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la nube radioattiva si aggira per l’europa. è una mezza bufala. dettagli, retroscena, segreti.

pare che sia una mezza bufala radioattiva.
la radioattività c'è, ma è in dosi irrilevabili e non viene da un incidente nucleare.

ieri raccontavo su queste pagine che sull'europa è stata rilevata una debole nube radioattiva di iodio 131:

dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una "targa" involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).
tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un'analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

i primi moderatissimi allarmi erano della settimana scorsa. ecco un passo di un dispaccio agi+reuters:

(agi/reuters) – vienna, 11 nov. – tracce di iodio-131 sono state rilevate nell'aria dell'europa. lo ha riferito l'agenzia internazionale per l'energia atomica, assicurando che «non vi sono rischi per la salute» e che il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dallo…

oggi è allarme.
non si tratta solamente dell'agenzia ansa, che rileva una notizia francese con un tono di sorpresa stupefatta come se fosse una novità dell'ultimora e rimpasta le notizie già scritte e riscritte (e parla di iodio 121 anziché iodio 131):

(ansa) – parigi , 15 nov – misteriose tracce di iodio 121, imputabili a delle fughe radioattive provenienti da un paese straniero ancora ignoto, sono state riscontrate nell'atmosfera della francia, senza tuttavia presentare rischi sanitari: è quanto ha annunciato oggi l'istituto francese per la radioprotezione e la sicurezza nucleare (irsn). l'origine e la data di queste fughe di iodio 131 sono «ad oggi sconosciute», ma non avrebbero alcun legame con l'incidente di fukushima, in giappone, ha aggiunto l'irsn. l'istituto francese è stato informato nei giorni scorsi da alcune reti scientifiche della presenza in diversi paesi d'europa centrale di iodio 131 nell'atmosfera e ha quindi lanciato una serie di analisi per cercare l'eventuale presenza di questo elemento radioattivo in francia. (ansa).
 Z04
15-nov-11 12:45

i blog e i social network sono intasati dall'allarme nucleare.
viene indicata come colpevole per esempio la centrale sloveno-croata di krško, che è vicina a trieste.
(in realtà, come leggerai più sotto, la centrale non c'entra nulla).

ecco per esempio un passo del bell'articolo di paolo della ventura:

da fonti non ufficiali si apprende che due centrali nucleari sarebbero state interessate dal rilascio di iodio-131: la centrale nucleare di krško (slovenia) e la centrale nucleare di pàks (ungheria). facendo una ricerca sul cesio, sul sito dell’eurdep, solo la centrale nucleare di krsko sarebbe interessata perché in europa, solo questo sito accumula iodio-131, cesio-134 e cesio-137

oppure scrive in francese wikistrike.
ecco qualche riga:

iode 131, césium 134 et césium 137 à la centrale de krško (slovénie) . d’après le site public european radiological data exchange platform , de l’iode-131 est détecté uniquement en slovénie et en croatie, à quatre endroits différents : à zagreb, à ljubljana, à krško, et à la limite des trois pays croatie-hongrie-serbie.

un articolo scritto molto bene è quello proposto da maria.
copincollo un passo:

che sia la centrale nucleare di krško, in slovenia, a 120 chilometri da trieste? ho provato a ricorrere al fai-da-te, visto che mancano informazioni decentemente complete sulla debole nuvoletta radioattiva nei cieli d’europa.
si sono individuate nell’aria piccole quantità di iodio 131 (è segno di incidente nucleare), ma la loro origine è ignota.
da qualche parte devono pur venire, no? e allora ho interrogato il database erdep (european radiological data exchange platform), che fa capo alla commissione europea e nel quale confluiscono i dati sulla radioattività provenienti da 4200 stazioni di rilevamento.
il risultato sembra indicare appunto krško (ho scritto: sembra indicare), un pezzo di antiquariato nucleare dal momento che la centrale è entrata in funzione nel 1981, esattamente…

ma anche io ho le mie fonti.
interne, dirette e informate.

 

 primo.

solamente pochi rilevatori della rete europea (su migliaia di contatori geiger sparsi per l'europa), solamente alcuni dei più sensibili, sono stati capaci di accorgersi di una leggerissima (leg-ge-ris-si-ma) variazione nella presenza di iodio 131 nell'aria.

la stra-maggior parte dei rilevatori  europei non ha rilevato proprio nulla.

e anche per gli strumenti di misura più sensibili, la variazione dello iodio 131 è al limite della sensibilità.

il numero?
eccolo.

l'aumento di iodio 131 è di un decimillesimo del fondo radioattivo naturale.
ripeto: rispetto al fondo naturale, cioè alla radioattività normale, l'aumento è stato pari a diecimila volte meno.

per capire del rischio zero che ciò rappresenta, la cantina di una casa tradizionale di tufo dell'italia centrale può avere un contenuto di radon (gas radioattivo) migliaia (ma anche decine di migliaia) di volte superiore al fondo naturale di radioattività da gas radon.

