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Jacopo Giliberto

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8 maggio 2013 - 11:48

tragedia di genova. lettera oltraggiosamente privata di un burocrate.

stamattina ho ricevuto questa lettera oltraggiosamente privata del direttore di un ministero.

violando la riservatezza, la pubblico.
violando i luoghi comuni sui dipendenti statali, sui grigi burocrati.

la tragedia nel porto di genova.

 

la botta è forte e sono un po' piegato.

erano ragazzi, nostri ragazzi con i quali chissà quante volte ho parlato...

magari incazzandomi o anche brontolando...

credo che la sobrietà debba prevalere, ovviamente: il dolore è dolore e, per ora, non
è razionale.

lì dentro poteva esserci uno di noi, uno dei miei, uno di quelli che ancora lavorano senza alibi né farsi domande, convinti che il lavoro pubblico, che il lavorare per gli altri sia una scelta di vita, un impegno da onorare quotidianamente.

come è successo al giglio, con funzionari partiti appena accaduta la tragedia con i soldi propri presi al bancomat, con le proprie automobili e che poi, dopo mesi, non si sono visti neanche risarcire le missioni per mancanza di adeguate motivazioni, timbri e ceralacche...

erano nostre donne e uomini (le capitanerie), funzionari dello stato al cambio della guardia alla torre vts (il sistema del controllo del traffico marittimo per prevenire incidenti e gli inquinamenti del mare).
è come se un aereo in manovra avesse abbattuto la torre di controllo.

personalmente, c’è il muto dolore per quanto accaduto. sui dettagli della tragedia rimanderei ogni giudizio alle indagini avviate: chi più delle capitanerie di porto saprà valutare gli avvenimenti? sempre personalmente credo sia da valutarsi anche l'ipotesi di una tragica fatalità (non è la tecnologia che supera il lavoro delle donne e degli uomini): intorno alla nave c'erano in manovra 2 (due) rimorchiatori... (perché di più non ce n'entravano), e pare che messa la retromarcia per accostarsi alla banchina non sia entrata la "marcia avanti", un'avaria alla macchina.

lì, se non erro, si fanno quattordicimila manovre analoghe l'anno. non è mai successo nulla. naturalmente non è, né può essere, l'alibi. ora vedremo i problemi e le risposte.

torre messa troppo vicino alla banchina?
avaria dei motori?
imperizia?

occorre sapere aspettare con la pazienza che non ci manca mai, perché crediamo nello stato libero e democratico che funziona e che opera nell'interesse generale, in silenzio.

scusate.

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Categorie: acqua, infrastrutture, mobilità, società, tecnologia, traffico, trasporti

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27 novembre 2011 - 23:11

tecnologia per l'ambiente. ecco le innovazioni sostenibili. e usabili.

“sostenibilità oggi”: città verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili.
questi i temi su cui si sono sfidate le 160 innovazioni che hanno partecipato all’undicesima edizione del premio all’innovazione amica dell’ambiente 2011, sostenuto da regione lombardia, fondazione cariplo, confindustria e camera di commercio di milano e fondazione symbola.

il premio all'innovazione ecologica è divenuto nel tempo un riconoscimento nazionale rivolto all´innovazione d’impresa in campo ambientale.
il premio richiedeva alle aziende di descrivere le innovazioni che si pongono l’obiettivo di contribuire a significativi miglioramenti orientati alla sostenibilità ambientale e che si segnalino per originalità e per potenzialità di sviluppo.

nord e lombardia ancora al comando, ma la green economy si diffonde in tutto il paese. la sorpresa di quest’anno sono le innovazioni del settore agricoltura.

questi i premiati e segnalati nelle quattro categorie di quest’anno (energie, agricoltura, mobilità e abitare):
boito manlio
coop centrale adriatica
enel green power
faam
filca cooperative
molinia agricola
pininfarina

queste, invece, le innovazioni che hanno meritato una segnalazione: consorzio casalasco, coop adriatica, dismeco, epson italia, genport, peugeot automobili italia, renault, tesa, eosolare, agricola salcheto.

 

i settori emergenti

nell’edizione di quest’anno è il settore dell’energia (efficienza e rinnovabili) a farla da padrona con il 49% delle innovazioni presentate. a dimostrazione di una tendenza di sviluppo di questo settore che ormai si dimostra consolidata.
il 22% dei progetti rientra nel settore dell’abitare, a parimerito i settori agricoltura (14%) e mobilità (15%).
è però proprio l’agricoltura la sorpresa di quest’anno e da qui arrivano i progetti più innovativi: ben due sono le innovazioni premiate e due quelle segnalate che arrivano da questo settore.
nella mobilità vincono le automobili che hanno puntato sul rispetto dell’ambiente e sulla riconversione.
mentre il settore dell’abitare ha puntato quest’anno principalmente sull’edilizia residenziale, a differenza della scorsa edizione dove i progetti presentati erano prevalentemente edifici di edilizia commerciale.

 

l'alta italia è in testa

per quanto riguarda la distribuzione geografica, il nord è sempre in testa alla classifica (68%) seguito a grande distanza dal centro (19%) e dal sud (13%). la lombardia si conferma ancora campione di innovazione, con 53 progetti (34%), seguita dall'emilia romagna con 22.
da notare che le innovazioni sono arrivate da 18 regioni su 20, segno che la green economy è ormai un fenomeno che interessa ogni area del paese, e una vera risposta alla crisi grazie alle imprese più lungimiranti, che, utilizzando nuove tecnologie, sono in grado di aprirsi a nuovi settori di mercato e realizzare una maggiore efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse, sviluppando anche organizzazioni e sistemi all’avanguardia.

 

che cos'è e come funziona il premio

la rivoluzione della sostenibilità riguarda l'energia ma non solo: una nuova civiltà agricola e industriale sta, infatti, sostituendo strutture e reti obsolete e le città si stanno evolvendo in villaggi urbani interconnessi dove si vive, ci si muove, si abita, ci si nutre e si comunica in modo sempre più indipendente dal petrolio e dove è migliore la qualità della vita.

alla premiazione, che si è tenuta nella sala pirelli nella sede della regione lombardia, hanno partecipato: vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente, andrea poggio, presidente fondazione legambiente innovazione, ermete realacci, presidente fondazione symbola, marcello raimondi, assessore ambiente, energia e reti, regione lombardia, paolo gualtamacchi, camera di commercio di milano, alberto meomartini, presidente assolombarda, massimo beccarello, confindustria.
ha condotto la premiazione filippo solibello, conduttore di caterpillar.

ideato da legambiente, il premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente.
al premio partecipano imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. i vincitori avranno diritto all'uso del logo “innovazione amica dell'ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al “cigno” di legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno.

sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1.500 progetti candidati nelle passate edizioni.

