ebbene, quello che ti racconterò qui sotto, è tutto falso. non credere a nemmeno una riga.
la settimana scorsa al pre-consiglio dei ministri i tecnici del ministero tremontiano dell'economia e delle finanze presentano l'emendamento taglia-incentivi.
giovedì, al consiglio dei ministri, i due commi (10 e 11) dell'articolo 35 della manovra sono presentati ufficialmente da roberto calderoli, lega nord, ministro della semplificazione.
il consiglio dei ministri - e soprattutto l'opposizione di paolo romani, pdl, ministro dello sviluppo economico - boccia il taglia-incentivi. e il testo della manovra esce da palazzo chigi senza il taglio degli incentivi.
tra sabato e oggi (lunedì), il testo definitivo esce dal ministero tremontiano dell'economia e delle finanze per andare dal presidente della repubblica per la firma finale.
ma dal ministero di tremonti il testo della manovra esce completo dei due passi taglia-incentivi che il governo aveva cancellato.
il testo arriva a palazzo chigi, che formalmente deve girarlo al presidente della repubblica, giorgio napolitano.
e paolo romani scopre che il testo che sta per arrivare al presidente della repubblica è diverso da quello originale. il documento farlocco viene sostituito con quello buono.
questa descrizione che ho appena fatto è falsa e bugiarla.
a quanto mi risulta da più fonti diverse, il ministro della semplificazione roberto calderoli avrebbe ripresentato la norma taglia-incentivi su luce e gas.
giovedì scorso il testo, dopo la discussione in pre-consiglio, era stato proposto al consiglio dei ministri ed era stato bloccato dal ministro dello sviluppo economico, paolo romani.
ora il testo tornerebbe all'attenzione, sotto forma di aggiunta all'articolo 35 della manovra.
il testo di giovedì scorso era:
10. allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.
11. in attuazione del comma 10, con decreto del ministero dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’autorità del gas e dell'energia elettrica entro 90 giorni, è rideterminata l’entità degli incentivi, benefici e agevolazioni.
(chi copia, linki la fonte)
difficilmente calderoli ha lasciato uguale il testo, perché la versione di giovedì avrebbe prodotto effetti preoccupanti:
- riduzione del 3% delle bollette dei luce e gas, con finalità di ridare alla lega nord il consenso della base delle piccolissime imprese e dei consumatori domestici dell'alta italia
- modestissimo effetto di immagine perché il 3% non si sente nelle bollette, e basta uno scherzo delle quotazioni del petrolio per rendere invisibile ogni beneficio
- riduzione del 30% degli incentivi alle fonti rinnovabili di energia, con arrabbiatura delle migliaia di famiglie che hanno messo i pannelli solari sul tetto (soprattutto in lombardia e veneto)
- riduzione del bonus sociale che assegna uno sconto sulle bollette delle famiglie povere
- riduzione degli incentivi cip6 a raffinerie con gassificazione, centrali turbogas ciclo combinato, inceneritori con ricupero di energia
- riduzione dei sussidi alle fs (la corrente dei treni), all'industria dell'alluminio primario (come alcoa), all'acciaieria thyssenkrupp di terni
- riduzione dei fondi per gli oneri nucleari (sogin) e altre voci.
ecco il testo dell'articolo 35 della manovra finanziaria, nell'ultima versione disponibile. come si vede, il progetto di calderoli c'è ancora tutto. eppure il ministro dell'ambiente, stefania prestigiacomo, assicura che no, nel testo finale non c'è alcun taglio agli incentivi.
10. allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.
11. in attuazione del comma 10, con decreto del ministro dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’autorità per l’energia elettrica e il gas entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, è rideterminata l’entità degli incentivi, dei benefici e delle altre agevolazioni.
il kyoto club: "dilettanti allo sbaraglio"
per kyoto club il solo annuncio di misure di questo tipo, dopo che si era raggiunto un delicato equilibrio con il quarto conto energia per il fotovoltaico, è micidiale per il settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e per la credibilità del sistema italia a livello internazionale. peraltro le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi al 2020 sarebbero ben superiori a quelle delle quote latte. kyoto club apprende con incredulità che il testo della manovra economica del governo continua a riportare, negli ultimi due commi dell'articolo 35, la disposizione che prevede a partire dal 1° gennaio 2012 il taglio del 30% della componente della bolletta elettrica e del gas destinata a finanziare agevolazioni di vario tipo, incluse le fonti rinnovabili. il ministro della semplificazione normativa, roberto calderoli, che si è fatto strenuo promotore di questa proposta bomba, secondo kyoto club probabilmente non conosce la materia che sta maneggiando, né gli impegni vincolanti per il nostro paese al 2020. tanto meno sembra conoscere il tessuto imprenditoriale che sta dietro un comparto, quello delle rinnovabili e dell'efficienza energetica che come tutti i settori industriali ha bisogno di un quadro stabile per investire e creare reddito. un comparto, peraltro, molto ben radicato nelle regioni del nord italia, dove la lega dice di avere l’esatta percezione di quello che vuole l’opinione pubblica. un segnale però che dimostra lo scollamento di una parte della politica dalla realtà produttiva in un settore strategico per il futuro del paese così come dal quadro di riferimento europeo. per kyoto club, usare la mannaia per dirimere un ambito complesso, senza distinguere tra incentivi e agevolazioni di diversa natura e senza valutare gli impatti di un approccio che così come concepito è probabilmente incostituzionale, solleverà un vespaio e sarà sicuramente controproducente per un governo che ormai è in una continua fase di corto circuito, dove alcuni ministri scavalcano posizioni già acquisite e concordate in ambito collegiale, in un esercizio di totale improvvisazione. per gianni silvestrini, direttore scientifico di kyoto club e di qualenergia, “il solo annuncio di misure di questo tipo, dopo che si era raggiunto un delicato equilibrio con il quarto conto energia per il fotovoltaico, è micidiale per la credibilità del sistema italia a livello internazionale. peraltro le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obbiettivi al 2020 sarebbero ben superiori a quelle delle quote latte!”. gli effetti di questo provvedimento sarebbero marginali nelle tasche dei cittadini, ma avrebbero effetti dirompenti per il settore delle energie pulite con circa 100mila occupati diretti e indiretti e per quello dell'efficienza energetica che coinvolge un numero molto maggiore di addetti. e tutto questo, proprio mentre il governo dovrebbe lavorare ad un nuovo quadro regolatorio e incentivante per il settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica in vista degli obiettivi europei del 2020.
i verdi
"con l'ennesimo attacco alle rinnovabili il governo ha deciso di affossare l'economia e un settore che può rappresentare oltre 3 punti di pil". lo dichiara il presidente nazionale dei verdi angelo bonelli che aggiunge: "e' ormai evidente che questo governo non solo non ha una politica energetica ma che è nemico dell'innovazione e delle 'energie verdi' su cui tutti gli altri paesi europei stanno investendo con forza". "le rinnovabili non sono un lusso ma un investimento sul futuro. nei prossimi 10 anni gli investimenti le rinnovabili, l'efficenza ed il risparmio energetico potrebbero portare a 2,5 milioni di posti di lavoro - continua il leader ecologista -. posti di lavoro che con questo governo che va nella direzione opposta rispetto al resto d'europa, non ci saranno mai". "invece di toccare tasti fondamentali come la la riduzione della spesa militare (ci spieghino a cosa servono i 131 caccia f-35 che l'italia sia è impegnata ad acquistare per 15 miliardi di euro) che in italia ha raggiunto la cifra record di 600 euro pro-capite, continua l'accanimento nei confronti delle energie rinnovabili - conclude bonelli -. invece di accanirsi sulle fonti rinnovabili si riducano gli incentivi agli idrocarburi che - quelli sì - appesantiscono la bolletta".
