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mosca. chiude la zil, che produceva le auto del pcus (e l’incredibile auto a vite). video e foto.

un duro colpo per i feticisti della nostàlghia sovietica.
chiude i battenti per il rischio di fallimento la mitica fabbrica automobilistica zil di mosca, che in epoca sovietica produceva le vetture di lusso destinate alla nomenklatura, da stalin a breznev.

lo racconta il mensile web di reportage fotografici e diari di viaggio vie dell'est.

non è riuscito a salvare la casa automobilistica neppure il cremlino, che aveva chiesto alla zil di elaborare un modello tutto nuovo per i leader del paese, in modo da offrirne un’immagine più “made in russia’’.
il presidente dmitri anatòlevic medvèdev e il premier vladìmir vladimìrovic putin viaggiano a bordo di mercedes classe s, mentre i funzionari del cremlino e del governo hanno in dotazione le bmw serie 7.

ecco le zil durante le sfilate sulla piazza rossa:  

un cenno di storia industriale (e politica).
nata con il nome "amo" il 2 agosto del 1916 (20 luglio per il vecchio calendario di giulio cesare, usato fino alla rivoluzione del '17), nel pieno della prima guerra mondiale, la fabbrica cominciò con la produzione delle f15 su licenza fiat. prima di una lunga serie di licenze della casa torinese in russia e poi unione sovietica (basta pensare alle zigulì-fiat 124 prodotte dalla vaz a toliatti).

nel '31 la casa "amo" cambiò nome in zis in onore di stalin (zis, zavod imini stalin, fabbrica stalin) e nel '56, morto da tre anni il dittatore stalin, mentre chrusciov destalinizzava l'urss con il xx congresso del pcus, la zis anch'essa si destalinizzò dedicandosi a ivan alekseevic lichaciòv e cambiando il nome zil (zavod imeni lichaciòv).

la zil è entrata nella storia per le sue grandi e solide vetture destinate ai dirigenti del pcus. ha continuato a usare le zil anche il primo presidente della russia post-sovietica, boris eltsin, ma l’ultimo ordine è del 1999.

poi la zil si è convertita soprattutto alla produzione di camion.

ha prodotto anche veicoli sperimentali decisamente coraggiosi, come questo spettacoloso fuoristrada tuttoterreno che, invece delle ruote, usa due enormi viti.

ecco il fantasmagorico fuoristrada a vite.

 

“più produce e più aumentano le perdite”, ha ammesso il vicesindaco di mosca, andrei sciaronov, svelando un debito di 14 miliardi di rubli (350 milioni di euro).
il direttore della società, konstantin laptev, è stato silurato nei giorni scorsi: percepiva un astronomico onorario annuale di 250 milioni di rubli (oltre sei milioni di euro), quanto bastava per pagare i 200 milioni di rubli (5 milioni di euro) di stipendi arretrati agli operai.

il comune di mosca, che controlla il 64% della casa automobilistica, non pensa di vendere la fabbrica ma di utilizzare i 300 ettari di terreno in cui sorge: l’idea, per ora, è di costruire case e una grande università, conservando solo il 10% dell’area per attività produttive, non necessariamente di tipo automobilistico.

per capirci: questa è la produzione ATTUALE.
un autentico e spettacolare fòssile dell'industria dell'auto.
la voglio!

Zil 41047