House Ad
House Ad
  • Agorà
  • Nóva100
Jacopo Giliberto

Correnti di Jacopo Giliberto

RSS Feed

nimby

28 novembre 2011 - 19:22

rifiuti. sondaggio conai. gli italiani chiedono chiarezza e semplicità nella raccolta differenziata.

più di tre italiani su quattro (78%) si promuovono nel differenziare domestica dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro: "io? io sono bravissimo", dicono.

 la percentuale degli italiani soddisfatti si mantiene sopra il 50% anche rispetto all'operato delle amministrazioni comunali locali: più di un italiano su due (56%) valuta infatti sufficiente l'impegno del suo comune (ma un italiano su due, come con il pollo di trilussa*, è critico).

emerge un'altra importante indicazione: il 91% delle persone è favorevole all'idea di rendere omogenei i contenitori per la raccolta differenziata in tutta italia, cioè utilizzare gli stessi colori e contenitori per ogni tipo di rifiuto, convinti che una standardizzazione a livello nazionale possa contribuire a una migliore performance della raccolta stessa.

 sono alcuni dei risultati del sondaggio di opinione svolto durante il tour "raccolta 10 più" realizzato dal conai, il consorzio nazionale imballaggi.
sono state raccolte le opinioni di oltre 5mila cittadini che hanno compilato i questionari sulla qualità della raccolta differenziata e del riciclo, distribuiti dal consorzio in 110 città.

il conai è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire, in una logica di responsabilità condivisa fra cittadini, pubblica amministrazione, imprese, gli obiettivi di legge di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio.
in più di dieci anni, il consorzio conai ha garantito il recupero del 75% dei rifiuti di imballaggio immessi al consumo, di cui il 64,6% sono stati riciclati e la restante parte avviata a recupero energetico.

gli intervistati hanno indirizzato ai comuni alcuni suggerimenti volti a facilitare e migliorare la qualità della raccolta e del riciclo: più informazione, non solo sulla tipologia di materiali che devono essere oggetto di differenziazione ma anche sul processo che subiscono i rifiuti dopo essere stati differenziati di cittadini (la domanda sottesa è: "ma è vero che dopo che noi li abbiamo divisi per renderli riciclabili, poi i rifiuti vengono rimescolati insieme e buttati in dicarica?"); maggiore frequenza nel ritiro dei rifiuti e presenza capillare sul territorio dei punti di conferimento dei rifiuti; riduzione e semplificazione delle tariffe, istituendo un sistema di pagamento che premi quanti differenziano meglio e penalizzi con controlli e multe coloro che non pongono la giusta attenzione verso la raccolta differenziata; una maggiore sensibilizzazione sul tema partendo soprattutto da attività educative nelle scuole primarie.

se l'italia è omogenea per quanto riguarda suggerimenti e miglioramenti applicabili alla raccolta differenziata, emergono alcune differenze tra nord, centro e sud italia quando si parla di giudizio complessivo verso le amministrazioni comunali.
i comuni ricevono un voto più che sufficiente (da 6 a 10) dal 70% dei cittadini residenti nelle regioni settentrionali, e di circa il 50% di quelli residenti nelle regioni del centro sud italia.

in un'ipotetica graduatoria delle regioni virtuose in materia di raccolta e riciclo, il vertice è occupato dalle regioni del nord italia e dalla sardegna, dove i comuni sono promossi da oltre l'80% dei residenti.
da segnalare i risultati registrati in campania dove, nonostante l'emergenza rifiuti di cui è protagonista, il 55% dei cittadini si è espresso in modo positivo sull'operato delle amministrazioni comunali.

"raccolta 10 più - commenta roberto de santis, presidente del conai - ha coinvolto tutti i comuni capoluogo di provincia e di regione durante l'intero mese di ottobre. a questi 110 se ne sono aggiunti altri 170 che hanno aderito spontaneamente alla manifestazione. l'adesione di tanti comuni mostra come l'argomento della raccolta differenziata di qualità sia sentito su tutto il territorio nazionale e decreta il successo dell'iniziativa. è importante sottolineare, infatti, che una raccolta differenziata di qualità rappresenta una condizione necessaria a migliorare i successivi risultati di riciclo".

 

 

(*) il "pollo di trilussa" si riferisce alla poesia "statistica" del (geniale) poeta romano carlo alberto salustri, che usava come pseudonimo l'anagramma del suo gognome: trilussa.
ecco il sonetto:

sai ched'è la statistica? è na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, nimby, rifiuti

facebook twitter ok notizie

18 novembre 2011 - 17:26

un laboratorio a budapest (pare) all'origine della nube radioattiva che s'aggira per l'europa.

scoperta la (probabile) fonte della leggerissima nube radioattiva di iodio 131 che s’aggira sui cieli d’europa, di cui raccontavo l'altro giorno.

come ho scritto in questo secondo articolo, più dettagliato e aggiornato, la nube radioattiva è debolissima e sembra provenire da un laboratorio che produce radiofarmaci.

