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mestiere-delle-armi-preparazione-scontro

curiosità. la vera storia di monsieur de la palisse, rude soldataccio per niente ovvio morto nel 1525 a pavia.

(ho tratto l’immagine qui sopra dal film il mestiere delle armi di ermanno olmi, 2001).

molti immaginano che monsieur de la palisse (jacques de chabannes de la palice) fosse un azzimato damerino settecentesco dalla conversazione vacua. un animale lapalissiano da salotti rococò e da cipria sulla perucca.

invece no.
era un rudissimo guerriero del '500.
la vicenda lapalissiana avvenne non in francia bensì a pavia.
la palisse non fece nulla di ovvio, se non morire fatto in tranci, che è una morte non banale.
né disse alcunché di ovvio, di scontato e banale
(o forse fece e disse mille sciocchezze, ma non lo sappiamo).

era il febbraio del 1525, gelido e difficile, e gli spagnoli e i lanzi imperiali di antonio de leyva erano assediati a pavia.
i francesi guidati dal re francesco primo assediavano gli spagnoli, e avevano campo nel parco del mirabello, alle spalle del castello di pavia.

gli attendamenti fra gli alberi, il fiato faceva nuvolette di condensa, gli zappatori alle prese con le trincee parallele sotto le mura, i fuochi accesi, i cavalli, il rancio.

tra questi francesi, il nostro monsieur de la palice, eroico combattente di mille battaglie.

gli imperiali sembravano ormai sconfitti, ma da levante arrivò a marce forzate l'armata degli imperiali liberatori, guidata da fernando francesco d'avalos marchese di pescara.

gli spagnoli assediati sortirono da pavia attaccando i francesi da un lato.
gli spagnoli liberatori arrivarono su pavia attaccando i francesi alle spalle.

fu una strage di francesi.
sangue a spruzzi che neanche in un film di tarantino.

fra questi, fu macellato il nostro monsieur.
(e il re francesco primo di francia fu fatto prigioniero da carlo quinto).

la salma fu portata alla palice, suo feudo, dove fu sepolta.
fine della vita di quest'uomo.

la sua brigata – soldataglia da caserma, gente da campo e da picca, masnada da bruciare i baffi ai lanzi svizzeri -  compose un epitaffio, che girò fra le soldataglie del tempo, fra le masnade da campo e da picca.

ci-gît monsieur de la palice. si il n'était pas mort, il ferait encore envie.
se non fosse morto, farebbe ancora invidia.

ma nel '500 la lettera esse (in genere quando all'interno di una parola, ma anche come iniziale) e la lettera effe si scrivevano nello stesso modo, perché la grafia della esse era allungata, era proprio così: f.
ma si leggeva s.
basta prendere un qualunque scritto del tempo, e google ne dà quanti se ne vuole, per leggere frasi come "illuftriffimo et sereniffimo signore".

e tutti leggevano l'epitaffio della soldataglia che aveva servito sotto l'arme del palice:

ci-gît monsieur de la palice. si il n'était pas mort, il serait encore en vie.
se non fosse morto, sarebbe ancora in vita.

frase di un'ovvietà sconcertante.

questo epitaffio da masnada fu ripreso nella versione lapalissiana un secolo dopo dal poeta bernard de la monnoye.
(sotto c'è la traduzione in italiano).

la chanson de la palisse

messieurs, vous plaît-il d'ouïr
l'air du  fameux la palisse,
il pourra vous réjouir
pourvu qu'il vous divertisse.

la palisse eut peu de biens
pour soutenir sa naissance,
mais il ne manqua de rien
tant qu'il fut dans l'abondance.

il voyageait volontiers,
courant par tout le royaume,
quand il était à poitiers,
il n'était pas à vendôme!

il se plaisait en bateau
et, soit en paix soit en guerre,
il allait toujours par eau
quand il n'allait pas par terre.

il buvait tous les matins
du vin tiré de la tonne,
pour manger chez les voisins
il s'y rendait en personne.

il voulait aux bons repas
des mets exquis et forts
tendres et faisait son mardi gras
toujours la veille des cendres.

il brillait comme un soleil,
sa chevelure était blonde,
il n'eût pas eu son pareil,
s'il eût été seul au monde.

il eut des talents divers,
même on assure une chose:
quand il écrivait en vers,
il n'écrivait pas en prose.

il fut, à la vérité,
un danseur assez vulgaire,
mais il n'eût pas mal chanté
s'il avait voulu se taire.

on raconte que jamais
il ne pouvait se résoudre
à charger ses pistolets
quand il n'avait pas de poudre.

monsieur d'la palisse est mort,
il est mort devant pavie,
un quart d'heure avant sa mort,
il é
tait encore en vie.

il fut par un triste sort
blessé d'une main cruelle,
on croit, puisqu'il en est mort,
que la plaie était mortelle.

regretté de ses soldats,
il mourut digne d'envie,
et le jour de son trépas
fut le dernier de sa vie.

il mourut le vendredi,
le dernier jour de son âge,
s'il fut mort le samedi,
il eût vécu davantage.

 

(signori, vi piaccia udire
l'aria del famoso la palisse,
potrebbe farvi gioire
qualora vi divertisse.

la palisse ebbe pochi beni
per sostenere la sua nascita
ma non gli mancò nulla
finché fu nell'abbondanza.

viaggiava volentieri,
scorrazzando per tutto il reame,
e quando stava a poitiers
non stava a vendôme!

si divertiva a navigare
e, sia in pace sia in guerra,
andava sempre per mare
se non andava via terra.

beveva tutti i mattini
vino spillato dalla botte,
e per mangiare dai vicini
vi si presentava di persona.

voleva per mangiar con lusso
cibi squisiti e molto teneri,
e faceva il martedì grasso
sempre la vigilia delle ceneri

brillava come un sole,
con il capello biondo.
nessuno a lui simile
se fosse stato solo al mondo.

ebbe talenti diversi,
ma si è certi di una cosa:
quando scriveva in versi,
non scriveva in prosa.

fu, per la verità,
un ballerino ordinario,
ma non avrebbe cantato male
se avesse voluto cantare.

si racconta che mai
si poté risolvere
a caricar le pistole
se non aveva la polvere.

il signor de la palisse è morto,
morto davanti a pavia,
un quarto d'ora prima di morire,
era in vita tuttavia.

fu per una triste sorte
ferito da mano ferale.
si crede, poiché ne ebbe morte,
che la ferita fosse mortale.

rimpianto dai suoi soldati,
morì degno d'invidia,
e il giorno del suo trapasso
fu l'ultimo della sua vita.

morì di venerdì,
l'ultimo giorno della sua età,
se fosse morto il sabato,
avrebbe vissuto di più).

  • Silvio Salza |

    Complimenti!
    Io la storia e la poesia le conoscevo, perché ero andato a cercarmela, ma è la prima volta che la vedo raccontata in maniera completa e compiuta.

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