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savona. studio sull’inquinamento. una strage di migliaia di cittadini?

certamente, la centrale elettrica tirreno power ha inquinato la zona di vado ligure e di savona, fino al marzo 2014 quando è stata sequestrata e spenta, ma il suo inquinamento non è paragonabile con il ben peggiore inquinamento gigante provocato dai porti affiancati di savona e vado ligure, con le emissioni rilevantissime del traffico di camion furgoni auto motorini autobus che impestano i polmoni savonesi, con i fumi tossici emessi in quantità impressionanti dalle caldaie per il riscaldamento, con gli inquinanti gettati a piene mani nell’aria dei savonesi dalle attività industriali della zona.

lo dimostra uno studio accuratissimo di 76 pagine condotto dai ricercatori dall’arpa liguria e concluso in maggio, cioè prima che la procura di savona (il bravissimo francescantonio granero con chiara maria paolucci) concludesse la sua inchiesta contro la centrale elettrica a carbone della tirreno power che si trova a savona.

clicca qui per leggere il drammatico studio dell’arpa liguria

l’inchiesta penale della procura si è chiusa a metà giugno con un ponderoso documento d’accusa di 44 pagine contro la centrale, affiancato da chilometri di intercettazioni ambientali e telefoniche (tra le quali si sente anche la mia personale voce) e da studi epidemiologici secondo i quali i fumi della centrale elettrica hanno ucciso più di 400 persone e ne hanno spedite migliaia all’ospedale.

(chi volesse leggere alcune delle intercettazioni può fare una veloce ricerca su un motore di ricerca. diversi giornali nei giorni scorsi sono scandalizzatissimamente pieni di queste intercettazioni).
(non sono state pubblicate dai giornali perché di zero interesse le intercettazioni in cui compaio io, che non vengo però citato con l’ultimo incarico pubblico che ho ricoperto cioè portavoce del ministro dell’ambiente del governo letta, andrea orlando, ora ministro della giustizia. se qualcuno fosse interessato posso mandare privatamente un assaggio).

quelle ricerche epidemiologiche che parlano di centinaia di savonesi assassinati dai fumi della centrale, avallate dalla magistratura savonese, sono state contestate dal mondo scientifico e perfino dall’istituto superiore di sanità, come ricerche farlocche e risibili; tuttavia la procura e molti giornali hanno deciso di adottare quegli studi rifiutando i numerosissimi documenti contrari.

clicca qui per leggere il documento di chiusura delle indagini preliminari

sarebbe interessante sapere se la procura è riuscita a registrare agli atti, prima di chiudere l’inchiesta a metà giugno, anche questa nuova ricerca dell’arpa liguria consegnata a metà maggio.
sicuramente sì, perché potrebbe contenere alcune notizie di reato gravissime e fondamentali.

la centrale di vado ligure ha inquinanto assai, e ha sterminato più di 400 savonesi (così asseriscono gli studi accettati dalla procura).
secondo il nuovo studio sulle fonti di inquinamento chiuso in maggio dall’arpa liguria, la centrale a carbone non è stata la prima fonte di inquinamento della zona; ben altre sono le fonti che intossicano l’aria.
allora, quante migliaia di savonesi sono state vittime dell’inquinamento assai più forte prodotto dalle navi in porto, dalle fabbriche, dalle automobili, dalle caldaie?
in teoria, si può pensare a un eccidio. si possono immaginare molte migliaia di morti.

dallo studio arpa liguria: “la modellazione delle emissioni in atmosfera nell’area di savona, per ottenere mappe multi–sorgente, relative agli inquinanti benzene, co, nox e so2 al livello del suolo, riferite all’anno meteorologico 2013 ed ai dati emissivi 2011 (estratti per la maggior parte dei casi dall’inventario regionale delle emissioni in atmosfera), ha visto la simulazione di sorgenti puntuali, lineari, areali e diffuse, su un dominio di calcolo di 50 km x 40 km, con griglia dei recettori interna a tale dominio di 20 km x 26 km e avente una risoluzione variabile (200 m sul territorio – 1000 m sul mare). le simulazioni sono state compiute attraverso la catena modellistica moloch – adms, messa a punto da arpal”.

