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Jacopo Giliberto

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nucleare

11 marzo 2013 - 21:52

fukushima due anni dopo, un filmato divulgativo spiega tutto. da vedere.

due anni dopo quell'11 marzo. lo zunami spazzò la città e la centrale nucleare.

la spiegazione della catastrofe nucleare raccontata in un video francese dell'istituto irsn.

an fransè (ma il video è chiarissimo).

 

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, nucleare, Scienza, tecnologia

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29 novembre 2011 - 12:17

energia. i conti di conti sulla robin tax. il metano di scaroni. rinnovabili: bortoni (authority), regole nuove.

ecco che cosa contiene elementi, la rivista del gestore dei servizi energetici.
una rivista prestigiuosa, quasi esoterica, nella quale potrai perfino trovare un articolo scritto da me medesimo, come leggerai più sotto.

ecco il riassunto dei contenuti del nuovo numero di elementi.

 

focus con guido bortoni, presidente dell'autorità dell'energia

guido bortoni, presidente dell’autorità per l’energia elettrica e il gas, in un’intervista nel nuovo numero di elementi, periodico del gestore dei servizi energetici, visibile sul sito www.gse.it, ritiene che per il settore delle rinnovabili, oltre al quadro normativo e alla giuste incentivazioni, servono anche le procedure autorizzative, la regolazione dell’accesso alle reti e la definizione di modalità di cessione dell’energia prodotta”. 
relativamente all’attività dell’autorità da lui guidata, bortoni sostiene che la sfida “è quella di impostare una regolazione più ‘matura’, in una prospettiva europea e di visione di medio-lungo periodo. una regolazione stabile, efficace e capace di evolvere nel tempo con flessibilità, che sappia rispondere ai mutamenti in corso. tutto ciò attraverso una fase tipica di regolazione ex ante, affiancata da una ex post, per monitorare e garantire il rispetto delle regole attraverso le opportune azioni di enforcement. sarà questa la “barra” che intendiamo mantenere, con un forte ancoraggio all’indipendenza, alla crescita, alla dimensione comunitaria e alla consapevolezza del consumatore.

bortoni si è poi soffermato sull’importanza delle smart grid, senza le quali dice, “lo sviluppo della generazione diffusa da rinnovabili rischia di essere un investimento dai limitati benefici”.

a proposito della robin hood tax, bortoni ritiene che la misura “riveste profili di criticità per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche, indispensabili per fornire energia a prezzi competitivi a consumatori domestici e imprese”.

per quanto concerne il comparto del gas, bortoni sottolinea che “abbiamo anche proposto di istituire un solo operatore a livello nazionale come interfaccia unica e indipendente per l’accesso e l’erogazione del servizio di trasporto, bilanciamento e misura. ciò permetterebbe di superare le inefficienze e ridurre gli oneri amministrativi legati all’attuale presenza di più operatori. nel mercato retail, il previsto avvio dal 2012 del sistema informativo integrato (sii) consentirà di ottimizzare i flussi informativi e di arginare il fenomeno delle morosità”.

sull’efficienza energetica, il presidente dell’autorità per l’energia elettrica e il gas è del parere che questa “deve avere un ruolo più strategico, attraverso un adeguato sostegno alla ricerca e all’innovazione per sviluppare il già presente know-how e l’industria italiana di settore”.

 

fulvio conti (enel) e la robin tax

fulvio conti (amministratore delegato dell'enel) attacca sulla robin hood tax, sostenendo che “il provvedimento manca di visione a lungo termine e colpisce un settore, quello dell’energia, che genera ricchezza per milioni di azionisti, occupazione per decine di migliaia di persone, investimenti e innovazione. al tempo stesso lascia immutate le sacche di bassa produttività, che sono i veri problemi del paese. se a questo aggiungiamo il rischio di un quadro normativo instabile, di fatto stiamo scoraggiando gli investimenti”.
quanto ai riflessi che la robin hood tax potrebbe avere sull’enel, conti afferma che “l’incremento dell’aliquota addizionale ires e dell’estensione della stessa alle attività di distribuzione di energia elettrica e gas e alle rinnovabili comporterà un onere per il gruppo enel stimabile in circa 400 milioni di euro all’anno nel triennio 2011-2013 e in circa 200 milioni per i successivi esercizi. senza contare l’impatto prodotto da tale norma sul titolo in borsa”.
per il capo dell'enel, tra le cose da fare nell’imminente, c’è l’allineamento della bolletta energetica italiana a quella dei nostri vicini e concorrenti europei, per questo, “serve un piano di investimenti volto a riequilibrare il mix produttivo e avvicinarlo alla media europea, con una quota maggiore di carbone pulito”.
conti conclude affermando che è intenzione di enel “mantenere una posizione di leadership nei nostri mercati strategici: italia e spagna. noi, continueremo a sviluppare un portafoglio diversificato di impianti rinnovabili, poco dipendente da incentivi, in aree con maggiore disponibilità di risorse naturali, per sfruttare al meglio le tecnologie rinnovabili, e coglieremo le opportunità di sviluppo nei mercati in rapida crescita: america latina, est europa e russia”.

 

paolo scaroni (eni) e il gas non convenzionale

paolo scaroni, amministratore delegato dell'eni, scommette fortemente sullo shale gas e dice: “il gas è la fonte energetica chiave per i prossimi 20 anni almeno in uno scenario in continua evoluzione. ci auguriamo che grazie allo shale gas l’europa potrà disporre di energia domestica a costi competitivi, che consentirà all’economia della ue di marciare allo stesso ritmo delle altre grandi economie”.
e continua afferrmando che “il gas è un punto di forza del nostro sistema energetico per vari aspetti: è competitivo, permette di contenere le emissioni di gas serra (50% in meno rispetto agli impianti a carbone, principale fonte utilizzata in europa), è ampiamente disponibile e lo sarà ancora per molti anni. inoltre assicura l’alimentazione dei nostri sistemi elettrici, industriali e domestici con una continuità che le fonti rinnovabili non sono ancora in grado di fornire.
scaroni ha poi parlato della sicurezza degli approvvigionamenti del gas in italia e in europa per cui dice “è prioritaria la realizzazione di un sistema integrato di gasdotti all’interno dell’unione. abbiamo avanzato al commissario per l’energia, gunther oettinger, una proposta perché l’ue promuova la creazione di una rete di gasdotti che unisca i paesi del nostro continente. oltre alla diversificazione degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle rotte di transito e all’aumento delle capacità dei gasdotti esistenti, quella di una rete integrata del gas è la vera priorità per la sicurezza degli approvvigionamenti. solo così ci assicureremo il gas di cui abbiamo bisogno, quando e dove serve e a prezzi compatibili con la nostra crescita economica”.
infine, l’ad di eni considera il risparmio energetico “la strada maestra per ridurre l’impatto ambientale, prolungare la vita dei combustibili fossili e ridurre la nostra bolletta energetica”.

 

andrea gemme (anie) e gli incentivi alle rinnovabili

andrea gemme, presidente dell'anie, afferma che è “inutile nascondere che il iv conto energia ci ha dissanguato, ma adesso per il settore l’importante è trovare stabilità, con l’obiettivo di puntare alla grid parity ed emanciparsi così dagli incentivi. per fare questo è fondamentale dare unità alle associazioni rappresentative del comparto, non solo del fotovoltaico ma di tutte le rinnovabili. bisogna insomma parlare con una voce unica”.
poi aggiunge che tra le sfide dell’anie ci sono anche l’efficienza, gli accumuli di energia (con un occhio al piano di terna da 130 mw) e le smart grid.

 

altri contenuti. compresi i pupi siciliani.

completano il numero 24 di elementi:
l’editoriale di emilio cremona, sull’importanza delle biomasse.
un incontro con simone togni presidente di anev, sui temi contingenti riguardanti il settore eolico.
un’intervista a g.b. zorzoli, presidente ises italia sull’energia rinnovabile e sull’importanza delle smart grds.
un faccia a faccia con paolo vigevano, amministratore delegato di au, sul ruolo dell’acquirente unico nell’ambito del mercato elettrico.
un articolo di stefano besseghini, amministratore delegato di rse, sulla ricerca.
uno speciale sulla cogenerazione.
un dialogo con alessandro beulcke, presidente di aris, sull’importanza del festival dell’energia.
un confronto con luca mercalli, presidente della società meteorologica italiana e direttore della rivista nimbus, su energia e ambiente.
un’intervista a mr. kilowatt su energia e comunicazione
la rubrica “elementi normativi”, che riporta più importanti provvedimenti in materia energetica.
“il punto”, spettacolare articolo di commento scritto dal qui presente jacopo giliberto, io me medesimo.
un faccia a faccia con alberto quadrio curzio, professore ed economista, sul mondo del lavoro.
una conversazione sui temi dell’uomo, della società e della cultura con mimmo cuticchio, puparo e “cuntista” di fama mondiale. 

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Categorie: energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, nucleare, reti energia, Scienza, tecnologia

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22 novembre 2011 - 15:57

scienza. energia. l'infn propone la fusione fredda "low cost". è la concorrenza, bebi.

anche nella ricerca scientifica arriva la concorrenza.
sui prezzi e sui costi, come in ogni altro mercato.

«perché la ricerca sull’e-cat deve costare a rossi 500mila euro, come richiesto dall’università di bologna, alla quale è stato dato l’incarico? possiamo farla noi per 10mila euro». 
francesco celani, fisico dell’istituto nazionale di fisica nucleare-infn di frascati, attraverso le pagine del mensile focus alimenta il dibattito sul nuovo strumento chiamato e-cat, un sistema per produrre calore basato su reazioni di fusione fredda, fenomeno che la scienza ufficiale non riconosce.
una scoperta che si rivelerebbe rivoluzionaria per il sistema di approvvigionamento dell'energia a livello mondiale.

«all’infn – dice celani, lanciando una proposta diretta all’ingegnere andrea rossi, inventore dell’apparecchio - abbiamo un sistema che presenta tutte le condizioni necessarie a garantire un test indipendente: è stato collaudato in molte situazioni e ha ricevuto l’approvazione di istituzioni come nasa e ames laboratory. darebbe misure incontrovertibili sul funzionamento dell’e-cat, a cui ci impegniamo di far seguire un report immediato».

da quando, all'inizio del 2011, ha presentato il suo generatore, rossi è al centro di interminabili polemiche perché, per proteggere la sua invenzione, non rivela l'esatta struttura dell'e-cat né consente che siano fatti test scientificamente rigorosi e inattaccabili.
a fine ottobre, a bologna, ha messo in funzione per alcune ore un impianto da 1 megawatt composto da 107 e-cat: era una dimostrazione a beneficio di un misterioso "cliente" che, a fine prova e attraverso un suo rappresentante, si è detto soddisfatto.

«l'impianto è venduto», ha detto in quell'occasione rossi.

ed è proprio rossi a rispondere, attraverso il sito web focus.it, alla proposta di celani, definita «interessante ma fuori tempo. lui infatti propone un test, mentre per noi quello del 6 ottobre è stato l'ultimo test pubblico di un modulo e-cat. per evitare fraintendimenti è necessario interpretare correttamente il mandato dell'università di bologna, il cui compito va ben oltre quello del semplice test. per questo lavoro che è innanzi tutto di ricerca e poi di sviluppo è previsto, per l'università, un impegno di due anni: capite bene che la differenza tra questo impegno e il test proposto dal dottor celani, per quanto possa essere rigoroso e completo, giustifica anche la grande differenza tra la spesa prospettata da celani e la somma concordata con l'università. somma che, tengo a sottolineare, è interamente finanziata da noi, senza alcun aiuto "pubblico" né di altri istituti di ricerca, né italiani né di altri paesi. non vedo – conclude a focus.it rossi - alcun vantaggio in un ulteriore test dell'e-cat, che, dal mio punto di vista, non deve più dimostrare "se" funziona».

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18 novembre 2011 - 17:26

un laboratorio a budapest (pare) all'origine della nube radioattiva che s'aggira per l'europa.

scoperta la (probabile) fonte della leggerissima nube radioattiva di iodio 131 che s’aggira sui cieli d’europa, di cui raccontavo l'altro giorno.

come ho scritto in questo secondo articolo, più dettagliato e aggiornato, la nube radioattiva è debolissima e sembra provenire da un laboratorio che produce radiofarmaci.

