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al senato ennesima mozione anti-trivelle.

la croazia si prepara a trivellare l’adriatico, mentre malta si prepara a trivellare il canale di sicilia.
ma questi esempi non fermano i nemici del petrolio e del metano italiani.

esemplare la vicenda della sardegna, che rinuncia al suo giacimento di metano e preferisce pagare per bruciare i più inquinanti petrolio e carbone importato via nave.

fra tante iniziative rancorose è invece interessante questa più meditata mozione.
mozione che non condivido, ma che ha contenuti non banali.

il senatore alfaniano siciliano giuseppe (francesco maria) marinello ha presentato il seguente calibratissimo ordine del giorno contro le trivelle nel canale di sicilia (clicca qui se vuoi leggere il testo originale):

il senato,
premesso che:

il mar mediterraneo è un mare piccolo e semichiuso che custodisce uno straordinario patrimonio culturale e naturalistico riconosciuto dall’intera umanità, ove in una dimensione inferiore all’1 per cento dei mari del mondo transita il 25 per cento del traffico mondiale di idrocarburi;
in tale scenario, già piuttosto compromesso sul piano inquinamentale e costantemente messo a rischio dall’intensità dei traffici marittimi, è diffusa a livello parlamentare e locale la consapevolezza dei gravissimi pericoli connessi alle diffuse attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi offshore;
gli eventi sismici che hanno interessato il territorio nazionale negli ultimi anni attestano l’imprevedibilità dell’attività tellurica e vulcanica sotto la crosta terrestre, in mare e sulla terraferma, rimanendo sempre sospesa la minaccia che un terremoto in mare possa danneggiare le piattaforme utilizzate per le attività di esplorazione e di estrazione con episodi di inquinamento difficili da controllare ed effetti deleteri sulle attività economiche realizzate in mare e sulle coste nazionali;
l’ispra e l’ingv, istituiti di assoluto rilievo e affidabilità tecnico-scientifica, hanno testimoniato la peculiare e straordinaria ricchezza di ecosistemi profondi e la particolare fragilità del canale di sicilia, esposto ad attività telluriche e vulcaniche;
in particolare l’ispra, anche nel corso di una recente iniziativa pubblica tenuta in senato, ha evidenziato la straordinaria peculiarità naturalistica dei fondali del canale di sicilia, ricco di banchi di eccezionale valenza, ove proprio l’interrazione tra i requisiti idrologici dei fondali profondi e il vulcanismo diffuso produce effetti unici in termini di biodiversità marina;
l’instabilità politica della sponda sud del mediterraneo, i preoccupanti livelli di fondamentalismo religioso e le correnti vicende di migrazione di massa producono un costante stato di rischio per la sicurezza e la pace in quell’area mediterranea;
le strutture operative e titolate della convenzione di barcellona per la tutela del mediterraneo hanno avviato l’iter per istituire aree marine protette nell’alto mare, a tutela degli ecosistemi di pregio ove presenti,

impegna il governo:

a sospendere il rilascio di nuove autorizzazioni di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei fondali marini del canale di sicilia, oltre che l’operatività di quelle già rilasciate, per almeno un biennio e comunque fino alla conclusione di un’approfondita indagine tecnico-scientifica, da affidare all’ispra e all’ingv su incarico del ministero dello sviluppo economico, per l’individuazione ed adozione di idonee misure di assoluta garanzia per gli ecosistemi naturali interessati e per le attività turistiche e della pesca nell’area a fronte dei rischi prodotti da dette attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei fondali marini in quello specifico e fragilissimo contesto;
a promuovere con la massima tempestività la ratifica del protocollo offshore della convenzione di barcellona per prevenire gli impatti prodotti dalle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi che si svolgono lungo le coste;
a promuovere con immediatezza nelle sedi titolate una comune strategia con i paesi della sponda sud del canale di sicilia per una severa e condivisa regolazione delle attività di sfruttamento di giacimenti sottomarini di idrocarburi in quell’area;
a promuovere, se necessario, un innalzamento dell’attenzione e delle soglie di tutela presenti nelle regolazioni nazionali degli stati rivieraschi nel settore dello sfruttamento di giacimenti sottomarini di idrocarburi, a partire dalla sponda sud del canale di sicilia, sia attraverso l’attivazione degli opportuni canali diplomatici sia mediante la promozione di una apposita e mirata conferenza internazionale;
ad assicurare, mediante l’immediata modifica del decreto del presidente della repubblica 10 novembre 1999 n. 469, che gli introiti erariali previsti dall’articolo 6, comma 17, ultimo periodo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, siano resi utilizzabili dal ministero per lo sviluppo economico e dal ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare anche nell’anno finanziario successivo, al fine di assicurarne un’adeguata programmazione per il migliore svolgimento rispettivamente delle azioni di monitoraggio e contrasto dell’inquinamento marino e delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare;
a promuovere in sicilia, nell’ambito della convenzione di barcellona, una specifica iniziativa con i paesi posti sulla sponda sud del mediterraneo per la più rapida istituzione di aree marine protette dell’alto mare, mirate alla tutela dei fondali e degli ecosistemi di pregio, ove approfondire i seguenti punti: cosa e come conservare e preservare, con quali garanzie di effettività anche sul piano del necessario riconoscimento internazionale, con quali costi e strutture di gestione e vigilanza;
a promuovere con immediatezza le necessarie verifiche internazionali, mediante un impegno diretto delle strutture diplomatiche, per la più rapida istituzione della zona di protezione ecologica nel canale di sicilia, ove possano legittimamente avere vigenza le regolazioni nazionali e comunitarie vigenti in tema di tutela del mare.

per saperne di più:

la croazia trivella, l’italia è ferma.

ecco com’è fatto un giacimento. ecco com’è fatto il petrolio. in parole semplici.

ecco come si raffina il petrolio. gli ottani. rockefeller. in parole semplici.

l’italia studia nuovi limiti, l’inghilterra facilita le risorse nazionali: rinnovabili, trivelle e geotermia.

la sardegna rinuncia al suo giacimento di metano. meglio importare petrolio.

ecco qualche foto di pozzi e trivelle in italia.

in italia finora sono stati perforati 7.174 pozzi di metano e petrolio.

alcuni video che ho *rubato* su una piattaforma petrolifera in un mare italiano.

che cosa ha fatto arenare i capodogli in abruzzo.