è così.
sarebbe stato un laboratorio ungherese che a budapest produce iodio 131 per la terapia contro il cancro alla tiroide e contro altre patologie.
si erano guastati i filtri dell'altissima ciminiera a strisce bianche e rosse.

già all'inizio dell'anno l'izotop intezet (istituto degli isotopi) aveva notato che c'erano lievissime emissioni di iodio 131 in aria (inferiori al limite di legge) dallo stabilimento, situato nei boschi della splendida periferia a ovest di budapest, e in estate aveva sospeso la produzione per istallare i filtri nuovi.

l'azienda è all'interno dell'accademia ungherese delle scienze, il palazzo storico che ha sede sulla riva del danubio, e gli impianti produttivi sono fuori città, in via konkoly thege miklós, dove ci sono altre istallazioni dell'accademia delle scienze.

un'immagine di uno dei laboratori dell'izotop intezet
Izotop

in settembre, con i filtri nuovi, l'emissione di iodio non era scesa.
quindi ora ha sospeso di nuovo la produzione per risistemare il sistema di filtrazione.
l'azienda di budapest sostiene di non essere all'origine della nuvoletta radioattiva sull'europa.

ecco l'agenzia reuters:

hungary says noticed increase in iodine-131 emission
budapest, nov 17 (reuters) - hungarian isotope maker izotop intezet had registered an increase in radioactive iodine-131 emission at its budapest laboratory earlier this year and suspended production until its filters are fixed, it said in a statement.
the institute said it had first registered an increase in iodine-131 emission in the first half of the year, which were below the health threshold, however it suspended output between june and august and made adjustments to the filtering system.
in september the institute resumed iodine-131 production, however, emissions did not decline to previous levels.
therefore, it had stopped output until the necessary adjustments to its filtering system are made.
the director of the institute told reuters hungary could not have been the source of low levels of iodine-131 measured elsewhere in europe.
(reporting by gergely szakacs; editing by james jukwey)

si sono svegliati anche in italia.
ecco una nota d'agenzia diramata poco fa
(dove si parla di institute of isotopes ltd si intende l'izotop intezet, per microbq intendi microbecquerel, per nanosv si intende nanosievert, per iaea si parla di aiea)

