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Jacopo Giliberto

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Web/Tecnologia

23 novembre 2011 - 17:38

twitter. il falso premier. sul web si allarga il dibattito acceso su satira, censura e regole.

storie di twitter, che però non sono marginali.
ovvero, servono regole sul web?
e se sì, quali?
e se quali, imposte da chi?

la vicenda nasce da un caso marginalissimo avvenuto domenica sul social network twitter.
un caso marginalissimo che però è il sintomo di un fenomeno più ampio.

i social network difatti non sono più solamente un luogo di svago e di chiacchiera.
lo racconta per esempio luca salvioli, giornalista del sole 24 ore,in questo articolo intitolato cronache di twitter, pubblicato sul suo blog green business:  twitter è cambiato, sta diventando uno strumento importante di comunicazione - dice salvioli - non solamente per fiorello o valentino rossi, ma anche per il ministro degli esteri, giulio terzi, che ha aperto un account.

da un paio d'anni su twitter c'era un interlocutore di nome palazzo chigi, o meglio (per usare le forme di quel social network) @palazzochigi.

questo interlocutore inviava messaggi ai suoi lettori spacciandosi per il presidente del consiglio pro tempore, prima berlusconi e, da una decina di giorni, mario monti.
sfoggiandone, a corredo, la foto.

i testi inviati sulla pagina di twitter erano molto aderenti al personaggio interpretato.
sembravano veri, ma non lo erano.
erano brevi messaggi "à la façon de" percorsi da un fremito di ironia.
satira, garbatissima.

per avere un saggio dell'ironia dell'interlocutore palazzo chigi su twitter si può leggere quanto riporta il bloggatore uomoinpolvere che, nell'articolo son furbo io fake, ripercorre alcuni degli interventi del finto @palazzochigi.

ma domenica è accaduta una cosa.
l'account @palazzochigi è sparito dal sito del social network.

pare, buttato fuori per opera dei gestori di twitter su (forse) suggerimento della polizia postale, dopo diverse segnalazioni tra le quali quella del deputato pd andrea sarubbi.

in questa sua nota sarubbi spiega che cos'è accaduto:

mi si chiede una presa di posizione sulla chiusura di @palazzochigi.
per amor di trasparenza, ecco la mia versione dei fatti.
che non è un tentativo di convincere nessuno, si capisce; è solo una risposta necessaria, per quanto scomoda, perché quelli che si nascondono non mi sono mai piaciuti.

1. in settimana mi arrivano varie segnalazioni di persone confuse da un account che si chiama @palazzochigi, che ha una foto di mario monti e un link alla sua scheda sul sito del senato. diversi non hanno capito se si tratti di un account vero o di un fake.
2. raccolgo le preoccupazioni e a mia volta segnalo il problema alla polizia postale, chiedendo di fare accertamenti. se sia configurabile come satira o come furto d’identità
(continua qui)

la storia è riassunta benissimo in un bell'articolo di tiziano bonini tratto dal blog doppiozero

la notizia, seppur piccola, è questa: è stato chiuso il profilo twitter di palazzo chigi.
non quello vero, che non esiste nemmeno, ma quello “fake”, falso, finto, fittizio, finzionale.
è un profilo che esisteva dal 2009, di cui non si conosce l’autore, e che prima del cambio di governo aveva come immagine quella di silvio berlusconi.
i tweet di questo profilo si erano fatti più intensi in questi ultimi giorni e l’immagine di silvio era sostituita con la faccia bonaria di monti.
l’impressione era stata subito quella di una fiction ironica in 140 caratteri, ben riuscita e divertente.
all’indomani del cambio di governo il tenore dei tweet era questo: “italia è ora di dormire. domani iniziano i sacrifici. dormire presto significa risparmiare energia e avere una vita rigorosa e austera”.
in molti ci eravamo appassionati ai tweet di @palazzochigi, ai suoi messaggi d’incoraggiamento all’austerità, alla frugalità, all’operosità del nuovo corso di governo, un nuovo stile di vita, più sobrio e più adatto a questi tempi di crisi.
il profilo era palesemente un fake che utilizzava la grammatica di twitter (nessun obbligo di corrispondenza tra profilo reale e profilo twitter) e il linguaggio della fiction a fini ironici/critici/satirici intorno al presidente del consiglio.
la traduzione, su twitter, della satira politica televisiva fatta con maschere ed imitazioni, più o meno.

(continua qui)

 

subito si è aperto un dibattito accesissimo in rete sulla vicenda.
al centro c'è il deputato sarubbi, il cui intervento alla polizia postale potrebbe (potrebbe) aver suggerito la chiusura dell'account farlocco.

e il dibattito ha preso spunto dalla vicenda del falso premier per discutere se la rete deve darsi (o deve subire) regole e norme.

l'altro giorno con questo articolo ponevo questa questione:

chi frequenta la rete si divide fra liberisti totali (nessuna regola) e liberisti moderati (regole blandissime).
chi non frequenta la rete, o chi la teme perché non riesce a controllarla, invece vuole regole vincolanti.
doppio puà.
è una domanda che si pone anche il bravissimo luca salvioli del sole 24 ore con questo articolo su una vicenda accaduta nei giorni scorsi: durante gli scontri dei contestatori di new york qualche cronista dell'agenzia associated press dice su twitter che sono stati fermati alcuni giornalisti.
bruciando sul tempo il notiziario dell'agenzia.
(continua)

 

secondo giovanni scrofani in un articolo sul blog fanpage il problema del falso palazzochigi avrebbe potuto essere risolto con un ritocco sul profilo che descrive l'autore: un ritocco che, rendendo palese l'intento ironico, avrebbe disarmato le polemiche.
ma comunque - dice scrofani - il falso premier rispetta nel regole interne di twitter.
i nomi-bufala sono permessi, a patto che seguano alcune regole di buongusto.
ecco un passo di scrofani:

@palazzochigi non andava chiuso in quanto si era mosso nei limiti di legge e nel rispetto delle policy di twitter esercitando quel particolare tipo di libertà d’espressione rappresentato dalla c.d.  “impersonificazione parodistica” .
@palazzochigi presentava degli elementi che potevano tuttavia indurre gli utenti meno accorti in confusione, ma la cosa era risolvibile tramite un invito da parte dello staff di twitter a modificare la biografia dell’account.
non ero né tra gli autori (come sostengono alcuni), né tra i fan di @palazzochigi, tuttavia la sua chiusura per le modalità con cui è stata effettuata mi infastidisce molto.
(continua)

molto accurata e interessante l'analisi sul falso che ne fa loredana lipperini nella sua lipperatura, di cui suggerisco una lettura attenta.

“un amico di un altro amico una volta mostrò a picasso un picasso. “no, è un falso” rispose il pittore. lo stesso amico si procurò un altro presunto picasso e picasso disse che anche questo era un falso. se ne procurò un altro ma anche questo era falso, disse picasso. “ma pablo”, replicò l’amico “ti ho visto con i miei occhi mentre lo dipingevi.” “posso dipingere un picasso falso al pari di chiunque altro”, rispose picasso”.
gli esempi potrebbero essere infiniti, ma ne bastano due, per introdurre la significativa vicenda avvenuta ieri su twitter. laddove, da qualche tempo, agiva un amabile fake dell’attuale premier, @palazzochigi. che ha una lunga storia, ben riassunta da jumpinshark, e che si era conquistato un ampio seguito con tweet di questo tenore: “italia è ora di dormire. domani iniziano i sacrifici.dormire presto significa risparmiare energia e avere una vita rigorosa e austera”.
insomma, qualcosa di molto simile al fake della regina elisabetta, che ha mezzo milione di entusiasti seguaci.

avviene però che il fake nostrano incontri tre tipi di fieri avversatori, capeggiati da un deputato pd, andrea sarubbi, che decidono di rivolgersi alla polizia postale e ne ottengono la chiusura. per ulteriori informazioni, gli storify di uomoinpolvere e di balconaggio.
è interessante, comunque, notare che gli avversatori di @palazzochigi sono di tre tipi:
- quelli che si offendono a morte perchè non hanno capito l’inganno e si sono sentiti stupidi, sia pure per una manciata di ore e di minuti. faccenda imperdonabile in un paese che impone la furbizia come valore primo. impressionante, però, il tono ringhioso con cui chiedono di lavare l’onta.
- i più numerosi, a scorrere i tweet, sono però i tecnoesaltati, ben riassunti dal gruppo che si autodefinisce socialeroi. i tecnoesaltati sono coloro che agitano lo spettro delle regole in qualunque occasione: facebook chiude la pagina di adriano sofri perché si chiama “conversazioni con adriano sofri” e non sofri adriano, come da documenti? bene, benissimo, le regole sono queste. google plus chiede la carta d’identità agli utenti? ci mancherebbe, sono le regole. ma anche: nonciclopedia contiene pagine antisemite? fa niente, le regole dicono che il web è libero. le conseguenze di quello che wu ming chiama, in un post da mandare a memoria, feticismo della merce digitale. a cui soprattutto chi agisce in rete e nella rete crede deve porre molta attenzione.
- terza e ultima categoria, la maggiormente inquietante, è quella costituita da chi non tollera la minima critica al neogoverno, che invoca non solidarietà ma consenso senza se e senza ma, pena l’essere sospinti fra i sodali di sallusti. lo stesso atteggiamento dei tecnoesaltati: se critichi sei un dinosauro cartaceo, tecno è bello a prescindere, si tratti di social network, ebook o santificazione di steve jobs. quindi no, non si disturba il manovratore. vediamo cosa accadrà se davvero anche alcuni diritti attuali si trasformeranno, come sembra di avvertire,  in fake. zitti tutti?
(continua)

protesta il blog la stonza di clouseau:

il fake @palazzochigi ha forse arrecato danni, ha forse spillato quattrini a qualche povero cristo?
se la risposta è no, allora vien da chiedersi: che bisogno c’era di scomodare la polizia postale per una banalità simile?

(continua)

la proposta di regole fatta da socialeroi si basa sulla trasparenza della parodia.
l'ironia va bene se è dichiarata; altrimenti, non è giusto indossare i panni altrui.
ecco un passo di socialeroi:

twitter permette l’esistenza di account che abbiano natura di parodia.
le informazioni sulla pagina di profilo di un account che abbia tale natura devono rendere ovvio che il profilo è finto, altrimenti l’account potrà essere rimosso da twitter.com.
se dalla vista del profilo non è chiaro che si tratti di uno scherzo, il caso verrà considerato come una impersonificazione non avente natura di parodia.
account che impersonificano in modo non parodistico potrebbero venire definitivamente sospesi.

(continua)

commenta anonimo coniglio: la rete è una delle molte manifestazioni della società italiana. con pregi e con difetti, gli stessi della società.

il popolo della rete non esiste. se mai esiste il popolo nella rete. sostanzialmente lo stesso che c'è nella vita reale, ma con una connessione ad internet.
la chiusura dell'account @palazzochigi lo dimostra.
mette in luce che il popolo è pieno di boccaloni.
perché ciò che divertiva di più non erano i tweet - quelli, se mai, presagivano le lacrime avvenire -, ma era proprio divertente ammirare quanti boccaloni ci fossero, tra di loro giornalisti e politici.

è sostanzialmente uno specchio della realtà italiana.
per la quale il governo tecnico di mario monti è la migliore alternativa possibile, poiché al popolo basta un discorso con la parola austerità, la parola sobrietà e la parola equità per essere contento. e alla stampa basta sapere che tre ministeri sono stati consegnati a donne sobrie per tessere le lodi a monti.

eppure bastava leggere.
bastava soffermarsi due secondi sui contenuti dei tweet per capire che erano un'allegoria. allegoria dei messaggi pieni di forma sobria e austera, ma con un contenuto tutt'altro che equo, specchio dei discorsi di monti.
si chiama parodia.
che ci siano cascati in tanti ne corrobora efficacia, e purtroppo mette a fuoco che in italia, l'utente medio di twitter è un boccalone.
c'è poco da lamentarsi allora: l'account @palazzochigi andava chiuso.
perché le norme di twitter specificano che le uniche impersonificazioni permesse sono quelle in cui un'utente medio è in grado di capire che si tratti di uno scherzo.
evidentemente l'utente medio non ci riusciva.
così come il popolo italiano non riesce a capire che il governo tecnico è la parodia di un governo "democratico".
o questo, oppure a poche persone serie et integre l'account stava antipatico. allora chiudere. censurare.
(continua)

e il dibattito continuerà.

