieme al vicesindaco della città partenopea tommaso sodano.

il giornalista lorenzo pinna, reso famoso soprattutto per le trasmissioni quark e superqark sulla rai, presenterà invece il suo libro 'autoritratto dell'immondizia', editore bollati boringhieri, colloquiando con il professor luciano morselli (h. 11, sabato 12 novembre, hall sud).

 

tra gli altri temi toccati nel corso dei talk show, da non perdere: 'mysir: la tracciabilità possibile', a cura di conai, 'reti d'impresa: un'opportunità per lo sviluppo di nuove filiere della green economy' e la presentazione della 'guida alle nuove professioni nelle energie rinnovabili', di iacopo vigevano.

 

 

la sostenibile leggerezza del pallet

 

cosa pesa di più? un kg di legno a rendere o a perdere? un chilo di legno a rendere o uno di plastica a rendere? la differenza c'è, dipende se ha la forma di un pallet!

dedicata a valutare il "peso" sull'ambiente del pallet a rendere è la lca che il comitato tecnico epal italia, in collaborazione con epal pallet system, presenterà in occasione di ecomondo a rimini, il prossimo 11 novembre 2011, presso lo stand di rilegno.

realizzata dal politecnico di milano fra 2010 e 2011, l'analisi rivela prestazioni ambientali indiscutibilmente a favore dell'interscambio: l'impatto di un epal in servizio corrisponde a 40 pallet a perdere. l'uso di combustibili fossili si riduce di 167 volte, il consumo di suolo di 100 volte. "la co2 equivalente contenuta in un pallet epal - precisa il professor giovanni dotelli, curatore della lca - oscilla fra i 15 e i 18 kg e di questi oltre il 60% non ritorna in atmosfera perché viene riciclata a fine vita del pallet, in altri manufatti".

solo nel 2010 grazie al pallet eur/epal e al sistema di interscambio sono state sottratte all'atmosfera circa 1.300.000 ton di co2 equivalente, di cui circa 110.000 ton solo dall'interscambio epal effettuato in italia.

a ecomondo il professore del dipartimento g. natta dell'ateneo milanese, e curatore della lca, presenterà una sintesi di questi ed altri importanti risultati evidenziati da un'analisi che è di processo, non solo di prodotto. il lavoro svolto ha permesso a conlegno, il consorzio che gestisce i marchi tecnici nazionali e internazionali del settore legno, e ad assoimballaggi di federlegnoarredo, di porre le basi per comprendere scenari differenti nel settore della logistica: dal pallet a perdere al sistema di riutilizzo per eccellenza qual è epal.

durante la presentazione sarà consegnata una sintesi della lca che potrà servire soprattutto agli utilizzatori (industria, logistica e distribuzione moderna) per valutare e scegliere le proprie politiche di acquisti sostenibili.

a fine presentazione seguirà gradito aperitivo aperto a tutti i partecipanti.

 

 

domotecnica e l'efficienza energetica

 

il punto verde mobile domotecnica e e.on sbarcano alla fiera ecomondo-keyenergy con l'efficienza energetica interattiva

dal 9 al 12 novembre la campagna di sensibilizzazione "vivi l'efficienza energetica" fa tappa a rimini, alla fiera ecomondo-keyenergy per parlare di risparmio ed efficienza energetica a cittadini, professionisti del settore e istituzioni.

in speciali postazioni interattive, complice tecnologia touchscreen e sofisticati dispositivi kinect, il visitatore sperimenterà appieno l'efficienza energetica. l'iniziativa vanta il patrocinio del kyoto club.

 

coinvolti in prima linea in vivi l'efficienza energetica - questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione attivata da domotecnica, la più diffusa rete nazionale di specialisti del risparmio energetico, in collaborazione con e.on, tra i più grandi gruppi energetici al mondo a capitale interamente privato, - gli stessi cittadini che potranno contribuire attivamente a produrre energia pulita, tradotti in chilowattora simbolici, visibili su un apposito display led.

 

quanti chilowattora si producono gustando un sacchetto di pop corn? quanta energia è contenuta in una sinfonia?

i visitatori del punto verde mobile potranno sperimentarlo di persona, ricevendo un sacchetto di pop corn a risparmio energetico e componendo musica ecosostenibile su un'apposita tastiera virtuale presente all'esterno del camion. il dispositivo kinect annesso alla console xbox di microsoft rileverà tramite sofisticati sensori e videocamere ad infrarossi i movimenti dei cittadini traducendoli in suoni energetici.

all'interno del punto verde mobile, invece, il cittadino verrà virtualmente introdotto nel mondo del risparmio e dell'efficienza energetica, vivendo in maniera interattiva informazioni su energia, tecnologie a risparmio energetico e sistemi edificio- impianto.

complice la modalità touchscreen, video e immagini informativi usciranno da tre sofisticati totem a retroproiezione in plexiglass trasparente, avvolgendo il visitatore in una bolla comunicativa dedicata all'efficienza energetica, consentendogli di consultare diversi scenari alla velocità di un click.

altre postazioni pc consentiranno ai cittadini di ricevere il check up energetico gratuito della propria abitazione, ufficio, negozio, azienda e, complice la presenza degli specialisti del risparmio energetico domotecnica e dello staff e.on, consigli utili per ridurre i consumi energetici ed aumentare il proprio comfort.

il tour 2011 del punto verde mobile domotecnica, giunto alla sua terza edizione, visiterà 21 fiere del settore in 59

 

 

lo smaltimento dei rifiuti industriali

 

alla fiera parteciperà con proprie relazioni la società sadi servizi industriali, società tra le prime in italia nello smaltimento rifiuti industriali e bonifiche ambientali con parte delle attività dedicata anche alle rinnovabili.

una delle relatrici in fiera sarà la dottoressa cesarina ferruzzi, presidente di anida (associazione nazionale delle imprese di difesa dell'ambiente), che negli ultimi anni si è dedicata moltissimo ai temi della green economy e ha recentemente tenuto una relazione dal titolo “green economy: opportunità e problemi per le imprese di difesa dell’ambiente”, proponendo il settore green come possibile risposta alla crisi economica e avanzando alcune proposte interessanti anche coinvolgendo altre associazioni di categoria.

 

 

recupero pannelli solari: il progetto italiano di ecolight

 

il consorzio per la gestione dei raee lancia il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici

anticipare il futuro prima che si possa parlare di emergenza. ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, presenta alla quindicesima edizione di ecomondo il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici. un servizio che raccoglie un'esigenza di oggi, ma prepara le necessità di domani.

il fotovoltaico in italia ha registrato un vero e proprio boom. ad oggi sono più di 290mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.300 mw. ed è possibile stimare che ci sia quasi un pannello solare installato per ogni abitante: sono infatti più di 53 milioni quelli che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. calcolando che i primi impianti solari sono stati installati negli anni novanta e la durata di un pannello fotovoltaico è di circa 20-25 anni, la richiesta di smaltimento di questi rifiuti sarà in crescita esponenziale in un futuro prossimo. ecolight presenta un progetto tutto italiano per la raccolta e lo smaltimento dei moduli solari che permette di recuperare materie prime seconde facendo risparmiare energia.

ecolight - costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei raee, delle pile e degli accumulatori. il consorzio ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. è stato inoltre il primo sistema collettivo in italia ad avere le certificazioni di qualità iso 9001 e iso 14001. rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. tratta tutte le tipologie di raee.

 

 

il consorzio conapi

 

i rappresentanti co.na.pi. saranno presenti al padiglione d2, stand 018. saranno illustrati i vantaggi dell'opzione 1, che prevede una migliore gestione e ottimizzazione della raccolta differenziata di carta e imballaggi, parte della convenzione anci/comieco, accordo quadro 2009-2013, recepita dalle piattaforme consorziate.