 

i commenti

“il successo di partecipazione al nostro premio ci onora – ha detto andrea poggio, vicedirettore nazionale di legambiente - abbiamo puntato sullo sviluppo delle rinnovabili (quest’anno l’italia è uno dei primi mercati al mondo), ma la vera sorpresa è venuta dall’agricoltura: l’anno scorso a tirare era stata l’edilizia innovativa. oggi sostenibilità non è più sinonimo solo di pannello solare, ma di un’economia nuova che si sta spostando dalla crescita dei consumi alla speranza di una qualità duratura della vita”.           
“le performance di successo – commenta vittorio cogliati dezza, presidente nazionale di legambiente  – testimoniano la vitalità della green economy italiana e ci sollecitano a promuovere e a sostenere sempre con maggiore convinzione le aziende che investono in innovazione, efficienza e qualità ambientale. questa è la ricetta per lo sviluppo futuro del paese. l’energia verde e la sostenibilità delle produzioni rappresentano le chiavi giuste per uscire dalla crisi che attanaglia la società attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei consumi e dell’inquinamento, la valorizzazione dell’ingegno italiano. questo processo virtuoso potrà continuare se anche l’attuale governo assumerà tra le sue priorità lo sviluppo dell’economia sostenibile attraverso precise e innovative politiche nei settori dell’edilizia, della mobilità, dell’efficienza energetica, della chimica moderna”.
“in un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando – ha detto ermete realacci, presidente fondazione symbola – la green economy è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide, l’economia italiana. una prospettiva che nel nostro paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. le realtà che abbiamo incontrato sono un esempio tangibile delle migliori energie che l’italia possiede e che possono rappresentare una leva per guardare con più fiducia al futuro”.
“siamo contenti di aver contribuito anche quest’anno all’iniziativa di legambiente, con cui condividiamo una visione della green economy che costituisce da un lato una forma di salvaguardia e tutela dell’ambiente, e dall’altro una leva formidabile di sviluppo - ha commentato marcello raimondi, assessore all’ambiente, energia e reti di regione lombardia. - proprio le imprese premiate, con la loro creatività e capacità di innovazione, sono un ulteriore sprone per continuare con le nostre politiche di sostegno al risparmio energetico, alle reti intelligenti, all’edilizia sostenibile e alle fonti rinnovabili.”
“l’impegno sempre più attivo delle imprese nelle politiche di sostenibilità ambientale – ha affermato aldo fumagalli romario, presidente della commissione sviluppo sostenibile di confindustria – è un importante segnale di attenzione verso il territorio in cui operano e di lungimiranza per la crescita economica del paese. le best practices aziendali in questo campo sono un esempio positivo per tutte le altre realtà imprenditoriali: dimostrano che sostenere l’efficienza energetica, il migliore utilizzo delle risorse e l’impiego delle energie rinnovabili aumenta la competitività e consente di individuare nuove opportunità di sviluppo. la premiazione – ha concluso fumagalli – è, quindi, un riconoscimento importante per tutte le aziende che hanno saputo trasformare la crisi in occasione di rilancio, coniugando crescita e innovazione tecnologica”.
“la camera di commercio – ha sottolineato paolo guaitamacchi, consigliere della camera di commercio di milano - è attenta alle iniziative ambientali che rappresentano una sfida e un fattore di competitività per le imprese in questa fase di rilancio dell’economia. il nostro territorio rappresenta un terreno fertile per queste iniziative con un’impresa su sette impegnata in azioni di responsabilità sociale in materia ambientale”.
“il premio giunto ormai all'undicesima edizione conferma la sua vitalità – ha detto marco frey, consigliere della fondazione cariplo e direttore dell'istituto di management della scuola superiore sant'anna di pisa - le imprese e le istituzioni premiate mostrano una capacità di innovazione che fornisce un contributo ad una delle più importanti sfide della nostra epoca: fare meglio con meno. efficienza energetica, riutilizzo dei materiali, sostenibilità dei processi, coinvolgimento degli utilizzatori, sono alcuni degli ingredienti che troviamo nelle best practices che sono state presentate. occorre comporre questi ingredienti in una ricetta di lungo periodo che consenta al nostro sistema economico di rafforzarsi e rilanciarsi nella competizione internazionale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità della vita nei nostri territori".

 

i dettagli delle idee: l'hybus ibrido di pininfarina

hybus, l’autobus ibrido progettato da pininfarina con il contributo della regione piemonte, si è aggiudicato uno dei premi.
l’edizione 2011 del premio, ritirato oggi dal presidente paolo pininfarina, aveva tra i temi la mobilità, materia cara a pininfarina, che da anni è pioniere nella ricerca di soluzioni efficaci e convenienti volte a raggiungere obiettivi ambientali e di emissione sempre più rigorosi: l’adozione di una catena di trazione ibrida o full electric su mezzi di trasporto individuali e collettivi, l’utilizzo di materiali alternativi, più leggeri e riciclabili, la sicurezza attiva e passiva, la gestione informatizzata del traffico.

il progetto hybus bus è stato giudicato con favore dalla giuria per diverse ragioni: “il contributo alla riduzione di inquinamento atmosferico, consumi e rumore; il contenimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di risorse naturali grazie al concetto di revamping di vecchi autobus; il vantaggio economico per le aziende tpl e le amministrazioni pubbliche, legato al basso prezzo d’acquisto (-60% rispetto a un nuovo bus ibrido) e a un costo d’esercizio più basso (rispetto al full diesel); il ricorso alla tecnologia italiana (pininfarina, fiat, magneti marelli, faam); il potenziale impatto occupazionale; la competitività internazionale (il prodotto o servizio potrebbe essere offerto anche all’estero, in particolare nei paesi a più forte attenzione ambientale)”.

con hybus, pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale.
il prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di gtt (azienda municipale di trasporti del comune di torino) poiché inizialmente pensato per il comune di torino. il progetto è per sua natura esportabile in qualunque municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente.

la conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città  e contenere i costi e gli investimenti.
hybus permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo.
il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole.

il motore termico originale viene sostituito con una unità di generazione energia euro 5, 1.3 multi jet 69kw, che assiste la trazione elettrica, la ricarica delle batteria e i servizi idraulici e pneumatici. la trazione elettrica è composta da due motori elettrici magneti marelli accoppiati a un riduttore-sommatore di velocità.
il pacco batteria agli ioni di litio ed il battery management system sono di fornitura faam e la nuova driveline è integrata con l’architettura elettrica elettronica di origine.
grazie al software di controllo sviluppato in collaborazione con i partner, hybus recupera energia in frenata.
a livello di stile, l’autobus mantiene le forme originarie, se pur con interventi di ripristino della carrozzeria e la proposta di una nuova livrea che riprende i colori della bandiera italiana per celebrare i 150 anni dell’unità d’italia.
all’interno, l’intervento più importante riguarda l’area posteriore, opportunamente modificata per consentire l’alloggiamento della struttura di sostegno delle batterie.
anche negli interni vengono rivisti la grafica e i colori, i sedili e le coperture.