asso energie future
"grazie alla lega e al ministro calderoli! con l'emendamento voluto alla manovra finanziaria hanno di fatto aumentato l'incentivo al fotovoltaico tagliato dal quarto conto energia, che prevedeva una diminuzione tra il 40 e il 45% sugli incentivi decisi nel 2010. invece, grazie all'impegno e alla passione della lega nord, il contributo viene rialzato del 10-15%". ad affermarlo, ironicamente, il presidente di asso energie future, massimo sapienza che nella nota spiega: "se quello che tutti hanno in mano ora è effettivamente il testo che sta andando alla firma del quirinale, dovremo festeggiare. evidentemente, il ministro leghista della semplificazione del programma calderoli ha semplificato troppo, e non si è accorto che nel frattempo, il governo di cui fa parte aveva già tagliato, e di parecchio, l'incentivo al fotovoltaico, nel maggio del 2011, rispetto al dicembre 2010. quindi, quello contenuto nel decreto, è di fatto un aumento delle tariffe". peccato, aggiunge sapienza, che "si tratti solo della solita incapacità dell'esecutivo e non di un ripensamento reale sulle disastrose politiche energetiche: nel chiuso delle sue stanze, questo governo non si rende conto di quello che succede nella società e nell'economia, e non prende nemmeno nota delle sue azioni e delle leggi che fa approvare". "il dramma ha sempre dei risvolti farseschi: questo è il caso. in realtà il governo, persa la partita nucleare, vuole spianare la strada al carbone. per farlo, ammazza definitivamente le rinnovabili: non solo il fotovoltaico ma soprattutto l'eolico e le biomasse con questo provvedimento", conclude il presidente di asso energia future, commentando il punto 10 dell'articolo 35 della manovra che recita:" allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010".
prestigiacomo: non reintrodotto taglio incentivi
“non mi risulta che nel testo della manovra inviato al quirinale sia stato reintrodotta la norma che prevede il taglio del 30% di incentivi e agevolazioni relative alle forniture di energia elettrica”. stefania prestigiacomo
vigni degli ecodem
“tagliare ulteriormente del 30 per cento gli incentivi alle rinnovabili è una follia”: con queste parole il presidente degli ecologisti democratici fabrizio vigni commenta il blitz che ha introdotto nel testo della manovra economica la norma sul taglio agli incentivi per le energie pulite. “quale mente perversa può aver pensato di colpire nuovamente le rinnovabili – prosegue fabrizio vigni – a pochi mesi dal già devastante decreto romani? come si fa a non vedere che le rinnovabili e l'efficienza energetica devono essere le priorità di un nuovo piano energetico per l'italia, tanto più ora che il nucleare è uscito di scena? non è neppure questione di destra o sinistra: qui siamo di fronte ad un governo che non comprende dove sta andando il mondo. bisogna fare di tutto per impedire questo ulteriore danno all'economia italiana. una volta di più - conclude il presidente ecodem – si conferma la necessità di girare al più presto pagina nel governo del paese”.
aggiornamento delle 17,50
anche il ministro paolo romani smentisce il fatto che nel testo definitivo della manovra economica ci sia il passo sul taglio agli incentivi, quello che era stato proposto al consiglio dei ministri di giovedì e che era stato bocciato.
quale il motivo di questa doppia versione?
ci sono più ipotesi.
un'ipotesi dice che per errore il consiglio dei ministri abbia mandato al quirinale una versione vecchia del testo. un'altra parla di errore dei commentatori e giornalisti, che si sono basati sul testo disponibili che però non era il più recente.
questa sarebbe la norma che è stata portata al preconsiglio dei ministri e aggiunta all’articolo 33.
il consiglio dei ministri comincia alle 15
10. allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.
11. in attuazione del comma 10, con decreto del ministero dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’autorità del gas e dell'energia elettrica entro 90 giorni, è rideterminata l’entità degli incentivi, benefici e agevolazioni.
(chi copia, linki la fonte. grazie)
aggiornamento delle ore 17.
questa misura, voluta dal ministro roberto calderoli, consentirebbe un taglio del 3% delle tariffe elettriche.
le voci interessate sono le tariffe cip6, il conto energia per il fotovoltaico, il decomissioning delle centrali nucleari e altro.
“siamo di fronte ad un governo di pazzi. non ci sono altre parole possibili, di fronte alla proposta di calderoli di inserire nella manovra un emendamento che colpirebbe a morte le energie rinnovabili. Ma questi qua hanno un'idea di dove sta andando il mondo o no? uscito di scena il nucleare, l'italia dovrebbe raddoppiare gli sforzi per le rinnovabili: e questi, invece, pensano bene di affondarle. vanno fermati, prima che per l'italia sia troppo tardi”: questo il commento di fabrizio vigni, presidente nazionale degli ecodem.
aggiornamento delle ore 18,15.
interviene anche l'assoelettrica, l'associazione dei produttori di corrente elettrica. ecco il loro comunicato imbufalito:
assolettrica esprime sconcerto e preoccupazione per l'ipotesi avanzata nella bozza della manovra presentata oggi in consiglio dei ministri, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, di procedere al taglio indiscriminato del 30 per cento degli incentivi a favore delle fonti rinnovabili. è di poche settimane fa la revisione del sistema di incentivi per il fotovoltaico: rimettere oggi in discussione una norma frutto di una mediazione faticosamente raggiunta vuol dire togliere ogni certezza agli investitori, colpendo un intero comparto industriale nazionale e danneggiando la credibilità del nostro paese di fronte agli investitori internazionali. assolettrica ribadisce che un quadro regolatorio stabile nel tempo è condizione indispensabile per favorire gli investimenti necessari a dotare l'italia delle infrastrutture energetche di cui ha assoluto bisogno e si augura che ci sia un ripensamento su una decisione che comporterebbe conseguenze drammatiche per l'intero sistema energetico nazionale.
aggiornamento delle 18,40.
ecco il commento di vittorio cogliati dezza, presidente della legambiente:
che la bozza della manovra entrata in consiglio dei ministri contenga anche un taglio del 30% di alcune voci che appesantiscono le bollette elettriche a partire dal 2012, potrebbe essere anche una bella notizia. Sarebbe ora, infatti, di eliminare i costi inutili in bolletta per le spese per il decommissioning delle centrali nucleari e del cip6 per le assimilate. certo, sarebbe invece assurdo andare a colpire il settore delle vere rinnovabili (come il fotovoltaico), visto anche lo scenario che per questo settore si è aperto dopo la recente consultazione popolare. il governo deve quindi chiarire subito quali sono gli obiettivi dei tagli. l'ue ci impone un obiettivo del 17% dei consumi da rinnovabili da raggiungere al 2020, e solo poche settimane fa è stato approvato il quarto conto energia proprio per dare certezze agli investimenti nel fotovoltaico dopo lo stop imposto con il decreto romani. sarebbe francamente assurdo tornare ora a sconfessare le scelte appena fatte da questa stessa maggioranza contraddicendo anche la volontà espressa dai cittadini italiani che, votando contro il nucleare, hanno evidentemente scelto uno sviluppo basato sulla crescita delle rinnovabili.
aggiornamento delle ore 19,20.
l'agenzia ansa ha diramato questo dispaccio:
il comma dell'articolo 33 della manovra, che prevedeva, dal 1 gennaio 2012, il taglio del 30% degli incentivi a tutte le fonti energetiche rinnovabili - secondo quanto si apprende - sarebbe stato stralciato. a chiederne l'abolizione con particolare forza - sempre secondo le medesime fonti - sarebbe stato il ministro dello sviluppo economico paolo romani.
crollano i prezzi dell'anidride carbonica. una caduta libera del prezzo della co2 che dura da otto sessioni di mercato, da metà giugno.
