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rifiuti di napoli. visita notturna a sorpresa a tufino. rischio beffa sugli aiuti al vèneto allagato.

oggi avevo raccontato in "correnti" di come napoli snobbi le tecnologie complesse a favore delle discariche (più facili solamente in apparenza). mentre quelle stesse tecnologie snobbate dall'azienda di nettezza urbana di napoli, asìa, vengono esportate con successo in mezzo mondo, dall'argentina all'egitto.

a quando ho appreso, questa sera l’impianto stir della biocon a tufino è stato visitato da nicola dell’acqua, a capo dell’autorità di bacino del fiume adige, uomo di grande esperienza nella protezione civile; dal generale mario morelli, vicario di bertolaso, comandante logistico sud dell’esercito; da una rappresentanza della procura della repubblica di napoli.
con loro, il sindaco di tufino, l’attivissimo carlo ferone, di area an.
non ho strumenti per accertarti questa visita di studio.

qualcosa (finalmente) si sta muovendo.

aggiungo una nota sul vèneto allagato collegata con i rifiuti di napoli.

dice giuseppe bortolussi, l’infaticabile segretario degli artigiani mestrini della cgia: "non vorremmo che il decreto sui rifiuti di napoli impedisse la immediata sospensione del pagamento delle tasse".
è ormai una questione di giorni. se non si interverrà con un decreto del ministro tremonti in tempi brevissimi, si corre il rischio che il prossimo 30 novembre le imprese alluvionate venete siano costrette a pagare, nonostante le grosse difficoltà di questi giorni, le scadenze fiscali e contributive.
dice bortolussi: "in sede di conversione del decreto legge 195/2009, emanato per far fronte allo stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione campania e per l’avvio della fase di ricostruzione post-emergenza dopo il sisma dell’abruzzo, è stato introdotto un comma ulteriore ad uno specifico articolo della legge 225/1992 sull’istituzione del servizio nazionale di protezione civile. secondo questa modifica normativa – prosegue bortolussi – coloro che sono interessati da eventi eccezionali possono godere di una sospensione fino a 6 mesi dei termini per gli adempimenti e versamenti relativi a tributi e contributi. questo differimento deve essere disposto con legge e disciplinato con regolamento ministeriale. inoltre, si precisa che il diritto è riconosciuto esclusivamente in favore dei soggetti interessati dagli eventi calamitosi”.

insomma, fanno sapere dalla cgia, sembra di capire che la sospensione deve essere nominativa e non riferibile a un’area (circoscritta) colpita da un evento calamitoso.

“come è facile dedurre – conclude bortolussi – se si seguirà questo iter, come già indicato nella recentissima ordinanza della presidenza del consiglio, probabilmente solo fra qualche mese avremo la sospensione con la beffa che entro il 30 di questo mese si dovranno pagare le tasse”.