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la nazionalizzazione dell’isoletta rosa di budelli e il sofà verde dell’ambientalismo

povera isola di budelli, dal nome così facile da ricordare e così postribolare, diventata oggetto delle attenzioni degli ecologisti da sofà.

privata da sempre, l'isola è nello stretto di bonifacio fra sardegna e corsica e ha una spiaggia famosa per la sabbia di uno spettacolare color rosa.

negli anni lontani del boom economico, i miliardari vi ormeggiavano i panfili (che essi chiamavano con modestia "la barca") e, a colpi di secchiellate di sabbia rosa da portare a casa e da mettere in un vaso di vetro in soggiorno insieme con qualche conchiglia per completare l'effetto decorativo, la spiaggia color pelle-d'angelo s'è impoverita e normalizzata verso una sbiadita tinta biancastra.
(ora sta riacquisendo la tonalità meravigliosa che la rende unica).

l'isola è stata sottoposta a vincolo ambientale totale, e non vi si può rizzare nemmeno una staccionata.
è rigoroso il controllo dell'ente parco della maddalena e dello stato su quest'isola vincolatissima – le sue acque non possono essere frullate da eliche – e chi s'alterna nel tempo nella proprietà di budelli dopo un po' la rivende, perché non ci può fare proprio nulla, neanche un gazebo.

messa all'asta dal tribunale di tempio pausania perché è fallita la società immobiliare che la possedeva, l'isola di budelli dovrebbe essere comprata da un ricchissimo banchiere neozelandese, michael harte, il quale ha fatto un'offerta di 2,94 milioni.

a meno che il parco dell'arcipelago della maddalena non faccia valere il diritto di prelazione di cui gode.

e oggi – dopo settimane e settimane di tamtam mediatico per "salvare budelli", per "budelli bene comune", per "salvaguardiamo l'italianità di budelli", di raccolte di firme e di dibattiti in parlamento e nel governo – oggi il parco ha fatto valere il diritto di prelazione.

per legge lo stato non potrebbe dissipare risorse per comprare beni immobili. piuttosto, lo stato deve vendere quello che ha, per fare cassa.
ma l'ambientalismo da sofà si è messo in moto con tutta la sua massa critica di firme da salotto, di nomi celebri da spinnaker, di pensatori da casale-in-toscana.

raccolte di firme e petizioni per salvare budelli oppure per difendere la microcasta dell'albo dei direttori di parco naturale (ebbene sì, esiste un albo chiuso dei direttori di parco, e la legge di stabilità ha tentato di smontarlo) oppure per creare nuove aree protette in luoghi stravaganti che fanno pensare ai tempi sontuosi del pentapartito da battaglia.

ma dall'ambientalismo da sofà non si sono sentite voci altrettanto indignate contro i capanni privati e abusivi sulle spiagge, o contro la cosiddetta privatizzazione delle coste demaniali. né sul risanamento dell'ilva (da notare che l'inquinamento dell'aria di taranto è in calo forte da più di un anno), una fabbrica piena di operai è così imbavazzante con la v.

altrettanto imbarazzante, ma con la erre, la divisione di alcune associazioni ecologiste.
molti, tra chi fa l'ambientalismo con le maniche rimboccate, si erano opposti con impegno alla nazionalizzazione (dicevano è buttare soldi che possono servire a qualcosa di più utile all'ambiente, tanto l'isola non se la può godere nessuno chiunque ne sia il proprietario-pro-tempore) per scoprire poi con stupore che il presidente della loro stessa associazione al contrario aveva firmato la petizione per nazionalizzare l'isoletta.

il neozelandese harte aveva scritto una lettera al ministro dell'ambiente, andrea orlando, impegnandosi a stanziare fondi suoi personali e a creare una fondazione internazionale.

le lobby del salotto verde sono riuscite a far mettere nella legge di stabilità fra le spese dello stato questo comma:

115. Al fine di consentire l'esercizio del diritto di prelazione per l'acquisto dell'isola di Budelli, in deroga al comma 1-quater dell'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro nel 2014.

scadenza per esercitare il diritto di prelazione, domani.

il presidente dell'ente parco dell'arcipelago della maddalena, giuseppe bonanno, sicuro di poter contare sulla somma stanziata, ha depositato al tribunale civile di tempio pausania gli atti necessari a esercitare il diritto di prelazione sull'isola.