è così.
sarebbe stato un laboratorio ungherese che a budapest produce iodio 131 per la terapia contro il cancro alla tiroide e contro altre patologie.
si erano guastati i filtri dell'altissima ciminiera a strisce bianche e rosse.

già all'inizio dell'anno l'izotop intezet (istituto degli isotopi) aveva notato che c'erano lievissime emissioni di iodio 131 in aria (inferiori al limite di legge) dallo stabilimento, situato nei boschi della splendida periferia a ovest di budapest, e in estate aveva sospeso la produzione per istallare i filtri nuovi.

l'azienda è all'interno dell'accademia ungherese delle scienze, il palazzo storico che ha sede sulla riva del danubio, e gli impianti produttivi sono fuori città, in via konkoly thege miklós, dove ci sono altre istallazioni dell'accademia delle scienze.

un'immagine di uno dei laboratori dell'izotop intezet
Izotop

in settembre, con i filtri nuovi, l'emissione di iodio non era scesa.
quindi ora ha sospeso di nuovo la produzione per risistemare il sistema di filtrazione.
l'azienda di budapest sostiene di non essere all'origine della nuvoletta radioattiva sull'europa.

ecco l'agenzia reuters:

hungary says noticed increase in iodine-131 emission
budapest, nov 17 (reuters) - hungarian isotope maker izotop intezet had registered an increase in radioactive iodine-131 emission at its budapest laboratory earlier this year and suspended production until its filters are fixed, it said in a statement.
the institute said it had first registered an increase in iodine-131 emission in the first half of the year, which were below the health threshold, however it suspended output between june and august and made adjustments to the filtering system.
in september the institute resumed iodine-131 production, however, emissions did not decline to previous levels.
therefore, it had stopped output until the necessary adjustments to its filtering system are made.
the director of the institute told reuters hungary could not have been the source of low levels of iodine-131 measured elsewhere in europe.
(reporting by gergely szakacs; editing by james jukwey)

si sono svegliati anche in italia.
ecco una nota d'agenzia diramata poco fa
(dove si parla di institute of isotopes ltd si intende l'izotop intezet, per microbq intendi microbecquerel, per nanosv si intende nanosievert, per iaea si parla di aiea)

una verifica dei dati di routine della rilevazione di iodio 131 nell'ambiente da parte dei sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamenti anomali rispetto al fondo ambientale è stata sollecitata dall'ispra ai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, resorad.
una sollecitazione innescata dalla notizia che l'agenzia internazionale per l'energia atomica delle nazioni unite (iaea) di vienna, ha reso noto nei giorni scorsi sul proprio sito web di aver ricevuto dall'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicazione del rilevamento di una presenza in aria di livelli - molto bassi - di iodio 131 e che rilevamenti di analoga natura sono stati confermati anche da altri paesi europei.
nel comunicato la iaea precisa che i valori misurati sono comunque talmente bassi da non rappresentare alcun rischio per la salute della popolazione.
e l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare, irsn, in un comunicato stampa emesso il 16 novembre, conferma che anche in francia sono state misurate tracce di iodio 131 in atmosfera.
l'intervento dell'ispra è legato anche «al fine di rispondere - dice un comunicato del'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - e alla richiesta del dipartimento della protezione civile di garantire la verifica dell'eventuale presenza di questo radionuclide sul territorio italiano. l'ispra, inoltre, in qualità di 'punto di contatto' nell'ambito della convenzione internazionale della iaea sulla pronta notifica in caso di emergenze radiologiche e nucleari ha preso contatti diretti con l'incident and emergency centre (iec) della iaea stessa al fine di ottenere ulteriori informazioni sull'evento.
ieri la iaea ha pubblicato, sul sito riservato alle comunicazioni con le autorità competenti dei paesi aderenti alla stessa convenzione internazionale, un aggiornamento della situazione connessa con il rilevamento dello iodio 131 in europa. nel comunicato, la iaea rende noto che le prime informazioni sulla presenza di tracce di iodio 131 in atmosfera sono circolate nella seconda settimana di novembre nell'ambito di un gruppo di istituti e laboratori europei, che effettuano analisi su piccole tracce di radioattività in atmosfera e che spontaneamente da molti anni sono tra di loro in contatto. il 10 novembre la iaea è stata avvisata informalmente della rilevazione di iodio 131 in aria in alcuni paesi europei. quel giorno l'autorità di sicurezza nucleare della repubblica ceca comunicava di aver rilevato la presenza in aria di livelli molto bassi del radionuclide.
a seguito delle risultanze di tali rilevazioni, la iaea, l'11 novembre, pubblicava quindi la notizia sul proprio sito web.
a tuttoggi, alcuni paesi europei hanno confermato la presenza di iodio 131 in atmosfera e ne hanno dato comunicazione alla iaea, mentre altri paesi hanno confermato di non aver rilevato concentrazioni di iodio 131 superiori ai limiti di rivelazione della loro strumentazione. nel comunicato di ieri si riportavano che i risultati delle misure effettuate variano da alcune unità ad alcune decine di microbq/m3.
tali valori risultano essere centinaia di volte inferiori - dice l'ispra - a quelli massimi misurati in italia lo scorso marzo a seguito dell'incidente nucleare alla centrale giapponese di fukushima.
i valori massimi si sono riscontrati nella repubblica ceca, nella regione orientale dell'austria e in ungheria, rispettivamente con 27, 65 e 87 microbq/m3.
per quanto riguarda l'origine della radioattività, la iaea ha richiesto alla autorità di sicurezza nucleare ungherese informazioni in merito allo stato degli impianti di produzione di radioisotopi in ungheria.
e ieri l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha comunicato che nel periodo dal 8 settembre al 16 novembre 2011 si è verificato un rilascio in atmosfera di iodio 131 dall'institute of isotopes ltd di budapest, di una quantità di radioattività di 342 gbq (con un picco di rilascio pari a 108 gbq in 48 ore fra il 12 e il 14 di ottobre).
l'autorità ungherese ha inoltre evidenziato che lo iodio 131 rilasciato da gennaio a novembre 2011 dall'institute of isotopes ltd di budapest è pari al 40 per cento del limite di rilascio autorizzato dalla autorità di sicurezza nucleare ungherese (national public health and medical office service) per quella installazione.
sono in corso indagini per chiarire la causa dei rilasci. l'autorità di sicurezza nucleare ungherese ha informato, infine, che a seguito dei rilasci le misure di concentrazione di iodio 131 in atmosfera, durante il mese di ottobre, hanno mostrato valori compresi fra 50 e 180 microbq/m3.
sempre in relazione alle concentrazioni rilevate, l'autorità di sicurezza nucleare ungherese, ha stimato che le dosi da inalazione sul territorio ungherese risultano inferiori a 10 nanosv, ed ha comunicato che dall'evento non vi saranno effetti sanitari alla popolazione.
analogamente, negli altri paesi dove sono stati misurati livelli di iodio 131 in concentrazioni inferiori a quelli rilevati in ungheria, le stime di dose forniscono valori ancora più bassi. le misure sino ad oggi effettuate in italia dai laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente, con diversi livelli di sensibilità, non hanno evidenziato alcuna presenza anomala di radioattività in aria. è da tener presente che nel settembre scorso l'arpa lombardia, nel corso delle sue normali attività di monitoraggio, aveva rilevato e segnalato alle autorità competenti la presenza di tracce di iodio 131 in aria, con un valore pari a 37 micro bq/m3.
va comunque sottolineato che le tracce rilevate non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.
anche allora l'ispra aveva immediatamente informato i laboratori delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente che partecipano alla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale, richiedendo una verifica dei dati rilevati di routine dai sistemi di monitoraggio della rete di sorveglianza e di notificare tempestivamente l'eventuale presenza di scostamente anomali rispetto al fondo ambientale. le risultanze delle misurazioni effettuate dai laboratori suddetti non evidenziarono ulteriori anomalie radiometriche.
il quadro radiometrico definito dalle misure condotte nei diversi paesi europei e le informazioni fornite fornite dall'autorità di sicurezza nucleare ungherese portano a far ritenere che con molta probabilità la presenza di iodio 131 in aria, registrata nell'ultimo periodo, sia riconducibile al rilascio in atmosfera avvenuto presso l'institute of isotopes ltd, di budapest nel periodo fra l'8 settembre e il 16 novembre 2011.
come peraltro evidenziato dalla iaea, i livelli di iodio 131 registrati in aria in europa sono da ritenersi estremamente bassi e tali da non costituire alcun rischio per la popolazione.

ringrazio i lettori mauro e luca bertagnolio
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15 novembre 2011 - 19:23

la nube radioattiva si aggira per l'europa. è una mezza bufala. dettagli, retroscena, segreti.

pare che sia una mezza bufala radioattiva.
la radioattività c'è, ma è in dosi irrilevabili e non viene da un incidente nucleare.

ieri raccontavo su queste pagine che sull'europa è stata rilevata una debole nube radioattiva di iodio 131:

dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una "targa" involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).
tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un'analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

i primi moderatissimi allarmi erano della settimana scorsa. ecco un passo di un dispaccio agi+reuters:

(agi/reuters) - vienna, 11 nov. - tracce di iodio-131 sono state rilevate nell'aria dell'europa. lo ha riferito l'agenzia internazionale per l'energia atomica, assicurando che «non vi sono rischi per la salute» e che il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dallo...

oggi è allarme.
non si tratta solamente dell'agenzia ansa, che rileva una notizia francese con un tono di sorpresa stupefatta come se fosse una novità dell'ultimora e rimpasta le notizie già scritte e riscritte (e parla di iodio 121 anziché iodio 131):

(ansa) - parigi , 15 nov - misteriose tracce di iodio 121, imputabili a delle fughe radioattive provenienti da un paese straniero ancora ignoto, sono state riscontrate nell'atmosfera della francia, senza tuttavia presentare rischi sanitari: è quanto ha annunciato oggi l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare (irsn). l'origine e la data di queste fughe di iodio 131 sono «ad oggi sconosciute», ma non avrebbero alcun legame con l'incidente di fukushima, in giappone, ha aggiunto l'irsn. l'istituto francese è stato informato nei giorni scorsi da alcune reti scientifiche della presenza in diversi paesi d'europa centrale di iodio 131 nell'atmosfera e ha quindi lanciato una serie di analisi per cercare l'eventuale presenza di questo elemento radioattivo in francia. (ansa).
 Z04
15-nov-11 12:45

i blog e i social network sono intasati dall'allarme nucleare.
viene indicata come colpevole per esempio la centrale sloveno-croata di krško, che è vicina a trieste.
(in realtà, come leggerai più sotto, la centrale non c'entra nulla).

ecco per esempio un passo del bell'articolo di paolo della ventura:

da fonti non ufficiali si apprende che due centrali nucleari sarebbero state interessate dal rilascio di iodio-131: la centrale nucleare di krško (slovenia) e la centrale nucleare di pàks (ungheria). facendo una ricerca sul cesio, sul sito dell’eurdep, solo la centrale nucleare di krsko sarebbe interessata perché in europa, solo questo sito accumula iodio-131, cesio-134 e cesio-137

oppure scrive in francese wikistrike.
ecco qualche riga:

iode 131, césium 134 et césium 137 à la centrale de krško (slovénie) . d’après le site public european radiological data exchange platform , de l’iode-131 est détecté uniquement en slovénie et en croatie, à quatre endroits différents : à zagreb, à ljubljana, à krško, et à la limite des trois pays croatie-hongrie-serbie.

un articolo scritto molto bene è quello proposto da maria.
copincollo un passo:

che sia la centrale nucleare di krško, in slovenia, a 120 chilometri da trieste? ho provato a ricorrere al fai-da-te, visto che mancano informazioni decentemente complete sulla debole nuvoletta radioattiva nei cieli d’europa.
si sono individuate nell’aria piccole quantità di iodio 131 (è segno di incidente nucleare), ma la loro origine è ignota.
da qualche parte devono pur venire, no? e allora ho interrogato il database erdep (european radiological data exchange platform), che fa capo alla commissione europea e nel quale confluiscono i dati sulla radioattività provenienti da 4200 stazioni di rilevamento.
il risultato sembra indicare appunto krško (ho scritto: sembra indicare), un pezzo di antiquariato nucleare dal momento che la centrale è entrata in funzione nel 1981, esattamente...

ma anche io ho le mie fonti.
interne, dirette e informate.