(non è finita qui.
chiuso @palazzo chigi, c'è un nuovo account gemello. clicca qui per vedere il falso mario monti.)


puoi seguirmi su twitter @jacopogiliberto

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Categorie: società, tecnologia, Web/Tecnologia, Weblog

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21 novembre 2011 - 21:12

web. partecipa al dibattito sulle censure in rete. il caso del falso palazzo chigi su twitter.

si apre un dibattito sulle regole della rete.

sta per nascere un convegno (una *convention* dicono gli anglofili oppure, com'è il luogo comune di questi tempi, gli *stati generali*) per discutere se servono norme diverse per regolare il web.
e se queste norme servono, quali?
leggi dello stato (puà) oppure forme di autocontrollo?

una delle idee è: per evitare l'intervento (frequente) di procure, polizie e sequestri di siti web che producono satira, si potrebbe certificare in qualche modo la satira come tale, e darle ogni libertà.

il dibattito si prepara ferocissimo.
chi frequenta la rete si divide fra liberisti totali (nessuna regola) e liberisti moderati (regole blandissime).

chi non frequenta la rete, o chi la teme perché non riesce a controllarla, invece vuole regole vincolanti.
doppio puà.

è una domanda che si pone anche il bravissimo luca salvioli del sole 24 ore con questo articolo su una vicenda accaduta nei giorni scorsi: durante gli scontri dei contestatori di new york qualche cronista dell'agenzia associated press dice su twitter che sono stati fermati alcuni giornalisti.
bruciando sul tempo il notiziario dell'agenzia.

ecco che cosa scrive luca salvioli:

i giornalisti si stanno innamorando di twitter. il social network dell'essenziale - solo 140 caratteri e qualcosa da scrivere - ha dimostrato da tempo le sue potenzialità per dare e ricevere aggiornamenti in tempo reale, senza tutta la confusione e le complicazioni di facebook.
e così pochi giorni fa, durante le operazioni della polizia a zuccotti park, dove si raduna il movimento occupy wall street, a new york, ai cronisti di ap è venuto spontaneo dare la notizia del fermo di alcuni colleghi su twitter.

i vertici dell'agenzia di stampa non l'hanno presa bene: in una mail ai giornalisti hanno sostanzialmente detto che le notizie vanno diffuse prima sui canali della testata, non sui social network.
ne è nato un dibattito sulle regole dell'informazione tradizionale e l'agilità dei nuovi media. anthony de rosa, social media editor di reuters, ha twittato: «le agenzie di stampa devono evolversi, altrimenti rischiano l'estinzione».
altri hanno fatto notare che il notiziario, ormai, è twitter.
associated press, in una nota successiva, ha spiegato che l'intervento era dovuto soprattutto alla tutela della loro sicurezza.
(continua qui) 

il deputato pd andrea sarubbi, uno dei più noti politici del web italiano, apre il dibattito dopo il caso di stamane, quello dell'account @palazzochigi su twitter.

sarubbi da anni ha un'attività formidabile di bloggatore, con migliaia di lettori.
da quando è alla camera ha aperto, tramite twitter, un servizio che si chiama opencamera (anzi, per usare il linguaggio di twitter, con il cancelletto dell'hashtag: #opencamera).

egli scrive dall'aula e dalle commissioni parlamentari le cronache live di tutto ciò che accade.
al servizio opencamera (poi allargato anche a opensenato) hanno aderito numerosi parlamenari evoluti di ogni partito, i quali danno su twitter ai loro lettori un servizio capillare e aggiornatissimo che vale quasi quanto le dirette di radio radicale dal parlamento.

ora sarubbi vuole chiamare alcuni dei bloggatori più famosi, dei tuittatori più seguiti, dei politici più avveduti di ogni gruppo e schieramento, degli esperti più preparati, per esaminare insieme questo problema delle regole.
attraverso quel convegno, o qualcosa del genere, di cui accennavo all'inizio di questo articolo.

 

una certificazione per la satira

tra le idee in discussione:
forse è il caso di creare una forma di "certificazione" per la satira.
un sito, un account, un nome, un blog che fosse certificato come *satirico* avrebbe diritto di non essere censurato.

ciò nasce da un dibattito accesissimo in corso in queste ore su twitter: l'account @palazzochigi è satira?
oppure è un reato (sostituzione di persona)?

nei fatti, dopo un paio di anni di attività e di testi inviati ai lettori di twitter, poche ore fa l'account @palazzochigi accompagnato (da una settimana) dalla foto di mario monti è sparito dal sito del social network.
pare, buttato fuori per opera dei gestori di twitter su (forse) suggerimento della polizia postale, dopo diverse segnalazioni tra le quali quella del deputato pd andrea sarubbi.

in questa sua nota sarubbi spiega che cos'è accaduto:

mi si chiede una presa di posizione sulla chiusura di @palazzochigi. per amor di trasparenza, ecco la mia versione dei fatti. che non è un tentativo di convincere nessuno, si capisce; è solo una risposta necessaria, per quanto scomoda, perché quelli che si nascondono non mi sono mai piaciuti.
1. in settimana mi arrivano varie segnalazioni di persone confuse da un account che si chiama @palazzochigi, che ha una foto di mario monti e un link alla sua scheda sul sito del senato. diversi non hanno capito se si tratti di un account vero o di un fake.
2. raccolgo le preoccupazioni e a mia volta segnalo il problema alla polizia postale, chiedendo di fare accertamenti. se sia configurabile come satira o come furto d’identità
(continua qui)

 

prepàrati a commentare

il giornale web il post riassume in un articolo la vicenda e propone anche le immagini del falso-monti. 

l’account @palazzochigi su twitter è stato chiuso nella serata di domenica 20 novembre. non era ufficiale, era attivo da un paio d’anni e impersonava, con un’ironia abbastanza sottile da poter essere fraintesa, il presidente del consiglio in carica. passato abbastanza inosservato durante il governo berlusconi, ha cominciato ad attirare l’attenzione degli altri utenti nella fase politica che è andata dalle dimissioni di quest’ultimo alla nascita del governo monti.
(continua qui)

la storia è riassunta benissimo in un bell'articolo di tiziano bonini tratto dal blog doppiozero

la notizia, seppur piccola, è questa: è stato chiuso il profilo twitter di palazzo chigi. non quello vero, che non esiste nemmeno, ma quello “fake”, falso, finto, fittizio, finzionale. è un profilo che esisteva dal 2009, di cui non si conosce l’autore, e che prima del cambio di governo aveva come immagine quella di silvio berlusconi. i tweet di questo profilo si erano fatti più intensi in questi ultimi giorni e l’immagine di silvio era sostituita con la faccia bonaria di monti. l’impressione era stata subito quella di una fiction ironica in 140 caratteri, ben riuscita e divertente. all’indomani del cambio di governo il tenore dei tweet era questo: “italia è ora di dormire. domani iniziano i sacrifici. dormire presto significa risparmiare energia e avere una vita rigorosa e austera”.
in molti ci eravamo appassionati ai tweet di @palazzochigi, ai suoi messaggi d’incoraggiamento all’austerità, alla frugalità, all’operosità del nuovo corso di governo, un nuovo stile di vita, più sobrio e più adatto a questi tempi di crisi. il profilo era palesemente un fake che utilizzava la grammatica di twitter (nessun obbligo di corrispondenza tra profilo reale e profilo twitter) e il linguaggio della fiction a fini ironici/critici/satirici intorno al presidente del consiglio. la traduzione, su twitter, della satira politica televisiva fatta con maschere ed imitazioni, più o meno.
(continua qui)

perfido l'articolo di luca pautasso nota politica

in queste ore il popolo di twitter ha un nuovo "nemico pubblico". non il babau berlusconi, non gli inflessibili regimi di cina e iran, non i persecutori di assange e nemmeno "cattivi" smascherati da anonymous. il target di strali al vetriolo ed epiteti molto poco "social" è un deputato del partito democratico. uno che con il web è sempre andato a braccetto. e che oggi viene accusato senza mezzi termini da mezza blogosphera della più terribile forma di censura (almeno secondo i canoni di internet): quella ai danni del diritto di satira.
(continua qui)

prepàrati. la tua opinione sarà preziosa. lo spazio per esprimerla, c'è.

 

 

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Categorie: infrastrutture, Scienza, società, tecnologia, Web/Tecnologia, Weblog

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21 ottobre 2011 - 17:29

(forse) domenica alle 13,24 cadrà il satellite rosat. segui qui l'orbita in diretta.

è stimata all’1% la possibilità che frammenti del satellite tedesco rosat (röntgen satellite) cadano sull’italia tra domani e lunedì (e una possibilità su centomila che i pezzi di satellite colpiscano un italiano).
lo segnala la protezione civile.

l'ora teorica di rientro è le 13,24 di domenica 23 ottobre.
ma è difficile stabilire in che momento il rosat si sgretolerà sbattendo contro l'aria.

secondo l’agenzia spaziale italiana (asi), il periodo di caduta del satellitone è fra le 15 di domani e le 6 di mattina di lunedì.
paiono escluse le fasce estreme dell’italia, cioè il triveneto e la sicilia.

 il rosat viaggia da ovest verso est e adesso mentre scrivo si trova all’altezza di 185,9 chilometri (la sua orbita ufficiale era a 575 chilometri di quota) e sta sorvolando a 28mila chilometri l’ora i balcani.
mi correggo.
ora sta già lasciando l'arabia e sta scendendo sull'oceano indiano.
anzi, è già arrivato a sud dell'india.

il rosat è un satellite di ricerca lanciato da cape canaveral il  1° giugno ’90 dall’agenzia spaziale tedesca dlr su un’orbita circolare a 575 chilometri di altezza.
è spento dal 12 febbraio ’99.

ha una massa di 2,4 tonnellate e alcuni pezzi (come lo specchio solare) sono stati progettati in vetroceramica o in altri materiali ceramici per resistere al calore.
quindi il tuffo nell’aria, e il surriscaldamento, non distruggerà l’intero bestione.

in particolare dovrebbe arrivare fino a terra il grande specchio da 1,7 tonnellate, cuore del satelite.

cliccando su questa immagine (che è statica) vai sulla posizione attuale del satellite (in visione panoramica) dal sito heavens above
Rosat orbit display

 

 

cliccando su questa immagine (che è statica) vai sulla posizione attuale del satellite (in visione zenitale) dal sito heavens above
Rosat vista zenitale

cliccando su questa immagine (che è statica) puoi vedere la posizione attuale del satellite (in visione panoramica) dal sito aerospaceRosat orbite

qui un articolo assai interessante di leopoldo benacchio pubblicato dal sito web del sole 24 ore

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Categorie: ecologia e ambiente, Scienza, Web/Tecnologia

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10 ottobre 2011 - 15:20

il cimento di adottare una parola abbandonata. adottane una anche tu.

sono esterrefatto ma non stupìto. tendo a tergiversare senza però detergere in profondità. e ciò è esecrabile per le mie ghiandole endòcrine.

non sono parole in libertà come lo zzzang zzang tumb tumb di marinetti. sono termini (esterrefatto, tergiversare, esecrabile) che molte persone non capiscono più.
parole che la selezione artificiale del darwinismo lessicale sta portando all'estinzione.

sono migliaia e migliaia le parole di una delle lingue più ricche, antiche, nobili e interessanti del mondo che rischiano di scomparire.
per questo motivo la società dante alighieri, insieme con i quattro maggiori vocabolari italiani (devoto oli, garzanti, sabatini coletti e zingarelli), ha lanciato una grande campagna:

adotta anche tu una parola abbandonata.

ci sono parole ormai solitarie che cercano un compagno, un custode, un amico.
tranne me e pochi coraggiosi, gli italiani hanno dimenticato la riccheza di cinabro (è una varietà di rosso), schipetaro (albanese), etimasia (un tema tipico delle raffigurazioni bizantine) o draghinassa (lo sciabolone da marina che si vede impugnato dai pirati dei fumetti).

un'idea simile è stata sviluppata anche in spagna e gran bretagna, e ora l’italia lancia una campagna per la salvezza della sua lingua, per sensibilizzare a un uso corretto e consapevole delle parole, per favorire una conoscenza più ampia del lessico, per tenere sotto controllo l’uso di alcuni termini, e per promuovere la varietà espressiva nel mondo della comunicazione globale.

come adottare una parola?
sul sito web della società dante alighieri c'è la pagina delle adozioni nella quale trovi la lista delle parole in via di estinzione.
si sceglie la parola prediletta, cliccando; c'è una registrazione al sito web; se la parola scelta è senza genitore adottivo, viene assegnata a chi ne fa richiesta.

c'è anche il certificato elettronico di assegnazione.
l'adozione vale un anno.

clicca qui per scaricare la scheda informativa su "adotta una parola"

la società dante alighieri è stata fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da giosue carducci e oggi è una onlus.
il suo scopo primario, come dice l’articolo 1 dello statuto sociale, è “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.
per conseguire queste finalità, la dante alighieri si affida all’aiuto costante e generoso di oltre 500 comitati, di cui più di 400 attivi all’estero.

al dunque: anche io ho scelto una parola da salvare.

e la mia parola - dopo lunga indecisione - è cimento.
cimento non ha niente a che vedere con calcestruzzi e malte.
significa impegno.

in famiglia "cimento" è sempre stata usata come una parola normale, non mica una parola stravagante, e mi stupisce lo stupore degli altri quando uso questa parola.

non mi sembra strana. c'era l'accademia del cimento, e antonio vivaldi raccolse alcuni suoi concerti nella serie del cimento dell'armonia e dell'invenzione.
insomma, per me "cimento" era una parola come un'altra: una parola normale alla stregua di "rotondo", di "salsa" o di "dolorante".
e sono sbigottito quando l'ho letta tra le parole orfane da adottare.

