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un’inutile interrogazione europea. fermiamo la strage di caratteri ascii.

l’europarlamentare sergio cofferati e altri due parlamentari europei hanno usato 216 parole ovvero 1.568 battute spazi compresi per asserire che:

la direttiva offshore 2013/30/ue è stata trasposta in italia con il decreto legislativo n. 145 del 18 agosto 2015.
la trasposizione delle norme della direttiva nella legislazione italiana appare tuttavia in contraddizione con le disposizioni stabilite a livello europeo.
il decreto non garantisce infatti l’assoluta indipendenza dell’autorità competente dalle funzioni di regolamentazione in materia di sviluppo economico delle risorse naturali in mare, come stabilito dalla direttiva.
in particolare risultano in contraddizione con le norme europee l’attribuzione di diverse competenze all’ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (all’interno del ministero per lo sviluppo economico) e la presenza d’ufficio del suo direttore generale nel comitato nazionale interministeriale.
non appaiono inoltre in linea con la direttiva le modalità di recepimento delle norme riguardanti la protezione delle aree sensibili sotto il profilo ambientale e le prove della capacità finanziaria e tecnica dei richiedenti.

e per chiedere alla commissione ue di bruxelles:

considerando questi elementi e la lettera inviata alla commissione da diverse associazioni ambientaliste, può la commissione precisare quanto segue:
quali azioni intende essa intraprendere per garantire il rispetto della direttiva 2013/30/ue e la sua corretta trasposizione nelle normative nazionali?
a suo parere, il recepimento di tale direttiva è stato effettuato dall’italia in maniera corretta? in caso di risposta negativa, intende essa aprire una procedura d’infrazione contro l’italia al riguardo?

la commissione europea (nella persona del commissario miguel arias cañete) ha impiegato 222 parole pari a 1.660 battute spazi compresi per rispondere a cofferati che la domanda sua e delle associazioni è una boiata emerita:

nel verificare se l’italia abbia recepito adeguatamente la direttiva 2013/30/ue sulla sicurezza delle operazioni in mare, la commissione europea ha esaminato altresì la questione dell’indipendenza dell’autorità competente.
la commissione ha tenuto conto dell’adozione, da parte del ministro dello sviluppo economico, del decreto ministeriale del 30 ottobre 2015 che stabilisce misure pertinenti a modificare la struttura organizzativa della direzione generale delle risorse minerarie ed energetiche al fine di assicurare l’effettiva separazione delle funzioni di regolamentazione relative alla sicurezza da quelle relative allo sviluppo economico delle risorse naturali in mare.
in tale contesto, la verifica preliminare della commissione sulla normativa italiana non ha evidenziato lacune o errori di recepimento. la medesima conclusione vale per quanto riguarda le ulteriori questioni incluse nell’interrogazione degli onorevoli deputati.
la commissione rammenta che, in base alla giurisprudenza consolidata della corte di giustizia dell’unione europea, la riproduzione testuale della formulazione della direttiva nella normativa nazionale non rappresenta una condizione per il corretto recepimento della stessa, purché vi sia un contesto giuridico generale che garantisce la piena applicazione della direttiva in modo sufficientemente chiaro e preciso.
la commissione sta verificando la completezza e la conformità del recepimento della direttiva 2013/30/ue in tutti i 28 stati membri. nel caso in cui uno stato membro non rispetti gli obblighi di recepimento previsti dall’articolo 41 della direttiva, la commissione può avviare procedimenti di infrazione.

in tutto fra domanda inutile e risposta sono stati sacrificati 3.228 caratteri ascii.
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clicca qui per leggere l’interrogazione di cofferati.
clicca qui per leggere la risposta di ariel cañete.