 

 primo.

solamente pochi rilevatori della rete europea (su migliaia di contatori geiger sparsi per l'europa), solamente alcuni dei più sensibili, sono stati capaci di accorgersi di una leggerissima (leg-ge-ris-si-ma) variazione nella presenza di iodio 131 nell'aria.

la stra-maggior parte dei rilevatori  europei non ha rilevato proprio nulla.

e anche per gli strumenti di misura più sensibili, la variazione dello iodio 131 è al limite della sensibilità.

il numero?
eccolo.

l'aumento di iodio 131 è di un decimillesimo del fondo radioattivo naturale.
ripeto: rispetto al fondo naturale, cioè alla radioattività normale, l'aumento è stato pari a diecimila volte meno.

per capire del rischio zero che ciò rappresenta, la cantina di una casa tradizionale di tufo dell'italia centrale può avere un contenuto di radon (gas radioattivo) migliaia (ma anche decine di migliaia) di volte superiore al fondo naturale di radioattività da gas radon.

 

secondo.

un incidente nucleare legato a un'arma o a una centrale atomica di qualsiasi tipo rilascia molti isotopi insieme.

infatti ogni applicazione dell'energia nucleare (pacifica o bellica) è formata da una miscela ben precisa di materiali.
e ogni emissione radioattiva rispecchia il dosaggio della fonte.

lo sanno bene per esempio i "detective atomici" del joint research center dell'unione europea, i quali sanno riconoscere dal dosaggio degli elementi la fonte di qualsiasi emissione radioattiva. meglio, quasi qualsiasi emissione radioattiva: non questa di oggi, perché questa non dà elementi.
i "detective atomici" hanno individuato in questo modo operazioni segrete, hanno sbugiardato truffe nucleari, hanno scoperto la provenienza esatta di materiali trafugati.

se fosse la centrale di krško, ci sarebbe sì lo iodio, ma anche alcuni isotopi del cesio in proporzioni conosciute.
e come per la centrale al confine tra slovenia e croazia, tutte le altre centrali (e bombe atomiche) hanno questa carta d'identità precisissima.

qui, invece, solamente tracce di solo iodio 131.
e basta.

significa che non è un'applicazione nucleare, ma un'avaria o un errore in un utilizzo industriale di un solo, preciso elemento, lo iodio 131.
per questo motivo fin dall'inizio si era ipotizzata una fuga da un'industria che produce radiofarmaci, come scrivevo anche nell'articolo di ieri.
lo iodio 131 si usa infatti come radioterapico, soprattutto per ridurre il cancro alla tiroide.

ma lo iodio 131 si usa anche come ingrediente fondamentale dei dispositivi di rilevazione del fumo, quegli scatolotti con la lucina lampeggiante rossa che si vedono per esempio sul soffitto delle camere d'albergo o negli aeroplani per fare scattare l'allarme antincendio al primo accenno di fumo.

altre applicazioni dello iodio dovrebbero essere in alcuni passaggi del segmento dell'industria alimentare, mi pare per rendere asettici alcuni processi di lavorazione.
ma di quest'ultima applicazione non sono sicuro.

..................

aggiornamento del 18 novembre. scoperta la fonte della radioattività. è un laboratorio di budapest, in ungheria. leggi qui l'articolo.

 

 

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14 novembre 2011 - 17:48

una nube radioattiva si aggira sull'europa. l'entità è appena misurabile, ignota la fonte.

da qualche giorno alcuni dei rilevatori più sensibili della rete di controllo rilevano un aumento appena accennato di radioattività dovuto a iodio 131.

dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una "targa" involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).

tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un'analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

secondo l'agenzia internazionale per l'energia atomica "non ci sono rischi per la salute" (è un aumento rilevato solamente da pochi strumenti fra i più sensibili) e di certo il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dal maremoto di marzo.

il ministero tedesco dell'ambiente esclude che la fonte dello iodio 131 sia una centrale nucleare, pur confermando che quantità sono state rilevate nell'aria.

la commissione europea dice che i livelli misurati sono "talmente bassi che non pongono rischi per la salute e sotto la soglia che obbliga a commissione a notificarli agli stati membri".

cliccando qui puoi leggere i comunicati ufficiali dell'aiea (l'agenzia atomica) e del ministero austriaco dell'ambiente, comunicati emanati entrambi da vienna.

suggerisco anche di guardare il video che avevo pubblicato il 14 aprile: l'impressionante mappa filmata delle 2.053 bombe atomiche già esplose nel mondo.

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aggiornamento del 18 novembre. scoperta la fonte della radioattività. è un laboratorio di budapest, in ungheria. leggi qui l'articolo.

 

 

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28 ottobre 2011 - 20:19

nucleare. questa la mappa di greenpeace sui reattori europei poco sicuri. bruxelles replica.

greenpeace ha presentato oggi una mappa che permette a tutti i cittadini europei, compreso te, di leggere in maniera semplice i risultati degli stress test sulla sicurezza condotti su 123 centrali nucleari europee.
analizzando i risultati dei test giunti finora, greenpeace denuncia una analisi incompleta dei rischi e una preoccupante approssimazione sull’analisi dei dati.

clicca qui per vedere la mappa atomica di greenpeace con le centrali a rischio

clicca qui per leggere il mio articolo con cui il 21 settembre anticipavo i risultati francesi e pubblicato i documenti originali delle ispezioni

l'allarme lanciato da greenpeace è di fatto prematuro, perché non si riferisce ai dati completi degli stress test, ma solo a una prima indicazione.
lo ha spiegato oggi marlene holzner, portavoce del commissario ue all'energia günther öttinger.

dopo il disastro di fukushima in giappone, avvenuto in marzo, l’unione europea aveva chiesto di effettuare una serie di test, da pubblicare entro il 31 ottobre, sulla capacità degli impianti nucleari di resistere a eventi estremi, come terremoti, inondazioni, mancanza di elettricità e malfunzionamento dell'impianto di raffreddamento.

a pochi giorni dalla scadenza molti enti nazionali per la sicurezza nucleare non hanno ancora reso pubblici i risultati, nonostante la specifica richiesta dell'european nuclear safety regulators group che ha progettato i test.

un’analisi preliminare di greenpeace delle diecimila pagine pubblicate fino a ora "rivela numerose mancanze. ad esempio, non sono state analizzate, come era invece previsto, situazioni quali l’occorrenza di danni contemporanei in più reattori, come è accaduto a fukushima, o l’impatto di un aereo contro una centrale nucleare", dice greenpeace.

"fukushima ci ha insegnato a pensare l'impensabile e questi test dovevano obbligare chi gestisce le centrali nucleari a fare esattamente questo - commenta salvatore barbera, responsabile della campagna nucleare di greenpeace. - invece di un’analisi esaustiva ci troviamo pieni di incognite: perché non ci sono piani di evacuazione per le città e i villaggi intorno alle centrali? perché le autorità hanno disatteso le promesse di prendere in considerazione i rischi in caso di incidente a una centrale con più reattori? perché è stato ignorato il rischio della caduta di un aereo su una centrale?"

greenpeace denuncia anche differenze sostanziali nella qualità dei dati pubblicati dai diversi paesi.
in alcuni stati, come la francia, nei quali il controllore nazionale è indipendente da chi possiede le centrali, i test sono risultati più completi e rigorosi.

altri paesi, quali repubblica ceca, svezia e regno unito, hanno pubblicato dati di gran lunga più superficiali e parziali.

clamoroso per greenpeace è il caso della repubblica ceca, che con sei reattori ha presentato un rapporto di sole sette pagine.
una presa in giro, se si pensa che la slovenia, con un solo reattore (quello di krsko, condiviso con la croazia), ha presentato un rapporto di 177 pagine.

secondo la tabella di marcia dell'esecutivo europeo, il rapporto finale sugli stress test sarà pubblicato dalla commissione europea in giugno e conterrà anche le valutazioni di esperti terzi.
"le centrali nucleari - ha detto la portavoce del commissario - hanno dovuto fare un rapporto preliminare di valutazione il 15 agosto scorso e non hanno risposto a tutte le nostre domande, hanno semplicemente dato un'indicazione. non parliamo di risultati di oggi, ma provvisori e di agosto".
"le centrali nucleari - ha precisato holzner - hanno ancora tempo fino alla fine del mese per dare tutte le risposte".

in realtà l'analisi degli stress test è ancora lunga.
"aspettiamo il rapporto conclusivo delle autorità nazionali - ha spiegato la portavoce - alla fine dell'anno. poi segue una terza fase, quella della cosiddetta peer review, in cui gli esperti di altre autorità nazionali controlleranno i rapporti di altri paesi: se constatano che ci sono elementi che mancano o ci sono dubbi possono andare a visitare la centrale nucleare o domandare documenti mancanti. solo dopo questa valutazione la commissione ue pubblicherà il rapporto finale, a giugno del 2012".

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare

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25 ottobre 2011 - 19:38

strasburgo, polemiche sulle tasse europee per l'energia. retroscena.

il 19 ottobre la commissione industria-ricerca-energia (itre) del parlamento europeo di strasburgo ha discusso il parere dell’onorevole béla kòvacs (ungheria, gruppo misto) sulla proposta di revisione della direttiva sulla tassazione energetica presentata dalla commissione europea e sulla quale ha competenza la commissione economia.

la proposta non è in co-decisione e il parlamento ha soltanto un ruolo consultivo.

il relatore ha assunto una posizione difensiva su tutta la linea e ritiene che la proposta sia inaccettabile.
secondo il relatore, la nuova tassazione proposta violerebbe il principio di sussidiarietà andando a interferire sulla scelta del proprio energy mix da parte degli stati membri.
inoltre, sarebbe un duro colpo alla competitività dell’economia europea in termini di perdite di occupazione e aumento dei costi dei combustibili per i consumatori europei.

più possibilisti e aperti al dialogo sono sembrati i deputati degli altri partiti politici, tra i quali il partito liberale democratico europeo alde, che si è espresso a favore delle misure proposte dalla commissione.

nel partito popolare sono state invece espresse forti critiche da parte del tedesco markus pieper, soprattutto riguardo alla parità di tassazione dei combustibili.

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10 ottobre 2011 - 17:20

ecco i dieci posti più radioattivi al mondo. il peggiore: fukushima.

ecco i dieci luoghi più radioattivi del mondo.
l'articolo è di brainz.

alcuni sono a portata di mano o di pensiero.
altri, assai più remoti dalla nostra vita.

al nono posto, il mediterraneo per via delle navi cariche di scorie che - pare - la 'ndrangheta ha fatto affondare come forma barbarica di smaltimento.
al sesto, l'impianto di trattamento dei rifiuti nucleari di sellafield, sulla costa inglese.

molto contaminati i residuati del periodo sovietico: al settimo posto è maiak, quinto il polo chimico siberiano, quarto il poligono kazaco dove sono state fatte esplodere bombe atomiche e all'idrogeno di ogni tipo, e al terzo posto le terrificanti miniere di uranio di mailuu suu, in kirghizistan.

secondo al mondo, ancora un'eredità dell'urss: cernòbyl, dove il 26 aprile dell'86 esplose uno dei quattro reattori rbmk1000 della centrale elettrica. cliccando qui puoi leggere il mio reportage fatto 25 anni dopo la tragedia.
dal blog correnti del sole 24 ore, il primo filmino che ho girato con il telefonino dentro il relitto della sala controllo del reattore esploso

dal blog correnti del sole 24 ore, il secondo filmino che ho girato con il telefonino dentro la sala controllo del reattore esploso

peggio di tutti, fukushima, in giappone.

 

 

per i pigri, antonella recchia su peacelink ha scritto una traduzione italiana dell'articolo di brainz.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare, salute, Scienza

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28 settembre 2011 - 17:07

nucleare. la svizzera ha deciso di uscire (con gradualità) dall'energia atomica.

anche la svizzera rinuncia al nucleare.

il consiglio degli stati, la camera alta federale svizzera, ha approvato la fine della costruzione delle centrali nucleari nel paese.
il provvedimento non esclude l'uso di alcuna tecnologia, ora torna per l'approvazione finale alla camera bassa che l'aveva approvato in prima lettura in giugno.

