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sul filo della memoria. unità d’italia: da venezia i piccioni delle piazze italiane.

l'unità d'italia ha portato molti effetti.
tra i quali (effetto minore) la diffusione dei colombi veneziani nelle piazze di mezz'italia.

durante i mille anni della repubblica serenissima, la domenica delle palme si svolgeva una cerimonia particolare: dalla balaustra della chiesa di stato, cioè la basilica di san marco, venivano liberati numerosi piccioni e altri uccelli.
alle zampette di questi animali erano legate coroncine di carta dipinta, piccoli festoni e altre decorazioni di piccolo peso. queste coroncine servivano a frenare il volo dei colombi, in modo che i popolani, accalcati nella piazza, potessero catturare questi animali; e a sera nelle case si svolgevano banchetti.

ma alcuni piccioni riuscivano a fuggire. e si rifugiavano sul tetto della basilica e del palazzo ducale.

anno dopo anno, la comunità di colombi era sempre più numerosa. il serenissimo governo fece realizzare cellette sul tetto della chiesa per ospitare gli animali e organizzò la distribuzione di grano in piazza san marco. sebbene già allora si manifestassero i problemi creati da questi animali.
lo stormo di uccelli caratterizzava la piazza come oggi.

con l'unità d'italia (per la precisione, dopo il 1866 quando anche il veneto e il friuli entrarono nel regno d'italia) molte amministrazioni municipali fecero appello alla solidarietà nazionale ritrovata e chiesero al comune di venezia il dono di alcune coppie di colombi.
il motivo: decorare la piazza come quella di venezia.

il comune di venezia, affratellato con tutti gli altri comuni nell'unità nazionale, mandò volentieri gruppi di piccioni alle altre città che ne avevano fatto richiesta.

così i colombi di milano, firenze e così via vengono da quelli.