 

 

la settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2011

 

dopo il successo del 2010, partirà a breve la terza edizione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (european week for waste reduction – ewwr) che si terrà, anche in italia, dal 19 al 27 novembre per promuovere azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e porre in evidenza l’impatto dei nostri consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici. il via ufficiale sarà proprio dato durante ecomondo, con l’incontro con i membri il comitato promotore. la “settimana” nasce all’interno del programma life+ della commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’unione europea, che gli stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/ce).

alla presentazione (11 novembre ecomondo, rimini, padiglione b3 stand n. 64 di federambiente ore 11) intervengono i rappresentanti di tutti i membri del comitato promotore nazionale:

- roberto caggiano, dirigente servizio tecnico federambiente e daniele fortini, presidente federambiente

- roberto cavallo, consigliere acr+, presidente aica

- paolo piacentini, in rappresentanza del segretario generale del ministero dell’ambiente

- agata fortunato, responsabile ufficio ciclo integrato dei rifiuti, provincia di torino

- giovanni ferrari, referente rifiuti 21 network

- dario esposito, coordinatore osservatorio provinciale sui rifiuti, provincia di roma

- stefano ciafani, responsabile scientifico di legambiente

- paolo hutter, direttore eco dalle città

sono stati anche invitati rappresentanti del conai, main sponsor.

durante l’incontro, ogni rappresentante proporrà le azioni più interessanti per ogni categoria, scelte tra le circa 600 schede che sono state inviate fino a questo momento. tra le molte adesioni ce ne sarà una di eccezione, quella della camera dei deputati, che quest’anno ha voluto dare il proprio contributo alla settimana europea, proponendosi come project developer con un’azione di riduzione dei rifiuti che coinvolgerà sia gli uffici che gli stessi deputati. infine la presentazione sarà l’occasione per fare un primo bilancio del programma life, che in questi tre anni ha visto tra i suoi appuntamenti più importanti proprio la settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

in italia la “settimana” è realizzata sotto l’alto patronato del presidente della repubblica, col patrocinio del ministero dell’ambiente, della presidenza della camera e del senato, dell’unesco e col sostegno del conai.

ripeto: 11 novembre ecomondo, rimini, padiglione b3 stand n. 64 di federambiente ore 11

 

 

il riciclo degli pneumatici usati

 

verso un'industria del pfu oggi e domani: le sinergie per lo sviluppo di un'economia del riciclo dei pneumatici fuori uso., 10 novembre 2011 ore 15, sala neri 1. registrazione richiesta per partecipare all'evento.

ecopneus traccia un primo bilancio della partenza del sistema di raccolta e recupero dei pfu, indicando le sinergie per lo sviluppo di un'economia del riciclo dei pneumatici fuori uso e lo fa ad ecomondo, dove sarà presente al padiglione b1, con uno stand che sarà punto di riferimento dei suoi partner operativi per la raccolta, la frantumazione e la valorizzazione, oltre 100 imprese tra dirette e indirette. una vera e propria industria del riciclo, quella che sta consolidandosi sulla spinta del dlgs 82, che vede già messi in atto parametri di qualità e di sicurezza, procedure volte a garantire l’efficienza del sistema, coinvolgimento degli addetti, poco meno di un migliaio oggi, destinati a crescere nei prossimi anni. obiettivo 2011 per il paese sono poco più di 90.000 tonnellate di pfu, il 25% dell’immesso al consumo, quota che dovrà diventare il 100% (380.000 ton) entro il 2013.

alessandro de martino e giovanni corbetta, presidente e direttore generale di ecopneus, apriranno i lavori del convegno in programma alle ore 15 di giovedì 10 novembre in sala neri 1, con l’intento di fotografare la situazione attuale, riflettere su alcune vulnerabilità che ancora persistono, e mettere a fuoco i punti di forza su cui fare perno per massimizzare l’efficacia degli sforzi sulla raccolta, il trattamento e il reimpiego del materiale “restano ancora alcuni nodi tecnici da sciogliere – dichiara corbetta – per i quali è necessario avviare un confronto a più voci con il ministero del’ambiente e procedere nella massima sinergia con le categorie interessate: gommisti e ricambisti, operatori della raccolta e del riciclo, e settori applicativi che possono assorbire il materiale a valle del riciclo”.

e saranno i rappresentanti della filiera a discutere, durante il convegno moderato da lucia tonini di pneus news, su quanto resta da fare per perfezionare il sistema: corrado scapino, presidente fise-unire, renzo servadei, segretario generale federpneus, angelo bonsignori, direttore generale federazione gomma plastica, giorgio russomanno, responsabile settore ambiente e sicurezza confartigianato imprese, luigi bianchi, presidente commissione per le politiche ambientali confcommercio e martino landi, presidente federazione autonoma italiana benzinai. invitato anche il ministero dell’ambiente: il direttore generale marco lupo e massimo lepri della segreteria tecnica.

di opportunità applicative post riciclo parleranno invece silvano falocco, ad ecosistemi ed esperto di green public procurement (gpp), alberto avetta, assessore alla viabilità provincia di torino, mauro renato longo, direzione acquisti p.a. consip, il sen. andrea fluttero della commissione ambiente del senato, e il responsabile ambiente nazionale di uisp, santino cannavò, che illustrerà il progetto in corso in collaborazione con ecopneus rivolto a 20.000 dirigenti e opinion leaders del settore sportivo. alla luce dei recenti sviluppi in tema di acquisti verdi della pubblica amministrazione, delle esperienze estere e delle sperimentazioni italiane, si sta ragionandosempre più concretamente su azioni da perseguire per una valutazione a tutto tondo del materiale da riciclo pfu, sia per le sue performance tecniche, sia per il valore ambientale, che lo renderebbero preferibile ai materiali vergini in svariate applicazioni nei settori dell’edilizia civile, sportiva e delle strade. e proprio sulla sicurezza delle strade sarà prisca taruffi, già campionessa italiana e vicecampionessa europea di rally e direttore tecnico nei corsi di guida sicura e sportiva, a spiegare quanto possano essere fondamentali per chi guida rese ottimali degli asfalti in caso di frenata e di pioggia, caratteristiche che la gomma nel manto bituminoso garantisce di suo, con in più il vantaggio di una maggiore durata e una migliore sostenibilità ambientale, se la gomma è riciclata.

ma le sorprese non finiscono qui. presso lo stand ecopneus (pad b1, n.102) ci sarà anche una scultura di nicola antonelli realizzata con pneumatici fuori uso. tante dunque le chiavi di lettura di questa terza presenza di ecopneus ad ecomondo. tra queste anche l’occasione per illustrare l’aggiornamento dei dati del dossier “copertone selvaggio” nato dalla collaborazione tra legambiente ed ecopneus: dal 2005 al 2011 sono state 1335 le discariche abusive di pneumatici individuate, 286 sono nell’ultimo anno, mentre i metri quadri “rubati” all’ambiente arrivano pericolosamente a sfiorare i 7 milioni di metri quadrati complessivi, ovvero una superficie complessiva grande quanto 906 campi di calcio.

la buona strada intrapresa ha dunque anche un obiettivo sociale e civile: la lotta all’illegalità.

ecopneus,società senza fine di lucro costituita dai principali produttori e importatori di pneumatici operanti in italia per gestire la raccolta e coordinare trattamento e recupero di una quota di pfu pari all’immesso nel mercato dalle aziende aderenti, a regime dovrà gestire gran parte delle oltre 380.000 tonnellate di pneumatici che arrivano a fine vita ogni anno in italia. con la definizione dei contributi ambientali, validi dal 7 settembre, ha preso il via il ritiro dei pfu presso oltre 30.000 tra gommisti, stazioni di servizio, autofficine e sedi di flotte su tutto il territorio nazionale.