una verifica dei dati di routine della rilevazione di iodio 131 nell'ambiente da parte dei sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamenti anomali rispetto al fondo ambientale è stata sollecitata dall'ispra ai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, resorad.
una sollecitazione innescata dalla notizia che l'agenzia internazionale per l'energia atomica delle nazioni unite (iaea) di vienna, ha reso noto nei giorni scorsi sul proprio sito web di aver ricevuto dall'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicazione del rilevamento di una presenza in aria di livelli - molto bassi - di iodio 131 e che rilevamenti di analoga natura sono stati confermati anche da altri paesi europei.
nel comunicato la iaea precisa che i valori misurati sono comunque talmente bassi da non rappresentare alcun rischio per la salute della popolazione.
e l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare, irsn, in un comunicato stampa emesso il 16 novembre, conferma che anche in francia sono state misurate tracce di iodio 131 in atmosfera.
l'intervento dell'ispra è legato anche «al fine di rispondere - dice un comunicato del'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - e alla richiesta del dipartimento della protezione civile di garantire la verifica dell'eventuale presenza di questo radionuclide sul territorio italiano. l'ispra, inoltre, in qualità di 'punto di contatto' nell'ambito della convenzione internazionale della iaea sulla pronta notifica in caso di emergenze radiologiche e nucleari ha preso contatti diretti con l'incident and emergency centre (iec) della iaea stessa al fine di ottenere ulteriori informazioni sull'evento.
ieri la iaea ha pubblicato, sul sito riservato alle comunicazioni con le autorità competenti dei paesi aderenti alla stessa convenzione internazionale, un aggiornamento della situazione connessa con il rilevamento dello iodio 131 in europa. nel comunicato, la iaea rende noto che le prime informazioni sulla presenza di tracce di iodio 131 in atmosfera sono circolate nella seconda settimana di novembre nell'ambito di un gruppo di istituti e laboratori europei, che effettuano analisi su piccole tracce di radioattività in atmosfera e che spontaneamente da molti anni sono tra di loro in contatto. il 10 novembre la iaea è stata avvisata informalmente della rilevazione di iodio 131 in aria in alcuni paesi europei. quel giorno l'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicava di aver rilevato la presenza in aria di livelli molto bassi del radionuclide.
a seguito delle risultanze di tali rilevazioni, la iaea, l'11 novembre, pubblicava quindi la notizia sul proprio sito web.
a tuttoggi, alcuni paesi europei hanno confermato la presenza di iodio 131 in atmosfera e ne hanno dato comunicazione alla iaea, mentre altri paesi hanno confermato di non aver rilevato concentrazioni di iodio 131 superiori ai limiti di rivelazione della loro strumentazione. nel comunicato di ieri si riportavano che i risultati delle misure effettuate variano da alcune unità ad alcune decine di microbq/m3.
tali valori risultano essere centinaia di volte inferiori - dice l'ispra - a quelli massimi misurati in italia lo scorso marzo a seguito dell'incidente nucleare alla centrale giapponese di fukushima.
i valori massimi si sono riscontrati nella repubblica ceca, nella regione orientale dell'austria e in ungheria, rispettivamente con 27, 65 e 87 microbq/m3.
per quanto riguarda l'origine della radioattività, la iaea ha richiesto alla autorità di sicurezza nucleare ungherese informazioni in merito allo stato degli impianti di produzione di radioisotopi in ungheria.
e ieri l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha comunicato che nel periodo dal 8 settembre al 16 novembre 2011 si è verificato un rilascio in atmosfera di iodio 131 dall'institute of isotopes ltd di budapest, di una quantità di radioattività di 342 gbq (con un picco di rilascio pari a 108 gbq in 48 ore fra il 12 e il 14 di ottobre).
l'autorità ungherese ha inoltre evidenziato che lo iodio 131 rilasciato da gennaio a novembre 2011 dall'institute of isotopes ltd di budapest è pari al 40 per cento del limite di rilascio autorizzato dalla autorità di sicurezza nucleare ungherese (national public health and medical office service) per quella installazione.
sono in corso indagini per chiarire la causa dei rilasci. l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha informato, infine, che a seguito dei rilasci le misure di concentrazione di iodio 131 in atmosfera, durante il mese di ottobre, hanno mostrato valori compresi fra 50 e 180 microbq/m3.
sempre in relazione alle concentrazioni rilevate, l'autorità di sicurezza nucleare ungherese, ha stimato che le dosi da inalazione sul territorio ungherese risultano inferiori a 10 nanosv, ed ha comunicato che dall'evento non vi saranno effetti sanitari alla popolazione.
analogamente, negli altri paesi dove sono stati misurati livelli di iodio 131 in concentrazioni inferiori a quelli rilevati in ungheria, le stime di dose forniscono valori ancora più bassi. le misure sino ad oggi effettuate in italia dai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente, con diversi livelli di sensibilità, non hanno evidenziato alcuna presenza anomala di radioattività in aria. è da tener presente che nel settembre scorso l'arpa lombardia, nel corso delle sue normali attività di monitoraggio, aveva rilevato e segnalato alle autorità competenti la presenza di tracce di iodio 131 in aria, con un valore pari a 37 micro bq/m3.
va comunque sottolineato che le tracce rilevate non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.
anche allora l'ispra aveva immediatamente informato i laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, richiedendo una verifica dei dati rilevati di routine dai sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamente anomali rispetto al fondo ambientale. le risultanze delle misurazioni effettuate dai laboratori suddetti non evidenziarono ulteriori anomalie radiometriche.
il quadro radiometrico definito dalle misure condotte nei diversi paesi europei e le informazioni fornite fornite dall'autorità di sicurezza nucleare ungherese portano a far ritenere che con molta probabilità la presenza di iodio 131 in aria, registrata nell'ultimo periodo, sia riconducibile al rilascio in atmosfera avvenuto presso l'institute of isotopes ltd, di budapest nel periodo fra l'8 settembre e il 16 novembre 2011.
come peraltro evidenziato dalla iaea, i livelli di iodio 131 registrati in aria in europa sono da ritenersi estremamente bassi e tali da non costituire alcun rischio per la popolazione.

ringrazio i lettori mauro e luca bertagnolio
puoi seguirmi anche si twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (0)

Categorie: ecologia e ambiente, nimby, nucleare, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

15 novembre 2011 - 19:23

la nube radioattiva si aggira per l'europa. è una mezza bufala. dettagli, retroscena, segreti.

pare che sia una mezza bufala radioattiva.
la radioattività c'è, ma è in dosi irrilevabili e non viene da un incidente nucleare.

ieri raccontavo su queste pagine che sull'europa è stata rilevata una debole nube radioattiva di iodio 131:

dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una "targa" involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).
tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un'analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

i primi moderatissimi allarmi erano della settimana scorsa. ecco un passo di un dispaccio agi+reuters:

(agi/reuters) - vienna, 11 nov. - tracce di iodio-131 sono state rilevate nell'aria dell'europa. lo ha riferito l'agenzia internazionale per l'energia atomica, assicurando che «non vi sono rischi per la salute» e che il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dallo...

oggi è allarme.
non si tratta solamente dell'agenzia ansa, che rileva una notizia francese con un tono di sorpresa stupefatta come se fosse una novità dell'ultimora e rimpasta le notizie già scritte e riscritte (e parla di iodio 121 anziché iodio 131):