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Categorie: Giochi, Libri, Musica, Scienza, società, Web/Tecnologia, Weblog

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6 ottobre 2011 - 15:41

riapre l'enciclopedia web. wikipedia sospende la protesta.

wikipedia - l'enciclopedia libera che è uno dei fenomeni più interessanti del web - ha riaperto il servizio dopo la sospensione del servizio avviata martedì sera.

la chiusura del famoso sito web era una manifestazione di protesta contro la bozza della legge "intercettazioni" all'esame della camera.

clicca qui per leggere l'aggiornamento, i dettagli e la vicenda.

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Categorie: Scienza, società, Web/Tecnologia, Weblog

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4 ottobre 2011 - 20:45

wikipedia riapre. aveva chiuso contro la legge "intercettazioni" che avrebbe ammazzato il web.

questa è assai più grave della vicenda di vasco rossi e della satira della nonciclopedia, vicenda ben raccontata da daniele bellasio in questo bell'articolo del suo blog danton.

questa, è una notizia seria forte.

l'edizione italiana wikipedia sospende il servizio per protesta contro la legge intercettazioni ("legge ammazza-blog").

clicca qui per sincerartene di persona, per andare su wikipedia e per leggere il comunicato

wikipedìa (con l'accento sulla *i* come mi disse una volta uno dei loro capi) o wikipèdia (come dicono tutti gli altri) è la più importante "enciclopedia" del mondo, una *biblioteca d'alessandria* del sapere, un esperimento unico.
io personalmente devo ricorrere ai suoi servigi più volte al giorno.

cliccando qui puoi leggere l'articolo del sito web del sole 24 ore sul dibattito politico sul testo della legge: il "terzo polo" respinge l'offerta pdl. aut aut della bongiorno. e spunta un emendamento salva-blog

ecco il comunicato appena uscito sulle pagine di wikipedia.

cara lettrice, caro lettore,
in queste ore wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. la pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
il disegno di legge - norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
negli ultimi 10 anni, wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.
oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto ddl intercettazioni.
tale proposta di riforma legislativa, che il parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
in questi anni, gli utenti di wikipedia (ricordiamo ancora una volta che wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del progetto. nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
articolo 27
«ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
l'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. in tali condizioni, gli utenti della rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. la nostra voce è anche la tua voce: wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

ti darò tutti gli aggiornamenti qui in coda a questa pagina.

qui sotto c'è lo spazio per i commenti

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ore 21,15, aggiornamento.

l'agenzia ansa, articolo di anna laura bussa andato in rete alle 21,05:

di anna laura bussa
roma, 4 ott - non si potrà pubblicare il contenuto delle intercettazioni fino alla cosiddetta "udienza-filtro". fino al momento, cioè, in cui il magistrato non farà una selezione tra gli "ascolti" rilevanti per il processo e quelli che non lo sono.
e il divieto varrà anche per quelle intercettazioni che verranno trascritte in atti emessi prima di
tale udienza come, ad esempio, le ordinanze di custodia cautelare.
è questo il "punto di caduta", o meglio, il tentativo di mediazione che offre il pdl al terzo polo nella
speranza di riuscire ad allargare il consenso sul provvedimento, come spiega il capogruppo del pdl in commissione giustizia della camera, enrico costa, «oltre il confine della maggioranza».
ma centristi e finiani restano freddi di fronte alla "mano tesa" dei berlusconiani.
il presidente della commissione giustizia di montecitorio, giulia bongiorno, che ha lavorato per circa due anni alla stesura del ddl insieme al legale del premier niccolò ghedini, dice "no" a un ulteriore stravolgimento del testo e minaccia di fare «un passo indietro» come relatore del provvedimento.
«onestamente, non me la sento di essere relatore di un testo diverso», dice in una conferenza stampa comune del terzo polo convocata nel pomeriggio per rispondere alla proposta del pdl.
aggiungere dei «pezzi del ddl mastella» alla versione licenziata dalla commissione giustizia e ora all'esame dell'aula, sarebbe un «vero obbrobrio». in più, aggiunge il centrista roberto rao, ci sono altre parti della riforma che andrebbero riviste: «la norma ormai nota come "ammazza-blog" e quella secondo la quale debba essere un collegio di tre magistrati ad autorizzare o a prorogare gli "ascolti".  "è questo un lusso - aggiunge rao - che il sistema giudiziario non può permettersi" anche perché "con il sistema delle incompatibilità si porterebbero i piccoli e i medi tribunali alla paralisi". il terzo polo, insomma, dice no al tentativo di mediazione del pdl e rilancia su due questioni piuttosto spinose, una delle quali, quella del tribunale collegiale, venne proposta all'epoca proprio da giulia bongiorno, come ulteriore "sforzo" nella trattativa con ghedini.
l'udc, però, non se la sente di sbattere completamente la porta in faccia ai berlusconiani che comunque "qualche passo indietro hanno fatto" e così, sempre rao, avverte che ritirerà le questioni pregiudiziali presentate contro il ddl intercettazioni e che si asterrà su quelle presentate dal resto
delle opposizioni.
questa decisione viene considerata come "un gesto significativo" dal capogruppo del pdl in  commissione, enrico costa, autore dell'emendamento-compromesso. "non ci aspettavamo subito un sì alla nostra proposta di mediazione - sottolinea costa - ma la decisione di ritirare le pregiudiziali la guardiamo assolutamente con favore".
"il nostro emendamento - prosegue costa - spero diventi concretamente una base di lavoro comune".
se l'udc dice no pur senza usare i toni dello scontro, il pd alza invece le barricate.
"faremo un'opposizione dura", assicura il segretario pier luigi bersani. "metteremo in atto tutte le azioni di contrasto parlamentari che potremo", promette il capogruppo dario franceschini. l'emendamento del pdl di oggi, rincarano la dose andrea orlando e donatella ferranti, "è un grave passo indietro" visto che le intercettazioni contenute in atti come le ordinanze di custodia cautelare o i decreti di perquisizione, "hanno già superato il vaglio di rilevanza e pertinenza del gip".
ad allargare lo schieramento del no al ddl, arriva in serata anche wikipedia che ha "inscenato" una protesta "preventiva": dopo aver pubblicato un lungo comunicato contro l'iniziativa del governo sta infatti impedendo la visitazione delle pagine dell'edizione italiana dell'enciclopedia che rimandano tutte alla nota di protesta.

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aggiornamento delle 21,40

per chi frequenta twitter, gli hashtag più rilevanti sull'argomento sono:

#wikipedia
#ammazzablog
#ddlintercettazioni
#leggebavaglio

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aggiornamento delle 21,54

queste le agenzie di stampa uscite:

20,32, ansa, "intercettazioni: wikipedia, in italia servizio a rischio"
21,04, ansa, "intercettazioni: wikipedia si autosospende per protesta"
21,25, adn kronos, "intercettazioni: wikipedia ferma, pagina di protesta per il ddl"
21,27, il velino, "ddl intercettazioni, wikipedia in sciopero per protesta"
21,40, tmnews, "intercettazioni/wikipedia protesta online: stop in italia"

ancora nessun commento ufficiale dal mondo esterno. i politici sono a mangiare (tranne il pd andrea sarubbi che sta twittando come un disperato)

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aggiornamento delle 22,05

su facebook c'è una pagina "rivogliamo wikipedia, no alla legge bavaglio" che ha già raccolto più di 60mila "mi piace"

ancora nessun politico si è espresso attraverso le agenzie di stampa. sono tutti alle prese con la zuppa inglese (tranne ancora il pd andrea sarubbi che continua a tuittare come un fanatico)

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aggiornamento delle 22,15

un consiglio per chi vuole vedere pubblicato qui sotto il suo commento:

1 - evita parolacce. i commenti devono essere "signorili ed eleganti".
come le cene di arcore.

2 - evita di propugnare reati. l'invito a mettere il proiettile in canna (marco) può metterci alle costole la polizia postale. ed è stupido far perdere del tempo prezioso per corbellerie simili a poliziotti che hanno cose ben più importanti da seguire.

3 - non attaccare gli altri lettori. contestane i contenuti, non offendere la persona. "chi attacca l'uomo ha perso la palla".

4 - metti l'indirizzo di posta vero. un indirizzo farlocco di posta elettronico non serve a nulla. li vedo solamente io e non li divulgo. e se devo chiederti un dettaglio, sei irraggiungibile.

(oh, ancora nessun politico si è svegliato sulle agenzie di stampa. sono arrivati all'ammazzacaffè)

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aggiornamento delle 22,25

wikimedia serbia esprime solidarietà a wikipedia italia. clicca qui: Викимедијa Србијe

(grazie a claudia vago)

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aggiornamento delle 0,33

dai politici, non ho visto alcun segnale (forse è colpa mia e, se qualche segnale c'è stato, me lo sono perso).

sospendo gli aggiornamenti (e la pubblicazione dei commenti della notte).
domattina (mercoledì) libererò per la pubblicazione i commenti dei lettori arrivati nottetempo e pubblicherò gli aggiornamenti e gli eventuali interventi del mondo politico.

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aggiornamento delle 11,25 di mercoledì

ho appena sentito un mio amico deputato (federico testa), che è in aula. ora si sta votando per le nomine della corte costituzionale.

se questo voto non avrà problemi, alle 12,30 dovrebbe cominciare l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità del ddl intercettazioni, con voto sulle 13 e poi nel pomeriggio l'esame specifico del ddl.

se invece la corte costituzionale prenderà più tempo, e proseguirà nel pomeriggio, il ddl intercettazioni slitterà a domani.

