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rifiuti del cairo. napoli snobba le tecnologie italiane, l’egitto ne va pazzo. (si parla anche di roma e mondovì)

ieri avevo raccontato il caso dei rifiuti di napoli e dell'impianto stir di tufino che non piace all'asìa, l'azienda di nettezza urbana di napoli, e che invece viene visitato come modello di scuola dal ministro argentino dell'ambiente.

oggi c'è un altro caso.
non troppo diverso.
un caso che tocca ancora una volta l'azienda di napoli, asìa, ma anche l'azienda di roma, ama.

ovvero: napoli (e l'italia) snobba le imprese italiane, che invece all'estero piacciono.
piacciono molto.
e risolvono i problemi.

questa sera con ogni probabilità potrò darti un'anticipazione succosa.

la notizia:
un’azienda italiana si è aggiudicata la gestione della metà dei rifiuti prodotti nella città del cairo, in egitto.
si tratta di gestire una produzione giornaliera di 2.250 tonnellate.
sarà la aaec, controllata di asa international del gruppo gesenu di perugia, a gestire fino al 2018 il ciclo integrato dei rifiuti nelle zone nord ed ovest del cairo, aree nevralgiche per l’amministrazione pubblica, la vita politica e il turismo.

l’importo annuo del contratto ammonta a 50 milioni di euro e la gestione dei rifiuti riguarderà 5,5 milioni di abitanti di 15 distretti della città, per un’area totale pari a circa 64 chilometri quadrati.
gli operai impiegati saranno 5.500 e avranno in dotazione 540 mezzi operativi.
inoltre, a 25 chilometri dal centro città saranno realizzati una nuova discarica controllata e un impianto di selezione e compostaggio tecnologicamente all’avanguardia.

in campania, un impianto del genere lo chiamerebbero stir e verrebbe chiuso con un pernacchio per far funzionare al suo posto le discariche. com'è accaduto con lo stir di tufino, che non viene usato e invece la monnezza va a finire nella terzigno delle contestazioni.

il nuovo contratto, firmato con il presidente della ccba ahmed ali ahmed alla presenza del ministro delle finanze youssef boutros ghali, del ministro dell'ambiente egiziano george maged e del governatore del cairo abdel azim wazir, avvicina la gestione dei rifiuti egiziana agli standard europei.
prevede la fornitura dei servizi che riguardano il ciclo completo della gestione dei rifiuti solidi urbani, ovvero: spazzamento, raccolta porta a porta, raccolta stradale dei residui commerciali , trattamento di selezione e compostaggio, smaltimento finale e campagne di sensibilizzazione ambientale.

in altre parole, il cairo adotta l’intero sistema di raccolta domestica che era stato elaborato anche da uno studio che era stato sviluppato da fortunato gàllico ed era stato finanziato dal conai, il consorzio nazionale imballaggi.
il piano era stato proposto e presentato all'asìa di napoli ed è finito in un cassetto dell'azienda.

soddisfatto per l'intesa al cairo il presidente di aaec, carlo noto la diega: “l’accordo dimostra come, al di là delle gravi emergenze tornate in questi giorni sotto i riflettori dei media, anche l’imprenditoria italiana di questo settore sia viva e continui a raccogliere nel mondo apprezzamenti e riconoscimenti grazie a quanto le nostre imprese sono in grado di realizzare in italia e all’estero”.

la gesenu è proprietaria della città delle tecnologie ambientali a roma (controllata dall'avvocato manlio cerroni).
mi dicono che la gesenu si era offerta di gestire gli impianti campani di selezione del cdr (oggi stir) al prezzo di a 98euro per ogni tonnellata di spazzatura trattata.
la gesenu aveva proposto a napoli anche di gassificare le ecoballe. come farà al cairo.

non basta.

anni fa il servizo rifiuti al cairo era stato vinto dall'ama, l'azienda di nettezza urbana di roma, attraverso la consociata ama international.

l'ama aveva mandato a dirigere le attività in egitto a uno dei massimi esperti italiani di gestione della spazzatura (nonché anticipatore delle tecnologie di gassificazione), davide aimeri.
aimeri è un ingegnere piemontese, cuneese, di mondovì. discende da una famiglia che per quasi un secolo ha gestito tramite l'aimeri spa i servizi di nettezza urbana in mezza italia. poi l'azienda è stata venduta.