“il progetto hybus si inserisce nel filone della mobilità sostenibile, una delle linee strategiche prioritarie per pininfarina – aggiunge l’amministratore delegato della pininfarina, silvio pietro angori. – per la sua complessità tecnologica hybus compendia tutte le nostre competenze nel campo della mobilità sostenibile. la catena di trazione ibrida seriale è applicabile non solo per il rinnovo di autobus altrimenti da rottamare, ma anche su autobus e veicoli commerciali di nuova produzione. siamo lieti e fieri che legambiente abbia riconosciuto la portata di questo progetto. il suo sviluppo è stato possibile anche grazie al finanziamento della regione piemonte, per il quale siamo grati al presidente della regione, onorevole cota, e all’assessore giordano. un ringraziamento particolare va anche ai vertici del gtt, che da tempo hanno sostenuto l’iniziativa e che speriamo possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla nostra tecnologia”.

 

i dettagli delle idee: le auto elettriche della renault

il progetto renault ze, che mira allo sviluppo di massa di una mobilità elettrica a zero emissioni, si basa sull’obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale e soprattutto di rendere la mobilità elettrica un’opzione disponile per il più vasto target possibile.
renault è stato il costruttore automobilistico che, primo tra i grandi produttori, ha avviato un programma industriale orientato allo sviluppo e alla commercializzazione di massa dell’auto elettrica, mettendo in campo investimenti per 4 miliardi di euro e un team dedicato di 2.000 persone.GAMMA_RENAULT_Z_E
renault introdurrà a breve sul mercato una gamma completa di veicoli elettrici (contraddistinti dalla firma ze, cioè zero emissioni), destinati a una diffusione di massa.
la gamma sarà costituita da 4 modelli: l’innovativo urban crosser twizy, la berlina compatta zoe, la berlina raffinata fluence ze e la furgonetta commerciale kangoo ze.
l’offerta renault ze sarà sostenuta da un business model  innovativo, grazie al quale il costo di un veicolo elettrico sarà in linea con quello di un veicolo a motore termico, rappresentando così una soluzione d’acquisto conveniente e accessibile.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, mobilità, Scienza, tecnologia, traffico, trasporti

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24 novembre 2011 - 17:45

moto. il rumoròfono, le giacche elettriche, come funziona l'airbag (esperienza diretta) e altre cose.

ecco i miei appunti sull’eicma, il salone delle moto che si è svolto la settimana passata alla fiera di milano, sede di rho.

e prima di tutto, le cose importanti.
la sicurezza.

 

proteggo la schiena, che se si rompe non si ripara

la motocicletta è il mezzo di gran lunga più pericoloso. per questo motivo io indosso sempre (sempre) ciò che serve a difendere dagli automobilisti le parti del mio corpo che, se si rompono, non si riparano: la testa e la schiena.

una gamba rotta, son dolori e tormenti. ma alla fine se ne viene fuori vivi.
la schiena rotta, no. la testa, no. si muore o si rimane paralizzati a vita.

così calzo sempre il casco integrale (ho visto persone con le mascelle sgretolate e con le facce sgrenate perché usavano caschi jet, quelli aperti) e indosso sempre-sempre-sempre il mio motoairbag.

 

il mio airbag da moto

il mio airbag della dpi era stato inventato da fabio colombo, ingegnere giovanissimo (allora).

appena uscito dal politecnico, colombo chiese al padre – piccola impresa – di dargli un angolino della fabrichèta alle porte di milano.
con quelli del politecnico, usando tecnologie di derivazione aeronautiche, inventò il primo motoairbag.

e appena inventato, ne comprai due (il mio più il passeggero).
Cavo di attivazione in marcia

 

le curiosità sull’airbag a domanda e risposta

e qui farò un po’ di faq sull’airbag da moto. sono le domande che mi fanno molti amici quando vedono l’airbag.

come funziona?

è un giacchino da moto, di cordura, con tasche eccetera, che si indossa come tutti gli altri giacchini normali. dietro c’è un cavetto a spirale con il moschettone, da allacciare alla sella. in caso di caduta (scontro eccetera) lo strappo del cavetto apre la valvola di una bomboletta d’aria compressa che fa gonfiare in un istante il paraschiena.

quanto costa?

quanto un gilet tecnico da moto.

dopo l’uso l’airbag va buttato?

no. si sgonfia l’airbag, si toglie la bomboletta scarica, si mette la bomboletta nuova, che costava 20-25 euro (non conosco il prezzo attuale), e il dispositivo è di nuovo in ordine. (la dpi consiglia di far verificare che non sia stato lesionato dall’urto).

dove si trovano le bombole di ricambio?

dai rivenditori di motoairbag.

ti è mai accaduto di usarlo?

mi si è aperto due volte. una a bassissima velocità (facevo manovre), ed ero caduto di schiena sullo spigolo di cemento del marciapiede, sul quale sono arrivato a cuscino già gonfio. non so se mi sarei fatto un livido, oppure incrinato due costole oppure paralizzato.
il danno evitato non è misurabile.
un'altra volta mi è accaduto a velocità media (ovvero velocità urbana alta fuori limite); inchiodata e scivolata della ruota davanti; passeggero mio figlio: l’airbag si è aperto a lui, e s’è scivolato una quindicina di metri di asfalto sulla schiena protetta dall’airbag gonfio. si è rialzato intero.
non so che cosa mi sarei detto se il piccolo si fosse fatto male, o peggio.
il danno evitato non è misurabile.

e se ti dimentichi di slacciarlo quando scendi?

mavalà! è come chiedere se ci si dimentica di togliere la cintura di sicurezza quando si scende dall’auto.
no, non ci si dimentica.
e quelle due o tre volte che mi ero dimenticato (sulle migliaia di volte che lo uso), me ne sono accorto scavalcando la sella per scendere: c’è il cordino in mezzo che tira sulla coscia.
per farlo scattare serve una trazione di una trentina di chili, cioè la trazione di un motociclista disarcionato: non è possibile l’apertura accidentale.

quali limiti ha?

il fatto che il motoairbag della dpi protegge solamente la schiena, la nuca e il bacino ma non la parte anteriore del torace, cioè non il petto. mi pare che la dpi abbia messo a punto un modello che protegge anche il petto, mi pare.

quali vantaggi ha questo modello rispetto agli altri?