(ansa) - parigi , 15 nov - misteriose tracce di iodio 121, imputabili a delle fughe radioattive provenienti da un paese straniero ancora ignoto, sono state riscontrate nell'atmosfera della francia, senza tuttavia presentare rischi sanitari: è quanto ha annunciato oggi l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare (irsn). l'origine e la data di queste fughe di iodio 131 sono «ad oggi sconosciute», ma non avrebbero alcun legame con l'incidente di fukushima, in giappone, ha aggiunto l'irsn. l'istituto francese è stato informato nei giorni scorsi da alcune reti scientifiche della presenza in diversi paesi d'europa centrale di iodio 131 nell'atmosfera e ha quindi lanciato una serie di analisi per cercare l'eventuale presenza di questo elemento radioattivo in francia. (ansa).
 Z04
15-nov-11 12:45

i blog e i social network sono intasati dall'allarme nucleare.
viene indicata come colpevole per esempio la centrale sloveno-croata di krško, che è vicina a trieste.
(in realtà, come leggerai più sotto, la centrale non c'entra nulla).

ecco per esempio un passo del bell'articolo di paolo della ventura:

da fonti non ufficiali si apprende che due centrali nucleari sarebbero state interessate dal rilascio di iodio-131: la centrale nucleare di krško (slovenia) e la centrale nucleare di pàks (ungheria). facendo una ricerca sul cesio, sul sito dell’eurdep, solo la centrale nucleare di krsko sarebbe interessata perché in europa, solo questo sito accumula iodio-131, cesio-134 e cesio-137

oppure scrive in francese wikistrike.
ecco qualche riga:

iode 131, césium 134 et césium 137 à la centrale de krško (slovénie) . d’après le site public european radiological data exchange platform , de l’iode-131 est détecté uniquement en slovénie et en croatie, à quatre endroits différents : à zagreb, à ljubljana, à krško, et à la limite des trois pays croatie-hongrie-serbie.

un articolo scritto molto bene è quello proposto da maria.
copincollo un passo:

che sia la centrale nucleare di krško, in slovenia, a 120 chilometri da trieste? ho provato a ricorrere al fai-da-te, visto che mancano informazioni decentemente complete sulla debole nuvoletta radioattiva nei cieli d’europa.
si sono individuate nell’aria piccole quantità di iodio 131 (è segno di incidente nucleare), ma la loro origine è ignota.
da qualche parte devono pur venire, no? e allora ho interrogato il database erdep (european radiological data exchange platform), che fa capo alla commissione europea e nel quale confluiscono i dati sulla radioattività provenienti da 4200 stazioni di rilevamento.
il risultato sembra indicare appunto krško (ho scritto: sembra indicare), un pezzo di antiquariato nucleare dal momento che la centrale è entrata in funzione nel 1981, esattamente...

ma anche io ho le mie fonti.
interne, dirette e informate.

 

 primo.

solamente pochi rilevatori della rete europea (su migliaia di contatori geiger sparsi per l'europa), solamente alcuni dei più sensibili, sono stati capaci di accorgersi di una leggerissima (leg-ge-ris-si-ma) variazione nella presenza di iodio 131 nell'aria.

la stra-maggior parte dei rilevatori  europei non ha rilevato proprio nulla.

e anche per gli strumenti di misura più sensibili, la variazione dello iodio 131 è al limite della sensibilità.

il numero?
eccolo.

l'aumento di iodio 131 è di un decimillesimo del fondo radioattivo naturale.
ripeto: rispetto al fondo naturale, cioè alla radioattività normale, l'aumento è stato pari a diecimila volte meno.

per capire del rischio zero che ciò rappresenta, la cantina di una casa tradizionale di tufo dell'italia centrale può avere un contenuto di radon (gas radioattivo) migliaia (ma anche decine di migliaia) di volte superiore al fondo naturale di radioattività da gas radon.

 

secondo.

un incidente nucleare legato a un'arma o a una centrale atomica di qualsiasi tipo rilascia molti isotopi insieme.

infatti ogni applicazione dell'energia nucleare (pacifica o bellica) è formata da una miscela ben precisa di materiali.
e ogni emissione radioattiva rispecchia il dosaggio della fonte.

lo sanno bene per esempio i "detective atomici" del joint research center dell'unione europea, i quali sanno riconoscere dal dosaggio degli elementi la fonte di qualsiasi emissione radioattiva. meglio, quasi qualsiasi emissione radioattiva: non questa di oggi, perché questa non dà elementi.
i "detective atomici" hanno individuato in questo modo operazioni segrete, hanno sbugiardato truffe nucleari, hanno scoperto la provenienza esatta di materiali trafugati.

se fosse la centrale di krško, ci sarebbe sì lo iodio, ma anche alcuni isotopi del cesio in proporzioni conosciute.
e come per la centrale al confine tra slovenia e croazia, tutte le altre centrali (e bombe atomiche) hanno questa carta d'identità precisissima.

qui, invece, solamente tracce di solo iodio 131.
e basta.

significa che non è un'applicazione nucleare, ma un'avaria o un errore in un utilizzo industriale di un solo, preciso elemento, lo iodio 131.
per questo motivo fin dall'inizio si era ipotizzata una fuga da un'industria che produce radiofarmaci, come scrivevo anche nell'articolo di ieri.
lo iodio 131 si usa infatti come radioterapico, soprattutto per ridurre il cancro alla tiroide.

ma lo iodio 131 si usa anche come ingrediente fondamentale dei dispositivi di rilevazione del fumo, quegli scatolotti con la lucina lampeggiante rossa che si vedono per esempio sul soffitto delle camere d'albergo o negli aeroplani per fare scattare l'allarme antincendio al primo accenno di fumo.

altre applicazioni dello iodio dovrebbero essere in alcuni passaggi del segmento dell'industria alimentare, mi pare per rendere asettici alcuni processi di lavorazione.
ma di quest'ultima applicazione non sono sicuro.