"è giunta l'ora di puntare sulle rinnovabili in modo da recuperare il ritardo fin qui accumulato", dice il ministro svizzero dell'energia, doris leuthard. occorre "investire nel futuro, per la nostra economia e per i nostri figli". la catastrofe di fukushima, ha detto, ha nuovamente evidenziato il rischio che rappresenta l'energia atomica. "di fronte a tale pericolo il governo ha detto di non voler più autorizzare la costruzione di nuove centrali per almeno 50-60 anni".

l'anno prossimo l'esecutivo sarebbe stato chiamato a esprimersi sulle tre domande d'autorizzazione per la sostituzione delle centrali esistenti. "probabilmente avremmo accettato almeno un progetto", ha ammesso leuthard.

in ogni caso, se la situazione in futuro dovesse cambiare, i politici potranno sempre ritornare sulla decisione presa oggi di abbandonare l'atomo.

la confindustria svizzera (economiesuisse) si è detta "dispiaciuta" della decisione sottolineando tuttavia come si tratti di "una prima decisione parlamentare in un lungo processo politico".

la svizzera ha cinque reattori nucleari, tutti nella parte orientale della confederazione.

il primo dovrà essere spento nel 2019 e l'ultimo nel 2034.

leggi il mio articolo del 5 aprile sulla catastrofe evitata quando nel '69 si fuse il nocciolo della centrale svizzera di lucens

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, nucleare

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27 settembre 2011 - 18:21

l'ak-47 va in pensione. ma non ditelo al vecchio kalashnikov che l'inventò.

dopo più di sessant'anni, l'esercito russo ora mette in pensione il kalašnìkov, il fucile mitragliatore che fu progettato nel 1947 da michail timofeevič kalašnikov.

michail kalašnikov è vecchissimo, è nato nel '19, è un ingegnere.
nel '47 sviluppò l'avtomat kalašnikova modello 47 (in sigla ak47), che fu adottato due anni dopo, nel '49.

semplice da produrre e da mantenere, economico, efficace (per i tempi), il mitra ebbe diffusione in tutte le guerre e guerriglie, e ancora oggi è comunissimo in tutto il mondo, prodotto in russia e all'estero su licenza, ma è realizzato anche da fabbri ferrai artigianali (in afganistan, per esempio).

è un'arma terrificante, come tutte le armi.
è un oggetto pensato per ammazzare.
perfino i soldati statunitensi in irak abbandonavano la loro arma d'ordinanza per usare l'ak47: più rozzo ma più affidabile.
in alcuni paesi africani è comune dare a un neonato il nome kalash, diminutivo di  kalašnikov, e questo mitra entra nelle bandiere del mozambico, timor est e zimbabwe.

ecco una delle più famose canzoni dedicate al kalašnikov.
è del bravissimo musicista bosniaco (di nascita), serbo (di madre) e croato (di padre) goran bregović.
 

si stima che in questo mezzo secolo di spari, il kalašnikov abbia ucciso più persone della bomba di hiroshima.
"avrei preferito inventare un tosaerba", ha detto kalašnikov, il quale con l'invenzione mortifera non ha guadagnato in modo diretto, e vive con la pensione a iževsk, la città in cui è nato; pensione arrotondata però da corposi contratti di pubblicità.

ora accade (ne parlano le izvestija) che il ministero russo della difesa ha deciso di passare a un'arma più moderna. l'esercito non acquisterà i mitra quest'anno e non è intenzionata a farlo nei prossimi due anni.
i magazzini ne sono ancora pieni.

è stato ordinato un altro modello alla ižmaš (o izhmash, il produttore ufficiale con sede a iževsk, la cui fabbrica è nata attorno al progetto di michail kalašnikov).
un modello nuovo ma con una portata più lunga di tiro e più efficace.
l'ižmaš  presenterà il nuovo modello l'anno prossimo.

al vecchio michail  kalašnikov non verrà detto che il suo mitra non sarà più prodotto dalla ižmaš.
"potrebbe morirne", hanno detto i famigliari.

una vittima in più.

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Categorie: Musica, nucleare, società, Web/Tecnologia

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21 settembre 2011 - 12:14

nucleare. ecco i rischi delle centrali atomiche francesi. i documenti originali delle ispezioni.

il sole 24 ore di oggi pubblica un mio articolo sui problemi riscontrati in otto delle 19 centrali nucleari francesi durante i controlli post-fukushima condotti dagli ispettori dell'asn, l'agenzia francese del nucleare.

ho trovato le lettere originali mandate dagli ispettori dell'asn ai direttori delle centrali. e qui le pubblico.

ma ecco qualche riga del mio articolo pubblicato sul sole 24 ore.

«monsieur le directeur», signor direttore: cominciano così le lettere che gli ispettori dell’autorità francese per la sicurezza nucleare hanno mandato in questi giorni ai direttori di otto centrali atomiche per rilevare inadempienze, rischi, miglioramenti. si è trattato delle conseguenze dei controlli svolti dall’asn in 19 centrali nucleari dopo l’incidente di fukushima, in giappone, incidente non ancora risolto. e le ispezioni, come hanno indicato anche gli "stress test" nucleari decisi dall’unione europea, si sono concentrate proprio sugli aspetti di fragilità tecnologica mostrate dall’impianto giapponese dai ichi spazzato dal maremoto del 12 marzo: il rischio sismico, il rischio di alluvione, la caduta dell’alimentazione elettrica. cioè quello che sei mesi fa era accaduto sulla costa giapponese.
le lettere degli ispettori sono state spedite in questi giorni ed elencano per le otto centrali circa 200 interventi necessari per correggere manchevolezze e punti di rischio. Sono esposte a rischi gli impianti di golfech, civaux, cattenom, flamanville, gravelines, le blayais, penly e saint-alban.
non si tratta di manchevolezze allarmanti, se prese singolarmente. più allarmante è la loro somma, che in un caso di "legge di murphy" (se qualcosa può andare male, lo farà) possono rivelarsi drammatiche come è accaduto in giappone.
qualche esempio...

(eccetera)

cliccando qui puoi leggere l'intero articolo pubblicato dal giornale cartaceo

sono 200 le osservazioni e i punti critici rilevati nelle otto centrali.

ne scelgo qualcuno a titolo indicativo.

per esempio, nella centrale di saint'alban-saint maurice l’exil: "l’accès à la pompe d’ultime secours n’est pas interdit à toute personne". cioè chiunque può accedere alle pompe d'emergenza.

a civaux: "l’accéléromètre situé en champ libre est paramétré de telle sorte qu’il ne peut pas détecter des accélérations inférieures à 0,250 g", cioè l’accelerometro che rileva le scosse simiche e blocca la centrale in caso di terremoto grave non può rilevare scosse di minore entità.

a flamanville:  "le (bloc de sécurité ou bds) n’avait historiquement pas été dimensionné au séisme", cioè l'edificio di sicurezza con le apparecchiature d'emergenza e gli impianti di telecomunicazioni non è dimensionato per affrontare un terremoto.

ecco alcuni dei documenti originali dell'asn

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di cattenom (pdf, 337 kb)

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di civaux (pdf, 138 kb)

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di civaux 2 (pdf, 138 kb)

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di flamanville (pdf, 291 kb)

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di golfech (pdf, 183 kb)

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di saint alban saint maurice (pdf, 131 kb) l'exile

clicca qui per scaricare il documento originale sulla centrale nucleare di saint alban saint maurice l'exil 2 (pdf, 113 kb)

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, infrastrutture, nucleare

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19 settembre 2011 - 18:10

energia. nel 2035 i consumi mondiali cresceranno del 35%. in testa cina e india. rapporto eia.

al 2035 i consumi energetici mondiali cresceranno del 53%.
cina e india rappresenteranno metà di questa crescita.

lo prevede l'eia, energy information administration, un'agenzia del ministero usa dell'energia (department of energy), nello studio "international energy outlook 2011".

la previsione non comprende le politiche o le legislazioni che possono afere effetti sui mercati energetici.

il consumo totale di energia salirà da 505 qualdrilioni di british thermal units (btu) del 2008 a 619 nel 2020 e 770 quadrilioni di btu nel 2035. (non chiedermi la conversione dei quadrilioni di btu).

gran parte della crescita della domanda energetica sarà in paesi non-ocse, cioè non occidentali, dove l'aumento sarà dell'85% contro il 18% dei paesi sviluppati.

il rapporto è dettagliatissimo anche sulle diverse fonti di energia.

clicca qui per leggere l'intero rapporto (in inglese)

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, nucleare, reti energia

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18 settembre 2011 - 19:24

fukushima mon amour. annuncio shock. siemens lascia il nucleare. il documento.

dopo fukushima, dopo aver fornito la tecnologia (iniziale) per la contestata centrale nucleare iraniana di buscer (completata dai russi della rosatom), il colosso tedesco siemens ha deciso di ritirarsi completamente dal settore nucleare.

lo ha annunciato oggi in un'intervista con il settimanale der spiegel il presidente del colosso industriale tedesco, peter löscher.

"per noi il capitolo è chiuso", dice.
questa decisione è la risposta "alla chiara presa di posizione della società e del mondo politico in germania sull'uscita dal nucleare e dopo la catastrofe nucleare di fukushima".

(auf die klare positionierung von gesellschaft und politik in deutschland zum ausstieg aus der kernenergie nach der atomkatastrophe von fukushima).

clicca qui per leggere il testo integrale dell'intervista pubblicata dallo spiegel

clicca qui per leggere la traduzione dal tedesco all'italiano (traduzione automatica e quindi approssimativa con google translate)

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare

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17 settembre 2011 - 20:35

ambiente. nucleare. moto. e altro. ecco sei libri (tra cui turani, basile e legambiente)

ecco sei libri da aggiungere alla tua biblioteca.

 

 
marcel coderch, nùria almiron

il miraggio nucleare, perché l’energia nucleare non è la soluzione ma parte del problema
bruno mondadori, 18 euro
Libro miraggio-nucleare 
alcuni vedono l’energia nucleare come una soluzione pulita alla crisi energetica. ma sì tratta di un miraggio: i problemi che da sempre minano il nucleare - i costi, le scorie radioattive, la proliferazione degli armamenti, la sicurezza degli impianti - sono tutt'altro che risolti, come mostrano tragicamente disastri vecchi e recentissimi. questa inchiesta - che fonde analisi e documentazione, considerando problemi, dibattiti e i reali interessi economici in italia e nel mondo - smonta le promesse propagandistiche, le menzogne e i falsi miti che inquinano il dibattito pubblico. e fornisce strumenti seri per affrontare un tema di scottante attualità, sul quale noi italiani siamo chiamati a pronunciarci con assoluta urgenza.

note personali. non conosco di persona gli autori, ma il libro mi pare succoso. posizione antinucleare. la lettura si presta soprattutto ai masochisti-del-saggio-pieno-di-tabelle.

la frase rivelatrice. "l’inadeguatezza di un simile progetto risulta già evidente nella conclusioni tratte dal mit" (da pag. 165)

accostamenti. ideale per la lettura, un calice di venegazzù dei conti loredan  

 

 

nicola dante basile
olio & vino, eccellenze d’italia prima e dopo la crisi
dalai editore
dopo il successo di new menu italia, viaggio nel sistema alimentare italiano tra storia e innovazione, con il nuovo libro “olio & vino, eccellenze d’italia prima e dopo la crisi”, compie un’indagine strutturale come mai era stata fatta in italia per descrivere il sistema oleario e quello vitivinicolo, alla luce delle problematiche economiche internazionali. l’autore, dopo le opportune considerazioni sull’evoluzione congiunturale dei due settori, vanto della tradizione agroalimentare made in italy, entra nel merito delle questioni con le quali le imprese debbono confrontarsi quotidianamente per cercare di dare risposte utili alla loro attività. per fare ciò, basile ha percorso in lungo e in largo l’italia del vino e dell’olio per conoscere come e in quale misura i produttori, i distributori, le istituzioni, i consumatori stanno reagendo alla pesante crisi che investe il mondo intero. ” olio & vino”, un libro nuovo dedicato all’italia dei 150 anni.

note personali. nicola dante basile è stato mio compagno di banco in redazione fino a pochi mesi fa. (mi ha promesso una bottiglia di vino invecchiato in cambio di una scheda sul suo nuovo libro). basile ha scritto molti libri, diversi dei quali assai belli (due bottiglie, grazie). è anche molto simpatico e decisamente bello (una scatola da sei, nicola dante). segnalo una cosa importante: tre appuntamenti di presentazione. lunedì 19 settembre, ore 11, reggia di colorno di parma, promosso dall’alma scuola di cucina di gualtiero marchesi.
sabato 24 settembre, ore 18, nel comune di andria, promosso dall’assessorato alle attività produttive ed economiche del comune di andria. coordinatore il bravissimo collega e amico vincenzo rutigliano, che oltretutto è anche molto bello e scrive articoli illuminanti (vincenzo, gradisco una confezione di mozzarelle, di quelle speciali)
Libro Andria 24-9 
venerdì 30 settembre, ore 18, forlimpopoli (forlì), promosso dalla fondazione casa artusi in occasione del centenario della morte di pellegrino artusi.

accostamenti. una scatola da 12 bottiglie di vino invecchiato e una confezione di mozzarelle fresca di andria.