 

dalla 'smart home' alla 'smart city'

 

dalla tegola fotovoltaica ai chip per controllare i consumi elettrici, dallo scaldabagno alla pompa di calore. a cooperambiente, la manifestazione al via il 9 novembre insieme a ecomondo e key energy, i visitatori toccheranno con mano cosa significa essere consumatori 'smart', cioè intelligenti.

la forma cooperativa consente infatti una maggiore efficienza rispetto a chi si muove sul mercato individualmente.

 

è con questo intento che legacoop, insieme ad ibm e indesit, con il supporto tecnico della cooperativa spes, ha deciso di allestire la 'smart home', una mostra di oggetti innovativi ed energeticamente efficienti, come elettrodomestici, apparecchi elettrici e tutto quanto contribuisce a un consumo intelligente. al tema sarà anche dedicato un convegno specifico, in programma a rimini fiera mercoledì 9 novembre, alle ore 14.30.

 

 

forum raee: il sistema raee tra presente e futuro

 

giovedì 10 novembre 2011 ore 09.30-13.30 sala neri 2 hall sud. a quattro anni dalla sua nascita, il sistema raee è ormai avviato verso una continua crescita e una sempre maggiore consapevolezza e complessità. nel 2010 è stato raggiunto il target europeo per la raccolta dei raee domestici (4 kg/abitante/anno); tuttavia la base dati, che si va via via ampliando, restituisce l’immagine di un contesto costituito da realtà territoriali non sempre armoniche.

 

a partire dalla revisione, ormai alle porte, della direttiva raee, al rinnovo dell’accordo anci-cdc sul ritiro dei raee domestici, al recepimento dei nuovi standard europei su raccolta, logistica e trattamento, sia il presente che il futuro del settore appaiono connotati da un altissimo dinamismo.

grazie alla collaborazione alla partecipazione dei rappresentanti più qualificati delle istituzioni e delle organizzazioni del settore, il forum raee si conferma come un appuntamento centrale per gli addetti ai lavori che intendono aggiornarsi sulle iniziative e sulle tendenze in atto, oltre che come un utile momento di discussione e confronto tra i protagonisti del sistema.

interventi programmati:

- rosanna laraia, presidente comitato vigilanza e controllo raee

- davide donadio, responsabile progetti raee ancitel energia e ambiente

presentazione indagine sul fenomeno della cannibalizzazione dei raee

tavola rotonda:

coordinata da luca bonaccorsi, direttore terra quotidiano ecologista

- danilo bonato, presidente centro di coordinamento raee

- sergio scacco, agenzia delle dogane - ufficio centrale antifrode - ufficio intelligence

- filomena d’arcangelo, responsabile area ambiente e tecnico normativa anie

- filippo bernocchi, vice presidente anci

- roberto caggiano, dirigente servizio tecnico federambiente

- pierpaolo masciocchi, responsabile settore innovazione utilities e servizi confcommercio

- gabriele canè, presidente assoraee

- gianni cavinato, consiglio nazionale consumatori e utenti

conclusioni:

luigi pelaggi, capo segreteria tecnica ministero dell’ambiente

 

 

nuovo modo per trasformare i rifiuti da costo a risorsa

 

è ormai tutto pronto per la partecipazione di eurven ad ecomondo. attraverso i suoi progetti e macchinari, l'azienda vicentina veicolerà una nuova ed efficace filosofia che ribalta il concetto di rifiuto, trasformandolo da costo a risorsa. presso lo stand 19 del padiglione d2 saranno presentati i primi compattatori in italia che calcolano, con dati certificati, il risparmio di co2 ottenuto grazie all'uso dei suoi macchinari, nonché repaperme, il progetto del primo sistema di raccolta con incentivo della carta, ideato da reno de medici in collaborazione con despar sadas.

eurven, leader nella progettazione di sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo dei rifiuti, porterà ad ecomondo importanti innovazioni per il settore, ma soprattutto una nuova filosofia che 'capovolge' il concetto di rifiuto.

l'azienda, che fornisce le sue soluzioni ad importanti realtà come coca cola, ikea, autogrill, gardaland, unes, despar e molti altri, esporrà presso lo stand 19 del padiglione d2 tutte le sue soluzioni per sensibilizzare alle tematiche ambientali e alla raccolta differenziata, come la prima linea di compattatori che esegue il calcolo esatto e certificato di quante emissioni di co2 sono state evitate grazie al conferimento di rifiuti nei macchinari, o big belly solar, uno speciale cestino per il rifiuto secco con compattatore integrato alimentato da un pannello fotovoltaico, che grazie ad un evolutissimo sistema di gestione permette di limitare al massimo gli spostamenti per il suo svuotamento.

ma soprattutto sarà presentato il primo progetto realizzato nel nostro paese di incentivazione alla raccolta della carta, repaperme, ideato da reno de medici e realizzato con la partecipazione di despar sadas utilizzando i macchinari ed il knowhow di eurven. il sistema prevede che gli utenti che conferiscono carta e cartone nei macchinari ricevano punti premio utili per ottenere sconti sui prodotti in vendita, quindi un incentivo a fare raccolta differenziata.

“grazie ai nostri sistemi, il rifiuto diventa una risorsa” sostiene carlo alberto baesso, general manager di eurven. “non solo compattare i rifiuti significa ridurne l'ingombro, quindi tagliare i costi della raccolta da 5 a 8 volte e diminuire la co2 emessa dai camion per la loro movimentazione, ma soprattutto trasformarli in introito, perchè gli utenti ottengono dei punti o degli sconti con il semplice conferimento di materiale che solitamente viene destinato alla spazzatura”.

eurven è leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti. tra i suoi clienti coca cola, ikea, san benedetto, autogrill, unes e molti altri.

 

 

azzeroco2 presenta un software per gli enti locali che rivoluziona il modo di gestire (e risparmiare) l’energia

 

azzeroco2 anche quest'anno sarà presente ad ecomondo-keyenergy 2011 con il suo spazio all'ingresso della hall sud e lancia lead, il nuovo software per il riordino e il monitoraggio del settore energetico su scala locale. pensato per l'amministrazione pubblica, lead (frutto della collaborazione tra azzeroco2 e cid software), costituisce una vera rivoluzione nel modo di razionalizzare e gestire i consumi energetici: il software, infatt,i permette di quantificare i consumi energetici e gli impatti ambientali sul territorio e, grazie alla costruzione di modelli personalizzati, di pianificare le azioni di riduzione delle emissioni e di monitoraggio delle politiche energetiche. la presentazione si svolgerà sabato 12 novembre, ore 11, sala tiglio 1, e ospiterà gli interventi di gianni silvestrini, direttore scientifico del kyoto club, leonardo berlen, responsabile del portale qualenergia e di alessandro vezzil e lisa suanno del settore local development, di azzeroco2.

 

ma il calendario degli eventi organizzati da azzeroco2 prevede altri due importanti appuntamenti: venerdì 11 novembre, alle ore 10.30, sala mimosa 2, il convegno  “eternit countdown: dodici mesi per eliminare la piaga dell’amianto? la straordinaria opportunità del conto energia”.

un’occasione per fare il punto della campagna avviata da azzeroco2 e legambiente a diciotto mesi dal lancio. l'alto numero di richieste per ottenere gli incentivi statali per il fotovoltaico, infatti, rischiano di esaurire entro il prossimo anno i fondi a disposizione di chi desidera sostituire le coperture in eternit di capannoni agricoli ed industriali con impianti fotovoltaici. il convegno ospiterà, tra gli altri, gli interventi di andrea poggio, vice presidente di legambiente, di giuseppe gamba, presidente azzeroco2 e di edoardo bai, responsabile della campagna “liberi dall’amianto”.