sono soprattutto quattro vantaggi.
primo, il fatto che non dipende da elettronica, sensori, batterie e altre delicatezze. il cordino allacciato alla moto, lo strappo. funziona sempre.
secondo: non usando capsule esplosive ma aria compressa, può essere ricaricato e usato più volte.
terzo: fino a qualche tempo fa aveva il tempo di apertura più rapido fra tutte le diverse tecnologie di airbag da moto (ma leggerai qui sotto che il d-air della dainese vanta tempi più ristretti), e il tempo di apertura è fondamentale: a 50 all’ora, in un secondo si percorrono 13 metri.
quarto: a differenza delle giacche con airbag permanente, il gilet non vincola l’abbigliamento; si possono scegliere le giacche preferite, le più calde d’inverno, o le più belle, e sopra di esse indossare il giubbino; d’estate, per la gitarella in spiaggia si può indossare il giubbino airbag sopra la maglietta.

il nuovo modello di motoairag è stato presentato all’eicma: il suo dispositivo airbag è inserito in un gilet le cui linee sono state ridisegnate. maggiore superficie rifrangente, migliore vestibilità, e rete anteriore per aumentare il flusso d'aria interno. le caratteristiche protettive del dispositivo airbag rimangono inalterate.
per chi è in possesso dello storico gilet motoairbag è possibile l'upgrade del proprio al quale verrà solamente sostituita la parte tessile.

per gli amanti della tuta di pelle è ora disponibile motoairbag race grazie alla collaborazione tra motoairbag con scorpio e wild.
il dispositivo airbag della casa milanese è inserito in un corpetto che va indossato sopra le normali tute di pelle (senza gobba aerodinamica). motoairbag funziona come sempre attraverso l'affidabile cavo di attivazione.
il corpetto è realizzato con tessuto balistico ad altissima resistenza all'abrasione ed anteriormente è alleggerito con rete per la ventilazione

motoairbag race è provvisto di uno sgancio rapido ai fianchi e alla clavicola che permette al pilota caduto di liberarsi del corpetto, raggiungere la moto e nel caso proseguire la gara.

 

nuovi standard di sicurezza per gli airbag da moto 

è stato pubblicato in aprile 2011 lo standard europeo per gli airbag per motociclisti (pren1621/4:2009 "motorcyclists' protective clothing against mechanical impact - part 4: inflatable motorcyclists' protectors-requirements and test methods").
è una buona notizia perché lo standard europeo permette ai motociclisti di distinguere quali dispositivi sono da considerare airbag per motociclisti e quali no, indipendentemente dai comunicati marketing delle varie aziende.

il pittogramma è facilmente individuabile e attesta che l'airbag per motociclisti ha superato i numerosi e severi test previsti nello standard europeo

 

da dainese ecco d-air street: il vestito intelligente

che cosa lo rende intelligente?
la sua capacità di intervenire per proteggere l’uomo, anche indipendentemente dalla sua volontà, quando egli non è in grado di controllare ciò che accade attorno a lui.
l’algoritmo di attivazione è in grado di riconoscere le condizioni di incipiente caduta o incidente ed attivare in tempi brevissimi il sistema, senza alcun collegamento fisico con il mezzo.

protegge la schiena, la gabbia toracica e gli organi vitali.
è disponibile sia per pilota che per passeggero
Dainese DAINESE_Giacca D_Air Street Gore Tex_FRONTALE_Ridotta
d-air street si attiva in caso di impatto frontale, laterale e posteriore e in caso di scivolata.
nel tipico incidente su strada che avviene per impatto, i tempi di intervento imposti dalla dinamica dell’incidente sono molto limitati e nell’ordine di un massimo di 80 millisecondi.
ogni sistema che abbia un tempo di intervento superiore, non solo è inefficace, ma potrebbe essere potenzialmente pericoloso.
i sistemi a cavo presentano ancora oggi gravi limiti da questo punto di vista. hanno tempi di intervento insufficienti. risultano quindi inefficaci per proteggere il pilota dall’impatto primario (che è il più violento).

nel caso del d-air, ci sono 45 millisecondi come tempo totale di attivazione, 12 litri di capacità dei due bag, 5 sensori e la guida è costantemente analizzata da un sofisticato set di sensori integrati nell’hardware di sistema, 13 brevetti, 150mila chilometri di verifica della sua affidabilità, 5mila ore di test per l’algoritmo di attivazione, 800 test superati positivamente per ottenere la certificazione del tüv süd, 32 crash test, 975 misure test per evitare attivazioni indesiderate su 18 tipi diversi di ostacoli con 13 differenti tipologie di motocicli.

questo sistema di protezione arriva sul mercato dopo 10 anni di studi e ricerche, sfruttando l'esperienza raccolta nel mondo del racing.
il d-air è una piattaforma tecnologica dedicata alla protezione dell'uomo, caratterizzata da un sistema intelligente che rileva situazioni di pericolo e gonfia speciali air-bag intorno al corpo.

all’eicma è stata presentata anche la nuova versione di agv standards, il metodo di progettazione di caschi che, grazie ad uno scanning del cranio, permette di progettare il casco letteralmente attorno alla testa del pilota, con vantaggi in termini di sicurezza e comfort.

vittorio cafaggi, strategic development manager commenta: "questo è per dainese e agv un momento molto importante e significativo perché corona più di dieci anni di duro lavoro con i progetti d-air® e agv standards che sono per noi anche il modo migliore per ricordare sic che tanto ha lavorato con noi nello sviluppo di questi progetti."

 

il rumoròfono ovvero gli squinternati che vogliono una moto che borbotta come una volta

il rider's shop di pavia propone un dispositivo per rendere incerto, borbottante, irregolare il minimo della moto.
e questa è proprio da motociclisti squinternati, a cui manca qualche rotella e le rotelle che mancano non sono le rotelle del cambio.
non a caso il dispositivo si chiama mad, che in inglese significa matto.

"sei stanco di sentire il minimo del tuo bicilindrico americano alto? vorresti avere il classico borbottio irregolare dato dal carburatore anche sulle moto a iniezione? da oggi è possibile senza aver bisogno di spendere soldi per rimappare centraline o acquistare moduli aggiuntivi, questo grazie al mad. il sistema più pratico ed economico per poter avere il minimo della moto, l’unico con brevetto depositato".

in altre parole, sembra di parlare dell'intonarumori del geniale (e sbalestrato) artista futurista luigi russolo.
L'intonarumori di russolo
e anche la descrizione dell'apparecchio non sembra lontano dalla simpatica sregolatezza di russolo.
il mad è un regolatore dell'aria: quando il motore è ben caldo e regolare come in ogni moto a iniezione, lo squinternato manovra un pomello e la sua moto smette di andare regolare e pulita e si mette a singhiozzare in modo irregolare.

si applica in particolare ai modelli harley davidson sportster (883-1200cc), dyna, softail (1450-1580cc) e touring.

(se questi squinternati sentissero il borbottio della mia vecchia moto guzzi mille a carburatori, creperebbero d'invidia).