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aggiornamento delle 12,55

il voto sulla corte costituzionale non è finito. quindi il voto sul ddl intercettazioni slitta a domani o più probabilmente a dopodomani.

oggi forse si riesce a fare solamente la prima parte del programma, cioè a votare le pregiudiziali di costituzionalità.

le tattiche dei due schieramenti sono opposte.

il pdl punta ad accelerare i tempi quanto più possibile e usa, come consente il regolamento della camera, i tempi contingentati per gli interventi.

il centrosinistra cerca di allungare quanto più possibile i tempi in modo che si alzi una contestazione del mondo web (e delle altre parti in gioco) talmente rumorosa da convincere il pdl a un dietrofront parziale.

gli emendamenti sono a valanga.
i due più interessanti sono alle pagine 84 e 85 dell'elenco degli emendamenti.

il primo è del pdl (primo firmatario, cassinelli) che ammorbidisce le sanzioni dell'articolo 29, comma 6, del disegno di legge.
dice che i siti web e i blog possono essere multati con la sola sanzione amministrativa (niente galera, quindi) da 7.500 a 12.500 euro per i siti che fanno attività professionale o giornalistica; da 250 a 2.500 euro per i siti web personali, da 100 a 500 euro per i siti web personali che garantiscono la reperibilità attraverso la posta certificata.

il secondo è del centrosinistra e impone gli obblighi ai soli siti web giornalistici registrati secondo la legge sulla stampa.

ho sentito ora il deputato pd andrea sarubbi che, al telefono con me, ha verificato con paolo gentiloni i dettagli di questo emendamento pd, che a me sembra stranissimo.

già oggi, infatti, le testate registrate al tribunale secondo la legge sulla stampa devono avere un direttore responsabile, l'indirizzo della redazione e l'obbligo di rettifica.

articolo 8 della legge sulla stampa 47/1948:

il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

ho sollevato questa obiezione a sarubbi, ma a lui e a gentiloni pare che le testate web registrate secondo la legge sulla stampa siano escluse dall'obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa.
sarà.
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aggiornamento delle 13,18
 
davvero interessante il dibattito all'interno di wikipedia.
puoi leggerlo cliccando qui.
occhio: è scritto in inglese.
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aggiornamento delle 16,30
 
1 - la relatrice del ddl giulia bongiorno si è dimessa.
2 - il voto slitta a domani, dopodomani, comunque a dopo la questione della corte costituzionale
3 - il deputato pd andrea sarubbi mi specifica che, a quanto gli risulti, la legge attuale sulla stampa non prevede sanzioni per i giornali web che non si attengono all'obbligo di rettifica. quindi l'emendamento pd non è così dissennato come pareva a me.
 
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aggiornamento delle 17,45
 
segnalo questo articolo di celestina dominelli dal sito web del sole 24 ore sul dibattito in aula alla camera.
segnalo questo bell'articolo di dino amenduni sul fatto quotidiano che riassume la vicenda wikipedia.
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aggiornamento di giovedì ore 15,30
 
wikipedia ha riaperto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale
 
questo il comunicato:
 
il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla camera potrebbe minare alla base la neutralità di wikipedia.
(qui il testo approvato dalla camera dei deputati l'11 giugno 2009, poi modificato dal senato il 10 giugno 2010; qui gli emendamenti)
sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al disegno di legge non sono ancora state approvate in via definitiva. non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l'approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su wikipedia.
grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale

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Categorie: Scienza, società, Web/Tecnologia, Weblog

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1 ottobre 2011 - 20:12

indiscreto. queste le foto private di hannibal gheddafi. non pubblico quelle sexy.

la vita pubblica e la notorietà appagano la vanità e apportano ricchezze, ma al tempo stesso tolgono riservatezza a chi gode questi vantaggi.

ho trovato  – meglio, mi sono state date – alcune fotografie di vita privata di hannibal gheddafi, il quarto e più vivace degli otto figli del dittatore libico, e di sua moglie aline skaf, ovvero eileen, modella e fotomodella libanese, anch'essa persona pubblica e fotografatissima per mestiere.

sono fotografie scoperte dai ribelli a tripoli nel computer del turbolento uomo politico nonché uomo d'affari.
hannibal gheddafi è anche un uomo d'affari: è stato nominato dal padre al ruolo di responsabile dell'export petrolifero della libia.

non mi risulta che queste immagini, contraddistinte dal diritto di cronaca, siano coperte da diritto d'autore, ma in caso diverso provvederò a togliere le foto dalla pagina.

la collezione di immagini di cui sono venuto in possesso è assai ricca e variata, sono scatti di vita privata, e la raccolta comprende anche diverse fotografie sessuali del tutto esplicite che riguardano l'uno, l'altra ed entrambi i coniugi insieme.

ne ho fatto una scelta ristrettissima.
hannibal e aline sono persone pubbliche, tuttavia non voglio forzare quella naturale riservatezza che, in qualche misura, può riguardare perfino persone così pubbliche. ciò a maggior ragione ora, visto che non amo stuzzicare chi si trova in difficoltà, come ora la famiglia gheddafi.

Gheddafi e aline in auto 
Gheddafi e aline in giardino 
Aline gheddafi 

e con queste tre foto, io mi fermo.
stop.

 

 

un'ampia collezione su facebook
se vuoi vedere altre fotografie della vita privata di hannibal gheddafi, ce n'è una valangata in una particolare pagina di facebook.
se hai l'iscrizione a facebook, puoi vedere la pagina, con la collezione di hannibal, cliccando a questo indirizzo.

la pagina di facebook si intitola هانيبال القرذافي وزوجتة والصياعة che significa più o meno "quei delinquenti di hannibal e della moglie".
le fotografie pubblicate su facebook, sebbene diverse, fanno parte dello stesso gruppo di immagini della mia raccolta personale e privatissima. su facebook non ci sono però le foto di carattere sessuale.

 

 

la fotogallery sul corriere
per vedere aline skaf sposata gheddafi, cliccando qui puoi vedere una fotogallery pubblicata nel 2008 dal corriere della sera e dedicata alla signora, la quale ovviamente in queste immagini è in allestimento professionale da parata.

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Categorie: energia, società, Web/Tecnologia

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27 settembre 2011 - 18:21

l'ak-47 va in pensione. ma non ditelo al vecchio kalashnikov che l'inventò.

dopo più di sessant'anni, l'esercito russo ora mette in pensione il kalašnìkov, il fucile mitragliatore che fu progettato nel 1947 da michail timofeevič kalašnikov.

michail kalašnikov è vecchissimo, è nato nel '19, è un ingegnere.
nel '47 sviluppò l'avtomat kalašnikova modello 47 (in sigla ak47), che fu adottato due anni dopo, nel '49.

semplice da produrre e da mantenere, economico, efficace (per i tempi), il mitra ebbe diffusione in tutte le guerre e guerriglie, e ancora oggi è comunissimo in tutto il mondo, prodotto in russia e all'estero su licenza, ma è realizzato anche da fabbri ferrai artigianali (in afganistan, per esempio).

è un'arma terrificante, come tutte le armi.
è un oggetto pensato per ammazzare.
perfino i soldati statunitensi in irak abbandonavano la loro arma d'ordinanza per usare l'ak47: più rozzo ma più affidabile.
in alcuni paesi africani è comune dare a un neonato il nome kalash, diminutivo di  kalašnikov, e questo mitra entra nelle bandiere del mozambico, timor est e zimbabwe.

ecco una delle più famose canzoni dedicate al kalašnikov.
è del bravissimo musicista bosniaco (di nascita), serbo (di madre) e croato (di padre) goran bregović.
 

si stima che in questo mezzo secolo di spari, il kalašnikov abbia ucciso più persone della bomba di hiroshima.
"avrei preferito inventare un tosaerba", ha detto kalašnikov, il quale con l'invenzione mortifera non ha guadagnato in modo diretto, e vive con la pensione a iževsk, la città in cui è nato; pensione arrotondata però da corposi contratti di pubblicità.

ora accade (ne parlano le izvestija) che il ministero russo della difesa ha deciso di passare a un'arma più moderna. l'esercito non acquisterà i mitra quest'anno e non è intenzionata a farlo nei prossimi due anni.
i magazzini ne sono ancora pieni.

è stato ordinato un altro modello alla ižmaš (o izhmash, il produttore ufficiale con sede a iževsk, la cui fabbrica è nata attorno al progetto di michail kalašnikov).
un modello nuovo ma con una portata più lunga di tiro e più efficace.
l'ižmaš  presenterà il nuovo modello l'anno prossimo.

al vecchio michail  kalašnikov non verrà detto che il suo mitra non sarà più prodotto dalla ižmaš.
"potrebbe morirne", hanno detto i famigliari.

una vittima in più.

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Categorie: Musica, nucleare, società, Web/Tecnologia

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8 luglio 2011 - 16:16

sarajevo. che cosa ho visto il 28 giugno a un incrocio. le foto. una storia e mille storie a incastro.

gli storici dicono che il ’900 è "il secolo breve".

perché il ’900, dal punto di vista storico, culturale, politico, economico e sociale, non è cominciato quando il calendario è passato al 1° gennaio.

i primi quattordici anni del secolo fanno parte, storicamente, dello strascico della belle époque ottocentesca del carbone e dell’acciaio.
il nuovo secolo – dicono gli storici – è cominciato con la prima guerra mondiale. dalle cui ceneri sono nati rivoluzione russa, fascismo e nazismo. la seconda guerra mondiale. l’industrializzazione di massa.

e così dal punto di vista storico il ’900 non è finito il 31 dicembre del 2000 (o del 2001, secondo le diverse scuole astronomiche) bensì è finito qualche anno in anticipo, con gli ultimi effetti della fine del comunismo russo: l’assedio di sarajevo del ’94-’95 segna l’ingresso nel 2000 e nell’era del silicio.

la settimana passata ero a sarajevo, o sàraevo, o seraievo. capitale della bosnia.
era il 28 giugno.

il 28 giugno è un giorno di commemorazione per i serbi perché per loro è – dal punto di vista religioso – il 15 giugno, cioè il giorno di san vito.

è celebrazione nazionale, per i serbi, e non per i bosniaci, che sono a maggioranza musulmani.

nel giorno di san vito, vidov dan, nel 1389 sulla piana dei merli che sta poco lontano da priština, la coalizione dei serbi affrontò gli ottomani nell’epica battaglia del cossovo e, con un tranello, un eroe serbo uccise il sultano ottomano murad.
(vinsero entrambi gli eserciti o, meglio, furono sconfitti entrambi).

i cristiani ortodossi celebrano il 15 giugno nel giorno 28 giugno perché per la liturgia hanno conservato il calendario di giulio cesare (calendario giuliano) mentre noi a metà ’500 con papa gregorio abbiamo corretto gli errori astronomici introducendo il calendario gregoriano, più aderente al ciclo del sole.

prima delle 11 del 28 giugno, la settimana scorsa, giorno di san vito e dell’attentato che uccise il sultano occupante, ero sul lungofiume di sarajevo, sul marciapiede che costeggia la miliazka, il torrente basso e brutto che costeggia il centro della città.

il lungofiume s’incrocia ad angolo retto con il latinski most, il ponte latino, piuttosto stretto e poco più che ciclabile, che entra nel centro città con il nome di via zelene beretki, o zelenih beretki, cioè via berretti verdi, intitolata agli indipendentisti bosniaci degli anni ’90.

sull’angolo tra il lungofiume e il ponte c’è una panchina di pietra.

mi sono seduto sulla panchina a guardare lo svolgersi degli eventi.

è il 28 giugno.

sono circa le 10.

anno 2011, all’angolo tra il lungofiume e via berretti verdi c’è il muzej. ecco l’edificio del muzej: vedi a destra, il lungofiume e a sinistra via berretti verdi che entra nel centro storico.

anno 1914. il lungofiume si chiama appel quai e ha il ritmo di alberelli ancora piccoli piantati giù dal bordo del marciapiede, via berretti verdi si chiama via francesco giuseppe, uliza franio iosif.
qui vedi il latinski most, il lungofiume appel, via francesco giuseppe.

al posto del muzej c’è la pasticceria moritz-schiller, famosa per le delikatessen. ecco la pasticceria: se stai in piedi sul ponte la vedi così.

c’è folla indiavolata. bandiere ai balconi. in mezzo alla folla c’è gavrilo prinzip, indipendentista serbo. accarezza la pistola che pesa sul fondo del tascapane a strisce di mille colori. sta arrivando il corteo di automobili l’arciduca francesco ferdinando con la moglie sofia, incinta. è l’erede al trono dell’impero. il "sultano" occupante austriaco è in visita ufficiale. deve inaugurare il museo nazionale di sarajevo.

anno 2011. sta salendo il lungofiume il tram della linea 3 diretto a basciarscia, il quartiere ottomano. ecco il lungofiume e l’incrocio con via berretti verdi.

il tram sferraglia alla curva laggiù in fondo, la spalletta sul lungomiliazka riverbera lo stridore delle ruote sul binario.

anno 1914. vedo il corteo di macchine mentre sale il lungofiume appel venendo dal campo militare di filipovic e diretto verso il municipio.
nella prima macchina ci sono l'ispettore capo di sarajevo e tre agenti di polizia.
nella seconda, il sindaco fehim efendi ciurcic e il commissario di polizia edmund gerde.
la terza auto è la gräf & stift "bois de boulogne", una double phaeton del 1911 guidata dall’autista del conte francesco von harrach, che ha messo la sua vettura a disposizione: ci sono francesco ferdinando, sua moglie sofia, il governatore generale di bosnia oskar potiorek, la guardia del corpo di francesco ferdinando, von harrach davanti a fianco del suo chaffeur.
seguono altre quattro auto.

prima dell’incrocio mehmed mehmedbašic, uno dei sette, prende la mira da una finestra ma rinuncia: troppa gente.

all’incrocio con il ponte cumuria, in mezzo alla gente che applaude, il tipografo nedeljko ciabrinovic si stacca dal parapetto del lungofiume e lancia una bomba, un candelotto di dinamite, verso l'auto di francesco ferdinando.

von harrach sente il candelotto cadere contro un parafango della sua auto e pensa di avere forato e dice al suo autista: "bravo. e ora dobbiamo fermarci".
lo chaffeur, che ha intravisto un coso nero volargli addosso e battere contro il parafango, invece accelera.
il cilindrotto rimbalza verso sofia, seduta a destra cioè dal lato del fiume, e francesco ferdinando con un colpo del braccio fa volare indietro l’oggetto, che rimbalza sul soffietto della cappotta ripiegata di tela e cade a terra, dove scoppia ferendo una dozzina di persone.

da quassù, dall’incrocio con il ponte latino e con via francesco giuseppe, non si capisce molto. si vede giù, alla curva del lungofiume, muoversi della folla, il fumo di un’esplosione. poi arriva il crac secco dello scoppio e le si sentono le grida. un uomo vestito di scuro (è ciabrinovic) scavalca il parapetto e si butta sul greto della miliazka, è inseguito e preso.

il corteo di auto si scompagina per un istante, ma poi accelera la salita sul lungofiume verso il municipio.

gli altri regicìdi non capiscono se l’attentato è riuscito oppure no. qualcuno si allontana. gavrilo prinzip ha fame, attraversa il lungofiume appel ed entra da moritz-schiller.

