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“gli allagamenti colpa delle nutrie”. sicuro? storia del castorino, che buca gli argini dal 1935

la nutria è sotto accusa per gli allagamenti in alta italia dopo le piogge battenti di questi giorni.
il fatto è che la nutria – il castorino con la cui pelliccia le nostre nonne avvolgevano il collo dei cappotti – è accusata di scavare tane negli argini dei fiumi, indebolendoli.
è stranoto che sparare a questi roditori non serve a niente – a parte lo spasso degli sparatori – e che gli unici strumenti efficaci sono poco divertenti per gli eserciti di doppiette: funzionano assai meglio le noiosissime trappole e le poco divertenti reti da posare sugli argini per fare in modo che questi tranquilli e fiduciosi roditori non rosichino tane pericolose in caso di piena.

"la pioggia è stata abbondante, ma questa volta crediamo che sia stata la  diffusa presenza di nutrie su territorio che con le loro tane hanno compromesso gli argini. un problema che da anni segnaliamo e soprattutto puntiamo il dito su un animalismo troppo rigido che spesso ostacola i piani di cattura di questa specie non autoctona ed estremamente invasiva", sostiene una nota di agrinsieme emilia-romagna, il coordinamento di cia, confagricoltura e alleanza delle cooperative italiane.

per la lega nord è colpa di animalisti, movimento cinque stelle e sinistra tutta (forse è una dimenticanza il fatto che non venga citato il complotto demogiudomassonico):
maltempo: caon (ln), danni ambientali colpa degli animalisti
roma, 20 gen – “lo straripamento del secchia, che sta provocando disagi alla popolazione e ingenti danni al territorio, è solo l’ultimo dei disastri provocati dalla massiccia colonizzazione di nutrie. questi animali continuano a provocare enormi danni all’agricoltura e alle coltivazioni oltre a portare malattie pericolose per gli esseri umani. la lega nord da tempo ha presentato un proposta di legge in commissione agricoltura per consentire l’abbattimento di questi animali, che però resta ferma a causa del veto degli animalisti della sinistra e del m5s. grazie a loro oggi ci ritroviamo per l’ennesima volta con un’alluvione che ha provocato ingenti danni ai cittadini, alle aziende e alla pubblica amministrazione”. lo dichiara il capogruppo della lega nord in commissione giustizia alla camera, roberto caon.

lo sfogo del politico nordista è dettato da ignoranza.
in realtà le nutrie portano malattie quanto tutti gli altri animali selvatici, né più né meno;
in realtà le nutrie trivellano gli argini da quasi un secolo: è un po' tardi per svegliarsi;
in realtà non c'è alcun veto di animalisti di sinistra all'abbattimento di questi animali.

ma perché la lega nord accusa i grillini?
semplice.
perché il movimento cinque stelle è contro la voglia dei cacciatori di rigonfiare il carniere con tante belle nutrie sparate.

per esempio la provincia di cremona per fronteggiare l’emergenza nutrie invece di mettere le reti salva-argini, disporre trappole e iniziative parimenti efficaci ha deciso di usare i fondi regionali antinutrie per comprare per i cacciatori le munizioni calibro 12.
cartucce gratis,
in gentile omaggio per le doppiette e i sovrapposti.

ecco l’interrogazione presentata alla camera da gagnarli e bernini:

atto camera
interrogazione a risposta scritta 4-02761 presentato da gagnarli chiara
testo di lunedì 2 dicembre 2013, seduta n. 129
gagnarli e massimiliano bernini. — al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — per sapere – premesso che:
da diverse fonti stampa si apprende che la provincia di cremona ha deciso di utilizzare le risorse messe (40 mila euro) elargite dalla regione lombardia per affrontare l’«emergenza nutrie», al fine di acquistare munizioni da fornire gratis a quanti, dei circa 900 cacciatori presenti nei comuni della provincia, si metteranno a disposizione per l'abbattimento del roditore;
la vera e propria invasione delle nutrie nella provincia di cremona è evidente e gli interroganti non intendono negarlo; i danni alle aziende agricole della zona, ma anche alla stabilità terreno (il roditore scava infatti profondi e lunghi tunnel sotterranei) non lasciano dubbi al fatto che vada trovata al più presto una soluzione;
la legge n. 157 del 1992 prevede, al comma 2 dell'articolo 19, che qualora l'ispra verifichi l'inefficacia dei metodi ecologici usati per il contenimento delle nutrie, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. «tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l'esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l'esercizio venatorio»;
quella di fornire munizioni gratis ai cacciatori con l'unico obiettivo di estirpare la popolazione di nutrie entro cinque anni non appare, agli occhi dell'interrogante, la soluzione migliore per risolvere un problema grave quanto comunque contenibile attraverso oculati piani di gestione, ma anzi – essendo la popolazione di nutrie presente anche in prossimità del centro abitato – una soluzione potenzialmente rischiosa per la sicurezza dei cittadini;
agli interroganti appare poco chiaro il controllo sull'effettivo utilizzo delle munizioni, poiché dalle poche informazioni a disposizione non è chiaro come possa essere garantito che quelle munizioni fornite gratis dalla provincia siano effettivamente utilizzate per l'abbattimento delle nutrie e non per altra attività venatoria;
a quanto risulta agli interroganti, l'unico metodo ecologico attuato per il contenimento delle nutrie in provincia di cremona è messo in pratica nel 2003 dal comune di spinea con il posizionamento di apposite reti anti-nutrie lungo un canale;
nella stessa città di cremona, nel 2012 un uomo è stato denunciato per aver ucciso a badilate una nutria, violando quanto disposto dagli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale –:
se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se non ritenga che la fornitura di munizioni ai cacciatori, considerando che il roditore è presente in grandissime quantità nella zona cremonese e anche in prossimità dei centri abitati, possa ledere la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, non assicurando al contempo che le munizioni siano e
ffettivamente destinate all'abbattimento delle nutrie e non ad altra attività venatoria;

