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alle radici dell’energia: vita di piattaforma. 5 – la palestra, il cuoco, i turni.

(quinta parte. per leggere le prime quattro puntate clicca qui, qui, qui e qui)

36° 32' 21'' nord, 14° 37' 32'' est

a bordo della piattaforma vega-a, persa nel mediterraneo tra la sicilia e malta a una ventina di chilometri al largo della costa ragusana, vive una trentina di persone. il minimo tecnico, l'equipaggio che vi vive sempre, è formato da una quindicina di persone. sono i turnisti, dipendenti dell'edison. sono due equipaggi che si dànno il turno.
due squadre: due quindicine di turnisti dell'edison, due squadre di cuochi della cucina, due infermieri e così via.
quattordici giorni un gruppo, quattordici l'altro.

Vega alloggi
 

non sono turni omogenei, con il cambio della guardia.
allo scadere del turno, cambia una parte degli addetti. ma non tutti.
in 24 anni di estrazione di petrolio in mezzo al mare, le turnazioni si sono sfalsate. c'è chi è dovuto tornare a terra per una carie disperante, chi ha dovuto scambiare il turno con il collega perché per la moglie si avvicinava il periodo del parto, chi ha dovuto andare e tornare per impegni.
c'è anche la volta in cui non si può cambiare equipaggio: il mare furioso impedisce di scendere a terra e di salire a bordo.

poi ci sono quelli che non fanno turni.
la squadra di manutenzione che si trattiene una settimana, il gruppo di tecnici che deve istallare un'attrezzatura.

non dorme a bordo, per esempio, rosario riscica, 43 anni, di siracusa.
è un tecnico di stazioni radio e telecomunicazioni. non vive in piattaforma.
è salito a bordo per controllare che la stazione radio sia in ordine.
"l'impianto vhf si collega con il marittimo del porto di pozzallo. quello mfhf si aggancia con lampedusa, ma poi si parla con palermo".

così tutti i giorni c'è qualcuno che parte e qualcuno che arriva.

si arriva in elicottero, con il bk117 marcato i-meso.

oppure, se c'è brutto tempo, si arriva con il battello.
lo chiamano supply vessel, una piccola nave da carico che regge bene il mare e che esce dal porto di pozzallo per portare su vega le cose pesanti, le scorte di cibo, le attrezzature, i ricambi.

il battello accosta e dalla piattaforma il gruista tira su il carico e lo deposita sul piazzale. ma a volte il gruista deve portare su uomini, e usa il basket, il cesto.
un trespolo di corda cui ci si aggrappa (allacciati con le cinture e i moschettoni), il gruista solleva il grappolo di uomini e lo deposita con dolcezza sulla piattaforma, oppure sul supply vessel se sono squadre in partenza.

in tutto, ci sono alloggi per ospitare fino a 120 persone.
erano in 120 nei mesi delle trivellazioni, a metà anni '80, ma ormai la piattaforma ha una certificazione per un'ottantina di persone in contemporanea. i salvagente, gli autogonfiabili, le scialuppe sono certificate per un'emergenza di quell'ottantina di persone, anche se non ci sono mai così tante persone.

la piattaforma può stare in autonomia per settimane intere. c'è la palestra, per distendere i muscoli e soprattutto i nervi. c'è la sala tv. c'è un salotto per i fumatori. c'è la lavanderia che màcina lenzuola.

la palestra.

Vega palestra
 

la piattaforma ha un cervello e uno stomaco.

il cervello è la sala controllo, su un ponte basso. isolata, con un sistema di porte tagliafuoco, con autonomia funzionale totale, con prese d'aria speciali che tengono la sala controllo in leggera sovrappressione in modo che un eventuale fumo non riesca a entrare.

la sala controllo

Vega sala controllo
 
lo stomaco è la sala mensa, l'altro punto di riunione in caso di allarme generale.
in mensa lavora mimmo cozzolino, 57 anni, cuoco di torre del greco.
ama il suo specialissimo ristorante in mezzo al mare. riserva ai suoi petrolieri le ricette più gustose, roba da ristorante del centro.
mimmo fa il pane fresco tutti i giorni, ma quando gli viene lo sfizio inforna pizze come solo chi è di torre del greco sa fare.

le cabine sono a due letti (cuccette a castello) e hanno doccia e gabinetto come in albergo. manca però un oblò: negli anni '80 si faceva così, niente oblò per guardare il mare.

ci si conosce tutti, anche quelli dell'altro turno – appunto perché i turni non sono perfetti come un cambio della guardia.
è raro che arrivi qualcuno di nuovo. sono sempre gli stessi, da anni.

in tempi recenti, tra i giovani solamente uno di loro – assunto dall'edison – ha fatto di tutto pur di essere imbarcato in piattaforma, pur di evitare la noia dell'ufficio a terra o dei cantieri.

(5 – segue)

leggi qui la prima puntata (1 – all'eliporto)

leggi qui la seconda puntata (2 – il viaggio verso sud)

leggi qui la terza parte (3 – sul giacimento)

leggi qui la quarta parte (4 – toccando il petrolio con mano)