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giappone. fukushima. indiscreto. si cercano batiscafi per salvare la centrale.

le cose che scrivo qui vengono da dentro la centrale e non sono (ancora) disponibili sui circuiti di informazione internazionale.

si stanno cercando batiscafi per lavori sottomarini di alta profondità con cui mandare dentro alla centrale dalla radioattività impazzita un operatore che controlli lo stato reale delle cose.

dopo la sequenza di scoppi che hanno scoperchiato le coperture dei reattori, la radioattività dentro alla centrale impedisce la presenza di qualsiasi essere umano.

anche con tutti gli scafandri contro la radioattività, per conseguire la dose mortale di radioattività basta circa mezzo minuto di esposizione.
trenta secondi e si schiatta.
non esistono protezioni che consentano di entrare.

l'unica protezione è uno strato di almeno 20-30 centimetri di acciaio.

ma quale strumento consente di entrare a ridosso delle piscine di raffreddamento dei combustibile nucleare e di verificare? solamente uno strumento. il batiscafo per i lavori ad altissima profondità.

i batiscafi – meglio, le batisfere – sono quelle sfere d'acciaio molto spesso, con gli oblò minuscoli e con il vetro spessissimo, con due braccia meccaniche mosse dal palombaro che è racchiuso nella capsula.
resistono alle pressioni degli abissi e possono svolgere lavori in profondità.
spesso le batisfere hanno una piccola elica per i movimenti locali, ma sono appese con un cavo ombelicale alla nave madre, che resta in superficie.
e vengono calate con un verricello.

 la batisfera oggi più nota e usata è la russa mir, che qui puoi vedere.

questo è quello che si vuole fare a fukushima per controllare che càspita sta accadendo dentro alla centrale.

si stanno contattando le aziende specializzate nei lavori sottomarini di altissima profondità.

la batisfera – acciaio spesso più di 20 centimetri, quanto il "vessel" del nòcciolo della centrale: resiste alle radiazioni – potrebbe ospitare un volontario, munito ovviamente dello scafandro protettivo contro le radiazioni.
la capsula sarebbe calata dal cielo tramite una gru.

e l'operatore, chiuso nell'uovo d'acciaio, appeso alla gru, potrebbe vedere, filmare e, se servirà, agire con i manipolatori esterni, cioè con le braccia meccaniche del dispositivo.

difatti, non si sa bene come siano le condizioni dentro all'impianto.

i vessel dei reattori sono ancora interi.
ieri c'erano voci allarmistiche: si è crepato l'involucro del reattore 3.
fandònie.
se si fosse crepato un nòcciolo, sarebbe uscito uno sparo fortissimo di vapore radioattivo misto con idrogeno e con ossigeno.
in pochi minuti un reattore screpolato avrebbe perso pressione per arrivare alla normale pressione atmosferica.
la pressione dentro ai reattori è molto alta, e una screpolatura avrebbe avuto l'effetto di una bomba.

ciò fa escludere lesioni ai vessel dei reattori 1, 2, e 3, cioè quelli che erano in produzione quando dieci giorni fa sono stati squassati dal terremoto.

si sono crepate invece le barriere esterne di contenimento, cioè i bunker di cemento armato che racchiudono i vessel d'acciaio speciale.

intendiamoci: stando agli strumenti (se gli apparecchi riportano valori corretti), dentro ai reattori 1, 2 e 3 la pressione e la temperatura sono molto alte, ma sono a valori attorno alla metà delle temperature e delle pressioni di normale esercizio produttivo della centrale in ordine perfetto di marcia.
cioè non ci sono le condizioni per uno scoppio.

il problema sono invece le piscine di raffreddamento delle barre usate di combustibile in tutte le sei unità della centrale.

questi dieci giorni trascorsi senza corrente hanno impedito il raffreddamento delle barre di combustibile usato, che sono stoccate nelle piscine di raffreddamento e di "decantazione" a fianco di ogni reattore.
la temperatura sale, l'acqua bolle, anzi frigge, le barre restano a secco e dopo un po' l'uranio comincia a fondere.

se l'uranio fonde, però, non fonde nel chiuso blindato dei nòccioli (come è successo in parte nei vessel d'acciaio).
nel caso delle piscine di raffreddamento, queste sono ormai a cielo libero, dopo gli scoppi che hanno scoperchiato la parte non blindata delle unità della centrale.

e una fusione di uranio in aria libera sarebbe una catastrofe.
una catastrofe in senso letterale.

si cerca di raffreddare queste barre spruzzando dall'esterno con gli idranti grandi quantità di acqua fredda, cercando di riempire a spruzzo i vasconi (forse sono già pieni, ma nessuno può vederli).
per evitare che la radioattività esca, le barre devono essere coperte da molti (molti) metri d'acqua, che trattiene e frena i raggi.

l'alimentazione elettrica è stata ripristinata, ma solamente in parte.
e non gli impianti di raffreddamento di alcune piscine del combustibile.

non si può dare corrente di colpo a tutto l'impianto.
dopo il terremoto, dopo il maremoto, dopo le esplosioni di idrogeno dagli sfiati dei vessel, dopo l'allagamento con acqua di mare spruzzata in grandi quantità dagli idranti, non si può dare corrente alla centrale senza fare verifiche: basta un cavo scoperto, basta dell'acqua, basta un'apparecchiatura sventrata per scatenare corti circùiti e incendi devastanti.

per questo motivo si procede con estrema gradualità nel ridare l'alimentazione alle varie sezioni della centrale.

in molte zone della centrale la radioattività è così intensa che non si può nemmeno controllare lo stato dell'impianto elettrico: nessuno può pensare di entrare.
così si dà corrente un pezzetto alla volta.
se tutto è in ordine.
pronti a staccare non appena.

in tre delle sei piscine dei combustibile usato i termometri danno alla sala controllo indicazioni confortanti.
temperatura di 50 gradi.

confortante il fatto che in questi giorni la radioattività all'esterno della centrale stia scendendo in modo rapido.
si sarebbe già dimezzata nelle zone a nord-ovest appena fuori d
all'impianto.
ciò fa pensare che le fonti più attive di dispersione si siano fermate.

da tre delle sei piscine invece non arriva il segnale della temperatura.
i termometri sono stati fracassati dagli scoppi?
la temperatura è talmente alta che sono entrati in avaria e si stanno fondendo insieme con le barre di uranio?
i vasconi sono a secco?

è urgente capire che accade.
vai con la capsula palombara.

qui gli altri articoli di questo blog su fukushima:

lo stop al nucleare e il timore per il referendum sul legittimo impedimento

il modello della mappa animata della nuvola radioattiva

che cosa è accaduto davvero nella centrale giapponese

la paura del nucleare e il timore della vendetta degli dèi

 

  • alessandro |

    perchè solo tu sei così chiaro? grazie mille! la curiosità che mi uccide è come fai ad avere queste informazioni…

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