la perdita del valore del titolo di emissione pari a una tonnellata di co2 (eua), sia sul mercato spot, che sul contratto di riferimento (dicembre 2011) è stato di circa il 20%. sui contratti a dicembre si è passati dai 18,18 euro la tonnellata del 31 maggio ai 13,37 euro di questi giorni.
perché crolla il valore della co2? tra le cause dell'improvviso cambiamento di tendenza del mercato, la maggior parte degli analisti indica la mancanza di copertura delle vendite di energia del 2013 e 2014 da parte delle utilities europee. inoltre non c'è molta fiducia sul fatto che l'europa voglia sostenere questo mercato ambientale.
per esempio, giovedì era in agenda una votazione riguardante il target delle emissioni di co2 e la decisione sulle nuove politiche di efficienza energetica. se fosse stato deciso un taglio severo alle emissioni europee di anidride carbonica, il mercato avrebbe visto un aumento delle quotazioni. invece un obiettivo europeo di maggiore efficienza energetica avrebbe diminuito la domanda di titoli di anidride carbonica.
inoltre, è stato deciso di riavviare le centrali nucleari in francia, ed è stato prolungata la vita del più vecchio impianto nucleare francese a fesseheim.
"credo che esista anche un fattore di stagionalità; già nel 2010, ma più verso la fine di luglio, i mercati della co2 erano crollati. l'analisi tecnica dei nostri analisti - afferma pietro valaguzza, amministratore delegato della società italiana icasco, uno dei più noti trader di diritti di emissione - mostra alcune analogie con quanto successo l'estate scorsa e non escludiamo che vi siano anche alcune cause da ricercarsi in fattori esogeni, come ad esempio un forte movimento speculativo da primari operatori bancari".
l'andamento delle partite spot
l'andamento dell'anidride carbonica a termine per dicembre
alcuni ricorderanno che martedì a petrozavodsk, in russia a un passo dal confine con la finlandia, un tupolev 134 si è schiantato in un atterraggio d'emergenza sull'autostrada. circa 45 i morti. un errore dei piloti.
su quell'aereo c'erano quattro ingegneri nucleari russi che lavoravano alla costruzione della contestatissima centrale nucleare iraniana di buscer.
serghiei rižov, ghennadi beniok, nicolai tronov e andrei tropinov, fra i massimi esperti nucleari. lavoravano per la gidropress (hydropress), una società fondamentale per le forniture tecnologiche della centrale persiana, dopo che la siemens era stata estromessa. tronov, per esempio, era noto non solamente in russia ma in tutta l'industria nucleare internazionale per le sue qualità tecniche e scientifiche.
la fusione fra le tecnologie tedesche iniziali con tecnologie della moscovita rosatom aveva reso la centrale molto delicata e molto sensibile allo stuxnet, il virus informatico usato dai servizi segreti per paralizzare il progetto iraniano. non a caso la commissione russa per l'energia atomica dopo l'attacco informatico alla centrale iraniana aveva imposto la rimozione delle barre di combustibile dal reattore per essere sicuri che, dopo gli attacchi informatici al sistema di gestione, la centrale non potesse esplodere.
pochi mesi fa questi scienziati erano tornati a buscer per rimettere in ordine l'impianto e farlo ripartire. ed erano riusciti a rimettere in marcia la centrale.
l'aereo su cui viaggiavano insieme questi scienziati è precipitato e sono morti tutti.
sto leggendo con un certo divertimento le testate locali che riportano come le strutture pubbliche che gestiscono l'acqua, in particolare in emilia-romagna, una regione del pd, hanno avuto un tracollo in borsa, perdendo decine di milioni di euro e si sta già parlando di aumento delle tariffe, oltre ad una sparizione degli investimenti: un dramma.
grazie ai potenti mezzi dell’istituto bruno leoni, abbiamo intercettato alcuni scambi epistolari. li pubblichiamo. forse sono veri.
caro signor sindaco, congratulazioni per la vittoria referendaria! il suo contributo è stato fondamentale per mantenere l’acqua nelle mani di tutti. le scrivo per una piccola cortesia. come ricorderà, la mia impresa ha generosamente sostenuto la sua campagna elettorale. mio figlio (omissis) è una persona molto in gamba, ha 35 anni, e sta per laurearsi in scienze della comunicazione (gli mancano solo una dozzina di esami). purtroppo non mi sembra molto interessato a essere coinvolto nella gestione dell’azienda di famiglia, né mi pare versato in tale attività. ciò non toglie che anche lui abbia diritto a un’occupazione. potrebbe per cortesia nominarlo nel consiglio d’amministrazione della società dell’acqua potabile?
spettabile società dell’acqua potabile, con la presente vi intimo di riallacciare la fornitura d’acqua. e’ vero che da alcuni anni non pago la bolletta, ma l’acqua è un diritto di tutti. a maggior ragione di chi, come me, dichiara un reddito di 12.000 euro all’anno. vi invito quindi a procedere sollecitamente, anche perché sabato do una festa e se gli amici trovassero la piscina vuota, farei una figuraccia.
spettabile amministratore delegato della municipalizzata dei rifiuti, le scrivo per invitarla a pranzo in modo da concordare l’offerta per il bando che avete appena lanciato, in relazione alle opere civili della vostra discarica. come lei sa, la mia azienda non è in grado di farle un’offerta competitiva, quindi è necessario che l’appalto sia formulato in modo tale da impedire a concorrenti sleali di vincere. nella deplorevole ipotesi in cui ciò dovesse accadere, il mio amico, il sindaco, che ha ottenuto i voti di tutti i miei dipendenti, sarebbe costretto a fronteggiare uno spiacevole sciopero, e lei dovrebbe assumersi la responsabilità di aver sbattuto in mezzo alla strada un numero inaccettabile di maestranze altamente professionalizzate. sono sicuro che, dato il suo senso di responsabilità, vorrà impedire questo increscioso sviluppo. e’ chiaro che non le sto chiedendo nulla di illegale, diciamo al massimo un’interpretazione creativa delle norme: grazie al recente voto referendario, lei non è più tenuto a garantire l’economicità del servizio. sono sicuro che né lei, né io, né il sindaco desideriamo trovarci in una situazione tale da pregiudicare la serenità dei lavoratori, della collettività e delle nostre rispettive famiglie – vero?
gentile associazione dei consumatori, sono un cittadino della città di (omissis), che come sapete era candidata a ospitare una centrale nucleare. dato l’esito del referendum, vi prego di includere il mio nome tra i partecipanti alla class action contro l’impresa elettrica (omissis) per essere risarcito del tumore che avrei potuto contrarre qualora l’impianto fosse stato realizzato.
cara amica, caro amico, chi vi scrive è il segretario del sindacato della locale società di trasporto pubblico. sebbene la società sia chiaramente sovra-organico, grazie al recente referendum nessuno dei nostri associati dovrà essere licenziato, perché il comune non sarà obbligato a mettere a gara la gestione del servizio. anzi: il sindaco si è già impegnato a regolarizzare tutti i precari e anche la nostra battaglia per 15 minuti di pausa ogni 15 di lavoro è praticamente vinta. a questo punto, stiamo cercando qualcuno che occupi le posizioni precedentemente occupate dai precari, in quanto il lavoro va comunque svolto. vi preghiamo quindi, nel caso siate interessati, di farci pervenire il vostro curriculum e di iscrivervi il prima possibile al nostro sindacato.