 

infine, sempre venerdì 11 novembre, ore 15 nella hall b5/d5 stand 026 bis, sarà presentato il progetto europeo:

“recoil: come recuperare l’olio vegetale esausto e trasformarlo in energia”.

il convegno è organizzato da azzeroco2 in collaborazione con conoe, legambiente, kyoto club e cid software

prosegue, inoltre, la collaborazione tra ecomondo-keyenergy e azzeroco2 per rendere l’appuntamento con la vetrina della green economy sempre più sostenibile. anche quest’anno, infatti, con il supporto di azzeroco2, la fiera compenserà le emissioni relative ai consumi cartacei ed energetici e al trasporto di espositori e relatori, con l’acquisto di 300 crediti derivanti da un progetto di teleriscaldamento a biomassa in valtellina.

 

 

ecolamp partecipa alla 15ª edizione di ecomondo

 

anche quest’anno ecolamp partecipa alla fiera ecomondo, l’appuntamento annuale dedicato al recupero di materia, energia e allo sviluppo sostenibile che si terrà dal 9 al 12 novembre a rimini. ecomondo sarà l’occasione per il consorzio di fare un punto sulla raccolta delle sorgenti luminose a fine vita in italia, sui risultati acquisiti dal sistema raee nel raggruppamento 5, sui problemi ancora da risolvere e sui possibili scenari che la nuova direttiva sui raee, in preparazione a bruxelles, potrebbe aprire nel prossimo futuro.

giovedì 10 novembre alle ore 13.30, presso il proprio stand, ecolamp presenterà in anteprima i contenuti del “libro bianco sulla raccolta delle sorgenti luminose in italia”, realizzato in collaborazione con il politecnico di milano, e lancerà la prossima campagna di comunicazione ed informazione realizzata in collaborazione con legambiente, “illumina il riciclo”, sulla raccolta differenziata delle lampade fluorescenti esauste.

a tutti i partecipanti all’incontro verrà offerto il volume “l’italia ambientalmente sensibile”, stampato a conclusione della mostra polisensoriale “lamp&rilamp” sul corretto smaltimento delle lampadine a risparmio energetico: un giro della penisola che ha toccato trentun città italiane in tre anni, totalizzando più di quaranta mila visite.

a discutere e a presentare idee e volumi saranno, con fabrizio d’amico, direttore generale di ecolamp, bruno cesario, sottosegretario all’economia, vittorio chiesa, docente del politecnico di milano, stefano ciafani, responsabile scientifico di legambiente.

 

 

convegno del coordinamento pile e accumulatori

 

il centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori è lieto di invitarvi al convegno che si terrà mercoledì 9 novembre, alle ore 14.30 su “le nuove modalità gestionali delle pile e accumulatori esausti”.

l’appuntamento è fissato presso la sala ravezzi 1, all’interno della fiera ecomondo di rimini.

 

 

pro-gest e il riciclo della carta

 

prima partecipazione ad ecomondo per pro-gest, il gruppo privato numero uno in italia nella produzione di carta, cartone, imballi e packaging, oltre che uno dei maggiori player in europa nel comparto del riciclo, guidato dall'imprenditore veneto bruno zago, nel settore dal 1973, e che quest’anno ha dato nuova vita a oltre 1 milione di tonnellate di carta da macero diventata preziosa materia prima, con una importante crescita a dispetto delle 800.000 tonnellate del 2010.

con le sue 19 aziende distribuite in 7 regioni e i suoi oltre 1000 dipendenti, pro-gest gestisce l'intero ciclo produttivo della carta, utilizzando al 100% cellulosa da riciclo. un "impero" che in numeri è tradotto in un fatturato di 300.000.000 euro e che si concretizza in 800.000.000 mq di cartone ondulato prodotto, in 1.500.000.000 di imballaggi prodotti e in 10.000 tonnellate di prodotti tissue trasformati.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, mobilità, rifiuti, Scienza, tecnologia, trasporti

facebook twitter ok notizie

31 ottobre 2011 - 22:16

carburanti. ecco il documento con cui il fisco rincara benzina e gasolio per i danni da alluvione.

da domani 1° novembre fino al 31 dicembre rincarerà la benzina per finanziare la ricostruzione delle zone della lunigiana e dello spezzino devastate dalle piene furiose della settimana scorsa.

clicca qui per scaricare il documento ufficiale dell'agenzia delle dogane che fa salire da domani fino al 31 dicembre le tasse su benzina e gasolio

già la regione toscana aveva deciso di far salire di 5 centesimi l'accisa (cioè la quota fiscale) sulla benzina dal 1° gennaio prossimo per tutto il 2012 per finanziare i lavori di ricostruzione. la decisione della regione varrà solamente in toscana. 

ora anche lo stato ha deciso di rincarare i carburanti.
non solamente benzina (come la toscana) ma anche il gasolio.

il rincaro varrà per due mesi, da domattina (1° novembre) sino a fine anno per tutta italia.

ti invito alla vigilanza: in genere, quando scade il termine, lo stato *dimentica* di ribassare la benzina e, oplà, trasforma da provvisorio in permanente il rincaro fiscale.
è già accaduto diverse volte.

quest'anno ci sono stati diversi altri rincari fiscali sui carburanti.
solamente calcolando dal 28 giugno, i ritocchi del governo sui carburanti hanno portato aumenti per 8,5 centesimi al litro.

l'accisa sulla benzina ora sale di 0,89 centesimi al litro, a cui va aggiunta l'iva al 21%.

sul sole 24 ore in edicola domattina troverai i dettagli e altre notizie sui danni da maltempo in liguria e toscana.

clicca qui per scaricare il documento ufficiale dell'agenzia delle dogane che fa salire da domani fino al 31 dicembre le tasse su benzina e gasolio

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, mobilità, traffico, trasporti, Viagg

facebook twitter ok notizie

31 ottobre 2011 - 19:43

alluvione. la benzina in toscana rincarerà per pagare la ricostruzione.

alcuni rincari della benzina sono al tempo stesso più dolorosi e meno dolorosi di altri.
la giunta regionale toscana ha approvato la proposta di legge che prevede l’imposizione di una accisa di 5 centesimi al litro sulle benzine per un anno.

questo è un rincaro meno doloroso di altri, perché è a fin di bene e non per arricchire qualcuno.
lo si paga *volentieri*.

e al tempo stesso è un rincaro dolentissimo, perché non si vorrebbe mai dover contare morti e distruzioni, non si vorrebbe che ci fossero persone sofferenti.

la proposta di legge, annunciata dal presidente regionale enrico rossi per raccogliere i soldi da destinare alle zone alluvionate, è stata immediatamente inviata al consiglio regionale e prevede che l’accisa scatti dal 1° gennaio.
“abbiamo applicato una norma nazionale, quella del decreto milleproroghe – ha precisato il presidente rossi – che impone alle regioni di stanziare risorse facendo ricorso alla leva fiscale per poter accedere al fondi della protezione civile (e quindi ai 25 milioni stanziati dal governo). praticamente una scelta obbligata”.

la giunta regionale ha anche deliberato l’istituzione di un ufficio della protezione civile regionale nel municipio di aulla, ”in modo da seguire da subito e bene tutta la fase – ha concluso il presidente – dall’emergenza fino alla ricostruzione".