 

l’ecopelle per l'ecotuta dell'ecomotociclista

è stato presentato nell’area green planet un capo di ecopelle per motociclisti.

si chiama eco-pelle, o pelle sintetica, ma è di fatto materiale innovativo di alta qualità e dalle performance imbattibili.
a crearlo dopo tre anni di ricerca è la sisa, azienda di varese, da quarant’anni attiva nella produzione di pellami sintetici per il mercato internazionale della moda e, come sviluppo più innovativo, di sisa performa, evoluzione di una gamma di prodotti ad elevato contenuto tecnologico ed innovativo rivolto al settore tecnico-sportivo, in particolare al mondo motociclistico.
le caratteristiche dei prodotti sisa performa sono la resistenza, la stabilità dimensionale, la leggerezza, la traspirabilità, l’idrorepellenza, l’eco-compatibilità.

condivide l’idea, da un paio d’anni, gimoto, produttore di capi in pelle personalizzati, tra i più qualificati riferimenti del mercato nazionale e dall’esperienza centenaria.

ed ecco oggi i prototipi. realizzati di ecopelle sisa performa watertech pro 8, con uno spessore di 8mm, hanno un peso ridotto del 30% rispetto alla pelle bovina pieno fiore (1.2 – 1.3 mm) possono alloggiare protezioni omologate ce su spalle e gomiti, hanno la predisposizione per alloggiamento protezione schiena e contengono all’interno un gilet termico rimovibile.
SISA_PerformaPro_suit_low
il prodotto, insieme ad una gamma di abbigliamento da moto (immagine in allegato), è frutto di un progetto finanziato dalla regione lombardia per lo studio e la realizzazione di prototipi per l’abbigliamento da moto completamente green made.

partito nel 2009, il progetto si chiama moto+ (id13583039 “bando atp2009 per interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale” approvato con dduo n.6508 del 16/06/2009), coinvolge oltre a sisa e gimoto anche sic international, produttrice di resine poliuretaniche solvent-free, e il centrocot, primario istituto di ricerca e certificazione tessile. si tratta di un vero e proprio cammino di ricerca, che si concluderà con i test di idoneità di prodotto alla fine del 2011, attraverso due anni di prove differenziate e profonde e di analisi dei costi produttivi e di target.

 

le nuove moto guzzi v7

la moto guzzi del gruppo piaggio ha presentato la nuova gamma moto guzzi v7, ora declinata in tre allestimenti, due turistici e uno sportivo: v7 (la moto nella sua forma più classica), v7 special (dedicata a un turismo elegante e sportivo) e v7 racer (la ricercatissima versione sportiva).

tre motociclette del tutto inedite, più potenti, più veloci, ma sempre caratterizzate – dal punto di vista architetturale – dal bicilindrico  trasversale a v di 90° con trasmissione a cardano che firma l’intera produzione moto guzzi, e dal telaio a doppia culla.
Moto Guzzi nuova V7 03
la nuova gamma v7 conclude – con una nuova straordinaria offerta di prodotto – l’eccezionale anno del 90° anniversario moto guzzi e un programma di iniziative culminato, a settembre, con le giornate mondiali
guzzi. un raduno che ha portato a mandello del lario oltre 20.000 partecipanti giunti da ogni parte d'italia, d'europa e del mondo per  celebrare il novantesimo compleanno del “marchio dell'aquila” fondato nel 1921 ed entrato a far parte a fine 2004 del gruppo piaggio.
la nuova gamma v7 è un ulteriore segno tangibile degli investimenti stanziati dal gruppo piaggio per i nuovi prodotti del marchio moto guzzi: oltre 40 milioni di euro previsti per i prossimi cinque anni, che si aggiungeranno agli investimenti sullo stabilimento di mandello del lario. i primi frutti di questo grande programma di investimenti non sono mancati: grazie ai nuovi modelli 2011 come la stelvio 1200 8v, la norge 1200 8v e le piccole v7 della precedente “generazione”, il marchio moto guzzi nei  primi dieci mesi del 2011 ha infatti consuntivato una crescita del 31% rispetto allo stesso periodo del 2010, ancora più straordinaria se confrontata con un mercato europeo della moto che, contemporaneamente, ha fatto registrare un decremento dell’8%.
Moto Guzzi nuova V7 Special 01
nuovo motore, design rinnovato, dotazioni inedite: moto guzzi v7 raggiunge la sua espressione più alta e cambia tutto per rimanere fedele al mito della v7 originale, la cui produzione in serie a mandello del lario iniziò nel 1966, e di tutti i successivi modelli accomunati da straordinario successo a livello mondiale.
il design della nuova gamma v7 racconta la discendenza storica del modello attraverso un mix di forme e volumi che richiamano le celebri antenate: dalla v7 750 special che ricorda nei fregi e nei fianchetti, alla v7 sport, che ha influenzato il serbatoio, principale novità introdotta nella nuova v7.
il nuovo bicilindrico moto guzzi 750cc che equipaggia la nuova serie v7 è stato completamente rinnovato, non solo nell’impatto estetico. aumentano potenza e coppia, diminuiscono consumi ed emissioni, cresce il piacere di guida. rispetto al propulsore precedente, la nuova unità ad alimentazione singola consente di avere una riserva di potenza e soprattutto di coppia motrice superiore al 10%, con consumi ed emissioni ulteriormente ridotte.

 

 

la ducati 1199 panigale

come hai visto, la ducati 1199 panigale è la moto più bella di eicma 2011. lo hanno decretato oltre 13.800 appassionati che hanno partecipato al concorso indetto dalla rivista italiana "motociclismo" che, come ogni anno, ha effettuato un sondaggio tra i visitatori attraverso una scheda da compilare direttamente in fiera.
la nuova 1199 panigale ha vinto il sondaggio in maniera netta e decisa, aggiudicandosi con il 53,4% dei voti seguita dalla mv agusta f3 (17% dei voti) e la husqvarna nuda 900r (3%).
Ducati 1199 Panigale S
la premiazione si è svolta a conclusione del salone, presso lo stand della rivista motociclismo, alla presenza di pier francesco caliari (ancma_eicma), piero bacchetti (edisport) e di gianandrea fabbro, il designer del centro stile ducati che ha dato forma a questa moto.
il premio alla "moto più bella del salone" è stato l' ultimo atto di una intensa settimana di esposizione ed eventi che ha visto circa 500.000 visitatori affollare i padiglioni della fiera di milano-rho, dando un positivo segnale di ripresa per un settore importante e trainante come quello del motociclo che sta particolarmente soffrendo l'attuale crisi economica.
Ducati 1199 Panigale_low
la 1199 panigale combina il telaio monoscocca con il nuovo motore, il bicilindrico a l "superquadro", e con l'elettronica di derivazione racing. insieme, consentono di raggiungere un'impressionante potenza di 195cv per 164kg di peso a secco, con rapporti potenza-peso e coppia-peso mai raggiunte per una moto di produzione.

la ducati 1199 panigale sarà disponibile presso i concessionari ducati dai primi mesi 2012, ad un prezzo, chiavi in mano, a partire da 19.190 euro.