caro sindaco, sono l’amministratore delegato dell’azienda comunale dei rifiuti. come lei sa, la nostra azienda è un esempio di realtà pubblica efficiente, da tutti lodata. per dar seguito ai nostri piani di sviluppo, dobbiamo fare investimenti per i quali contavamo sull’opportunità di una quotazione in borsa, su cui lei ci aveva garantito il via libera e il consiglio comunale si era pronunciato favorevolmente. leggo oggi le sue dichiarazioni contro la privatizzazione: mi può per cortesia ragguagliare? e come devo comportarmi nei confronti dei nostri fornitori, a cui dovremo pagare delle penali se fossimo costretti a tagliare gli investimenti già pianificati, la cui fattibilità dipendeva appunto dall’apporto di capitali privati?
caro amministratore delegato, non so di cosa stia parlando. io e la mia maggioranza siamo sempre stati contrari alla privatizzazione. la gestione dei rifiuti, come lei sa, è un servizio pubblico essenziale che non può essere tolto dalle mani pubbliche, e tanto meno può essere assoggettato alla logica dei profitti. i suoi investimenti, quindi, non riceveranno mai il mio via libera, come peraltro ho testé confermato ai rappresentanti del comitato “acqua pubblica – no al termovalorizzatore”. ne approfitto per invitarla a liberare l’ufficio perché, come sa, il mio compagno di partito (nonché, ma lo dico solo a titolo informativo senza nulla implicare, mio cugino) non è stato eletto in consiglio regionale. ho solennemente promesso, in campagna elettorale, di combattere contro la disoccupazione e non intendo venir meno alle mie promesse. lo devo agli elettori e alla mia stessa dignità. in più, tengo famiglia.
attualità
come ho anticipato un mese fa sul sole 24 ore, il consiglio regionale della puglia ha approvato in serata a maggioranza (con 37 voti a favore, quelli del centrosinistra e di mep, e 24 contrari, quelli del centrodestra e dell'udc) il disegno di legge "governo e gestione del servizio idrico integrato - costituzione dell'azienda pubblica regionale acquedotto pugliese (aqp)". prevede la trasformazione dell'aqp da società per azioni (la maggioranza è della regione puglia per l'87% circa e della basilicata per circa il 13%) a ente pubblico. entusiasta il leader nazionale di sinistra ecologia e libertà e presidente della regione puglia, nichi vendola, che non ha dubbi: "rendere l'acquedotto pugliese di proprietà del popolo pugliese credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si è espressa nei referendum". risale al maggio del 1999, col primo governo presieduto da massimo d'alema (allora ds), il decreto legislativo che sancì la trasformazione dell'acquedotto pugliese in società per azioni: l'ente autonomo acquedotto pugliese divenne allora acquedotto pugliese spa (azionista unico il ministero del tesoro). con questo atto il più grande acquedotto d'europa (20.000 chilometri di rete in cinque regioni), si avviava a una privatizzazione che fu di fatto fermata dall'attuale ministro agli affari regionali, raffaele fitto, all'epoca nella quale era appena stato eletto presidente di centrodestra della regione puglia. ne scaturì che, di fatto, non solo aqp, benché trasformato in società per azioni, restò in mano pubblica, ma che fu anche passato dalla proprietà dello stato a quella delle regioni (per l'87,1% alla regione puglia e per il resto alla regione basilicata). dopo il passaggio dell'acquedotto a società per azioni, infatti, d'alema stabilì, con un proprio decreto, il 3 marzo 2000, che l'acquedotto andasse venduto all'enel mediante trattativa diretta dopo una valutazione da parte di un collegio di tre advisor. quando il centrosinistra perse le regionali (19 aprile 2000), d'alema si dimise da presidente del consiglio e gli successe giuliano amato, sempre alla guida di una coalizione di centrosinistra. l'operazione aqp andò avanti. alla fine del 2000 gli advisor conclusero il proprio lavoro, stimando un prezzo intorno ai 1.300 miliardi di lire. per il centrodestra si trattava di una svendita, dato il valore di opere e impianti di aqp, che a suo giudizio si aggirava tra i 3.500 e i 4.500 miliardi di lire. enel che, prima della valutazione degli advisor, era disposto a sborsane 3.100, cominciò a scalpitare; il 3 maggio 2001 il ministro del tesoro, vincenzo visco (ds), diede il via libera alla cessione, ma l'appena eletto presidente della regione puglia, raffaele fitto, si oppose fortemente, sostenendo che alla privatizzazione avrebbe dovuto provvedere il governo che sarebbe uscito dalle elezioni politiche che si sarebbero svolte solo 10 giorni dopo, il 13 maggio 2001. vinse berlusconi, e tremonti, ministro dell'economia, con la finanziaria 2002 trasferì, senza oneri, la proprietà dell'acquedotto pugliese alle regioni puglia e basilicata in proporzione del numero degli abitanti di ciascuna. il passaggio prevedeva che entro il 31 luglio 2002 l'acquedotto andasse privatizzato, ceduto cioè a privati con l'immissione sul mercato delle quote azionarie. operazione mai avvenuta.
cospiròlogi, a me! ecco cibo per i vostri neuroni affamati di complottologìa applicata.
sostiene sul web (con fortissimo sèguito di fedeli) e in un'intervista radiofonica il giornalista inglese jim stone che in marzo il giappone nord-orientale non è stato squassato da un terremoto del 9° grado, bensì lo zunami è stato provocato apposta dagli stati uniti, o dal mossad israeliano, o da chissacchì, con una bomba atomica sottomarina per bloccare la centrale di fukushima, ed evitare che la centrale rifornisse di uranio arricchito l'iran.
questo stone asserisce che in giappone non c'è stato alcun terremoto. figurarsi, dice; se ci fosse stato un terremoto ci sarebbero stati danni.
jim stone dovrebbe spiegare allora perché i grattacieli di tokio ballino così.
stone scrive nel suo sito anche di cure alternative contro il cancro. perché è chiaro a ogni cospiròlogo e a ogni millenarista che gli interessi economici impediscono alla medicina ufficiale di combattere davvero il cancro.
il problema non è stone. il problema sono gli omologarchi della cospirologìa applicata, gli eresiarchi del millenarismo, i complottòlogi di professione. che abboccano all'amo a ogni nuova rivelazione oscura. i quali si preparano al terremoto che non ha devastato roma, annunciano la fine del mondo a scadenze da iogurt, vedono i Grandi Complotti Segreti e non si arrendono mai a ogni smentita. passata una scadenza, non dicono di sé stessi *mi sono fatto corbellare* e si preparano inesauribili al complotto mondiale successivo.
la pervasività del web, l'indipendenza informativa della rete, rende potentissime l'effetto di queste voci bislacche.
ricordo due articoli del codice penale: 656. chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico, è punito se il fatto non costituisce un più grave reato [c.p. 265, 267, 269], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309. 658. chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli nesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a 516.
la verità su fukushima? non è stata una bomba atomica (come dice stone) né gli dèi vendicativi (come disse il vice del cnr, roberto de mattei) . ho io la verità. l'incidente è stato provocato dagli alieni.
l'incidente nucleare di fukushima è pari o peggiore di quello di cernòbyl dell'aprile '86. la quantità di radioattività emessa è già alla pari dell'evento dell'86, e l'incidente non è ancora risolto: la dispersione continua.
lo afferma robert alvarez, già consigliere (former senior policy adviser) del dipartimento statunitense dell'energia e ora all'institute for policy studies.
amy goodman chiede: "e a suo parere il caso giapponese è pari o peggiore di cernòbyl - all'impianto di fukushima dai-ichi?" alvarez risponde: "è corretto perché se l'unione sovietica in sostanza aveva dichiarato che erano stati rilasciati nell'ambiente 50 miliardi di curie di radioattività, è circa confrontabile con quanto ha ammesso di recente il governo giapponese, e intanto la centrale continua a liberare quantità significative di radiazioni nell'aria".
