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energia. niente incentivi al nucleare. rinnovabili. ortis. de crescenzo. altri spunti da “elementi” (gse)

“un settore agricolo che sappia cogliere il meglio delle opportunità – anche energetiche – nella contemporaneità, e fare tesoro della tradizione e dell’eredità millenaria di saperi e conoscenze".
così giancarlo galan, ministro delle politiche agricole, in un’intervista rilasciata all’ultimo numero della rivista elementi, periodico del gestore dei servizi energetici.

“le imprese agricole rappresentano il cuore pulsante delle aree rurali e il loro rafforzamento è uno degli aspetti principali della strategia nazionale”, ha tenuto a sottolineare galan, “e lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta per le imprese agricole un’occasione di diversificazione produttiva e una sfida per aumentare il reddito, oltre che contribuire alla lotta al cambiamento climatico”.

galan si è detto favorevole a chi decide di diversificare le fonti di reddito producendo energia dal sole, ma, ha aggiunto, “a condizione che i pannelli solari siano installati nelle superfici già occupate da insediamenti produttivi. sono invece contrario a chi sfrutta la crisi del settore, fingendo di mantenere l’attività agricola coltivando i “nuovi girasoli elettronici. è un’operazione speculativa che deturpa il paesaggio, non porta ricchezza nelle campagne, il cui male è dovuto allo spopolamento”. 

il presidente della x^ commissione della camera, manuela dal lago, in merito all’utilizzo della fonte nucleare si dice certa che questa non avrà incentivi governativi, ma, afferma, “lo stato interverrà per garantire la sostenibilità del piano di sviluppo del nostro programma nucleare”. quanto al connubio nucleare-rinnovabili, la dal lago sostiene che “è bene chiarire che tra queste due fonti non c’è alcuna dualità, anzi, devono andare insieme ed integrarsi”.
sempre sul versante rinnovabili, la presidente della decima commissione della camera ha tenuto a sottolineare che “il costo dello sfruttamento delle fonti rinnovabili non può gravare sulle tasche dei cittadini.  in alcuni ambiti, come solare ed eolico, le fonti rinnovabili non hanno ancora raggiunto il pareggio economico, così com’è anche vero che in taluni contesti la fonte eolica non è stata sfruttata in maniera efficiente, provocando ingenti costi e danni al paesaggio. esistono, invece, altre fonti di energia rinnovabile, ad esempio le biomasse, che hanno costi più bassi e sulle quali occorre puntare per un giusto equilibrio fra rinnovabili, nucleare, economicità e rispetto per l’ambiente”.

alessandro ortis, presidente dell’autorità dell'energia, si è detto soddisfatto dai risultati raggiunti dal sistema energetico durante il suo mandato al vertice dell’autorità per l’energia elettrica e il gas, evidenziando che “gli obiettivi sono stati centrati grazie all’accresciuta efficienza organizzativa e operativa interna e al continuo dialogo con i pubblici di riferimento, integrato da un crescente impegno per le attività di monitoraggio e di controllo. grazie alle politiche di liberalizzazione e regolazione, ha aggiunto ortis, oggi il sistema elettrico italiano costa ai consumatori 4,5 miliardi di euro in meno. e’ un ottimo risultato, frutto della maggiore concorrenza che ha favorito investimenti in impianti nuovi e più efficienti e della riduzione delle tariffe di trasporto, distribuzione e misura decise dall’autorità”.
“nel gas, invece, ha aggiunto ortis, la situazione resta insoddisfacente. negli ultimi anni, la disponibilità di nuova capacità per importazione e diversificazione è rappresentata solo dal nuovo rigassificatore di rovigo e dai potenziamenti di gasdotti esistenti”.

quanto alle rinnovabili, ortis sostiene che “il loro sviluppo è obiettivo irrinunciabile per motivi di tutela ambientale, di diversificazione energetica, di sicurezza e per rispettare gli obiettivi europei. tuttavia, le fonti rinnovabili non sono tutte uguali, né per costo, né per ricadute sul sistema industriale, né per impatto sui prezzi energetici e sull’economia del paese. occorre verificare la loro sostenibilità nel tempo e riordinare i meccanismi di incentivazione. anche spostando parte degli oneri legati all’incentivazione delle fonti rinnovabili dalla bolletta energetica alla fiscalità generale. nel medio termine, salvo opportuni aggiustamenti, i problemi futuri di sostenibilità economica degli attuali meccanismi d’incentivazione a carico delle bollette potrebbero minare il giusto impegno al sostegno dello sviluppo delle rinnovabili. impegno che deve basarsi su soluzioni efficienti, proprio per raggiungere gli obiettivi previsti”.
“certo, afferma ortis, molto resta ancora da fare nel comparto energetico, soprattutto rispetto a obiettivi sfidanti quali l’armonizzazione delle regole a livello europeo, per favorire l’integrazione dei mercati e contribuire all’attuazione delle nuove direttive ue che prevedono un rafforzamento dei regolatori nazionali e l’attivazione dell’agenzia europea per la cooperazione dei regolatori dell’energia (acer).