 

la borile fatta a mano

umberto borile & co, dopo la febbrile maratona all’eicma, annuncia che sono stati stipulati accordi con i concessionari in italia i cui nomi verranno comunicati nelle prossime settimane.

l’inizio delle consegne avverrà entro la fine di febbraio 2012. le moto, realizzate pezzo dopo pezzo con passione maniacale da umberto borile, hanno i seguenti prezzi: b450scrambler 12.700 euro, multiuso 4.700 e b500ricki 17.500 euro.
per le edizioni limitate: bastard (motore escluso) € 9.500, bastard gm € 16.000 bastard 450 € 16.000.

alberto bassi, amministratore delegato della borile afferma: “gli ottimi risultati ottenuti all’eicma hanno superato le aspettative. il successo decretato dalla presenza e dall’interesse dei giornalisti alla nostra conferenza stampa in apertura del salone, dall’affluenza dei visitatori e dagli accordi chiusi con i concessionari italiani per la vendita delle nostre moto, sono un ulteriore incentivo a lavorare con entusiasmo e passione, consapevoli di vendere moto esclusive a ottimi prezzi, dedicate a un pubblico che pretende la bellezza e la qualità con un occhio ai costi, e privilegia l’artigianalità italiana”.
la b450 scrambler è stata eletta da italia 1 una delle tre più belle moto del salone e il direttore di motociclismo l'ha a sua volta segnalata come la più bella novità del salone.

è la fine del 2010 quando, dall'incontro tra la famiglia bassi e umberto borile, nasce a vò euganeo la umberto borile & co, una nuova società che si pone l'obbiettivo di portare avanti la grande tradizione delle motociclette borile. alla guida della compagine societaria in prima persona umberto borile, storico fondatore della borile motorcycles, nel ruolo di presidente, e alberto bassi nel ruolo di amministratore delegato.

una storia, quella delle motociclette borile, che ha origini lontane e che prende vita in una piccola bottega artigianale a vò euganeo, vicino a padova.
nel 2011 è stato siglato un accordo con ducati per la fornitura dei gruppi termici dei motori 696 e del 1100, ambedue raffreddati ad aria e due valvole ciascuno.

 

sulle harley davidson con i vestiti riscaldati elettricamente

i motociclisti vanno tutto l’anno, ma per i mezzi-motociclisti che usano la moto solamente nella bella stagione la stagione si è allungata. la nuova collezione 2012 harley-davidson di capi riscaldati contempla diverse soluzioni per uomo e donna, che permettono ai motociclisti di continuare a viaggiare anche quando le temperature scendono.

per uomo c’è la dual-source heated jacket liner (giacca in tessuto poliestere per l’86%, spandex 6%, pile 8% e fodera in polymesh).
il collo presenta un classico taglio a camicia e la chiusura ha una cerniera. i polsini sono allungati con fori per i pollici che coprono la mano impedendo all’aria di entrare dalla manica. due tasche permettono la custodia di piccoli oggetti. unica personalizzazione è il discreto logo harley-davidson ricamato. peculiarità di questo capo è il riscaldamento interno che si attiva grazie a 5 pannelli gerbing microwire. la fodera si riscalda, collegandosi all’impianto di alimentazione da 12 v della moto oppure alla batteria al litio da 12 v ricaricabile.
poi ci sono i guanti dual-source heated gloves, di pelle con fodera in pile tricot. prezzo al pubblico consigliato iva inclusa 272 euro.

per le donne, il dual-source heated jacket liner, stesse caratteristiche della giacca per uomo ma con un taglio acconcio alle forme femminili. prezzo al pubblico consigliato iva inclusa 380 euro. i guanti da donna riscaldati costano 247 euro.
e la parte elettrica? batteria per guanti 126 euro, cavo di collegamento 25, termostato 127 euro, termostato portatile 76 euro, capi per calze e guanti 25, interruttore 19 euro, deviatore per più capi elettrici 13, spina con coassiale 8 euro.

 

gli interfoni midland senza lasciare il manubrio

midland bt next e il nuovissimo midland btx2 sono gli intercom bluetooth che consentono la comunicazione “moto a moto e pilota-passeggero”, l’utilizzo del cellulare e l’ascolto della musica, in totale sicurezza. grazie alla funzione universal intercom, unica sul mercato, per la prima volta sistemi intercom di marche diverse possono dialogare tra loro.
Midland BTNEXT
midland bt remote è il primo e unico telecomando bluetooth da manubrio nato per garantire la sicurezza e il comfort sulle strade.
con il midland bt remote si attivano e si comandano tutte le funzioni dei dispositivi midland bt next e btx2 senza togliere le mani dalla guida.
midland bt next è soluzione ideale sul mercato per chi vuole un intercom stereo bluetooth per le conversazioni in moto fino a 4 persone, con un raggio d'azione di 1,6 km.
infine per le comunicazioni di gruppo senza limiti di utenti bt next dialoga con il ricetrasmettitore midland g8bt per parlare fino a 12km di distanza.

 

 

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10 novembre 2011 - 15:57

ecocronache da ecomondo. quant'è buono l'olio (da macchina) rigenerato

qui ecomondo alla fiera di rimini.

l'enorme stand del ministero dell'ambiente è fatto a divanetti e basta. conto numero:
- 2 poltroncine bianche a 1 posto
- 16 puf bianchi
- 21 sedie a trespolo tipo apebar
- 8 tavolini alti a trespolo
- 5 divanetti bianchi a 2 posti
- 3 tavoli bassi da salotto, su ciascuno dei quali uno dei
- 3 grossi dòssier di litografie sull'iconografia degli anfibi d'italia (segnalo la salamandra, il tritone comune e il rospo da ingoiare)
- 25 fioriere con piante ornamentali
- 4 vasi di ficus beniamina
- 1 bancone con dèplianz vari
- 3 signorine con cadenza romana, 1 signora tintobiondo, un signore calvo

nello stand adiacente, quello del consorzio oli usati (coou) l'amministratore delegato della viscolube, antonio lazzarinetti, sta per presentare il rapporto di sostenibilità dell'azienda.

la viscolube - chi è pratico di lombardia ha visto lo stabilimento principale: è quella specie di piccola raffineria che si vede a fianco dell'uscita di lodi dell'autostrada del sole - dicevo, la viscolube è il più importante rigeneratore di lubrificanti.

quando il benzinaio ti chiede *olio a posto?* ecco, quell'olio lurido e tossico viene raccolto dal consorzio e va agli impianti di rigenerazione. come quello della viscolube.

il lubrificante viene pulito, lavorato, riportato allo stato di base per nuovi lubrificanti.

insomma, un'attività meritoria. si usa meno petrolio e si inquina meno.

c'è un problema.
alle amministrazioni pubbliche l'olio rigenerato non piace.

permette di risparmiare risorse e di inquinare meno? chissefrega, nel capitolato per le forniture di lubrificante per i bus cittadini, per le auto dei vigili, per i blindati dei carabinieri, per lubrificare i cardini delle porte, per i camion della spazzatura, per i cellulari dei secondini (l'uso di *cellulare* e di *secondino* denuncia la mia età), non c'è quasi mai la richiesta di olio rigenerato.
sono poche le amministrazioni meritorie.


ora lazzarinetti ha finito e parla francesco ferrante, senatore del pd e storico della legambiente.
ferrante dice che in italia siamo "in uno strano paese in cui convivono cose eccellenti, e non solo dell'ambiente, e dei veri disastri ambientali. convivono contigui, come in campania dove a fianco delle immagini sui rifiuti di napoli ci sono comuni campani, e neanche piccoli, che sono pulitissimi".