 

secondo.

un incidente nucleare legato a un'arma o a una centrale atomica di qualsiasi tipo rilascia molti isotopi insieme.

infatti ogni applicazione dell'energia nucleare (pacifica o bellica) è formata da una miscela ben precisa di materiali.
e ogni emissione radioattiva rispecchia il dosaggio della fonte.

lo sanno bene per esempio i "detective atomici" del joint research center dell'unione europea, i quali sanno riconoscere dal dosaggio degli elementi la fonte di qualsiasi emissione radioattiva. meglio, quasi qualsiasi emissione radioattiva: non questa di oggi, perché questa non dà elementi.
i "detective atomici" hanno individuato in questo modo operazioni segrete, hanno sbugiardato truffe nucleari, hanno scoperto la provenienza esatta di materiali trafugati.

se fosse la centrale di krško, ci sarebbe sì lo iodio, ma anche alcuni isotopi del cesio in proporzioni conosciute.
e come per la centrale al confine tra slovenia e croazia, tutte le altre centrali (e bombe atomiche) hanno questa carta d'identità precisissima.

qui, invece, solamente tracce di solo iodio 131.
e basta.

significa che non è un'applicazione nucleare, ma un'avaria o un errore in un utilizzo industriale di un solo, preciso elemento, lo iodio 131.
per questo motivo fin dall'inizio si era ipotizzata una fuga da un'industria che produce radiofarmaci, come scrivevo anche nell'articolo di ieri.
lo iodio 131 si usa infatti come radioterapico, soprattutto per ridurre il cancro alla tiroide.

ma lo iodio 131 si usa anche come ingrediente fondamentale dei dispositivi di rilevazione del fumo, quegli scatolotti con la lucina lampeggiante rossa che si vedono per esempio sul soffitto delle camere d'albergo o negli aeroplani per fare scattare l'allarme antincendio al primo accenno di fumo.

altre applicazioni dello iodio dovrebbero essere in alcuni passaggi del segmento dell'industria alimentare, mi pare per rendere asettici alcuni processi di lavorazione.
ma di quest'ultima applicazione non sono sicuro.

………………

aggiornamento del 18 novembre. scoperta la fonte della radioattività. è un laboratorio di budapest, in ungheria. leggi qui l'articolo.

 

 

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

  • Futuro Nucleare |

    Le informazioni che ho in merito all’uso dell’americio-241 sono di provenienza USA, non so se qui in Italia o Europa si applichino regolamenti differenti, sinceramente.
    Da un punto di vista di pericolo, questa domanda e risposta penso che chiarisca bene il fatto che la quantita’ di Am-241 che si trova all’interno di un sensore di fumo e’ davvero minuscola e non pone nessun problema di salute, anche nel caso che qualcuno si metta smontare il sensore:
    http://www.hps.org/publicinformation/ate/q7445.html
    Maggiori informazioni sull’uso dell’ Am-241 si trovano sul sito della World Nuclear Association:
    http://world-nuclear.org/info/inf57.html
    Luca Bertagnolio
    Futuro Nucleare
    Milano

  • diana |

    @ Luca:
    ma si usano ancora i rilevatori ad Americio?! Sapevo che, anche se molto efficaci, per questioni di sicurezza sono stati via via abbandonati a favore di altre dispositivi.
    Mi immagino quanto durerebbero i rilevatori di fumo con il simbolino ‘radioattivo!’ in un asilo…

  • Futuro Nucleare |

    Giusto per concludere la questione, a beneficio di chi dovesse ritrovare questa notizia nel futuro, la sorgente dello iodio-131 e’ stata identificata in un istituto che produce svariati isotopi radioattivi per uso medicale, situata a Budapest, Ungheria. Bisognera’ capire come mai si e’ verificata questa fuga, che sempre essere andata avanti per piu’ di due mesi.
    Come si legge dal lancio stampa di IAEA di ieri, non c’e’ alcun pericolo, dato che la dose rilasciata era davvero esigua:
    http://www.iaea.org/press/?p=2543
    La cosa che salta all’occhio in questo caso e’ come le radiazioni siano facilmente misurabili anche nel caso in cui ci siano delle dosi assolutamente insignificanti di radionuclidi nell’aria o nel suolo o nell’acqua.
    Ma purtroppo per il popolo bue vige la credenza che ogni radiazione sia cattiva, e che di radiazioni si muore sempre e comunque. Spero che non mangino mai le banane, che sono piene di potassio-40…
    Luca Bertagnolio
    Futuro Nucleare
    Milano

  • mauro |

    c’e’ un aggiornamento, pare che sia stata trovata l’origine:
    http://www.trust.org/alertnet/news/hungary-lab-says-emitted-iodine-131-now-halted

  • jacopo giliberto |

    grazie per la precisazione.

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