(that’s correct, because if—the soviet union and russia basically have claimed that about 50 million curies of radioactivity were released to the environment—this is roughly comparable to what the japanese government has currently admitted—and that this site continues to release significant amount of radiation in the atmosphere).
una raccolta di video e di link sul referendum sull'acqua.
l'ex presidente dell'autorità dell'energia, il bravo alessandro ortis, in questo brevissimo video dice che l'acqua è gratis: nelle bollette paghiamo *i tubi*, il servizio, ma l'acqua in quanto tale non si paga. ed è vero.
attenzione. uno spunto di considerazione. il decreto sull'acqua che si vuole eliminare - contiene anche una norma contro le assunzioni di parenti di politici negli enti pubblici. occhio: votando sì aiutiamo il sindaco ad assumere il cognato, aiutiamo il politico trombato ad assumere la nuora. - ha effetto anche sui trasporti pubblici. votando sì, non si vota solamente per l'acqua ma anche per gli autobus. - il blocco tariffario colpisce non solamente i pochissimi privati bensì tutti gli acquedotti pubblici.
ecco antonio massarutto dal vivo mentre spiega le sue perplessità referendarie. a titolo di confronto, ecco un altro esperto di aria triveneta che ha una somiglianza forte con l'ottimo massarutto: il dottor freiss (l'attore giuseppe battiston con carla signoris da "tutti pazzi per amore").
ecco il sito web del comitato del no. a dispetto dei contenuti interessanti, è un sito web tristemente bancario. algidamente respingente.
e sebbene la signora che parla in questo video sia decisamente graziosa, e sebbene che dica cose molto interessanti, la *qualità* del video dei comitati del no sull'acqua è decisamente poco sexy. è un video che non coinvolge. impietoso il confronto con il video più sotto, quello di "votare", che è caldo e attraente.
il video del comitato del no
ecco qui sotto il video "votare" per il sì ai referendum. coinvolgentissimo, anche se pieno di maschiacci grassi e pelosi, a differenza del precedente video con la deliziosa signora.
il video "votare"
l'hai già visto sui social network, ma te lo ripropongo: effetto domino
anche questo, per il sì ai referendum, gira da qualche tempo. lo spassosissimo guzzanti con le *istruzioni* per il voto. se non l'hai ancora visto, non pèrdertelo. vederlo è tempo guadagnato. guzzanti, le istruzioni (bislacche) sul referendum
torniamo tra i video tristi. questo è lo spot ufficiale dei comitati del sì al referendum sull'acqua. tecnicamente, il video è fatto decisamente bene. ma - a parte qualche falsità demagogica (per esempio dice che votando sì si colpiscono i privati: non è vero! si colpiscono tutti gli acquedotti, e soprattutto quelli pubblici) - è un video dall'approccio freddo, saccente e scostante. il video del comitato per il sì
dei referendum (nucleare, acqua, legittimo impedimento berlusconiano), sulla "privatizzazione" dell'acqua ci sono due schede. uno dei due referendum riguarda i soci privati delle società acquedottistiche e di depurazione, e quindi è effettivamente relativo alla privatizzazione del servizio.
ma l'altro dei due quesiti del referendum, quello con la scheda gialla, riguarda la determinazione della tariffa del servizio dell'acquedotto idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, e riguarda tutti, proprio tutti, gli acquedotti. soprattutto quelli pubblici. la domanda che ci sarà posta è:
volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?
svizzera il consiglio nazionale svizzero (la camera "bassa" del parlamento) ha approvato oggi il piano del governo di berna per l'abbandono progressivo del nucleare entro il 2034. la svizzera ha cinque reattori nucleari. secondo il piano, beznau 1 dovra' essere spento nel 2019, beznau 2 e mühleberg nel 2022, gösgen nel 2029, leibstadt nel 2034. qui la notizia dell'ansa.
italia i verdi hanno pubblicato una mappa *terroristica* degli effetti di ipotetici incidenti atomici in italia. una mappa *emotiva* che colpisce all'altezza dell'ombelico. che si sia per il sì o per il no, in ogni caso il tema nucleare chiede risposte espresse con la testa, non con la pancia. dissento dalla mappa. clicca qui per vedere la simulazione atomica.
giappone a fukushima il combustibile fuso dei nòccioli dei reattori 1, 2 e 3 avrebbe perforato i vessel uscendo all'esterno. il combustibile sarebbe colato negli edifici di contenimento, dove sarebbe stato raffreddato dall'acqua gettata dall'alto. tra le testimonianze, ne scrive per esempio il quotidiano inglese the guardian.
c'è una perdita di vapore. potrebbe essere correlata con il combustibile fuso e annegato nell'acqua dell'edificio di contenimento.
questo video fa vedere il pennacchio di vapore che esce nottetempo da una ciminiera.
ecco qualche consiglio di libri per affrontare preparati i referendum di domenica e lunedì.
il valore dell'acqua, di erasmo d'angelis e alberto irace, prefazione di matteo renzi, pubblicato da dalai. posizione: liberista-comunista-denuncista. effetto psichiatrico su di me: sindrome bakuninista-malatestiana. d'angelis è presidente di publiacqua, il gestore del servizio idrico della toscana centrale. giornalista professionista (il caso professionale mi ha portato a conoscerlo come collega del manifesto, ma ha lavorato anche per la rai) d'angelis ha una lunga militanza ambientalista e con la legambiente ha ideato la rassegna ecolavoro, promosso la goletta verde e il treno verde. e tante altre cose. alberto irace è un dirigente d’impresa, si occupa da decenni di servizi pubblici e lavora all'acea di roma. per nove anni ha presieduto un importante ente d’ambito idrico del mezzogiorno. per hobby è anche giornalista pubblicista (capito? giornalista per hobby. masochismo). perché nessuno potrà mai privatizzare o svendere l’acqua e - caso unico al mondo - in bolletta l’acqua è gratis? quali sono le isole felici e le tragedie idriche italiane? chi i responsabili? come e perché è nata la mobilitazione del popolo dell'acqua e la case history che nell’ultimo decennio ha cambiato la percezione della proprietà della risorsa? i gestori sono privati o pubblici? perché per acqua e depurazione non c’è un euro nelle manovre finanziarie? quali comuni stanno per ricevere le multe europee perché inquinano terre, fiumi e mare? quanta acqua perdiamo in rete, quanta ne consumiamo e quante migliaia di chilometri di tubazioni sono da rottamare o costruire? perché l’83% delle nostre abbondanti risorse potabili lo Stato le regala a industrie e agricoltura, e resistono i falsi pregiudizi contro l’acqua degli acquedotti? come mai siamo terzi consumatori al mondo di acque minerali e senza scandalo? quanta occupazione produrrebbe l’investimento nella blue economy? un libro con scomode verità per tutti, fuori dagli schemi, che descrive i guai del pianeta blu e propone strategie per risolverli e lasciarsi alle spalle l’Italia che non funziona con leggi inapplicate, sprechi, caos legislativo, mancate riforme, con 15 italiani su cento ancora privi di fogne e 30 su cento senza depurazione, con rubinetti a secco al sud. dopo la stagione referendaria, ciò che serve per chi vuole documentarsi e battersi concretamente per l’acqua, superando la lunga guerra simbolica tra privatizzatori e ripubblicizzatori. grafici e tabelle come piovesse.