se l'ispra, in base a quanto previsto dallo stesso articolo 19 della legge n. 157 del 1992, abbia effettivamente verificato l'utilizzo e quindi la relativa inefficacia dei metodi ecologici utilizzati per il contenimento delle nutrie nella provincia di cremona. (4-02761)

attenzione: comunque la nutria non è specie cacciabile sul territorio nazionale poiché non è ricompresa negli elenchi di cui all’art. 18 della stessa legge n. 157/92.

solamente oggi, tempi distratti, si scatena tanta attenzione contro un animale poco diffidente e gentile che rosica gli argini dei fiumi da quasi un secolo.

infatti la nutria, una marmotta d’acqua tipica dell’america del sud (soprattutto la zona fra argentina, uruguay e cile), è il castorino.
quel castorino con cui le nonne avvolgevano con un caldo collo di pelliccia il cappotto di lana.

i primi allevamenti commerciali per la produzione di pellicce sorsero alla fine dell'ottocento in argentina e nel 1931 nella sola argentina esistevano già 60 allevamenti.
furono loro, gli argentini, con la varietà “buenos aires” (bonariensis), a rivendere gli esemplari più pregiati agli investitori di mezzo mondo.

in francia il primo allevamento fu realizzato in lorena nel 1882.
ai primi del ‘900 la pelliccia di castorino era amatissima per la morbidezza del vello e per la facilità nell’allevare questo garbato animale.

in italia i primi esemplari di nutria furono importati nel 1928 dall’istituto di coniglicoltura di alessandria.
non erano grandi allevamenti: quasi tutti consistevano di un po’ di gabbie nell’aia della fattoria, fra il pollaio e la conigliera.

negli anni dell’avtarchia, sfoggiavano avtarchissime stole di castorino le signore che – al posto del perfido albionesco tè d’importazione – bevevano il carcadè arrivato dall’africa orientale italiana.

poi la pelliccia di castorino perse di interesse commerciale e l’allevamento diventava sempre meno conveniente.
alcuni allevamenti fallivano, e per sbarazzarsi degli animali senza avere impicci molti allevatori si limitavano ad aprire le gabbie e liberare i castorini.
altri allevamenti decisero di cambiare attività, tentarono di vendere gli animali ad altri allevatori poco interessati, e poi si rassegnarono anch’essi ad aprire le gabbie.

la prima segnalazione di nutrie inselvatichite in francia si ebbe già nel 1935.

le nutrie producono danni?
sono vegetariane vegane crudiste.
mangiano erbe, radici e tengono pulite dalle canne le sponde dei fiumi.
però se vicino all’argine c’è riso o granoturco, li apprezzano.
ma rosicchiano anche soia, radicchio, carota e in tempi di carestia rodono anche le cortecce degli alberi.

in provincia di rovigo più del 90% dei danni operati dal roditore riguarda il riso.

gli scienziati non hanno potuto censire i danni prodotti dai castorini negli argini dei fiumi.
si suppone però che dove ci siano colonie numerose i danni siano rilevabili.
di sicuro le arginelle delle risaie sono indebolite dalle tane dei castorini, e a volte franano. alcune rogge sono state intasate dagli animaletti. ma sugli argini maestri dei fiumi al momento non vi sono prove di danni documentati in modo inoppugnabile.

tuttavia, per salvare gli argini dello scavo di tane vengono posate reti composite che gli animali non riescono a perforare.

e il tiro alla nutria? i castorini possono anche essere abbattuti a schioppettate ma solamente per finalità di pubblica utilità e non per fini di caccia. inoltre le fucilate funzionano bene solamente per i primi animali uccisi, poi i castorini si fanno diffidenti e non si lasciano avvicinare da cacciatori con sovrapposto.
i cani e tutti i predatori naturali ne fanno macello più dei fucili, ma l’arma migliore per sterminare le nutrie è il freddo, al quale sono molto sensibili.
e questo autunno senza fine che occupa anche il mese di gennaio aiuta la sopravvivenza di questi animali freddolosi. una gelata che ghiacci rogge e stagni ne farà strage.

 

 

aggiunta. pochi minuti fa il wwf ha diffuso un comunicato in difesa dei castorini.
eccone un passo:

 

"fenomeno tutto da dimostrare soprattutto lungo il bacino del po e dei suoi affluenti dove gli argini sono generalmente “armati” con lastre di cemento e diaframmi che vanno nel sottosuolo fino a 10/20 metri per cui le nutrie difficilmente possono scalfirli, a meno che ci siano dei cedimenti non gestiti. 
in italia vengono spesi circa 4 milioni di euro l’anno  per il contenimento di questo roditore per la realizzazione di recinzioni elettrificate, protezione meccanica degli argini attraverso l'uso di reti composite stese al suolo, piani di cattura e abbattimento gestiti dalle province, molti dei quali realizzati da quelle della bassa padana (mantova, cremona, reggio emilia, modena…); questi interventi sono generalmente poco efficaci soprattutto perché le amministrazioni provinciali si muovono autonomamente senza alcun coordinamento vanificandosi a vicenda gli sforzi".

  • A A |

    Le pantegane che nuotano nel Tevere hanno un valore economico ?

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