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l’ecocasa italiana vince il solar decathlon mondiale di versailles. zazzarazzà.

zazzarazzà, farà piacere un bel mazzo di rose e il rumore che fa il cellofàn. sono le parole di una canzone di paolo conte, “bartali”, in cui i “francesi s’incazzano”.
più sotto spiegherò, con un link al video della canzone, perché comincio da questa canzone sui francesi e sugli italiani che vincono faticando in salita.

primi non sul campo di calcio, ma nel campo del green: l’italia vince il campionato del mondo dell’efficienza energetica, dell’innovazione, della sostenibilità e della bellezza.
rhome for dencity, la casa efficiente progettata e costruita dal dipartimento di architettura di roma tre, ha sbaragliato in volata germania, cile e olanda, che avevano guadagnato alcuni importanti riconoscimenti nelle 10 prove previste nel solar decathlon, l’olimpiade dell’architettura sostenibile.
la competizione, lanciata nel 2002 dal dipartimento dell’energia degli stati uniti, quest’anno si è tenuta a versailles dal 27 giugno al 12 luglio. (negli anni scorsi la gara si era svolta a madrid).

la casa italiana è a un piano solo, di legno (sponsor la rubner), dipinta di un bel rosso, con tecnologie termiche fornite dalla daikin (raffrescamento, riscaldamento e gestione intelligente dell’impiantistica).
l’ho visitata per bene, accompagnato dalla guida accurata dei futuri architetti.
ha una bella cucina, un soggiorno, una camera, un vasto corridoio (imposto dalle regole del solar decathlon in modo che sia percorribile anche dalle carrozzine degli invalidi), due terrazze (in una delle quali c’è un calciobalilla), amplissime vetrature, pannelli solari sul tetto.
l’arredamento è semplice ed elegante.
altri dettagli. il risultato è una casa trasportabile in treno, conveniente e minimale. costruita in legno certificato a basso impatto ambientale; 65 metri quadrati di comfort e tecnologie applicate, dotate di illuminazione naturale e artificiale di avanguardia, con una forte attenzione alla qualità dell’aria interna per garantire il massimo comfort e la massima salubrità. una casa architettonicamente bella, pensata per mettere assieme sobrietà ecologica e qualità del design.

sono dieci i criteri per assegnare i punteggi, tra i quali spiccano la velocità di costruzione (molti paesi come l’india o la francia sono riusciti ad allestire le loro case modello solamente dopo l’apertura della gara), le condizioni dell’aria e del clima dentro l’edificio.
alcune prove sono anche di abitabilità: i concorrenti devono simulare un uso normale, compresa una bella doccia calda (i consumi d’acqua ed energia vengono monitorati con attenzione dalle strumentazioni) e devono invitare a cena i concorrenti degli altri paesi, cucinando (consumi ricontrollati) e guadagnano punti anche per la qualità dell’ospitalità altrui.

altre case che mi hanno colpito nel parco di versailles sono state quella del cile (una casa che si allestisce in tre giorni e serve per costruire villaggi d’emergenza per eruzioni, alluvioni, terremoti, zunami e altri disastri che colpiscono spesso quella splendida e tormentata terra), la casa allestita dalle filippine (bambù; il pian terreno per la zona giorno e le camere al piano rialzato, con riserve per la sopravvivenza in caso di alluvione o zunami), la svizzera (un cubo bianco che, collegato con altri cubi simili forma un condominio), la casa tedesca (appartamenti di lusso da realizzare sui tetti dei grandi condomìni).

“quella di stanotte è anche la vittoria dell’italia che sa produrre innovazione, creatività, impegno in un settore di punta”, commenta chiara tonelli, architetta, docente, alta, capelli lunghi, elegante anche se indossa una tshirt, una forza della natura, team leader di rhome. “ed è anche il risultato di questi mesi di lavoro intenso, la summa della passione e perseveranza di tutta la squadra. non abbiamo puntato a vincere le singole prove, ma soprattutto ad assicurare il reale funzionamento dell’abitazione, per farla diventare non un sogno ma una possibilità concreta: rhome non nasce per rimanere su un foglio di carta, ma per costituire una vera alternativa in grado di far fronte alle sfide ambientali ed energetiche. è una casa che risponde alla necessità di aumentare la densità urbana eliminando sprechi energetici, bruttezza, abusivismo, degrado e aumentando la coesione sociale e la capacità di risposte collettive alla crisi”.

le prove del solar decathlon hanno costituito un severo test per rhome, l’abitazione studiata per la riqualificazione delle aree abusive di tor fiscale a roma, sottoponendola a verifiche di costruzione e qualità architettonica; ingegneria; efficienza energetica; sostenibilità; design e trasportabilità; comunicazione e sensibilizzazione del pubblico.
inoltre il bilancio energetico, le condizioni di comfort, il funzionamento della casa sono stati monitorati dai giudici durante tutta la durata della competizione. dieci prove – il decathlon, appunto – che hanno evidenziato come questa casa pensata per produrre più energia di quanto ne consuma, per utilizzare strumenti di difesa passiva dalle temperature sia calde che fredde, per tenere sotto controllo la qualità dell’aria e permettere sia funzioni di abitazione che di lavoro è una proposta vincente in una prospettiva di società a basse emissioni di carbonio.

“il team composto da più di 40 giovani, tra studenti e dottorandi, che ha lavorato per mesi al progetto presentato a versailles, dimostra come questa attività di ricerca abbia anche un’importante valenza didattica”, afferma il rettore dell’università roma tre mario panizza.

gioco di squadra, innovazione e un’attenzione particolare all’integrazione e inclusione sociale rappresentano i punti di forza del prototipo rhome, che ha convinto la giuria anche per la reversibilità degli spazi, gli arredi recuperati, un sistema ben equilibrato di raffrescamento e riscaldamento e la capacità del team di gestire la casa con facilità, adattandola giorno per giorno alle condizioni climatiche. la presenza di sponsor italiani di altissimo livello, rappresentativi della green economy più competitiva, ha completato il quadro del progetto di roma tre.

mi dicono che la casa italiana abbia battuto il concorrente francese per un solo punto. e quindi devo ricordare una canzone di paolo conte:
“bartali”, con gli italiani e i francesi che s’incazzano

sponsor del progetto rhome for dencity: rubner haus e daikin.

altri sponsor cga-energie, schneider electric, solbian, demode, that’s my led, almaviva, velux, ideal standard, clei, cial, eurotherm, serge ferrari, aero sekur, bright materials, applicazioni tecnologiche, zoomorfic, entre amis.

  • arthemis |

    Piccola domanda: tecnologia estendibile a edifici multipiano? Se tutte le famiglie italiane andassero a vivere in abitazione singola credo riusciremmo a ricoprire l’intera superficie del paese (senza considerare le seconde case).
    Altro dubbio: l’inerzia al cambiamento è sempre forte, ma se in qualche millennio l’edilizia italiana si è assestata su mattone-pietra anziché sul legno forse c’è un motivo. Le pareti perimetrali di queste abitazioni hanno buona capacità termica?

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