 



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31 ottobre 2011 - 22:16

carburanti. ecco il documento con cui il fisco rincara benzina e gasolio per i danni da alluvione.

da domani 1° novembre fino al 31 dicembre rincarerà la benzina per finanziare la ricostruzione delle zone della lunigiana e dello spezzino devastate dalle piene furiose della settimana scorsa.

clicca qui per scaricare il documento ufficiale dell'agenzia delle dogane che fa salire da domani fino al 31 dicembre le tasse su benzina e gasolio

già la regione toscana aveva deciso di far salire di 5 centesimi l'accisa (cioè la quota fiscale) sulla benzina dal 1° gennaio prossimo per tutto il 2012 per finanziare i lavori di ricostruzione. la decisione della regione varrà solamente in toscana. 

ora anche lo stato ha deciso di rincarare i carburanti.
non solamente benzina (come la toscana) ma anche il gasolio.

il rincaro varrà per due mesi, da domattina (1° novembre) sino a fine anno per tutta italia.

ti invito alla vigilanza: in genere, quando scade il termine, lo stato *dimentica* di ribassare la benzina e, oplà, trasforma da provvisorio in permanente il rincaro fiscale.
è già accaduto diverse volte.

quest'anno ci sono stati diversi altri rincari fiscali sui carburanti.
solamente calcolando dal 28 giugno, i ritocchi del governo sui carburanti hanno portato aumenti per 8,5 centesimi al litro.

l'accisa sulla benzina ora sale di 0,89 centesimi al litro, a cui va aggiunta l'iva al 21%.

sul sole 24 ore in edicola domattina troverai i dettagli e altre notizie sui danni da maltempo in liguria e toscana.

clicca qui per scaricare il documento ufficiale dell'agenzia delle dogane che fa salire da domani fino al 31 dicembre le tasse su benzina e gasolio

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24 ottobre 2011 - 18:30

auto. studio. gli inglesi alla guida vogliono zero alcol. e usano il telefonino.

il traffico è un tema che è caro al bravissimo maurizio caprino, con il suo blog strade sicure, di cui raccomando la lettura.

ho trovato freschissima la ricerca che il rac, royal automobile club, ha condotto fra i guidatori inglesi.

clicca qui per leggere e scaricare l'intero rapporto rac 2011 (in inglese, 108 mb in formato pdf)

dal sondaggio, il royal automobile club ha individuato cinque problemi chiave:

- il costo dell’auto nel suo complesso. per il 32% degli inglesi è il primo problema
- l’alcol
- le condizioni e la manutenzione delle strade
- tasse e assicurazione
- l’uso del telefonino alla guida

alcuni dettagli.

 

i costi

i guidatori stanno affrontando il problema fortissimo dell’aumento dei costi di gestire un’automobile, ma per ora non hanno saputo trovare alternative valide.
questo vale soprattutto per chi vive in campagna, ma anche per i guidatori urbani l'incapacità di trovare soluzioni alternative è un tema sentito.

da molti l’uso dell’auto è percepito addirittura come una necessità della vita quotidiana.
e in qualche caso i costi alti impongono una riduzione nell’uso dell’auto, e per taluni ciò dà l'idea di una peggiore qualità della vita.

 

la vacca da mungere

i guidatori inglesi pensano che la "guerra antiauto" non sia finita (sono l’1% è ottimista), e tre quarti dei guidatori sanno di essere per il governo una colossale mandria di vacche da mungere.

 

la qualità delle strade, i limiti di velocità

l’84% degli automobilisti inglesi vuole una migliore manutenzione delle strade come tema prioritario e il 71% chiede un miglioramento delle strade.
modesto il consenso per il potenziamento di aeroporti e treni.

il 75% chiede limiti di velocità più alti in autostrada mentre un modesto 16% chiede un innalzamento del limite nelle aree cittadine.
per contenere la velocità, gli automobilisti inglesi chiedono più pattuglie di polizia e sistemi di limitazione interni all’auto.

 

alcol? "limite zero"

il bere alcolici è un problema serissimo, e il 16% dei guidatori pensa di avere guidato alterato dall’alcol nell’ultimo anno.
solamente il 18% di loro è d’accordo con i limiti attuali inglesi (80 milligrammi), più numerosi (il 24%) suggeriscono un abbassamento a 50 milligrammi e quasi la metà, il 42%, chiedono il divieto totale dell’alcol alla guida.

 

telefonino senza cuffietta

il 27% ammette di usare il telefonino alla guida senza usare il vivavoce o la cuffietta, e ciò avviene soprattutto con le generazioni più giovani: il 38% dei guidatori compresi fra i 17 e i 44 anni.
e il 28% dei giovani ammette di usare alla guida il telefonino anche per la posta elettronica, facebook e altre attività sul web.

clicca qui per leggere e scaricare l'intero rapporto rac 2011 (in inglese, 108 mb in formato pdf)

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18 ottobre 2011 - 17:46

legge reale. alla fiera di milano è ancora applicata. ma a sproposito.

dopo gli scontri di piazza avvenuti sabato 15 ottobre a roma, si è tornato a parlare della cosiddetta legge reale sull'ordine pubblico (legge numero 152 del 22 maggio '75, confermata dalla legge 533 del '77).

la legge non è mai stata abrogata.
anche se è poco applicata.
clicca qui per leggere l'articolo di attualità sul sito web del sole 24 ore.

segnalo però una versione stravagante e sbagliata della legge reale che viene ancora applicata.
in tutt'altro ambito dall'ordine pubblico.
e con una finalità: aumentare gli incassi.