 

 

 

 


elio sindoni
siamo soli nell’universo?
editrice san raffaele, euro 17,50
Libro sindoni 
mille miliardi di galassie, in ognuna di esse mille miliardi di stelle: tutto questo spazio solo per noi? la domanda sull'esistenza di altri esseri intelligenti nel cosmo ha attraversato nei secoli il mito, la fantasia, la letteratura, la filosofia. negli ultimi decenni anche la scienza ha iniziato a occuparsene ed è nata una nuova materia di studio e ricerca, l'esobiologia, la ricerca di tracce di vita al di fuori della terra. tuttavia, prima di tutto è importante capire cosa si intenda per vita e indagare le condizioni sotto le quali essa è nata e si evoluta sulla terra.

la frase rivelatrice. "prima di cercare se esistano forme di vita extraterrestre, dobbiamo domandarci cosa si intenda per vita e per vita intelligente". (da pag. 31)

note personali. non conosco personalmente elio sindoni, tuttavia posso dire che è un prof di fisica alla bicocca e un ottimo divulgatore.

 accostamenti. perfetto l'ascolto del bel danubio blu di strauss secondo stanley kubrik

 

 

giuseppe turani
l’altra rossa, il romanzo della ducati dalle origini a valentino rossi

sperling & kupfer, euro 16,50
Liro turani 
la ducati è un’azienda che sforna 40.000 moto all’anno. eppure compete alla pari con un colosso come la honda, che di pezzi ne produce 12 milioni…turani ne racconta la leggenda: dal genio dell’ingegner taglioni, quello del sistema desmodromico e del telaio a traliccio, alla sregolatezza di claudio castiglioni, il papà della monster, passando per federico minoli, il manager del rilancio, per arrivare alla nuova ducati di andrea bonomi e della sua investindustrial. e ancora gli eroi sportivi, mike «the bike» hailwood, troy bayliss e l’ultimo arrivato: valentino rossi.

la frase rivelatrice. "il risultato è che la produzione di moto registrò un crollo di quasi il 70 per cento". (da pag. 71)

note personali. peppino turani è un grande nome del giornalismo economico milanese. ha lavorato per anni alla repubblica e adesso sforna articoli per il quotidiano nazionale. scrive tantissimo, ma davvero tantissimo, e – come per il maiale che non si butta niente – peppino riutilizza in mille modi diversi quello che scrive. intelligenza vivacissima. ama pazzamente le moto (quasi quanto me, ma è più bravo di me a guidare) ma la sua statura bassotta lo costringe a farle adeguare. è davvero simpatico.

accostamenti. la lettura si accompagna idealmente con l'ascolto di questo duetto per cilindri
 

 

 

duccio bianchi ed edoardo zanchini
ambiente italia 2011
edizioni ambiente e legambiente, 22 euro
Libro ambiente italia 
il suolo è una risorsa ambientale limitata e non rinnovabile. in italia vengono consumati mediamente oltre 500 chilometri quadrati di territorio l’anno. è come se ogni quattro mesi spuntasse lungo la penisola una città delle stesse dimensioni di milano. nonostante ciò tante persone rimangono senza casa perché non se la possono permettere. un bel paradosso.

la frase rivelatrice. "ma ci dicono anche che la situazione in italia offre margini di manovra: non è ancora troppo tardi per agire, per fermare il consumo di scuolo, ma non bisogna perder tempo". (da pag. 68)

note personali. duccio bianchi è uno degli intellettuali più interessanti dell’ecologismo italiano. teorico finissimo. è molto simpatico, parlantina sciolta, sguardo acuto; ma quando parla in pubblico s’intimidisce come una verginella (non lo ammetterà mai). edoardo zanchini, architetto, ha l’aria dell’eterno studente dal sorriso scanzonato. entrambi sono colonne portanti della legambiente.

accostamenti. il libro si accompagna perfettamente con l’ascolto della fiera di scarborough

 

 

 

 

gino moncada lo giudice, francesco asdrubali; presentazione di giulio andreotti
fattore n, tutto quello che c’è da sapere sull’energia nucleare
armando editore, 12 euro
Libro fattore n 
in un momento storico da molti denominato di “rinascimento nucleare”, caratterizzato da un ritorno di interesse a livello internazionale verso l'energia nucleare, il volume si propone di fare il punto su questa importante fonte energetica, in maniera chiara e concisa ma documentata.
attorno all'energia nucleare sono stati costruiti molti falsi miti e create paure ingiustificate, che il libro cerca di discutere con spirito critico. dopo una breve storia dell'energia nucleare, del disastro di cernobyl e delle sue conseguenze, il libro presenta lo scenario energetico mondiale e il ruolo che il nucleare potrà rivestire nel futuro, anche in relazione alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti; è quindi illustrata la recente svolta italiana in materia di energia nucleare.  la seconda parte del libro, più tecnica, anche se comunque caratterizzata da un linguaggio semplice e divulgativo, spiega i principi fisici che sono alla base della reazione nucleare di fissione, tratta il problema dei combustibili nucleari, descrive il principio di funzionamento dei reattori e presenta le innovazioni tecnologiche più recenti, quali i reattori di ultima generazione e le modalità di smaltimento delle scorie radioattive.

la frase rivelatrice. "concludiamo con questo auspicio, anche se "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio" (albert einstein)". (da pag. 94)

note personali. schemi di reattori, disegnini di atomi, formule, numeri. moncada lo giudice e asdrubali sono ingegneri anche quando scrivono. il libro è adattissimo a chi vuole capire "come funziona". posizione cautamente nuclearista.

accostamenti. la lettura del libro "fattore n" è perfetta se accompagnata dall’ascolto di ode trifase delle officine schwartz

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Categorie: acqua, ecologia e ambiente, energia, Libri, nucleare, rifiuti, Scienza

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15 settembre 2011 - 20:20

ambiente. energia. storia. e altro. ti consiglio 5 libri: de pascali, montalbetti, ramella, risoluti, vatinno.

suggerisco alcuni libri per la tua biblioteca

 

 

 

carlo montalbetti, ercole sori
quel che resta di un bene
breve storia della raccolta differenziata e del riciclaggio di carta e cartone
il mulino, 17 euro

Quel-che-resta-di-un-bene-L-1zo4qs 
dal riuso dei materiali di scarto nell'economia preindustriale alla formazione dell'odierna "coscienza ecologica", il libro propone un'inedita ricostruzione della storia della raccolta differenziata in italia, che gli autori conducono anche attraverso un'analisi del cambiamento delle abitudini e degli stili di vita.
in questo percorso si indagano i fattori storici, economici e culturali che accompagnano il passaggio dalle occasionali e rudimentali forme di raccolta del primo dopoguerra ai sistemi organizzati dei giorni nostri.
partendo dalle origini del recupero e riciclo dei materiali in un paese tradizionalmente povero di materie prime come l'italia si arriva, in epoca moderna, a una stretta compenetrazione tra le "ragioni" ambientali e quelle dei settori industriali di impiego dei materiali di recupero.
nel caso del settore cartario e cartotecnico questa compenetrazione mostra un livello ottimale di sintesi: il rapido diffondersi delle raccolte urbane di carta e cartone ha reso i comuni italiani delle "foreste urbane" capaci di approvvigionare il comparto produttivo nazionale, svincolandolo dalla storica dipendenza dall'estero per il soddisfacimento del proprio fabbisogno di materia prima. il volume si conclude con un capitolo dedicato al quadro normativo di riferimento curato da claudio busca.

note personali. raccomando la lettura di questo libro perché carlo montalbetti è molto intelligente e il baffetto da falchetto gli conferisce un'aria più che simpatica. il fatto che sia il direttore del comieco, il consorzio di riciclo della carta, conta poco: in realtà montalbetti è un attivissimo esponente della società civile milanese.

la frase rivelatrice. "a prato, nel 1913, accanto a una cinquantina di lanifici si contano 11 aziende di carbonizzazione degli stracci e di stracciatura e ben 44 di classificazione degli stracci". (da pag. 71)

accostamenti. la lettura si accompagna con torta cacao-e-pere.

 

 

 

 

a cura di francesco ramella, prefazione di enrico musso
trasporti e infrastrutture
un'altra politica è possibile
iblibri, 20 euro
9788864400426 
70 miliardi di euro. a tanto ammontano le risorse che, ogni anno, i contribuenti europei versano nelle casse delle aziende che gestiscono reti e forniscono servizi di trasporto collettivo locale e di lunga percorrenza. risorse necessarie, ripetono in coro decisori pubblici di ogni paese e di ogni schieramento, per garantire il "diritto alla mobilità" delle persone a più basso reddito e per perseguire l'obiettivo del riequilibrio modale: meno auto e più tram, meno tir e più vagoni ferroviari. solo così, ci dicono, la mobilità potrà divenire "sostenibile". in questo libro, che raccoglie i contributi di importanti studiosi del settore (wendell cox, marco ponti, rémy prud'homme e francesco ramella), si mostra però come tale ingente trasferimento di risorse non abbia portato ad alcun risultato apprezzabile. per i loro spostamenti quotidiani, i cittadini continuano a preferire in larghissima maggioranza, i poveri non meno dei ricchi, l'ipertassata auto; mentre, per il trasporto merci, la quota di mercato della ferrovia, espressa in termini di fatturato, è prossima allo zero. sembra dunque giunto il momento di cambiare strada.

note personali. francesco ramella, preoccupante cadenza piemontese, è un polemista di raro acume. sa andare controcorrente. e ramella è pure (udite udite) un pensatore della destra alta, della destra stoicamente senechiana, della destra morale e liberale: una specie vivente che la tassonomia del linneo dava ormai estinta. infine, di trasporti, capisce assai più di me.

la frase rivelatrice. "condizioni di traffico irregolare creano anche emissioni più elevate di gas serra". (da pag. 108)

accostamenti. la lettura si accompagna perfettamente con un ascolto di "ionisation" (1931) di edgar varèse

 

 

 

 

 

giuseppe vatinno, prefazione di francesco rutelli
ecologia politica. la fine del nucleare
armando editore, 28 euro

Ecologia-politica-la-fine-del-nucleare-3261774 
il libro contiene saggi e articoli sulle problematiche ambientali analizzate da diverse prospettive: politica, storica e scientifica. l’ambiente, soprattutto a partire dal xx secolo, ha acquisito un’importanza fondamentale per le agende politiche mondiali ed è sempre più evidente l’intreccio tra ecologia, giustizia sociale e democrazia. le grandi emergenze planetarie, dai cambiamenti climatici, alla desertificazione, alla sfida energetica con la scelta del nucleare che sempre più, anche alla luce del recente disastro nucleare in giappone, appare una strada non percorribile, sono tematiche ineludibili per la stessa sopravvivenza dell’umanità. starà alla politica decidere finalmente per un modello di sviluppo ecologicamente sostenibile e che, nel contempo, assicuri la crescita economica.

note personali. giuseppe vatinno è un fisico, quelli con la testa tra i muoni, i campi magnetici e altri temi esoterici. l'altro giorno voleva convincermi di una nuova tecnologia di cui ho capito solamente le parole "quindi", "poi", "e pertanto". ma al tempo stesso ha i piedi per terra e si occupa attivamente di politica vera. stava con i dipietrini di italia dei valori e ora sta con i rutelliani di alleanza per l'italia.

la frase rivelatrice: "p=l/t misurata in watt (1w=1j/1s)" (da pag. 43)

accostamenti. la lettura del libro di vatinno ha come accompagnamento ideale il quaerendo invenietis della musikalisches opfer