2011, ora 10,50 all’angolo di via berretti verdi si assiepa un gruppo di giapponesi, una quindicina. qualcuno ha naso e bocca protetti da una mascherina antibatterica.
scattano fotografie, come da luogo comune sui turisti giapponesi.

1914, ora 10,50 ancora all’angolo tra il lungofiume e via francesco giuseppe. da qui non si vede più il corteo, che è arrivato fino al municipio.
molta gente è scesa per curiosare nel luogo della bomba, altri se ne sono andati. altri ancora aspettano che il corteo scenda dal municipio perché vogliono rivedere l’arciduca. guardando attraverso le vetrine si vede che gavrilo prinzip è ancora dentro a morizt-schiller e sta mangiando un panino con un bicchiere di birra.

in municipio l’arciduca è incazzatissimo con il sindaco, urla è questa l’accoglienza?

francesco ferdinando decide di cambiare il programma. non si va verso l’appuntamento successivo ma si va in ospedale a fare visita ai feriti della bomba, tra i quali l’ufficiale che comanda tutta l’organizzazione della visita.

quindi, decide l’arciduca, il corteo a metà del lungofiume non dovrà girare a destra per via francesco giuseppe, bensì all’altezza del ponte latino e della pasticceria moritz-schiller tirerà dritto lungo la miliazka per andare all’ospedale.

ma l’ufficiale che coordina l’organizzazione della visita arciducale non c’è, è in ospedale con una larga ferita alla nuca, e quindi c’è un po’ di scollamento tra gli ordini sul percorso da fare, cioè girare a destra in via francesco giuseppe come da programma iniziale oppure tirare dritti sul lungofiume verso l’ospedale, come ha ordinato l’arciduca.

finisce la cerimonia in municipio. francesco ferdinando e sofia all’uscita dal municipio salgono in macchina. eccoli.

qui vedi l’arciduca (e, dietro, sofia) mentre si sporge dall’auto per salutare il sindaco ciurcic.

seduto sulla spalletta del ponte latino guardo il lungofiume verso la fortezza.
si vedono le macchine scendere sul lungofiume.
qui vedi l'immagine inquadrata mentre stai in piedi davanti all’angolo di moritz-schiller e vedi l’auto con il granduca mentre scende verso di te all’incrocio con il ponte latino e via francesco giuseppe.

il corteo sbaglia strada e segue il programma originario: all’angolo con la pasticceria moritz-schiller, la prima macchina gira a destra in via francesco giuseppe, poi la seconda auto, poi la terza con l’arciduca.

qui la storia ha svoltato. in senso non metaforico.
ha svoltato a destra.

halten! l’autista della prima auto viene corretto: no, dovevamo andare dritti sul lungofiume, fai marcia indietro.
si ferma, ingrana la retro. la seconda auto frena, si ferma, e ingrana la retro.
la terza macchina svolta a destra, entra in via francesco giuseppe, e vede le altre due macchine in manovra. l’autista frena e si ferma.

gavrilo prinzip da dentro la pasticceria nota attraverso la vetrina il movimento delle macchine, fa due passi e apre la porta.

davanti a lui, la macchina dell’arciduca sta facendo manovra.

mette la mano nel tascapane a strisce colorate.

afferra la pistola, una semiautomatica belga 7,65. questa qui.
il sangue batte nelle tempie.
la pistola.
il cuore a mille.
la pistola.

spara.
la palla passa la carrozzeria dell’automobile, trafora il divanetto foderato di pelle e devasta gli organi interni dell’addome di sofia.

prinzip deve colpire l’arciduca alla testa, perché è difeso da un corpetto antiproiettile.
spara.

la seconda palla prende l’arciduca al collo.

ecco la macchina. vedi bene sopra il parafango della ruota posteriore il tondo della vernice scrostata e il buco del proiettile.

la folla salta addosso a prinzip, lui si divincola, scappa per la via, cerca di spararsi ma è bloccato: qui vedi mentre viene arrestato.
qui, ecco la polizia bosniaca mentre trascina gavrilo prinzip verso la prigione

la macchina dell’arciduca esce da via francesco giuseppe, attraversa il lungofiume e sale sul ponte latino verso l’ospedale.

mentre percorre ponte latino, sofia vede il sangue uscire dalla bocca del marito e grida per l’amordiddìo che t’è accaduto poi scivola giù dal sedile. chinandosi dal divanetto di fronte, potoirek e harrach pensano che sofia sia svenuta e cercano di aiutarla ad alzarsi. francesco ferdinando invece capisce che sofia ha un’emorragia interna all’addome e grida sopherl sopherl sterbe nicht bleibe am leben für unsere kinder.
sofi, sofi, non morire, vivi per i nostri bambini.

un mese dopo, l’impero austroungarico dava l’ultimatum alla serbia. e poi la guerra.

via franio iosif, franz josef, francesco giuseppe angolo appel quai.
da qui, nove milioni di morti in trincea. cinque milioni di morti tra i civili.
qui è cominciata con due pistolate l'inutile strage.

2011. l’angolo tra la via, e il lungofiume oggi. l’arciduca è stato pistolato più o meno sotto la "m" della scritta muzej.
l’ultimo dei sette cospiratori regicìdi, vaso ciubrilovic, teorico della pulizia etnica contro gli albanesi e, negli anni ’40-’50, contro la dalmazia italiana, amico personale di tito, morì nel 1990 tra gli onori di una cattedra universitaria.

alzo gli occhi.
oggi è via zelenih beretki, via berretti verdi.
guardo in alto, e sui muri delle case – le stesse che c’erano nelle foto del 1914 – ci sono centinaia di buchi. sopra gli uffici della triglav, il palazzetto antico è sforacchiato.

nell’assedio del ’94 e ’95 i cecchini tiravano contro le finestre.

qui, a questo incrocio sul lungofiume, proprio qui con le due pistolate del serbo gavrilo prinzip, è cominciato il secolo breve.

qui, in questo incrocio trapassato dalle mitragliate dei cecchini serbi contro i bosniaci, proprio qui è finito il secolo breve.

questo, ho visto il 28 giugno 2011, o il 28 giugno 1914, seduto all’incrocio.
il cielo è grigio e due bambini giocano nel mercato ottomano di sarajevo.
o anche sàraevo. oppure seraievo, in italiano.

(gli intenditori si accorgeranno delle licenze formali, come miliazka al posto di miljacka, prinzip al posto di princip e altre corbellerie)

(vedo che alcune foto non si aprono. nei prossimi giorni cercherò link fotografici funzionanti)

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6 luglio 2011 - 18:12

dibattito in corso alla camera sul testamento biologico. riguarda anche te. la diretta di sarubbi.

è in corso adesso alla camera la discussione della legge sul testamento biologico.
è un tema che riguarda tutti, tu e io compresi.
si tratta della possibilità di dare, quando si è ancora vivi e lucidi, disposizioni su come comportarsi con il corpo - inanimato ma vivo - in caso di coma o di agonia.
(per esempio, se *staccare le macchine* oppure no. per esempio, che fare in caso di stato di coma. per esempio, quali terapie vanno rifiutate. e così via).

il dibattito è molto acceso.
la legge proposta dal centrodestra, insieme con l'udc, è molto vincolistica e di impianto cattolico-moralista, e fa pensare come àmbito alle proteste contro la sospensione dell'alimentazione di eluana englaro.
il centrosinistra e i finiani propendono per una legge di approccio laico-liberale (nel senso dei *liberali* storici) nella quale - pur tra limitazioni - ognuno possa disporre di sé.
c'è anche la posizione dei radicali, che è decisamente molto liberista: ognuno può disporre di sé stesso, e le altre persone non devono mettere becco nelle scelte personali dei singolo.

molto interessante è la cronaca istante per istante che il deputato del pd andrea sarubbi sta conducendo in queste ore attraverso brevi messaggi scritti, dall'interno dell'aula della camera, e inseriti sulle pagine dei due più noti social network, cioè twitter e facebook.

chi ha un account twitter può seguire la cronaca in diretta cliccando qui.

riporto gli ultimi messaggi di sarubbi:

bocciati i primi 11 emendamenti dei radicali. nel voto segreto ci sono sempre una ventina di dissidenti del centrodx.

radicali accusati di volere il consenso informato per gli interventi di pronto soccorso, loro negano ma allora hanno scritto male.

a voto segreto ci sono circa 40 deputati d'accordo con la visione dei radicali su testamento biologico ed eutanasia. non so se sia poco o tanto: conto.

finiti gli emendamenti premissivi, si entra nel vivo. il primo emendamento pd sopprime l'art. 1: praticamente, niente legge.

respinto il nostro emendamento soppressivo di 67 voti (a voto segreto). parecchi dissidenti del centrodx, ma l'udc era contrario.

giachetti: "l'on. binetti è presa dall'orgia di votare contro tutto". risate. ride pure lei, lui chiede scusa.

ora c'è un emendamento cruciale del pd: se passasse, avremmo una legge soft e umana. ma non passerà.

a forza di respingere emendamenti in automatico, il centrodx ha respinto pure un passaggio nostro sul divieto dell'eutanasia.

buonfiglio fli ricorda che 44 deputati pdl avevano scritto una lettera contro questa legge.

tutti bocciati gli emendamenti della mattinata. ora seduta sospesa: la diretta su twitter e fb riprende con l'aula, alle 16.

riprende testbio. sms di cicchitto ai deputati pdl: preparatevi oggi alla notturna, a stare qui domani sera e forse venerdì. terrorismo?

bocciato 312-206 emendamento cruciale pd a scrutinio segreto, diversi astenuti, diversi "non voto"

toccante intervento di scapagnini pdl sulla sua esperienza personale e sulla sua "conversione" dopo il coma.

intervento totalmente irrituale, quello di scapagnini pdl, ma tra i più memorabili da inizio legislatura.

vi consiglio di riascoltare l'intervento di scapagnini pdl, se lo trovate in rete: non è un consiglio politico, ma umano.

bocciati altri emendamenti radicali, alcuni a mio parere inaccettabili.

bocciato emendamento radicale su eutanasia 451 no - 56 sì

bocciato un altro emendamento radicale sullo spostamento dei malati nei paesi in cui l'eutanasia è praticata: 459 no - 49 sì

ora i radicali definiscono "oscurantisti e clericali" quelli che, come me, non voteranno mai i loro emendamenti sull'eutanasia.

buttiglione ha ritirato un emendamento sacrosanto: peccato.

chi ha un account twitter può seguire la cronaca in diretta cliccando qui.

