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alluvione: perché il comune di genova non ha un ufficio fiumi?

la contea di san francisco, 800mila abitanti tormentati dai terremoti, ha un ufficio di sicurezza sismica, guidato da patric otellini.

il comune di venezia, 250mila abitanti tormentati dalle acque alte, ha un ufficio maree (diretto da paolo canestrelli) che manda gli avvisi anche via sms.

il comune di genova, 600mila abitanti tormentati da decine di corsi d’acqua senza presidio e da alluvioni ricorrenti, non ha alcun “ufficio rii”.
i cittadini non possono segnalare abusi o situazioni di pericolo, chiedere se abitano in zone a rischio, sapere se ci sono incentivi alle barriere contro l’acqua, informarsi come avere risarcimenti, avere dettagli su come progettare un edificio, ricevere allarmi.

per saperne di più ecco alcuni vecchi post:
– il bisagno un torrente che inganna

– quello che non raccontano: nelle inondazioni la macchina è una trappola assassina. acqua e auto

– maltempo & alluvioni. un video sconvolgente del ’77. e il sistema idrico dell’800

– le alluvioni del 4 novembre. nuovi morti in liguria. parlano i geologi: il dissesto previsto

  • Pino |

    è semplice dire adesso che la colpa è della bonifica dei consorzi ecc.chi ha perso tutto sono i cittadini di Genova,che si dovranno tirare su le maniche e darsi da fare per ripulire il tutto, mentre i nostri bei politici stanno con le gambe sotto il tavolo.
    cittadini di Genova ci sono dei pagamenti da fare entro novembre non pagate niente, ma tutta l’Italia non deve pagare più niente,
    cosi questi cari politici iniziano anche l’oro
    a mettere mani hai l’oro portafogli.

  • Giuseppe Ruvolato |

    Non rientra nelle competenze dei Comuni la gestione dei corsi d’acqua pubblici principali.
    La rete di scolo privata riguarda i fossi privati la cui gestione è a carico dei proprietari dei fondi su cui insistonoi fossi.
    La rete di scolo secondaria è gestita dai consorzi di bonifica:
    La rete idraulica principale compete alla Regione tramite gli uffici provinciali del Genio Civile (prima dell’avvento delle regioni tali canali erano gestiti dal Ministero del Lavori Pubblici per il tramite dei provveditorati regionali alle opere pubbliche.
    Al comune spetta la gestione delle fognature stradali.
    Invocare competenze ai comuni in merito ai fiumi costituirebbe un doppione con conseguenti difficoltà di ordine burocratico ed amministrativo nopnchè di costi.

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