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documento inedito. il bandito giuliano era nella cupola mafiosa. e nel ’43 aiutò lo sbarco usa.

sorpresa. un documento inedito svela: il bandito giuliano faceva parte della cupola mafiosa e nel '43 contribuì in prima persona allo sbarco degli alleati.
lo afferma lo storico vincenzo prestigiacomo.

la vita e la morte del bandito salvatore giuliano (il "bandito di montelepre" del quale in ottobre sono stati riesumati i resti per fare l'esame del dna) sono ancora velati da mille punti oscuri.

per esempio la morte, di cui esistono cinque versioni differenti e che è segreto di stato fino al 2016. ufficialmente salvatore giuliano morì il 5 luglio 1950 in una sparatoria con la polizia a castelvetrano, dove (pare) era stato attratto dal suo luogotenente gaspare pisciotta con la spiegazione (pare) che avrebbe dovuto (pare) imbarcarsi in un (pare) sommergibile dell'us navy per fuggire negli stati uniti.
lo stesso gaspare pisciotta morì per un sindoniano caffè  alla stricnina poco prima di deporre al magistrato pietro scaglione la sua testimonianza della strage di portella della ginestra a piana degli albanesi (1° maggio 1947, assassinati 11 contadini comunisti) di cui fu accusato salvatore giuliano. (il procuratore scaglione fu ucciso dalla mafia nel '71).

prestigiacomo stava lavorando sulla figura del principe raimondo lanza di trabia per scrivere la riedizione del libro "il principe irrequieto. la vita di raimondo lanza di trabia" (prefazione di matteo collura, nuova ipsa editore, 184 pagine, 14 euro).

negli anni '40 il principe lanza faceva controspionaggio per conto degli statunitensi. studiandone le carte personali, prestigiacono ha scovato un documento inedito del 23 ottobre 1943.
un documento di rilevanza storica.

salvatore giuliano a soli 21 anni non era solo un picciotto che faceva "borsa nera", ma, stando al documento, era un giovane mafioso ben conosciuto anche agli alleati.

scrive un amico del lanza che si firma "vento di sera":

caro raimondo,
il gen. harold rupert alexander mi ha chiesto tue notizie; io sono stato vago.
l'altro ieri ho incontrato galvano che mi ha raccontato di cassibile e del suo amico gen. giuseppe castellano.
intanto a terre rosse (la villa dei trabia a palermo) ci sono diversi accampamenti e puoi immaginare quale confusione regna.
occorre urgentemente una tua presenza in città.
gli alleati nell'operazione "husky" hanno coinvolto personaggi mafiosi come salvatore giuliano.
questa notizia riservata l'ho appresa da robert kapa; così lo sbarco degli alleati è stato un gioco.
si dice che possa esserci anche un aiuto di lucky luciano, prigioniero negli stati uniti.

la prova della presenza di giuliano nei ruoli di vertice della cupola mafiosa accresce i dubbi sul destino del bandito che, secondo alcuni, non sarebbe stato ucciso in sicilia, ma sarebbe stato aiutato (dalla mafia? dai servizi segreti americani?) a fuggire negli usa.

qualche altra storia raccolta da prestigiacomo.
quando, il 30 novembre del 1954, raimondo lanza di trabia si uccise buttandosi dal secondo piano dell'hotel eden di via ludovisi, ad accorrere fu tutta la roma che conta.
tra i primi: gianni agnelli, edda ciano, giuseppe tomasi di lampedusa.
la vita del principe siciliano finì nel modo in cui era andata avanti negli ultimi vent'anni: sotto il flash dei fotografi e sulle prime pagine dei settimanali patinati.
a sentire l'ultimo respiro c'era tomasi di lampedusa.
lanza riuscì a "stregare" edda e galeazzo ciano, antonello trombadori, gianni agnelli - alla cui società val salso firmò cambiali per 200 milioni di lire di allora – olga villi, aristotele onassis, errol flynn, pamela digby churchill e rita hayworth.