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21 giugno 2011 - 23:31

web. attacco informatico internazionale contro pdl e berlusconi. bloccati i siti.

[target: www.pdl.it & www.governoberlusconi.it & forzasilvio.it & www.silvioberlusconifansclub.org port 80 method: http fire! |

con questa stringa di comando in un indirizzo web che non voglio divulgare, questo pomeriggio è partito un attacco informatico degli hacker politici internazionali di anonymous e lulzsec contro i siti web del pdl, del governo italiano e dei sostenitori di berlusconi.

(anonymous e altri gruppi simili monìtorano la rete web e attivano proteste informatiche contro dittature e censure nel mondo.
sono appena passati sotto lo schiacciasassi di lulzsec i siti della sony e della cia. ieri è stato arrestato da scotland yard un diciannovenne accusato di avere partecipato a questi attacchi contro cia e sony).

per verificare l'efficacia dell'attacco, ho provato più volte a connettermi ai tre siti web sotto tiro.
dopo molti tentativi, per qualche istante mi si è aperto solamente l'indirizzo www.governoberlusconi.it ma solamente per pochi secondi.
al primo refresh mi si è ripresentata la schermata di blocco:

error 503 service unavailable
service unavailable
guru meditation:
xid: 1782101910

per saperne di più, ne ha scritto un articolo sky tg 24

qui la repubblica

gli esperti mi scuseranno se ho voluto usare un linguaggio comune, privo (per quanto possibile) di termini tecnici e specialistici.

aggiornamento successivo a mezzanotte. l'attacco è finito. per ora.

è scomparso il target dei bersagli da colpire ed ecco i loro messaggi:

[00:12] il sito del pdl e di nuovo disponibile
[00:12] fine dei giochi per stasera signori
[00:13] for now

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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13 giugno 2011 - 18:03

cospirologia applicata. "fukushima è un disastro voluto dai servizi". (non è vero). analisi sulle voci farlocche.

cospiròlogi, a me!
ecco cibo per i vostri neuroni affamati di complottologìa applicata.

sostiene sul web (con fortissimo sèguito di fedeli) e in un'intervista radiofonica il giornalista inglese jim stone che in marzo il giappone nord-orientale non è stato squassato da un terremoto del 9° grado, bensì lo zunami è stato provocato apposta dagli stati uniti, o dal mossad israeliano, o da chissacchì, con una bomba atomica sottomarina per bloccare la centrale di fukushima, ed evitare che la centrale rifornisse di uranio arricchito l'iran.

questo stone asserisce che in giappone non c'è stato alcun terremoto. figurarsi, dice; se ci fosse stato un terremoto ci sarebbero stati danni.

jim stone dovrebbe spiegare allora perché i grattacieli di tokio ballino così.

 

 

stone scrive nel suo sito anche di cure alternative contro il cancro. perché è chiaro a ogni cospiròlogo e a ogni millenarista che gli interessi economici impediscono alla medicina ufficiale  di combattere davvero il cancro.

il problema non è stone.
il problema sono gli omologarchi della cospirologìa applicata, gli eresiarchi del millenarismo, i complottòlogi di professione. che abboccano all'amo a ogni nuova rivelazione oscura.

i quali si preparano al terremoto che non ha devastato roma, annunciano la fine del mondo a scadenze da iogurt, vedono i Grandi Complotti Segreti e non si arrendono mai a ogni smentita.
passata una scadenza, non dicono di sé stessi *mi sono fatto corbellare* e si preparano inesauribili al complotto mondiale successivo.

la pervasività del web, l'indipendenza informativa della rete, rende potentissime l'effetto di queste voci bislacche.

ricordo due articoli del codice penale:
656. chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico, è punito se il fatto non costituisce un più grave reato [c.p. 265, 267, 269], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309.
658. chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli nesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a 516.

la verità su fukushima? non è stata una bomba atomica (come dice stone) né gli dèi vendicativi (come disse il vice del cnr, roberto de mattei) .
ho io la verità.
l'incidente è stato provocato dagli alieni.

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12 giugno 2011 - 8:13

fukushima ha superato cernobyl. referendum: tre immagini molto provocatorie. calcola il quorum

l'incidente nucleare di fukushima è pari o peggiore di quello di cernòbyl dell'aprile '86.
la quantità di radioattività emessa è già alla pari dell'evento dell'86, e l'incidente non è ancora risolto: la dispersione continua.

lo afferma robert alvarez, già consigliere (former senior policy adviser) del dipartimento statunitense dell'energia e ora all'institute for policy studies.

alvarez ha parlato in un'intervista di democracy now (di amy goodman) registrata il 10 giugno (due giorni fa). qui puoi vedere il video dell'intervista, con la trascrizione del testo.

amy goodman chiede: "e a suo parere il caso giapponese è pari o peggiore di cernòbyl - all'impianto di fukushima dai-ichi?"
alvarez risponde: "è corretto perché se l'unione sovietica in sostanza aveva dichiarato che erano stati rilasciati nell'ambiente 50 miliardi di curie di radioattività, è circa confrontabile con quanto ha ammesso di recente il governo giapponese, e intanto la centrale continua a liberare quantità significative di radiazioni nell'aria".

(that’s correct, because if—the soviet union and russia basically have claimed that about 50 million curies of radioactivity were released to the environment—this is roughly comparable to what the japanese government has currently admitted—and that this site continues to release significant amount of radiation in the atmosphere).

qui: la fusione di fukushima confrontabile con cernòbyl
qui: a 40 chilometri a nord-ovest di fukushima una presenza di cesio137 superiore a cernòbyl

 

 

 

 

 

 

cambio argomento.

il referendum.

calcola l'andamento del quorum ora per ora con questo foglio in excel del bravo antonio crea detto tafanus.

 

infine, una provocazione referendaria fatta con tre immagini del plebiscito fascista del '34.

una provocazione un po' irridente e acida.

Plebiscito del 1934 palazzo madama

Plebiscito del 1934 roma palazzo braschi
Plebiscito del 1934 una scheda elettorale

ora vado al seggio per esercitare il mio diritto di cittadino.
(e non sono fascista).

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10 giugno 2011 - 19:23

acqua. referendum. raccolta di link. e di video divertenti. ortis: l'acqua è gratis.

una raccolta di video e di link sul referendum sull'acqua.

l'ex presidente dell'autorità dell'energia, il bravo alessandro ortis, in questo brevissimo video dice che l'acqua è gratis: nelle bollette paghiamo *i tubi*, il servizio, ma l'acqua in quanto tale non si paga.
ed è vero.
 

attenzione. uno spunto di considerazione.
il decreto sull'acqua che si vuole eliminare
- contiene anche una norma contro le assunzioni di parenti di politici negli enti pubblici. occhio: votando sì aiutiamo il sindaco ad assumere il cognato, aiutiamo il politico trombato ad assumere la nuora.
- ha effetto anche sui trasporti pubblici. votando sì, non si vota solamente per l'acqua ma anche per gli autobus.
- il blocco tariffario colpisce non solamente i pochissimi privati bensì tutti gli acquedotti pubblici.

per capire meglio la questione, ecco una scheda interessantissima che chiarisce abbastanza la questione.
l'ha scritta antonio massarutto, il docente di economia dei servizi pubblici (università di udine) che ha promosso anche l'appello degli esperti di servizi pubblici locali e di economisti per il "no" al referendum idrico.

massarutto, con questa scheda, cerca di chiarire le idee in primo luogo a sé stesso.
in modo che siano chiare per tutti.

un'analisi attenta tra il "sì" e il "no".

clicca qui per scaricare e lèggere la scheda informativa sui referendum idrici scritta da antonio massarutto (375kb in formato powerpoint pptx)

il dibattito in rete

ecco antonio massarutto dal vivo mentre spiega le sue perplessità referendarie.
 
a titolo di confronto, ecco un altro esperto di aria triveneta che ha una somiglianza forte con l'ottimo massarutto: il dottor freiss (l'attore giuseppe battiston con carla signoris da "tutti pazzi per amore").
 

 

il dibattito in questo blog

nei giorni scorsi ho pubblicato in queste pagine un documento degli acquedotti pubblici, preoccupatissimi perché uno dei due referendum sull'acqua (quello con la scheda gialla) in realtà non è contro la *privatizzazione* bensì dissesta i bilanci di tutti gli acquedotti, pubblici e privati, e soprattutto pubblici.

avevo trovato e pubblicato un documento degli analisti londinesi della fitch, una delle più autorevoli società di rating, che diceva la stessa cosa: il referendum scheda-gialla blocca tutti gli acquedotti e rischia di mandarli al dissesto.

poi ho pubblicato un interessante commento di andrea gilardoni, professore alla bocconi e uno dei massimi esperti italiani di economia degli acquedotti.

e ancora, un commento di adolfo spaziani, direttore della federutility, cioè l'associazione degli acquedotti pubblici e di tutte le aziende di servizi pubblici locali.

ho ascoltato il parere dell'economista alessandro marangoni, tra i più noti nel settore dei servizi pubblici locali, di cui oggi questa nuova analisi.

poi ho pubblicato l'elenco dei circa 150 comuni italiani messi in mora dall'unione europea perché in 13 anni non si sono dotati di depuratori. questi comuni dovranno dotarsi entro due mesi dei depuratori, dice bruxelles; la multa va da 11mila a oltre 700mila euro per ogni giorno di ritardo: chi pagherà queste multe? con le tasse, tutti noi.

ecco l'appello di economisti di servizi pubblici ed esperti del settore idrico, i quali stanno raccogliendo le firme in difesa degli acquedotti pubblici di cui accennavo qui sopra.

ecco l'intervento di alessandro petretto, che insegna economia pubblica all'università di firenze.

e poi lo schema riassuntivo di massarutto di ieri.

infine, qui una notizia sui conti del referendum sull'acqua (a rischio investimenti per 20 miliardi negli acquedotti pubblici) con l'esempio del caso di firenze.

 

 

 

 

un bell'articolo di giacomo vaciago sul sole 24 ore

ecco il sito web del comitato del no. a dispetto dei contenuti interessanti, è un sito web tristemente bancario. algidamente respingente.

e sebbene la signora che parla in questo video sia decisamente graziosa, e sebbene che dica cose molto interessanti, la *qualità* del video dei comitati del no sull'acqua è decisamente poco sexy. è un video che non coinvolge.
impietoso il confronto con il video più sotto, quello di "votare", che è caldo e attraente.

il video del comitato del no
 

ecco qui sotto il video "votare" per il sì ai referendum.
coinvolgentissimo, anche se pieno di maschiacci grassi e pelosi, a differenza del precedente video con la deliziosa signora.

il video "votare"  

 

l'hai già visto sui social network, ma te lo ripropongo:
effetto domino
 

 

anche questo, per il sì ai referendum, gira da qualche tempo. lo spassosissimo guzzanti con le *istruzioni* per il voto.
se non l'hai ancora visto, non pèrdertelo. vederlo è tempo guadagnato.
guzzanti, le istruzioni (bislacche) sul referendum
 

 

torniamo tra i video tristi. questo è lo spot ufficiale dei comitati del sì al referendum sull'acqua. tecnicamente, il video è fatto decisamente bene.
ma - a parte qualche falsità demagogica (per esempio dice che votando sì si colpiscono i privati: non è vero! si colpiscono tutti gli acquedotti, e soprattutto quelli pubblici) - è un video dall'approccio freddo, saccente e scostante. 
il video del comitato per il sì
 

dei referendum (nucleare, acqua, legittimo impedimento berlusconiano), sulla "privatizzazione" dell'acqua ci sono due schede.
uno dei due referendum riguarda i soci privati delle società acquedottistiche e di depurazione, e quindi è effettivamente relativo alla privatizzazione del servizio.

ma l'altro dei due quesiti del referendum, quello con la scheda gialla, riguarda la determinazione della tariffa del servizio dell'acquedotto idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, e riguarda tutti, proprio tutti, gli acquedotti.
soprattutto quelli pubblici.
la domanda che ci sarà posta è:

volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?

