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animalìe. i cinghiali al cesio di fukushima, i bramiti dei cervi sardi in amore, la gara di zucche.

i cinghiali radioattivi

alla faccia di obelix, il divoratore gallico di cinghiali.
dopo le centinaia di casi di bovini, anche i cinghiali nelle prefetture di fukushima e miyagi presentano livelli di radioattività al cesio superiori ai limiti di legge.

secondo quanto riferisce la stampa giapponese, 12 cinghiali abbattuti a fukushima (provincia che ospita l'omonima centrale nucleare di Dai Ichi) hanno presentato concentrazioni comprese tra i 563 e i 3.221 becquerel per chilo, contro il tetto massimo fissato a quota 500.
a miyagi, invece, l'unico cinghiale esaminato ha segnato valori di 2.200 becquerel.

le amministrazioni locali hanno disposto il rafforzamento delle analisi, peraltro già sollecitate dal ministero della sanità, mentre sale l'allerta sulle conseguenze per la catena alimentare della radioattività sprigionata dall'impianto nucleare di fukushima danneggiato dal terremoto e dal maremoto dell'11 marzo.
sono in corso i controlli anche sul nuovo raccolto di riso, alimento fondamentale della dieta giapponese.

i cinghiali cacciati ogni anno nelle due prefetture variano tra i 2mila e i 3mila, quasi 6mila nel complesso delle due province, e sono alla base di uno delle specialità più apprezzate della cucina giapponese: il sukiyaki alla nabemono, cioè in pentola con verdure.

 

sardegna: bramare e bramire

dall'arcipelago giapponese alla sardegna. appuntamento al tramonto nell’oasi di monte arcosu in sardegna per partecipare al monitoraggio del cervo sardo. la domenica 18 ci sarà la festa di fine censimento e un incontro pubblico sul cervo sardo e il futuro dell’oasi wwf.

passeggiare al tramonto lungo i sentieri della più grande riserva naturale del wwf italia, l’oasi di monte arcosu in sardegna – oltre 3.600 ettari di boschi–  per “catturare” i bramiti del cervo sardo in amore e partecipare così, dal 10 al 17 settembre, al censimento 2011 di uno degli animali simbolo dell’isola: è l’invito che il wwf rivolge ai cittadini sardi e agli amanti della biodiversità di tutta italia per godersi un ultimo scampolo d’estate a contatto con la natura e, allo stesso tempo, contribuire a tenere vivo l’impegno degli attivisti nell’anno internazionale delle foreste.

il censimento del cervo sardo viene effettuato con la metodologia del “bramito”, ovvero tramite l’ascolto del verso dei maschi adulti in amore da punti di osservazione selezionati.
viene calcolato il numero di maschi bramenti nel periodo di maggiore attività, ovvero a settembre, e da questo dato è poi possibile stimare la popolazione di cervi nell’area monitorata, che in media è presente in un rapporto di quattro femmine giovani per ogni maschio bramente.

minacciato d’estinzione soprattutto a causa della caccia, del bracconaggio  e della frammentazione del proprio habitat, il cervo sardo negli anni ‘70 era vicino all’estinzione. nel 1985 il wwf, con l’acquisto di monte arcosu grazie a una grande mobilitazione popolare, ne ha salvato uno dei nuclei vitali, pari a circa 80 esemplari.
nel 1989, secondo il primo censimento wwf, erano saliti a 200 esemplari.
secondo l’indagine del 2010, realizzata con il prezioso contributo di 100 volontari, il numero di cervi sardi nell’oasi era pari a 845 esemplari, per una densità media di circa 22 cervi per chilometro quadrato. se si tiene conto anche dell’area confinante – che trae vantaggio proprio dalla presenza dell’oasi – oggetto anch’essa del censimento, la popolazione stimata sale a 1.365 esemplari.
la tutela dell’area e la lotta al bracconaggio ha consentito la salvaguardia della sottospecie fino ad ottenerne una crescita graduale nel comprensorio e in altre aree della sardegna, e il suo ritorno in corsica dove si era estinto negli anni ‘70.

anche quest’anno viene rinnovato l’appuntamento per il monitoraggio della specie: dal 10 al 17 settembre, ogni giorno, al tramonto, dalle 19 alle 21, i gruppi di volontari guidati da esperti, tutti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, potranno esplorare le meraviglie dell’oasi inseguendo, con l’orecchio teso verso i boschi, il richiamo degli esemplari maschi per l’imminente stagione di accoppiamento.

il 18 settembre, a conclusione del monitoraggio, si terrà un incontro pubblico durante il quale una delegazione del wwf italia farà il punto sul progetto cervo sardo, sul contributo dell’oasi di monte arcosu per la salvaguardia di uno degli animali simbolo della sardegna, e sul ruolo futuro dell’oasi.