 

 

 


paolo de pascali
città ed energia
la valenza energetica dell'organizzazione insediativa
franco angeli, 28 euro
Citta-ed-energia-la-valenza-energetica-dell-organizzazione-insediativa-1734514 
la città è il luogo storico di concentrazione della domanda di energia. nel succedersi delle forme di organizzazione sociale che hanno segnato il corso della storia, i consumi energetici si sono addensati, in modi e quantità differenti nel tempo e nello spazio, in quei luoghi particolari che sono le città. la città è sempre stata quindi il luogo specifico, fisicamente ristretto e per un lunghissimo periodo anche nettamente circoscritto, del territorio umanizzato in cui si sono variamente dispiegati gli usi energetici ed i loro effetti sull'economia, sull'ambiente, sulla cultura e sulla società in generale.

se questa considerazione sembra ovvia, meno scontate sono invece le implicazioni e conseguenze di tale fenomeno, specialmente se traguardate attraverso l'imponente valenza da questo progressivamente assunta fino ai nostri giorni.
l'attenzione dedicata, in termini di analisi come di intervento, a tali effetti e implicazioni, risulta infatti molto debole, e sicuramente insufficiente se confrontata con la significatività dell'assunto iniziale.
a ciò contribuiscono molti e complessi fattori, politici, economici e di ordine culturale non proprio favorevoli a concezioni sistemiche dell'uso delle risorse.
appare in ogni modo palese che, a fronte di una relazione intrinseca universalmente e incondizionatamente riconosciuta, il rapporto energia/città, nelle sue complesse articolazioni, viene ampiamente trascurato. il libro propone un esame di alcuni elementi di tale rapporto, in particolare per quanto riguarda le relazioni tra consumo di energia e organizzazione fisica e funzionale degli insediamenti urbani analizzando quindi le posizioni operative in merito.
i fattori di ordine sostanzialmente quantitativo che hanno alimentato finora il motore di progresso nei due vettori, crescita dei consumi e crescita della città fisica, hanno oramai da tempo mostrato i pericoli di tale progressione, indicando in pari tempo l'esigenza di una ricalibratura di ordine qualitativo. il rapporto tra energia e città va ripensato in termini propositivi, con più attenzione e valorizzando il suo carattere sinergico, lungo questa direttrice.

 note personali. paolo de pascali si interessa soprattutto di energia rinnovabile, attraverso l'isnova, ma è anche un urbanista di fama. di persona è dimolto simpatico, soprattutto dopo il secondo spriz.

la frase rivelatrice. "tale situazione costituisce oggettivamente un nodo tematico cui si è cercato di dare risposta sia in termini teorici che applicativi". (da pag 322)

accostamenti. uno spriz al bitter, grazie. con l'oliva. no, niente ghiaccio.

 

 

piero risoluti
i vinti che avevano ragione
armando editore, 22 euro
I-vinti-che-avevano-ragione-3261769 
personaggi e popoli hanno fatto registrare, nella storia, successi e sconfitte. ma come il successo non è sempre stato dalla parte della ragione, così non sempre la sconfitta è stata dalla parte del torto. il libro racconta le vicende di vinti, grandi e meno grandi, che avevano ragione.

note personali. piero risoluti è uno dei pochi scienziati che riescano a essere davvero amabili. lavorava nel nucleare all'enea, ha lavorato all'agenzia atomica di vienna, ora è alla sogin: se dovesse avere un soprannome, lo chiamerei "uomini e isotòpi". nel libro, risoluti mi commuove quando parla della figura luminosa dell'imperatore giuliano ("l'apostata", s'invelenirono i cristiani di allora) e di kerenskij. un libro per quelli che stanno dalla parte di ettore e non di achille.

la frase rivelatrice. "rivediamola, allora, la breve e sfortunata parabola rivoluzionaria di alexander kerenskij" (da pag. 95)

accostamenti. la lettura si accosta benissimo con un marsala pellegrino.

 

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13 settembre 2011 - 20:14

nucleare. dopo marcoule: i commenti di politici ed ecologisti. prestigiacomo, wwf, il profluvio pd e altri.

dopo l'incidente all'impianto nucleare francese di marcoule, raccolgo qui una scelta accurata di alcuni dei commenti più interessanti.

stefania prestigiacomo, ministro dell'ambiente

le conseguenze dell’incidente nel sito nucleare francese di marcoule sono costantemente monitorate dal ministero dell’ambiente attraverso l’ispra e la rete delle agenzie regionali dell’ambiente oltre che dalla protezione civile. le notizie che giungono dalla francia relativamente ad eventuali contaminazioni radioattive sono al momento confortanti ma vengono costantemente verificate con le rilevazioni effettuate nel nostro paese e con particolare riferimento alle regioni del nord-ovest, più vicine alla centrale.
quanto accaduto oggi a pochi chilometri dai nostri confini conferma la forte esigenza che l’italia renda operativa e autorevole l’agenzia per la sicurezza nucleare, soggetto forte, capace di interlocuzione costante con le agenzie europee, dotata di competenze e professionalità adeguate e collegata alla rete di rilevamento nazionale.
il nucleare è una realtà in tutto il mondo occidentale e l’italia deve essere in grado, pur non avendo centrali sul proprio territorio, di sedere ai tavoli internazionali i cui si prendono le decisioni su questo delicato settore. l’agenzia è la riposta all’esigenza di sicurezza di tutti i cittadini.

giuseppe vatinno, responsabile energia e ambiente di alleanza per l'italia

pur nella preoccupazione per l'esplosione al sito nucleare francese in linguadoca, non possiamo non rilevare che purtroppo avevamo ragione noi quando, come api, affermavamo la pericolosità della tecnologia nucleare, anche nel riciclo dell'uranio.
questo sito, inoltre, è abbastanza vicino a torino e ripropone il problema della sicurezza transnazionale del nucleare.il governo dovrebbe proporre una moratoria europea per garantire la sicurezza del territorio italiano.

vincenzo pepe, fareambiente

è assurdo che legambiente e le forze politiche del centrosinistra continuino a fare terrorismo mediatico ogni volta che è coinvolto l'atomo.
creare tanto allarme per un incidente di lavoro legato a una centrale nucleare senza peraltro coinvolgere direttamente i reattori atomici e tacere puntualmente sui danni provocati dagli idrocarburi, è frutto di incoscienza o malafede. ottomila morti l'anno secondo l'oms ma nessuno sembra preoccuparsene. addirittura legambiente si spinge a proporre un referendum per abolire il nucleare in tutta europa senza tener conto che più di un terzo dell'energia che consumiamo proviene dall'atomo.
inseguendo improbabili fonti rinnovabili, utili ma non ancora sufficienti a coprire il fabbisogno energetico, fingono di non sapere che così facendo spianano la strada a un uso indiscriminato di combustibili fossili.
infine questo incidente dimostra come la sicurezza nucleare non è legata alla presenza o meno sul territorio italiano di impianti nucleari.

angelo bonelli, presidente dei verdi

siamo molto preoccupati per l'esplosione nel sito nucleare francese di marcoule, vicino nimes. l'incidente in territorio transalpino dimostra che noi verdi avevamo ragione e che avevano ragione gli oltre 27 milioni di italiani che hanno detto 'no' con il referendum al ritorno del nucleare in italia.
il nucleare è un'energia insicura e pericolosa che mette a rischio la salute ed il futuro delle popolazioni che vivono intorno alle centrali: è necessario avviare una battaglia per bandire il nucleare dall'europa con un grande referendum europeo.
adesso ci aspettiamo che siano resi pubblici i dettagli di quanto è accaduto perché dalle informazioni in nostro possesso nel sito di marcoule è presente, oltre a tre reattori gas-grafite simili a quello di latina, un reattore autofertilizzante phoenix da cui si ricava il plutonio per le bombe nucleari che ha avuto in passato diversi incidenti e dove è presente sodio radioattivo infiammabile a contatto con l’aria. l'area dell'incidente dista meno di duecento chilometri dai confini italiani e circa cento dal mediterraneo: chiediamo all'ispra di attivare immediatamente la rete di monitoraggio dei livelli di radioattività sul territorio italiano a tutela e garanzia della salute dei cittadini italiani".

il profluvio pd/1 - stella bianchi, resaponsabile ambiente

l’incidente dimostra una volta di più che la bocciatura del nucleare, che il governo voleva riportare in italia, è stata lungimirante. la produzione di energia nucleare ha in sé dei rischi per la salute e per l’ambiente che non sono eliminabili.
ci auguriamo che questo ennesimo episodio possa smuovere i paesi che ancora utilizzano centrali atomiche per il loro fabbisogno a seguire l’esempio della germania e spegnere progressivamente i loro reattori.
la vera strada del futuro è data dall’efficienza energetica e dallo sviluppo delle fonti rinnovabili e su questo è centrata la proposta del partito democratico.

il profluvio pd/2 - sergio gentili, coordinatore forum ambiente

l’incendio avvenuto in francia all'interno di un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi con una vittima accertata e diversi feriti, è doloroso ed allarmante. il governo italiano deve chiedere alle autorità francesi precise informazioni circa le cause dell’esplosioni, i danni reali provocati, se ci sono state fuoriuscite di radiazioni e che rischi si corrono ancora. nessuna sottovalutazione e opacità dell’informazione è ammissibile.
quello che serve è una iniziativa italiana in europa per costruire le concrete condizioni per superare definitivamente il nucleare in europa e per realizzare un nuovo modello energetico meno inquinante e più sicuro. sono oramai nazioni intere come la germania e la svizzera (oltre il giappone) che hanno fatto la scelta di superare le produzioni energetiche dal nucleare, e diverse forze sociali, culturali e politiche europee si sono orientate a sostegno di modelli energetici sostenibili e sicuri. anche il popolo italiano, responsabilmente, con il voto referendario si è pronunciato in maniera imponente per un modello profondamente innovato, sicuro e caratterizzato da una significativa quota di efficienza energetica e di fonti rinnovabili. il governo ha il dovere di rispettare e attuare con provvedimenti e iniziative la volontà popolare, dovere che non sta affatto rispettando”.

il profluvio pd/3 - alessandro bratti, capogruppo pd della commissione bicamerale sui rifiuti

chiederemo subito in commissione che il governo riferisca sulla gravità e i potenziali rischi che corre il nostro paese a seguito dell’incidente verificatosi nell’impianto nucleare di marcoule in francia. è necessario tenere la guardia alta e capire come si intende agire visto che le responsabilità sono attualmente in capo a tre diversi enti: la protezione civile, l’ispra e l’agenzia per la sicurezza nucleare della quale ancora non si conosce il futuro dopo le dimissioni di veronesi.
bisogna fare immediatamente chiarezza e verificare che gli impianti e gli eventuali depositi situati in italia siano in condizione di sicurezza. sarà questo il tema di cui si occuperà proprio la prossima settimana la bicamerale che si occupa di rifiuti, anche di quelli radioattivi.

il profluvio pd/4 - fabrizio vigni, presidente nazionale ecodem

dalla francia arriva purtroppo un'altra drammatica conferma dei rischi connessi al nucleare. c'è da sperare che le conseguenze siano il più limitate possibile, in ogni caso è necessario che le autorità italiane attivino subito i controlli e le misure necessarie sui territori più vicini all'area dell'incidente.
dopo fukushima, siamo di fronte ad un altro incidente che conferma quanto giusta sia stata la scelta del popolo italiano, con il referendum, di bloccare lo sgangherato e costosissimo piano nucleare del governo. più che mai occorre ora definire rapidamente un nuovo piano energetico nazionale che, puntando anzitutto su efficienza energetica e nucleare, possa rappresentare anche una importante leva di innovazione e di crescita per l'economia italiana.

sergio ulgiati, comitato scientifico del wwf

l’impianto nucleare di marcoule in francia è usato per riciclare l’uranio e il plutonio contenuti nelle bombe nucleari e nelle barre di combustibile esaurite e farne mox (mixed oxide fuel), combustibile usato in impianti nucleari.
il mox contiene plutonio e uranio di varia origine (riciclato, impoverito o naturale). siccome la sua produzione richiede una serie di fasi molto delicate di separazione del plutonio e dell'uranio dal combustibile esaurito o dagli ordigni nucleari smantellati, il rischio di tale lavorazione è evidente, e così pure la possibilità di fuoriuscita di materiale altamente contaminato in atmosfera. resta pertanto il timore che l’incidente possa aver coinvolto anche scorie di elevata attività e per questa ragione sono necessarie informazioni chiare e dettagliate.

mariagrazia midulla, responsabile policy clima ed energia del wwf

questo incidente mostra come ogni singola fase del ciclo nucleare rappresenti una potenziale fonte di pericolo. il wwf italia, ricordando il no all’atomo espresso dal nostro paese con il referendum di giugno, ritiene che l'unica strategia possibile in termini di sicurezza sia l’abbandono del nucleare in tutta europa, lo spegnimento dei reattori ancora attivi e una attenta strategia per la gestione della triste eredità di scorie e siti contaminati lasciataci dall'energia nucleare. in assenza di informazioni più precise, e ben ricordando la reticenza delle agenzie preposte alla sicurezza nucleare ogni qual volta si parli di incidenti in impianti nucleari, il wwf italia ritiene che il problema dell’incidente nell’impianto francese riguardi l’unione europea tutta e chiede che come tale vada gestito, soprattutto dopo gli impegni che in sede europea erano stati assunti per garantire la sicurezza delle centrali dell’unione. il wwf italia, tenuto conto della ridotta distanza che separa l’italia dal luogo dell’esplosione, chiede anche che il governo italiano si attivi al più presto per ottenere dati completi e trasparenti sulla reale natura dell’incidente e della sua entità.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, nucleare

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12 settembre 2011 - 15:09

energia. ambiente. ecco che cosa è esploso nell'impianto nucleare in francia. rischi modesti.

per ora le autorità francesi escludono che ci possano essere fughe radioattive in seguito
all'incidente avvenuto stamane nell'impianto di trattamento delle scorie nucleari di marcoule, a codolet, nel sud della francia, in linguadoca-rossiglione non lontano da avignone.