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8 giugno 2011 - 19:25

poste. il lato b del disastro informatico. l'impiegato ci confessa che.

un mio collega, che ha un ufficio postale come il mio, l'altro giorno ha chiuso l’ufficio postale e se n’è andato perché la gente lo insultava.

e oggi?

finalmente stamattina da me funzionava tutto, dalle 8 quando ho aperto l'ufficio al pubblico fino alle 2 del pomeriggio, ha funzionato sempre. sono rimasto aperto fino alle 2,10 per smaltire la coda, e tutto funzionava. tantissime persone, oggi ho lavorato come un robot per ricuperare l'arretrato, non sono riuscito nemmeno ad andare al gabinetto.

anche negli altri uffici postali?

alcuni colleghi di altri uffici della zona mi hanno detto che da loro stamattina il sistema andava a ancora singhiozzo. non dovrei raccontare queste cose.

è vietato parlare con i giornalisti?

leggo la mail dell'ufficio centrale, me la sono stampata. è una mail di lunedì 6 giugno. "nel caso in cui in questi giorni si presentassero al vs ufficio giornalisti, troupe televisive ecc., vi ricordo che il personale non è assolutamente autorizzato a rilasciare interviste e dichiarazioni".

ci sono sanzioni o pene?

un momento, che continuo a leggere la circolare: "nel caso in cui presso il vs ufficio si presentassero giornalisti, dovrè essere avvertita la filiale, che provvederà" eccetera.

che cosa fa la filiale con i giornalisti?

si rivolge all'ufficio relazioni esterne, mi pare. leggo: "la filiale provvede a informare le strutture aziendalmente preposte al fine di fornire nel mondo più corretto le informazioni del caso. la materia è regolata da apposita normativa aziendale" (normativa aziendale che veramente io non ho letto) che "esclude in materia tassativa" eccetera "attenervi con il massimo scrupolo" eccetera.

come i vostri capi vi hanno spiegato il guasto?

mi pare che non sapessero bene nemmeno loro che cosa fosse successo nel dettaglio. non è la prima volta che s'inchioda la nuova piattaforma. non era mai accaduto a livello nazionale, ma a livello locale in questi mesi si è fermata spesso per brevi periodi, per esempio per qualche ora.

veniamo al 1° giugno

il 1° giugno pensavo che il blocco fosse come le altre volte, il computer si inchioda e poi dopo un poco si sblocca. mi dicevo: ma porca miseria, va in blocco proprio oggi che è giorno di pensioni.

le ore passavano e i pensionati si mettevano in coda?

proprio così. che faccio? faccio un giro di telefonate con i colleghi della zona, e tutti dicono: siamo nella stessa situazione. allora chiamo l'help desk, è un numero verde dedicato, che dovrebbe risolvere questi problemi. figurarsi. tutti gli uffici postali d'italia chiamavano il numero verde. dava occupato prima ancora che finissi di avere composto il numero. chiamo la filiale, mi dicono che il blocco è nazionale, ci sono problemi tecnici. mi dicono: di' ai clienti che l'ufficio riprenderà il lavoro appena possibile. e mi hanno mandato un cartello da esporre alla porta dell'ufficio.

non certo via mail.

ovvio, perché la mail era ferma. mi hanno mandato un fax con il cartello da esporre alla porta d’ingresso. diceva più o meno: per un guasto diffuso a livello nazionale, per problemi tecnici, l’ufficio riprenderà l'attività appena possibile.

il cartello è rimasto esposto fino a oggi?

no, l'altro ieri, cioè lunedì, ce l’hanno fatto togliere, "ai clienti dovete dare spiegazioni a voce". erano già molti giorni che davo spiegazioni a voce ai clienti.

e loro? i clienti?

ho negli occhi le facce dei pensionati che, poverini, hanno fatto la spola avanti e indietro tra casa e qui. mi spiace, dicevo, non funziona ancora. e tornavano a casa. oppure telefonavano, chiedevano speranzosi "funziona?" oppure "è ripreso?". poverini, che dovevo fare? rispondevo abbiate pazienza. con il sorriso migliore possibile. oggi sono riuscito a pagare quasi tutte le pensioni, ne resteranno ancora una su dieci.

non sapevate molto.

certo. in questi ultimi giorni chiamavamo l’help desk. alle ore 9 la voce diceva: l'avvio della piattaforma è previsto per le 10,30, poi alle 10,30 la voce registrata diceva l'avvio è previsto per le 11,30, poi alle 12,30. ma se a livello generale questi erano gli orari previsti di riavvio della piattaforma, in realtà in sede locale in questi ultimi giorni un po’ prima che arrivasse l'orario annunciato dalla voce registrate provavamo, e il computer si avviava, si riusciva a fare un paio di operazioni.

rifaccio la domanda. e i clienti?

lavoro in un paese di pochi abitanti, ci conosciamo tutti. insomma, in questi giorni arrivavano moltissime persone mai viste prima, persone che giravano tutta la provincia alla ricerca di un ufficio postale che funzionasse. facce mai viste di gente disperata che non riusciva a pagare una multa, a spedire una raccomandata, a pagare la bolletta, a prelevare i soldi dal conto o dal libretto postale.

le pensioni?

ci sono in sostanza due modalità per il ritiro della pensione. la prima: l’inps manda un bonifico allo specifico sportello postale, e la pensione può essere pagata solamente a quello sportello. se invece è accreditata sul libretto postale o sul conto corrente, si può ritirare in qualsiasi ufficio postale. l’azienda punta alla modalità dell’accredito sul conto o sul libretto (in genere chi ha il conto corrente ha anche il libretto postale).

perché?

per far fidelizzare il cliente. ma molti pensionati hanno paura del conto corrente, non hanno confidenza con i postamat e con queste tecnologie che chiamano "diavolerie", e preferiscono farsi dare la pensione in contanti.

gli sportelli automatici hanno avuto problemi?

i postamat viaggiano su una piattaforma informativa diversa, e quindi funzionavano. ma hanno avuto problemi anche loro. di carattere differente. poiché non era possibile prelevare nell'ufficio postale, molti andavano ai postamat. chee si svuotavano subito.

che sistema informatico usate?

due sistemi, uno più vecchio e uno più nuovo. quello nuovo è l'sdp, service delivery platform, il più diffuso. c'è chi invece usa ancora il sistema pgo, soprattutto gli uffici più grandi, perché il passaggio dal pgo all'sdp è complicato e l'ufficio deve stare chiuso una giornata.

il sistema pgo funzionava?

dipende. per esempio il pgo dell’ufficio centrale della mia provincia ha funzionato, ma un altro grosso centro postale dotato di pgo non funzionava per niente. invece quelli con l'sdp erano tutti fermi.

descriva che cos'accadeva all'accensione del computer.

"errore di connessione", "mancanza di collegamento".

immagino. ma che scritta, che logo, che colori?

le scritte erano con caratteri blu su schermo rosa. quando avvio il computer la mattina, appare il solito logo di poste italiane, poi la scritta service delivery platform, e la clessidra che gira mentre carica il programma. nei giorni scorsi a volte riuscivo ad aprire la giornata contabile, magari riuscivo anche a fare un bollettino, e poi si impiantava tutto, la schermata della "giornata operativa" restava bloccata sul menù. le persone in coda mi guardavano e dicevano: "e io come faccio?"

arrabbiati?

qualcuno sbottava "adesso la mora la faccio pagare a te", come se non avessi anche io le bollette che scadono. i pensionati, che conosci di persona, erano pazienti e gentili, ma chi arrivava da fuori sbraitava, dicevano "che sistemi di parolacce", oppure "che cosa volete dimostrare voi delle poste". mi sentivo un parafulmine, dovevo smussare gli angoli, sorridendo sempre. se il cliente vede che sto lavorando come posso, capisce che sto cercando di aiutarlo.

e stamattina tutto è ripartito.

ci sono stati problemi anche in questo, sa? l’azienda punta molto sul commerciale e guarda di continuo il budget, mi scrivono dalla filiale provinciale: "ribadisco a tutti gli uffici l’ordine perentorio di rivolgersi alla divisione commerciale quando le uscite superano i mille euro", oppure "tremila euro" e oggi abbiamo avuto uscite colossali. "ordine perentorio di non avere uscite superiori ai 50mila euro".

sono le cifre che vi hanno imposto come tetto di uscita?

no, queste che ho detto adesso sono cifre indicative. per far capire ai lettori. ma più o meno, che siano 50mila o 100mila o 150mila, c'è il tetto. quando è giorno di pensione, in ufficio entrano i soldi ma i clienti non ritirano tutto, 300 o 400 euro, poi dopo qualche giorno altri 200 o 300 euro. così l'ufficio ha i conti in attivo. dopo nove giorni a secco, i clienti prendono i soldi a mazzette, e l'ufficio è in passivo. ovviamente dall'ufficio centrale ci avvertono: attenti al budget, non pagate cifre superiori senza che il commerciale abbia potuto parlare con i clienti, vi chiameranno quelli del commerciale, preparate i dati. dall'ufficio centrale ci chiedono di chiamare a casa i clienti, suggerendo loro di trasferire i loro soldi dai conti correnti ai libretti postali, così sui budget i prelievi a valanga di questi giorni si vedono meno.

l'ufficio centrale non vi ha aiutato?

non è un grande aiuto la comunicazione: "dobbiamo fare un piano di ricupero degli ammanchi" perché ci sono più uscite che entrate. per le poste è stata una batosta: nei giorni scorsi non sono stati venduti neanche i finanziamenti, gli investimenti, le polizze. con il computer fermo, non si riesce nemmeno a chiudere la giornata contabile. ci chiedevano di restare in ufficio finché non si riusciva a chiudere la giornata contabile. il primo giorno mi è arrivato un fax, ricordo che le mail non giravano, in cui mi dicevano: siete invitati a restare oltre l’orario per completare le attività di chiusura contabile. in questo modo hanno contato 7 milioni di operazioni al giorno. ieri, una mail con un particolare ringraziamento a chi in questi giorni è rimasto in ufficio fino alle 8 di sera per riuscire a chiudere la giornata contabile.

c'è l'accusa di interruzione di pubblico servizio.

quando mi sono preso un giorno di permesso, hanno messo sulla porta dell'ufficio il cartello: "per motivi tecnici oggi l’ufficio resta chiuso". non è anche questa interruzione di pubblico servizio?

 

leggi l'articolo di daniele lepido con l'intervista con l'amministratore delegato delle poste, massimo sarmi.

ecco che cosa scrivono del blackout informatico i postini nel loro forum

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19 aprile 2011 - 14:27

nucleare. tutto già scritto. la moratoria del governo e il legittimo impedimento.

qui il bell'articolo di claudio tucci sul sito web del sole 24 ore, che spiega che cosa è accaduto poco fa in aula al senato.

qui il mio articolo del 1° aprile in cui la nielsen - attraverso l'analisi della rete web - individuava le propensioni di voto di blogger e navigatori: quorum sicuro e vittoria antinucleare.

qui il mio articolo del 18 marzo in cui anticipavo la nuova posizione del governo per paura che il disastro di fukushima desse il quorum anche al referendum contro il legittimo impedimento berlusconiano.

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18 aprile 2011 - 16:50

non notizia. l'11 maggio non ci sarà alcun terremoto catastrofico a roma. (forse).

toglietevi di torno ogni dubbio, o voi omologarchi del millenarismo, scoliasti della cospirologia applicata, ermeneuti del calendario maia, esicasti del catastrofismo.

l'11 maggio a roma non ci sarà alcun terremoto.
(forse).

da tempo gira voce che lo scienziato autodidatta raffaele bendandi avesse previsto per l'11 maggio prossimo venturo un terremoto importante a roma.
basta una passeggiata su google per trovare migliaia di link che uniscono in una macedonia il diluvio universale, il terremoto che ci sarà a roma, il mistero di mohenjo daro, il calendario maia e qualche cenno sugli alieni.

ebbene, secondo gli esperti (e secondo i decrittatori di bendandi) questa del terremoto di roma è una voce farlocca.

un cenno su bendandi.
faentino, negli anni '20 teorizzò che tra le cause dei terremoti ci fossero anche motivi astronomici legati alla posizione dei corpi celesti.
e in qualche caso, ci beccò pure.
come per esempio, lanciò allarmi ripetuti e inascoltati prima del terremoto del friuli (1976).
fu trattato da ciarlatano, e il terremoto arrivò.
morì nel '79.

ora.
secondo i documenti di bendandi catalogati da paola lagorio, curatrice dell'opera omnia dello stravagante scienziato e presidente dell'associazione "la bendandiana", tra gli appunti non v'è traccia di questa ipotesi dell'11 maggio.

oggi l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si è affrettato a smontare l'ipotesi che piace tanto agli omologarchi della catastrofe.

qui c'è una pagina di faq con cui i sismòlogi dell'ingv smentiscono le voci degli ierofanti del grande sisma.

ed ecco un video, un minidocumentario, dell'ingv.

