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verso il referendum. le royalty. l’italia ha un prelievo medio-alto.

a margine del referendum sulle trivelle.

in questi giorni ho letto che l’italia impone alle compagnie petrolifere royalty modestissime, quasi un’elemosina.
(è un motivo addotto in particolare dai movimenti no triv).

nix. nein. niet.
l’italia impone alle compagnie un prelievo medio-alto.

il sotutto di turno: “chiediamo royalty ridicole, appena il 7-10% del valore del petrolio estratto”.
ebbene, paesi petroliferi come la norvegia o la gran bretagna chiedono royalty zero.
zero.
anche l’irlanda chiede royalty zero.

il sotutto di turno: “e concediamo alle compagnie franchigie e sconti vergognosi”.
la norvegia o la gran bretagna rimborsano alle compagnie l’investimento sostenuto.

perché?

perché questi paesi hanno spostato il prelievo dalle royalty alla sola parte fiscale. chiedono zero-royalty-zero ma in cambio impongono tributi che sono una randellata sulla nuca.

</span></figure></a> ho scattato questa foto con il telefonino nella sala controllo di una piattaforma petrolifera italiana.
ho scattato questa foto con il telefonino nella sala controllo di una piattaforma petrolifera italiana.

come diceva totò, “è la somma che fa il totale”.
il prelievo fiscale imposto alle compagnie petrolifere è la somma di royalty più imposte.

queste sono le royalty e tutto ciò che lo stato italiano sfila alle compagnie petrolifere per concedere loro di estrarre il metano e il petrolio:

</span></figure></a> la composizione dei costi e dei prelievi fiscali sul barile estratto dai giacimenti italiani. (fonte: nomisma energia).
la composizione dei costi e dei prelievi fiscali sul barile estratto dai giacimenti italiani. (fonte: nomisma energia).

in altre parole, in italia quasi metà del costo del barile è costituito da spese per investimenti, e il valore utile è circa del 55%.
di questo valore, lo stato se ne prende e ridistribuisce poco più della metà. attorno al 60%.
è tanto oppure è poco?

in genere, possono concedersi di imporre tributi più alti i paesi con grandi giacimenti, dove costa poco estrarre dai giacimenti, dove la qualità del gas o del petrolio è notevole, dove le norme facilitano l’investimento.
è come chi vuole mettere in affitto il suo bell’appartamento lussuoso vistamare, con vetrate panoramiche sul tramonto, finiture di pregio, piscina e iacuzzi. imporrà un affitto più alto.

in genere, devono concedere tributi più bassi i paesi con piccoli giacimenti, dove l’estrazione ha costi rilevanti, dove la qualità del gas o del petrolio è modesta, dove le norme complicano l’investimento.
per invogliare l’investitore.
è come chi vuole mettere in affitto il suo bilocale vista cortile in un condominio di periferia, con pavimenti di piastrelle di graniglia e con riga rossa di calcare nella vasca da bagno per la goccia perenne dal rubinetto. dovrà invogliare l’affittuario con un affitto poco esoso.

difatti la francia (modestissimi giacimenti in condominio di periferia) ha royalty e tributi più bassi, la norvegia (giacimenti superbi extralusso) ha tributi orgogliosi.

ecco uno schema che confronta i vari paesi.

</span></figure></a> il confronto dei tributi pagati dalle compagnie nei vari paesi. l’italia si colloca nella fascia medio-alta.
il confronto dei tributi pagati dalle compagnie nei vari paesi. l’italia si colloca nella fascia medio-alta.

questo grafico mostra che l’italia ha una politica stravagante. norme severissime, ostacoli agli investimenti, e al tempo stesso un prelievo alto.
è come chi vuole mettere in affitto un bell’appartamento signorile di città, biesposto, al prezzo di una villa vistamare con piscina e iacuzzi.

clicca qui per leggere l’articolo 10 domande e 10 risposte sul referendum
clicca qui per vedere alcuni video che ho rubato su una piattaforma in un mare italiano.
clicca qui per leggere l’articolo “vita di piattaforma”.