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inquinamento. confessioni di un imprenditore bravo tra illegalità, procure, camorristi e discariche segrete.

ambientazione. un ristorante. persone ai tavoli; i camerieri descrivono percorsi tra le sedie.

interlocutori: l'amministratore delegato di una primaria società specializzata nel disinquinamento e io.

l'amministatore delegato racconta:

"è un lavoro sempre a rischio. rischio da tutte le parti, dalla procura e dalla malavita, dai fornitori, dai giornali. ma io ho un solo interesse, ripulire quello che i bastardi hanno avvelenato. chiaro, per fare questo lavoro vengo pagato, e sviluppo fatturato.
"ma anche se in apparenza è un'attività a fine di lucro, il profitto che conseguo serve a sviluppare nuovi progetti, a dinsinquinare qualcos'altro, a risanare un altro avvelenamento"

"per esempio, càpita che abbiamo in appalto il lavoro di bonifica, di risanamento, di un terreno nel quale anni fa furono seppelliti fusti di rifiuti chimici.
"roba brutta, ne'.
"il posto si trova a cavallo tra due province. ma proprio sul confine.
"sarà un caso? spesso le cose illegali si fanno così, sul confine amministrativo. è una sicurezza in più per chi opera in modo illegale.
"ma parlavo della discarica velenosa, torno in tema".

"dunque, abbiamo l'incarico da una procura di risanare quel terreno:
"però ci telefona dal cantiere l'impresa che sta svolgendo il lavoro per conto nostro.
"là sotto – ci dicono terrorizzati – c'è molta più porcheria del previsto. molta di più. e sembra roba peggiore. nello stesso luogo sono state rovesciate due sostanze diverse, ci sono fusti differenti. se il primo sversamento faceva schifo, ora è terrificante per la qualità della sostanza.
"insomma, due sversamenti nello stesso posto".

"e i costi così salgono. i costi saliranno. pulire, costerà milioni in più.
"che fare?
"se avvertiamo la procura, i soldi che ci dà non bastano per tutto il lavoro. dovremo fare solamente metà del lavoro, cioè quella per cui siamo pagati?
"oppure i magistrati ci imporranno di completare gratis il lavoro? se dovremo farlo gratis, sotto imposizione, non potremo avere i bilanci in ordine, e non potremo fare altri lavori di risanamento".

"e poi il luogo è sul confine tra le competenze tra due procure. è una situazione delicatissima.
"il magistrato dell'altra procura potrebbe chiedere la competenza, e tutto si fermerebbe nel contenzioso.

"e l'inquinamento rimarrebbe lì".

"allora, che devo fare? io voglio risanare. voglio pulire quello che i bastardi hanno rovinato.
"si fa così.
"zitti zitti, facciamo il lavoro a puntino. ripuliamo quello per cui siamo stati chiamati. e ripuliamo anche l'altra schifezza. oè, tutto perfetto, campioni, analisi chimiche, incenerimento. il terreno deve tornare perfetto che andrà bene anche da mangiarci dentro.
"metteremo i costi sostenuti su fatture un po' fantasiose, ci inventeremo giustificativi, e cercheremo di ricuperare le spese in più.
"è un vero peccato. tranne noi e l'impresa, nessuno saprà che lì, in quel luogo i bastardi erano molti.
"ma che alterative ho?
"se non faccio così, i veleni continueranno a infiltrarsi, e a qualcuno verà il cancro.
"io ho una responsabiltà formale, di legge; ma ho una responsabilità morale, di fronte agli uomini e alla coscienza".

"ma poi mi trovo anche la malavita. vengo a sapere, per esempio, che un'azienda con cui devo lavorare in alta italia è contigua alla camorra. è sufficiente che un prefetto mi faccia vedere un'informativa riservata, di quelle che non potranno mai apparire sulle carte ufficiali.
"e questa impresa camorrista vince l'appalto per fare il lavoro.
"devo trovare un modo per non lavorare insieme con costoro. come estrometterli? questi, se vanno al tar o dal giudice, vincono di sicuro perché io non posso usare l'informativa che dice che sono camorristi.

"ma stai sicuro che trovo il modo per lasciare questi maledetti fuori dall'appalto. non è facile, ma ci riesco".

"la camorra è terribile.
"è aggressiva. quando perde, non si arrende.
"usa le minacce, minacce vere, di uccidere. brucia i camion e le ruspe. aggressioni alle persone.

"quando ha deciso, la camorra DEVE fare quel lavoro".

"e la mafia? no. è diversa. se perde un appalto, in genere la mafia se ne fa una ragione. perché la mafia sa che è interessata a governare il sistema, a vincere la sua guerra oscena, e non la battaglia singola.
"nella mafia, leggo una visione strategica che la camorra non riesce ad avere; percepisco un progetto e perfino un suo codice interno di comportamento, per quanto vomitoso".

"insomma, si lavora sempre in modo rischioso, al limite delle regole, semplicemente per poter pulire, disinquinare e per dare maggiore salute e sicurezza alle persone".

(il racconto di questa chiacchierata al ristorante non è vero. ho raccontato fatti inventati semplicemente per descrivere situazioni possibili, senza alcun riferimento alla realtà. eventuali coincidenze sono, appunto, coincidenze).