"la particolare configurazione orografica dell'italia determina una  particolare fragilità idrogeologica che è stata incrementata dalle  scellerate pratiche abusive e speculative degli ultimi 40 anni", afferma il responsabile ambiente dei rutelliani di alleanza per l’italia (api), giuseppe vatinno.
"se il governo, nella figura del premier berlusconi e del ministro dell'ambiente prestigiacomo, rimanderà ancora il piano nazionale sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, sarà virtualmente responsabile di tutte le più che probabili catastrofi future, di cui un esempio tragico è quello che è successo da poco in liguria e toscana a causa delle inondazioni".

Permalink Commenti (0)

Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, mobilità, trasporti

facebook twitter ok notizie

30 ottobre 2011 - 20:24

alluvione. in lunigiana l'osceno turismo del dolore. le strade riaperte. i numeri d'emergenza.

torna il turismo del dolore.
ricordi che ad avetrana (delitto scazzi) arrivavano anche i pullman di turisti attratti dall'orrenda curiosità?
ebbene, ora accade in lunigiana.
nella lunigiana dell'alluvione.

non a caso l’unità di crisi costituita in lunigiana per fronteggiare i danni dell’alluvione ha dovuto rilanciare l’appello per evitare l’afflusso di curiosi nelle zone inondate.

nelle zone colpite dall’alluvione le condizioni della viabilità e in generale delle infrastrutture, pur migliorate, restano  ancora problematiche – affermano i responsabili dell’unità di crisi – composta da rappresentanti della regione, degli enti locali, delle forze dell’ordine e del volontariato.

personale e mezzi di soccorso sono  impegnati a ripristinare servizi e condizioni di vivibilità per la popolazione colpita.
"è necessario che le vie di comunicazione restino a disposizione per questi interventi e non siano occupate da veicoli estranei ai soccorsi o alla vigilanza", dice l'unità di crisi.

è quindi opportuno  – ribadiscono dall’unità di crisi – evitare di recarsi   in questo momento nelle località critiche, se non strettamente indispensabile.
l’unità di crisi informa inoltre che il casello autostradale di aulla è chiuso nella giornata di oggi.

intanto si continua a lavorare nelle zone colpite dall’alluvione in lunigiana.
secondo le notizie che giungono dall’unità di crisi istituita presso il comune di aulla, sono state raggiunte anche le frazioni isolate di stadano e parana, che restano però irraggiugibili con gli automezzi.
per entrambe le frazioni è stato allestito un punto di assistenza tramite elicottero per viveri e medicinali.

per stadano è stata valutata la possibilità di ripulire una strada alternativa, mentre per parana è stata valutata la possibilità di realizzare un ponte temporaneo dal genio pontieri.
riaperta la strada provinciale 37 per valle arzelato, dopo un sopralluogo congiunto di tecnici regionali e dell’esercito che ha dichiarato percorribile la strada.

nelle zone alluvionate della lunigiana lavorano circa 700 persone, di cui circa 300 volontari, e il rimanente costituito da personale degli enti (comuni, province e regione), forze dell’ordine, forze armate e vigili del fuoco. circa 150 i mezzi, di tutti i tipi, in funzione.

dall’unità di crisi si rivolge un appello affinché l’invio di eventuali aiuti e l’arrivo di volontari sia effettuato solo in forma coordinata.
ciò al fine di razionalizzare le operazioni di aiuto.
l’unità di crisi è contattabile ai seguenti numeri
0187-423014
0187-409462
0187-408341.

Permalink Commenti (1)

Categorie: acqua, autostrade, ecologia e ambiente, infrastrutture, mobilità

facebook twitter ok notizie

27 ottobre 2011 - 18:58

qui, ora, vedo scendere l'aereo snam di enrico mattei. sono a bascapè il 27 ottobre.

sul filo della memoria.
mi è accaduto di nuovo.
ora sono a bascapè, da enrico mattei, il fondatore dell’eni.

non è la prima volta.
mi è capitato di trovarmi nei luoghi proprio mentre avvenivano le cose.

per esempio il 28 giugno attorno alle 12 ero a seraievo, per puro caso seduto sulla spalletta del lungofiume all’incrocio con via berretti verdi, e mi ero sorpreso a scoprire che cosa mi stava accadendo davanti, quello stesso 28 giugno alla stessa ora ma nel 1914.

stesso luogo, stesso giorno, stessa ora.
diverso l’anno, 1914 contro 2011, e mi ero trovato dentro all’attentato all’arciduca, avevo visto gavrilo prinzip mentre uscendo da quella porta (ma proprio quella porta lì, che stavo vedendo) pistolava contro la macchina dell’arciduca in retromarcia lungo via berretti verdi verso il lungofiume dov'ero io, e con quelle pistolate e diede inizio alla tragedia oscena della prima guerra mondiale.

clicca qui per leggere l'articolo su che cosa avevo visto a seraievo il 28 giugno.

ora mi è accaduto di nuovo.

poco fa per caso, per sbaglio, non so come, sono capitato a bascapè, dov’era caduto l’aereo di enrico mattei.
oggi, giovedì 27 ottobre.
sono quasi le 19 di questo ottobre che finisce tra frecce di sole e lacrime di pioggia.

poco fa mi ero perso in moto, sulla mia vecchia guzzi mille, passando il cavalcavia sopra l’autostrada milano-bologna.
mi sono trovato in mezzo alla campagna.
alle spalle, melegnano.

ho seguito la strada che segue le anse di argini antichi di fiumi scomparsi e sono arrivato a bascapè, paese della campagna pavese, granturco e risaie.

il paese di bascapè ha una chiesa barocchetta; le solite villette a forma di dado-da-brodo con il giardino la siepe la tuia il patio e le mattonelle di cemento che fanno traccia fino alla rimessa per la macchina.

a un incrocio c’è un cartello indicatore.
a destra si va al "memorial enrico mattei".
giusto – penso dietro la visiera del casco – bascapè è il luogo in cui non-ricordo-quando precipitò l’aereo di enrico mattei.
chissà che cos'è questo "memorial".

non riesco a immaginare un memoriale per mattei.
potrebbe essere un centro di documentazione con fotografie e oggetti appartenuti al grande personaggio della politica e dell'energia?
oppure una sala in stile palestra scolastica, intonaco rosso, pianterreno, vetrate, linoleum, sedie di plastica?

avanti, alla ricerca del memoriale.

via enrico mattei dura poche villette-a-dado, poi un fosso affianca la via ed è di nuovo campagna.
c’è un divieto d’accesso proprietà privata, subito la strada diventa di ghiaia e brecciolino (la moto è in difficoltà: due ruote slittano meglio di quattro) e arrivo a un cancello chiuso con il lucchetto.
spengo il motore, scendo dalla moto guzzi, appoggio il casco sulla sella.

scatto due fotografie e seduto sulla spalletta del ponticello d'ingresso comincio a scrivere quello che hai letto fin qui.

non c’è nessuno.
l'ho trovato seguendo il cartello indicatore che non cercavo:
questo è il "memorial enrico mattei".
non c’è nessuno.
quasi buio.
silenzio.
il luogo dell’aereo di mattei.
silenzio.

ti sto descrivendo quello che vedo ora.

il cancello del memoriale è chiuso con la catena e il lucchetto.
è un rettangolone di mille metri quadri circondato da una roggia – quasi fossa di un castello – e sottolineato da siepi e filari di alberi.

questo giardino di mattei fu realizzato nel ’63 su disegno dell’architetto paesaggista pietro porcinai nel luogo in cui caddero i resti dell’aereo.
clicca qui per vedere mappe e foto del memoriale

vi sono hypericum a fiore giallo (il giallo è il colore con cui nell’industria si dipingono valvole e condotte del metano, ed è il colore araldico della snam), filari di taxodium distichum, conifera a foglia caduca che si colora di rosso nel periodo dell’incidente aereo; ci sono pietre come panchine, ci sono tre lapidi funerarie (cenotafi) a ricordo di enrico mattei (che è sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di matelica) il pilota irnerio bertuzzi e il giornalista william mc hale, che viaggiava con loro.