nelle conclusioni, gli scienziati dell’arpa liguria dicono che:
– per tutti i punti di controllo dell’aria, eccetto san genesio e bergeggi, prevale il contributo del traffico veicolare
– l’impatto medio annuo del porto di vado ligure – bergeggi è superiore a quello del porto di savona, per tutti gli inquinanti
– per il traffico, l’impatto maggiore si concentra nel centro di savona, per tutti gli inquinanti, ma è forte su tutte le grandi direttrici autostrada compresa
– per i riscaldamenti civili, l’impatto maggiore si concentra nel centro di savona, per tutti gli inquinanti
– la centrale termoelettrica tirreno power per quanto concerne l’so2, mostra un’impronta di ricaduta caratteristica
– la totalità delle attività industriali dell’area savonese porta a un massimo di concentrazioni al suolo inferiore a 5 μg/m3 nella zona di vado ligure–bergeggi, mentre se si considerano tutte le attività eccetto la centrale termoelettrica si raggiungono valori massimi di concentrazioni al suolo inferiori a 2 μg/m3
– il maggior apporto di so2 viene dai riscaldamenti civili, tranne che per la zona attorno alla centrale termoelettrica dove per l’so2 prevale la centrale
– se dovunque la prima fonte di inquinamento è il traffico, per san genesio gli nox provengono in maggior misura dalle attività industriali, mentre a bergeggi dalle attività portuali

di fronte a queste gravissime notizie scientifiche, che potrebbero costituire la base per una notizia di reato, la procura di savona potrebbe chiudere le fabbriche, ordinare la chiusura delle caldaie di riscaldamento delle case e imporre il blocco del traffico.
anzi, del ciàffico.

purtroppo, sono dovuto ricorrere all’ironia di roberto benigni per rappresentare l’assurdità di una situazione ambientale pesantemente compromessa a savona contro la quale bisogna intervenire, in questo mondo di fossili e di energie fossili.

con queste notizie gravissime che fanno pensare a uno sterminio degli abitanti di savona, vado, quiliano e zone vicine, i cittadini devono far sentire la loro voce indignata e affiancare la procura nel suo lavoro per bloccare la strage quotidiana.

clicca qui per leggere il drammatico studio dell’arpa liguria

per saperne di più:

savona, la centrale è spenta ma l’inquinamento non scende

l’aria sporca uccide 240 milanesi l’anno. la strage padana

  • Rinaldo Sorgenti |

    Insomma, cercando di capire su quali basi viene determinata l’incidenza di fattori che potrebbero causare danni alla salute, si fa riferimento a quello studio statistico della UE-EEA (Externe) che ripartisce e/o fittiziamente attribuisce la morbilità e/o la mortalità registrate in un determinato territorio (es. Provincia ?), per un insieme di cause – non singolarmente ed inequivocabilmente determinabili – sulla base delle molteplici attività che coesistono ed insistono in quello stesso territorio.
    Quindi, se quegli stessi individui hanno sofferto quelle patologie per fattori anche estranei (per esempio: accaniti fumatori; vissuto in un ambiente domestico particolarmente inquinato; trasferiti in quella zona da alcuni anni (es. anziani) ma provenienti da un’altra area dove hanno acquisito elementi che ne hanno compromesso la salute, patologie congenite, ecc. ecc.; rientrano in quella statistica che ipotizza la causa dovuta ad un singolo impianto industriale od attività produttiva.

    Insomma, per il “principio di precauzione, bisognerebbe dismettere qualsiasi attività produttiva, perché potenzialmente dannosa per alcuni.

    Ora, io sono convinto che il “FUMO DI SIGARETTE” sia indubitabilmente nocivo alla salute in genere (non per tutti nello stesso modo, ma sicuramente nocivo, ed una delle principali cause di mortalità statistica), ed il fatto che sia concesso di fumare anche all’aperto, dove inevitabilmente tale fumo ritorna velocemente al suolo con tutto il suo contenuto nocivo, dovrebbe comportare il divieto assoluto di “FUMARE” e qualsivoglia Autorità che non impedisca tale azione è condannabile, a partire da chi produce le sigarette, ma ancor prima da chi coltiva il tabacco, per poi arrivare a chi lo vende (per profitto), ed a chi compera e brucia le sigarette. Ma simile cosa dovrebbe valere per innumerevoli altri prodotti ed attività: vino, alcool, automobili, ecc. ecc. ecc..
    Ritornare all’età della pietra, di per se, non rappresenta pare la soluzione.

  • Jacopo Giliberto |

    sarebbe interessante se qualche giornalista che leggesse questi dati, gentile stefania, volesse pubblicarli. secondo me, costituiscono non solamente una notizia giornalistica ma anche il dovere umano di avvisare la popolazione della minaccia ambientale che, ignara, la sovrasta.

  • Jacopo Giliberto |

    gran parte di essi non sono, gentile stefania, documenti disponibili in rete. comunque alcuni di essi sono accessibili partendo dagli altri link che ho riportato.

  • Stefania |

    Scusa Jacopo, li metti i link agli innumerevoli studi che contestano la perizia della procura? Visto che sei così documentato…

  • diana |

    in queste situazioni, mi chiedo se la scelta di focalizzarsi su un unico ‘colpevole’ (la centrale, in questo caso) sia funzionale da un lato a ottenere più facilmente dei risarcimenti e, dall’altro, ad alleggerire la coscienza di tutti gli altri, cittadini compresi che dovrebbero altrimenti ripensare fortemente il proprio stile di vita.

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