 

morale:
i romani possono dormire tranquilli.
con la delusione massima degli arconti del millenarismo, dei glossatori della cospirologia applicata, dei tauroboliasti della catastrofe, degli eresiarchi del calendario maia.

e a questo link comunque offro un pratico manualetto su elmetti e altri dispositivi di protezione.

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Categorie: ecologia e ambiente, infrastrutture, Religione, Scienza, Web/Tecnologia

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18 aprile 2011 - 9:47

fukushima mon amour. scioccante. la mappa della radioattività dai contatori geiger.

ecco la mappa della radioattività che c'è ora, in questo momento, a fukushima e in giappone, secondo le rilevazioni in continuo della rete giapponese di contatori geiger.

cliccando sui cerchi si possono leggere i dettagli di ogni singola rilevazione.

la rete è formata dai 185 punti di rilevazione della rete ufficiale mext, ai quali si aggiungono i dati raccolti da istituzioni, università, aziende, privati.

il numero dei punti monitorati varia di continuo secondo il flusso dei dati.

clicca qui per vedere la mappa radioattiva aggiornata in continuo.

i dati e i cerchi raffigurati con il colore bianco sono quelli in cui la radioattività è pari o inferiore al fondo naturale medio giapponese, 0,081 microsievert per ora.

i dati e i cerchi raffigurati con il colore giallo sono quelli in cui la radioattività è superiore al fondo naturale medio giapponese, 0,081 microsievert per ora.

i dati e i cerchi raffigurati con il colore arancio sono quelli in cui la radioattività è almeno dieci volte superiore al fondo naturale medio giapponese, 0,081 microsievert per ora.

i dati e i cerchi raffigurati con il colore rosso sono quelli in cui la radioattività è almeno cento volte superiore al fondo naturale medio giapponese, 0,081 microsievert per ora.

 

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare, Scienza, Web/Tecnologia

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1 aprile 2011 - 21:39

fukushima. analisi nielsen. italia: il "referendum del web" ha il quorum. 80% contrari.

nell'analisi buzzomètrica della nielsen entriamo anche noi, cioè i lettori che commentano queste pagine e io come giornalista.

secondo la società di rilevazioni di mercato nielsen, il disastro di fukushima in rete ha alimentato la discussione sull'energia nucleare.
e questo era prevedibile.

la terribile vicenda - aggiunge in modo asettico una ricerca della nielsen - non ha modificato i rapporti di forza tra gli schieramenti, tuttavia ha spostato in modo forte  l'attenzione degli italiani sulla sicurezza, a discapito delle tematiche economiche e ambientali.

ma la nielsen ha rilevato alcuni fenomeni molto interessanti.

primo. si è tornato a parlare di energia atomica. le discussioni sono volate in breve del +2.200%.
secondo. l'80% del popolo del web è contrario all'energia nucleare.
terzo. se le discussioni in rete fossero paragonabili a un referendum, le astensioni si sono ridotte ed è stato raggiunto e superato quel "quorum virtuale" del 50% che "rende valido" il referendum del web.

la vicenda in breve
l'11 marzo un terremoto in giappone del 9° grado della scala richter e un maremoto hanno ucciso migliaia di persone e hanno mandato in avarìa la centrale nucleare di fukushima. da allora la tepco, la compagnia elettrica di tokio, non è riuscita a chiudere la vicenda, che a avuto eco internazionale.

l'analisi della nielsen
the nielsen company è una multinazionale specializzata nelle misurazioni e informazioni di mercato relative a consumatori, vendite al dettaglio, pubblicità, televisione, internet, telefonini e altri mezzi di comunicazione.

la nielsen ha analizzato con il servizio "buzzmetrics" quanto e in che modo si è parlato di fonti di energia, e in particolare di nucleare, prima e dopo la linea di demarcazione rappresentata dall'11 marzo.

discussioni sul web a quota +2.200%
nei primi tre mesi dell'anno e fino al 10 marzo i messaggi nel web italiano sulle diverse fonti di energia sono stati in media poco più di 800 al giorno.
l'11 marzo le conversazioni in rete sul nucleare sono aumentate di 500 volte rispetto al giorno precedente e hanno continuato a crescere nei giorni successivi fino al picco massimo raggiunto il 15 marzo con oltre 4mila discussioni (+2.200% rispetto al 10 marzo).

 Volume-discussioni
fonte: nielsen buzzmetrics, 1 gennaio - 25 marzo 2011

sebbene fosse già imminente il referendum del 13 giugno sul nucleare, prima del 10 marzo il nucleare rappresentava solo il 18% dei messaggi di tema energetico.
ma dopo il maremoto e il disastro di fukushima, il 61% delle discussioni su tutte le fonti energetiche si è concentrato sul nucleare.

si è scatenato un dibattito online vivacissimo, che ha alimenta lo scontro tradizionale tra i due schieramenti di favorevoli e contrari all'energia atomica.

leggendo i contenuti dei blog e dei forum, la nielsen ha notato che i due gruppi non hanno modificato i rapporti di forza: il numero di messaggi con atteggiamento positivo verso il nucleare rimane un quarto rispetto a quelli con atteggiamento negativo.

in altre parole, su dieci persone che hanno un parere sull'energia nucleare, otto sono contrarie a questa tecnologia.

ma attenzione.
c'è un altro fattore.

raggiunto il quorum virtuale del referendum del web
proviamo a paragonare l'analisi della discussioni con le regole di un referendum abrogativo, come quello che sarà proposto il 13 giugno a tutti gli italiani.
usando i dati della rilevazione nielsen, si consìderino i favorevoli, i contrari e gli astenuti.
nel caso di blog e forum, gli astenuti sono quelli che in rete hanno espresso un parere neutrale.

fingerò che, nel parallelo virtuale con un referendum reale, i neutrali del web corrispondano agli elettori che disertano il seggio elettorale.

ricordo che perché sia valido, il voto espresso in un referendum abrogativo deve essere espresso da almeno la metà degli elettori.

prima del caso fukushima, il "referendum virtuale" non avrebbe raggiunto il quorum.
il 41% di forumisti e bloggatori si esprimeva a favore e contro la tecnologia nucleare, il 59% invece dava sul web messaggi neutrali.

 dopo il caso fukushima, il peso di favorevoli e contrari all'atomo è rimasto uguale, due filonucleari contro otto antinucleari, ma il numero di indecisi e neutrali si è ridotto di colpo.
il 13% di quelli che erano indecisi si sono schierati.
si sono divisi secondo la proporzione consueta, otto a due, ma con un fenomeno particolare: ora i voti virtuali espressi nel referendum immaginario raggiungono il quorum.
con il 54%.

non a caso il governo ha fatto marcia indietro con una moratoria sull'energia atomica.
l'obiettivo della moratoria del governo è disarmare il referendum, e soprattutto il riammorbidire il quorum, soprattutto perché oltre al nucleare il 13 giugno ci sarà il voto sul legittimo impedimento, che sta a cuore a silvio berlusconi.
il referendum non avrebbe raggiunto il quorum - con soddisfazione del premier - se non si fosse ridestata l'attenzione sul nucleare che ha reso quasi certa il 13 giugno l'affluenza dei votanti ai seggi.
e il 23 marzo, con i primi sondaggi sull'allarme atomico che avrebbe portato gli italiani ai seggi, il governo ha annunciato la moratoria.

Sentiment-nucleare 

fonte: nielsen buzzmetrics, 1 gennaio-10 marzo; 11 marzo - 25 marzo 2011

il parere di forumisti e bloggatori
nelle discussioni online, l'attenzione dei forumisti, bloggatori e commentatori del web si è concentrata sui temi della sicurezza dell'impianto di fukushima e dei rischi connessi alle fughe di radioattività.

poi il dibattito si è allargato - naturale - sulla scala italiana, declinando gli stessi temi (sicurezza degli impianti e rischi radioattivi) su quanto sarebbe sicuro del piano nucleare in italia e su quali potrebbero essere i suoi rischi.

sono diminuiti invece i riferimenti più generali all'impatto ambientale (come quello dello stoccaggio delle scorie) e agli aspetti politico-economici del nucleare, argomenti che erano più rappresentati nel dibattito che aveva preceduto il disastro di fukushima.

Argomenti-delle-discussioni 
fonte: nielsen buzzmetrics, 1 gennaio-10 marzo; 11 marzo - 25 marzo 2011

se il disastro della centrale nucleare ha portato una parte degli italiani indecisi a prendere una posizione, dall'altro il rapporto di forza tra gli schieramenti dei favorevoli e dei contrari non varia, rimando uno a quattro.

il commento della nielsen
"la tragedia giapponese ha spostato l'argomento delle discussioni online da tematiche più astratte e di rilievo generale ad argomenti più funzionali e vicini agli interessi dei singoli - commenta cristina papini, responsabile nielsen buzzmetrics italia - i temi della sicurezza e della radioattività prevalgono rispetto ad un più generale impatto ambientale di questa fonte di energia, con il 43% dei messaggi che esprime un atteggiamento negativo nei confronti del nucleare".

 

ecco i più recenti articoli di queste pagine sul disastro di fukushima:

31 marzo - la fusione a cielo aperto e i costi per la tepco

30 marzo - i giapponesi non sanno come uscirne: come spegnere una centrale già spenta?

 29 marzo - le fughe di plutonio, le piscine sfasciate, la nuvola (irrilevante) sull'italia

qui invece l'articolo del 18 marzo su come il governo sia preoccupato perché fukushima fa salire il quorum anche per il referendum sul legittimo impedimento

 

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare, società, Web/Tecnologia

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15 febbraio 2011 - 15:56

facebook. 13mila adesioni web per dare il nobel della pace a gino strada.

oggi verso le 14 su facebook ha raggiunto i 13mila aderenti il gruppo che sostiene la candidatura del medico gino strada all’attribuzione del premio nobel per la pace.
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_194099883934364
il gruppo dedicato a strada è stato fondato due settimane fa dal giornalista roberto di nunzio.

di nunzio, qual è l’obiettivo?

vogliamo arrivare a 100mila adesioni entro il 30 maggio.

le 100mila adesioni sono l’obiettivo numerico, tattico. quello strategico?

insieme con chi aderisce al gruppo, cerchiamo di sostenere la candidatura di gino strada (e di emergency) al premio nobel per la pace 2011. si badi bene: questo su facebook è un gruppo di opinione indipendente da emergency, che non lo ha ispirato, né lo sostiene sotto alcuna forma né mezzo. il nostro è un impegno morale.

di nunzio, chi attribuisce il premio?

il premio nobel per la pace è assegnato in totale autonomia di giudizio dalla fondazione nobel peace center. anche se i giurati sono indipendenti, io penso che questa iniziativa su facebook sia comunque un atto dovuto: è in qualche misura una forma di gratitudine a 15 anni di impegno di gino strada e di emergency.

chi aderisce al gruppo di facebook?

chi in questi anni ha seguito, apprezzato e sostenuto l'impegno di gino strada e le attività di emergency.  spero che in tanti aderiscano e diffondano questa iniziativa. mi rivolgo anche a tutti i media nazionali e locali perché rilancino l'iniziativa, a tutti i giornalisti e gli operatori dell'informazione perché contribuiscano a diffonderne i contenuti (radio, tv, quotidiani, settimanali, mensili, media on-line),  a tutti i blogger e i coordinatori di siti e portali web d'informazione perché pubblichino e diffondano i contenuti di questo gruppo.

è proprio quello che sto facendo in questo momento. di nunzio, un'altra domanda: chi è strada?

gino strada è nato a sesto san giovanni, in provincia di milano, nel 1948. è diventato chirurgo di guerra per scelta, lavorando fino al '94 con il comitato internazionale della croce rossa in pakistan, etiopia, perù, afganistan, somalia e bosnia erzegovina. poi ha fondato emergency, un’associazione a favore delle vittime delle guerre, la cui missione è dare assistenza medica alle vittime delle guerre ma anche a chi nelle aree di crisi soffrone di malnutrizione e di mancanza di cure. uno degli obiettivi di emergency è formare personale medico e infermieristico locale.

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