queste le foto che ho scattato prima con il telefonino quando c'era più luce.
Basapè testa di pozzo2
come monumento, una testa di pozzo con flange e valvole.
capisco e condivido il vago sapore kitsch di questo monumento.
non avrebbe dovuto essere differente.
Bascapè testa di pozzo1

ora è già più buio rispetto a pochi minuti fa.

silenzio.
dall’allevamento vicino, alcune vacche da latte cominciano a urlare. smettono.
poi, silenzio.

scende lento un airbus, passa sopra alla mia testa, le luci accese come un calcinculo delle giostre, tra due minuti poserà il carrello sul pettine della testata della pista 36 di linate liml.
poi, silenzio.

guardo l’orologio.
sono le 18,55.
sono le 18,55 del 27 ottobre.
ora mi domando: quando è morto mattei?
in piedi sulla ghiaia davanti al memoriale (la moto guzzi mille ferma sul cavalletto mi guarda con un sorriso malizioso) apro lo schermo del blackberry, cerco su google.

ecco. lo vedo in cielo.
proprio adesso, adesso alle 18,57 del 27 ottobre ’62, il morane-saulnier ms76 della snam targato i-snap sta scendendo verso la pista 36 di linate.
guardo nel cielo verso sud e vedo le luci accese dell’aereo di mattei.
qui, ora.

Permalink Commenti (4)

Categorie: energia, mobilità, storia, Viagg

facebook twitter ok notizie

25 ottobre 2011 - 19:38

strasburgo, polemiche sulle tasse europee per l'energia. retroscena.

il 19 ottobre la commissione industria-ricerca-energia (itre) del parlamento europeo di strasburgo ha discusso il parere dell’onorevole béla kòvacs (ungheria, gruppo misto) sulla proposta di revisione della direttiva sulla tassazione energetica presentata dalla commissione europea e sulla quale ha competenza la commissione economia.

la proposta non è in co-decisione e il parlamento ha soltanto un ruolo consultivo.

il relatore ha assunto una posizione difensiva su tutta la linea e ritiene che la proposta sia inaccettabile.
secondo il relatore, la nuova tassazione proposta violerebbe il principio di sussidiarietà andando a interferire sulla scelta del proprio energy mix da parte degli stati membri.
inoltre, sarebbe un duro colpo alla competitività dell’economia europea in termini di perdite di occupazione e aumento dei costi dei combustibili per i consumatori europei.

più possibilisti e aperti al dialogo sono sembrati i deputati degli altri partiti politici, tra i quali il partito liberale democratico europeo alde, che si è espresso a favore delle misure proposte dalla commissione.

nel partito popolare sono state invece espresse forti critiche da parte del tedesco markus pieper, soprattutto riguardo alla parità di tassazione dei combustibili.

Permalink Commenti (0)

Categorie: energia, fonti rinnovabili, mobilità, nucleare, reti energia, trasporti, Viagg

facebook twitter ok notizie

24 ottobre 2011 - 18:30

auto. studio. gli inglesi alla guida vogliono zero alcol. e usano il telefonino.

il traffico è un tema che è caro al bravissimo maurizio caprino, con il suo blog strade sicure, di cui raccomando la lettura.

ho trovato freschissima la ricerca che il rac, royal automobile club, ha condotto fra i guidatori inglesi.

clicca qui per leggere e scaricare l'intero rapporto rac 2011 (in inglese, 108 mb in formato pdf)

dal sondaggio, il royal automobile club ha individuato cinque problemi chiave:

- il costo dell’auto nel suo complesso. per il 32% degli inglesi è il primo problema
- l’alcol
- le condizioni e la manutenzione delle strade
- tasse e assicurazione
- l’uso del telefonino alla guida

alcuni dettagli.

 

i costi

i guidatori stanno affrontando il problema fortissimo dell’aumento dei costi di gestire un’automobile, ma per ora non hanno saputo trovare alternative valide.
questo vale soprattutto per chi vive in campagna, ma anche per i guidatori urbani l'incapacità di trovare soluzioni alternative è un tema sentito.

da molti l’uso dell’auto è percepito addirittura come una necessità della vita quotidiana.
e in qualche caso i costi alti impongono una riduzione nell’uso dell’auto, e per taluni ciò dà l'idea di una peggiore qualità della vita.

 

la vacca da mungere

i guidatori inglesi pensano che la "guerra antiauto" non sia finita (sono l’1% è ottimista), e tre quarti dei guidatori sanno di essere per il governo una colossale mandria di vacche da mungere.

 

la qualità delle strade, i limiti di velocità

l’84% degli automobilisti inglesi vuole una migliore manutenzione delle strade come tema prioritario e il 71% chiede un miglioramento delle strade.
modesto il consenso per il potenziamento di aeroporti e treni.

il 75% chiede limiti di velocità più alti in autostrada mentre un modesto 16% chiede un innalzamento del limite nelle aree cittadine.
per contenere la velocità, gli automobilisti inglesi chiedono più pattuglie di polizia e sistemi di limitazione interni all’auto.

 

alcol? "limite zero"

il bere alcolici è un problema serissimo, e il 16% dei guidatori pensa di avere guidato alterato dall’alcol nell’ultimo anno.
solamente il 18% di loro è d’accordo con i limiti attuali inglesi (80 milligrammi), più numerosi (il 24%) suggeriscono un abbassamento a 50 milligrammi e quasi la metà, il 42%, chiedono il divieto totale dell’alcol alla guida.

 

telefonino senza cuffietta

il 27% ammette di usare il telefonino alla guida senza usare il vivavoce o la cuffietta, e ciò avviene soprattutto con le generazioni più giovani: il 38% dei guidatori compresi fra i 17 e i 44 anni.
e il 28% dei giovani ammette di usare alla guida il telefonino anche per la posta elettronica, facebook e altre attività sul web.

clicca qui per leggere e scaricare l'intero rapporto rac 2011 (in inglese, 108 mb in formato pdf)

Permalink Commenti (0)

Categorie: autostrade, infrastrutture, mobilità, società, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie

19 ottobre 2011 - 20:05

il 62% dei viaggiatori soffre la "sindrome del delinquente" ai controlli in aeroporto.

in coda al metal detector dell'aeroporto.

sudore freddo, mani umide, un nodo allo stomaco.
gli occhi truci dell'addetto alla sicurezza mi fissano la nuca, lo sento.
in tasca avrò qualcosa di illegale?
mi fermeranno, mi perquisiranno?
scopriranno che nel bagaglio a mano ho nascosto (un accendino, un coltellino, l'acqua minerale)?
sono un terrorista internazionale senza saperlo?
mi hanno ficcato droga nel bagaglio a mano?
squilleranno i campanelli e si accenderanno tutte le luci rosse lampeggianti?
e tutte le persone in coda mi guarderanno e pernseranno di me: "delinquente, si vede anche dalla faccia"?

Raggi x

sembrano considerazioni da affidare difilato a un analista freudiano o junghiano, ma bravo.
considerazioni degne di un senso di colpa mostruoso.
eppure è un sentimento comune, comunissimo.

in spagna l'osservatorio dei voli (observatorio de vuelos) ha condotto un sondaggio tra 1.500 persone in partenza all'aeroporto e ha scoperto che il 62% dei viaggiatori quando si sottopongono ai controlli soffrono la "sindrome del delinquente".

ripeto: il 62% dei viaggiatori.

clicca qui per leggere il risultato dell'inchiesta dell'observatorio de vuelos sulla "sindrome del delinquente" (in spagnolo).

l'esempio citato all'inizio dell'articolo è eccessivo, e manifesta un disagio davvero patologico.
per fortuna, la "sindrome del delinquente" in genere è assai più lieve, e si manifesta come un forte senso di inquietudine che - sommandosi con il timore dei pericoli del volo, con l'idea di arrivare tardi, di finire in lista d'attesa o di perdere il bagaglio - può trasformare per molti passeggeri un volo banalissimo in un'esperienza angustiante.

la giornalista spagnola patricia gosàlves, che nel blog turistario del sito web del paìs ha analizzato i dati dell'osservatorio dei voli, dà ai viaggiatori un solo consiglio: sorridi, forzando il tuo senso di irrequietezza.
la faccia da gastrite denuncia il delinquente.

