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diga di rio fucino

terremoto. domanda: sono sicure le antiche dighe idroelettriche sulla faglia?

(aggiornamento del gennaio 2017: l’enel rassicura, nessuna criticità per le dighe idroelettriche. clicca qui).

prima domanda: sono sicure le antiche dighe costruite 80 anni fa nella zona colpita dal terremoto di stanotte?

seconda domanda: e se non fossero sicure, che cosa potrebbe accadere alle decine di migliaia di abitanti che vivono a valle di esse?

un articolo di cinque anni fa (clicca qui per leggerlo) dice che gli sbarramenti artificiali che formano il lago di campotosto sono su una faglia sismica.

sono la diga di poggio cancelli, di terra battuta; la diga di sella pedicate, di terra battuta con ferro e cemento; la diga di rio fucino, di calcestruzzo e ferro (clicca qui).
questi sbarramenti furono costruiti nel 1939 (anno xvii e.f.) e alimentano diverse centrali idroelettriche tra le quali la più nota è quella di provvidenza.

e il lago di turano (1939) a posticciola, le cui acque vanno verso rieti.

e la diga del salto.
e la diga di piaganini (1955), e la diga silone di san giacomo.

</span></figure></a> qui sopra: la diga di poggio cancelli subito dopo la costruzione (1939).
qui sopra: la diga di poggio cancelli subito dopo la costruzione (1939).
diga del salto, foto di marco bernardini.
qui sopra: diga del salto, foto di marco bernardini.

(aggiornamento del gennaio 2017: l’enel rassicura, nessuna criticità per le dighe idroelettriche. clicca qui).

  • Andrea DB |

    @Manuela – Onestamente sì. Non vuol essere nè allarmismo nè terrorismo psicologico. Per di più, si figuri, parlo da abitante del suo stesso comune. È tuttavia importante essere informati al meglio sulla questione con il primario obiettivo di esigere (e non richiedere!) chiarezza dall’Enel, tramite le amministrazioni locali. C’è un rischio apparentemente non trascurabile e, alla luce del quale, non è stata pensata nè alcuna soluzione per scongiurare il pericolo nè alcun sistema di allerta per la popolazione in caso di disastro.

    @Jacopo Giliberto – “Qualche esperto” ha in realtà già risposto; e l’ha fatto, come le avevo già indicato nella mia risposta precedente, esattamente 7 anni fa circa senza avere alcun eco mediatico. L’Eucenter è un ente decisamente competente che, come già detto, ha chiaramente esposto la gravità del problema circa la diga di Rio Fucino. Il problema vero è che l’interesse dell’Enel di svuotare l’invaso è ovviamente pari a zero. Figuriamoci se una sola vita di una intera popolazione che abita la vallata del Vomano possa valere anche solo uno degli 800kW•h prodotti dalla centrale idroelettrica in questione.

    Saluti.

  • Jacopo Giliberto |

    non lo so. vediamo se qualche esperto risponderà (ma ne dubito).

  • Manuela |

    Mi trovo nel comune di Montorio Al Vomano TE, cè da preoccuparsi ?

  • Andrea DB |

    La sicurezza delle dighe in sé per sé non dovrebbe destare eccessive preoccupazioni, se solo non si trovassero proprio lí dove effettivamente si trovano. Sono tuttavia (soprattutto le due costruite in ferro e cemento) costruzioni solide e ancora valide. Però resta un grave problema di cui molti ignorano l’esistenza a causa della grave disinformazione circa la questione. La diga a est del lago, per l’esattezza quella di Rio Fucino, che dà sulla vallata del Vomano, si trova a ridosso (circa 300m di distanza) di una faglia attiva e silente da secoli. Negli anni 40, periodo di costruzione della stessa, non erano ovviamente a conoscenza della presenza della faglia in questione. Tempo fa, prima due studiosi dell’ingv (all’interno di un articolo da loro pubblicato) hanno messo in luce come dopo il 6 aprile si fosse creato uno scompenso sismico tra la faglia aquilana e quelle di Amatrice (!!! guarda caso) e Campotosto, poi l’Eucenter, centro di ricerca internazionale, ha messo in luce le possibili problematiche a cui andrebbe incontro la diga di rio fucino qualora vi fosse un certo movimento della faglia limitrofa. Problematiche in parte risolvibili – scrive l’Eucenter – con interventi sulla struttura da parte dell’ente preposto, ovvero l’Enel, il quale ha gentilmente riamandato al mittente la proposta. Naturalmente! Prima i soldi! Per farla breve: la vallata del Vomano corre il grave rischio di essere devastata in un futuro forse ahimè non troppo lontano da una possibile rottura di una diga progettata negli anni 40 senza sapere che sotto vi fosse una faglia attualmente potenzialmente pericolosa (nonché capace di generare eventi sismici fino a M7.0!), ancor più alla luce degli ultimi eventi.

    Saluti.

  • Jacopo Giliberto |

    penso che non ci siano problemi. i gestori di quegli impianti sono attenti e competenti e mi risulta che abbiano condotto subito controlli accurati.

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