la fine dei dinosauri, di autori vari, nottetempo aliberti editore posizione: allarmista-catastrofista-speranzista. effetto psichiatrico su di me: non ancora finito. esce venerdì 10 giugno in tutte le librerie la fine dei dinosauri, (nottetempo/aliberti editore), un libro nato dopo fukushima per affiancare il referendum sugli impianti e le energie nucleari in italia, e fornire gli argomenti sia per una risposta immediata che per una riflessione futura. il libro è composto dagli interventi originali dei maggiori scienziati nucleari italiani, di scrittori, e dei referenti di alcune delle maggiori associazioni ecologiste internazionali, di esperti europei di energie alternative. la considerazione di fondo di tutti coloro che hanno contribuito è concorde: una società che investe sull’energia nucleare è una società che ha deciso di non fare i conti con l’estinzione nostra e della terra. le politiche energetiche attuali infatti non prevedono un futuro, sia che si concentrino sui combustibili fossili, sia che scommettano sul nucleare. nottetempo e aliberti si sono uniti in questo progetto per dargli maggiore forza e tempestività: la fine dei dinosauri non è solo un libro “contro”, ma la descrizione di un futuro possibile, purché gli investimenti si concentrino decisamente sulle energie rinnovabili, con un impegno generale, di cui i comuni, le regioni e i cittadini saranno i protagonisti. la fine dei dinosauri richiama il rischio che corre la specie umana proseguendo sulla strada che il nucleare sta delineando. hanno contribuito stefano argirò (fisico), federico m. butera (fisico), stefano caserini (climatologo), marcello cini (fisico), guido cosenza (fisico), giuseppe genna (scrittore), roberto natalini (matematico), giuseppe onufrio (fisico, greenpeace italia), wolfgang palz (fisico), giorgio parisi (fisico), tommaso pincio (scrittore), francesca sartogo (architetto, eurosolar italia), hermann scheer (premio nobel alternativo ’99 per l’energia solare), stefano sylos labini (geologo), junko terao (giornalista), paolo valente (fisico).
basta poco, di antonio galdo, einaudi posizione: cattobuonista-ecumenica-speranzista-risparmista effetto psichiatrico su di me: nirvana prima della Grande Luce nel buio della grande crisi fare un passo indietro non è più una scelta: il necessario si impone sul superfluo, e dunque è d'obbligo fermarsi e osservare. da questa prospettiva antonio galdo ci invita a una riscoperta del senso: il senso dei nostri comportamenti di consumatori, ma soprattutto il senso delle cose, il loro valore profondo. se la mancanza implica sempre un'opportunità, allora la grande crisi serve a questo: a riscoprire un nuovo modo di consumare (prodotti, risorse, persino il nostro tempo), responsabile e significante. ma attenzione ai paradossi, ci avverte galdo. perché l'impulso, spesso, è quello di fare seguire nevrosi a nevrosi, di curare una vecchia ossessione con una nuova mania che ha l'unico scopo di creare altre fonti di speculazione. al consumo compulsivo si sostituiscono i feticci del green, del bio, della sostenibilità. e il rischio, ancora una volta, è quello di rinunciare alla consapevolezza per seguire uno stendardo, senza curarsi di scoprire quanto c'è di vero dietro i proclami. con una impeccabile capacità di analisi e un'attenzione particolare a personaggi e storie esemplari, galdo ci guida verso il raggiungimento consapevole di un obiettivo che è a portata di mano: essere consumatori attenti al rapporto qualità prezzo, smaliziati, pronti all'acquisto quando l'acquisto è necessario. insomma, consumatori normali. e davvero, scopriamo nelle sue pagine, basta poco: gesti piccoli, pratiche quotidiane, con cui possiamo portare avanti la nostra rivoluzione.
acqua in vendita? come non sprecare risorse idriche, di fredrik segerfeldt, istituto bruno leoni posizione: liberista-destrista-economista. effetto psichiatrico su di me: schizofrenia paranoide. in vista dei referendum del 12-13 giugno, "acqua in vendita?" rappresenta una lettura imprescindibile per smontare le argomentazioni di quanti sostengono che i servizi idrici debbano rimanere in mano al settore pubblico. "acqua in vendita? come non sprecare le risorse idriche " di fredrik segerfeldt è ora disponibile anche come ebook. fino a lunedì prossimo l'ebook sarà in vendita al prezzo promozionale di 4,99 euro. il libro di segerfeldt, con prefazione di oscar giannino, indaga i casi di gestione pubblica e privata delle risorse idriche, descrivendone vantaggi e svantaggi. a dispetto delle opposizioni ideologiche, l'autore dimostra che le preoccupazioni di quanti temono che il privato non sia un gestore efficiente non trovano conferma empirica. al contrario, è proprio la politicizzazione delle risorse idriche a causare sprechi e inefficienze. dati e fatti alla mano, segerfeldt ci porta a capire quali sono le strutture istituzionali e gli incentivi di cui c'è bisogno, per assicurare anche all'acqua un uso migliore e più efficace.
la paura del nucleare, da dove viene, quanto costa, di piero risoluti, armando editore posizione: nuclearista-ingegnerista-negazionista. effetto psichiatrico su di me: crisi furiose. piero risoluti oggi è consigliere d'amministrazione della sogin, la società del nucleare italiano. ha vissuto sulla pelle tutta l'esperienza italiana dell'atomo dal referendum dell'87. da dove viene la paura del nucleare? chi l'ha diffusa era ed è animato da preoccupazioni ambientalistiche o da una ideologia di tipo politico? il libro, prendendo le mosse proprio dai fatti di scanzano, e ripercorrendo le vicende di cernòbyl e del referendum del 1987, spiega le origini della paura del nucleare e perché si è concentrata sul problema delle scorie, che per risoluti sono in realtà l'aspetto meno critico. risoluti è bravo, acuto e documentatissimo; spiega alla perfezione i meccanismi politici sottostanti ma non conosce le dinamiche di formazione del consenso. grafici e tabelle come grandinasse.
l'opzione nucleare in italia: quali prospettive? autori vari, barbera editore posizione: nuclearista-cacciavitista-panglossiana. effetto psichiatrico su di me: depressione post-partum. con il libro “l’opzione nucleare in italia: quali prospettive?” – pubblicato da barbera editore e scritto da più autori – l’associazione italiana economisti dell’energia (aiee) ha deciso di evidenziare tutto lo storico percorso del nucleare nel nostro paese riportando, inoltre, quanto è stato effettuato all’estero. in più analizza l’attuabilità di accingersi verso una strada del tutto nuova per incominciare a fruttare energia nucleare in italia. il professor gb zorzoli, membro dell’associazione italiana economisti dell’energia e curatore del libro, afferma che l’italia prima di affrontare con efficienza la produzione nucleare dovrà risolvere e affrontare diversi problemi. il libro è un saggio completo e preciso per analizzare le prospettive e i rischi del nucleare. curato dall’aiee (associazione italiana economisti dell’energia) il libro ripercorre la storia del nucleare in italia e guarda a quanto è stato fatto all’estero in materia di ricerca e prevenzione. un punto di vista imparziale che, più che sostenere una tesi, mira a dare un vasto contributo al dibattito sul nucleare. pubblicato per la prima volta nel 2009 è stato aggiornato in vista del referendum del 12 giugno 2011. la prefazione è del bravo (che dico bravo? bravissimo!) edgardo curcio. grafici e tabelle come una valanga.
l'illusione nucleare, di sergio zabot e carlo monguzzi, melampo posizione: ecologista-antinuclearista-pessimista-anarchista. effetto psichiatrico su di me: epicureismo lucreziano. la crisi economica e l'incertezza delle relazioni internazionali spingono nuovamente i paesi industrializzati verso l'energia nucleare, ridando voce anche in italia ai fautori della sua convenienza e inevitabilità. monguzzi e zabot sono due ingegneri, e questo dovrebbe sconsigliarne la lettura. e invece questo libro - seppure scritto da ingegneri - sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni: che l'energia atomica sia abbondante e sicura, che costi meno, che non provochi emissioni di co2. le argomentazioni dei due autori sono stringenti: già ai ritmi di consumo attuali, si stima che entro 50 anni non ci sarà più uranio economicamente sfruttabile; i costi di costruzione dei reattori e del loro mantenimento sono già oggi fuori mercato; infine, il nucleare inquina, contamina irrimediabilmente interi territori, con il rischio di accentuare le criticità del cambiamento climatico in atto. completa questo inquietante scenario l'idea, promossa dal g8, di una governance mondiale dell'energia. una governance capace di tenere l'opinione pubblica all'oscuro delle centinaia di incidenti occorsi finora e abile nel convincere i paesi emergenti a legarsi per i decenni a venire alle tecnologie nucleari dell'occidente. i diritti di questo libro saranno devoluti ai bambini vittime dell'incidente alla centrale nucleare di cernòbyl del 1986.