Permalink Commenti (0)

Categorie: mobilità, salute, Scienza, trasporti

facebook twitter ok notizie

18 ottobre 2011 - 17:46

legge reale. alla fiera di milano è ancora applicata. ma a sproposito.

dopo gli scontri di piazza avvenuti sabato 15 ottobre a roma, si è tornato a parlare della cosiddetta legge reale sull'ordine pubblico (legge numero 152 del 22 maggio '75, confermata dalla legge 533 del '77).

la legge non è mai stata abrogata.
anche se è poco applicata.
clicca qui per leggere l'articolo di attualità sul sito web del sole 24 ore.

segnalo però una versione stravagante e sbagliata della legge reale che viene ancora applicata.
in tutt'altro ambito dall'ordine pubblico.
e con una finalità: aumentare gli incassi.

è accaduto a me personalmente.
alla fiera di milano.

sono un motociclista, e uso il casco protettivo come previsto dal codice della strada.
di recente sono andato alla fiera per seguire un'esposizione.

all'ingresso dell'esposizione, l'organizzazione della rassegna vietava l'ingresso ai padiglioni con il casco protettivo sottobraccio e imponeva di lasciare il casco in custodia al guardaroba, come diceva un cartellino incollato con il nastro adesivo: art. 5 legge 533/77.
spiegazione del vigilante all'ingresso (mentre il guardarobiere arraffava i 5 euro del servizio di custodia): "secondo questa legge, i caschi sono vietati alle manifestazioni fieristiche".

ecco il passo della legge reale in base al quale, per gli organizzatori di quell'esposizione, non potrei tenere sottobraccio il casco dentro a una rassegna fieristica:

art.5
è vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. è in ogni caso vietato l'uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.

quindi, dice la legge, è vietato calzare il casco durante i cortei e le manifestazioni politiche.
non è vietato avere sottobraccio un casco durante una manifestazione fieristica.

Permalink Commenti (1)

Categorie: mobilità, società, traffico

facebook twitter ok notizie

13 ottobre 2011 - 20:43

i tagli ai fondi del ministero dell'ambiente. partono le polemiche. eccole.

i tagli ai fondi del ministero dell'ambiente, anticipati dal sito web del sole 24 ore con questo mio articolo, suscitano mille polemiche.

il collega stefano natoli ha scritto questo ottimo articolo che entra nel dettaglio delle sforbiciate ai conti del ministero.
l'articolo del sole 24 ore dice che il ministero dell'ambiente rischia un taglio del 90% al suo bilancio.
si passerebbe da un bilancio di 1,65 miliardi del 2008 ad appena 444 milioni nel 2012, di cui 320 milioni di euro solo di spese fisse tra stipendi, affitti, bollette e altro.

il risultato è che nel 2008 il ministero poteva spendere per i risanamenti e i disinquinamenti, i parchi, la riduzione delle emissioni di co2 oltre 1,3 miliardi di euro, mentre nel 2012 potrebbe spendere per le stesse cose non piu« di 120 milioni di euro con un taglio pari al 90 per cento.

venerdì mattina ho aggiunto un articolo di analisi sui retroscena e i conti del ministero: clicca qui per leggere l'articolo

aggiungo qualche aggiornamento.

i finiani
"ho già parlato con i rappresentanti degli altri gruppi di opposizione e stiamo predisponendo gli atti per la richiesta di audizione del ministro prestigiacomo di fronte alla commissione ambiente della camera. vogliamo garanzie sull'uso dei pochi fondi che sono rimasti in cassa al ministero dal momento che la legislatura è a un giro di boa", dice il deputato di fli aldo di biagio.

 qui il deputato aldo di biagio si riferisce espressamente a quanto spiego nel mio articolo sui tagli agli impegni internazionali del ministero: "tagli che rendono inadempiente il nostro paese rispetto agli impegni sottoscritti in sede internazionale attraverso la ratifica di protocolli e convenzioni, ma che mettono a rischio anche la gestione degli affari correnti".
"il venir meno agli impegni internazionali è un fatto grave in sé e determina anche un rischio per le nostre imprese e per la ricerca con ricadute economiche complessive notevoli. mi pare inoltre che le risorse siano state azzerate anche per altri capitoli di impegno del ministero dell'ambiente come quello della qualità dell'aria", dice di biagio che sottolinea: "vogliamo sapere dal ministro prestigiacomo cosa è rimasto in cassa dopo i tagli delle due successive manovre e come intenda rimodulare il budget nel tempo che resta a questa maggioranza di governo".

su questi temi fli, come scrivevo nell'articolo di anticipazione, ha già predisposto un'interrogazione al ministro dell'ambiente per chiedere quali misure intenda predisporre, a fronte delle evidenti criticità finanziarie, per favorire lo sviluppo delle attività del ministero "in adempimento agli impegni internazionali che vedono l'italia al centro di politiche cooperative nei settori della cosiddetta economia verde, considerata da tutti gli analisti l'unico vero volano capace di portare i vari sistema paese fuori dalla gravissima crisi economica internazionale" - si legge nel testo dell'interrogazione - che chiede anche "in quale modo si intenda ridistribuire le risorse disponibili per il dicastero dell'ambiente, a seguito dei recenti interventi di finanza pubblica e se, nella scelta delle priorità, intenda tener conto dell'obbligatorietà di impegni assunti a seguito di leggi di ratifica, del prestigio internazionale e dei benefici economici che da questi impegni derivano".


il wwf
«il governo si deve assumere la responsabilità dei tagli al ministero dell'ambiente», dice stefano lenzi, responsabile relazione istituzionali del wwf italia.

«sono tre anni che denunciamo l'agonia del ministero - osserva lenzi - ora siamo siamo al de profundis della sua operatività».
prima di tutto - spiega - tra le conseguenze «chiuderanno tutti i parchi nazionali, per non parlare di quello che potrebbe accadere a cose concrete come la lotta al dissesto idrogeologico, le politiche energetiche, i cambiamenti climatici, l'inquinamento, la biodiversità».

 

il pd
«il governo ha deciso di cancellare il ministero per l'ambiente. è un gesto criminale poichè così facendo si rende impossibile l'indispensabile opera di prevenzione e controllo del territorio mettendo a repentaglio la vita di tantissime persone. il ministro prestigiacomo non si è accorta che in questi anni tremonti gli ha praticamente chiuso il ministero? dove era? ora se ha un sussulto di dignità chieda l'immediato reintegro delle risorse o rassegni le sue dimissioni». lo afferma stella bianchi, responsabile ambiente del pd.
«in ogni caso - spiega - è davanti a noi lo spettacolo indecente di un governo che fa cassa a danno del nostro patrimonio più prezioso, della salute e a volte dell'incolumità dei cittadini. è evidente che questo governo ora più che mai deve rassegnare le sue dimissioni nel più breve tempo possibile per il bene del paese e degli italiani».