..................

aggiornamento del 18 novembre. scoperta la fonte della radioattività. è un laboratorio di budapest, in ungheria. leggi qui l'articolo.

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (7)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, nimby, nucleare, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

14 novembre 2011 - 17:48

una nube radioattiva si aggira sull'europa. l'entità è appena misurabile, ignota la fonte.

da qualche giorno alcuni dei rilevatori più sensibili della rete di controllo rilevano un aumento appena accennato di radioattività dovuto a iodio 131.

dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una "targa" involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).

tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un'analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

secondo l'agenzia internazionale per l'energia atomica "non ci sono rischi per la salute" (è un aumento rilevato solamente da pochi strumenti fra i più sensibili) e di certo il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dal maremoto di marzo.

il ministero tedesco dell'ambiente esclude che la fonte dello iodio 131 sia una centrale nucleare, pur confermando che quantità sono state rilevate nell'aria.

la commissione europea dice che i livelli misurati sono "talmente bassi che non pongono rischi per la salute e sotto la soglia che obbliga a commissione a notificarli agli stati membri".

cliccando qui puoi leggere i comunicati ufficiali dell'aiea (l'agenzia atomica) e del ministero austriaco dell'ambiente, comunicati emanati entrambi da vienna.

suggerisco anche di guardare il video che avevo pubblicato il 14 aprile: l'impressionante mappa filmata delle 2.053 bombe atomiche già esplose nel mondo.

 .......................................

aggiornamento del 18 novembre. scoperta la fonte della radioattività. è un laboratorio di budapest, in ungheria. leggi qui l'articolo.

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

Permalink Commenti (5)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, nimby, nucleare, salute, Scienza

facebook twitter ok notizie

10 maggio 2011 - 17:57

paure italiane. dopo i comuni denuclearizzati, arriva il comune develoxizzato. con foto.

l'altra settimana mi trovavo in una delle zone più atomiche d'italia, la zona di saluggia (vercelli).
e arrivando alla cittadina di livorno ferraris, già livorno piemonte, paese natale dello scienziato galileo ferraris, ho trovato un cartello stradale sorprendente e simpatico.

ho fotografato il cartello stradale con il telefonino (chiedo scusa per la foto di qualità òvvida).
e rubo il tema - quello della segnaletica sulle strade - al collega e amico maurizio caprino, il quale tiene su queste pagine il seguitissimo blog strade sicure.

torno al tema iniziale.
ci sono ancora sulle strade italiane molti cartelli stradali con scritto "comune denuclearizzato".
un tema, quello dell'energia atomica, che sembrava rimosso dalla memoria degli italiani, ma che torna caldo ora, visto il caso fukushima e visto che il 12 e 13 giugno ci sarà il referendum sul nucleare (nonché sull'acqua e sul legittimo impedimento berlusconiano).

questi cartelli hanno trovato un'imitazione.
un'imitazione simpatica. che riguarda un'altra paura degli italiani. più diffusa e più lieve. ovvero, il terrore di essere fotografati da un velox.

ero nella zona del polo atomico ed energetico d'italia per un servizio giornalistico.
zona di risaie, centrali elettriche e istallazioni nucleari.
passavo, appunto, per livorno ferraris.

a livorno ferraris c'è la centrale turbogas a ciclo combinato della tedesca eon.
poco più in là, oltre i pioppi a ridosso del fiume, ecco saluggia: a saluggia c'è la sorin biomedica, che fa attrezzature per la medicina nucleare.
a saluggia, poco più in là, c'è il vecchio reattore atomico (dismesso) avogadro (come galileo ferraris, anche avogadro era un fisico piemontese), reattore che era della fiat (ai tempi in cui la fiat faceva tutto, dai frigoriferi agli aeroplani da guerra).
poi ancora a saluggia, scendendo l'argine, ecco l'insediamento atomico eurex dell'enea, con il suo deposito di scorie radiattive, di pari passo con l'insediamento della sogin, la società delle dismissioni atomiche?
ma a pochi chilometri da saluggia e da livorno ferraris, il lontananza laggiù nella foschia solare che fa vibrare l'aria dell'orizzonte padano, ecco la sagoma della centrale nucleare di trino vercellese, oggi in dismissione, della sogin.
e pure le torri di raffreddamento della centrale turbogas a ciclo combinato che anche l'enel ha a trino vercellese.
oltre il fiume, verso le colline, dietro i pioppi, si accenna l'ombra delle ciminiere parallele della centrale edipower di chivasso.

il municipio di livorno ferraris poteva scrivere "comune denunclearizzato"?

no.

ho fermato la macchina sul bordo della strada e ho scattato.