sara romano, direttrice generale per il nucleare, le rinnovabili e l’efficienza energetica del mse, ha detto che “l’obiettivo del 17% dei consumi finali al 2020 è realizzabile secondo il pan arrivando al 17% nei consumi per riscaldamento e raffrescamento, al 26% nei consumi elettrici e al 10% nei trasporti. per avere successo occorre agire anche sull’efficienza energetica con politiche attive sul versante sia della produzione, sia della domanda di energia. i certificati bianchi o affini sono richiamati dal pan come leve molto flessibili che possono “aprirsi” verso interventi complessi nel settore industriale (recuperi di calore, integrazione processi) e verso il sostegno alla produzione di calore da rinnovabili. un’ipotesi più ampia potrebbe includere anche gli interventi di efficienza sulle reti elettriche, come interventi elegibili ai fini dell’obbligo.

la realizzabilità degli obiettivi è legata, infine, alla capacità di rendere più efficienti e sostenibili le politiche di aiuto alle rinnovabili”. sara romano ha poi detto che è possibile portare valore aggiunto alla filiera delle rinnovabili, “il problema, ha affermato, è di guadagnare spazio industriale, convogliando nuove iniziative sul versante dell’offerta per non essere solo degli importatori di impianti e tecnologie. nel far questo, occorre investire in ricerca e sviluppo tecnologico e analizzare gli spazi che si creano nel panorama internazionale. il ministero, già da qualche anno, s
ta investendo nello sviluppo di un’industria “verde” con programmi d’incentivazione a sostegno di filiere locali-distrettuali e di nuove industrie di settore. inoltre, iniziative come il protocollo d’intesa sottoscritto tra confindustria ed enea offrono la possibilità di un coordinamento stretto tra mondo della ricerca e settore industriale, che implica la messa in comune anche di una visione di sviluppo del settore e delle relative dinamiche tecnologiche”.

giliberto callera, presidente del wec italia, sostiene che “rinnovabili e nucleare sono indispensabili per il paese e gli obiettivi vanno perseguiti, anche se richiedono decisioni impopolari (soprattutto sul fronte dell’atomo).
l’alternativa?
pagare l’energia sempre di più e soprattutto far arricchire i sistemi industriali di altri paesi”.
quanto a “corrente”, callera afferma trattasi di “un’iniziativa intelligente del gse per informare gli operatori e per creare un continuo scambio. ora bisogna abituarli a utilizzarlo”.

emilio cremona, presidente del gestore dei servizi energetici, nel suo editoriale parla dell’importanza che per il settore delle rinnovabili può avere l’iniziativa di “corrente”. in particolare cremona sostiene che "corrente” è una vetrina nazionale e, più ancora, internazionale, per la promozione dell’industria delle rinnovabili verso i mercati esteri.
a oggi, sono molte le società italiane che si stanno affermando e in grado di esportare tecnologia all’estero, ma il numero deve assolutamente crescere. certo, molto altro ancora si dovrà fare per permettere alle nostre aziende di fronteggiare le insidie concorrenziali di paesi che, con anticipo, si sono mossi nel settore energetico e in quello delle rinnovabili in modo particolare, anche a fronte di risorse finanziarie superiori. ma noi abbiamo delle potenzialità da sfruttare, quelle dell’industria elettromeccanica, per esempio, o di quella termotecnica e i centri di ricerca di prima grandezza, che possono fornire idee per lo sviluppo di soluzioni innovative.
e’ l’innovazione, assieme all’internazionalizzazione, la chiave di volta per riuscire a salire sul treno che porta verso la crescita e l’evoluzione economica e sociale. treno che non si può e non si deve perdere”.

completano il numero 21 di elementi:

. il faccia a faccia tra alberto biancardi (direttore di cassa conguaglio) e simone mori (direttore affari regolatori e corporate strategy di enel) su “carbon fee e competitività: coniugabili o no?”
. un’intervista a giuliano zuccoli, presidente a2a, sul futuro dell’energia.
. un incontro con paolo vigevano, amministratore delegato di acquirente unico, sul sistema informatico integrato, per la gestione dei flussi informativi nei mercati dell’energia elettrica e del gas.
. un colloquio con alessandro bianchi, amministratore delegato di nomisma energia, sulla situazione energetica del paese.
. un’intervista a marco ferrando, amministratore delegato di international power, sull’eolico.
. un faccia a faccia con gian maria gros-pietro, presidente di federtrasporto e direttore del dipartimento di scienze economiche dell’università luiss di roma, sul mondo del lavoro.
. una conversazione sui temi dell’uomo e della cultura con luciano de crescenzo, filosofo, scrittore, regista.

i masochisti troveranno nella rivista anche un articolo scritto da me medèsimo.