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peschereccio russo pieno di combustibile affonda alle canarie. cetacei a rischio.

un peschereccio oceanico russo è affondato nell’atlantico vicino alla costa delle isole canarie, nel mezzo del paradiso dei cetacei, carico di 1.500 tonnellate di olio combustibile.
il peschereccio pirata russo oleg naidenov, di murmansk, 120 metri di lunghezza, si è incendiato nel porto di las palmas alle canarie poco dopo avere completato le operazioni di bunkeraggio del combustibile nelle cisterne.

</span></figure></a> il peschereggio russo naydenovin fiamme al molo reina sofia di las palmas
il peschereggio russo naydenovin fiamme al molo reina sofia di las palmas

per evitare di contaminare il porto, il rimorchiatore punta salinas ha portato il naidenov 15 miglia al largo, verso sud.

il peschereccio oceanico russo

il naidenov è affondato ieri.
la nave miguel cervantes, dotata di sistema anticontaminazione, e il rimorchiatore punta salinas, che aveva trainato il peschereccio incendiato dal porto dell’isola al largo, restano mobilitate nell’area del naufragio.

</span></figure></a> il peschereccio pochi istanti prima di inabissarsi al largo di las palmas
il peschereccio pochi istanti prima di inabissarsi al largo di las palmas
la nave affondata ha lasciato in mare una scia frammentata di combustibile che si estende per 6 chilometri e larga 2.
secondo la capitaneria marittima, la scia provocata dall’incidente è normale nei naufragi e non ci sono indizi di una fuga di carburante dai serbatoi del peschereccio, che al momento dell’incendio aveva appena caricato 1.400 tonnellate di olio combustibile e si apprestava a lasciare il porto di las palmas.
la macchia di carburante, spinta dalle correnti, ha preso una deriva in direzione sudest e si allontana dalle coste delle canarie.

scrive greenpeace: “come accadde per la petroliera prestige, naufragata 13 anni fa al largo delle coste della galizia, invece di portare la nave verso un porto, dove sarebbe stata più facile la gestione dell’emergenza provocata dall’incendio a bordo, è stata portata in acque aperte, dove è naufragata ed è ora a 2.400 metri di profondità in un’area di correnti marine profonde, ad appena 15 miglia da una zona ad alta sensibilità ambientale, molto frequentata da diverse specie di cetacei e tartarughe marine”.

l’organizzazione ambientalista da anni segnala la pesca industriale che sta svuotando i mari. ne scrivevo in novembre raccontando della flotta di 20 mostri del mare che fa razzia del pesce del mondo (clicca qui).

il peschereccio oceanico oleg naidenov era stato denunciato ripetutamente da greenpeace alla commissione europea perché impegnato in attività di pesca illegale in senegal.
“sia nel 2010 che nel 2012 la nave aveva cercato di nascondere nome e numero di matricola per evitare la denuncia. anche le autorità senegalesi hanno denunciato più volte questa barca, l’ultima nel 2014, quando pescava nonostante nel 2012 le fosse stata revocata la licenza”, protesta greenpeace.

ecco un video sulle proteste in senegal contro il peschereccio pirata.

avverte greenpeace: “secondo i dati a nostra disposizione il combustibile del peschereccio, chiamato ifo 380, ha caratteristiche simili a quelle di quello impiegato dal prestige, molto denso e viscoso, poco solubile in acqua. al momento dell’incendio, avvenuto per cause in corso di accertamento, il peschereccio aveva i serbatoi carichi di gasolio, perché si apprestava a salpare dalle canarie”.

il pm della procura specializzata in reati ambientali del tribunale di las palmas, alle canarie, ha aperto un’inchiesta.
il segretario di stato all’ambiente, federico ramos, ha sostenuto oggi che “è demagogico” comparare il caso dell’oleg naidenov alla catastrofe ecologica del prestige, come hanno fatto organizzazioni ambientaliste, dal momento che la petroliera affondata 13 anni fa aveva 77mila tonnellate di carburante a bordo e il peschereccio russo soltanto 1.400.

ecco un video dell’azione di greenpeace contro il peschereccio oleg naidenov impegnato in attività di pesca illegale. nel filmato, a un certo punto gli attivisti di greenpeace riscono a strappare da poppa le coperture che nascondono il nome della nave.