(se con il tuo browser i riquadri a destra oscurano parte della foto, basta cliccare sull'immagine per vederla intera)

Comune develoxizzizzato 

Permalink Commenti (1)

Categorie: ecologia e ambiente, infrastrutture, mobilità, nimby, nucleare

facebook twitter ok notizie

15 marzo 2011 - 18:15

giappone. fukushima. spunto di meditazione: la paura del nucleare, hybris contro gli dèi.

sia chiaro. l'energia nucleare è pericolosa. il suo uso chiede una tecnologia complessa e molto evoluta. i danni degli incidenti atomici possono essere insidiosi e molto gravi.
ma non è più pericolosa di altre attività umane: quali conseguenze hanno l'esplosione di una raffineria? quanti morti fa ogni anno l'automobile?

però non spaventa il naufragio di una petroliera, con le immagini dei cormorani impeciati.
non spaventano neppure le sfere bianche piene di gpl che sono a fianco delle raffinerie, eppure il gpl, come ha confermato il disastro di viareggio nel giugno 2009, è una brutta bestia che uccide. le persone quando passano a fianco dei depositi di gpl non pensano al disastro di san juanico in messico, avvenuto nel novembre '84, quando morirono ufficialmente tra le 500 e le 600 persone (ufficialmente. molti altri furono vaporizzati e la loro morte non è stata censita).

invece il caso del giappone, il dramma di fukushima, l'attenzione dell'italiano medio dicono che l'energia nucleare suscita non orrore, non indignazione, come le altre tragedie della vita.

l'energia nucleare suscita paure profonde.
emotive.
forse anche irrazionali.
paure di natura diversa rispetto alle altre tragedie dell'uomo.

alcuni motivi sono palesi, evidenti.
a parte la sua pericolosità intrinseca, ovvia, che impone criteri severissimi nel suo uso, l'energia nucleare è associata anche alla bomba atomica.
inoltre, la radioattività non è visibile come le fiamme, non ha odore colore rumore.
l'energia atomica produce danni invisibili ma duraturi, danni che possono farsi vedere dopo decenni.

il disastro atomico non produce ferite, non rompe le ossa.
l'italiano medio accosta l'energia atomica con danni "maledetti" come le malformazioni e il cancro.

perché questa paura, paura che non suscitano invece altre attività umane non meno pericolose?

ci ho pensato.

 

questo il mio parere.

 con l'energia nucleare, l'uomo interviene nella struttura intima della materia.
l'uomo cambia la natura stessa degli elementi.

 in altre parole, l'uomo modifica quanto creato dai numi.
(ovvero l'uomo modifica ciò che è stato creato dalla natura, oppure dagli dèi, oppure dall'ordine del cosmo e così via secondo la sensibilità personale).

entrando nella natura stessa degli elementi, creando elementi nuovi, l'uomo si sostituisce alle divinità.
l'uomo si fa nume.

l'intervento umano nella natura intima del creato è un reato di hybris (violenza contro l'ordine divino) ovvero (per i cristiani) di superbia contro dio.
(l'angelo lucifero fu punito perché volle sostituirsi al dio yhwh).

la conseguenza del sacrilegio sarà una punizione dei numi contro l'uomo. la punizione delle divinità sarà tremenda.
pestilenze, tremuoti, càncheri, maledizioni per sette generazioni, piogge di rane, prole sterile, deformazioni nella progenie (e altre piaghe).

 

 

osservo che paure simili sono suscitate da altre attività che vanno a toccare sentimenti così profondi.
è il caso degli ogm (organismi geneticamente modificati) nei quali l'uomo "si fa divinità" e interviene nell'atto di generazione della vita.

il tuo parere mi sarà caro.

ecco i miei articoli di questi giorni su fukushima 

che cos'è accaduto davvero

come nasce una bufala nucleare: spargere paura con una foto allarmistica falsa

la centrale messa in ginocchio dai diesel

 

altri articoli su fukushima e sullo zunami

qui gli altri articoli del sito web del sole 24 ore nello speciale sullo zunami in giappone

qui un bell'articolo di elena comelli sul funzionamento della centrale

 

qui i miei reportage dell'altro giorno da cernobyl, con foto e filmati esclusivi.

l'articolo pubblicato il 10 marzo sulle pagine del sole 24 ore

l'ampio reportage (con la fotogallery) pubblicato dal sito web del sole 24 ore

dal blog correnti del sole 24 ore, il filmato esclusivo con il progetto del nuovo sarcòfago

dal blog correnti del sole 24 ore, il primo filmino che ho girato con il telefonino dentro il relitto della sala controllo del reattore esploso

dal blog correnti del sole 24 ore, il secondo filmino che ho girato con il telefonino dentro la sala controllo del reattore esploso