è esplosa una fornace dell'impianto. una persona è morta e altre quattro sono ferite (una in modo grave).

i pompieri e la police hanno stabilito un perimetro di sicurezza in via cautelativa.
 
l'incidente è avvenuto nell'impianto centraco della società socodei, filiale dell'edf.

l'impianto produce combustibile mox, che ricicla il plutonio.

il sito web del sole 24 ore è ricchissimo di dati e aggiornamenti.

più tardi alcuni dettagli.

 

 

 

aggiornamento delle 15,26

è esploso un forno di incenerimento usato per bruciare i rifiuti marginali (guanti, tute, stracci, carta e così via) che si producono nell'attività delle centrali atomiche e che non possono essere considerati rifiuti normali.

il forno, in alternativa, compattava fondendoli i materiali metallici delle centrali, come i tubi o i compressori rotti d'acciaio o i fusti vuoti.

qui alcuni dei miei articoli dei mesi scorsi correlati al tema

nucleare. la catastrofe sfiorata. quando nel ‘69 si fuse un reattore svizzero. a 150 chilometri dal confine.

 

fukushima ha superato cernobyl. referendum: tre immagini molto provocatorie. calcola il quorum

 

paure italiane. dopo i comuni denuclearizzati, arriva il comune develoxizzato. con foto.

 

cernòbyl 25 anni fa. l'apocalisse di giovanni e la stella assenzio. 5 pallottole modello 91

 

fukushima mon amour. impressive. la mappa filmata delle 2.053 bombe atomiche già esplose nel mondo.

 

dentro cernobyl. esclusivo. ecco il nuovo filmino nella sala controllo dell'esplosione.

 

dentro cernobyl. esclusivo. ho girato questo filmino della sala controllo. è il primo da allora.

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8 settembre 2011 - 10:22

animalìe. i cinghiali al cesio di fukushima, i bramiti dei cervi sardi in amore, la gara di zucche.

i cinghiali radioattivi

alla faccia di obelix, il divoratore gallico di cinghiali.
dopo le centinaia di casi di bovini, anche i cinghiali nelle prefetture di fukushima e miyagi presentano livelli di radioattività al cesio superiori ai limiti di legge.

secondo quanto riferisce la stampa giapponese, 12 cinghiali abbattuti a fukushima (provincia che ospita l'omonima centrale nucleare di Dai Ichi) hanno presentato concentrazioni comprese tra i 563 e i 3.221 becquerel per chilo, contro il tetto massimo fissato a quota 500.
a miyagi, invece, l'unico cinghiale esaminato ha segnato valori di 2.200 becquerel.

le amministrazioni locali hanno disposto il rafforzamento delle analisi, peraltro già sollecitate dal ministero della sanità, mentre sale l'allerta sulle conseguenze per la catena alimentare della radioattività sprigionata dall'impianto nucleare di fukushima danneggiato dal terremoto e dal maremoto dell'11 marzo.
sono in corso i controlli anche sul nuovo raccolto di riso, alimento fondamentale della dieta giapponese.

i cinghiali cacciati ogni anno nelle due prefetture variano tra i 2mila e i 3mila, quasi 6mila nel complesso delle due province, e sono alla base di uno delle specialità più apprezzate della cucina giapponese: il sukiyaki alla nabemono, cioè in pentola con verdure.

 

sardegna: bramare e bramire

dall'arcipelago giapponese alla sardegna. appuntamento al tramonto nell’oasi di monte arcosu in sardegna per partecipare al monitoraggio del cervo sardo. la domenica 18 ci sarà la festa di fine censimento e un incontro pubblico sul cervo sardo e il futuro dell’oasi wwf.

passeggiare al tramonto lungo i sentieri della più grande riserva naturale del wwf italia, l’oasi di monte arcosu in sardegna - oltre 3.600 ettari di boschi–  per “catturare” i bramiti del cervo sardo in amore e partecipare così, dal 10 al 17 settembre, al censimento 2011 di uno degli animali simbolo dell’isola: è l’invito che il wwf rivolge ai cittadini sardi e agli amanti della biodiversità di tutta italia per godersi un ultimo scampolo d’estate a contatto con la natura e, allo stesso tempo, contribuire a tenere vivo l’impegno degli attivisti nell’anno internazionale delle foreste.

il censimento del cervo sardo viene effettuato con la metodologia del “bramito”, ovvero tramite l’ascolto del verso dei maschi adulti in amore da punti di osservazione selezionati.
viene calcolato il numero di maschi bramenti nel periodo di maggiore attività, ovvero a settembre, e da questo dato è poi possibile stimare la popolazione di cervi nell’area monitorata, che in media è presente in un rapporto di quattro femmine giovani per ogni maschio bramente.

minacciato d’estinzione soprattutto a causa della caccia, del bracconaggio  e della frammentazione del proprio habitat, il cervo sardo negli anni ‘70 era vicino all’estinzione. nel 1985 il wwf, con l’acquisto di monte arcosu grazie a una grande mobilitazione popolare, ne ha salvato uno dei nuclei vitali, pari a circa 80 esemplari.
nel 1989, secondo il primo censimento wwf, erano saliti a 200 esemplari.
secondo l’indagine del 2010, realizzata con il prezioso contributo di 100 volontari, il numero di cervi sardi nell’oasi era pari a 845 esemplari, per una densità media di circa 22 cervi per chilometro quadrato. se si tiene conto anche dell’area confinante - che trae vantaggio proprio dalla presenza dell’oasi - oggetto anch’essa del censimento, la popolazione stimata sale a 1.365 esemplari.
la tutela dell’area e la lotta al bracconaggio ha consentito la salvaguardia della sottospecie fino ad ottenerne una crescita graduale nel comprensorio e in altre aree della sardegna, e il suo ritorno in corsica dove si era estinto negli anni ‘70.

anche quest’anno viene rinnovato l’appuntamento per il monitoraggio della specie: dal 10 al 17 settembre, ogni giorno, al tramonto, dalle 19 alle 21, i gruppi di volontari guidati da esperti, tutti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, potranno esplorare le meraviglie dell’oasi inseguendo, con l’orecchio teso verso i boschi, il richiamo degli esemplari maschi per l’imminente stagione di accoppiamento.

il 18 settembre, a conclusione del monitoraggio, si terrà un incontro pubblico durante il quale una delegazione del wwf italia farà il punto sul progetto cervo sardo, sul contributo dell’oasi di monte arcosu per la salvaguardia di uno degli animali simbolo della sardegna, e sul ruolo futuro dell’oasi.

“il cervo sardo è uno dei simboli più significativi del successo dell’attività di conservazione del wwf – afferma fulco pratesi, presidente onorario del wwf italia. -  in 25 anni di attività sul territorio, a partire dall’istituzione dell’oasi di monte arcosu nel 1986 fino al primo censimento del 1989 rinnovato poi ogni anno con la partecipazione diretta dei cittadini al fianco degli attivisti del wwf, abbiamo realizzato quanto necessario per salvare questo splendido animale e il suo fondamentale ecosistema. anche quest’anno invitiamo i cittadini a prendere parte alla nuova edizione del censimento e ad essere così spettatori dei suggestivi richiami d’amore del cervo sardo e del suo incantevole habitat”. 

non bisogna infatti abbassare la guardia. la minaccia del bracconaggio diretto o indiretto è ancora ben viva e proprio di recente si sono verificati più casi nei pressi dei confini dell’oasi.

chi volesse partecipare deve compilare la scheda di adesione (se è già all'oasi di monte arcosu) oppure può rispondere al questionario all'indirizzo http://beta.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=28908&content=1

 

i cani milanesi

dalla sardegna a milano. e si parla di animali randagi.
domani venerdì 9 settembre il presidente della provincia di milano, guido podestà, presenterà lo spot televisivo mirato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di combattere il fenomeno del randagismo attraverso la sterilizzazione di cani e gatti.
lo spot, realizzato da on production, verrà messo in onda a partire dall’11 settembre su tutte le reti mediaset e avrà come testimonial rita dalla chiesa.
l’iniziativa, patrocinata a costo zero dall’ente, è promossa da mediafriends in collaborazione con il ministero della salute, la federazione nazionale ordini veterinari italiani (fnovi) e le associazioni animaliste chiliamacisegua, noi animali onlus, arca e il rifugio del micio di vigevano.

 

zucche piene

dal regno animale a quello vegetale. cioè l’11 settembre delle mega zucche: sul lago d’iseo i giganti da 600 chili.

la sfida, valida per il titolo italiano di questa specialità, si terrà a sale marasino (brescia) sul lago d’iseo, nell’ambito della fiera “sale in zucca” che inizia il giorno prima e che vede protagonisti tutti i prodotti (olio, fiori, frutta, verdura, latte, formaggi, marmellate e vino) grazie al mercato contadino di campagna amica.

la competizione delle zucche giganti – spiega la coldiretti lombardia – è nata 28 anni fa grazie al club maspiano con i semi di un esemplare arrivato dalla toscana e che pesava 47 chili, mentre la settimana prossima si attendono dei “mostri” fra i 500 e i 600 chili.
dal 1983 a oggi il peso è sempre aumentato: 33 chili, poi 69, quindi 154, negli anni novanta si sfondarono i 200 per arrivare nel 2001 a 300 chili.
nel 2010 vinse una zucca di 504 chili e quest’anno si attende un gigante di oltre 600. “anche se non lo sai fino all’ultimo perché nessuno ti dice cosa porta e quanto pesa”, spiega sergio moretti, 46 anni, muratore, figlio di agricoltori e socio del club maspiano.
domenica 11 settembre ci saranno circa 50 concorrenti dalla lombardia, dal veneto, dall’emilia, dall’umbria e dal piemonte.
i “giganti”, trasportati grazie a camion e imbracature, verranno sistemati sul piazzale del comune: la pesatura inizierà verso le 14 e si concluderà entro le 18 con la proclamazione del vincitore.
le prime quattro zucche verranno poi sezionate e i semi venduti per la competizione del 2012. “ma anche con quei semi non è detto che si possa avere lo stesso risultato”, spiega moretti, che partecipa da anni e che ha vinto diverse volte.

i segreti per tentare di avere una mega zucca sono: un terreno non argilloso ben lavorato, almeno 70 metri quadrati di spazio, protezioni antigrandine, irrigazioni frequenti e l’eliminazione delle foglie in eccesso.

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12 luglio 2011 - 18:15

energia. su "elementi" il dibattito tra nucleare e rinnovabili. paolo romani e gli incentivi solari.