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, mobilità, rifiuti, salute, Scienza, trasporti

facebook twitter ok notizie

12 ottobre 2011 - 19:27

energia. smart grid. l'acea sperimenta la rete intelligente a roma. strabilianti i primi risultati.

sul sole 24 ore di oggi (edizione cartacea) accennavo dell'esperimento di smart grid in corso a roma.

si tratta di un esperimento dell'acea.

racconta stefano donnarumma, presidente dell'acea reti (la società del gruppo cui è stata affidata la gestione delle reti energetiche), che la prova è in corso alla cosddetta "isola" di malagrotta, cioè la zona in cui c'è la grande discarica dei rifiuti di roma governata dall'avvocato manlio cerrone (un vecchio e ricchissimo pirata dalla simpatia trascinante. è davvero vecchio, è davvero ricco, è davvero pirata, è davvero simpatico).

la discarica, con i nuovi impianti che producono energia da fonti rinnovabili, è un polo di produzione di energia.

e qui entrano in gioco le smart grid, cioè le reti elettriche intelligenti.

come funziona la rete elettrica classica?
funziona a senso unico, a cascata, dalla grande centrale elettrica verso i consumatori, in un diramarsi verso fili elettrici sempre più sottili e  fitti.

il problema delle fonti rinnovabili è che portano scompiglio in questo tipo di rete a senso unico.
gli impianti infatti non possono essere costruiti dove fa comodo alla rete elettrica tradizionale, cioè agli snodi e dove ci sono già le grandi centrali.

invece, gli impianti alimentati da energia verde si realizzano dove questa energia verde c'è.
si costruiscono dove l'acqua fa una cascata; dove c'è più vento; dove c'è la discarica con i suoi gas combustibili prodotti dalla fermentazione dei rifiuti.

oppure sul tetto di casa, per il fotovoltaico.

quindi si collegano là dove si trovano, e immettono chilowattora potenti in punti spesso remoti e deboli della rete.
e spesso con energia che deve andare contromano rispetto al flusso.

non basta.
gran parte delle tecnologie rinnovabili non produce quando c'è bisogno, cioè quando le fabbriche aprono gli interruttori dei grandi compressori e dei motori elettrici, quando le famiglie avviano la lavatrice e l'aspirapolvere.
le centrali idroelettriche ad acqua fluente producono chilowattora quando il corso d'acqua è più vivace per una pioggia recente; gli impianti eolici, quando c'è brezza (ma non quando c'è tempesta furiosa); il settore solare produce quando c'è il sole pieno, ma basta una nuvola di passaggio per fare scendere di colpo la produzione ed è zero totale di notte.

un vero disastro immettere questa energia nelle rete convenzionali.

l'autorità dell'energia vuole la sperimentazione delle smart grid in quelle reti dove sia rilevata circa per il 10% del tempo un'inversione di flusso, cioè quando l'elettricità è costretta ad andare controcorrente dalla periferia verso la grande centrale convenzionale.

a roma malagrotta, questo accade non solamente per il 10% del tempo. il doppio.
per il 20% del tempo la corrente va contromano.

ora l'acea comincia ad avere i primi risultati sui scala non più microscopica, bensì su una fetta di città.

è stato realizzato un sistema di accumulo progettato dalla giapponese toshiba.
si tratta di pacchi di batterie speciali (ogni impianto ha la dimensione di una cabina elettrica condominiale) che assorbono gli eccessi di corrente sulla linea e, viceversa, rilasciano l'energia quando sulla rete la tensione si abbassa.

in questo modo, si eliminano i picchi di tensione e si soddisfanno senza problemi anche i picchi di domanda da parte dei consumatori.
inoltre le batterie e il sistema informatico di gestione permettono di eliminare quasi del tutto gli sbalzi e i blackout.

non basta.
le perdite di corrente si riducono tra il 5 e il 10%, e cioè l'acea ha bisogno di produrre meno corrente per soddisfare la stessa domanda, ovvero a parità di elettricità prodotta dalla centrale arriva più corrente nelle case dei consumatori.

in altre parole, c'è un risparmio di risorse, risparmio benefico per l'ambiente e per il portafogli.
e la qualità del servizio migliora.

una rete intelligente di questo tipo è strutturata anche per affrontare i cambiamenti sociali.
arriveranno le automobili elettriche?
ecco fatto: la smart grid le sorregge senza difficoltà.

gli esperti infatti si chiedono che accadrà alla rete quando le auto elettriche saranno diffuse.

se (poniamo) venti persone si muovono con l'auto elettrica, e la mattina arrivano nel parcheggio dell'azienda dove lavorano, dove attaccano la spina per la ricarica, significa che - dove c'è l'azienda con il posteggio elettrificato - la rete di bassa tensione deve essere corretta per affrontare un carico di domanda che si presenta, fortissimo, alle 9,30 del mattino.
e alla sera, al ritorno a casa, quelle 20 macchine elettriche si allacciano alla presa della rimessa: e 20 auto elettriche in carica sono il consumo serale improvviso di un condominio che marcia a tutta birra, comprese lavatrici e aspirapolvere.

ecco, la smart grid di malagrotta è già pronta per affrontare questi sposamenti improvvisi e forti di consumo.

il costo?
questa prima rete sperimentale è nell'ordine dei 5 milioni.

corbézzoli! quanto costerà moltiplicare tutto sull'intera roma?
non serve agitarsi.
il costo di 5 milioni di euro è per l'impianto sperimentale, di cui due terzi sono i costi dei test e dei sistemi di rilevazione.

per l'intera roma, l'acea potrebbe dover muovere un investimento nell'ordine dei 200 milioni distribuiti su un programma graduale di sette oppure otto anni.

con un altro vantaggio.
oggi, la città di roma esprime al massimo (contizionateri a tutta forza, luci accese, motori industriali in piena marcia e così via) un picco di potenza di 2.400 megawatt.
le centrali devono pompare energia a mille per assecondare questa richiesta.

con la rete intelligente, e senza bisogno di costruire nuove centrali, si potrebbero dare a roma fino a 3mila megawatt di domanda massima.
e l'investimento è, per dimensioni, pari alla costruzione di una nuova centrale per sopperire quei 600 megawatt in più.

la smart grid è una centrale virtuale.
che non inquina, che non emette un filo di fumo, che non disturba, che non brucia risorse.

Permalink Commenti (2)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, mobilità, reti energia, rifiuti, tecnologia, traffico, trasporti

facebook twitter ok notizie
 

successivo »

Ultimi post

  • tragedia di genova. lettera oltraggiosamente privata di un burocrate.
  • fukushima due anni dopo, un filmato divulgativo spiega tutto. da vedere.
  • a copparo, ferrara, dove l’energia non finisce mai.
  • ambiente e mare. perché una volta le spiagge erano impeciate da catrame.
  • sterminio. i pensieri dei tedeschi mentre massacravano gli ebrei. una storia di oggi. l'ovvietà dell'osceno.
  • arte. dal comintern alla confindustria, il bello non ha ideologia.
  • la rosa del deserto e la città petrolifera nella sassaia piatta e grigia

Categorie

  • acqua
  • arte
  • autostrade
  • ecologia e ambiente
  • energia
  • Film
  • fonti rinnovabili
  • Giochi
  • infrastrutture
  • Libri
  • mobilità
  • Musica
  • nimby
  • nucleare
  • Religione
  • reti energia
  • rifiuti
  • salute
  • Scienza
  • società
  • Sport
  • storia
  • teatro
  • tecnologia
  • Televisione
  • televisione
  • traffico
  • trasporti
  • Viagg
  • Web/Tecnologia
  • Weblog

Archivi

  • maggio 2013
  • marzo 2013
  • febbraio 2013
  • gennaio 2013
  • ottobre 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011

Pagine

  • Chi sono

Link

  • Il Sole 24 ORE

Album Fotografici

I nostri blog