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Venezia-20150827-00245

(la topa elettrica-5) qui spiego in breve la nautica e l’arte della motorizzazione elettrica.

sul tema della “topa elettrica” (titolo scherzoso ma non troppo sulla nautica elettrica) ho dedicato in questo blog altri quattro articoli.
ora ho riassunto e aggiornato la mia esperienza con un articolo pubblicato da nòva, e intitolato “la nautica e l’arte della motorizzazione elettrica” (clicca qui).
la serie completa di articoli, nei quali si spiega anche il significato di topa (è un tipo di barca veneziana) comincia da questo articolo (clicca qui), dedicato alla decisione di rendere elettrica la propulsione della mia barchetta veneziana; il secondo articolo è dedicato ai vantaggi del fuoribordo elettrico (clicca qui); il terzo articolo è più tecnico e spiega il tipo di motore e di batterie adottati (clicca qui) e il quarto parla di regole e di navigazione (clicca qui).

ecco un passo dell’articolo pubblicato da nòva:

Dopo due anni d’uso e di prove, sono arrivato a questa conclusione: non torno indietro. Quando sarà il momento di cambiare motore, anche il prossimo fuoribordo sarà elettrico. Non c’è paragone per praticità, comodità, sicurezza d’uso, qualità della tecnologia. L’ecologia e il silenzio? Anche. Ma quello ambientale, che al momento della scelta mi sembrava dominante, con l’uso si è rivelato un motivo aggiuntivo, ma non più quello primario. Con l’uso, con la pratica, sono arrivato alla convinzione che la motorizzazione elettrica sarà in futuro la soluzione tecnica migliore per la nautica. In futuro, ma in molti casi già ora.
Dopotutto il mare ha già visto esperienze gloriose con i motori ad accumulatori elettrici, come insegna la grande storia dei sommergibilisti. A loro, ai nostri sommergibilisti, penso nello scrivere questo articolo, articolo con il quale voglio sfatare il tradizionalismo della nautica per fare sapere che esiste un’alternativa valida al solito (e sempre problematico) motore a carburante.
Con la tecnologia d’oggi il motore termico non è più l’unica soluzione, e in futuro sarà marginale. Nelle prossime righe cercherò di spiegare sull’esperienza viva come funziona, quali vantaggi e problemi, quali caratteristiche ha il motore elettrico nella nautica. Dalla mia parte ci sono alcune condizioni che hanno reso più facile…

clicca qui per leggere tutto l’articolo.

sampierotta

  • Jacopo Giliberto |

    naturalmente, gentile roberto; tuttavia consentimi alcune considerazioni.

    inquinamento.
    certamente l’utilizzo di un motore elettrico sposta l’inquinamento. lo sposta in prossimità della centrale elettrica.
    tuttavia:
    – circa il 35-45% dell’elettricità viene da fonti rinnovabili (il dato varia secondo le ore del giorno e i periodi dell’anno), cosa che con i motori termici non avviene.
    – gran parte delle centrali termoelettriche sono con la tecnologia turbogas a ciclo combinato alimentate a metano, con rendimenti superiori al 50% contro il 20% circa del motore termico a cilindri-e-pistoni.
    – le centrali termoelettriche a ciclo vapore (meno efficienti di quelle a gas ciclo combinato) sono sempre tenute al regime di massima efficienza, con squadre di tecnici e di ingegneri che le controllano istante per istante il funzionamento, perché le aziende elettriche hanno tutto l’interesse a usare il combustibile nel modo più efficace possibile. e ciò non avviene negli impianti personali come fuoribordo, motori di veicoli, caldaie domestiche.
    – le emissioni centrali termoelettriche sono tenute sotto controllo in continuo dalle autorità, cosa che non avviene con la (uàh uàh uàh) revisione periodica dei motori.
    in altre parole purtroppo anche l’elettricità inquina, ma per fortuna inquina assai meno.

    vela e remo.
    vela e remo sono meravigliosi, e anche io condivido la tua preferenza.
    ma vela e remo (come il calesse con il cavallino, la mongolfiera e così via) si prestano quasi esclusivamente per l’attività edonistica, di piacere.
    si prestano quasi soltanto per il diporto, nel caso nautico.
    si possono usare vela e remo anche per gli spostamenti utilitaristici o di lavoro, ma in modo del tutto marginale.
    il motore, che ci ha liberato dalla fatica e ha ridotto la complessità d’uso, purtroppo è insostituibile per la maggior parte degli spostamenti: per andare da pavia a roma è meglio usare il treno, l’aereo o l’automobile, i quali portano migliaia di persone a costi compatibili per tutte le classi sociali; non la diligenza postale con il tiro a quattro.
    in altre parole purtroppo vela e remo non possono essere usati sempre, ma per fortuna oltre al solito-abusato-ovvio motore termico esiste anche la possibilità sempre sottovalutata di fare ricorso a motori elettrici, più efficienti pratici ed economici.

  • Roberto prina |

    Io, da velista, sono contrario a qualsiasi motore, l’unico mezzo di propulsine se manca il vento è il remo (altrimenti te aspeti).
    In ogni caso un mio amico ingegnere nautico mi ha detto che in Norvegia ci sono dei traghetti a propulsione elettrica.
    Da una breve ricerca ho trovato diverse pagine sul Web, esempio:
    http://www.rinnovabili.it/mobilita/norvegia-ampere-primo-traghetto-elettrico-666/
    http://www.ideegreen.it/il-primo-traghetto-elettrico-del-mondo-15729.html
    http://www.tuttogreen.it/un-traghetto-elettrico-che-si-ricarica-in-10-minuti/

    Il basso costo del “carburante” è dovuto al fatto che non paga alte accise come la benzina, inoltre non è vero che non inquina, l’inquinamento è solo delocalizzato.

    Roberto Prina

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