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da dicembre a venezia una mostra su pietro bellotti, vedutista del ‘700 nipote di canaletto.

dal 7 dicembre al 28 aprile a venezia a ca’ rezzonico una strepitosa mostra su pietro bellotti, fratello di bernardo bellotto e nipote di canaletto, attivo soprattutto in francia nel corso della seconda metà del settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione monografica.

Pietro Bellotti, L’ingresso del Canal Grande con la basilica della Salute - Ginevra, collezione privata

la mostra nel museo del settecento veneziano fa parte del ciclo “archivi del vedutismo”, dedicato ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti complessi di uno dei generi più amati della pittura del xviii secolo.

la mostra, curata da charles beddington, alberto craievich e domenico crivellari, riunisce per la prima volta quarantatré dipinti spettacolari provenienti da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il percorso artistico di bellotti.

faranno parte dell’esposizione, allestita nelle sale scenografiche al primo piano di ca’ rezzonico, i pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal xviii secolo: si tratta dei dipinti pilota da cui è iniziata, a partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.

il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le invenzioni di canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano con numerose vedute delle più importanti città d’europa – oltre ad alcuni capricci architettonici – e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite, una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in passato.

pietro bellotti è l’ultimo nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e complicata dove tutti sono pittori, per di più specializzati in vedute.

negli anni della giovinezza di pietro lavorano a venezia, oltre al fratello, anche lo zio e il decano bernardo canal, attivo in città fino alla morte, avvenuta nel 1744.

considerato questo contesto è inevitabile che egli si dedichi da subito alla pittura.

sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.

nasce a venezia nel 1725; a sedici anni è registrato come apprendista nella bottega del fratello che pure ha solo tre anni più di lui e che alla stessa età era già documentato negli elenchi della fraglia dei pittori.

l’atto notarile che sta alla base della sua recente riscoperta critica, impegna il maggiore dei due fratelli a insegnare al più giovane la propria arte. non si tratta però di una formalità. in cambio, pietro si impegna a versare a bernardo una bella somma: centoventi ducati per essere istruito in un genere che gode il favore dei visitatori stranieri.

il rapporto tuttavia non è destinato a durare. meno di un anno dopo il contratto viene sciolto e il giovanissimo pittore abbandona la casa dove il fratello abita con la madre. non sappiamo le ragioni di questa rottura.

ritroviamo pietro bellotti a genova nel 1746, dove incontra la sua futura moglie con la quale si trasferirà a tolosa.

lungo tutta la seconda metà del secolo è documentato in francia. proprio tolosa, città dove stabilisce la famiglia, rimane la sua patria di elezione e il centro della sua attività, ma lo ritroviamo per due periodi a nantes (1755, 1768), a besançon (1761), a lilla (1778-1779), e a parigi in più occasioni, per la prima volta nel 1754-1755 , dove si può riconoscere in quel “sieur canalety peintre venitien” ricordato in un foglio pubblicitario.

un contemporaneo, jean-paul lucas, nel 1805 lo ricorda “morto da poco tempo in francia”.

Pietro Bellotti, Il Campo SS. Apostoli dal Rio SS. Apostoli - collezione privata

un’esistenza errabonda e avventurosa, frequentazioni equivoche in un contesto che ricorda quello di avventurieri come cagliostro e casanova.

anch’egli utilizza, per evidenti motivi promozionali, il nome di canaletto, anche se in maniera meno continua rispetto al fratello bernardo. oltre all’annuncio – quasi truffaldino – comparso a parigi, il pittore si firma in alcuni casi noti “bellotti dit canaletti”, cercando sempre di avocare a sé almeno parte della fama di cui gode lo zio.

 

dettagli:

  • ca’ rezzonico – museo del settecento veneziano
    dorsoduro 3136, 30123 venezia
  • vaporino linea 1, pontile ca’ rezzonico
  • 7 dicembre 2013 – 28 aprile 2014
  • fino al 31 marzo 10–17 (biglietteria fino alle 16)
    dal 1° aprile 10–18 (biglietteria fino alle 17)
    chiuso tutti martedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio
  • biglietti 8 euro (ridotto: 5,50).
  • call center 848082000 (dall’italia)

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alla mostra è abbinato un catalogo edito da scripta (verona, 2013), con interventi di charles beddington, alberto craievich, domenico crivellari e carlo montanaro.