 

Permalink Commenti (14)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, nimby, Religione, reti energia, Scienza, società

facebook twitter ok notizie

14 gennaio 2011 - 16:25

nucleare. problema di consenso e nimby. le 36 centrali atomiche di paullo, fossano, marghera, ostuni, colico, paderno, chieti...

la corte costituzionale ha ammesso il referendum-bis per l'abrogazione del nucleare. il problema principale del programma atòmico del governo è proprio il consenso.
consenso modesto.
secondo la maggior parte dei diversi sondaggi condotti finora, la maggioranza degli italiani sono ancora abbastanza contrari alla costruzione di centrali nucleari e depositi atòmici, con una maggioranza però appena accennata, a seconda del modo in cui sono poste le domande dei sondaggi.

(certo.
se si domanda "siete contrari alla costruzione di centrali nucleari nel mondo", la maggior parte delle persone non ha nulla di personale contro di esse.
se si domanda "siete a favore o contro la costruzione di una centrale a dieci chilometri da qui", la risposta è del tutto diversa).

insomma, se si riproponesse il referendum del novembre '87, quando gli animi erano ancora resi caldi dalla tragedia di cernòbyl, il risultato con ogni probabilità sarebbe simile.

non è un caso che stia suscitando mille commenti (per lo più negativi) la campagna pubblicitaria scacchistica promossa in questi giorni dal forum nucleare. la lobby atòmica guidata da chicco testa ha capìto perfettamente che il problema è il consenso, e su questo elemento batte lo spot triste degli scacchisti tristi.

l'importante è che se ne dibatta, dice il forum nucleare.
perfino che si parli male dell'energia atomica, a patto che sia argomento di discussione.

il fatto è che un'altra organizzazione di lobby, il nimby forum, promosso dall'aris, ha censito decine di proteste locali alla sola ipòtesi di costruzione di un'istallazione atòmica.
anche per le istallazioni fasulle, per le bufale.

appena gira un'ipotesi, anche la più stravagante e peregrina, sùbito scattano le proteste.
il nimby forum - l'osservatorio e think tank che censisce i casi di fenomeno nimby, cioè le proteste locali secondo la sigla inglese not in my backyard, non nel mio cortile - nel 2010 ha contato 36 casi di contestazioni locali al nucleare.
contestazioni preventive (pre-ven-ti-ve) alla sola ipòtesi, quasi sempre bìschera, della collocazione di un'istallazione atòmica lì vicino.

proteste all'ipòtesi di una centrale atomica o di un deposito di scorie radiattive a torviscosa (udine), a paullo (milano), a termoli campomarino (campobasso), a viadàna (màntova).

contestazioni a scanzàno ionico (matera), chioggia o marghera (venezia), sul brasimone (bologna), a legnago (verona) oppure a còlico sul lago di como dove c'è il forte secentesco del pian di spagna (como).

comitati di opposizione, comunicati stampa, dichiarazioni fèrvide di politici contrarissimi a sìbari (cosenza), battipaglia (salerno), porto d'ascoli-san benedetto del tronto (ascoli), fossano (cuneo), maniago (pordenone).

no alla centrale o al deposito di scorie programmati a chieti, paderno d'adda (lecco), pistoia, nell'appennino reggiano e in quello modenese, a jesi e òsimo (ancona).

le località citate sono (quasi) sicuramente bufale.

è ora di spiegare su che cosa si vota, dicono l'aris e il nimby forum, "nei termini richiesti dal pieno rispetto del cittadino. il confronto sulle scelte energetiche nazionali sia sereno, informato, e non guidato da emozioni e strumentalizzazioni".

"nel 1987 gli italiani sono andati a votare sul nucleare, ma il nucleare di fatto non era nemmeno partito. dopo più di vent'anni si è tornati a parlare di nucleare, ma dall'approvazione del ddl che ne sanciva il ritorno, non è successo quasi nulla - afferma alessandro beulcke, presidente l'aris - e questo mentre è emersa con sempre maggiore evidenza la carenza di informazione diffusa al riguardo. solo in questi giorni abbiamo assistito a una campagna informativa a cura del forum nucleare, ma è l'unica iniziativa di rilievo, e c'è ancora molto da fare".

