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ecocronache da ecomondo. come il fotovoltaico fa traballare il sistema elettrico e la rete.

qui ecomondo alla fiera di rimini.

in uno dei convegni, gallandi dell'rse (la società pubblica di ricerca del gruppo gse) spiega le nuove sfide per la sicurezza delle reti con il diffondersi degli impianti rinnovabili, e in particolare con eolico e fotovoltaico.

la cosa più temuta è la cosiddetta *sindrome del summer sunny sunday* (ssss), cioè una domenica con poca domanda di elettricità, le fabbriche spente e quindi scarsa richiesta di energia, e il fotovoltaico che produce a tutto fotone.

in queste condizioni il sistema elettrico è traballante.

interrompe gianni silvestrini: "quest'estate – dice – in alcune giornate a bassa domanda in germania si sono trovati a dover gestire punte di 12mila megawatt fotovoltaici".

gallandi conferma: in casi come questi, le centrali convenzionali devono stare spente ma prontissime a entrare in servizio per garantire eventuali scostamenti imprevisti di produzione e per far partire l'illuminazione notturna quando il sole scende (e il fotovoltaico smette di produrre).

è necessario quindi preparare il sistema elettrico a distacchi di carico, cioè spegnere impianti fotovoltaici, se il sistema elettrico lo richiede.
sennò si rischia un blackout.

è vero. quello che dicono gallandi e silvestrini è vero e stravero.

insomma anche le tecnologie non programmabili devono *responsabilizzarsi* per evitare gli sbilanciamenti del sistema elettrico.

puoi seguirmi anche su twitter @jacopogiliberto

  • Walter |

    “è vero. quello che dicono gallandi e silvestrini è vero e stravero.”
    non mi sembra un grosso problema..
    spegnere le centrali ad agosto fino alle 21
    sarebbe peggio se non ci fosse questa punta di fotovoltaico
    mi sembra un problema fatuo

  • paolo |

    ad esempio fare si che il GSE non consideri i sistemi di accumulo presso gli impianti fotovoltaici il diavolo?

  • Pio |

    Utilizzare accumulatori di energia no? E´la soluzione se si vuole immettere in rete energia prodotta da impianti rinnovabili.

  • Marco Comelli |

    Silvestrini è il solito furbetto. La soluzione è dotare gli impianti fotovoltaici (ma anche eolici) di sistemi di storage (batterie ed altro) per rendere programmabili le rinnovabili incerte. Il problema è che questo farebbe triplicare i costi del fotovoltaico soprattutto, e allora si preferisce illudersi di riuscire a tenere in equilibrio la rete come una foca con la palla sul naso e si vaneggia di smart grid ultrainteligenti e autoadattabili. Ma se si diceva che mettere il nucleare in Italia non si può perchè sono sistemi complessi e gli italiani non sarebbero affidabili, e poi ci si affida ad un manipolo di tecnici per tenere in piedi l’intera rete elettrica ?
    Se a qualcunono interssano i sistemi di energy storage, gestisco un convegno di mezza giornata il 17 mattina in Fiera Rho.

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