“se non fossimo intervenuti sul precedente sistema d’incentivi, si sarebbe creata una bolla speculativa di enorme portata, con ricadute sul sistema produttivo. il nuovo decreto fornisce al settore una prospettiva di lungo termine, un quadro di regole e un volume di risorse che consentirà una crescita graduale fino a tutto il 2016, indicato dagli esperti come il periodo nel quale potrà essere raggiunta l’equivalenza del costo dell’elettricità fotovoltaica con quella acquistata dal sistema elettrico”.
così paolo romani, ministro dello sviluppo economico, in un’intervista rilasciata all’ultimo numero della rivista elementi, periodico del gestore dei servizi energetici, visibile sul sito www.gse.it.
“abbiamo orientato gli investimenti verso le tecnologie più avanzate cercando di incentivare la filiera produttiva italiana”. ha proseguito romani. “questo approccio ha portato a una adeguata e graduale riduzione degli incentivi, in linea con il calo dei costi tecnologici in parte già registrato e atteso nei prossimi anni”.
parlando di fonti rinnovabili, paolo romani si è soffermato sulle potenzialità della geotermia, affermando che: “recenti studi attribuiscono alla geotermia un ampio potenziale non ancora sfruttato, accessibile con nuove tecniche di ricerca, esplorazione e asportazione del calore. noi ci siamo mossi in anticipo, stanziando risorse ad hoc nell’ambito del programma operativo fonti rinnovabili e risparmio energetico per fare un’analisi del potenziale del nostro territorio e per studi di fattibilità di nuovi impianti. in più, con il decreto legislativo 28 del 2011, abbiamo avviato la sperimentazione di impianti pilota a emissioni nulle. anche le applicazioni della geotermia più tradizionali, siano esse finalizzate alla produzione di energia elettrica o allo sfruttamento del calore, trovano adeguata incentivazione nell’ambito degli strumenti esistenti”.
quanto al mix energetico da utilizzare, ora che si è deciso lo stop al nucleare, romani ha precisato: “nel prossimo autunno avvieremo il percorso di analisi e di confronto per la definizione di una strategia energetica nazionale. lo scopo è individuare quale mix e quali infrastrutture possano rendere il sistema energetico nazionale più sicuro e competitivo. la nostra politica è già orientata a rafforzare la sicurezza delle forniture, la diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento, l’efficienza di trasformazione, trasporto e uso dell’energia, e punta a uno sviluppo efficiente delle energie rinnovabili”.
romani si è poi soffermato sull’attività dell'autorità per l’energia elettrica e il gas, sostenendo che da questa si aspetta “che faccia la regolazione tariffaria dei mercati e dell’accesso alle infrastrutture e che stimoli comportamenti efficienti degli operatori, in coerenza con le scelte di politica energetica che competono a parlamento e governo. e che renda comprensibile la bolletta elettrica”.
carlo rubbia e antonino zichichi, rispettivamente premio nobel per la fisica e presidente dell’associazione mondiale degli scienziati nonché fondatore del centro ettore majorana di cultura scientifica, si sono confrontati sulla situazione energetica italiana, in particolare dopo lo stop all’utilizzo del nucleare.
“in italia”, ha detto rubbia, “esistono due alternative al nucleare perfettamente accettabili: il gas naturale - con cui costruire centrali in tempi rapidi a costi relativamente modesti - e il geotermico di cui esistono notevoli risorse poco o mal utilizzate nel nostro paese. queste tecnologie sono in grado di rispondere all’aumento della domanda elettrica. nel lungo temine, se si vuole davvero percorrere la strada del nucleare, c’è spazio e tempo per innovare. nuove centrali più sicure e più efficaci, come quelle alimentate al torio, sarebbero una soluzione migliore. vorrei tuttavia ricordare che il potenziale solare e geotermico del nostro paese, se opportunamente sfruttato, potrebbe contribuire in modo considerevole ad aumentare la nostra indipendenza energetica. mi riferisco al solare a concentrazione che permette di accumulare energia rendendola disponibile anche quando il sole non brilla”.
quanto al futuro energetico, rubbia ritiene necessario “un insieme di risorse, basate su diverse tecnologie, sulle quali le rinnovabili stanno aumentando il contributo con una finestra sempre più ampia. questo insieme deve essere basato su tecnologie rispettose dell’ambiente e per ciò è fondamentale il ruolo della ricerca e dell’innovazione”.
su posizioni diverse invece zichichi, secondo il quale “non ha senso abbandonare la tecnologia nucleare: cinque miliardi e mezzo di abitanti della terra chiederanno, in un futuro non troppo lontano, la stessa quantità di energia-pro-capite che ha il miliardo di privilegiati dei paesi industrializzati. l’unica sorgente d’energia che possa soddisfare queste richieste è il nucleare, che – non dimentichiamolo – permette di avere la stessa quantità di energia distruggendo un milione di volte meno materia. se “bruciamo” un chilo di materiale fissile (uranio, plutonio, ecc.) otteniamo la stessa quantità di energia che vien fuori “bruciando” un milione di chili di materiale combustibile classico (petrolio, carbone, ecc.)”.
quanto alle fonti rinnovabili, zichichi è del parere che queste “sono un complemento prezioso per la vita di tutti i giorni. ma non è pensabile che possano riuscire ad avere un ruolo alternativo al nucleare. il nucleare ha, oggi nei reattori a fissione (uranio, plutonio, ecc.), domani nei reattori a fusione (deuterio), l’unica sorgente d’energia che permetterà ai nostri posteri di superare il problema del fabbisogno energetico”.
rubbia e zichichi concordano invece nell’affermare che un’eventuale utilizzo del nucleare non può prescindere da un controllo diretto e responsabile dello stato.
luciano maiani, presidente del cnr, sottolinea l’importanza della ricerca nell’individuare soluzioni capaci di migliorare l’utilizzo delle fonti di energia. e afferma che “il consiglio nazionale delle ricerche (cnr) è in prima linea in molti progetti, italiani e internazionali, all’insegna della diversificazione. guardando al lungo periodo, partecipiamo al consorzio per la costruzione di iter, il primo reattore a fusione deuterio-trizio, che si sta realizzando nel sud della francia, in una collaborazione che coinvolge i principali paesi industrializzati. non abbandoniamo però la ricerca per le soluzioni a breve e medio termine, che parte dall’uso dei tradizionali combustibili fossili, attraverso la progettazione e caratterizzazione di tecnologie, superfici e materiali avanzati, anche per impieghi in condizioni estreme e per l’abbattimento di inquinanti gassosi e particellari. legato a quest’attività, è anche lo studio di nuove soluzioni per la mobilità urbana e lo sviluppo di processi di produzione di combustibili sintetici da fonti rinnovabili. risparmio energetico e produzione diffusa da fonti rinnovabili sono un altro aspetto della sfida”.
vincenzo boccia, presidente della piccola industria di confindustria, afferma che “l’italia ha una forte vocazione manifatturiera e per questa ragione la programmazione delle scelte energetiche ha un consistente impatto sulla competitività del tessuto industriale, soprattutto nel settore delle pmi. e’ quindi opportuno prevedere un disegno complessivo che fornisca una strategia di lungo termine per quanto riguarda la dipendenza energetica del paese, identificando quali strade si intendano percorrere. e, al tempo stesso, definisca le scelte tecnologiche da fare in materia di sostenibilità a partire da una mappatura delle eccellenze presenti in italia, anche nel mondo delle piccole e medie imprese, dove molteplici sono i casi che possono trasformare la lotta ai gas climalteranti da vincolo in opportunità di crescita”.
nando pasquali, ad del gse, in un articolo sullo sviluppo del sistema energetico, sostiene che questo “non può che passare attraverso una rete di infrastrutture, siano esse linee ad alta tensione, gasdotti intercontinentali, rigassificatori o siti di stoccaggio, che consenta all’italia di predisporre un proprio piano di crescita, all’insegna dell’indipendenza, della flessibilità e della sostenibilità”.
gian maria fara, presidente dell’eurispes, si sofferma sulla criticità rappresentata dalla dipendenza energetica dell’italia, e sottolinea che questa è purtroppo schiacciante. “non si tratta di ridurre la dipendenza da una o più fonti”, pensa fara, “ma occorre affrontare la questione della dipendenza stessa”. quanto alle fonti rinnovabili, per fara sono importanti a tal punto che: “i paesi che non investono oggi in questo settore, saranno a breve tagliati fuori dal mercato dei produttori e relegati a un ruolo marginale e di dipendenza. uno sviluppo legato solo alla dimensione quantitativa che non produce, insieme, anche progresso e miglioramento della qualità della vita è ormai vissuto con sospetto dai cittadini, sempre più diffidenti nei confronti della concentrazione degli interessi e della ricchezza”.
secondo davide tabarelli, presidente di nomisma energia, l’italia dovrebbe poter puntare con più efficacia, oltre che sulle fonti rinnovabili, anche sull’uso termico delle stesse. “siamo, sostiene, molto in ritardo proprio negli usi termici delle fonti rinnovabili, mentre sta rapidamente crescendo, finora a caro costo, la quota di generazione elettrica. da un punto di vista economico, infatti, nella maggior parte dei casi il costo di produzione di un kwh termico è inferiore di circa un terzo di quello necessario per produrre un kwh elettrico. e’ evidente l’importanza di operare per promuovere la diffusione delle tecnologie per le rinnovabili termiche rivedendo, come ha fatto il ministro romani, un sistema d’incentivazione che non sembra rispondere a questa esigenza. sulle priorità del nostro sistema energetico, tabarelli è del parere cha “abbiamo necessità di nuove infrastrutture del gas, soprattutto rigassificatori. le motivazioni degli ultimi incrementi sul costo del gas vanno cercate nella mancanza di infrastrutture nel mercato. in italia mancano le attrezzature. se si fossero effettuati più investimenti nel mercato energetico, e nello specifico in quello del gas, oggi avremmo potuto accumulare gas metano a costi molto più bassi. il settore del gas ha bisogno d’interventi rapidi per raggiungere prezzi competitivi”.
completano il numero 23 di elementi: l’editoriale di emilio cremona, sull’importanza economica e sociale della “rivoluzione verde”, un’intervista ad andrea clavarino, presidente di assocarboni, il quale ritiene il carbone “sicuro, disponibile e sostenibile dal punto di vista ambientale: il carbone si candida come alternativa principale al nucleare, ormai in crisi”. quanto allo shale gas, clavarino pensa non sia un concorrente temibile. e per la ccs, commercializzabile solo nel 2020, dice: “ci vogliono incentivi come quelli per le rinnovabili”.
poi un’intervista a giuseppe nucci, ad di sogin, il quale si è soffermato sull’attività di decommissioning della sua società, sostenendo che: “la nuova disposizione approvata a maggio dal parlamento che ha fermato il nuovo nucleare, conferma le attività di decommissioning e di realizzazione del deposito nazionale, che sogin intende rafforzare. l’italia deve poter gestire in modo ottimale questo tipo di materiali, compresi quelli derivanti dalle attività mediche e di ricerca. il deposito è un diritto degli italiani. oggi i rifiuti della passata stagione nucleare sono mantenuti nella massima sicurezza da sogin in depositi provvisori. la realizzazione del deposito nazionale permetterà di ottimizzare le attività di decommissioning, anche in termini di tempi e costi, riducendo la necessità di immagazzinamento provvisorio sui siti e garantendo la massima sicurezza per cittadini e ambiente nella gestione di tutti i rifiuti radioattivi, anche di quelli che oggi non sono gestiti da sogin”.
un colloquio con alberto pototchnig, direttore dell’acer, sul futuro energetico europeo, un intervento di gianni silvestrini, direttore scientifico di kyoto club, sugli adempimenti necessari per il settore delle rinnovabili e sull’efficienza energetica, un’intervista a giorgio guerrini, presidente di confartigianato, sulla possibilità di estendere il ruolo dell’acquirente unico anche al settore del gas, un incontro con luigi mazzocchi, direttore del dipartimento sistemi di generazione di rse, sul mercato italiano del fotovoltaico, “il punto” di jacopo giliberto (cioè me medesimo), un faccia a faccia con luisa todini, presidente della todini, sul mondo del lavoro, una conversazione sui temi dell’uomo, della società e della cultura con massimo cacciari, filosofo.

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Categorie: ecologia e ambiente, energia, fonti rinnovabili, infrastrutture, nucleare, reti energia, Scienza

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