nel volume "i falsi miti dell'energia. domande e paradossi sulle energie di oggi e di domani" della stessa aris e pubblicato le scorse settimane, tutto questo è dimostrato, perché le risposte ai quesiti di maggiore interesse pubblico (i costi del nucleare ricadranno sui cittadini? ci sono tecnologie per mettere in sicurezza le scorie nucleari? quanto uranio c'è nel pianeta?) in buona parte già ci sono e si staccano dalle semplificazioni correnti, anche se poi nei mezzi di comunicazione sono confinate in poche pagine specializzate.
il volume "i falsi miti dell'energia. domande e paradossi sulle energie di oggi e di domani" è disponibile sul sito www.energiaspiegata.it

questo l'elenco contestazioni rilevate dall'osservatorio nimby forum a riguardo di insediamenti ipotizzati
1. centrale nucleare di latina (lt),
2. centrale nucleare di monfalcone o torviscosa (go)
3. centrale nucleare di paullo (mi)
4. centrale nucleare di termoli-campomarino (cb)
5. centrale nucleare di viadana (mn)
6. centrale nucleare a termini imerese (pa)
7. centrale nucleare di caorso (pc)
8. centrale nucleare a scanzano ionico (mt)
9. centrale nucleare a barisardo (ot)
10. centrale nucleare a chioggia (ve)
11. centrale nucleare di montalto di castro (vt)
12. centrale nucleare a porto tolle (ro)
13. centrale nucleare a marghera (ve)
14. centrale nucleare del brasimone (bo)
15. centrale nucleare a palma di montechiaro (ag)
16. centrale nucleare ad ostuni (br)
17. centrale nucleare nel polesine (ro-fe)
18. centrale nucleare a torretta di legnago (vr)
19. centrale nucleare nel pian di spagna (co)
20. centrale nucleare tra piombino e cecina (li)
21. centrale nucleare a sibari (cs)
22. centrale nucleare a battipaglia (sa)
23. centrale nucleare del garigliano (ce)
24. centrale nucleare a porto d'ascoli - san benedetto del tronto (ap)
25. centrale nucleare a fossano (cn)
26. centrale nucleare a teramo (te)
27. centrale nucleare a maniago (pn)
28. centrale nucleare a oristano (or)
29. centrale nucleare a chieti (ch)
30. centrale nucleare a paderno d'adda (lc)
31. centrale nucleare nella maremma toscana (gr)
32. deposito di scorie nucleari in provincia di pistoia (pt)
33. deposito di scorie nucleari sull'appennino emiliano (re)
34. deposito di scorie nucleari tra i comuni di jesi, filottrano e osimo (an)
35. centrale nucleare a teulada (ca)
36. centrale nucleare a gela (cl)

ma allora, dove saranno messe (se saranno messe) le centrali atòmiche? gira un elenco, e giorni fa il quotidiano torinese la stampa ha pubblicato un dossier atòmico con un elenco di luoghi candidati.

trino vercellese, nella pianura piemontese dove c'è una centrale nucleare in dismissione.
caorso, sulla sponda piacentina del po, a un passo da cremona. c'è un'altra grande centrale nucleare chiusa.
monfalcone, sulla costa goriziana,  dove ci sono i cantieri navali e la centrale elèttrica a carbone.
borgo sabotino, frazione di latina, dove c'è un'altra centrale atòmica chiusa.
montalto di castro, nella maremma viterbese, poco lontano da ansedònia, dove c'è una grande centrale termoelèttrica costruita al posto della centrale atòmica realizzata a metà e poi non completata per il referendum dell'87.
oristano in sardegna.
sessa aurunca (caserta) dove c'è la centrale atòmica chiusa del garigliano.
palma di montichiaro, sulla costa girgentina.

secondo questo elenco (probabilissimo), rispetto alle quattro centrali atòmiche spente e in smantellamento (trino, caorso, latina e garigliano) e alla centrale atòmica mezza costruita e poi sospesa (montalto), si aggiungono tre luoghi non nucleari, e cioè monfalcone, oristano, palma.

Permalink Commenti (4)

Categorie: ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, nimby, nucleare, società

facebook twitter ok notizie
 

Ultimi post

  • tragedia di genova. lettera oltraggiosamente privata di un burocrate.
  • fukushima due anni dopo, un filmato divulgativo spiega tutto. da vedere.
  • a copparo, ferrara, dove l’energia non finisce mai.
  • ambiente e mare. perché una volta le spiagge erano impeciate da catrame.
  • sterminio. i pensieri dei tedeschi mentre massacravano gli ebrei. una storia di oggi. l'ovvietà dell'osceno.
  • arte. dal comintern alla confindustria, il bello non ha ideologia.
  • la rosa del deserto e la città petrolifera nella sassaia piatta e grigia

Categorie

  • acqua
  • arte
  • autostrade
  • ecologia e ambiente
  • energia
  • Film
  • fonti rinnovabili
  • Giochi
  • infrastrutture
  • Libri
  • mobilità
  • Musica
  • nimby
  • nucleare
  • Religione
  • reti energia
  • rifiuti
  • salute
  • Scienza
  • società
  • Sport
  • storia
  • teatro
  • tecnologia
  • televisione
  • Televisione
  • traffico
  • trasporti
  • Viagg
  • Web/Tecnologia
  • Weblog

Archivi

  • maggio 2013
  • marzo 2013
  • febbraio 2013
  • gennaio 2013
  • ottobre 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011

Pagine

  • Chi sono

Link

  • Il Sole 24 ORE

Album Fotografici

I nostri blog