intanto dal comodino sto raccogliendo altri libri che mi sono arrivati nelle ultime settimane. presto ne proporrò una nuova selezione. e questa non è una promessa. è una minaccia.
la commissione - preseduta dall'inglese mike weightman e composta da diciotto esperti di dodici paesi - ha fatto mille inchini di cortesia ai formalissimi giapponesi: - impressionante la risposta del popolo giapponese, dei tecnici e di quanti si sono impegnati in questi tragici eventi - una delle cose più importanti che il mondo può imparare è lo spirito del popolo giapponese, la sua forza d'animo e la sua capacità di andare avanti che ci fanno sentire umile di fronte a persone di tanta qualità - complimenti a come il governo ha gestito lo sgombero delle persone in prossimità di fukushima.
ma poi:
- il rischio di zunami per molti siti nucleari è sottovalutato. ciò non vale solamente per fukushima dai ichi ma anche per l'altra cinquantina di reattori giapponesi. i progettisti di centrali nucleari e le società che gestiscono gli impianti dovrebbero valutare adeguatamente e fornire una protezione contro la rischi di tutte le calamità naturali, e devono aggiornare periodicamente tali valutazioni e le metodologie di valutazione alla luce di nuove informazioni ed esperienze.
- i princìpi della difesa in profondità, della separazione fisica, della diversificazione e della ridondanza devono essere applicati anche per gli eventi esterni estremi, in particolare quelli con implicazioni generali come le inondazioni estreme.
- il rischio della formazione di idrogeno dovrebbe essere oggetto di una valutazione dettagliata.
ecco altri commenti della commissione che non sono stati espressi direttamente per iscritto nella relazione, oppure che sono stati espressi da altri esperti in occasione della presentazione della relazione.
- l'agenzia giapponese della sicurezza nucleare non è davvero indipendente perché dipende dal ministero del commercio che promuove l'energia nucleare. (l'australiano stephen lincoln ha detto l'altro ieri che il rapporto tra l'agenzia nucleare e la compagnia elettrica tepco è compiacente) (considerazione mia personale: attenzione, questo mònito vale anche per l'italia e la neonata e mai avviata agenzia nazionale per la sicurezza, al cui vertice è stato designato umberto veronesi)
- il percorso (roadmap) e il programma della tepco per riportare sotto controllo la centrale non sembrano realistici.
- la tepco ha ritardato le informazioni sui danni subìti dai reattori 1-4.
- i danni all'interno dei vessel sono avvenuti subito dopo la fermata degli impianti di raffreddamento in sèguito al maremoto, cioè nei primi quattro giorni dall'11 marzo
- i nòccioli sono fusi. quasi tutto il combustibile nucleare è colato in fondo al reattore numero uno. danni simili (forse appena meno gravi) ai reattori due e tre.
- condizioni di caos e mancanza di informazioni sullo stato dei reattori hanno aggravato la situazione, come per esempio quando è stato deciso di spruzzare sulla centrale enormi quantità di acqua, che si è contaminata di radioattività e che ora complica il lavoro.
- le immagini sullo stato dell'impianto non rendono la totale devastazione.
mentre la germania, una delle grandi potenze industriali, ha deciso di uscire con gradualità dall'esperienza nucleare; mentre l'italia si prepara ad affrontare il suo secondo referendum atomico; mentre il giappone s'arrabatta nel tentativo di uscire dalla crisi irrisolta di fukushima; mentre accade tutto questo l'arabia ha deciso di dotarsi di sedici reattori nucleari entro il 2030. sedici. il doppio del programma nucleare italiano promesso e poi fermato.
qualche dettaglio ricavato da una notizia della reuters. i sauditi vorrebbero avviare due centrali l'anno con un costo di 7 miliardi di dollari l'una, per arrivare a 16 reattori nel 2030, in modo da soddisfare con l'energia nucleare il 20% del fabbisogno elettrico.
l'arabia è il maggiore produttore ed esportatore di petrolio al mondo, e i giacimenti sono comodi, poco profondi, forniscono petrolio di ottima qualità a costo assai contenuto.
anche l'iran, paese che galleggia su giacimenti spropositati di greggio e metano, da qualche anno è al centro di polemiche internazionali perché vuole dotarsi di energia atomica, come quella di buscer che è in avviamento con tecnologia vver della russa rosatom.
un anno e mezzo fa gli emirati arabi uniti avevano contattato un consorzio coreano per la costruzione di quattro centrali atomiche del costo di 20,4 miliardi di dollari.
l'altra settimana mi trovavo in una delle zone più atomiche d'italia, la zona di saluggia (vercelli). e arrivando alla cittadina di livorno ferraris, già livorno piemonte, paese natale dello scienziato galileo ferraris, ho trovato un cartello stradale sorprendente e simpatico.
ho fotografato il cartello stradale con il telefonino (chiedo scusa per la foto di qualità òvvida). e rubo il tema - quello della segnaletica sulle strade - al collega e amico maurizio caprino, il quale tiene su queste pagine il seguitissimo blog strade sicure.
torno al tema iniziale. ci sono ancora sulle strade italiane molti cartelli stradali con scritto "comune denuclearizzato". un tema, quello dell'energia atomica, che sembrava rimosso dalla memoria degli italiani, ma che torna caldo ora, visto il caso fukushima e visto che il 12 e 13 giugno ci sarà il referendum sul nucleare (nonché sull'acqua e sul legittimo impedimento berlusconiano).
questi cartelli hanno trovato un'imitazione. un'imitazione simpatica. che riguarda un'altra paura degli italiani. più diffusa e più lieve. ovvero, il terrore di essere fotografati da un velox.
ero nella zona del polo atomico ed energetico d'italia per un servizio giornalistico. zona di risaie, centrali elettriche e istallazioni nucleari. passavo, appunto, per livorno ferraris.
il 17 aprile e il 18 due robot radioguidati sono entrati nella centrale nucleare di fukushima dai-ichi per rilevare la situazione. sono due robot di origine militare forniti dagli usa, perché il giappone non ha robot militari. hanno mostrato le prime immagini dall'interno dei locali disastrati della centrale colpita dal terremoto dell’11 marzo.
intanto il giappone sta allestendo un nuovo robot, che si chiama quince, un mezzo cingolato capace di operare in condizioni estreme, di concezione giapponese. progettato da un team di ricercatori congiunto dell'istituto di tecnologia di chiba e dell'università tohoku, l'automa è alto 66 cm e largo 48, disponendo di un braccio meccanico articolato, una videocamera e una serie di sensori ambientali. quince è stato modificato d'urgenza per renderne possibile l'impiego nei locali interni del sito nucleare, dove il livello di radiazioni è ancora alto e non permette l'intervento umano diretto: ai congegni di rilevazione è stato aggiunto un sensore per la radioattività, mentre per evitare la perdita del segnale radio il comando a distanza potrà essere effettuato anche con un lungo cavo ottico.
l’interno delle unità 1 e 3 è stato visitato il 17 aprile, mentre l’unità 2 è stata controllata il giorno dopo.