è accaduto a me personalmente.
alla fiera di milano.

sono un motociclista, e uso il casco protettivo come previsto dal codice della strada.
di recente sono andato alla fiera per seguire un'esposizione.

all'ingresso dell'esposizione, l'organizzazione della rassegna vietava l'ingresso ai padiglioni con il casco protettivo sottobraccio e imponeva di lasciare il casco in custodia al guardaroba, come diceva un cartellino incollato con il nastro adesivo: art. 5 legge 533/77.
spiegazione del vigilante all'ingresso (mentre il guardarobiere arraffava i 5 euro del servizio di custodia): "secondo questa legge, i caschi sono vietati alle manifestazioni fieristiche".

ecco il passo della legge reale in base al quale, per gli organizzatori di quell'esposizione, non potrei tenere sottobraccio il casco dentro a una rassegna fieristica:

art.5
è vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. è in ogni caso vietato l'uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.

quindi, dice la legge, è vietato calzare il casco durante i cortei e le manifestazioni politiche.
non è vietato avere sottobraccio un casco durante una manifestazione fieristica.

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12 ottobre 2011 - 19:27

energia. smart grid. l'acea sperimenta la rete intelligente a roma. strabilianti i primi risultati.

sul sole 24 ore di oggi (edizione cartacea) accennavo dell'esperimento di smart grid in corso a roma.

si tratta di un esperimento dell'acea.

racconta stefano donnarumma, presidente dell'acea reti (la società del gruppo cui è stata affidata la gestione delle reti energetiche), che la prova è in corso alla cosddetta "isola" di malagrotta, cioè la zona in cui c'è la grande discarica dei rifiuti di roma governata dall'avvocato manlio cerrone (un vecchio e ricchissimo pirata dalla simpatia trascinante. è davvero vecchio, è davvero ricco, è davvero pirata, è davvero simpatico).

la discarica, con i nuovi impianti che producono energia da fonti rinnovabili, è un polo di produzione di energia.

e qui entrano in gioco le smart grid, cioè le reti elettriche intelligenti.

come funziona la rete elettrica classica?
funziona a senso unico, a cascata, dalla grande centrale elettrica verso i consumatori, in un diramarsi verso fili elettrici sempre più sottili e  fitti.

il problema delle fonti rinnovabili è che portano scompiglio in questo tipo di rete a senso unico.
gli impianti infatti non possono essere costruiti dove fa comodo alla rete elettrica tradizionale, cioè agli snodi e dove ci sono già le grandi centrali.

invece, gli impianti alimentati da energia verde si realizzano dove questa energia verde c'è.
si costruiscono dove l'acqua fa una cascata; dove c'è più vento; dove c'è la discarica con i suoi gas combustibili prodotti dalla fermentazione dei rifiuti.

oppure sul tetto di casa, per il fotovoltaico.

quindi si collegano là dove si trovano, e immettono chilowattora potenti in punti spesso remoti e deboli della rete.
e spesso con energia che deve andare contromano rispetto al flusso.

non basta.
gran parte delle tecnologie rinnovabili non produce quando c'è bisogno, cioè quando le fabbriche aprono gli interruttori dei grandi compressori e dei motori elettrici, quando le famiglie avviano la lavatrice e l'aspirapolvere.
le centrali idroelettriche ad acqua fluente producono chilowattora quando il corso d'acqua è più vivace per una pioggia recente; gli impianti eolici, quando c'è brezza (ma non quando c'è tempesta furiosa); il settore solare produce quando c'è il sole pieno, ma basta una nuvola di passaggio per fare scendere di colpo la produzione ed è zero totale di notte.

un vero disastro immettere questa energia nelle rete convenzionali.

l'autorità dell'energia vuole la sperimentazione delle smart grid in quelle reti dove sia rilevata circa per il 10% del tempo un'inversione di flusso, cioè quando l'elettricità è costretta ad andare controcorrente dalla periferia verso la grande centrale convenzionale.

a roma malagrotta, questo accade non solamente per il 10% del tempo. il doppio.
per il 20% del tempo la corrente va contromano.

ora l'acea comincia ad avere i primi risultati sui scala non più microscopica, bensì su una fetta di città.

è stato realizzato un sistema di accumulo progettato dalla giapponese toshiba.
si tratta di pacchi di batterie speciali (ogni impianto ha la dimensione di una cabina elettrica condominiale) che assorbono gli eccessi di corrente sulla linea e, viceversa, rilasciano l'energia quando sulla rete la tensione si abbassa.

in questo modo, si eliminano i picchi di tensione e si soddisfanno senza problemi anche i picchi di domanda da parte dei consumatori.
inoltre le batterie e il sistema informatico di gestione permettono di eliminare quasi del tutto gli sbalzi e i blackout.

non basta.
le perdite di corrente si riducono tra il 5 e il 10%, e cioè l'acea ha bisogno di produrre meno corrente per soddisfare la stessa domanda, ovvero a parità di elettricità prodotta dalla centrale arriva più corrente nelle case dei consumatori.

in altre parole, c'è un risparmio di risorse, risparmio benefico per l'ambiente e per il portafogli.
e la qualità del servizio migliora.

una rete intelligente di questo tipo è strutturata anche per affrontare i cambiamenti sociali.
arriveranno le automobili elettriche?
ecco fatto: la smart grid le sorregge senza difficoltà.

gli esperti infatti si chiedono che accadrà alla rete quando le auto elettriche saranno diffuse.

se (poniamo) venti persone si muovono con l'auto elettrica, e la mattina arrivano nel parcheggio dell'azienda dove lavorano, dove attaccano la spina per la ricarica, significa che - dove c'è l'azienda con il posteggio elettrificato - la rete di bassa tensione deve essere corretta per affrontare un carico di domanda che si presenta, fortissimo, alle 9,30 del mattino.
e alla sera, al ritorno a casa, quelle 20 macchine elettriche si allacciano alla presa della rimessa: e 20 auto elettriche in carica sono il consumo serale improvviso di un condominio che marcia a tutta birra, comprese lavatrici e aspirapolvere.

ecco, la smart grid di malagrotta è già pronta per affrontare questi sposamenti improvvisi e forti di consumo.

il costo?
questa prima rete sperimentale è nell'ordine dei 5 milioni.

corbézzoli! quanto costerà moltiplicare tutto sull'intera roma?
non serve agitarsi.
il costo di 5 milioni di euro è per l'impianto sperimentale, di cui due terzi sono i costi dei test e dei sistemi di rilevazione.

per l'intera roma, l'acea potrebbe dover muovere un investimento nell'ordine dei 200 milioni distribuiti su un programma graduale di sette oppure otto anni.

con un altro vantaggio.
oggi, la città di roma esprime al massimo (contizionateri a tutta forza, luci accese, motori industriali in piena marcia e così via) un picco di potenza di 2.400 megawatt.
le centrali devono pompare energia a mille per assecondare questa richiesta.

con la rete intelligente, e senza bisogno di costruire nuove centrali, si potrebbero dare a roma fino a 3mila megawatt di domanda massima.
e l'investimento è, per dimensioni, pari alla costruzione di una nuova centrale per sopperire quei 600 megawatt in più.

la smart grid è una centrale virtuale.
che non inquina, che non emette un filo di fumo, che non disturba, che non brucia risorse.

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