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libia. sganassoni in aeroporto. gli abbandonati del deserto. e altre storie.

mi arrivano da tripoli storielle di episodi minimi e drammatici. storielle non verificabili.
quindi, gentile lettore, non prenderle per buone.
valgono come le notizie unverified che arrivano via twitter o via facebook: nugae.

niente panico niente panico
in uno dei primi voli di rimpatrio dalla libia, un gruppo di dipendenti dell’eni si sono esibiti in una zuffa stile saloon per riuscire a salire sull’aereo.
sarebbe avvenuto ieri.
non so se sono volati gli sganassoni in stile bud spencer+terence hill.
ovviamente il terrore di restare a terra era eccessivo.
gli aerei (sia i voli di linea dell’alitalia, sia i voli privati dell’eni e delle altre aziende italiane presenti in libia) fanno la spola e raccolgono tutti.
nessuno resterà a terra.

servizio scopa
le aziende estere presenti in libia stanno organizzando (ciascuna in modo indipendente dalle altre. non si sono coordinati in modo unitario) voli per raccattare i dipendenti sparsi nel cantieri remoti, facendo servizio scopa.

la zattera del medusa
nel cantiere perso nel nulla del deserto.
forse nel fezzàn, forse in cirenaica, forse a sud di sirte: non so.
i dipendenti libici sentono che a bengàsi c’è rivolta. sentono che tripoli ribolle.
“anch’io anch’io”. vogliono partire, combattere. partecipare alla liberazione.
saltano sulle toyota, sui furgonati, sui fuoristrada del parco macchine del cantiere.
bai bai, italiani! e se ne vanno, ciulando tutti i veicoli.
e gli italiani restano lì, senza più macchine.
isolati.
aggrappati al cantiere in mezzo al mare di sassi e sabbia come i naufraghi sulla zattera del medusa.

comunicazioni ufficiali
informano il ministero dello sviluppo economico e l’eni con alcune note ufficiali che in seguito alla temporanea sospensione di alcune attività di produzione di gas naturale in libia, la fornitura di gas attraverso il gasdotto greenstream è sospesa ma non ci sono problemi di approvvigionamento del metano all’italia.
per gli aggiornamenti leggi l’articolo sul sito web del sole 24 ore
l’eni conferma di essere in grado di far fronte alla domanda di gas da parte dei propri clienti. attualmente la libia fornisce circa il 10% del fabbisogno italiano di gas.
le procedure di messa in sicurezza attivate dall’eni consentono un’opportuna tutela tecnica del gasdotto e non comportano alcun problema per la sicurezza degli approvvigionamenti e il consumo di gas per il nostro paese.
l’italia importa infatti gas da diversi paesi, attraverso un sistema differenziato di fonti e gasdotti, di cui quello libico rappresenta circa un decimo delle attuali forniture.
il sistema di stoccaggio di gas esistente nel nostro paese può consentire, in caso di necessità, di avere un’ulteriore riserva per la sicurezza delle forniture.
pur non esistendo dunque alcuna problematica ed essendo assicurati i consumi per il medio-lungo periodo, si evidenzia che presso il mise sono in funzione le strutture tecniche – in primis il comitato monitoraggio gas – deputate a monitorare costantemente la situazione e esaminare gli scenari a medio-termine.
le installazioni di produzione e trattamento di idrocarburi nel paese non hanno subito alcun danneggiamento.
è inoltre in corso il completamento del rimpatrio dei dipendenti e dei familiari, avviato nella giornata di ieri.
in libia rimangono ancora 34 dipendenti, presso i siti operativi e il presidio di tripoli.
l’eni ha provveduto a rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza a tutela di persone e impianti e sta operando un costante monitoraggio della situazione in corso.