per entrare in ciascuna unità, i due veicoli hanno aperto le due porte sequenziali blindate al pian terreno, entrando negli edifici pieni di rottami e macerie.
nell’unità 1, il livello di radiazione è di 49 microsievert-ora passata la prima porta, e 10 all’interno della seconda porta.
nell’unità 3 il contatore geiger ha dato 28 microsievert-ora alla prima porta e 57 oltre la seconda, un tasso che supera la radioattività massima di legge per l’esposizione umana (250 microsievert in quattro ore e mezzo).
il giorno dopo nel gruppo 2, passata la prima porta (4,1 microsievert-lora) e aperta la seconda porta, l’umidità era così alta (dal 94 al 99%) che le lenti della telecamera si sono appannate e non è stato possibile guidare il robot all’interno.
in questo filmino (da una tv russa) puoi vedere le riprese del 17 aprile e - tra i minuti 1,23 e 3,01 - le appannate riprese nell'unità 2, perima che l'ispezione dovesse essere sospesa per nebbia, come i voli su linate.
oggi silvio berlusconi, presidente del consiglio, davanti a nicolas sarkozy ha ammesso in conferenza stampa che lo stop al piano atomico italiano è dovuto solamente al referendum, e che appena sarà passata la paura degli italiani per effetto di fukushima il piano nucleare ripartirà più bello e più superbo che pria.
bravo.
grazie.
(ettore petrolini, 1930, riduzione cinematografica di alessandro blasetti)
il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. la stella si chiama assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
(giovanni, apocalisse: 8,10)
parte prima, l’Esperimento l’Esperimento fu tentato al gruppo 4 appena passata la mezzanotte tra il 25 e il 26 aprile del 1986.
era già stato fatto, l’Esperimento, con il gruppo 3. e non era riuscito. bisognava rifarlo.
nei giorni precedenti al 25 aprile, la squadra mise a punto la procedura. per tecnici, funzionari e dirigenti coinvolti, non c’erano punti oscuri. tutto chiaro.
nel pomeriggio del 25 aprile 1986 il gruppo 4 sarebbe stato fermato per un normale ciclo di manutenzione programmata. visto che si andava a spegnere, si sarebbe provato a vedere il comportamento del reattore in caso di avaria.
tutto era pronto, quel pomeriggio del 25 aprile 1986. ma il gestore di rete vietò di spegnere il gruppo 4. non si poteva lasciare il paese al buio. non si potevano fermare le fabbriche, le acciaierie.
così fu ordinato al gruppo 4 di lavorare ancora qualche ora e di rinviare di 9 ore l’Esperimento.
passò la mezzanotte tra il 25 e il 26 aprile.
la squadra che aveva studiato la procedura se ne andò a casa.
in sala controllo entrò il nuovo turno. che dovette improvvisare l’Esperimento che non conosceva.
cominciarono la procedura per l'Esperimento esattamente 25 anni fa, alla stessa ora in cui io sto scrivendo queste parole.
all’1,23 e 45 secondi, l’esplosione.
parte seconda, la terra nera in ucraina ero passato di sfuggita anni fa, viaggiando in macchina da rostov, sul mar d’azov alla foce del don, e andando verso mosca. a fianco della statale, per centinaia di chilometri, solamente i girasoli su una terra nera, nerissima, come se fosse fatta con carbone sbriciolato.
durante quel viaggio una mattina un uomo mi avvicinò. era vecchio. un uomo molto vecchio.
il vecchio mi disse: “siete i primi italiani che vedo da 60 anni”. un calcolo mentale, e sentii la storia attraversarmi la schiena. il vecchio con poche parole di vita personale esprimeva il dramma collettivo, nomi come divisione cosseria, divisione julia, divisione ravenna e tante altre. decine di migliaia di persone che non tornarono a casa.
quel posto fatto di nulla, di girasoli e di terra nera, in quel momento era il centro del mondo, dove tutto si condensa, dove avviene tutto.
quel vecchio allungò la mano e mi diede un cartafaccio fatto con una pagina di giornale russo. dentro c’era qualcosa.
io aprii l’involto.
dentro c’erano cinque cartucce di moschetto 91. cartucce italiane. cariche: bossolo e proiettile. cartucce non sparate, pronte per il caricatore.
“le ho raccolte stamattina all’alba in riva al fiume per voi. queste sono vostre, italiane. le avete lasciate voi, una volta. ve le restituisco”.
non sapevo dove guardare, imbarazzato per la storia e per il dramma che quel vecchio qualunque mi stava passando dalla sua mano alla mia mano.
tutto era passato di lì, per quel posto fatto nulla, di girasoli e di terra nera e di cinque pallottole italiane per moschetto 91. quello era il centro del mondo, dove tutto si condensa, dove avviene tutto.
parte terza, la stanza buia al centro del mondo sono tornato in ucraina molti anni dopo. un mese e mezzo fa ero nella sala controllo del gruppo 4. primo giornalista che vi entrava (ufficialmente) 25 anni dopo l’Esperimento.
la sala controllo è un bunker di cemento senza alcuna finestra e senza più luce. buio, bisogna entrare con una torcia elettrica. il cemento del pavimento è coperto da un dito di polvere. non si può toccare niente, non le pareti di cemento armato sulle quali sono depositati i radionuclidi. se qualcosa cade in terra, nella polvere, si contàmina.
in un angolo della stanza nera sono schiacciate decine di cicche di sigaretta: non si può fumare da nessuna parte, e allora vengono in questo bunker buio a far lampeggiare di nascosto la brace delle parliament pacchetto blu.
sulle consolle di acciaio grigio e sugli armadi elettrici erano allineati a centinaia gli indicatori, gli orologi, i pulsanti, le spie luminose. tutto è stato smontato. oggi sulle lamiere impolverate ci sono centinaia di buchi allineati, orbite vuote senza più oggi. sotto i buchi ci sono i resti dei fasci di cablaggi. alla parete di fondo, lo schema del gruppo 4, centinaia di quadratini (quelli della barre di controllo, quelli delle barre di potenza, quelli della barre di moderazione) e in ogni quadratino un buchetto che ospitava una spia luminosa, strappate anch’esse.
con il telefonino, ho rubato due brevi filmini, una ventina di secondi l'uno, senza qualità alcuna.
sono due spezzoni miei, non hanno alcun valore se non come testimonianza.
qui, in questo bunker buio, la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, i tecnici con la cuffia bianca come quella che indosso io, con il càmice bianco come questo, hanno seguito gli appunti dell’Esperimento lasciati dai colleghi, hanno girato gli interruttori che erano qui davanti dove oggi ci sono i buchi e i cablaggi strappati, hanno seguìto i dati su indicatori e orologi, hanno sbagliato.
in questo posto fatto di nulla, una stanza nera di cemento, in questo bunker polveroso e senza luce, tutto si condensa, tutto avviene.
parte quarta, la stella assenzio il testo dell’apocalisse, scritto in greco antico, è attribuito a giovanni l’evangelista.
apocalisse non significa catastrofe. apocalisse, in greco, significa "svelamento". significa "rivelazione di una cosa nascosta".
eccone un passo:
il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. la stella si chiama assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
(giovanni, apocalisse: 8,10)
per duemila anni, questo passo non aveva alcun senso. l’assenzio è un’erba il cui succo amarissimo può dare allucinazioni.
si scopre che in ucraino cernobyl significa assenzio.
(lo stesso accade in cèco, altra lingua slava come l’ucraino e il russo: l’artemisia absinthium (assenzio) si chiama pelynek cernobyl).
ripercorro il passo dell'apocalisse usando la parola ucraina di assenzio.
e il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque, e la stella si chiama cernobyl; un terzo delle acque si mutò in cernobyl e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
tutto passa di lì, quello il centro del mondo dove le cose si condensano. ogni cosa è illuminata.