la gestione dell'immondizia del cairo con aimeri funzionava.
funzionava troppo bene
.

e il giovane ingegnere è stato rispedito in italia, per sostituirlo con un dirigente interno all'azienda.

qualche numero sulla nuova intesa al cairo:

50 milioni di euro annui è l'importo del nuovo contratto;
15 sono i distretti della città serviti, pari a un'area di circa 64 chilometri quadri, 775 chilometri di strade principali e 1.960 chilometri di strade secondarie;
5,5 milioni di abitanti serviti, attraverso 861mila utenze domestiche, con una densità media abitativa di 94mila abitanti per chilometro quadro, e una produzione giornaliera di 2.250 tonnellate di rifiuti al giorno;
5.500 impiegati e operai e 540 mezzi operativi;
è, inoltre, prevista la realizzazione di una nuova discarica controllata e di un impianto di
selezione e compostaggio tecnologicamente all'avanguardia, entrambi collocati a 25 chilometri dal centro cittadino.

grazie al processo di selezione si recupereranno quantità significative di carta, cartone, pet, vetro ed alluminio. il compost, visto l'alto contenuto percentuale di organico e la bassa presenza di imballaggi rispetto alla media dei rifiuti prodotti in europa, resterà comunque il principale output dell'impianto.

le notizie di ieri da napoli:

sono destinate ad aumentare le 3000 tonnellate di rifiuti presenti nelle strade e il comune sta valutando, con i soli 30 camion liberi, di
concentrare la raccolta nella zona ospedaliera e in prossimità delle scuole. le notizie sono dell'assessore all'igiene urbana, paolo giacomelli, che ha relazionato in consiglio comunale sull'emergenza, sottolineando come tutti i tentativi di solidarietà siano stati finora vani. "c'è stata tanta buona volontà nelle riunioni, ma alla fine siamo a uno stallo e soprattutto i nostri camion stentano a sversare nelle discariche che ci
assegnano", ha detto giacomelli. l'assessore ha sottolineato come la
provincia di napoli stia affrontando il problema in modo quotidiano e soprattutto senza strumenti e competenze.  "non è colpa loro, è la provincializzazione che è assurda – ha detto giacomelli – anche l'ipotesi della spagna è una soluzione alla quale avevo lavorato ma che in ogni caso prevede due mesi di programmazione. forse l'unico strumento del presidente della provincia luigi  cesaro è quello di bloccare il
trasferimento nel termovalorizzatore di acerra anche dei rifiuti delle altre province. loro non vogliono i nostri rifiuti, ma conferiscono ad acerra la loro frazione secca".
attualmente solo 610 tonnellate di rifiuti sono in giro vicino a discariche e impianti stir, ma nessun camion era ancora riuscito a scaricare. alle 13 di ieri nessuna delle 300 tonnellate di rifiuti in attesa a tufino è stato conferito, così come per le 200 di caivano, le 60 di battipaglia e le 50 dello stir di giugliano.
"purtroppo non possiamo dire se i rifiuti in strada aumenteranno perché dipende tutto da cosa riusciamo a conferire – ha detto giacomelli – basti pensare che ieri delle 600 tonnellate previste a tufino, ne abbiamo scaricate solo 118. questo significa avere circa 100 camion pieni e solo 30 liberi".

le notizie di oggi da napoli:

aumentano i quantitativi di rifiuti in strada a ercolano (napoli) per il mancato conferimento in cava sari a terzigno. in queste ore la situazione è critica: montagne di sacchetti sono presenti in tutte le zone del centro e della periferia. con la cava off limits non si sa in che luogo scaricare.
"attendiamo risposte dal presidente della regione – fa sapere l'assessore comunale all'ecologia, salvatore cristadoro – mentre stiamo accelerando l'iter per l'allestimento di un sito di stoccaggio provvisorio".
difficoltà anche a san giorgio a cremano (napoli) dove a terra rimangono circa settanta tonnellate di immondizia. il mancato conferimento alla cava sari disposto dall'ordinanza del sindaco di terzigno, domenico auricchio, sta mettendo in ginocchio molti comuni.

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