“il cervo sardo è uno dei simboli più significativi del successo dell’attività di conservazione del wwf – afferma fulco pratesi, presidente onorario del wwf italia. -  in 25 anni di attività sul territorio, a partire dall’istituzione dell’oasi di monte arcosu nel 1986 fino al primo censimento del 1989 rinnovato poi ogni anno con la partecipazione diretta dei cittadini al fianco degli attivisti del wwf, abbiamo realizzato quanto necessario per salvare questo splendido animale e il suo fondamentale ecosistema. anche quest’anno invitiamo i cittadini a prendere parte alla nuova edizione del censimento e ad essere così spettatori dei suggestivi richiami d’amore del cervo sardo e del suo incantevole habitat”. 

non bisogna infatti abbassare la guardia. la minaccia del bracconaggio diretto o indiretto è ancora ben viva e proprio di recente si sono verificati più casi nei pressi dei confini dell’oasi.

chi volesse partecipare deve compilare la scheda di adesione (se è già all'oasi di monte arcosu) oppure può rispondere al questionario all'indirizzo http://beta.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=28908&content=1

 

i cani milanesi

dalla sardegna a milano. e si parla di animali randagi.
domani venerdì 9 settembre il presidente della provincia di milano, guido podestà, presenterà lo spot televisivo mirato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di combattere il fenomeno del randagismo attraverso la sterilizzazione di cani e gatti.
lo spot, realizzato da on production, verrà messo in onda a partire dall’11 settembre su tutte le reti mediaset e avrà come testimonial rita dalla chiesa.
l’iniziativa, patrocinata a costo zero dall’ente, è promossa da mediafriends in collaborazione con il ministero della salute, la federazione nazionale ordini veterinari italiani (fnovi) e le associazioni animaliste chiliamacisegua, noi animali onlus, arca e il rifugio del micio di vigevano.

 

zucche piene

dal regno animale
a quello vegetale. cioè l’11 settembre delle mega zucche: sul lago d’iseo i giganti da 600 chili.

la sfida, valida per il titolo italiano di questa specialità, si terrà a sale marasino (brescia) sul lago d’iseo, nell’ambito della fiera “sale in zucca” che inizia il giorno prima e che vede protagonisti tutti i prodotti (olio, fiori, frutta, verdura, latte, formaggi, marmellate e vino) grazie al mercato contadino di campagna amica.

la competizione delle zucche giganti – spiega la coldiretti lombardia – è nata 28 anni fa grazie al club maspiano con i semi di un esemplare arrivato dalla toscana e che pesava 47 chili, mentre la settimana prossima si attendono dei “mostri” fra i 500 e i 600 chili.
dal 1983 a oggi il peso è sempre aumentato: 33 chili, poi 69, quindi 154, negli anni novanta si sfondarono i 200 per arrivare nel 2001 a 300 chili.
nel 2010 vinse una zucca di 504 chili e quest’anno si attende un gigante di oltre 600. “anche se non lo sai fino all’ultimo perché nessuno ti dice cosa porta e quanto pesa”, spiega sergio moretti, 46 anni, muratore, figlio di agricoltori e socio del club maspiano.
domenica 11 settembre ci saranno circa 50 concorrenti dalla lombardia, dal veneto, dall’emilia, dall’umbria e dal piemonte.
i “giganti”, trasportati grazie a camion e imbracature, verranno sistemati sul piazzale del comune: la pesatura inizierà verso le 14 e si concluderà entro le 18 con la proclamazione del vincitore.
le prime quattro zucche verranno poi sezionate e i semi venduti per la competizione del 2012. “ma anche con quei semi non è detto che si possa avere lo stesso risultato”, spiega moretti, che partecipa da anni e che ha vinto diverse volte.

i segreti per tentare di avere una mega zucca sono: un terreno non argilloso ben lavorato, almeno 70 metri quadrati di spazio, protezioni antigrandine, irrigazioni frequenti e l’eliminazione delle foglie in eccesso.